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Gran Dux Gargaros



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 14:14    Oggetto: Cita

_eMMe_ ha scritto:
jpaulverlain ha scritto:
Gran Dux Gargaros ha scritto:
karim ha scritto:
Io invece propongo una selezione spietata in modo che restino solo 66 autori con racconti un po' più lunghi.


Dio, verrebbe fuori uno dei libri più belli della narrativa dell'orrore italiana...

Ma purtroppo l'idea da cui nasce quest'idea (ehm, scusate il gioco di parole) del megalibro non penso sia spinta da intenzioni così "nobili".

@Karim e @Grandux, perchè vedere sempre il puntino nero nel foglio tutto bianco? Cerchiamo di vedere il lato migliore dell'esperimento. Sparire per 70 pagine? E perchè? Si può sparire anche in mezzo foglio. Dipende come si scrive.
Quale sarebbe l'intento "POCO NOBILE"? Ragazzi evitiamo i sospetti e le mezze frasi. Chi ha il pelo nello stomaco lo dica, altrimenti insinuare non fa bene a nessuno.
Salvo


Non mi sembra che si tratti di "insinuazioni", Anche nei racconti erotici che l'intento commerciale della Delos fosse venderlo agli autori, Franco l'ha detto chiaro e tondo... Per cui più autori ci sono più probabilità per loro di vendere più copie. Mica c'è niente di male.


Voglio aggiungere che io non mi riferivo esattamente allo scopo commerciale del libro... Non a caso ho messo quella parola tra virgolette. Insomma, anche la pià bella raccolta horror vuole essere commerciale, vuole farsi vendere, di là dell'intenzione motrice di voler creare il libro più bello dell'anno.

Insomma, non critico nulla a Delos.

Però è indubbio che, parlando con morale, un'intenzione è più "alta" dell'altra.

Citazione:
Sparire per 70 pagine? E perchè? Si può sparire anche in mezzo foglio. Dipende come si scrive.


Qui invece sono d'accordo. Se uno scrittore sa scrivere e ha idee, sa come farsi notare anche in 666 pagine.


Ultima modifica di Gran Dux Gargaros il Gio 05 Ago 2010 14:17, modificato 1 volta in totale
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_eMMe_



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 14:16    Oggetto: Cita

Vorrei far notare che Franco ha detto esplicitamente che valuta il successo commerciale dell'opera soprattutti dal quantitativo di copie acquistate dagli autori online...

Non c'è niente di male, ma è così.
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 14:31    Oggetto: Cita

Gran Dux Gargaros ha scritto:
_eMMe_ ha scritto:
jpaulverlain ha scritto:
Gran Dux Gargaros ha scritto:
karim ha scritto:
Io invece propongo una selezione spietata in modo che restino solo 66 autori con racconti un po' più lunghi.


Dio, verrebbe fuori uno dei libri più belli della narrativa dell'orrore italiana...

Ma purtroppo l'idea da cui nasce quest'idea (ehm, scusate il gioco di parole) del megalibro non penso sia spinta da intenzioni così "nobili".

@Karim e @Grandux, perchè vedere sempre il puntino nero nel foglio tutto bianco? Cerchiamo di vedere il lato migliore dell'esperimento. Sparire per 70 pagine? E perchè? Si può sparire anche in mezzo foglio. Dipende come si scrive.
Quale sarebbe l'intento "POCO NOBILE"? Ragazzi evitiamo i sospetti e le mezze frasi. Chi ha il pelo nello stomaco lo dica, altrimenti insinuare non fa bene a nessuno.
Salvo


Non mi sembra che si tratti di "insinuazioni", Anche nei racconti erotici che l'intento commerciale della Delos fosse venderlo agli autori, Franco l'ha detto chiaro e tondo... Per cui più autori ci sono più probabilità per loro di vendere più copie. Mica c'è niente di male.


Voglio aggiungere che io non mi riferivo esattamente allo scopo commerciale del libro... Non a caso ho messo quella parola tra virgolette. Insomma, anche la pià bella raccolta horror vuole essere commerciale, vuole farsi vendere, di là dell'intenzione motrice di voler creare il libro più bello dell'anno.

Insomma, non critico nulla a Delos.

Però è indubbio che, parlando con morale, un'intenzione è più "alta" dell'altra.

Citazione:
Sparire per 70 pagine? E perchè? Si può sparire anche in mezzo foglio. Dipende come si scrive.


Qui invece sono d'accordo. Se uno scrittore sa scrivere e ha idee, sa come farsi notare anche in 666 pagine.

@eMMe, scusami, non voglio fare polemica, ma se rileggi il pensiero di franco a proposito dell'antologia erotica, luli non voleva dire ciò che tu riferisci. Rileggilo. Ha posto come nota dolente il fatto che molti autori pur prenotandosi non hanno poi acquistato la loro opera. E secondo me è gravissimo che un autore si comporti così al punto che proporrei di NON ACCETTARLI nel progetto 666 horror. Un autore che si rispetti, la propria opera l'acquista, non foss'altro per vedere com'è venuta! E' un qualcosa di ILLOGICO scerivere e RIFIUTARSI di veder cosa e come si è scritto.
Quanto all'intento "nobile", capisco che tutto è business ma c'è un limite nelle finalità e non credo che quello di Delos sia di incastrare i propri autori per indurli ad acquistare. RIPETO: "E' già una fortuna essere pubblicati" andare poi a cercare il samaritano... o sputare sul piatto che ti hanno dato per mangiare,mi pare troppo. Non credi?
Salvo
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Salvo Andrea Figura
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_eMMe_



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 14:46    Oggetto: Cita

Franco ha scritto questo :

Quello che dicevo è che le vendite online sono subito conteggiabili e ci danno all'istante la misura del successo (o insuccesso) "commerciale" dell'iniziativa, che è l'unico elemento che può consentirci di capire se partire o no con un'altra antologia in tempi brevi.

Che è quello che stavo dicendo tre righe sopra. Cioè che il successo commerciale dell'antologia è calcolato sugli acquisti online che fanno gli autori (sicuramente anche qualcun altro, ma ad acquistare online sono soprattutto gli autori).

E, soprattutto, ti ripeto, non c'è niente di male in questo (sei tu che sei convinto che questo sia meschino). E' una strategia di marketing come un'altra, non vedo dove stia il problema.

Però dal mio punto di vista, come lettore, ben più che di autore, un libro di 666 racconti mediocri non sarebbe interessante come uno di 66 ottimi racconti.

Quanto al fatto che sia illogico non acquistare il libro, sinceramente, lo trovo un'assurdità. Ci sono fior fiore di autori che sostengono di non riguardare mai i propri libri una volta usciti in libreria. Ognuno fa come gli pare.
A attuare il sistema di cui parli tu, tanto varrebbe che la Delos fosse una casa editrice a pagamento, dato che il risultato sarebbe lo stesso.
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Franco Forte



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 14:56    Oggetto: Cita

_eMMe_ ha scritto:
Vorrei far notare che Franco ha detto esplicitamente che valuta il successo commerciale dell'opera soprattutti dal quantitativo di copie acquistate dagli autori online...

Non c'è niente di male, ma è così.


Non mi mettere in bocca cose che non ho detto e che non penso, anche perché chi legge le mie parole sa interpretarle benissimo senza che ci sia tu a travisarle.

Lo scopo primo di Delos Books e mio, che credo abbiamo dimostrato in tanti anni di lavoro, è la QUALITA' di ciò che pubblichiamo. Senza questa spinta, non andremmo da nessuna parte.

Se avessi voluto fare un'antologia da vendere agli autori solo per guadagnare, fregansomene di tutto il resto, avrei fato un libro con 1000 racconti e avrei pubblicato i primi 1000 che mi sarebbero arrivati, obbligando i partecipanti ad acquistarne almeno due copie ciascuno. Mi sarei risparmiato un sacco di lavoro (niente selezione delle opere, nessun editing sui testi) e avrei guadagnato un sacco di soldi senza fatica e senza rischi (nessuna distribuzione in libreria, che comporta un tasso di rischio enorme). E per di più non avremmo avuto alcun problema con gli autori, perché avremmo detto a tutti che i loro capolavori erano così belli da meritare di essere pubblicati intonsi: loro avrebbero gongolato dalla felicità, e noi non avremmo mosso un dito.
Capito? E' così che lavorano certe "case editrici". Ma non è così che lavora Delos Books, e non accetto insinuazioni di nessun tipo in questo senso.

Noi abbiamo selezionato 365 racconti fra più di 3000 arrivati, abbiamo editato i racconti selezionati e abbiamo lavorato con decine di autori sui loro testi, alcuni per portarli a risultare pubblicabili, altri solo per la necessità di provarci. Insomma, noi abbiamo fatto un vero libro, e l'apprezzamento che ci arriva dai lettori e dagli operatori del settore editoriale è unanime (paradossalmente, ci sono più critiche qui dagli autori che dai lettori... ed è davvero triste), quindi per cortesia vai a fare queste insinuazioni da altre parti e con altri editori, non con me.

Le vendite online, e lo ripeto per l'ennesima volta, sono solo un indicatore immediato per capire se una iniziativa può essere replicata in tempi brevi oppure no, visto quello che antologie come questa significano un grande impegno per l'editore.
Forse nessuno di voi ci arriva, ma se devo tenere per tre mesi tre persone impegnate a lavorare su una cosa come questa, io devo pagarle, e il loro costo non è indifferente. Per questo prima di partire con un progetto analogo occorre capire se quello precedente può funzionare oppure no. Se aspettiamo le vendite in libreria, allora possiamo saperlo dopo un anno. Attraverso le vendite online possiamo saperlo subito. Questo è il concetto che bisogna capire, e non mi pare così complicato.

Bye
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 17:25    Oggetto: Cita

Franco Forte ha scritto:
_eMMe_ ha scritto:
Vorrei far notare che Franco ha detto esplicitamente che valuta il successo commerciale dell'opera soprattutti dal quantitativo di copie acquistate dagli autori online...

Non c'è niente di male, ma è così.


Non mi mettere in bocca cose che non ho detto e che non penso, anche perché chi legge le mie parole sa interpretarle benissimo senza che ci sia tu a travisarle.

Lo scopo primo di Delos Books e mio, che credo abbiamo dimostrato in tanti anni di lavoro, è la QUALITA' di ciò che pubblichiamo. Senza questa spinta, non andremmo da nessuna parte.

Se avessi voluto fare un'antologia da vendere agli autori solo per guadagnare, fregansomene di tutto il resto, avrei fato un libro con 1000 racconti e avrei pubblicato i primi 1000 che mi sarebbero arrivati, obbligando i partecipanti ad acquistarne almeno due copie ciascuno. Mi sarei risparmiato un sacco di lavoro (niente selezione delle opere, nessun editing sui testi) e avrei guadagnato un sacco di soldi senza fatica e senza rischi (nessuna distribuzione in libreria, che comporta un tasso di rischio enorme). E per di più non avremmo avuto alcun problema con gli autori, perché avremmo detto a tutti che i loro capolavori erano così belli da meritare di essere pubblicati intonsi: loro avrebbero gongolato dalla felicità, e noi non avremmo mosso un dito.
Capito? E' così che lavorano certe "case editrici". Ma non è così che lavora Delos Books, e non accetto insinuazioni di nessun tipo in questo senso.

Noi abbiamo selezionato 365 racconti fra più di 3000 arrivati, abbiamo editato i racconti selezionati e abbiamo lavorato con decine di autori sui loro testi, alcuni per portarli a risultare pubblicabili, altri solo per la necessità di provarci. Insomma, noi abbiamo fatto un vero libro, e l'apprezzamento che ci arriva dai lettori e dagli operatori del settore editoriale è unanime (paradossalmente, ci sono più critiche qui dagli autori che dai lettori... ed è davvero triste), quindi per cortesia vai a fare queste insinuazioni da altre parti e con altri editori, non con me.

Le vendite online, e lo ripeto per l'ennesima volta, sono solo un indicatore immediato per capire se una iniziativa può essere replicata in tempi brevi oppure no, visto quello che antologie come questa significano un grande impegno per l'editore.
Forse nessuno di voi ci arriva, ma se devo tenere per tre mesi tre persone impegnate a lavorare su una cosa come questa, io devo pagarle, e il loro costo non è indifferente. Per questo prima di partire con un progetto analogo occorre capire se quello precedente può funzionare oppure no. Se aspettiamo le vendite in libreria, allora possiamo saperlo dopo un anno. Attraverso le vendite online possiamo saperlo subito. Questo è il concetto che bisogna capire, e non mi pare così complicato.

Bye

@eMMe. Per fortuna è sceso in campo direttamente Franco Forte a dissipare ogni dubbio. Caro o cara eMMe, adesso vorrei che mi facessi i nomi di quei "fior fiore" di autori,come dici tu, che non guardano nemmeno quello che hanno scritto. Ma dove le leggi simili balle sul Corriere dei piccoli? Ripeto che il tuo ragionamento è meschino e pensare che un editore speculi sull'acquisto degli autori è gretto. Franco e Delos non hanno bisogno della mia difesa,ma come autore "Mediocre" mi ribello a questo modo dei pensare.
Salvo
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Salvo Andrea Figura
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AlessioWRITER



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 17:32    Oggetto: Cita

Franco Forte ha scritto:
_eMMe_ ha scritto:
Vorrei far notare che Franco ha detto esplicitamente che valuta il successo commerciale dell'opera soprattutti dal quantitativo di copie acquistate dagli autori online...

Non c'è niente di male, ma è così.


Non mi mettere in bocca cose che non ho detto e che non penso, anche perché chi legge le mie parole sa interpretarle benissimo senza che ci sia tu a travisarle.

Lo scopo primo di Delos Books e mio, che credo abbiamo dimostrato in tanti anni di lavoro, è la QUALITA' di ciò che pubblichiamo. Senza questa spinta, non andremmo da nessuna parte.

Se avessi voluto fare un'antologia da vendere agli autori solo per guadagnare, fregansomene di tutto il resto, avrei fato un libro con 1000 racconti e avrei pubblicato i primi 1000 che mi sarebbero arrivati, obbligando i partecipanti ad acquistarne almeno due copie ciascuno. Mi sarei risparmiato un sacco di lavoro (niente selezione delle opere, nessun editing sui testi) e avrei guadagnato un sacco di soldi senza fatica e senza rischi (nessuna distribuzione in libreria, che comporta un tasso di rischio enorme). E per di più non avremmo avuto alcun problema con gli autori, perché avremmo detto a tutti che i loro capolavori erano così belli da meritare di essere pubblicati intonsi: loro avrebbero gongolato dalla felicità, e noi non avremmo mosso un dito.
Capito? E' così che lavorano certe "case editrici". Ma non è così che lavora Delos Books, e non accetto insinuazioni di nessun tipo in questo senso.

Noi abbiamo selezionato 365 racconti fra più di 3000 arrivati, abbiamo editato i racconti selezionati e abbiamo lavorato con decine di autori sui loro testi, alcuni per portarli a risultare pubblicabili, altri solo per la necessità di provarci. Insomma, noi abbiamo fatto un vero libro, e l'apprezzamento che ci arriva dai lettori e dagli operatori del settore editoriale è unanime (paradossalmente, ci sono più critiche qui dagli autori che dai lettori... ed è davvero triste), quindi per cortesia vai a fare queste insinuazioni da altre parti e con altri editori, non con me.

Le vendite online, e lo ripeto per l'ennesima volta, sono solo un indicatore immediato per capire se una iniziativa può essere replicata in tempi brevi oppure no, visto quello che antologie come questa significano un grande impegno per l'editore.
Forse nessuno di voi ci arriva, ma se devo tenere per tre mesi tre persone impegnate a lavorare su una cosa come questa, io devo pagarle, e il loro costo non è indifferente. Per questo prima di partire con un progetto analogo occorre capire se quello precedente può funzionare oppure no. Se aspettiamo le vendite in libreria, allora possiamo saperlo dopo un anno. Attraverso le vendite online possiamo saperlo subito. Questo è il concetto che bisogna capire, e non mi pare così complicato.

Bye


Sottolineo una frase di Franco, messa tra parentesi nel suo post: "(paradossalmente, ci sono più critiche qui dagli autori che dai lettori... ed è davvero triste)". Sono d'accordo con lui.
In merito alla vendita online Franco ha affermato più volte che è l'unico indicatore immediato. Questo dato non c'entra nulla con quanto detto da qualcuno: che online comprano solo gli autori. SBAGLIATO. Franco, fornendoci alcuni primi dati sulle vendite online, ha evidenziato come invece fossero in maggioranza gli acquirenti "normali", cioè i "non autori"; quindi, il ragionamento fatto da eMMe cade del tutto.
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Carlo Vicenzi



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 18:08    Oggetto: Cita

Credo che a questo punto sia il caso di tornare all'argomento per cui è stato aperta la sezione: l'idea dei 666 racconti. Se si vuole parlare d'altro è il caso di spostarsi su di un topic apposito. Ringrazio Franco Forte per essere intervenuto a dissipare i dubbi. Ora, gentilmente, lasciamo che siano gli addetti a pensare alle vendite. Noi pensiamo ai racconti. Poi se riusciremo a fare cose di qualità, allora le copie verranno vendute.

Con rispetto.
Carlo vicenzi
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 21:50    Oggetto: Cita

Carlo Vicenzi ha scritto:
Credo che a questo punto sia il caso di tornare all'argomento per cui è stato aperta la sezione: l'idea dei 666 racconti. Se si vuole parlare d'altro è il caso di spostarsi su di un topic apposito. Ringrazio Franco Forte per essere intervenuto a dissipare i dubbi. Ora, gentilmente, lasciamo che siano gli addetti a pensare alle vendite. Noi pensiamo ai racconti. Poi se riusciremo a fare cose di qualità, allora le copie verranno vendute.

Con rispetto.
Carlo vicenzi

@Carlo, mi associo a te, anche se il discorso non esulava dal 666, solo che si stava andando fuori tema. Vorrei aggiungere, che chi crede nel progetto inizi a tirarsi su le maniche perchè c'è da lavorare, chi ha voglia di fare critiche AGGRATIS e insinuazioni sciocche, cambi sito. Io, noi, siamo qui per scrivere e buon per noi che c'è chi ci pubblica.
Salvo
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karim



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 22:24    Oggetto: Un'idea... Cita

Un'idea per Franco e per l'antologia horror, così, tanto per dire una cosa costruttiva...

Il titolo con il numero 666 è bello e forte.

Si può provare con un titolo tipo:
6 capitoli del terrore (o simile)
66 autori per un'antologia horror

Così il numero 666 è presente in copertina.

L'antologia potrebbe essere strutturata con 6 autori noti che presentano ciascuno un capitolo con un loro racconto e 60 esordienti. Tutti racconti di circa 6 pagine.
Ogni capitolo potrebbe avere un titolo a effetto preso da citazioni horror famose. Ciao.
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Andrea Delle Sedie-1



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MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 23:22    Oggetto: Re: Un'idea... Cita

karim ha scritto:
Un'idea per Franco e per l'antologia horror, così, tanto per dire una cosa costruttiva...

Il titolo con il numero 666 è bello e forte.

Si può provare con un titolo tipo:
6 capitoli del terrore (o simile)
66 autori per un'antologia horror

Così il numero 666 è presente in copertina.

L'antologia potrebbe essere strutturata con 6 autori noti che presentano ciascuno un capitolo con un loro racconto e 60 esordienti. Tutti racconti di circa 6 pagine.
Ogni capitolo potrebbe avere un titolo a effetto preso da citazioni horror famose. Ciao.


anche questa idea non è da buttare via... (ma preferisco quella delle 666 pagine di terrore)
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antolusci



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MessaggioInviato: Ven 06 Ago 2010 06:24    Oggetto: Cita

@Salvo Jpaulverlaine: caro Salvo, io non ho ancora acquistato le mie copie per problemi strettamente economici. Ho fatto un lavoro per Mediaset che, dopo un ritardo immane, ha pagato solo ieri. Detto ciò, trovo una proposta da giornalino aziendale quella che avanzi tu, vale a dire: NON ACCETTARE a priori nella nuova antologia quegli autori che, per un motivo o per l'altro, non hanno acquistato la loro copia. Questa è proprio la mentalità della tipografia che stampa a pagamento, non certo quella della Delos.

Mi è capitato di scrivere delle puntate di fiction che non ho poi guardato integralmente (e non è ILLOGICO, visto come i registi trattano i copioni, credimi), ma nessuno mi ha poi impedito di lavorare. Sarebbe davvero demente che un'azienda adottasse simili comportamenti da caporale di miniera. Mi è parso di capire che tu sei un medico. Allora, vedila così: è come se, nel caso tu stessi male e ti facessi curare in una clinica privata, poi nell'ospedale dove lavori un giorno ti rifiutassero un pronto soccorso.

Credo che il fatto che abbia più innervosito Franco è che molti autori (me compreso) hanno prenotato delle copie e poi non le abbiano acquistate. Ognuno con le proprie ragioni. Questa è stata la partenza della discussione. Siamo poi arrivati a un travisamento tale che ora sembra che Franco pretenda l'acquisto delle copie da tutti gli autori.

Ma questo lui non lo ha mai detto né pubblicamente, né privatamente. Oh, smentitemi, se sbaglio! Penso che, come me, ci siano altre persone che hanno avuti problemi solo che, sempre come il sottoscritto, non abbiano avuto voglia di scriverlo qua sopra. Se fossi un editore che ha varato un'idea come questa dei 365 erotici, che mi è costata denaro e stress, eviterei di farne un'altra non per le vendite basse, ma per tutto ciò che sento dire dagli autori stessi su queste pagine.
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Antonio Lusci
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Carlo Vicenzi



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MessaggioInviato: Ven 06 Ago 2010 09:46    Oggetto: Cita

Se parliamo di 666 pagine, potremmo comunque mantenere un numero piuttosto alto di autori, per un'antologia, no? Con circa una decina di pagine a testa (in media) Possono uscire gran bei racconti, dando possibilità di pubblicazione a un eccellente numero di autori. Ovviamente in redazione arriveranno di certo vagoni e vagoni di opere, ma passare dall'eseguire 666 editing a, che so, circa 60-75 (anche se più lunghi) è già una certa mole di lavoro in meno. Avere a che fare con meno persone da dover "raddrizzare" sarà di certo meno dispendioso in termini di energie.

Propongo anche di non suddividere il volume in sezioni, in quanto distruggerebbe l'atmosfera. A meno di utilizzare sezioni dal titolo insolito:
non " 1- Streghe e malefici 2- Vampiri 3- lupi mannari 4- pazzi omicidi"
ma qualcosa del tipo: "1- Sussurri nella notte 2- Cuori immobili 3- Le bestie dentro di noi 4- Cacciatori urbani"

Mantieni il mistero, ci si può inserire vari tipi di racconti, dando comunque una suddivisione.
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MessaggioInviato: Ven 06 Ago 2010 09:59    Oggetto: Cita

"Con circa una decina di pagine a testa (in media) Possono uscire gran bei racconti, dando possibilità di pubblicazione a un eccellente numero di autori. Ovviamente in redazione arriveranno di certo vagoni e vagoni di opere, ma passare dall'eseguire 666 editing a, che so, circa 60-75 (anche se più lunghi) è già una certa mole di lavoro in meno. "

è anche vero che si fa prima a valutare una racconto di un paio di pagine che uno di 10!, però concordo che sia molto più facile interfacciarsi poi con 66 autori piuttosto che con qualche centinaio (a patto che questi 66 non spariscano, poi come è successo già, per lungo tempo, sebbene per motivi più che giustificabili).
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antolusci



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MessaggioInviato: Ven 06 Ago 2010 10:16    Oggetto: Cita

@Carlo Vicenzi: bella l'idea della suddivisione così come suggerisci.
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