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PSEUDONIMO, SÌ O NO?


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Nunzio Donato



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Località: Pieve di Cento (BO)

MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 10:09    Oggetto: Cita

Sono d'accordo con Franco. Che senso ha un nickname? Ok, passi chi ha scelto un vero e proprio nome d'arte, con cui trascorrere il resto della propria "vita letteraria" (salvo ripensamenti, ma anche no!), ma un nick da forum, un alias da videogame, un "chissàchiè" stile usa e getta, a che pro?
Insomma, perché partecipare? Il bello dell'essere qui è nel mettersi in discussione, nel cercare il consenso degli altri, nel manifestare un proprio stile, una tecnica. Nel vantarsi con amici e parenti di essere stato scelto in una serratissima e dura selezione. Mi domando: quelli del nick ce lavranno una biografia? O nella pagina del racconto ci sarà uno spazio vuoto? O, magari, una roba tipo: frequentatore del forum xx e conosciuto come GeRtRuD82, nonché moderatore del sito xy con l'alias ^AtOm(82)^, scrittore di alcuni racconti con i nick, (((Valium))), T0kyyoH, <-GB82->...
Libertà di scelta innanzitutto, sacrosanto, ma a volte è proprio difficile capire. Ho letto alcune motivazioni e l'unica cosa che è mi è balzata agli occhi è stato lo spauracchio sesso. Erotismo, eros, porno, sensualità, lussuria, in qualunque modo volete chiamarlo, è "lui" il problema.
Ok, mi permetto una faciloneria, ma immaginiamo questa come un'antologia sul noir. O meglio, sui serial killer. Quanti dei nick sarebbero scomparsi? Tutti? No, dai, qualcuno l'avrebbe scelto comunque, ma si sarebbero contati sulle dita di una mano monca. Perché la violenza fa meno paura dell'erotismo.
Quindi, la risposta, è semplice: il sesso è tabù e per alcuni necessita dell'anonimato. Così è, e così resterà per molto tempo.
_________________
Nulla si crea e nulla si distrugge. Un sacco di cose, però, si perdono. (Massima di McFee)
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Un sentiero senza ostacoli, di solito, non porta da nessuna parte. (Osservazione di Defalque)
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Luca Di Gialleonardo



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 11:15    Oggetto: Cita

A suo tempo mi posi il problema. Non sono mai stato propenso a parlare con gli amici del fatto che mi piace scrivere, forse perché le compagnie che frequentavo da adolescente non usava i libri nemmeno per non far ballare un tavolo.
Poi ho cambiato amici, ma sono comunque rimasto riservato. Tuttavia non ho mai firmato i miei racconti "pubblici" con uno pseudonimo, ma ho sempre scelto di usare il mio vero nome.
Capisco però chi ha fatto una scelta diversa. In passato scrivevo molti racconti horror e più di una volta mi è capitato di sentir dire, da chi non sapeva che scrivevo, che chi scrive racconti di quel tipo (si faceva riferimento anche a S. King) un po' fuori di testa doveva esserlo. Io so che si tratta di una boiata, ma non è semplice far cambiare idea a chi la pensa diversamente.
Se dovessi fare un colloquio di lavoro ho il timore di cosa potrebbe pensare di me un possibile datore poco aperto facendo una ricerca su internet con il mio nome. Timore che però mi lascia presto, comunque.

Per concludere, capisco chi ha remore a usare il proprio nome, anche se io ho scelto di farlo perché amo la scrittura e voglio che sia Luca Di Gialleonardo il "padrone" dei miei scritti.

Ciao
Luca
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Luca Di Gialleonardo

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Eiluned



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 11:22    Oggetto: Cita

Irene Vanni ha scritto:
@ Percival e Eiluned: da come parlate sembrerebbe pensiate che tutti i lettori diano per scontato che ciò che un autore scrive sia sempre autobiografico. Laughing Un autore è bravo proprio perché le cose riesce a inventarsele, da che mondo è mondo. Aver paura di qualcuno che ti addita come omosessuale perché hai scritto un racconto a tematica omosessuale non ha davvero senso. E' come dire che Stephen King è un serial killer... ah, vedo che è già stato scritto, be', diciamo che Asimov sia stato un androide, ok? Come potete dire che tutto questo non è comico e prendervela se qualcuno poi ve lo dice? Laughing


No, io ho semplicemente detto che non mi sembrava corretto etichettare una motivazione altrui (e se ho detto che non mi trovo in quella situazione, è semplicemente perché non ho quella motivazione tra le mie, a spingermi a non mettere il mio nome+cognome in pubblico) come 'comica', facendola passare quasi per ridicola. Ho detto che non trovandomi nella sua situazione, non mi sognerei mai di puntargli un dito contro facendomi grasse risate per quelle che sono SUE scelte e SUE motivazioni, che io possa condividerle o meno, perché ognuno è fatto a modo suo, e posso anche non essere d'accordo, ma lì finisce.
Sull'autobiografico o meno non ho detto assolutamente nulla, se leggi bene quel che ho scritto Wink .
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bimbafragola



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 11:37    Oggetto: Cita

io forse lo prenderei uno pseudonimo per scrivere, solo perchè per gli italiani ho un nome complicatissimo da leggere e per i russi (vengo dalla lettonia) ho il nome cognome comunissimi, ce ne possono essere a migliaia con mio stesso nome e cognome. Smile Wink

però ormai mi firmo così come sono, più facile cercare il proprio nome su internet
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Aspirante scrittrice notturna
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_eMMe_



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 11:39    Oggetto: Cita

Un autore è bravo perché le cose riesce a inventarsele? Laughing Questa SI' che è comica.

Allora Proust o Joice non sono buoni autori perché scrivono testi semi-autobiografici?

Oltretutto anche chi scrive testi che di autobiografico hanno ben poco spesso si ispira moltissimo alle proprie esperienze.

Al di là di questo parziale off-topic: magari nessuno pensa che Asimov sia un robot, ma hanno scritto caterve di saggi sul fatto che Tolkien sia di destra o di sinistra...

In tutto ciò la mia ragione principale è che _eMMe_ è il mio nome d'arte da anni e non ho nessuna voglia di cambiarlo. Se c'è altro non è di sicuro il fatto che il racconto parli di sesso a farmi preferire che non venga associato alla mia persona fisica se non da quelli che decido io, ma è proprio un fatto di pudore "del sentimento": spesso, anche in racconti per niente autobiografici o per niente erotici, inserisco emozioni e sentimenti miei che sono intimi e personali e voglio che rimangano tali.
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mjolneer



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 11:48    Oggetto: Cita

Posto che ognuno è libero di scegliere la propria modalità, mi ritrovo in molte delle parole di Lucadj, anch'io agli esordi ho avuto qualche remora al pensiero di chi avrebbe potuto leggere le mie "stranezze", ma ho comunque deciso di iniziare con il mio vero nome e non ho avuto nessun problema di quelli paventati negli anni a seguire; comprendo che l'argomento di questo libro possa incutere quelle stesse perplessità, specialmente in chi magari si trova alla sua prima pubblicazione in assoluto, ma c'è da stare tranquilli in tal senso, davvero. Oggi mi capita di leggere nei miei confronti appellativi svariati, scrittore horror, scrittore fantasy, poeta, scrittore e basta (ci sarebbe da riflettere su cosa sia o meno uno scrittore, ma che devo dire se proprio uno ci deve mettere un titolo meglio questo che ragioniere o programmatore...); i sorrisetti ironici ci sono stati, e ci sono, ma questo a prescindere dal genere, intendo che la "gente" ti vede come uno "strano" comunque (solo se sei famoso cambia tutto, altrimenti sei un illuso o uno sfigato, e comunque "malato"); a differenza di tanti altri, specie quelli giovani con genitori al seguito, non ho mai avuto incitamenti a proseguire, nell'entourage affettivo, anche se ultimamente le cose stanno cambiando anche in quell'ambito, sembra strano ma la "gente" considera queste "cose" solo in base a quanto "rendono" o a quanto "hai pagato" e non in base al genere letterario...
comunque quando scriverò il mio "capolavoro" non escludo di usare uno pseudonimo... Wink
In un'antologia di centinaia di autori non c'è da porsi queste preoccupazioni, salvo per l'appunto per coloro il cui alias è una vera identità, viceversa ha un senso in un romanzo, visto che purtroppo da noi un Giovanni Rossi è uno sfigato, mentre un John Ross è uno figo...
ma sempre de gustibus ovvio...
_________________
C'era una volta un re, il mio nuovo libro per ragazzi
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Gianluca L.



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 11:53    Oggetto: Nome e cognome Cita

Io direi che in rete il personal branding è molto utile ed importante!
Se abbiamo fatto tanto per partecipare ed essere scelti in questa fantastica antologia, perchè non "uscire" alla scoperta?
Certo, chi preferisce usare un nome d'arte, è giusto che lo faccia perchè è il suo marchio,o lo sarà presto, ma il nick name, oltre a servire poco all'autore, tende anche a sminuire l'importanze dei nomi di chi vuole apparire nell'antologia.

Ricordiamo anche che se pur nata in rete, questa "opportunità", finisce su carta!

un saluto

Gianluca L. , Gianluca Lucchese Smile

www.gianlucalucchese.it
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Cassius Clay



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 11:55    Oggetto: Cita

Nunzio Donato ha scritto:
Sono d'accordo con Franco. Che senso ha un nickname? Ok, passi chi ha scelto un vero e proprio nome d'arte, con cui trascorrere il resto della propria "vita letteraria"

In tal caso potrebbe mettere sia il nome d'arte sia il nome vero.
Anche perché mi è sorto un dubbio: non c'è il rischio che lo stesso Autore pubblichi due o più racconti con pseudonimi diversi?

Citazione:
Oltretutto anche chi scrive testi che di autobiografico hanno ben poco spesso si ispira moltissimo alle proprie esperienze.

Cavolo, Emme, se pensassero una cosa del genere di me (dato l'ultimo/il primo romanzo che ho scritto) a quest'ora sarei come minimo in galera. Wink

Comunque il rispetto per le decisioni degli altri non deve mai essere messo in dubbio. Very Happy
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Franco Forte



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Località: Milano

MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 12:06    Oggetto: Cita

Grazie per i vostri interventi, tutti davvero molto interessanti. Questo argomento merita un articolo sulla WMI, che probabilmente scriverò, magari riportando alcuni dei commenti qui inseriti (se gli autori sono d'accordo - ma li sentirò per questo).

Da parte mia ribadisco che ognuno potrà pubblicare in questa antologia con il nome del plume che crede, senza alcuna interferenza da parte mia o di Delos Books. Semplicemente, ero curioso di conoscere le motivazioni di tanti autori che hanno deciso di "mancare" questa opportunità di pubblicare con il proprio nome.

Sono molto sensibile al "problema", perché per anni (ma ancora adesso, ogni tanto) ho dovuto spiegare che Franco Forte è davvero il mio nome, e non uno pseudonimo Very Happy

Però ribadisco: capisco i nomi d'arte, sono una seconda pelle (artisticamente la prima), e quindi hanno un senso e una valenza ben precisi, ma nascondersi dietro un nick per molte delle motivazioni che ho letto... mi pare un po' un controsenso. Per coerenza sarebbe stato meglio guardarsi allo specchio e dirsi: okay, visti i casini che la mia partecipazione a questo progetto potrebbe generare, lascio perdere, non partecipo. Questa sì sarebbe stata una scelta ben precisa.
Altrimenti... non so, mi dà l'idea dell'autore che vuole la botte piena e la moglie ubriaca: partecipo, mi pubblicano, ma mi nascondo così nessuno lo sa. Questa è la mia impressione, badate bene. Allora la domanda che mi sovviene è: a che pro?
E confesso che una vera risposta ancora non l'ho trovata, almeno non nei commenti che avete postato fino a questo momento.
Ciao
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Franco Forte
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Ariadne Karloff



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 12:20    Oggetto: Cita

Franco Forte ha scritto:
Allora la domanda che mi sovviene è: a che pro?


Mi sa che in una parte io l'avevo scritto *cogita*
Comunque, per le persone che conosco io e che hanno usato un altro nome, è: "ho partecipato per gioco, per provare a me stessa che valgo".
Quindi non c'è bisogno che lo sappia gente esterna ad un certo gruppo, fondamentalmente Wink
Interessa quella pagina per dire "bè, dai, ci son riuscita, schifo non faccio *lucidatina all'ego*".
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Carla V.
Se il tuo odio scorre profondo, fa' che diventi la tua anima, il tuo respiro, il sangue nelle vene, il nucleo di ogni tua cellula.
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Nunzia C



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 12:45    Oggetto: Cita

Citazione:
un "chissàchiè" stile usa e getta, a che pro?

Io forse sono troppo abituata al mondo della scrittura amatoriale, dove quello che importa non è il nome, ma cosa scrivi, ma non ho capito qual è il problema.
Da quando, nel 2001, io mi iscrissi al mio primo sito di fanfiction, usai il nick Naco. E da allora, è rimasto quello. Esiste solo un'altra Naco al mondo, è canadese e a volte sono costretta a modificare i mio nick in Nacochan o Naco84 se anche lei è iscritta allo stesso portale. Però, se cercate anche su Google questo nick troverete solo me. Non esagero se dico che, se un giorno pubblicassi un romanzo e usassi Naco e non il mio vero nome, avrei molto più successo, perché ci sono molte più persone che mi conoscono così che non come Nunzia.

Per me - per noi, mi permetto di dire, visto che alcune persone che hanno inviato il proprio racconto le conoscono, provengono dallo stesso mio mondo e conosco il loro pensiero - inviare un racconto, per un qualcosa che non ti fa entrare niente in tasca, solo il fatto di vedere una propria opera pubblicata su carta, non è una ragione di vita, ma più che altro un modo per mettersi alla prova (sì, Ariadne, lo so che l'hai già detto tu! XD).
Se la fama un giorno arrivasse (come scrittrice, come giornalista, come cantante, come quello che vi pare), ben venga, ma non ci smanio dietro; la mia piccola ora di fama ce l'ho quando posto una storia on line e leggo i commenti, positivi e negativi, che mi spingono a continuare, a modificare qualcosa che non va, che mi portano a migliorare; ce l'ho quando mi presento su un forum e mi arriva un pm di una persona che mi chiede se sono quella Naco.
Per chi come me è abituato a vivere in un mondo dove si scrive per semplice diletto - e non per questo ci si risparmia, anzi! - sono queste le cose che contano.

E forse proprio perché sono un'utente della rete da molti anni, ho imparato che il nome non ha poi tutta questa importanza: spesso, per vari motivi (decisione propria, nick occupato al momento dell'iscrizione) si è costretti a cambiare nome e non per questo non sono riuscita a riconoscere quella data persona quando l'ho trovata in altri lidi. Come ha detto qualcuno prima di me, un nome è solo un nome; dietro quel nome ci sono delle persone e si riconoscono al primo impatto. Le si riconoscono da quello che dicono, dallo stile che usano quando scrivono, da un sacco di elementi (persino dall'antipatia o dalla simpatia che le parole di quella persona possono suscitare! E no, non sto scherzando! XD).

Oddio, non so se sono stata abbastanza chiara: è tutto così radicato in me che mi sembra anche strano doverlo spiegare. XD
_________________
Nunzia "Naco" Caprio

L'uomo mortale, Leucò, non ha che questo d'immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia. Nomi e parole sono questo. Davanti al ricordo sorridono anche loro, rassegnàti.
Dialoghi con Leucò, Cesare Pavese
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LuceM



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Messaggi: 23

MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 13:10    Oggetto: Cita

Probabilmente sarò influenzata pure io dal mondo della scrittura amatoriale per cui so, come ha detto anche Nunzia, che non ha importanza il nome piuttosto ciò che scrivi. La notorietà non è ciò che mi interessa davvero. Oddio, se c'è ben venga, ma non ne faccio una questione di vita o di morte.
Ho voluto partecipare più per fare esperienza, come gioco, per vedere se potevo reggere in un contesto più serio rispetto al mondo da cui provengo, ma non per questo da sottovalutare, e non pretendo chissà che da questa antologia. Mi sono divertita, che poi è ciò che io faccio quando scrivo, mi diverto e raccolgo i frutti delle mie passioni. Punto.
Il nome dopotutto non ha importanza, e badate, prima di arrivare a usare il mio ci ho pensato veramente tanto, proprio per ciò che prima di me hanno detto Ariande, Jules o _eMMe_, ma non avendo un nome d'arte (perché non l'ho mai pensato, né creato) e non potendo usare il mio nick name, non perché non mi piaccia ma perché lo trovo fuori luogo in questo contesto, ho dovuto agire di conseguenza.
Probabilmente pure io se avessi usato il nick name avrei riscosso più successo rispetto al semplice uso del mio nome e cognome, proprio perché sono conosciuta più come Solarial che Lucia Manuela.
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Eiluned



Registrato: 10-09-2009 20:58
Messaggi: 22

MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 13:22    Oggetto: Cita

Credo d'aver già detto qualche pagina fa di aver partecipato per una sorta di sfida con me stessa.

Non ho un nome d'arte: non ci ho mai pensato, non ho mai provato a proporre qualcosa di mio ad una casa editrice, non ho mai creduto di essere pubblicata e/o pubblicabile e, comunque, non credo che lo sarò in futuro, molto probabilmente. Da qui è nato l'aver chiesto di essere pubblicata come 'Eiluned', quel che sono qui su questo forum, il nome con cui è nato quel che ho scritto per questo progetto, non perché sia un nickname, ma perché proprio ad un nome d'arte non ho neppure mai pensato. Non credo mi servirebbe neppure, in fondo.


Ultima modifica di Eiluned il Mer 16 Set 2009 13:22, modificato 1 volta in totale
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Ariadne Karloff



Registrato: 07-09-2009 11:26
Messaggi: 125

MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 13:22    Oggetto: Cita

Queen ha scritto:

Ho espresso la mia opinione perché non capisco il voler pubblicare senza il proprio nome dove non ci sono guadagni in moneta! Non ci saranno diritti d'autore perché siamo troppi e sarebbe impossibile per l'editore, dunque, il guadagno, come cercava di sottolineare Franco nel post iniziale, è la diffusione dell'antologia, e se si rinuncia anche a quello...


Neanche io voglio far polemica, è che in parecchi post quelli del "nome vero a tutti i costi" sembravano trattarci da pazzi che non capiscono dove stia la Verità ^^;;;
Capirai che non è bellissimo ^^;;

Guarda, io capirei di più l'uso del proprio nome dove c'è un guadagno in moneta: fatto per fatto, almeno ci guadagni.
Poi tu parli da scrittrice (aspirante tale? Non saprei, comunque tu punti alla pubblicazione cartacea, se non ho capito male), quindi pensi che questa antologia ti porterà curriculum, ma ad altri non interessa pubblicare. E' il discorso sulla fama che ho fatto qualche post fa =D
Magari son pazza io a usare il mio nome d'arte, ma ti assicuro che a livello di vendibilità è millemila miliardi di volte meglio del nome vero.
Poi anche io come Naco avrei potuto usare il mio nick e "vendere" di più, dato che ho uno zoccolo duro di fedeli lettori, ma tre anni fa ho creato il nome d'arte che sarebbe apparso sul libercolo da regalare a un'amica che mi aveva chiesto i racconti rilegati, quindi tanto valeva usarlo =P

Di sicuro non mi metto a criticare o a giudicare chi usa il suo nome alla ricerca della fama o della notorietà, così come non giudico chi ha usato il nome d'arte o il nick stesso: se uno ha fatto una determinata scelta sono esclusivamente affari suoi. Può aver fatto bene o male, ma se non ci saranno ripercussioni va tutto bene.

Dimenticavo: qualcuno ha criticato chi diceva che non pubblicava a suo nome per paura d'esser additato come gay.
Bon, gente, io scrivo principalmente racconti di maschioni nerboruti che si pastrucchiano vicendevolmente, e chi è "esterno" mi ha sempre chiesto "ma sei lesbica che scrivi queste cose?". Altri sono arrivati a dire che io ed altre che scriviamo nel genere siamo solo delle malate mentali che scrivono porcate immorali.
Chiamateci pazzi, diteci che proferiamo scemenze, ma fino a che non avrete provato l'ebrezza di esser additati come malati per quello che scrivete, non catalogate come "idiozia" alcune delle cose che diciamo: se le diciamo, è perché le abbiamo vissute.

Perversamente Vostra,

Ariadne

*agita un tentacolo e sguscia via*
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Euridice



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MessaggioInviato: Mer 16 Set 2009 13:33    Oggetto: Cita

Franco, più che un controsenso mi pare più giusto parlare di "controsesso" Laughing Sì, dai, scherziamoci su. L'eros è ovunque dal raggio di sole che inchioda una molecola di carbonio su una foglia a una volta a crociera Very Happy
Sono d'accordissimo con Irene quando dice che uno scrittore non scrive solo di sè e che la sua bravura si manifesa anche nel tentativo di ricreare la realtà, di uscire da sè e cercare di vestire i panni di qualcun altro come fa un attore Wink Lo scrittore può interpretare un ruolo, immedesimarsi, entrare in empatia col mondo ecc... Ma è pur vero che elementi autobiografici possono trovarsi anche in un romanzo storico, disciolti tra i vari personaggi.
Scrivere per soddisfazione personale? Va bene ma solo all'inizio, perchè credo che se si vuole percorrere la strada della scrittura professionale bisogna operare anche una rivoluzione copernicana, parlare a qualcuno, immaginare un target. Con questo non voglio sminuire la creatività, sia ben chiaro Wink
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E sognai talmente forte che mi usci' il sangue dal naso (Fiume Sand Creek di Faber)
Marcella Testa
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