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Opere di bene - Alessandro Gori


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ReBacca



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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 11:47    Oggetto: Cita

m_iller ha scritto:
Non capisco. Non riesco a capire come si sia arrivati ad attaccare la persona dell’autore. Non si può giudicare lo scrittore in base ai personaggi che fa vivere nei racconti o nei romanzi; anzi sono quest’ultimi che molto spesso manovrano lo scrittore. Uno che scrive testi moralmente giusti non significa che lui sia una persona educata e dai così detti sani principi, anzi. Se io fossi realmente i personaggi che invento e che faccio parlare avrei molta paura di me stesso. Allo stesso modo un attore che interpreta un personaggio scomodo, volgare e orripilante dovrebbe essere considerato nella vita reale tale? Poche settimane fa ho visto l’ultimo capolavoro di Tarantino, Bastardi senza gloria, e ho trovato magnifico l’attore Cristoph Waltz che ha interpretato alla grande il colonnello nazista Hans Landa. Dovrei considerarlo quindi un assassino, un nazista?! non credo proprio. Allora dovremmo denunciare la Feltrinelli che ha pubblicato Opus Pistorum di Henry Miller, una storia senza trama che descrive orgie estreme in una Parigi bollente. Io sono contro la censura. È il lettore che decide cosa leggere; è il lettore che deve capire il confine; lo scrittore è una sorta di dio: mostra il bene e il male dell’uomo, è lascia libertà al lettore di metabolizzare il tutto. Lo scrittore ha il gravoso compito di immergersi anche negli abissi melmosi del male oscuro umano. È un ruolo scomodo e non privo di pericoli, anzi. Lo scrittore mostra le paure, le sofferenze e le urla laceranti della vita. Lo scrittore lo deve fare a suo rischio e pericolo. Lo scrittore tira fuori ciò che altri nascondono. Lo scrittore non si limita al water pulito dopo l‘uso dello sciacquone ma ti accompagna, ti trascina tra le condotte dell’impianto fino alle fogne e non si sofferma solo allo strato superficiale ma ti infila la faccia nelle sue profondità. Lo scrittore è Virgilio con Dante; è uno psicopompo; lo scrittore è in continuo bilico sui sottili abissi dell’animo umano.


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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 12:03    Oggetto: Cita

spostiamo i termini del problema, allora: visti gli esempi che fai (alcuni dei quali nn condivido), vuoi dire che acidshampoo e' come henry miller? Very Happy Very Happy Very Happy

oggi che sto meglio completo il post di ieri: trovo il racconto inultimente sgradevole e volgare e soprattutto lo ritengo in malafede
una provocazione calcolata, fatta apposta per generare reazioni alle quali mi sembra che l'autore fosse molto preparato a rispondere con post che a me sembrano molto impostati, quasi preconfezionati, per il gusto di polemizzare (anche pesantemente a volte)
poi quando si comincia a enumerare come termini di paragone questo e quell'altro grande scrittore, beh...nn si parla di loro, mi pare Very Happy
anche gli attacchi personali dell'autore ai commentatori critici mi sembrano da flame 'calcolato', senza necessita', ingiustificati
a me questo pare una specie di troll letterario Wink
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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 12:11    Oggetto: Cita

m_iller ha scritto:
[...]lo scrittore è una sorta di dio: mostra il bene e il male dell’uomo, è lascia libertà al lettore di metabolizzare il tutto. Lo scrittore ha il gravoso compito di immergersi anche negli abissi melmosi del male oscuro umano. È un ruolo scomodo e non privo di pericoli, anzi. Lo scrittore mostra le paure, le sofferenze e le urla laceranti della vita. Lo scrittore lo deve fare a suo rischio e pericolo. Lo scrittore tira fuori ciò che altri nascondono. Lo scrittore non si limita al water pulito dopo l‘uso dello sciacquone ma ti accompagna, ti trascina tra le condotte dell’impianto fino alle fogne e non si sofferma solo allo strato superficiale ma ti infila la faccia nelle sue profondità. Lo scrittore è Virgilio con Dante; è uno psicopompo; lo scrittore è in continuo bilico sui sottili abissi dell’animo umano.


'lo scrittore' e' chiunque scriva in qualunque modo?



io scrivo ma nn sono scrittore, cucino ma nn mi definisco cuoco, faccio il grafico come lavoro ma nn mi definisco tale perche' l'ho imparato da autodidatta... sbaglio?
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Faber



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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 12:40    Oggetto: Non capisco Cita

Ma mi adeguo, dev'essere la moda del mese postare in coda a questo testo.

A me ricorda terribilmente la barzelletta su quello che lascia la ragazza con l'handicap appesa alla cancellata dell villa dei genitori.
Che non fa ridere.

Un solo consiglio all'autore perchè salvi ciò che ha di meglio in testa:
Acid.. attento che viene l'alopecia a usare shampoo troppo forti.
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ReBacca



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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 13:46    Oggetto: Cita

tzenobite ha scritto:
m_iller ha scritto:
[...]lo scrittore è una sorta di dio: mostra il bene e il male dell’uomo, è lascia libertà al lettore di metabolizzare il tutto. Lo scrittore ha il gravoso compito di immergersi anche negli abissi melmosi del male oscuro umano. È un ruolo scomodo e non privo di pericoli, anzi. Lo scrittore mostra le paure, le sofferenze e le urla laceranti della vita. Lo scrittore lo deve fare a suo rischio e pericolo. Lo scrittore tira fuori ciò che altri nascondono. Lo scrittore non si limita al water pulito dopo l‘uso dello sciacquone ma ti accompagna, ti trascina tra le condotte dell’impianto fino alle fogne e non si sofferma solo allo strato superficiale ma ti infila la faccia nelle sue profondità. Lo scrittore è Virgilio con Dante; è uno psicopompo; lo scrittore è in continuo bilico sui sottili abissi dell’animo umano.


'lo scrittore' e' chiunque scriva in qualunque modo?



io scrivo ma nn sono scrittore, cucino ma nn mi definisco cuoco, faccio il grafico come lavoro ma nn mi definisco tale perche' l'ho imparato da autodidatta... sbaglio?


questo è il genere di discorso che mi manda 'ai pazzi'.
Chi non è un alpinista non può tentare la scalata, dunque? Non si può allenare in palestra su quelle pareti di plastica dalle inclinazioni assurde?
Attenzione.
Può farlo: se è capace, non cade.
Questo magari non lo renderà un esperto, un alpinista, uno scalatore, ma lo porterà al superamento di una sfida, di uno 'step'.

Non vedo quale sia la questione.

Qui non è l'autore del testo che si è proclamato 'scrittore eccelso', si è finiti a parlare di genere perché è quello che ci ha mostrato che ha dato così fastidio (non il suo modo di scrivere, ma il punto di vista scelto) così la cosa è andata oltre. Il fatto che questa persona abbia scelto un tema del genere - e soprattutto il perché l'abbia scelto - secondo me non ci dovrebbe nemmeno interessare.
Dici che voleva fare polemica? Se così fosse, beh... ci è riuscito solo perché molte persone non hanno affrontato il testo per quello che è: un testo. E fine.

Uguale per il racconto sulla coprofagia: tante polemiche... per che cosa?
Perché la ragazza si divertiva con le proprie feci?
Perché veniva considerato non-erotico?
Davano fastidio le feci, basta. Almeno, io ho avuto quest'impressione.

E qui a dar fastidio è l'approfittarsi della protagonista disabile. E' ovvio che dia fastidio: è amorale! Ma il protagonista è una persona gretta, il protagonista è un mostro, il protagonista se ne fotte: pensa di farle un favore, addirittura! Che porco!
Non è corretto...?
E grazie, avete fatto la scoperta dell'acqua calda! Certo che non è corretto! Certo che è brutale, amorale, irritante!
L'autore ha voluto mostrarci questo, l'ha voluto proprio così.
E' irritante. E' cattivo.

Adesso, eccoci al dunque: il racconto ci ha mostrato un punto di vista che ci ha fatto arricciare il naso e girare le balle.
Bene.
Nessuno di noi lo farebbe, no? Fa schifo. Ok, nessuno lo farebbe.
E' per questo che ha dato così fastidio?
O perché è aberrante, ma non improbabile: nel senso che tutti noi sappiamo che la situazione descritta è possibile?
Questo è bene, no? Che ci irriti, è bene.

Dunque è meglio non vedere, non essere irritati?

Cosa spaventa, che qualcuno possa tentare l'emulazione?
Io, quando lavoro, ogni tanto ci penso. Anche quando guardo la TV, ci penso: cavolo, hanno fatto diventare un serial killer l'eroe della serie... è una cosa giusta? Non è pericoloso?
Non è offensivo per le famiglie che hanno perso qualcuno per mano di un serial killer vero?

Stupri.
Certi testi esaltano lo stupro, evviva la violenza! Ma non è offensivo per le vittime di stupro? Non è pericoloso?
E quando si parla di pedofilia? I pedofili sono lo spauracchio della nostra epoca. A chi non fa paura parlare di pedofilia?

Ce ne sono, di persone influenzabili...
Eccola, la verità.

La verità è che il problema, come sempre, non è di chi produce, ma di chi guarda. Di chi legge. Di chi interpreta.
Che, molte volte, non è abbastanza maturo. Che non è preparato ad affrontare certe cose.

Altra postilla: mi sarei preoccupata di più se il protagonista maschile avesse avuto una facciata docile e gentile, così è ovvio che sia volutamente fastidioso.

Altra postilla: non so perché ma dubito che, nel caso questo racconto fosse preso, tanti eviterebbero di pubblicizzare l'antologia o di regalarne copie ad amici e parenti...

Altra postilla: sempre pro _eMMe_, fino alla fine!
La questione che ha sollevato lei, come al solito, punta dritto alla fonte del problema. Racconti 'Erotici'.
Che questo testo sia la descrizione di un'aberrazione sessuale, penso sia indubbio (almeno, l'incip è stato piuttosto chiaro). Che sia erotico... non so.

Altra postilla: se non fosse preso, non me ne stupirei.
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acidshampoo



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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 14:26    Oggetto: Cita

tzenobite ha scritto:
spostiamo i termini del problema, allora: visti gli esempi che fai (alcuni dei quali nn condivido), vuoi dire che acidshampoo e' come henry miller? Very Happy Very Happy Very Happy

oggi che sto meglio completo il post di ieri: trovo il racconto inultimente sgradevole e volgare e soprattutto lo ritengo in malafede
una provocazione calcolata, fatta apposta per generare reazioni alle quali mi sembra che l'autore fosse molto preparato a rispondere con post che a me sembrano molto impostati, quasi preconfezionati, per il gusto di polemizzare (anche pesantemente a volte)


Sul "pesantemente": ho risposto solo pan per focaccia e con un po' di sarcasmo, io almeno non ho dato del criminale a nessuno. Stai veramente spaccando in quattro il capello per delegittimare anche le mie repliche. Non ti paiono pesanti e insultanti alcuni commenti su di me-persona a cui ho dovuto replicare/difendermi? Chissenefrega del testo, ma sono stato tirato in ballo io.
Oppure per non apparire "calcolati", "impostati" e "preconfezionati" bisogna far finta di passare da bischeri? Quando ho postato qui, t'assicuro che tutto mi aspettavo meno che essere chiamato in mezzo io, e la cosa m'è stata sulle palle. Tutto lì.

tzenobite ha scritto:
poi quando si comincia a enumerare come termini di paragone questo e quell'altro grande scrittore, beh...nn si parla di loro, mi pare Very Happy
anche gli attacchi personali dell'autore ai commentatori critici mi sembrano da flame 'calcolato', senza necessita', ingiustificati
a me questo pare una specie di troll letterario Wink


Mi difendo nell'unico modo in cui mi so difendere, ma niente: divento un troll. Da queste parti non me ne va bene una eh. Mi sa che ce ne vogliono troppe per avere il bollino "approved by tzenobite".
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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 15:15    Oggetto: Cita

ReBacca ha scritto:
tzenobite ha scritto:
m_iller ha scritto:
[...]lo scrittore è una sorta di dio[...]


'lo scrittore' e' chiunque scriva in qualunque modo?


questo è il genere di discorso che mi manda 'ai pazzi'.
Chi non è un alpinista non può tentare la scalata, dunque? Non si può allenare in palestra su quelle pareti di plastica dalle inclinazioni assurde?
Attenzione.
Può farlo: se è capace, non cade.
Questo magari non lo renderà un esperto, un alpinista, uno scalatore, ma lo porterà al superamento di una sfida, di uno 'step'.


no... premesso che nn condivido in toto nemmeno quello che scrive m_iller, io contestavo solo il fatto che se a uno scrittore e' concesso tutto, chi e' scrittore e chi no? siamo tutti scrittori, quindi nessuno e' scrittore?
chiunque scrive qualunque cosa in qualunque forma ha lo stesso status di scrittore, quindi le stesse liberta'?

vogliamo parlare di arte contemporanea, allora?


ps: ho curato una guida di free climbing, so tutto di chiodatura, di vie, di movimenti, se guardo una parete ti dico che grado e'... ma nn sono un climber Very Happy



pps: rebacca, meno male che ci unisce la lattina Very Happy
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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 15:16    Oggetto: Cita

acidshampoo ha scritto:
Mi sa che ce ne vogliono troppe per avere il bollino "approved by tzenobite".


su questo hai perfettamente ragione, ma questa nn e' la mia antologia Wink
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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 15:41    Oggetto: Cita

Grazie ReBacca... troppo gentile Very Happy

Riguardo alla definizione di erotismo... Bhe, no direi che no è una self-made.
Il Devoto Oli (volevo il DeMauro ma in rete me l'hanno ucciso e qui non ce l'ho) recita:
1Suscitato o condizionato dalla passione d'amore.
2Atto a risvegliare il desiderio sessuale.

Magari per qualcuno questo racconto è "atto a suscitare il desiderio sessuale", o "suscitato dalla passione d'amore" come uno sulla pedofilia, ma trovo che sia importante mantenere le distanze, non accettare che compromessi su certi punti.
"Lolita" (scusate se uso sempre questo, ma mi sembra un termine di paragone molto migliore di DeSade, dato l'argomento) è un libro meraviglioso, ma non è erotico, anche se parla di sessualità.

La coprofagia, per dire, su cui c'è un racconto, non è erotica per me (anzi mi fa un po' schifo), ma se qualcuno la trova erotica non fa male a nessuno. Così come il BDSM tra consenzienti. Questo caso è diverso: considerare erotica la situazione e non disgustosa e crudele è violenza nei confronti della protagonista.

Certi limiti dovrebbero essere comunque invalicabili. Non nel senso che non si può scrivere di certi argomenti e nemmeno che non se ne può scrivere così, ma che è bene mantenere le distanze.
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E' un lavoro bellissimo.
Ed è veramente utile, perché è bello.
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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 15:43    Oggetto: Cita

_eMMe_ ha scritto:
Certi limiti dovrebbero essere comunque invalicabili. Non nel senso che non si può scrivere di certi argomenti e nemmeno che non se ne può scrivere così, ma che è bene mantenere le distanze.


stavolto ti quoto Wink
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ReBacca



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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 15:48    Oggetto: Cita

tzenobite ha scritto:
ReBacca ha scritto:
tzenobite ha scritto:
m_iller ha scritto:
[...]lo scrittore è una sorta di dio[...]


'lo scrittore' e' chiunque scriva in qualunque modo?


questo è il genere di discorso che mi manda 'ai pazzi'.
Chi non è un alpinista non può tentare la scalata, dunque? Non si può allenare in palestra su quelle pareti di plastica dalle inclinazioni assurde?
Attenzione.
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no... premesso che nn condivido in toto nemmeno quello che scrive m_iller, io contestavo solo il fatto che se a uno scrittore e' concesso tutto, chi e' scrittore e chi no? siamo tutti scrittori, quindi nessuno e' scrittore?
chiunque scrive qualunque cosa in qualunque forma ha lo stesso status di scrittore, quindi le stesse liberta'?

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Vedi perché mi mandano 'ai pazzi', questi discorsi?
Perché sono discorsi in cui è chiaro solo il punto d'inizio.
In ogni caso essendo questo un sito di aspiranti - e di - scrittori, il discorso di m_iller è appropriato, una riflessione valida a prescindere dal racconto in questione.
Il Dio del racconto è chi lo scrive.
Comunque.
Del racconto, certo... ma perché citi proprio questa frase, poi?

Comunque se tu fossi un aspirante climber e tentassi una scalata ardua in palestra, non ci vedrei niente di male. Potresti cadere come stare su, dipenderebbe dalla tua bravura...
(Avessi saputo che te ne intendi avrei scelto un esempio diverso, almeno per non fare figure pessime con la terminologia!!!)
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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 15:58    Oggetto: Cita

ReBacca ha scritto:
ma perché citi proprio questa frase, poi?


perche' mi sembra la piu' esagerata di un intervento che a me suona retorico e eccessivo, oltre che autoassolvente dal punto di vista (tieniti stretta alla sedia) etico: sono convinto che certe cose nn si debbano raccontare *in questo modo* (un po' come dice _eMMe_, manca la distanza) Smile

io conosco abbastanza l'arrampicata e abbastanza arrampicatori bravi per sapere che nn saprei superare nemmeno un 4a indoor, altro che pareti reali, proprio come so che la mia abilita' di scrittore e' molto limitata Wink
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m_iller



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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 16:22    Oggetto: Cita

caro tzenobite,
sono contento che ti sei ripreso. In merito alla tua risposta volevo puntualizzare alcuni punti:
- Non ho paragonato acidshampoo a Henry Miller, ho citato quest’ultimo in risposta a chi definiva il racconto volgare e senza trama come elemento discriminante. Opus Pistorum è spietatamente volgare dove gli organi sessuali sono l’unica salvezza per gli emarginati. Sesso fine a se stesso. È un’opera difficile da leggere ma è entrata a far parte della letteratura, e secondo alcuni critici è erotica;
- Ho scritto il secondo post non per dare un giudizio sul racconto, ma per cercare di mettere in evidenza la relazione sbagliata, secondo me, autore uguale personaggi descritti. In alcuni interventi mi è sembrato di scorgere un attacco sulla morale di acidshampoo e questo non lo trovo affatto giusto. Per questo ho citato il film di Tarantino e il ruolo dell’attore;
- In merito al definirsi o meno scrittori, mi sembra che tu la metta sul piano della professione: il mio lavoro è questo quindi io sono. Io sono laureato in architettura e quindi mi posso definire architetto, almeno questo dice la carta. Uno dei più grandi architetti italiani del secolo scorso ossia Carlo Scarpa non era laureato; amato all’estero e criticato in Italia ha ricevuto la laurea honoris causa dopo la sua morte. Quindi formalmente è diventato architetto da morto, ma in realtà lui lo è sempre stato. Un altro esempio che è possibile riscontrare in tutte le famiglie: la mia nonna è un’ottima cuoca anche se non lo fa di professione, però è da considerarsi tale. Il mio intervento era riferito al ruolo dello scrittore e non alla sua professione;
- L’arte contemporanea è un argomento difficile che richiede uno spazio diverso da questo;
- Come ho detto nel primo post faccio fatica a giudicare il racconto, o meglio non sono in grado di stabilire se è fine a se stesso o meno. La redazione conosce tutta l’opera e sarà in grado di decidere se è idonea o meno all’antologia, come del resto ha fatto sempre;
- Nel caso decidessero di accettarlo, io non avrei nessun problema a comparire insieme ad acidshampoo;
- Il tema è interessante, e la discussione lo dimostra. Per capire la difficoltà a descrivere e rendere credibile gli squilibrati, serial killer, malati di mente e così via, la WMI potrebbe chiederci di raccontare un evento tragico e brutale proprio dal punto di vista del criminale, di colui che commette quegli atti orribili: uno scrittore deve essere in grado di fare anche questo sporco lavoro;

grazie
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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 16:26    Oggetto: Cita

ReBacca ha scritto:
tzenobite ha scritto:
ReBacca ha scritto:
tzenobite ha scritto:
m_iller ha scritto:
[...]lo scrittore è una sorta di dio[...]


'lo scrittore' e' chiunque scriva in qualunque modo?


questo è il genere di discorso che mi manda 'ai pazzi'.
Chi non è un alpinista non può tentare la scalata, dunque? Non si può allenare in palestra su quelle pareti di plastica dalle inclinazioni assurde?
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Vedi perché mi mandano 'ai pazzi', questi discorsi?
Perché sono discorsi in cui è chiaro solo il punto d'inizio.
In ogni caso essendo questo un sito di aspiranti - e di - scrittori, il discorso di m_iller è appropriato, una riflessione valida a prescindere dal racconto in questione.
Il Dio del racconto è chi lo scrive.
Comunque.
Del racconto, certo... ma perché citi proprio questa frase, poi?

Comunque se tu fossi un aspirante climber e tentassi una scalata ardua in palestra, non ci vedrei niente di male. Potresti cadere come stare su, dipenderebbe dalla tua bravura...
(Avessi saputo che te ne intendi avrei scelto un esempio diverso, almeno per non fare figure pessime con la terminologia!!!)


grazie ReBacca.
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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 16:38    Oggetto: Cita

m_iller ha scritto:
Opus Pistorum è spietatamente volgare dove gli organi sessuali sono l’unica salvezza per gli emarginati. Sesso fine a se stesso. È un’opera difficile da leggere ma è entrata a far parte della letteratura, e secondo alcuni critici è erotica;

tanto piu' essendo henry miller, ma altri esempi si trovano sia nel cinema sia perfino nella letteratura che piu' seguo, cioe' la fantascienza: se henry miller nn fosse stato henry miller, come se 'nn temerai alcun male' r.a. heinlein l'avesse scritto prima di diventare un'icona, questi libri nn avrebbero avuto ben altre accoglienze? forse... piu' genuine?

m_iller ha scritto:
- In merito al definirsi o meno scrittori, mi sembra che tu la metta sul piano della professione [...]Il mio intervento era riferito al ruolo dello scrittore e non alla sua professione;

giorgetto giugiaro e' illustratore e ha fatto capolavori, il figlio e' architetto e ha fatto solo schifezze Very Happy
io nn la metto sul piano professionale ma qualitativo: chi definisce chi e' uno scrittore, che quindi puo' permettersi tutto quello che dici?

m_iller ha scritto:
- L’arte contemporanea è un argomento difficile che richiede uno spazio diverso da questo;

lo trovavo attinente: impiccare dei bambini, seppur pupazzi, dev'essere definita arte? se lo faccio io mi arrestano, se lo fa un 'artista' convenzionalmente riconosciuto di parla di provocazione

m_iller ha scritto:
uno scrittore deve essere in grado di fare anche questo sporco lavoro

se lo ritiene... nessuno 'deve' essere in grado di far qualcosa, se nn vuole o nn e' richiesto espressamente dal lavoro che fa Wink
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