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I COMMENTI AI RACCONTI PUBBLICATI NELL'ANTOLOGIA


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Autore Messaggio
alice scuderi



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Località: venturina

MessaggioInviato: Lun 02 Ago 2010 11:17    Oggetto: Cita

come immaginavo il mio commento è stato da molti frainteso...
io sono la prima ad apprezzare la qualità e l'assoluta novità di questa antologia, di cui sono fierissima di far parte. ma da lettrice, ho espresso un personalissimo parere sulle scelte di alcuni racconti, che secondo la mia modestissima opinione, sono alquanto banali e volgari. detto questo,
ce ne sono moltissimi altri invece che ho trovato assolutamente fantastici.
faccio però i complimenti a tutti: esserci è un grande traguardo
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_eMMe_



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MessaggioInviato: Mar 03 Ago 2010 19:07    Oggetto: Cita

Ho cominciato a leggiucchiare il libro (preso a prestito, lo ammetto finché non avrò un po' di soldi...).
La critica generale che posso fare così su due piedi a molti racconti e il colpo di scena a tutti i costi: mi infastidisce da morire. L'altra è la scrittura sciatta.
Per le recensioni positive mi devo prendere più tempo: vanno fatte una ad una! Non trovato molti racconti che mi appassionano (ma io sono una criticona di natura), ma alcuni sono delle perle.
_________________
E' un lavoro bellissimo.
Ed è veramente utile, perché è bello.
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franka



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Messaggi: 45

MessaggioInviato: Mer 04 Ago 2010 19:30    Oggetto: Cita

Scusate, forse qualcuno l'ha già scritto o non sono in topic...Ma esiste da qualche parte una rassegna stampa dell'antologia, tipo sul sito della Delos? Io non l'ho trovata...O qualcuno può postare il link di qualche recensione uscita su quotidiani, siti ecc.?
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Sergio Calvaruso



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MessaggioInviato: Mer 04 Ago 2010 20:42    Oggetto: Cita

franka ha scritto:
Scusate, forse qualcuno l'ha già scritto o non sono in topic...Ma esiste da qualche parte una rassegna stampa dell'antologia, tipo sul sito della Delos? Io non l'ho trovata...O qualcuno può postare il link di qualche recensione uscita su quotidiani, siti ecc.?


Ho provato a chiederlo anche io nel topic con i dati di vendita ma probabilmente a Franco sarà sfuggito... Confused
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maxmaestrello



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MessaggioInviato: Mer 04 Ago 2010 23:26    Oggetto: Cita

Devo ancora finire di leggere l'antologia, ma - non me ne vogliano gli altri autori, più o meno famosi - credo che sarà difficile trovare un racconto bello come quello di Raul Montanari (25 novembre). Secondo me è davvero un gioiellino, c'è da imparare un sacco da una pagina del genere.
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Franco Forte



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Località: Milano

MessaggioInviato: Gio 05 Ago 2010 15:03    Oggetto: Cita

Qui trovate una recensione del libro che indica anche alcuni dei racconti preferiti: http://romancebooks.splinder.com/post/23100666

Poi ci sono da leggere i commenti delle frequentatrici del forum, davvero interessanti.
Bye
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Franco Forte
www.franco-forte.it

"Cesare l'immortale" a "La lettura" del TG 5
https://www.youtube.com/watch?v=aRlDtsCgs7s
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Freitag



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MessaggioInviato: Lun 09 Ago 2010 21:18    Oggetto: Cita

Ciao Franco, grazie della segnalazione. E' un po' che non passavo dal forum e ho trovato questa bella sorpresa. E' stato davvero sorprendente vedere che qualcuno abbia apprezzato proprio il mio racconto, tra i tanti bravi autori presenti.
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m_iller



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Messaggi: 1528

MessaggioInviato: Mar 10 Ago 2010 00:26    Oggetto: Cita

Freitag ha scritto:
Ciao Franco, grazie della segnalazione. E' un po' che non passavo dal forum e ho trovato questa bella sorpresa. E' stato davvero sorprendente vedere che qualcuno abbia apprezzato proprio il mio racconto, tra i tanti bravi autori presenti.


complimenti! deve essere una bella soddisfazione. Brava.
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Miller Gorini
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Tiziana R.



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MessaggioInviato: Mar 10 Ago 2010 17:42    Oggetto: Cita

Ora mi faccio odiare da 364 persone, quanto minimo, che dopo questa se mi sento dire che il racconto fa pena e faccio prima a ritirarmi dallo scrivere da ogni fronte, neanche mi stupisco più di tanto. Ma lo faccio lo stesso e cambio un po' il ritmo della discussione, fosse altro che si parla di commenti ai racconti. Dunque decido di inserire i miei commenti.
Pongo un paio di premesse: questo è il mio libro, nel senso che figura all'interno un mio racconto. Uno su trecentosessantacinque. Al di là di quello, praticamente, ho tra le mani un libro assolutamente nuovo, che c'è da precisare essere un'antologia. In questo senso dire che il libro è buono o fa schifo, non ha senso. Perché su tanti racconti pessimi, ne basta uno scritto divinamente perché valga la pena acquistare l'opera, per cui dare un commento generale non funziona. Almeno non funziona dal mio modesto e personale punto di vista.

A tal questione, a lettura effettuata, ho deciso di riprenderli in ordine e commentarli tutti. Perché sinceramente se io scrivo boiate non è neanche giusto che il senso negativo che ho lasciato influisca su un racconto invece fatto bene. Per cui se devo commentarli li commento, ma a ciascuno il suo. Si è parlato di critiche più o meno valide. In generale non si può parlare né a bene, né a male viste quante storie sono. La verità è che ci sono tantissime storie che vanno bene, diverse fatte male, poche eccezionali. Ma queste valgono tanto.
Preciso una cosa. Io qui non conosco nessuno, purtroppo o per fortuna. Quindi a dire che un racconto mi piace o non mi piace non ci guadagno niente, è semplicemente come la penso. Tra parentesi, non ho neanche badato a chi fossero gli autori.
E' anche capace che mi sia trovata a dire ad uno di fama e bravura del calibro di Alessandro Manzoni che il suo racconto mi ha fatto pietà e misericordia. Non ho controllato e non mi interessa farlo. Tanto non credo che un autore affermato abbia bisogno di sentirselo dire da me che è bravo o meno.
Anche perché quando compro un libro in libreria, non vado molto per il sottile a dire se ne è valsa la pena o sono stati soldi buttati, non vedo perché avrei dovuto farmi influenzare o meno adesso. Fosse altro per onestà nei confronti dei racconti che ho ritenuto meritevoli davvero.
Voglio precisare anche che non sto a giudicare nessuno, né devo insegnare niente, quanto segue è ciò che ogni singola opera mi ha trasmesso, niente di più, niente di meno. E' una cosa del tutto soggettiva, non è per compiacere o dispiacere nessuno.
E' solo ciò che segue alla lettura, posso pure aver tergiversato completamente la storia, o non esser riuscita a capirla nel profondo, ma intanto li ho interpretati così.
Anche perché molti di quelli che finora ho sentito dire essere capolavori non mi sono piaciuti affatto, mentre quelli che mi hanno colpita davvero, per lo più smuovono indifferenza. De gustibus.

Avrei potuto risparmiarmi questa cosa, ma ogni racconto dà una sensazione diversa, avevo tempo e noia a sufficienza per decidere di analizzarle un po' tutte.
Siccome la stesura mi sta diventando eccessivamente lunga, divido il tutto per mesi.
Laddove ho piazzato l'asterisco è per indicare che, per quel che mi riguarda, la presenza di uno solo di quelli vale l'opera intera.


    1 Gennaio
    Ben scritta. Intima. Un tratto di vita dolce e drammatica al tempo stesso. E’ un po’ come stare a guardare qualcosa che non dovresti vedere. Ma è giusto che accada. Un cercare conferme nel corpo, quando non ne trovi nella mente. E va bene così.

    2 Gennaio
    In questa storia ho visto molto più di ciò che è scritto. E vorrei non essermelo immaginato, perché ciò che ho scorto mi è piaciuto. Perché il tema centrale qui non è l’erotismo, ma la disperazione. Il cercare una via di fuga da una realtà che uccide, inventandosi un mondo in cui rifugiarsi. Creare un fantoccio privo di anima, sperando che questo possa portare il calore dei sentimenti, magari dell’amore del tutto. E svilirlo, diffamarlo, quando l’illusione non riesce a sovrapporsi alla fantasia. In questa chiave, è veramente ottimo.
    Se poi parlava di zombie e basta, allora non è un granché. Ma non è ciò che ho letto io.

    3 Gennaio
    Non male da leggere. In realtà, anche un briciolo inquietante perché a provare qualcosa al mercato l’idea che il proprietario ti stia a guardare c’è sempre. L’idea dell’erotismo in questo contesto mi è piuttosto lontano per riuscire ad apprezzarlo. Ho apprezzato invece gli altri aspetti del racconto come il tocco di “popolarità” all’interno dei dialoghi, che lo rendono più reale, più vicino al contesto. Ed è per questo che il termine “pussy” mi è parso fin troppo una forzatura e lì per lì rallenta la lettura.

    4 Gennaio
    Il racconto comincia con robot e bordelli. Abbastanza elementi perché girassi pagina senza andare oltre, per quelli che sono i miei gusti personali. Col fantascientifico non cozzo. Sono andata avanti perché mi sono detta che era sola una pagina, e invece ho trovato un bel racconto. Molto, molto carino. Mi ha toccato le corde. Mi ha ricordato un attimo Intelligenza Artificiale per il tema, ma è affrontato con una dolcezza e una complicità diverse, e a mio avviso anche migliori. Romantico. Dolce. Scrittura fluida. Mi è piaciuto nonostante non corrisponda al mio genere, per me merita davvero.

    5 Gennaio
    Il racconto è scritto bene. Non condivido i punti di sospensione che interrompono una lettura che preferisco proseguire veloce, ma per il resto è scritto bene. Però non mi è piaciuto. Non è un problema di trama, di personaggi o di che, perché la storia è fatta bene. Questione di gusti. Da una parte è bello scoprire nel finale che lui dipende da lei tanto quanto lei dipende da lui, tuttavia vederla supplicare, come prima reazione, dopo essere lasciata in tronco mi ha preso un po’ male. Probabilmente, è uno di quei racconti che avrebbero avuto bisogno di più spazio.

    6 Gennaio
    Non l’ho capito. Nel senso che per tutto il tempo mi sono chiesta “Perché?”. Non so se il tema principale sia la transessualità, l’esibizionismo o la passione erotica di lui che sfocia in follia. Tutti e tre i temi sono trattati velocemente e in maniera superficiale e alla fine non predomina nessuno dei tre e la storia non colpisce, né preoccupa il finale.

    7 Gennaio
    Non è male. E’ scritta in maniera abbastanza fluida, e l’eccitazione anche se rapida va in crescendo da quello che potrebbe essere un banale gioco a un rapporto di passione. Però il finale è gettato a caso. Qualunque altra risposta da parte di Anna andava bene. Ma quella fa inarcare un attimo un sopracciglio.

    8 Gennaio
    Ho il vizio di leggere prima il racconto e poi l’autore. Che non lo leggo neanche poi il nome, solo la curiosità di sapere se è stato scritto da un uomo o da una donna. Avrei giurato fosse opera di una donna e mi si è allargato il sorriso quando ho visto che non è vero. Perché c’è la scaltrezza e una malizia che ogni donna sotto sotto possiede, e un’ironia di fondo nello stile di scrittura che rende il tutto ancora più piacevole. Forse un po’ cinico, ma è una cosa che ho apprezzato. Ha colto veramente nel segno nel descrivere il suo personaggio. Bravo.

    9 Gennaio
    Inizio affettato. Una ricerca di parole che risulta forzata, che va tuttavia migliorandosi nella descrizione dell’amplesso, probabilmente perché vuole lasciare l’attimo di poesia ai dialoghi. Fa sorridere il finale.

    10 Gennaio
    Romantica. Scrittura fluida. Con un sentimento che vibra a metà tra amore e trasgressione. In realtà, l’amore si nota più dall’intimità tra le due donne. E c’è da chiedersi se essere liberi significa amare chi ti pare, o è l’amore che rende liberi. Carina, ma il tema un po’ forza la mano.

    11 Gennaio
    Questa è una storia che a mio avviso avrebbe avuto bisogno di più spazio per essere ben descritta. Perché le idee di fondo sono tutte buone, però corre troppo e rischia di essere forzato sul finale. La lunghezza limitata penalizza un po’ qui.

    12 Gennaio
    Anche qui probabilmente serviva più spazio, perché i personaggi dovevano essere più sviluppati per poterli apprezzare. Perché così sembra che la figura del fratello sia inesistente, a lei vada bene chiunque purché abbia qualcuno a fianco e a lui non gliene frega niente di farsi la ragazza di suo fratello, in cambio di un orgasmo. Capita sicuro pure nella vita di tutti i giorni, eh. Ma avrei voluto un po’ di introspezione in più, per poterlo apprezzare.

    13 Gennaio
    Oddio, non mi ha fatto morire, ma non mi è spiaciuto. Racconta un momento di coppia, di complicità nel riuscire ad ammettere le proprie fantasie in coppia. E’ semplice e non è male. Sa esprimere il desiderio di lei.

    14 Gennaio
    Il finale è simpaticissimo. Il resto poteva sinceramente essere fatto un po’ meglio, magari trattato con un goccio di ironia in più o con più dramma, però sul finale si riprende parecchio e riesce a strappare una risata.

    15 Gennaio
    Il finale sinceramente me l’ha inacidito. Ma in questo caso è una questione di gusti, perché la storia è scritta bene, con uno stile attento che naviga tra romanticismo e sensualità abilmente. Avrei voluto che non ci fosse alcuna ipocrisia di fondo a condire il tutto e sarebbe stata tra le mie preferite. Ma da un punto di vista puramente oggettivo la storia è ottima.

    16 Gennaio*
    Mi è piaciuta. Questa sarebbe un ottimo prologo per una storia che promette fuoco e fiamme, e anche così è un racconto che ti soddisfi a leggere. Accattivante, deciso e tenace. E’ il cliché preda-predatore, ma fatto bene. Non c’è altro da aggiungere perché va letto e basta.

    17 Gennaio
    Un’altra storia che non colpisce e non dispiace. Si concentra forse troppo su suoni, immagini e rumori, che non su ciò che accade veramente nella sala che risulta una rapida descrizione. Inizia introducendo una serie di dettagli che dovrebbero anticipare la storia, eppure finiscono con il lasciare ben poco spazio alla stessa.

    18 Gennaio
    Che dire, su questa storia ho sentimenti contrastanti. Perché è fatta di fretta, ma è scritta bene. Mi spiego, lei cammina per la Rambla, il pittore le chiede un ritratto e di fare l’amore. Ora, se mentre passeggio un tizio mi domandasse una cosa del genere, si becca minimo scontato una parolaccia e un dito medio. Questo nel migliore dei casi. Di sicuro non mi sciolgo in preda alla passione. In questo senso, la vicenda è introdotta banalmente o forse di fretta. Tuttavia, l’incontro modella-artista, o dei due amanti, è assolutamente ben scritto e sensuale. Accurata la scelta dei dialoghi che sembrano quasi scivolare sulla pelle. E’ un peccato per l’incipit, perché il resto del racconto merita.

    19 Gennaio
    Storia scritta bene. Titolo pienamente azzeccato, perché il sottile gioco di seduzione si riesce quasi a vedere, per come è stato descritto. Ed è un gioco che prosegue anche dopo la passione, impedendo che la stessa possa esser vissuta pienamente. Solo non c’era bisogno di usare termini forti a mio avviso, quel “troia”, ma anche tutto il paragrafo in verità, stride abbastanza con il resto della lettura.

    20 Gennaio
    Non mi aveva presa all’inizio. L’ho vista introdotta con quella che a me appare una pura descrizione di un amplesso. Descrizione fatta bene, ma una descrizione. Tuttavia, entra in una sfera molto più intima, si scioglie in racconto, quando i due amanti iniziano a parlare tra loro e a creare quella complicità di fondo che non lo rende solo sesso. Ed è molto carina l’assonanza amore-morte. L’ho riletto la seconda volta. E questa volta sono riuscita ad apprezzarla nella sua interezza.

    21 Gennaio
    Che dire, punta ad un obiettivo, lo insegue, ma non lo raggiunge. Può essere un attimo di vita come tanti, questa è la chiave migliore in cui riesco a vederlo, da accettarsi così per come viene. Perché descrive anche piuttosto bene l’amplesso e ciò che sta accadendo, ma non colpisce su tutti gli altri aspetti.

    22 Gennaio*
    Un tema duro, abbastanza difficile da digerire. E nonostante questa la narrazione è sviluppata così bene, in un crescendo continuo cui non manca nulla, che la storia non può non essere piacevole. Scritta bene e in maniera attenta, affronta il tema con lucidità e anche seduzione. E’ un racconto completo, non gli manca nulla.

    23 Gennaio
    Non so, non colgo il lato narrativo, o meglio, il racconto di fondo. E’ un lui – un loro per l’esattezza – che si eccita/no di fronte ad una spogliarellista che sa fare eccitare. Ma si ferma qui. Non risalta alcun altro aspetto. Non è scritta male, ma non mi ha lasciato granché.

    24 Gennaio
    Non c’è il colpo di scena, nel durante del racconto si intuisce qual è l’epilogo. Tuttavia, riesce ad essere simpatica comunque come storia. C’è da chiedersi perché mai questi suonino in mezzo ai boschi, però tutto sommato non è male.

    25 Gennaio
    E’ scritta bene, l’ho apprezzata. Ottimo gioco di ruoli e di seduzione. C’è tutto ciò che deve esserci in un racconto del genere. Non esagera e non necessitava altro. Ma è difficile da reggere l’impaginazione: non va mai accapo, per cui manca totalmente la divisione in paragrafi. La cosa velocizza troppo la lettura, che sembra una corsa senza freni e la storia si può apprezzare davvero solo alla seconda lettura, quando la si conosce già e si sa quando prendere una pausa. Oltre al fatto che la cosa affatica parecchio la vista. Il tema, la narrazione, la caratterizzazione dei personaggi sono invece sviluppati molto bene.

    26 Gennaio
    Il fantascientifico non mi colpisce, ahimè, per cui tendo a concentrarmi sugli altri aspetti della storia. Questo sembra un po’ un racconto nel racconto, uno strascico di eros in un attimo di emergenza. Riesce a rimanere coerente per tutta la durata della storia, ma la frenesia della tragedia in corso distrae. Probabilmente necessitava più spazio perché situazione ed emozioni fossero trattati entrambi con il giusto rispetto, senza che l’uno vada a scapito dell’altro.

    27 Gennaio
    Questo racconto è particolare davvero. Scritto bene, eccome. Descrive le emozioni della protagonista con grande cura e attenzione. Usa termini forti e non scade nel volgare. In una sola pagina, riesce a sfiorare più temi e più argomenti e a giostrarli tutti bene. E’ un racconto tangibile, reale. Che se è cominciato quasi con una vena di cinismo, sfocia in un’incredibile dolcezza.

    28 Gennaio
    Cinica. Incredibilmente cinica. Ma si apprezza proprio per questo. Perché sembra di vederlo sbuffare tale Marco, mentre è costretto a sentire quella telefonata e ad immaginare tutto ciò che sta succedendo intanto. Spietata, ma ben fatta.

    29 Gennaio
    Un ripetersi di cliché. La storia che in realtà è un sogno. Il sogno che si confonde tra fantasia e realtà. Eppure, quasi conviene che sia solo un sogno, perché appariva tutto come sesso descritto giusto per descriverlo. In questo modo, invece, si può quasi immaginare una trama di fondo, in cui questo attimo acquisti un senso. Ma aveva bisogno di essere trattato con più attenzione.

    30 Gennaio
    Oddio, è carinissima. Scritta con un’ironia che sfocia nel tragicomico. Una scrittura assolutamente senza pretese, che però diverte.

    31 Gennaio*
    Molte storie ho detto che sono fatte bene, o che sono scritte bene. Beh, è un commento da prendersi con l’accezione di “Sono più che leggibili, lo stile di scrittura non dà fastidio”. Questo racconto, invece, è scritto bene nel senso che lo stile di scrittura è serio, preciso e attento. Ogni parola non esce fuori a caso ma è ricercata. C’è impegno, attenzione, ricerca di parole. E il tutto svolto un’introspezione e una sensualità che colpiscono laddove volevo essere colpita. Supera abbondantemente il livello medio di tutti i racconti, è tra quelli per cui è valsa veramente la pena aver acquistato il libro.
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Tiziana R.



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MessaggioInviato: Mar 10 Ago 2010 21:34    Oggetto: Cita

    1 Febbraio
    La storia è carina. Si intuiva che sarebbe sfociata in un finale tendente al comico, però è ben fatta. E’ particolare la ricerca dell’erotismo cui punta la narrazione, perché non è solo un equivoco in una situazione stramba, ma un riuscire ad eccitarsi nelle situazioni più disparate. Ed è descritto con una profondità tale che il finale distrae e diverte.

    2 Febbraio
    Questa l’ho dovuta leggere più volte. Non so perché, c’era qualcosa che non riusciva a farmi concentrare nella lettura. Eppure è ben scritta, attenta, dolce. Parla di solitudine, di angoscia, da sfogare nell’illusione che una notte brava sia qualcosa di più. E un dolore che finisce per accomunare. Lascia l’amaro in bocca non sapere come segue.

    3 Febbraio
    E’ attenta, carina, non mi ha fatto morire, ma riesce ad esprimere l’intimità del momento e la complicità tra gli amanti. Scritta piuttosto bene, ma con diverse ripetizioni specie nell’incipit, dove il “lei” ricorre fin troppo spesso, anche quando poteva essere omesso. Non è un errore o un problema, ma mi ha rallentato la lettura.

    4 Febbraio
    La storia mi ha lasciato diverse sensazioni addosso, devo dire, per cui sono abbastanza in dubbio sul come giudicarla. Non è scritta male, anzi è piuttosto piacevole, poi all’improvviso sfora. Passa da “buco lercio” a “potere che ha tra le gambe” nello stesso discorso. Probabilmente era un cambiamento di ottica da maschile e femminile, ma lo stacco è troppo brusco, drastico, per non infastidire. Per quel che riguarda la trama, che dire, lei ha appena finito di piangere nello scoprire le corna, che decide di prostituirsi a sua volta. Ma tra disperazione e vendetta, manca la fase di rabbia e soprattutto quella di confronto. E se c’è, è così rapida da non restare impressa. Mi aspettavo altro al finale. Non che questo non andasse bene, solo avrei sperato in altro. Magari che lui un bel mercoledì finiva per incontrare lei.

    5 Febbraio
    Non è un racconto erotico. E’ un racconto drammatico. Nel mese di prima c’era un’altra storia che affrontava il tema del lesbismo come sinonimo di scelte, di libertà. Questa storia è complementare, nel senso che punta a mirare una situazione in cui non c’è libertà di scelta, quanto una forzatura cui non si può porre rimedio. Anche l’amplesso tra le due donne, per come è descritto, è solo il frutto della disperazione. Amara. Ma giusta.

    6 Febbraio*
    Gran bel racconto. Di più, è stupendo. Mi è piaciuto senza riserve. Perché è di una dolcezza straordinaria. E’ quell’amore per cui vale la pena lottare, soffrire. Lui che si cura di lei e la ama come amante, come donna e come bimba. Capisce i suoi desideri e li realizza, dandole ciò che lei non ha il coraggio di chiedere. Romantica, erotica, sensuale, anche un po’ triste sul finale. C’è tutto. Perfetto.
    Uno quando compra un libro sa di voler leggere qualcosa, ma non sa cosa finché non se lo trova davanti. Tra 365 racconti erotici, quello che cercavo era questo.

    7 Febbraio
    Inizia incredibilmente bene. Poi non regge il ritmo. Comincia con uno stile che direi anche barocco, ma in senso buono. Pomposo, attento, alla ricerca di metafore e assonanze, esagerazioni nel voler raffigurare un corpo umano in capolavori d’arte, ma decisamente piacevole. Poi le prime stonature. Bocce? Chiappe? Tutto un racconto così carino, così aulico, così ben scritto, così alla ricerca dell’estetismo puro e poi mi trovo a leggere di bocce e chiappe. E’ uno stacco brusco e violento. Il finale poi è di una forzatura atroce. Perché il sogno, quando andava benissimo senza il “colpo di scena” finale? Anzi, l’ha guastato. Che poi, vada anche il sogno erotico, però restando nel complesso dell’onirico, senza ritorni alla realtà, sarebbe stato meglio.

    8 Febbraio
    Funziona l’immagine di questa donna robot/mantide religiosa, quale amante assassina e spietata, che mira solo alle proprie voglie. Ma ho trovato la scrittura pesante, in più punti anche forzata, date per lo più da una punteggiatura scarna e frasi troppo lunghe che si fatica tanto a seguire per intero. Tra l’altro proprio il paragrafo che racchiude la metafora a base della storia, è composto da un unico interminabile periodo.

    9 Febbraio
    Che dire, io spero che la protagonista di questo racconto fosse semplicemente brilla come sembra, ma ubriaca assai, ma tanto da non avere le percezioni di tutto ciò che le accade intorno. Perché vai a fare un servizio, senza contratto, senza accordi, giusto sulla fiducia. Ma passi, con una buona dialettica capita di lasciarsi convincere a fare le cose più disparate. Poi te lo trovi che palesemente le sue intenzioni sono altre e invece di avere una reazione plausibile, quale un calcio rotante a girare, ti pensi, massì famolo: almeno mi faccio il servizio. Il tutto con porta aperta e pubblico, eh. Non mi sembra tanto normale una reazione simile, per questo mi auguro fosse sbronza da paura. Punta sul finale all’idea che a lei possa piacere stare con un perfetto sconosciuto, e qui può essere plausibile, ma il resto del racconto si concentra sulla figura maschile più che altro, quindi questa appare come un escamotage al mancato calcio a girare. Come a voler far diventare una storia di sesso a tutti i costi una storia erotica.
    In compenso è carinissima la frase finale.

    10 Febbraio
    Più che un racconto a sé stante, suona tanto come un brano estratto da qualcos’altro, dando per inciso che manca qualcosa prima e manca qualcosa dopo. E’ una fase di cambiamento. Si concentra troppo sulla situazione in corso, anche in maniera molto dettagliata, perché la tentata seduzione di poi non sia di distrazione non solo per Yukon, ma anche per il lettore. Lascia i dubbi su come va a concludersi poi la vicenda dell’invasione e tutto il resto, e su quale sia il legame che lega i due personaggi e in che forma.

    11 Febbraio*
    Bello a dir poco. Tanti racconti includono un sogno, i più concludono rivelando che tutta la vicenda è un sogno, ma qui il sogno supera la realtà. Scritto bene, non c’è una sola parola fuori posto, e la fantasia di lui assume un suono quasi musicale, come una preghiera, che si intona al meglio al titolo scelto. E l’illusione, e la rabbia, e il desiderio di essere unico e di capire di non contare niente. Tema forte, ma ben trattato. Drammatico. Straziante.

    12 Febbraio
    La parte prettamente erotica del racconto non mi è piaciuta. L’idea di un uomo di mezz’età che si fa quella che si presuppone essere una ragazza mi infastidisce enormemente e non riesco ad apprezzarla anche quando il racconto è ben scritto. E qui è ben scritto. Ho apprezzato invece tutti gli altri elementi, la mafia, l’illusione di lui di poter aver tutto sotto controllo solo perché è un boss temuto, e poi il riscatto, la vendetta. La metafora dell’istrice.

    13 Febbraio
    Accurata la scelta delle parole con cui è scritto, si nota l’impegno che c’è dietro, ma rischia di rendere la narrazione affettata. E’ un’ombra che non lo fa godere appieno, per quanto sia ben realizzato. E’ un crescendo, per questo non trovo del tutto adatta la relazione frase-paragrafo, quando la storia evolve da una frase all’altra senza interruzioni brusche. Il tema di fondo è ben affrontato, con un addio temuto, disperato, che pesa.

    14 Febbraio
    Il racconto è scritto bene, parecchio bene per la verità. E questo mi dà fastidio. Perché con uno stile così ben accurato e preciso, non si può trattare un tema simile in questo modo. Passi la scissione tra realtà e racconto, ma l’incesto, in qualunque sua forma, ha un peso. Ha un peso che sfiora il dramma e la disperazione. Se questo peso non viene neanche considerato, l’incesto si sceglie solo per voglia di stupire o di fare scandalo. Magari come cosa funziona, ma in superficie. Sarebbe stata molto più seducente e affascinante, se tra le due non vi fosse stato alcun legame di sangue. Anche perché considera già l’amore tra due donne e il travestitismo di una delle due. Troppe tematiche forti in così poco spazio finiscono per il cozzare tra loro.

    15 Febbraio
    Un cliché tra i racconti di dominazione, quello del primo incontro tra lei che ha deciso di sottomettersi e lui che decide di prenderla con sé e metterla alla prova. E’ scritto bene, ma non sfora dal genere standard. Racconta i fatti più che emozioni. Alcuni termini forti, al finale, tendono un attimo ad interrompere la lettura, come a distrarla.

    16 Febbraio
    Forte. Punta a descrivere un’ossessione, una malattia dell’animo, attraverso quest’immagine che riappare in continuazione, il rosso. Il rosso del paesaggio, il rosso del sangue, il rosso del tessuto. Il rosso sottopelle come una morbo che circola, in contrasto perfetto con l’azzurro che ha ferito ed è stato ferito a sua volta, fino ad esser corroso con il rosso. E’ troppo breve per essere martellante ed ossessiva, ma riesce comunque a fornirne una buona immagine.

    17 Febbraio
    La narrazione è scritta piuttosto bene. Sbaglia le pause a mio avviso, o per lo meno, io l’ho letta con una lentezza diversa. Si concentra su una fantasia erotica data dal caldo, dalla quiete e dall’intimità del sentirsi sola con se stessa. Descrive bene immagini e sensazioni, per quanto forza un attimo il finale. E’ bella l’immagine della farfalla, ma difficilmente è un tocco che può essere scambiato con quello di un amante. Per il resto è una piacevole lettura.

    18 Febbraio
    Su un piano puramente stilistico, nulla da dire. Il racconto è veloce e scritto in maniera fluida. Per quanto l’americanismo del lady and gentleman non mi faccia morire per niente. Quanto al contenuto, non sono altrettanto ottimale. Non che sia fatto male, ma di fondo viene a cadere l’intimità, la complicità, il segreto che nasconde l’eros. Diventa più una cosa orgiastica, senza veli, né misteri. E non affonda, per quanto giuste possano essere le parole del professore.

    19 Febbraio
    Questo è un racconto incredibilmente buono. In realtà sono molto indecisa se punta più verso la classe dei racconti ben fatto o di quelli eccezionali. E’ ricercato con uno stile puntuale, attento ai dettagli. Mira ai sentimenti della protagonista, alle sensazioni fisiche e mentali. Scritto veramente bene, lettura piacevole, veloce, ma va letto con una certa attenzione. Solo che “il suo cazzo” è stato un po’ troppo. Non che non vada d’accordo con termini simili, eh. Ma, per come procedeva ben fatta la narrazione, ha graffiato un po’ un termine più basso.

    20 Febbraio
    Tema un po’ forte. Anche perché di questi tempi lo stalking non è cosa nuova. Però mi colpisce l’originalità con cui è affrontata. Lei vive quelle attenzioni inizialmente con timore, che sfocia poi in desiderio. Che è un rapporto malato, il loro. Insano. Eppure è meglio questo che non la solitudine dell’anima. E’ una scena decisamente forte, anche dura d’accettare. Eppure, per come è scritta, l’immagine rende.

    21 Febbraio
    A leggere questo racconto ne esco con un dubbio esistenziale: ma si sono messi l’orologio prima di decidere quando, come e se fare sesso? Non so dove si svolge, ma questa cittadina mi inquieta. Nessuno che lavora e tutti che ci danno dentro.
    A parte i commenti sciocchi di fondo, sul serio questa storia mi lascia perplessa. Non so dove miri più che altro. Alla difficoltà nell’accettare i propri desideri, a condividerli e a cercare di realizzarli? Al fatto che ciascuno nel profondo abbia desideri e perversioni quanto più strane? Non mi è chiaro dove vada a parare, ma comunque non credo colga bene il punto a priori. Potrei capire un’analisi della mentalità umana, ma non riesco a vedere un’introspezione adeguata che la spieghi. L’obiettivo che, a mio avviso, ha raggiunto, è una lista di gente che fa sesso e non è appagata. Ci credo che gli angeli piangano.

    22 Febbraio
    Manca qualcosa. Buono l’incipit e l’evoluzione iniziale nell'interesse di lui, anche se non del tutto plausibile. Ma avrebbe avuto bisogno di più spazio e più tempo per esprimersi, perché così appare molto di fretta e non svela ciò che c’è realmente tra i due al di là del desiderio, che le fantasie hanno creato. Promette, ma riesce a dare solo in parte.

    23 Febbraio
    Discreto l’inizio: suonava tanto come uno stupro, e già la cosa mi diceva male. Ma molto male, perché non c’è erotismo in qualcosa del genere. Tuttavia era in lettura del protagonista, quindi puntavo sulla chiave introspettiva, la follia, la perversione e il desiderio. Bene o male, in questo senso, il racconto si mantiene coerente. Ma finisce con lo strafare, prima inserendo personaggi famosi, che comunque sta bene per accentuare l’eccesso di follia, ma poi gli zombie. Decisamente inizia a perdere tutto di credibilità. Fosse altro che l’elemento di dramma che punta alla fine è poco giustificato e coperto dagli intenti iniziali. Finisce col fare confusione tremenda.

    24 Febbraio
    Particolare, devo ammettere che mi è piaciuto. Descrive un amplesso tra due amanti, da questo punto di vista niente di innovativo. La novità sta invece nel fatto che la narrazione si fonde violentemente con la trama fino a diventare un tutt’uno. E’ una corsa in venti minuti, per cui l’incipit è rapido, spietato. Una frase segue l’altra senza interruzioni di genere. Per la bellezza, per i sentimenti, non c’è spazio, perché non c’è tempo per riuscire a contemplarli. Così l’atto del sesso, descritto con termini rapidi decisivi. Senza troppo girarci intorno. Un qualcosa che si poteva descrivere in mille modi, detto in due parole: ci unimmo. E da qui una distrazione, il sangue dal naso, niente che valga la pena di interrompere il rapporto, ma proprio quest’immagine ripristina un equilibrio tra le vere priorità, che non è la fretta, ma la passione che si sta consumando in quel momento. E la narrazione rallenta accogliendo scene, immagini e metafore. E si vive l’attimo per ciò che è davvero, in tutta la propria interezza fino a rimanerne sconvolti, distrutti. E poi a farsi una doccia insieme, perché tanto ormai i venti minuti non contano più. Uno stile più appropriato per questo racconto non poteva esserci.

    25 Febbraio
    Oh cielo, questa roba è geniale. L’amplesso disturba, specie con la crudezza, la spavalderia e la totale assenza di tatto con cui esso è descritto e raccontato. Eppure riuscivo ad apprezzarlo, perché in linea con l’idea del personaggio storico che lo raccontava. E come lettera di suo pugno può starci decisamente tutta. Ma il finale ti stratta una risata ed è una soddisfazione unica da leggersi.

    26 Febbraio
    A me questi vecchi con tanti bollori a settant’anni fanno senso. Beato transformer in grado di plasmare i corpi, perché altrimenti mi avrebbe fatto senso immaginare certe scene. Il tema non mi è piaciuto. Ho tuttavia apprezzato lo stile appropriato per il linguaggio scelto, che si confà al personaggio principale. E c’è la consolazione di fondo, che poi non è che consoli tanto, di notare che almeno i vecchi depravati erano due. Qui te lo strappa di brutto il sorriso. Al di là della scelta affrontata, il racconto è fatto bene e scritto in maniera idonea.

    27 Febbraio
    Ben scritto, si percepisce tutta la vena erotica, ma è appesantito molto dalla manca di impaginazione. Le frasi si susseguono una dopo l’altra, stanca la lettura e non definisce il ritmo esatto con cui va affrontato, nonostante, di per sé, il racconto sia piacevole.

    28-29 Febbraio
    Ho un dubbio. Un dubbio atroce. Che è questo favoritismo che a questo racconto due pagine e gli altri si sono dovuti sbattere e limitarsi in maniera tremenda, spesso a scapito della qualità dei racconti, per rientrare in una? Capisco che febbraio è bisestile e sarebbero stati 366, però…
    Quanto al racconto di per sé è fatto bene. C’è complicità e gioco tra gli amanti, in un contesto ben delineato. Un’alternanza di ruoli, nel gioco della seduzione, il tutto descritto con uno stile narrativo molto fluido. Per quanto si tratta sempre di un racconto breve, si nota anche una buona caratterizzazione dei personaggi, che rende ancora più viva la storia. Per quanto azzardato, è decisamente piacevole da leggere.
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Mer 11 Ago 2010 11:03    Oggetto: Cita

@ Tiziana: mi fa piacere che tu abbia colto il messaggio. Ho apprezzato molto le tue frasi. Grazie Smile
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iskander



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MessaggioInviato: Mer 11 Ago 2010 13:32    Oggetto: Cita

Carissima Tiziana R.,
il tuo lavoro critico è veramente esemplare. Anche senza i presupposti descritti nel primo messaggio, è esattamente cosi' che si dovrebbe fare.
Ora esorto tutti, e me stesso per primo, a leggere critiche e racconti di TUTTI, e non limitarsi al proprio, aspettandone la recensione.
Vado a leggere il tuo Very Happy
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Tiziana R.



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MessaggioInviato: Mer 11 Ago 2010 15:34    Oggetto: Cita

Irene, sul serio, lo penso. Perché come ambientazione e tutto il resto, non rientrava nei miei gusti, il tuo racconto. Ma il messaggio che c'è dietro è spettacolare. Non può non piacere.

Iskander, io ti ringrazio di cuore XD. Fosse altro che ero certa che avrei scatenato l'odio generale, una reazione tipo: e tu con che criteri vieni a dire se il mio racconto fa schifo o no?
E' un'impresa e ci metterò un po' di tempo a finire di recensirli tutti, fosse altro che più di un mese o due al giorno non riesco a fare (anche perché per commentarli i racconti devo rileggerli, su quelli che cambio opinione pure più volte, e a scorrerne 30/50 di fila, mi sale un mal di testa assurdo, dopo un po' XD).
Tuttavia, ho deciso di iniziare questa cosa, non tanto veramente per provocare o per fare il giochetto "io ti dico che il tuo racconto è bello, a patto che fai lo stesso con il mio". Mi irriterebbe anzi sentirmi dire che va bene, solo per questa ragione.
Nel mio piccolo di esperienze personali, so che un buon commento ti incita a scrivere. E so che un commento negativo funziona anche di più, perché ti umilia, brucia, ma ti insegna a migliorarti e a superare i limiti. Almeno, per ciò che mi riguarda, io non dico che scrivo bene, ma se nessuno mi avesse mai detto che stavo sbagliando, oggi scriverei molto peggio. E' per questo che non dico che sono tutti belli: un commento di comodo uccide.
Leggere che la raccolta è buona, o la raccolta fa schifo, non mi tange affatto. Io ho fatto un racconto non 365. Non mi serve sapere qual è il voto medio (che a mio avviso è più che discreto), non mi aiuta. E ho pensato valesse un po' per tutti. Quindi, visto che il tempo almeno adesso non mi manca, ho pensato di fare 'sta cosa. Sempre sperando di non dare sulle scatole a nessuno Rolling Eyes.


    1 Marzo
    Per quasi tre quarti di racconto, avrei detto che è fatto decisamente male. Perché appariva tanto non come la descrizione di scene da vedersi, da viversi, quanto una successione di immagini a metà tra il porno e l’erotico, ma statiche, immobili. Come uno che scorre su internet una foto dopo l’altra alla ricerca di un eccitamento blando. Quando sfocia l’immagine dei quadri, la cosa acquista il suo senso. Quanto meno, descrive esattamente ciò che dovrebbe descrivere e alla fine tutto torna. Serve una seconda lettura, però, per apprezzarlo.

    2 Marzo
    Molto carino e scritto decisamente bene. Indaga nell’animo, nel sentimento. Breve ma essenziale. L’avrei messo come primo racconto ad introdurre quale fosse il tema trattato, perché questo come nessuno non punta ad una trama, quanto all’eros in sé per sé.

    3 Marzo
    Il borgo del buon risveglio. Bon, la cosa riassume perfettamente la mia idea di “anche questi si sono piazzati l’orologio per decidere quando cominciare a farlo”. Non mi è chiaro perché tutta questa sessualità da esprimersi in comune e contemporaneamente, sì che i due personaggi principali stanno a farlo in mezzo alla strada, ma da qui a stare tutti a guardare ed eccitarsi, ce ne vuole, insomma. Avrei mantenuto solo la storia delle figure principali. Descritta meglio, più erotica. Tutto il resto, più che altro, distrae.

    4 Marzo
    Non è erotica, ma dolce. La fiaba è carina, ben delineata e raggiunge il suo obiettivo nel modo migliore. La storia, tuttavia, risente della mancanza di una caratterizzazione più appropriata per i personaggi che la raccontano. Perché l’amore è descritto come una cosa meravigliosa, ma andrebbe vissuto un po’ di più nella coppia, per colpire veramente nel profondo. Per quelli che sono i limiti di spazio, rende.

    5 Marzo
    Sbaglia tutte le pause, specie nella scelta della suddivisione in paragrafi, però racconta un tema abbastanza carino e anche con originalità. Loro che letteralmente si mangiano, giocano a nutrirsi l’uno dell’altro, con una genuinità erotica priva di malizia. Lascia l’amaro in bocca il finale.

    6 Marzo
    Un’orgia descritta come una guerra che conosce solo vincitori e non vinti. Metafora molto carina, originale. Ma, ahimé, è l’unico punto di forza della storia. In realtà, anche lo stile descrittivo non è male, si accompagna al genere. Però si sente la mancanza di personaggi rilevanti e di sentimenti forti, se non un utopistico senso di pace.

    7 Marzo
    Devo ancora capire questa voglia di strafare, di buttare a tutti i costi un colpo di scena che stupisca. Non riesco a comprenderne il perché. Giuro, era perfetta questa storia. Era omosessuale e bastava che fosse omosessuale, per quanto non è affatto un genere che mi piace. Ma al di là di questo, racconta i dubbi, i timori, le paure di fondo nel vivere scelte sessuali non convenzionali. Non accetta, ma affronta il sentimento con consapevolezza e realismo. E andava bene così. Bastava così e sarebbe stata perfetta, come storia. Poi invece esagera con la questione dei robot. Passa da un tema ad un altro, quando il primo era affrontato così bene che non c’era bisogno si aggiungesse niente. Resta sempre un'ottima storia, lungi dal dire il contrario, però prima era molto sopra la media, poi cala un po'.

    8 Marzo
    Non so se non mi è piaciuta perché non mi è piaciuta, o per le sensazioni disagevoli che mi ha trasmesso. Insomma, se è fatta bene e mi ha presa male, o se non è fatta bene. Temo sia una via di mezzo, perché non condivido le tematiche di fondo, che comunque potevano essere fatte meglio. L’orgia innanzitutto. Crudo, puerile, volgare. Ma ancor peggio, lui che preda di una malattia, si sfoga trasmettendola ad altri. Una vendetta che finisce con l’aggredire chi non c’entra niente. Se avesse trasmesso più dolore, più sofferenza. Probabilmente l’avrei capita. Così viene solo da chiedere perché.

    9 Marzo
    Bella in maniera preoccupante questa storia. E’ di un’ironia pungente, che agghiaccia. Un po’ un non badarsi di niente e di nessuno, senza andare troppo per il sottile. Coinvolge dall’inizio alla fine, con un sarcasmo che non l’abbandona mai. Viene voglia di tirargli una testata a questo scrittore, ma finisce per divertire come pochi.

    10 Marzo
    Molto sensuale, molto carina. Ma necessita di una terza o anche di una quarta lettura per essere apprezzata davvero. Buona la storia e il lessico, ma lo stile è piuttosto pesante. I periodi dei dialoghi sono eccessivamente lunghi, al punto che finiscono per corrispondere ai paragrafi. La cosa rende la lettura più difficile del dovuto, perché il lettore non capisce quando deve prendere le giuste pause e finisce ad essere una corsa forsennata, quando la storia suggerisce una lettura lenta, accurata.

    11 Marzo
    Probabilmente adesso sparo un’idiozia, ma a me questa storia ha fatto una tenerezza fenomenale. Questa Marty non può avere più di tredici anni. Ma fa una dolcezza per quanto è innocente e ingenua che stai lì che non sai se rotolarti di risate o sbattere la testa contro una parete. Poi l’ironia con cui è scritta è geniale. E’ una storia semplice, leggera, ma è tra quelle che ricordo meglio. Non cerca parole auliche o altro, basti pensare che finisce nel linguaggio sms, ma è di una genuinità che fa impressione. E nella sua semplicità colpisce. Quando mi chiedono che racconti leggere dell’antologia lo consiglio tra i primi, tanto è fatto bene. Racconta una scena che potresti prenderlo a calci lui, tanto che è buzzurro, e invece non risulta volgare per niente. Piacevole proprio.

    12 Marzo
    E’ agghiacciante. Disperata. Scritta bene, senza dubbio. Un racconto a sé stante, non gli manca niente. Lascia l’amaro in bocca come pochi, perché davvero non ne valeva la pena. Viene da chiederti il perché, quanta disperazione c’era dietro un simile tentativo, perché è difficile credere che, per quanto forte possa essere, il potere della seduzione fisica arrivi a certi limiti. Anche il dio denaro influisce senz’altro. Descrive bene il panico, l’indecisione di fondo.

    13 Marzo
    Carina l’immagine della sirena. E’ la figura su cui poggia il racconto e che lo rende credibile. Tuttavia, trattasi di un erotismo in parte del tutto mentale e in parte sensoriale, in questo senso andava affrontato meglio, con una profondità diversa. Andava accentuato il lato seducente delle sensazioni trasmesse.

    14 Marzo
    Cruda. Tema forte. Tema molto forte. Probabilmente troppo perché la storia potesse essere affrontata in una sola pagina. Perché alcuni punti fondamentali sono veloci e se ne risente la mancanza. A cominciare dell’amplesso, dai sensi martoriati dallo sbandamento di alcool e droga, al punto da non dare buona coscienza di ciò che accade. E poi al momento della scoperta. Il panico, la paura, il rimorso, lo sconvolgimento, che dovrebbero anticipare la ferma lucidità con cui si decide di occultare il cadavere, appaiono troppo rapidi, poco curati. Tuttavia, riesce comunque a dare una buona immagine della scena accaduta, con parole ben scelte, che anche se non riescono ad esprimere tutto, ne sanno dare comunque un’idea.

    15 Marzo*
    Faccio una piccolissima premessa iniziale. I racconti omosessuali solitamente non mi piacciono. In quelli M/M non riesco ad immedesimarmi, in quelli F/F non mi va. Eppure, nonostante tutto, questo racconto mi è piaciuto davvero tanto. E’ scritto bene, con parole attente. Non muoio dalla voglia di rileggerlo in continuazione, per il genere che tratta, ma lo metto comunque tra i migliori perché da un punto di vista più oggettivo, ossia senza farmi influenzare dai miei gusti personali, lo è. E’ un erotismo puro, da ogni punto di vista: fisico, mentale e sensoriale. Un coinvolgimento a trecentosessanta gradi che comunque non trascura i timori di fondo, i dubbi e le incertezze che una scelta simile comporta. Scegliere di allontanarsi da un porto sicuro fatto di anni di convinzioni, per seguire l’istinto, il desiderio. Forse anche qualcosa di più.

    16 Marzo
    E’ una soddisfazione leggere questo racconto. Tratta il tema del tradimento in maniera sicuramente diversa dalle altri, e con una fredda e amara lucidità che lo rende superbo. Anziché, disperarsi, piangere o altro. La protagonista si fredda alla scoperta, nel senso che la rabbia porta ad un gelido senso di rivalsa, che si consuma costringendo l’uomo ai suoi piedi e negandogli poi ciò che desidera. Riacquista il potere, la propria dignità. Scritta bene, attenta.

    17 Marzo
    Resto perplessa a dir poco di fronte a questo racconto. Forse mi sfugge qualcosa. Lui sale in ascensore. Si gira e vede questa donna del tutto sconosciuta, che a quanto pare è bona. E dunque gli dà il diritto di sbattersela contro la parete e chiamarla gheisha. E tra l'altro, lei ci sta. Fanno sesso crudo senza sentimenti, o preliminari. Insomma questo qui c’aveva la frustrazione a mille. Esce dall’ascensore, si gira e non la trova. L’apparizione.
    Da qui entro in dubbio sull’interpretazione, perché inizialmente l’ho presa molto letterale e il senso totale della trama m’è venuto abbastanza meno. A rileggere ho finito con il vederla come il fatto che la donna che ha visto è quella che voleva avere, quella che sogna intimamente. In questo senso, ossia trascurando eventuali effettive apparizioni, youkai o altro, assume un piacevole tratto introspettivo. Se, invece la figura appariva sul serio in quel cubicolo, allora torno ad essere perplessa sul senso della trama. Ma preferisco interpretarla in altra maniera. Peccato che il finale di per sé mi urta lo stesso, benché cerca di spiegare come mai costui si ritrova a vedere certe scene.

    18 Marzo
    La prima lettura mi ha lasciato molto perplessa, pure troppo. In realtà faticavo a capirla. Poi con il finale bene o male ha acquisito un senso, non quello che mi aspettavo, ma ha acquisito un senso. Allora l’ho riletto e beh, non credo che la morale era che dovesse far ridere per il colpo di scena inaspettato. Perché si concentra troppo sulla figura dell’ipotetica amante, per limitarsi a strappare un sorriso alla fine. E allo stesso tempo, è esagerata tutta questa passione, anche per il più fissato degli esteti. L’unica chiave in cui posso leggerla è che la narrazione si distacchi totalmente da ciò che avviene e che gioca con le parole al fine di trarre il lettore in inganno. In questo senso, acquista bene o male significato, ma in generale o esagera sul piano sensuale/erotico, o manca di qualcosa in tutto il resto.

    19 Marzo
    Il tema è trito e ritrito. Non molto originalità, in questo senso. Tuttavia, il racconto è scritto con uno stile eccelso, pieno di immagini ricercate con precisioni, di metafore attente, dettagliate. E’ un'esplosione di figure che coinvolge tutti i sensi, la vista, il tatto, il palato. E’ questa l’innovazione di questo racconto. La maniera in cui riesce a creare sensazioni che sembrano scivolare realmente addosso.

    20 Marzo
    Questo è uno di quei racconti per cui nutro sentimenti contrastanti. E’ scritta bene e non posso assolutamente negarlo. Stile attento e linguaggio appropriato. Non manca nulla. Però è un tema che non mi esalta e tende ad infastidirmi, per quanto possa capire la frustrazione di lei e il suo bisogno di evadere dalla realtà quotidiana. Ma è più forte di me, non riesco a farmelo piacere, per quanto è fatto bene.

    21 Marzo
    Storia decisamente nuova e originale. Non si coglie subito il senso, sembra più un rapporto normale, ma il finale stupisce, fa sorridere ed è incredibilmente dolce. Poi ti lascia quella sadica soddisfazione di fondo. Scritto bene, tuttavia, mancano le giuste pause. L’intero rapporto tra i due è scritto come un paragrafo unico e stanca tanto la vista leggere tutto di fila.

    22 Marzo*
    Un gioco delle parti. Un gioco delle parti giostrato decisamente bene. R combattuta tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere. E’ affascinata da questa figura di O, al punto di desiderare di essere come lei, immedesimarla in tutto per tutto. Forse senza capire di non voler essere davvero lei, ma di desiderare qualcuno che le desse le stesse emozioni che l’Histoire de O riusciva a trasmetterle. Magari in maniera anche più violenta, non solo mentale ma anche fisica. Ed è una realtà che affronta “tra dolore e piacere” prima di imparare a riconoscere e capire se stessa. Ad accettarsi senza remore. Non si tratta solo d’erotismo, ma è una crescita nell’anima e nel proprio desiderio.

    23 Marzo*
    Sono congelata. La leggevo e pensavo che era di un romanticismo e di una dolcezza unici. Sembrava una carezza tanto fosse romantica, una storia d’amore più che riuscita. Molto, molto tenera e coinvolgente, per quanto nel complesso non avesse quel qualcosa che la rendesse straordinaria. Buona sì, ma non eccezionale. Poi arrivo alla fine. E sono rimasta ghiacciata. Non so dire adesso se mi è piaciuta, o non mi è piaciuta. So che il tema è troppo forte, e che se fosse stato trattato in un’altra maniera la storia mi avrebbe fatto specie. Ma so anche che mi sono corsi i brividi lungo la spina dorsale. E al di là del fatto che non capisco cosa esattamente mi abbia suscitato, che non sappia se la odi o se la adori, trasmette emozioni violente. Troppo violente, per non considerarla una delle migliori.

    24 Marzo
    No, sul serio. Questa cosa fa senso. Andiamo, ma non è plausibile. “Il sale della vita”, ancora non ci credo. Oddio. Quanto meno è scritta in maniera fluida, che non appesantisce. E fa sorridere la parte in cui il povero cristo commenta il sapore del riso.

    25 Marzo
    Questa è complementare a quella dell’11 Marzo, però in chiave maschile. Perché anche lui non può avere più di tredici o quattordici anni ed è di un’innocenza e un’ingenuità che ti piglia bene e ti fa sorridere per tutto il tempo. Lo compatisci un attimo per la figura che sta facendo, ma nel complesso provoca una tenerezza straordinaria.

    26 Marzo
    Io spero non ne abbia a male per il termine, ma l’unico commento che posso fare è che questa roba è oscena. Ma andiamo per ordine. Stilisticamente parlando, è un po’ cruda e poco attenta al lessico, ma soprattutto mancano le pause, non è suddivisa in paragrafi. Il fatto che i periodi siano tutti uniti appesantisce parecchio la lettura.
    Ma il problema non è questo. Il problema è il tema. Incesto. Un altro racconto tra quelli di prima, lo trattava, in versione sorella-sorella e ho già espresso come la penso sui legami di sangue. Questo è peggio. E’ molto peggio. Perché è un rapporto madre-figlio e alla base di un rapporto del genere c’è un dramma esistenziale di primo livello, perché c’è l’approfittarsi di una mente adulta, su una mente giovane, labile, che si fida ciecamente perché è sua madre. E sua madre, in teoria, parla solo per il suo bene. E’ una cosa che segna indelebilmente, è molto vicino ad uno stupro. E il bello è che nel racconto si scorge anche quanto il ragazzo sia plasmato ai voleri della genitrice. Eppure, non affronta il dramma. Lo tratta da un piano erotico, quasi giocoso e di complicità, senza neanche sfiorare i problemi di fondo. E io non riesco a vedere erotismo in un rapporto simile.

    27 Marzo
    Tremenda. Straziante. Ma giusta. L’ho apprezzata parecchio. Un senso di vendetta, di rivalsa. Quasi un voler dimostrare di essere capace di fare lo stesso male che si è subito. Linguaggio crudo, appropriato. Senza false promesse. Il riscatto, la rabbia, la voglia di capire cosa ha portato via lei da lui. E anche il desiderio forse di sentirsi ancora vicino alla sua ex, condividendo l’unica cosa che lei aveva voluto solo per sé. La vendetta più tremenda, probabilmente. Per quanto abbia finito per farsi male da solo. Da leggere.

    28 Marzo
    Carina, un momento di vita di coppia molto intimo. Si apprezza. La particolarità del racconto, tuttavia, penso sia lo stile. L’alternanza di punti di vista da lui a lei nel descrivere le stesse identiche scene. Offrire due paia d’occhi sulla stessa immagine. Innovativa come cosa, tuttavia rischia di essere pesante, perché recide la musicalità del racconto e susseguono un po’ troppe interruzioni brusche.

    29 Marzo
    Che dire, di colpire, colpisce. E anche tanto. Ma suggerisce diverse cose, forse troppe. Perché si finisce con il non avere una risposta a tutto e tante domande che rimangono sospese. A cominciare dai personaggi, a fine racconto ti ritrovi a voler sapere tutto. Chi sono loro due, i loro nomi, i loro volti. Perché è un assassino. Se quando l’incontrerà l’ammazzerà. E poi ti chiedi il senso delle telefonate, se non sia una strada per adescarla o una fuga dalla realtà di tutti i giorni. E’ una storia che arriva a toccarti, eppure non basta.

    30 Marzo
    Piacevole da leggere, ben descritto. Sa parlare di emozioni e sensazioni. Descrive particolarmente la parte del sogno. Come non vuole idolatrarlo, ma finisce per farlo. Scritta bene, lessico molto attento. La situazione è un crescendo. Dalla cotta iniziale, da una relazione nata quasi per caso e poi al concretizzarsi di essa. Molto dolce in finale.

    31 Marzo
    La trama del racconto è molto carina. Inizia come una scena intima tra due amanti e proprio quando è lì lì per ricadere nel già visto, esce fuori la ripresa del film, riuscendo a tenere vivo l’interesse fino all’ultimo rigo. Per ciò che riguarda lo stile, è un po’ diversa la cosa. Diciamo che è un crescendo, nel senso che non parte in maniera eccezionale, ma va migliorandosi. Il fatto che il primo paragrafo sia chilometrico, ostacola la lettura al di là del lessico scelto e stanca la vista. Tuttavia, man mano che si prosegue, le parole si sciolgono e la lettura si alleggerisce, per quanto la scelta delle parole diventi più attenta, ricercata, adatta.
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Sergio Donato



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MessaggioInviato: Mer 11 Ago 2010 16:44    Oggetto: Cita

Stai facendo un lavoro gigantesco. Complimenti.
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In un gruppo di sciocchi il mediocre è un genio.
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Andrea Franco



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MessaggioInviato: Mer 11 Ago 2010 17:18    Oggetto: Cita

mamma mia che lavorone... non ti preoccupare delle critiche. Il tuo è giudizio di lettrice, quindi legittimo e indiscutibile, quale che sia. Buon proseguimento!
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"Il peccato e l'inganno" - Collana Oscar Gialli Mondadori
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