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I COMMENTI AI RACCONTI PUBBLICATI NELL'ANTOLOGIA


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Autore Messaggio
Gabriella Saracco



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MessaggioInviato: Mar 07 Set 2010 15:07    Oggetto: Cita

Tiziana R. ha scritto:

3 Gennaio
Non male da leggere. In realtà, anche un briciolo inquietante perché a provare qualcosa al mercato l’idea che il proprietario ti stia a guardare c’è sempre. L’idea dell’erotismo in questo contesto mi è piuttosto lontano per riuscire ad apprezzarlo. Ho apprezzato invece gli altri aspetti del racconto come il tocco di “popolarità” all’interno dei dialoghi, che lo rendono più reale, più vicino al contesto. Ed è per questo che il termine “pussy” mi è parso fin troppo una forzatura e lì per lì rallenta la lettura.

Prima di tutto complimenti per la forza e la capacità di commentare 365 racconti! Grazie per il commento al mio. Hai ragione sull’osservazione. Mi fosse venuto in mente avrei messo “il cespuglio” (o magari "pucchiacchera" per restare sul popolare? Laughing ).
L’aspetto erotico è, correttamente, soggettivo: molte donne hanno fantasie sull’essere guardate e spiate e molte altre no. Grazie ancora.

Vemae ha scritto:

…“Odore di femmina” di Gabriella Saracco che mi ha fatto ridere come una matta (credo che nessuno come una donna possa capire fino in fondo questo racconto)

Grazie tantissimo per l’apprezzamento ma soprattutto per averci letti.
Sebastiano ha scritto:

quelle che avete scritto sono VOSTRE fantasie sessuali che vi piacciono e interessano davvero oppure sono solo frutto dell'immaginazione?

Fantasia, caro Sebastiano, fantasia al mille per mille.

m_iller ha scritto:

Miglior protagonista femminile
1°- La protagonista di Libertà di Karim Mangino, 10 gennaio
2°- La protagonista di Poco m’importa dell’anima di Irene Vanni, 2gennaio
3°- Lisa, Odore di femmina di Gabriella Saracco, 3 gennaio

Grazie per il podio ma soprattutto complimenti per l’idea che hai avuto!


Grazie a tutti i nostri lettori e in particolar modo a quelli che hanno commentato.
Sono stata priva di connessione fino a qualche giorno fa e ho letto le discussioni tutte insieme. Se posso dire la mia, io sono molto contenta di ricevere critiche su quanto scritto. Se c’è una critica motivata, l’analizzo. Se non è spiegata cerco di capire dov’è il problema. In entrambi i casi è un esercizio per migliorare.
Io mi sono fermata a leggere: mi è venuto in mente che ne voglio leggere uno al giorno cominciando il primo gennaio in modo che l’antologia mi accompagni tutto l’anno. Un trucco per essere certa di avere un po’ di erotismo tutti i giorni? Wink Shocked Laughing
Ammetto però che, leggendo i commenti, il mio proposito vacilla… Rolling Eyes
Buona scrittura e buona lettura a tutti.
Ciao
Gabriella
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Gabriella Saracco
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Queen



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MessaggioInviato: Mer 08 Set 2010 10:22    Oggetto: Cita

Tiziana R. ha scritto:

7 Gennaio
Non è male. E’ scritta in maniera abbastanza fluida, e l’eccitazione anche se rapida va in crescendo da quello che potrebbe essere un banale gioco a un rapporto di passione. Però il finale è gettato a caso. Qualunque altra risposta da parte di Anna andava bene. Ma quella fa inarcare un attimo un sopracciglio.

Grazie per il commento. Sono felice che tu abbia trovato il racconto fluido e con l'eccitazione che cresce fra le righe. Era quello che volevo trasmettere.
Per quanto riguarda il finale, non sono d'accordo: cos'altro si fa in Chiesa? Non certo quello di cui parla il racconto. Avrei trovato più banale che Anna avesse risposto che era andata ad accendere una candela, per esempio, non quello che in realtà ha detto.
Comunque grazie per il tuo impegno!
Io i racconti li sto leggendo, ma non avrei la costanza di commentarli uno a uno Shocked

Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing
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Umberto70



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MessaggioInviato: Mer 08 Set 2010 12:43    Oggetto: Cita

orca! i miei complimenti a Tiziana!! che lavorone!
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Voglio scrivere il meglio e più sinceramente che posso, finchè morirò e spero di non morire mai.
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MessaggioInviato: Mer 08 Set 2010 17:53    Oggetto: Cita

Jessy M. - Sono belli i racconti di questo libro, però alcuni sono un pò pornografici per i miei gusti e mi hanno fatto effetto. l'ho detto all'editore che mi ha chiesto di commentare qui perchè ci siete tutti, quelli che hanno scritto. A voi non pare che a volte i racconti siano un po' troppo forti? Magari era meglio puntare un pò più sul sentimento e meno sulla pornografia, però forse è solo la mia sensibilità. ero curiosa del vostro parere di scrittori. Grazie. Jessy
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Tiziana R.



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MessaggioInviato: Mer 08 Set 2010 21:26    Oggetto: Cita

Torno a rompere l'anima e la devozione.
Sono stata assente per un paio di settimane e preannuncio che la cosa potrebbe ripetersi tra la fine di questo mese e l'inizio del successivo. Anche se spero di finire prima che ciò accada, ma vedremo.

Devo rispondere ad un po' di cose, e mettere il quote per tutto mi rende il post chilometrico, per cui vado ad personam:

@Alex Panigada: Magari leggendo la recensione resterai sorpreso. Comunque la R. sta per il cognome, non per Roberta XD

@Mirianna: La cosa curiosa è che io l'avevo letta in una chiave ben diversa. (Il che mi prende in contropiede, perché dove ci sono seghe mentali mi butto a pesce, e dove non ce ne sono ne creo). Forse mi piace semplicemente pensare, che la stabilità di un legame punta al di là del sesso. E che il sesso fa di contorno quando c'è altro. Che poi dopo tanti anni insieme si spenga la passione è naturale, forse anche un bene. Poi è il mio punto di vista Wink

@La Fra: Ho riletto il racconto dopo il tuo commento. La sensazione è forte in effetti. Se quello era l'intento ci sei riuscita davvero, per quanto ciò complichi il mio rapporto con quella lettura.

@hornblower: Non sapevo se risponderti in privato perché spiegarti il mio rapporto con quel racconto è complicato e io sono logorroica. Mi ha colpito sì. Ma per come è scritto e per come porta avanti i personaggi. Non è l'elemento incestuoso ad averlo fatto. E' tutto il resto. Che merita molto di più a mio avviso. E mi avrebbe colpito tantissimo se non ci fosse stato proprio.
Turbato. Turbato non saprei. Disturbato sì, perché mi ha reso difficile accettare una lettura che mi stavo godendo parola per parola. Più che altro è un tema che anziché sconvolgermi mi dà fastidio leggerlo, tutto qui. Però, devo dire che è il primo racconto di incesto il tuo che ho letto dell'antologia, tra l'altro è tra i primi che ho commentato. Del genere il tuo è migliore, è quello che riesco ad apprezzare per tanto altro. E anche per questo ti ho detto che il tuo mi fa più rabbia. Il fatto è che è valido sotto tanti punti di vista, ma quello lì, nella fattispecie, in una pagina non ce lo riesco a vedere. Forse è un mio limite.

@M_iller: Grazie. Con te mi sono beccata due medaglie, mica niente eh! Ti ringrazio per aver trovato il mio racconto tra i migliori del mese, ma ancor di più per averne apprezzato la protagonista. Ne sono rimasta felice tanto.
Ma la cosa per cui più ti ringrazio, è quella di aver fatto quello che hai fatto, mi hai dato modo di mettere a confronto il mio parere con quello di qualcun altro. E darmi la conferma che, come sospettavo, io la penso sempre al contrario Rolling Eyes.
Posto che per settembre-dicembre non ho ancora un'idea precisissima su quali siano le mie preferenze, finora devo dire che non concordo quasi con niente. Tranne per il 15 Giugno, che anche per me è tra le migliori, solo che io l'avrei messa al podio nel suo mese. Anche per il 24 Aprile sono d'accordo a metterla tra i migliori, ma non al primo posto perché in quel mese ci sono racconti che mi hanno toccato l'anima.
E concordo anche per il 22 marzo. Solo che non gli darei il secondo posto per il suo mese. Gli darei il terzo posto per quel che riguarda l'intera antologia, (ammesso che non cambi idea leggendo gli ultimi quattro mesi).
Per tutto il resto non combacia nulla, ed è estremamente curiosa la cosa. Anche perché ironicamente vedo tra i primi posti alcuni che ho criticato tanto e altrettante critiche le ho trattenute per buona pace. E' stato un confronto piacevole e lo sarà finché non ho finito. Sul serio.

@Gabriella Saracco: Sulla soggettività dell'aspetto erotico, è indubbio. Non per nulla, ti ho detto che è molto distante dal mio concetto di sessualità. E, ahimé, non posso che giudicare con il metro che ho. Ma come detto prima a M_iller il mio giudizio si scontra sempre con quello altrui.

@Queen: Non so dirti, guarda. Non lo so, mi ha lasciato un senso di inconcluso. Magari è stato il mio approccio con il racconto per cui mi aspettavo altro.

@Jessy M.: Che dire, ti trovi in una raccolta di 365 racconti. Ovviamente alcuni non vanno. Dietro la scelta editoriale, credo ci sia l'esigenza di accontentare un po' tutti i gusti. Non aveva senso fare tanti racconti di un solo genere. Ammetto che anche a me trasmettono poco i racconti senza sentimenti di fondo, che siano romantici, che siano struggenti. Ma molti quando leggono di sesso, vogliono leggere sesso e basta. Dunque anche loro vanno in qualche modo accontentati. Meglio scontentare su qualche racconto su 365 che non un'intera fetta di pubblico.

Ringrazio tutti gli altri che continuano a supportarmi nella mia ardita missione e passo con i commenti del mese d'agosto, che c'ho messo un casino a scriverli, ma per lo meno mi sono usciti più lunghi, alcuni lo ho anche tagliati perché avevo superato le due pagine e optato per una sintesi.

    1 Agosto
    E’ scritta con una certa attenzione, ma lo stile è piuttosto pesante. Manca la solita divisione paragrafale, con il risultato che le pause vengono meno e si fa una fatica non indifferente a leggere, specie nella prima parte del racconto, mentre si alleggerisce abbastanza nella seconda. E’ buona la scelta semantica, ma la storia colpisce poco, giacché dà giusto un accenno sia dei personaggi, che del rapporto, che dell’antefatto svolto. Si concentra giusto sul fatto che sia una one shot, una botta e via, ma non affonda.

    2 Agosto [Spoiler]
    La cosa che più mi ha stupita in assoluto, a termine lettura, è vedere che il racconto è stato scritto da una donna. Perché non l’avrei mai detto leggendo il racconto. Pensavo che il mio problema con questa storia è che si trattava di un racconto appositamente da un uomo per uomini, che pertanto non potevo e non riuscivo ad apprezzare.
    Visto e considerato che mi sbagliavo, probabilmente il problema è un altro. Immagino che punti sul fattore comico, che in effetti c’è, ma non riesco totalmente a trasfigurare il racconto di fantasia da una possibile raffigurazione reale, e in questo senso, questa storia mi lascia perplessa.
    Fosse altro che per quanto mi sforzi, non riesco ad immaginare che una donna possa esser tanto deficiente. Per questo immaginavo la scrivesse un uomo, perché avrei immaginato si fosse concentrato solo sulla fantasia dell’atto in sé per sé senza considerare altri aspetti. Ossia, che tale Claudia, se fosse una persona reale o quanto meno sana di mente, piuttosto che fare una simile idiozia, l’avrebbe lasciato placidamente insoddisfatto. Ma voglio dire, fatti una sega, che vuoi che me ne freghi che ancora non sei venuto?
    Questa sta sott’acqua, si sente che manca l’aria e che fa? Continua? Ma non sta né in cielo e né in terra una cosa simile. Passione per le sfide quanto vuoi, ma qui si scade nel surreale.

    Non riesco a vedere tutto questo senso nella trama, men che meno nella caratterizzazione dei personaggi. In compenso è buono lo stile, sia come semantica che come scorrevolezza rende, quanto meno il racconto si legge in fretta.

    3 Agosto
    Mi aspettavo una cosa molto seria ai primi righi, e una storia divertente per quasi metà racconto. Alla fine non mi ha soddisfatta né per un verso, né per l’altro. Inizialmente pensavo usasse la Bella Addormentata come metafora. Forse è così, ma la metafora non sfocia da nessuna parte, dunque presumo sia solo una questione di ambientazione. Al che mi aspettavo una revisione in chiave ironica, che in tutta sincerità non ho visto. Resta una storia di sesso, in un’ambientazione particolare, ma senza profondità psicologica di fondo.
    E’ una lettura piuttosto scorrevole, ma lascia poco.

    4 Agosto
    Agghiacciante. Non mi è piaciuta in senso stretto, perché una storia così non può oggettivamente piacere. Non è erotica, non è sensuale. E’ incredibilmente cinica, violenta. Mi ha disturbato in maniera tremenda leggerla. Dalla violenza a letto e tutto il resto. E’ fatta bene, tanto, senza dubbio, ma è una di quelle storie che non rileggerei mai e non ho letto volentieri. Voglio chiarire una cosa: non è che la storia non valga, perché è il contrario. Semplicemente, non riesco a reggerla.

    5 Agosto [Spoiler]
    Questa, di per sé, non è una tematica che mi piaccia o mi colpisca particolarmente. In più ci sono diverse cose che non mi tornano. In primis, tanto per cambiare, il racconto non è suddiviso in paragrafi e la lettura stanca parecchio la vista.
    Poi comunque non è data la giusta introspezione al personaggio femminile. Non c’è un vero perché ed è giusto accennato il suo desiderio.
    Leggendola mi viene da pensare che questa sia una ninfomane, insoddisfatta a letto, e basta. Vede uno, se lo fa, perché l’attizza così all’improvviso, e oh, cazzo, c’è il marito.
    Non dà il giusto spazio alla protagonista, alla trama, e nemmeno all’atto erotico in sé e per sé. E’ solo la storia di un tradimento puro e crudo.

    6 Agosto [Spoiler]
    Mi è piaciuta tanto, ma veramente tanto per quasi tutta la lettura. Mi scade sul finale, perché cerca di strafare quando non ce n’è bisogno. Butta giù un colpo di scena che più che stupire, rompe la perfetta armonia che la narrazione aveva creato fino ad allora. Dipinge con cura lo scenario, l’attesa, il bisogno, l’amplesso. Poi sfora troppo oltre.
    Il che è un peccato, perché prima di quel finale, la storia era incredibilmente originale. Si svolge in un ambiente molto poco ortodosso per dar sfogo alla passione, che rendeva totalmente giustizia a quell’eccitazione che è un po’ un tabù, un rischio tra amanti complici. E, per quanto il colpo di scena miri a stupire, l’effetto che ottiene è quello di trascinare bruscamente la storia in qualcosa di già visto, già letto. Di vampiri si legge ovunque. Di tutto il resto di cui parla il racconto no.

    7 Agosto [Spoiler]
    E’ ottimo lo stile con cui è scritta, per quanto all’interno dei paragrafi un paio di pause incisive le avrei aggiunte. Buona la narrazione, la descrizione dell’ambiente, del personaggio e dell’amplesso. Però la trama mi torna poco e niente.
    Mi spiego, lei arriva in questo posto e vede quest’uomo arrapante e se lo mangia con gli occhi. Occhei, ci sta tutto. Lui se ne accorge, si avvicina, e si struscia sul braccio di lei. Le, fortunatamente poche, volte che mi è accaduta una cosa del genere, io ho reagito a male parole. Insomma, un perfetto estraneo viene e ti vuole scopare e tu pigli e ci stai, così, tranquillamente, anziché pensare che vuole da te ‘sto maniaco sessuale? Anzi, non solo si fa scopare, gli dà anche il culo. Ti credo che lui si pensa che era un sogno.
    Non so, la storia è scritta bene, ma o questa era morta di sesso che non ne vedeva uno da undici anni, o si regge poco a mio avviso.


    8 Agosto
    Facciamo una piccola premessa. Ogni volta che leggo, cerco di immedesimarmi nella storia. Entrare nel personaggio femminile è più facile, perché basta immaginare come si svolge la scena se ti accadesse intorno. In questo racconto, io non ho assolutamente il benché minimo bisogno di immedesimarmi.
    Questa storia parla di me, parla di te e parla di chiunque sappia leggere. Che è diverso dall’essere alfabetizzato o di aver mai tenuto un libro in mano: significa vivere le parole, chiudere tutto il resto e lasciarsi mangiare dalla narrazione.
    Arianna sono io. Arianna è chiunque ha avuto la fortuna di aprire un libro e scoprire tra quelle parole si cela tutto ciò che cercava da una vita. Che riconosce se stesso, o forse conosce un nuovo lato di se stesso tra quelle parole.
    Io avevo diciassette anni, quando trovai il libro che “mi aprì gli occhi”. Mi rivelò qual era il genere che mi piaceva, come volevo che un libro fosse scritto, con quale profondità volevo fossero trattati i personaggi. Segnò in qualche modo la mia strada, perché compro quasi esclusivamente su quel genere ora e per quanto leggo riesco sempre a trovare qualcosa che mi stupisce, mi sorprende, mi fa palpitare.
    Poi il libro che mi ha uccisa in tutti i sensi è stato un altro ed è stato perché mi sono ritrovata a sbavare sui personaggi in maniera oscena e mi ha dato tutto quello che volevo. Lo leggo almeno una volta al mese e continua a darmelo. Ma credo che non lo avrei neanche guardato in libreria, se quel primo non mi avesse sconvolta.
    Per questo il racconto parla di me. Perché so qual è questa scoperta che ti cambia la vita, l’ho vissuta. Ed è un orgasmo. Mentale più che fisico. Ma è esattamente tutto ciò che hai scritto. E’ reale, è vivo, è pulsante. E’ un fare l’amore con qualcun altro e con se stessi. E’ un riconoscersi.
    E io mi riconosco tra queste righe. E’ vero. E’ vivo. E’ reale. Forse lo è anche troppo. Da una parte questo racconto è straordinario, dall’altro è troppo sincero. Sfora la narrativa. Sono in conflitto tra decidere se lo adoro o se lo sto odiando, perché lo considero di troppo.
    Stilisticamente è molto, molto fluido, ma non utilizza una semantica particolarmente ricercata. Non so dirti se la cosa avrebbe risolto il mio dubbio, ma credo mi sarebbe rimasto addosso. Perché è troppo intimo, troppo tutto. Troppo mio, per essere qualcosa scritto da terzi.

    9 Agosto
    Molto introspettivo, intimo nei sentimenti del protagonista. Incredibilmente piacevole da questo punto di vista. E’ un peccato il fatto che ci siano poche pause nette. Il protagonista è tendenzialmente insicuro, passa da desiderio ad angoscia, sentimenti forti che meritavano di essere più valorizzati. Se tutta l’introspezione che vi sta dietro sosta in un unico paragrafo, l’ansia dietro ogni sensazione scema.
    Meno di disturbo la cosa nella scena del sogno, per quanto comunque influisce.
    Per il resto, trovo il lessico molto adeguato. Dolce la descrizione dei fatti, il suo sentimento quasi ossessivo nei confronti di questa donna e della sua bellezza, toccante. Molto piacevole da leggere.

    10 Agosto [Spoiler]
    E’ un racconto forte. E’ un racconto molto forte. Potrei stare un’ora a parlarne, perché affronta tematiche particolari e, nel complesso le affronta bene. Soprattutto da un punto di vista stilistico, decisamente appropriato.
    Sarò sincera, come non sono stata finora: io so che questi sono racconti e non libri. So che in 2500 uno non tira fuori il proprio meglio, anzi fatica a tirare fuori anche il proprio discreto. Per questo sto cercando di vedere il lato buono in tutti, certo a volte non ci riesco, a volte non ce n’è per niente bisogno, ma comunque di base vado sul positivo. E tendo a giudicarli in base a queste considerazioni e non con la spietatezza con cui leggerei questi pezzi se li trovassi all’interno di un libro.
    Il tuo è uno di quei racconti con cui non voglio farmi scrupoli. Perché mi ha fatto pensare molto, ma davvero tanto. Mi è piaciuto e non mi è piaciuto allo stesso tempo.
    La morte non è mai un tema facile, in qualunque modo lo si affronti. Il presupposto di base è che come scrittrice sei brava, perché porti avanti il racconto in maniera in cui molti non sarebbero capaci. L’altro presupposto è che non so se come autrice potresti mai piacermi, o se finirei per cozzare contro la lettura ogni sacrosanta volta, questo per dirlo dovrei leggere parecchio di più di tuo, qualcosa di più sostanzioso – inteso per lunghezza, non per contenuti – quanto meno.
    La cosa che più mi piace è il carattere introspettivo che è forte. Nonostante, in piena sincerità non avrei mai affrontato un argomento simile in questa maniera. Non mi piace come genere il racconto. Però mi piace come lo tratti.
    Parli di questa donna che subisce la morte di una persona amata. Ne parli come di una mente talmente sconvolta da aver bisogno di un conforto umano. Un conforto fisico. Immediato. Quasi profano. A sentire la vita addosso mentre intorno solo la morte, la solitudine e l’abbandono. E’ una cosa forte, difficile da accettare, eppure è una cosa in questo racconto bello, incredibilmente bello da leggere. Anche perché supportato da un buono stile.
    Ironicamente parlando, la parte che non mi va giù è proprio quella erotica. Perché qui è di troppo. Qui è quasi blasfemo. Mi disturba tutto il resto. Una cosa di alta forza mentale che viene trascinata in una sfera fisica, che nel contesto mi innervosisce.
    Perché è una consolazione, è quel bisogno di conforto di cui prima che viene soddisfatto, e addolcisce le emozioni del racconto, proprio quanto ero pronta a sentirmele esplodere dentro. E invece alterna in continuazione questi due aspetti, promette emozioni forti e al contrario dà una sensazione di calma, per poi cercare di dare il “bum” alla fine, che invece mitiga l’altalenarsi di sensazioni.

    Quello che ora ti dico è una frase molto forte, ma te la dico perché ti considero una scrittrice fatta e finita, quindi credo capirai quello che intendo – che rientriamo in una sfera di gusti, perché su tutto il resto c’è poco da dire – senza equivoci di sorta: io mentre leggevo il racconto mi sono illusa. Era forte ed ero pronta a farmi male per ogni rigo che mangiavo, a subire nello stomaco ogni singola parola. Ero pronta ad uscirne destabilizzata e a dover chiudere il libro perché non potevo leggere altro dopo il carico di emozioni. Invece, non mi ha ferito. Ho atteso mi pugnalasse fino all’ultimo, ma mi ha fatto desiderare quel dolore e non me lo dà. In questo senso infrange le illusioni che mi ero creata e mi fa anche rabbia per questo.
    Sei brava, e la storia è ottima. Ed è per questo che cozzo con questo tipo di racconto. Ho tutti gli elementi per dirti che è una delle migliori, eppure non riesco a farlo, perché non mi dà quello di cui ho bisogno.

    11 Agosto
    Per tutto il tempo che mi ha richiesto la lettura, io e questa storia abbiamo litigato. Ma di brutto. Perché la comincio, leggo i primi righi e mi dico: “Cavolo, però, se scrive bene. Sa tanto di narrativa da romanzo ed è difficile permettersela in un racconto di una pagina.” Come finisco di pensare una cosa del genere, ecco che scade in qualche termine volgare o fuori luogo che stride tantissimo con lo stile e con la narrazione.
    Subito dopo, riprendo con diffidenza la lettura e pian piano mi sciolgo prendendo a dire che magari è stato un caso, una svista o una mia sensazione, e che invece è scritta benissimo. Ed ecco di nuovo che c’è qualcosa che mi “fischia nelle orecchie” di fronte a qualche termine particolare. Poteva essere scritto incredibilmente bene, eppure ogni volta finisco con l’inceppare in qualcosa che mi rompe l’atmosfera.
    Quanto alla trama di per sé, è piuttosto carina, ma necessitava forse più spazio perché affronta il discorso anche un po’ alla lontana e con uno stile molto lento, per cui è un peccato vederla correre in alcuni punti.

    12 Agosto
    Mi è piaciuta tanto. Ma tanto davvero. Ti dico la verità, in queste due settimane di pausa e più l’ho letta molte volte. Ed è una delle cause per cui c’ho messo tanto con questo mese. Volevo arrivare a dirti che era tra le mie preferite. L’ho riletta in tanti momenti, aspettando quello propizio, ma mi ha lasciato sempre la stessa sensazione. Il punto è che non mi fa morire musicalmente. Non che non sia buona, eh, solo che capita che ora una virgola, ora un termine, ora un punto, c’è sempre qualcosa che musicalmente non mi cattura in pieno.
    Mi piace invece da tutti gli altri punti di vista. Soprattutto per quello di cui parla. Parla di amore, complicità e fiducia. E parla di sesso. E’ il concetto di erotismo che preferisco, è quello che voglio leggere, ed è assolutamente adorabile. E’ incredibilmente erotica e mi piace tantissimo. E’ un racconto pienamente riuscito, vale la pena di essere letto.
    Lo stile non è il mio preferito. Preferisco qualcosa di più incisivo, mordente, però devo dirti che mi è piaciuto perché si rifà perfettamente alla trama che racconti. Mantiene la sensualità e la dolcezza che le tue parole esprimono. E’ caldo, coinvolgente, piacevole davvero. Preso di per sé è un racconto stupendo, tra i più belli. Mi spiace solo che la lettura non mi è stata fluida come avrei voluto, perché altrimenti ti avrei detto che era perfetto.

    13 Agosto
    Stilisticamente parlando il racconto è molto, molto buono. Sia per descrivere la scena, che l’amplesso, che soprattutto come si arriva a desiderarlo e ad averlo. Intoccabile da questo punto di vista. Non mi prende per trama, perché parla di questa attrazione tra i due che poi diviene anche altro, però parla di desiderio, ma trascura le emozioni, i sentimenti. Il momento è ben scritto, però è fine a se stesso.

    14 Agosto [Spoiler]
    Il tema è particolare, non originalissimo, ma affascinante. Il problema è che nello spazio di una pagina non si riesce a rendergli giustizia. Accenna tutto il complesso del racconto, tutto l’evento non tralasciando nulla, ma non entra mai nello specifico. Non approfondisce il legame tra scrittrice ed editore e non entra mai nella psicologia dei due personaggi. Non spiega se l’interesse di lui nei confronti di lei è puramente sessuale o se c’è qualcosa di più. Né come la psicologia di lei passi da una fase di rabbia, panico, curiosità, interesse. Non spiega come riesce a “piegarla”, si limita a darne un assaggio, che non è sufficiente ad esprimere il momento.
    Rischia che lui appare come un bastardo approfittatore e lei come la fessa che ci sta.
    Sarebbe venuta molto meglio se poteva entrare nello specifico, così si limita ad essere una lettura veloce, piacevole, ma poco di impatto.
    Altra cosa che m’è parsa strana è che un editore parli della propria collana come romanzetti d’amore. E ho seri dubbi sul senso dell’ultima frase.

    15 Agosto [Spoiler]
    Questa storia, ahimé, esagera. Sia per stile che per contenuti, ma andiamo per ordine. Comincia con lei in treno che aspetta di scendere, è un momento abbastanza normale, quotidiano, comune. Eppure la scena è descritta con uno stile che vuole essere approfondito e attento a tutti i costi. Sostanzialmente, apprezzo un casino le storie che presentano uno stile forte, ricercato. Ma deve esseri una qual corrispondenza con i contenuti. Se un momento così leggero me lo scrivi con questa intensità, le scene pesanti non ti basta il vocabolario italiano per poterle raffigurare, oppure si finisce con lo scrivere tutto alla stessa maniera, facendo perdere la giusta intensità ai momenti importanti. Non per nulla, stilisticamente m’ha colpito più l’inizio che non tutto il resto, che non portava alcuna novità.
    Quanto alla trama, leggera e semplice all’inizio. Comincia a movimentarsi con l’arrivo del ragazzo e della musica, ma poi esagera di brutto.
    Già il fatto che lei si metta a ballare attaccata al palo non ci sta per niente. E non penso possa essere erotica, a me viene più da pensare che il caldo d’agosto e lo stress del lavoro l’hanno resa sciroccata. Ma poi l’apice è quando lei lecca il palo. Ora, con tutta la licenza poetica di questo mondo e non, lei è in un treno. In un treno, e lo ribadisco. E lecca il palo. Ma si vuole prendere l’epatite o cosa? E il ragazzo s’arrapa pure. Non voglio entrare nella psicologia maschile, ma se io vedessi chessò, il più gran strafico di questo modo che si avvinghia ad un palo nel treno e lo lecca, la scena più che altro mi fa specie. Come minimo mi tengo lontana con la paura di avere a che fare con uno suonato di testa.
    Poi lui si avvicina, stranamente eccitato all’idea che lei se ne freghi di contrarre chissà che malattia infettiva, roba che per un attimo ho temuto volesse pure baciarla, ma lei gli mena un manrovescio. Ti strusci ad un palo giusto per far spettacolo, che nota, non è un gesto di seduzione, è una provocazione bella e buona: non è un “voglio e non voglio”, è un “provaci che ci sto”. Ti lecchi il palo, non so con che coraggio. E poi, la mano sul seno risulta esagerata. Ma io avrei chiamato la neuro per meno.
    Sinceramente, mi pare molto poco plausibile una scena simile.


    16 Agosto
    E’ scritta benissimo. Mi è piaciuto tanto, ma tanto, lo stile. E credo sinceramente che la prima frase valga tutto il racconto. Scrivevi quella e potevi omettere il resto e sarebbe stato un piacere comunque. L’unica cosa che m’ha stonato è quando parla di “mammelle” nel riferirsi al seno, mi ha rovinato un attimo l’atmosfera.
    Ma è una cosa che si ammorbidisce quando si capisce chi è il soggetto narrante, perché usa determinati termini, anche quando parla di lupa e pecorella, alla fine è tutto molto in linea con il protagonista e ci sta.
    La trama mi ha colpito di meno, devo ammetterlo. Sarà che lo stile è di gran lunga più attento, e ne risente un po’, ma resta una lettura più che piacevole e interessante.

    17 Agosto
    Questa storia mi fa una tristezza tremenda. Parla di una donna frustrata, in una società bigotta, repressa nei propri desideri, che non ha il coraggio delle proprie azioni. Ha bisogno di sfuggire nelle proprie fantasie o nei ricordi, di tempi passati, anziché affrontare la propria realtà. Si rifugia nella paura, nell’illusione, e anche nelle costrizioni che le impongono, preferisce pensare che Dio l’ha punita che non prendere in mano la propria vita. Mente a sé stessa e alla persona che è al suo fianco, e la cosa è di una desolazione paurosa.

    18 Agosto
    Fluida, divertente e dinamica. E’ molto breve, e abbastanza dialogica per cui si divora. Molto fresca da leggere, ed è il suo pregio maggiore. L’impostazione discorsiva accelera incredibilmente la trama, per cui è meno di impatto rispetto al resto, però rende al meglio la complicità tra i due neosposi, il legame che li unisce e la loro propensione al condividere determinate esperienze. E’ una lettura molto veloce, ma piacevole.

    19 Agosto
    Molto toccante, molto romantica. Di solito la metafora si coglie per descrivere l’aspetto carnale del sesso. Invece qui è il sesso ad esser strumento della metafora. Particolarmente piacevole, dolce e malinconica. Scritta bene. Una lettura veloce e toccante, che merita di essere fatta.

    20 Agosto
    Porta avanti un buono stile, che tuttavia tende a strafare man mano che si arriva al finale. Inizia in maniera estremamente fluida, per poi affaticarsi nel frattempo. La frase finale, l’ho sentita quanto più affettata.
    Meglio a livelli di trama, da quel punto di vista è completa, forse esagera con il paragone con i baccelli, ma è lineare e non lascia niente di incompiuto.

    21 Agosto
    E’ divertente, carina. Il finale non è del tutto inaspettato, però fa sorridere. Per lo meno mi chiedevo di che stessero parlando e non immaginavo quello. Anche se a questo punto mi è stonata la parte che l’ha già fatto con tre, o quanto meno il discorso che ne consegue. Ma comunque, resta simpatico come racconto. Il problema, e qui è un problema molto grave, è l’impaginazione. Il racconto è discorsivo. E in questi casi ogni frase è un paragrafo. Se non entrava era meglio tagliare qualcosa ma non fare tutto unito. Senza le virgolette che indicano lo stacco di dialogo e la dovuta separazione tra una frase e l’altra, si fa una fatica da matti a leggere il racconto.
    Già i racconti di narrativa, quando sono compatti, sono difficili da leggere. Ma nel caso di uno discorsivo, si finisce con il guastare l’intera lettura. Per riuscire ad apprezzarla ho dovuto chiudere il libro, prendere il pdf, copiare il racconto su word e impaginarmelo. Poi ho potuto leggerlo. Ed è riuscito a divertirmi. Ma a leggerlo così di getto stavo sclerando.

    22 Agosto
    Che dire, io ho finito questo racconto e non sapevo se prendere il libro a testate col serio rischio di farmi male, o mettermi a ridere. Per amor della salute della mia capoccia, ho optato per la seconda. Posto che tendo a non considerarlo un racconto erotico, è simpatica come storia. E’ molto veloce da leggere, fluida e fa sorridere. Effettivamente, ci mancava solo il manuale d’uso. Per essere una storia senza pretese si legge bene.

    23 Agosto*
    E’ un racconto veramente, veramente ottimo. Affronta una tematica dura, che è quella di una ragazza che non si piace, perché le è stato insegnato a non amarsi, dunque ha difficoltà anche a lasciarsi amare. E’ schietto, reale, crudele, non usa falsi termini per portare avanti la narrazione. Ma procede spedito e tratta la fragilità di questa donna e il ricordo di un passato che l’ha segnata, accompagnata dall’immagine dell’uomo che ha scelto di starle accanto, perché sedotto dalla sua voce, da qualcosa che non fosse il suo corpo, perché ha altro, una bellezza interiore che non c’entra col resto. E standole accanto le insegna a conoscersi per quel che vale, per quel che è davvero, “punendola” anche con amore quando ricade negli stessi errori, e riuscendo per l’appunto a farla esplodere nel cielo.
    E’ incredibilmente dolce e tratta bene la crescita del personaggio, che è una cosa importantissima. E’ sostanzialmente la ragione per cui ho deciso di metterla tra le preferite, per quanto l’immagine del pelo sul cuore non mi abbia colpito e anzi mi abbia rallentato la lettura. La capisco, ne capisco la profondità e l’importanza, ma mi ha rotto il ritmo.
    Per il resto, è scritta anche con un ottimo stile, molto fluida a leggersi, veramente piacevole.

    24 Agosto
    Il racconto è molto, molto erotico. Caldo. Il tema della dominazione va saputo affrontare, perché sennò stanca e si finisce in cliché triti e ritriti, che ormai più che “eccitarmi” mi causano un attacco di noia acuta. Tu lo sai gestire. E’ stato piacevole da leggere, coglio il punto, dai quello che l’antologia si prefigge di dare. Buono per stile e trama.
    Ma come pause non ci siamo. Mi spiego, lascia che mi immedesimi nel racconto: “Lui amava il sadismo nel sesso e lei era rimasta perplessa nel momento in cui glielo aveva detto, mostrandole le foto sullo schermo del pc.”
    Fossi io, la persona con cui probabilmente ho rapporti o voglio averli, mi dice una cosa del genere, io voglio avere il tempo di realizzare questa una cosa del genere. Col cavolo che apro subito le foto, pretendo il mio tempo per capire che significa, se mi interessa, se sono disposta ad andare avanti.
    Allo stesso modo da lettrice, voglio non dover continuare a leggere e fermarmi a riflettere sulle informazioni che si riceve anche da una semplice frase di incipit come questa. Fosse altro per fantasticare su come va avanti. Se mi fai il racconto compatto, mi levi il pathos dell’attesa, che in un tema come questo è essenziale, perché si procede per gradi. Purtroppo il racconto ne risente, per quanto sia l’unica pecca.

    25 Agosto [Spoiler]
    Per essere scritta bene, è scritta bene. Ma osa troppo. Ammiro tanto il tentativo di buttare giù una trama probabilmente anche più sostanziosa di quella che appare negli altri racconti, ma al contempo è un fattore negativo perché lo spazio manca e si vede. Accenna vagamente ai fatti ma non mostra le emozioni, i dubbi e le sensazioni che ci stanno dietro.
    Lei scopre che suo marito usa un vibratore e allora lo tradisce. A me spiace dirlo, ma mi viene da pensare che questa è ninfomane.
    Fosse altro che io prima avrei chiesto spiegazioni, non avrei tratto la conclusione che il mio rapporto sta andando a ragazze giulive solo perché ho trovato un vibratore, dunque lui lo usa, dunque lo fa solo, dunque non ha bisogno di me, dunque non mi vuole, dunque lo tradisco. E’ un’equazione con troppi uguali. Forse rendeva meglio se, invece di spaziare tanto cronologicamente, si concentrava di più sui suoi dubbi, che poi la portavano a determinate scelte. Così non sta tanto in piedi.


    26 Agosto
    Non ho ben inquadrato il racconto. Parla di una perversione sessuale, per così dire, di una malattia forse, che comunque non approfondisce e non vi dà il peso necessario per farla parere come un’ossessione, e non come uno sfizio mascherato da “non posso farne a meno”. E siccome è proprio questa ossessione la protagonista, non il personaggio narrante, lascia un senso di vuoto la lettura.

    27 Agosto
    E’ divertentissimo il finale, ma la storia di per sé mi lascia perplesso. Dopo un inizio lento, ma doveroso per non perdere mai il senso del racconto si passa ad una delle scene che è tra le più originali senza dubbio, però ammetto che mi ha sconvolto. Insomma, una pianta! Non so dirti, fosse stata tutta in chiave comica, l’avrei presa diversamente. Invece, mi confonde, perché è scritta con uno stile molto attento, forse troppo per ciò che cita il racconto, perché per come è scritta avrei voluto capire di più sul personaggio, sulle sue ragioni soprattutto, sulla sua delusione infine.

    28 Agosto
    Con questo racconto ho riscontrato un problema serio, che sinceramente non so dirti se sono io o è la storia. Il punto è che mantiene uno stile molto alto, che vuole creare un’atmosfera onirica, molto in tema con i contenuti del racconto, ma esagera. Pompa la narrazione e rende meno fluida la lettura. Ho avuto veramente tanta difficoltà a portarlo avanti, a capire di cosa si parlasse e a finirlo. E più volte sono dovuta tornare indietro perché continuavo a perdermi dietro parole ben fatte, e non dietro al senso del racconto.
    Non sono riuscita a godermelo, mi spiace.

    29 Agosto
    E’ buona a livelli di trama, ma la mancanza di spazio si sente ed è forte, perché i passaggi tra loro sono molto veloci e non lascia il giusto spazio né ai personaggi, né alle sensazioni che essi provano. Specie nel passaggio tra la fase iniziale e quello che poi è l’elemento erotico del racconto. Anche perché la scelta bilingue indica dove si svolge il racconto, quindi presuppone un’ambientazione particolare che ne giustifichi la scelta, e che pure è accennata, ma non ampliata. E’ una buona storia, ma servivano almeno una decina di pagine.

    30 Agosto
    E’ scritta bene, ma come storia non mi è piaciuta. E’ una sessualità che non riesco a condividere, non perché è un mio limite, ma perché non mi va di farlo. Preferisco dargli un’importanza diversa, che trascenda i limiti del venale. Eppure, è scritta con uno stile così attento che è riuscita a farmela apprezzare molto come lettura. Il problema è che mi ha lasciato un senso di vuoto.

    31 Agosto*
    Questo tra tutti e trentuno del mese, è l’unico su cui non ho veramente niente da ridire, non fosse per la questione della eco, ma penso sia un errore di battitura. E’ buono davvero. Sensuale, morbido, ben scritto, veloce da leggersi. Entri nella lettura e non ne esci, non ti distrai, la godi a pieno. E’ un racconto erotico fatto e finito, non gli manca niente, e veramente piacevoli da leggersi ed erotici i dialoghi, forse più della narrazione stessa.
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giurista81



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MessaggioInviato: Mer 08 Set 2010 22:15    Oggetto: Cita

Tiziana R. ha scritto:



16 Agosto
E’ scritta benissimo. Mi è piaciuto tanto, ma tanto, lo stile. E credo sinceramente che la prima frase valga tutto il racconto. Scrivevi quella e potevi omettere il resto e sarebbe stato un piacere comunque. L’unica cosa che m’ha stonato è quando parla di “mammelle” nel riferirsi al seno, mi ha rovinato un attimo l’atmosfera.
Ma è una cosa che si ammorbidisce quando si capisce chi è il soggetto narrante, perché usa determinati termini, anche quando parla di lupa e pecorella, alla fine è tutto molto in linea con il protagonista e ci sta.
La trama mi ha colpito di meno, devo ammetterlo. Sarà che lo stile è di gran lunga più attento, e ne risente un po’, ma resta una lettura più che piacevole e interessante.

[/list]


Innanzi tutto, grazie per il commento e per i complimenti. Lo attendevo da qualche settimana, ma poi mi eri sparita e temevo che tu avessi abdicato.
Il racconto, come spesso faccio, ha un doppio livello di lettura (almeno nel mio intento). Il primo è quello semplice che vede questi due soggetti amoreggiare e poi uno di loro uccidere la ragazza per i motivi di cui al titolo.
La seconda chiave di lettura, che è sempre la cosa più difficile da inserire in un testo ma che fa cmq parte della trama (più che dello stile) sta nel rapporto SOLE (da intendere come Stella e quindi femminile - vedi la descrizione della ragazza "mi parve di vederla luccicare, quasi fosse scaldata da un fuoco che le ardeva nelle viscere") - LUNA (da intendere come oscurità, freddezza d'animo. Nel testo rappresenta l'elemento maschile).
L'Eclisse assume la valenza del rapporto sessuale ("fu quando il sole copulò con la luna").
Il protagonista metaforico della storia è il pregiudizio di certe credenze che conducono alla morte, ma lo stesso pregiudizio va incontro alla morte per mezzo della luce (leggi il sole): "le fiamme ridurranno in cenere l'unica ricchezza che un uomo deve custodire e che io, invece, ho lasciato bruciare sotto un cielo trapuntato di stelle".
Ciò che crede l'elemento maschile del mio racconto crede essere una ricchezza in realtà è solo un pregiudizio distorto dalle sue convinzioni ottuse e difforme dalle intenzioni di ciò che lui credeva essere il male e che invece si era rivolto a lui con la seg. frase: "Ti sto liberando amore mio" (dalle catene e dai pregiudizi del tuo essere).

Questa è, nelle mie intenzione, "l'anima" che sta sotto il racconto.
Ne parlo qui, perché non capita mai di parlare in giro dei propri racconti e occasioni come questa sono sempre assai rare.

Grazie ancora per la tua attenzione e ti faccio i complimenti per l'impegno che stai mettendo nella lettura dell'intera antologia.
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giurista81



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MessaggioInviato: Mer 08 Set 2010 22:17    Oggetto: Cita

giurista81 ha scritto:
Tiziana R. ha scritto:



16 Agosto
E’ scritta benissimo. Mi è piaciuto tanto, ma tanto, lo stile. E credo sinceramente che la prima frase valga tutto il racconto. Scrivevi quella e potevi omettere il resto e sarebbe stato un piacere comunque. L’unica cosa che m’ha stonato è quando parla di “mammelle” nel riferirsi al seno, mi ha rovinato un attimo l’atmosfera.
Ma è una cosa che si ammorbidisce quando si capisce chi è il soggetto narrante, perché usa determinati termini, anche quando parla di lupa e pecorella, alla fine è tutto molto in linea con il protagonista e ci sta.
La trama mi ha colpito di meno, devo ammetterlo. Sarà che lo stile è di gran lunga più attento, e ne risente un po’, ma resta una lettura più che piacevole e interessante.

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Innanzi tutto, grazie per il commento e per i complimenti. Lo attendevo da qualche settimana, ma poi mi eri sparita e temevo che tu avessi abdicato.
Il racconto, come spesso faccio, ha un doppio livello di lettura (almeno nel mio intento). Il primo è quello semplice che vede questi due soggetti amoreggiare e poi uno di loro uccidere la ragazza per i motivi di cui al titolo.
La seconda chiave di lettura, che è sempre la cosa più difficile da inserire in un testo ma che fa cmq parte della trama (più che dello stile) sta nel rapporto SOLE (da intendere come luce, conoscenza, ma soprattutto stella e quindi elemento femminile - vedi la descrizione della ragazza "mi parve di vederla luccicare, quasi fosse scaldata da un fuoco che le ardeva nelle viscere") - LUNA (da intendere come oscurità, freddezza d'animo. Nel testo rappresenta l'elemento maschile).
L'Eclisse assume la valenza del rapporto sessuale ("fu quando il sole copulò con la luna").
Il protagonista metaforico della storia è il pregiudizio di certe credenze che conducono alla morte, ma lo stesso pregiudizio va incontro alla morte per mezzo della luce (leggi il sole): "le fiamme ridurranno in cenere l'unica ricchezza che un uomo deve custodire e che io, invece, ho lasciato bruciare sotto un cielo trapuntato di stelle".
Ciò che crede l'elemento maschile del mio racconto crede essere una ricchezza in realtà è solo un pregiudizio distorto dalle sue convinzioni ottuse e difforme dalle intenzioni di ciò che lui credeva essere il male e che invece si era rivolto a lui con la seg. frase: "Ti sto liberando amore mio" (dalle catene e dai pregiudizi del tuo essere).

Questa è, nelle mie intenzione, "l'anima" che sta sotto il racconto.
Ne parlo qui, perché non capita mai di parlare in giro dei propri racconti e occasioni come questa sono sempre assai rare.

Grazie ancora per la tua attenzione e ti faccio i complimenti per l'impegno che stai mettendo nella lettura dell'intera antologia.
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Tiziana R.



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MessaggioInviato: Mer 08 Set 2010 23:30    Oggetto: Cita

Nah, tendo a finire quello che inizio. Con tempi assurdi, perché inizio diecimila cose contemporaneamente e prima poi si accavallano tra loro, ma in qualche modo ne esco fuori.

Guarda, mi tocca fare una precisazione. Nei commenti tendo a separare trame, stile, personaggi, ambientazioni, etc, a giudicare ciascuno per sé stante, diciamo così.
Questa è un'impostazione culturale che mi porto dietro dal fatto che solitamente affronto libri di narrativa e non di racconti.
Ti faccio l'esempio eclatante. Prendi Anne Rice che arrivai a leggere un paio di anni fa, per addentrarmi nel paranormale. Fa personaggi stupendi con una psicologia impeccabile. Eppure ogni singola frase che scrive è un pugno in un occhio. L'ultima volta che l'ho avuta in mano, il suo libro è volato fuori dalla mia finestra tanto m'aveva fatto innervosire la lettura. Lascia stare che abito a piano terra e me lo sono andata a riprendere allegramente, che è rimasto lindo e illeso, ma non lo volevo avere davanti.
Quindi ho la tendenza a separare quello che sta dicendo dal come lo sta dicendo. Ci sono autrici che scrivono da Dio e dicono cretinate per tutto il tempo.

In un racconto di una pagina, lo stile è funzionale alla trama. (Onde evitare polemiche, fa finta che in ogni frase che scrivo ci sia un "penso che" o un "credo che", che a me annoia metterlo, ma poi finisce che sembra un attacco di superbia.) Non puoi parlarmi di un personaggio nella grazia di 2500 battute. Spazi inclusi. Non a pieno. In questo senso, lo stile entra nella psicologia e ti racconta la storia per com'è davvero.
Non a caso ti ho detto che la prima frase è il racconto e tutto il resto è ridondante.

"Fu quando il sole copulò con la luna che la lussuria proliferò sulla Terra, e la mia vita divenne fango."

Hai già detto tutto. Hai detto che è lei che lo possiede. Perché il sole fa la prima mossa, e in questo caso è la ragazza. E la luna - che ad esclusione - è l'altro, si fa possedere. Non parla di copularono insieme. Ma è solo il sole che agisce. La luna è assolutamente passiva.
Poi il verbo. Copulare. Non parla di congiunzione, non parla di amore. E d'altro canto non parla di sesso. Da parte della luna non è presente nessun sentimento negativo o positivo che sia. E' un abbandono assoluto all'esser posseduto ed è anche una scusa. Perché si ritrae, si nasconde dietro il fatto che l'azione non è venuta da sé, quando è la luna che va sul sole a conti fatti.
La lussuria proliferò sulla terra. Conseguenza dell'eclissi è il buio. Il buio associato alla lussuria, indica qualcosa di sbagliato, il famoso senso di perdizione che si propagò per la terra. Il pregiudizio, l'accusa. Che si prolifera nell'ignoranza umana.
E la vita che diventa fango. Fango, terra, polvere. La vita che va in cenere, buttata. La morte.
E' bastata una frase. Una frase sola.

Capisci perché ti ho parlato di stile? Perché la scelta semantica affrontata avevano già raccontato tutto in un rigo e mezzo. E lo hanno fatto meglio di quanto la trama di per sé non abbia fatto. O quanto meno io ho preferito questa prima lettura a quella che è seguita con il resto del racconto.
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hornblower



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MessaggioInviato: Mer 08 Set 2010 23:32    Oggetto: Cita

Tiziana R. ha scritto:
Torno a rompere l'anima e la devozione.
Sono stata assente per un paio di settimane e preannuncio che la cosa potrebbe ripetersi tra la fine di questo mese e l'inizio del successivo. Anche se spero di finire prima che ciò accada, ma vedremo.

Devo rispondere ad un po' di cose, e mettere il quote per tutto mi rende il post chilometrico, per cui vado ad personam:

@hornblower: Non sapevo se risponderti in privato perché spiegarti il mio rapporto con quel racconto è complicato e io sono logorroica. Mi ha colpito sì. Ma per come è scritto e per come porta avanti i personaggi. Non è l'elemento incestuoso ad averlo fatto. E' tutto il resto. Che merita molto di più a mio avviso. E mi avrebbe colpito tantissimo se non ci fosse stato proprio.
Turbato. Turbato non saprei. Disturbato sì, perché mi ha reso difficile accettare una lettura che mi stavo godendo parola per parola. Più che altro è un tema che anziché sconvolgermi mi dà fastidio leggerlo, tutto qui. Però, devo dire che è il primo racconto di incesto il tuo che ho letto dell'antologia, tra l'altro è tra i primi che ho commentato. Del genere il tuo è migliore, è quello che riesco ad apprezzare per tanto altro. E anche per questo ti ho detto che il tuo mi fa più rabbia. Il fatto è che è valido sotto tanti punti di vista, ma quello lì, nella fattispecie, in una pagina non ce lo riesco a vedere. Forse è un mio limite.
[/list]


Ciao,
Ancora grazie per le belle parole Tiziana.
Se vuoi approfondire la discussione io sono disponibile. Non so se sia bene farlo sul forum o in MP o con il proprio indirizzo mail privato, spero che Franco Forte ci illumini, ma per me non c'è problema qualunque via sceglierai.

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_eMMe_



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MessaggioInviato: Gio 09 Set 2010 10:55    Oggetto: Cita

Ma che bella sorpresa Tiziana!
Ho letto molto volentieri i tuoi commetni ai racconti di Agosto non solo perché c'era anche il mio, ma anche perché vi appaiono quelli di due scrittrici e amiche che seguo da tanto.

Hai scritto davvero tanto sul mio piccolo "In memoria"... Mi sa che è più lunga la critica del racconto! Mi sembra che tu abbia centrato molto bene quello che volevo comunicare: l'incapacità di affrontare un dolore troppo violento e il tentativo di cancellarlo, ammansirlo attroverso un contatto fisico altrettanto violento.
Quando ho cominciato a scriverlo, il racconto doveva essere molto più lungo, ci dovevano essere dentro, molte più cose: soprattutto doveva esere incentrato sul modo in cui quel momento veniva affrontato in seguito, sulla valenza, terribile, che assumeva.
Ma 2500 battute mi hanno costretto a ridimensionare i propositi, per cui il centro del racconto è diventata la disperata ricerca dell'annebbiamento che può dare il sesso. Come una droga, come l'alcool.
Sono molto contenta che ti sia piaciuto lo stile e sia riuscita ad apprezzare il modo in cui il tema è trattato, anche se speravi in qualcosa di più.
Grazie della tua attenzione come lettrice.
_________________
E' un lavoro bellissimo.
Ed è veramente utile, perché è bello.
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Alex Panigada



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Messaggi: 296

MessaggioInviato: Gio 09 Set 2010 12:17    Oggetto: Cita

Tiziana R. ha scritto:

22 Agosto
Che dire, io ho finito questo racconto e non sapevo se prendere il libro a testate col serio rischio di farmi male, o mettermi a ridere. Per amor della salute della mia capoccia, ho optato per la seconda. Posto che tendo a non considerarlo un racconto erotico, è simpatica come storia. E’ molto veloce da leggere, fluida e fa sorridere. Effettivamente, ci mancava solo il manuale d’uso. Per essere una storia senza pretese si legge bene.
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Ahahha...sono felice che tu abbia deciso di non farti del male!
L'intento era proprio quello di scrivere una storia "diversa" , simpatica, ma soprattutto divertente e sono contento di averti fatto sorridere!
Un bacione Tiziana (ex-Roberta ^__^)
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Ariadne Karloff



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MessaggioInviato: Gio 09 Set 2010 16:29    Oggetto: Cita

Premessa: come _EmmE_ attendevo agosto non solo per me, ma anche per due amiche.
E devo dire che il racconto di M lo apprezzo più ora di un anno fa, forse perché non sono annebbiata da trecento racconti erotici in 2500 battute da correggere e revisionare XD Cosa non si fa per le amiche!
Avevo racconti erotici che mi uscivano dai capelli =D
Rileggerli ora senza dover propinar consigli richiesti è una liberazione e me li fa godere in quanto lettrice.

Tiziana R. ha scritto:

8 Agosto
Facciamo una piccola premessa. Ogni volta che leggo, cerco di immedesimarmi nella storia. Entrare nel personaggio femminile è più facile, perché basta immaginare come si svolge la scena se ti accadesse intorno. In questo racconto, io non ho assolutamente il benché minimo bisogno di immedesimarmi.
Questa storia parla di me, parla di te e parla di chiunque sappia leggere. Che è diverso dall’essere alfabetizzato o di aver mai tenuto un libro in mano: significa vivere le parole, chiudere tutto il resto e lasciarsi mangiare dalla narrazione.
Arianna sono io. Arianna è chiunque ha avuto la fortuna di aprire un libro e scoprire tra quelle parole si cela tutto ciò che cercava da una vita. Che riconosce se stesso, o forse conosce un nuovo lato di se stesso tra quelle parole.
Io avevo diciassette anni, quando trovai il libro che “mi aprì gli occhi”. Mi rivelò qual era il genere che mi piaceva, come volevo che un libro fosse scritto, con quale profondità volevo fossero trattati i personaggi. Segnò in qualche modo la mia strada, perché compro quasi esclusivamente su quel genere ora e per quanto leggo riesco sempre a trovare qualcosa che mi stupisce, mi sorprende, mi fa palpitare.
Poi il libro che mi ha uccisa in tutti i sensi è stato un altro ed è stato perché mi sono ritrovata a sbavare sui personaggi in maniera oscena e mi ha dato tutto quello che volevo. Lo leggo almeno una volta al mese e continua a darmelo. Ma credo che non lo avrei neanche guardato in libreria, se quel primo non mi avesse sconvolta.
Per questo il racconto parla di me. Perché so qual è questa scoperta che ti cambia la vita, l’ho vissuta. Ed è un orgasmo. Mentale più che fisico. Ma è esattamente tutto ciò che hai scritto. E’ reale, è vivo, è pulsante. E’ un fare l’amore con qualcun altro e con se stessi. E’ un riconoscersi.
E io mi riconosco tra queste righe. E’ vero. E’ vivo. E’ reale. Forse lo è anche troppo. Da una parte questo racconto è straordinario, dall’altro è troppo sincero. Sfora la narrativa. Sono in conflitto tra decidere se lo adoro o se lo sto odiando, perché lo considero di troppo.
Stilisticamente è molto, molto fluido, ma non utilizza una semantica particolarmente ricercata. Non so dirti se la cosa avrebbe risolto il mio dubbio, ma credo mi sarebbe rimasto addosso. Perché è troppo intimo, troppo tutto. Troppo mio, per essere qualcosa scritto da terzi.


Ed ora questa risposta, che ha subito più edit di una diagnosi campata in aria del Dottor House.
Ti ringrazio per il commento. In realtà è da ieri che sono un po' " Shocked ".
La mia umile bozza riciclata (sì, il racconto è una bozza riciclata. È il frammento di un frammento del frammento) è molto felice di esser stata definita reale e viva.
Sulla sincerità, teniam di conto che lo scrittore scrive menzogne per amore delle stesse. Potrebbe essere autobiografico, così come una balla galattica ben architettata.
Lo stile fluido e non ricercato è, in realtà, frutto di anni di scrittura che mi hanno portato a renderlo così. Parole e periodi semplici che possano essere compresi da chiunque, senza un briciolo di fatica. Tanto quel che deve trasparire è la forza, non la mia abilità nell'impilar vocaboli in costruzioni astruse o baroccheggianti.
Il fatto che dopo il tuoi vari "troppo" non ci sia un "mal scritto" mi rende felice. Anzi, in segno di giuoia imiterotti una foca con palla sul naso *imita* *batte pinne davanti* *fa saltare la palla*

Questo vago attacco di graforrea mi ha tolto le forze, quindi concludo chiedendoti se posso copincollare il commento nel mio archivio!
Ancora grazie U_U
Ora andrò a scrivere di gente fatta a pezzi U_U<3
_________________
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Se il tuo odio scorre profondo, fa' che diventi la tua anima, il tuo respiro, il sangue nelle vene, il nucleo di ogni tua cellula.
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MessaggioInviato: Ven 10 Set 2010 14:23    Oggetto: Cita

@ReBacca: grazie a te per il bel racconto che hai creato;

@Karim: ringraziale da parte mia ;D

@Gabriella Saracco: grazie anche a te per il bel racconto che hai creato;

@Tiziana R.: cara Tiziana non sei tu che la pensi sempre al contrario, semplicemente siamo ricettivi in maniera diversa. Questo dimostra che l’antologia è un’opera completa e fatta di racconti di qualità. Del tuo modo di scrivere mi è piaciuto molto il ritmo, l’uso di periodi brevi e le immagini create. Devo dire che hai una grande capacità di scrittura, scrivi molto e in modo rapido, almeno così sembra dalla mole di lavoro che stai facendo. Io per scriverne la metà ci avrei impiegato il triplo del tempo. Il mio pensiero sarebbe anche veloce però ci deve essere un difetto di comunicazione con le mani, nel tragitto molte parole si perdono e cadono in un vuoto a cui non ho accesso.

@Jessy M.:grazie per aver letto i racconti e grazie per aver postato il tuo commento. Nell’antologia ci sono racconti forti, sia per la storia che raccontano e sia per il modo in cui la descrivono. Capisco che non possa piacere a tutti poiché il lettore si offre al racconto esponendosi, filtrandolo attraverso la sua sensibilità e background culturale e sociale: si parla di gusto critico. È altrettanto vero che anche gli scrittori si espongono e donano una parte molto intima al lettore, questo non significa che ci siano dei riferimenti personali, ma piuttosto offrono una creatura nata da una riflessione lunga e dura, fatta anche di disagi e violenze. Cerco di spiegarmi: se uno scritto re decide di raccontare una storia in cui il protagonista è un serial killer deve operare una trasformazione interna, al suo modo di pensare e provare sensazioni, deve entrare nella psicologia del protagonista e questo richiede uno sforzo enorme, perché molto probabilmente lo scrittore è ben lontano dall’essere un killer, almeno lo si spera! Detto questo, se ti hanno fatto effetto c’è un motivo e credo che sia un modo per capire meglio noi stessi, sia scrittori che lettori.
grazie ancora.
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Fabio Novel



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MessaggioInviato: Ven 10 Set 2010 22:28    Oggetto: conferme & sorprese! Cita

Ho letto sinora circa un terzo dei racconti dell'antologia, alcuni in ordine sparso (ero curioso di dare la precedenza ad alcun) e ora procedo in sequenza. Ogni giorno un paio.

Tanti bei lavori, sono contento!

Sono sinora varamente rari i contributi che mi hanno lasciato indifferente.

E svariati i racconti di ottima fattura e/o impatto. Per un campionario eterogeneo.

E' interessante poi notare come varie delle sorprese più piacevoli mi siano arrivate da scrittori non professionisti. E non me ne vogliano gli amici autori (alle cui doti sono ormai avezzo! Wink ) che fanno parte della compagine che ha risposto alla chiamata di Franco.

Non riporto titoli preferiti, per ora. Perché di segnalini nelle pagine del libro me ne sono lasciati parecchi...

A più avanti, dunque.

Fabio
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Manuela



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MessaggioInviato: Sab 11 Set 2010 17:03    Oggetto: Cita

Torno dalle vacanze e trovo il commento di Tiziana al mio racconto (12 agosto). Grazie mille. Hai perfettamente ragione su tutto.
E grazie ancora e di cuore per il tempo che mi hai dedicato...
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Manuela Costantini
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