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"8 marzo" o "Come la luna"


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Autore Messaggio
Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Gio 07 Mar 2013 18:24    Oggetto: "8 marzo" o "Come la luna" Cita

Domani. Già, domani. Ma che avrò mai da festeggiare. Eppure le amiche mi hanno invitato. Il solito localino, i fiori, le stesse parole di sempre e qualche risata. Parleremo di noi. Finiremo inevitabilmente a parlare di loro, degli uomini che fanno parte della nostra vita, qualunque età abbiano. Gina sicuramente ci narrerà di quanto sia dura accudire Michelino, e che più cresce e peggio diventa. Nora, piangerà ancora per la separazione. E le altre faranno coro con i problemi di tutti i giorni. Ma io? Cosa mai potrei dire? Di quale vergogna dovrei liberarmi? Chiedere aiuto? I panni si lavano in famiglia. E io ne ho già lavati parecchi.
Domani è la festa di tutte le donne. Non la mia. Domani, quando sarò seduta a quel tavolo d'angolo, ascolterò in silenzio tutte quelle stupide parole. Poi, lo so già, abbasserò gli occhi e respirerò profondamente. Resterò in attesa finché qualcuna chiederà e, allora, scoppierò in una fragorosa risata. Griderò la mia libertà, la mia indipendenza, la mia nuova forza. Il mio perché. Leggerò l'orrore sui loro visi, qualcuna mi darà della pazza, qualcun'altra dirà di volermi aiutare, forse qualcuna riuscirà anche a sorridere, mi abbraccerà dicendo "hai fatto bene, quel porco se lo meritava". Ci sarà anche quella che dirà di averlo sempre sospettato, che è dispiaciuta ma che non ha avuto il coraggio di dirmelo e aiutarmi. I loro occhi saranno puntati su di me, non tutti perché qualcuna si sentirà in imbarazzo. E, quando la polizia verrà ad arrestarmi, proprio lei mi dirà tra le labbra, sottovoce, "avessi il tuo coraggio".
Domani la mia vecchia vita finisce. Inizierò quella nuova, dietro le sbarre di una cella, ma l'avrò voluto io. Finalmente libera di essere me stessa e decidere della mia vita.
Lo specchio riflette la mia determinazione ma tra le ombre sento tutto il mio dolore. Devo scegliere: o la mia vita o la sua. E io ho già scelto.
Sento un pianto.
Non ora ti prego. Non ora! La tua mamma ha già deciso, non può tornare indietro.
Piangi ancora, mia piccola farfalla, e io non riesco a non farlo. Sto decidendo anche per te. Non potrai seguirmi. Non voglio che vedi il sole a strisce e che non corri sui prati. Ho già pensato a tutto: ti adotteranno presto, sei ancora così piccola e so che per i più piccoli è facile. Piangi e non senti ragioni, mentre le mie si sgretolano. E allora devo vivere ancora prigioniera, per te. Ma non sarà per sempre. Ho letto che c'è chi può aiutarmi. Sarò forte, vedrai! Lo saremo insieme.
Non voglio più nascondere la mia pelle ma nemmeno voglio negarti il futuro con me. Sto arrivando.
E domani, prima di andare a quella stupida festa, con te, passeremo da quell'avvocato. E' un uomo, lo so, ma lo scoprirai anche tu: non tutti gli uomini sono uguali, qualcuno si salva.
Ti tengo tra le braccia e mi stai sorridendo. Forse tu sapevi. Hai pianto apposta. Grazie. Il futuro, per quanto grigio, non sarà mai nero e un giorno il sole brillerà anche per noi. Come la luna.



Non so se potete pensare che sia un omaggio. Quanto raccontato non è bello né piacevole (ma promette bene nel finale). Volevo dedicarvi qualcosa (di mieloso) per esaltare quello che siete, per rendervi onore al merito ma questa storia è uscita da sé, mano a mano che scrivevo direttamente qui. Forse domani saprò scrivere altro, più leggero e allegro. Perdonatemi se vi ho disturbato in qualche modo.
Salvatore
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Tace la notte, piena di parole, al vento gelido del nord. Le stelle vibrano nel buio e l'anima non sembra più così sola. Ti parlo, Vuoto, perché tu possa riempirti d'amore.

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Recenso



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MessaggioInviato: Gio 07 Mar 2013 19:04    Oggetto: Cita

Oddio, Salvatore, non avevo letto che avevi postato ne La mia scrittura e pensavo fosse un tuo pensiero estemporaneo. Ti immaginavo unico uomo insieme alle amiche e mi sembravano strani quei pensieri Very Happy
Scusa: )
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freecora



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MessaggioInviato: Gio 07 Mar 2013 19:46    Oggetto: Cita

Che bello! Mi piace questo pensiero. Con un bel finale positivo e pieno di speranza.
Smile
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Libera Schiano Lomoriello

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"Non c'è nulla di più sacro dell'Amore e nulla di più dissacrante che l'amare." Cit. Salvatore Stefanelli
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lia



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MessaggioInviato: Gio 07 Mar 2013 20:02    Oggetto: Cita

Grazie. Salvatore. Penso che potresti scrivere qualcosa di valido anche per il premio Romance. Perché non provarci? Smile
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Lia Tomasich
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Gio 07 Mar 2013 21:10    Oggetto: Cita

Lia, penso che ci proverò.
Una domanda a voi amiche: quello che ho scritto potrebbero essere i pensieri di una vera donna o pensate che si vede sempre profondamente l'impronta maschile (nel qual caso avrei fallito la caratterizzazione del personaggio, e vorrebbe dire che come scrittore non riesco a immedesimarmi nei panni di una donna)? Gradirei una risposta la più sincera possibile, anche a costo di farmi male. Grazie
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lia



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MessaggioInviato: Gio 07 Mar 2013 21:36    Oggetto: Cita

Salvatore Stefanelli ha scritto:
Lia, penso che ci proverò.
Una domanda a voi amiche: quello che ho scritto potrebbero essere i pensieri di una vera donna o pensate che si vede sempre profondamente l'impronta maschile (nel qual caso avrei fallito la caratterizzazione del personaggio, e vorrebbe dire che come scrittore non riesco a immedesimarmi nei panni di una donna)? Gradirei una risposta la più sincera possibile, anche a costo di farmi male. Grazie

No, io credo che hai reso bene i sentimenti di una donna. Una donna particolare, di carattere, una donna diversa tra le altre donne. Dopotutto, ha ucciso... E' una bella idea.
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maria_rosaria



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MessaggioInviato: Gio 07 Mar 2013 22:13    Oggetto: Cita

Sarò sincera: mi piace molto l'idea di questa donna coraggiosa e hai espresso bene i pensieri di una donna così forte.
Unico punto su cui, forse, lavorerei di più è quel:
Ho già pensato a tutto: ti adotteranno presto, sei ancora così piccola e so che per i più piccoli è facile

Da madre posso dirti che non ci si stacca così razionalmente da un figlio, soprattutto se piccolo o molto piccolo.
Se la tua protagonista ha preso questa decisione (che nella storia ci sta), bada che è una decisione talmente forte, che comporta una tale sofferenza, che va descritta al meglio.

Ma non mi sembra ti manchino le parole giuste.

Vai Salvatore, tifo per te.
Very Happy Very Happy
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maria rosaria del ciello
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Paolo Ninzatti



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MessaggioInviato: Gio 07 Mar 2013 22:21    Oggetto: Cita

In pieno PDV femminile, Salvatore. Se non sapessi che l'autore sei tu penserei alla traduzione dallo svedese di qualche autrice di femikrimi.
E tu sai che anch'io ho giocato dal PDV di una piratessa spaziale, la famigerata Patty. Mi é anche piaciuta l'escalation. Pensavo all'inizio che lei avesse soltanto mollato il marito. Invece piano piano si scopre che l'ha ammazzato.E per amore del figlio. Certi uomini riescono a trasformare l'esistenza di una donna in un inferno. Ben scritto, anche se si distacca un po' dallo stile poetico Stefanelli assumendo toni neorealistici un po' noir.

Paolo Ninzatti Very Happy Very Happy Very Happy
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Ven 08 Mar 2013 08:26    Oggetto: Cita

Grazie a tutti per l'apprezzamento e per avermi confortato nel pensiero femminile.
@adonolo - devo aver sbagliato qualcosa perché il senso di quella frase è quello di essere una scusa, un modo per per farsi coraggio cercando di trovare una via di fuga al senso di colpa

Mi addolora però vedere che sul fatto più importante non sono stato sufficientemente chiaro. La protagonista immagina ciò che accadrà il giorno successivo, quando incontrerà le amiche. Ma l'uccisione del marito non è ancora accaduta, dovrebbe avvenire proprio l'8 per una forma ulteriore di liberazione. Poi, al pianto della bimba, lei cambia idea e decide di rivolgersi alle vie legali per tornare a vivere. E farlo con sua figlia a cui non vuole rovinare il futuro.
Se non si è capito allora ho proprio sbagliato. Sarà che ho scritto direttamente sul forum e subito dopo l'ho reso pubblico, ma questo non può essere una giustificazione sufficiente.
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Fernando Nappo



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MessaggioInviato: Ven 08 Mar 2013 08:46    Oggetto: Cita

Bel racconto, intenso, duro e triste, in decisa controtendenza rispetto a quelli mielosetti tipici dell'8 Marzo. A parte l'iniziale sconcerto quando ti ho immaginato unico uomo fra mille donne. Mmm... era sconcerto o invidia?
Relativamente alla tua capacità di immergerti nel PDV femminile, a me l'esperimento è sembrato ben riuscito, ma lascio i commenti alle amiche del forum.
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freecora



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MessaggioInviato: Ven 08 Mar 2013 08:49    Oggetto: Cita

Salvatore Stefanelli ha scritto:
Grazie a tutti per l'apprezzamento e per avermi confortato nel pensiero femminile.
@adonolo - devo aver sbagliato qualcosa perché il senso di quella frase è quello di essere una scusa, un modo per per farsi coraggio cercando di trovare una via di fuga al senso di colpa

Mi addolora però vedere che sul fatto più importante non sono stato sufficientemente chiaro. La protagonista immagina ciò che accadrà il giorno successivo, quando incontrerà le amiche. Ma l'uccisione del marito non è ancora accaduta, dovrebbe avvenire proprio l'8 per una forma ulteriore di liberazione. Poi, al pianto della bimba, lei cambia idea e decide di rivolgersi alle vie legali per tornare a vivere. E farlo con sua figlia a cui non vuole rovinare il futuro.
Se non si è capito allora ho proprio sbagliato. Sarà che ho scritto direttamente sul forum e subito dopo l'ho reso pubblico, ma questo non può essere una giustificazione sufficiente.


Per me era chiaro, avevo già interpretato proprio come hai spiegato tu. Infatti l'unico appunto te lo faccio anche io come madre, più che come donna.
La sofferenza traspare, si respira dalle parole, ma staccarsi da un figlio, soprattutto se piccolo, è quasi impossibile. Si pensa prima a tutte le fughe possibili insieme e solo dopo che si sono rivelate infruttuose o inattuabili, si passa a quelle che comportano una separazione.

Ma dopotutto basta togliere quella frase. Ci sta tutto il resto: immagina di ucciderlo per liberarsi, ma il pianto della bambina la riporta alla sua realtà.
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maria_rosaria



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MessaggioInviato: Ven 08 Mar 2013 09:05    Oggetto: Cita

Ma guarda Salvatore che si capisce tutto benissimo.
Anzi a rileggerlo bene (io qui purtroppo passo sempre troppo di fretta) spieghi bene anche le motivazioni della decisione di abbandonare il figlio/figlia.
Quello che volevo dire era solo che, forse, va sviscerato meglio il dolore per l'abbandono del figlio.

Per il resto il tuo PDV è molto corrispondente a quello di una donna, forte, che prende una decisione così estrema.



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lia



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MessaggioInviato: Ven 08 Mar 2013 09:19    Oggetto: Cita

Salvatore Stefanelli ha scritto:
Mi addolora però vedere che sul fatto più importante non sono stato sufficientemente chiaro. La protagonista immagina ciò che accadrà il giorno successivo, quando incontrerà le amiche. Ma l'uccisione del marito non è ancora accaduta, dovrebbe avvenire proprio l'8 per una forma ulteriore di liberazione. Poi, al pianto della bimba, lei cambia idea e decide di rivolgersi alle vie legali per tornare a vivere. E farlo con sua figlia a cui non vuole rovinare il futuro.
Se non si è capito allora ho proprio sbagliato. Sarà che ho scritto direttamente sul forum e subito dopo l'ho reso pubblico, ma questo non può essere una giustificazione sufficiente.


C'è questa frase:
Domani la mia vecchia vita finisce. Inizierò quella nuova, dietro le sbarre di una cella, ma l'avrò voluto io.
Forse è questo che fuorvia.
Però, Salvatore, non devi addolorarti, correggilo. Poi, secondo me, puoi svilupparlo in un racconto più lungo. Una donna che decide di uccidere e poi si pente subito dopo non è molto credibile. Descrivi una donna forte, coraggiosa: quando decide, va avanti. Se invece l'amore della figlia vince su tutto, non ci pensa proprio a uccidere, forse si vendica. Guarda che di spunti ne hai tanti...
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Ven 08 Mar 2013 09:32    Oggetto: Cita

@Libera
Provo con un'ultima considerazione su quella frase. Non pensi, e tutte voi, che giungere a un atto estremo come uccidere il proprio uomo e sapere che si finirà in galera per buona parte della restante vita sia un punto già avanti a tutte le possibilità vagliate. Voglio dire che secondo me la protagonista, quando dice quella frase, oltre a cercare di farsi coraggio usando una giustificazione ha già pensato a tutte le possibili varianti per il futuro della figlia, scartando a priori quella di portarla in carcere con se, e tante altre e preferendo una possibile adozione da parte di estranei (un motivo potrebbe essere che non abbia parenti che la possano aiutare, come una mamma o una sorella, e, infatti, dal racconto dovrebbe sentirsi la sua solitudine.
Grazie comunque, anche se le mie spiegazioni non vi convinceranno: vorrà solo dire che in quell'ambito femminile che è l'essere madri non mi son saputo calare.
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freecora



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MessaggioInviato: Ven 08 Mar 2013 10:05    Oggetto: Cita

@Salvatore

Però poi in poche righe ci ripensa e trova una soluzione diversa. Non di restare a subire... di andare da quell'avvocato che sembra potrebbe aiutarla Wink
Io intendevo questo. La soluzione dell'avvocato, con un figlio piccolo di mezzo, viene prima del pensiero di separarsi dalla prole. Non dell'assassinio, ma del resto sì.
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Libera Schiano Lomoriello

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