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ESERCIZIO NOVEMBRE


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Autore Messaggio
vincenzo.vizzini



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MessaggioInviato: Ven 06 Nov 2009 19:55    Oggetto: ESERCIZIO NOVEMBRE Cita

Ciao a tutti,
vedo che battete la fiacca Very Happy a giudicare dal numero degli interventi degli ultimi mesi, ma non demordo e comprendo la giusta euforia per l'altra iniziativa che sta avendo un incontenibile successo. Bene, ma se qualcuno volesse fare un po' di "footing" anche a novembre ecco l'idea del mese.

In questi giorni molto si è parlato nei telegiornali su come halloween stia diventando anche una nostra usanza e allora perché non descrivere una
Notte della Zucca. Gli spunti sono tanti e il tema, anche se detta una linea di condotta è molto libero, potete mettere giù un trhiller o una fiaba per bambini, fate voi, ma ricordate le regole: 2000 battute inderogabilmente.

Buon lavoro e buon divertimento
Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil[/b]
_________________
Vincenzo Vizzini
vicedirettore Writers Magazine Italia
curatore della collana Delos Crime
www.vincenzo-vizzini.it
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antolusci



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MessaggioInviato: Ven 06 Nov 2009 23:28    Oggetto: Cita

Ecco qua... ci ho provato. Non mi massacrate troppo, però. Sad


Lanterna scaccia strega

Però… te la stai cavando mica male, eh? Adesso scava bene, con quel coltellino. Ecco, così sembra proprio che stia ridendo. Bravo. Anche se hai solo dodici anni hai dell’estro. No, non fermarti proprio adesso. Sì, lo so. Sei stanco, ma pensa che il lavoro più pesante lo hai già fatto. E non è stato facile. La tua lanterna scaccia streghe se la ricorderanno, vedrai.

Tutti invidiosi, i tuoi amici. Quando ti hanno visto arrivare con quella meravigliosa zucca, Carlo e gli altri ti hanno fermato e con cattiveria te l’hanno buttata per terra e l’hanno spaccata. Vigliacchi. Tu ti sei messo a piangere e loro sono scappati via. Ma oggi sei stato coraggioso, sei andato a cercare Carlo e l’hai trovato.

Con tutta la rabbia che avevi in corpo non è stato difficile saltargli addosso. Lo hai sorpreso. Oh, sì. E nei suoi occhi c’erano paura e sorpresa quando gli hai affondato la lama nel collo. La tua collera è stata potente, ti ha dato la forza di spiccargli via la testa.

Adesso è qui. Davanti a te. Ne hai fatto un capolavoro. La lanterna caccia streghe più bella del tuo quartiere! Certo, bisognerà faticare ancora un po’ per svuotarla e metterci dentro la luce da campeggio (una candela potrebbe fare danni). Ma hai ancora un po’ di tempo, prima che cali la sera e cominci la notte di Halloween, la notte delle streghe.
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Antonio Lusci


Ultima modifica di antolusci il Lun 09 Nov 2009 22:53, modificato 1 volta in totale
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antolusci



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MessaggioInviato: Sab 07 Nov 2009 17:35    Oggetto: Cita

Mmmh... un successone, eh? Crying or Very sad Evil or Very Mad
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Antonio Lusci
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Diego Di Dio



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MessaggioInviato: Sab 07 Nov 2009 21:15    Oggetto: Cita

Anton, niente male il tuo. Ora ci provo anch'io, vediamo che ne esce.

L'ISOLA DELLE STREGHE


Vagava ormai da oltre un giorno. Voleva solo ritornare a casa, ma c'era una tale confusione per le strade dell'isola, che non riusciva più a riconoscerla. Dov'erano finite le strade tranquille, i passanti silenziosi, i mercati a cielo aperto, la gente comune?
Dalla notte di Halloween solo streghe, vampiri e mostri giravano per le strade. Danzavano, bevevano, ridevano, si prendevano per mano, ebbri di una gioia che lui, Marco, ancora non riusciva a capire.
Dal primo momento, da quando era uscito di casa, l'avevano guardato in modo strano. E lui aveva risposto con occhi truci a ognuno di loro: era così anormale che fosse uscito la notte di Halloween senza costume? Voleva solo godersi il folklore dell'isola, in santa pace.

Ma questo era troppo.
Halloween era finito da quasi un giorno intero, eppure streghe e vampiri, mostri di ogni natura, non smettevano di girare per le strade, correre, affollare ogni posto, prendere possesso di ogni cosa. Marco, dopo un incessante, estenuante vagare, perse la pazienza.
-Volete togliervi queste stupide maschere!- urlò. - Halloween è finito da un pezzo!
Nessuno gli dava retta. Ognuno continuava a guardarlo in modo strano, ma nessuno si fermava ad ascoltarlo, o dargli una mano. Santo Cielo, voleva solo tornare a casa. Era distrutto.

- Maledizione!- urlò a se stesso. Una strega gli passò accanto saltellando, con una scopa in mano. Marco si diresse verso di lei, l'afferrò con violenza, e le urlò in faccia:
- Vuoi toglierti questa maschera da strega, dannazione!-
La strega lo guardò con occhi immobili, fissi nei suoi. Poi parlò. E la sua voce non era umana.
- Vuoi toglierti questa maschera da uomo?
Marco si portò le mani al viso, attonito. Quello che le sue mani toccarono non fu carne.
E capì perché, dal primo momento, l'avevano guardato tutti in modo strano.
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Il mio blog personale: www.dieguitodidio.blogspot.it
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Claudio Costa



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MessaggioInviato: Lun 09 Nov 2009 10:25    Oggetto: Cita

Happy hours halloween

31 ottobre. Tortelli di zucca, semolino di zucca, polpette di zucca, fiori di zucca impanati e frullato di latte e zucca.
Agata contempla l'opera d'arte: la tavola apparecchiata con tovaglia e servizio di piatti e posate regalatole il giorno del matrimonio con la buonanima di Benito; due anni di litigi e quarantasette da vedova senza figli e nipoti.
Il campanello dell'ingresso trilla 2, 3 ,4, 5 volte.
– Arrivo, non sono mica sorda!
– Dolcetto o scherzetto, nonna?
Agata abbassa lo sguardo.
Una piccola strega: faccia coperta di fondotinta bianco, palpebre, rossetto e cappellaccio, neri.
Una piccola zucca: infilata sulla testa e mini motosega tra le mani; zzzz! Romba.
Un piccolo vampiro: canini aguzzi con tanto di goccia rossa che cola sul mento.
Un piccolo Frankenstein: senza trucco.
Manca un piccolo uomo lupo.
– Venite dentro bambini: ho preparato uno spuntino!
I piccoli s'arrampicano scomposti sulle sedie. Musi delusi dai tortelli.
Agata scuote il capo.
– Ce l'hai la coca, nonna?
Agata sbuffa, ma apre il frigo e riempe i bicchieri con la bibita effervescente.
– Ce l'hai un cheeseburger, nonna?
Agata non ha mai posseduto molta pazienza, è già stufa di questi mostricciattoli moderni, istruiti a nutrirsi da McDonald’s, che non apprezzano la sana cucina dei suoi tempi. Raccoglie un lungo coltello da un cassetto e affetta dei panini. Pesta le polpette di zucca e l'infila tra la mollica. Scorre l'indice sul filo della lama e snuda il ghigno candido della dentiera.

I bambini sudano freddo e deglutiscono.

– Mangiate e fate silenzio!
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Claudio Costa


Ultima modifica di Claudio Costa il Lun 09 Nov 2009 17:52, modificato 1 volta in totale
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Stefano Conti



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MessaggioInviato: Lun 09 Nov 2009 14:59    Oggetto: Cita

L'esca

Non è ancora inverno, ma in questo strabenedettissimo paesino di montagna il freddo è già di casa. Soprattutto adesso, che sono le tre di notte e non c’è in giro anima viva. Sembra un paese fantasma. Poco fa era pieno di ragazzini in maschera che bussavano alle porte chiedendo dolcetto o scherzetto? Ora sono tutti al sicuro sotto le coperte e in giro ci sono solo io.
Dolcetto o scherzetto? Ma si può essere più stupidi? Chi li vuole i vostri dolci, vorrei farvi uno scherzetto, io!
E’ che questa sera siete davvero al sicuro.
Già, la notte delle streghe. Come se fosse vero. E’ uno schifo, ecco cos’è. L’unica notte che non è nostra, piuttosto. L’unica notte in cui le difese contro di noi sono altissime. E noi cosa dovremmo fare? Abbiamo diritto alla nostra razione di carne di innocente come in tutte le altre notti! Alla prima occasione dovrò parlarne con quelli del sindacato.
Eppure continuo a girare a vuoto e a tenermi alla larga da quei brutti demoni da guardia. Sono davanti ad ogni porta, con le loro teste rosse e bitorzolute e i ghigni sdentati. E quella luce che esce dalla bocca e dagli occhi: divoratori di streghe ecco cosa sono!
La fame mi stringe lo stomaco con le sue fredde tenaglie, ma non oso avvicinarmi.
Ecco, mi sembra che quel demone sia morto. E’ tutto verde e la sua luce è spenta. Mi avvicino. La pelle del volto è gelida al tatto, ma non mi succede nulla. Spero che in quella casa ci sia carne di innocente.
Toc toc. Dolcetto o scherzetto? La porta, le scale, la stanza in fondo al corridoio: mi muovo in silenzio, sospesa ad un palmo dal pavimento, pregustandomi il banchetto. Raggiungo il letto e sento il piccolo corpo caldo raggomitolato sotto le coperte. Le scosto con la mano che alla luce lunare che filtra dalla finestra non sembra neppure troppo rugosa. Sono una strega giovane, io.
Si gira. La luce quasi mi acceca e riesco appena ad notare la pelle rossastra ricoperta di putridi bubboni. E il ghigno sdentato del divoratore che mi libera per sempre da questa condanna.
_________________
Vivere senza leggere è pericoloso: ci si deve accontentare della vita.
(Michel Houellebecq - Piattaforma)


Ultima modifica di Stefano Conti il Gio 26 Nov 2009 16:00, modificato 1 volta in totale
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Cristiana Bartolini



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MessaggioInviato: Lun 09 Nov 2009 15:12    Oggetto: Cita

Salve a tutti e complimenti ai miei predecessori.
Posto l'esercizio: non so se c'è qualche problema sul punto di vista. L'intenzione era di trasformarmi in narratrice onniscente, ma potrei non aver azzeccato il tiro. Nel qual caso, consigli di editing sarebbero molto utili.

IL CUSTODE

La scommessa era sempre la solita tutti gli anni: trascorrere la mezzanotte di Halloween al cimitero municipale. Questa volta la pagliuzza corta era toccata a Gianni. Il ragazzo si strinse nella mantella nero-lucida da vampiro e sedette con la schiena contro una lastra di marmo: era una lapide ma chi se ne importava? Voleva solo che scoccasse il 12° rintocco: se ascoltava bene, il campanile si sentiva anche da lì. Poi sarebbe tornato trionfante sulla piazza e la festa sarebbe cominciata con lui come protagonista.
Lo scalpiccio non lo terrorizzò neanche troppo. I soliti scherzi degli amici, oppure qualcuno che veniva di soppiatto a controllare. Solo quando una mano gli calò pesante sulla spalla trasalì talmente forte che la dentatura dai canini posticci schizzò a terra spalancata come una risata beffarda senza bocca.
- Cosa ci fai appoggiato alla mia tomba? – La voce cavernosa assomigliava a quella del vecchio Amilcare, accigliato nell’ovale della foto piccola sulla quale l’intruso poggiava le spalle.
Tremando dalle caviglie ai polsi, Gianni non trovò neanche il coraggio di voltarsi: - Mi dispiace signor Pigafetta, non intendevo offenderla. E’ una scommessa... – farfugliò.
- Una scommessa, eh? Allora adesso mi diverto io. Potrei appollaiarmi sopra il tuo letto, farti il solletico agli alluci o passare la notte a bussare contro i vetri della tua finestra. Oppure che ne diresti di un bel giro al piano di sotto? Così dai un’occhiata alla mia cassa da vicino. Non ti aspettare troppo però: solo un mucchio di vermi e qualche osso senza carne. –
Se avesse avuto una molla sotto le natiche infreddolite Gianni non sarebbe potuto scattare in piedi più veloce: si lanciò a perdifiato lungo il vialetto di ghiaia travolgendo nella foga un vaso e un trespolo di lumini, scavalcò il cancello di ferro e nel giro di un baleno era scomparso urlando oltre il sentiero buio dei cipressi.
- Questi scapestrati! – sbottò il custode comunale scuotendo il capo, senza trattenere più una gran risata. Trasse dalla cintola il mazzo delle chiavi e andò ad assicurarsi che il cancello fosse rimasto chiuso. – Non vogliono capirlo che il cimitero è un luogo di riposo. Vediamo se quest’anno gli è entrato nella zucca. – Rialzò il vaso e riaggiustò i lumini.
Poi tornò a coricarsi dentro la sua tomba.


* 28/11/09: edit dell'ultima battuta su indicazioni by Sodani.


Ultima modifica di Cristiana Bartolini il Dom 29 Nov 2009 10:36, modificato 3 volte in totale
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paolino66



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MessaggioInviato: Lun 09 Nov 2009 15:42    Oggetto: Cita

(ci sarebbe voluto più spazio... ci stavo prendendo gusto.)
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Che la serata fosse noiosa lo capì dopo appena un quarto d'ora: potevo risparmiarmi di venire fin qui, in aperta campagna, a onorare questa stupida festa di importazione, pensò. Guardava gli invitati, e in quelle espressioni beote le tornò in mente una battuta: la festa delle zucche vuote. Ma ormai era lì, si era fatta trascinare dalle amiche e dalla speranza di incontrarlo. Ma una volta accertato che Walter non c'era - è in Scozia per lavoro, dicevano gli amici - perché restare? Disse che non stava tanto bene, salutò e uscì.
Stordita un po' dall'alcol, sulle prime non pensò alla strada. D'altra parte, era facile: bastava rifare il vialetto e imboccare la provinciale. Guidò lottando contro noia e sonno, fin quando si rese conto che all'andata non aveva costeggiato quel fosso colmo d'acqua scura, e che stava entrando in uno sterrato. Eppure ho seguito la freccia per la città, si disse. Dopo poche centinaia di metri si ritrovò in un banco di nebbia, che si infittì fino a sembrare un lago di latte. Si fermò, pensò di scendere a dare un'occhiata e con la mano incerta aprì la portiera. Per poco non finì in un canale colmo. Ma il fosso è a destra! - disse ad alta voce, quasi pretendendo una risposta in quel silenzio cimiteriale. Intanto la morsa della nebbia si era allentata. Rientrò in macchina tremando. Il pomello del cambio in folle vibrò sotto la mano, ma alla fine la prima si ingranò.
Seguì per chilometri e chilometri quella strada fra i due canali, stretta e con al centro una striscia d'erba, di quelle che in primavera ospitano migliaia di margherite, fin quando la strada si interruppe di fronte a una casa illuminata.
Scese, e subito le venne incontro un gruppo di giovani che ridevano e parlavano. Uno di questi diceva: “Festa di importazione, eh? Espressioni beote, eh?”. La voce era quella di Walter, ovattata e distante. Pensò a un sosia o a uno scherzo: Walter era in Scozia. Ma era vero? E come hanno fatto a leggermi nel pensiero?, pensò sempre più inquieta.
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Paolo Costantini
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Claudio Costa



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MessaggioInviato: Mar 10 Nov 2009 12:08    Oggetto: Cita

Happy hours halloween (versione 2)

31 ottobre. Tortelli di zucca, semolino di zucca, polpette di zucca, fiori di zucca impanati e frullato di latte e zucca.
Agata contempla l'opera d'arte: la tavola apparecchiata; tovaglia e servizio di piatti e posate regalatole il giorno del matrimonio con la buonanima di Benito. Due anni di litigi e quarantasette da vedova con un nipote sfortunato.
Il campanello dell'ingresso trilla 2, 3, 4, 5 volte.
– Arrivo, non sono mica sorda!
– Dolcetto o scherzetto, nonna?
Agata abbassa lo sguardo.
Una piccola strega: faccia coperta di fondotinta bianco, palpebre, rossetto e cappellaccio, neri.
Una piccola zucca: infilata sulla testa e mini motosega tra le mani; zzzz! Romba.
Un piccolo vampiro: canini aguzzi con tanto di goccia rossa che cola sul mento.
Un piccolo Frankenstein: senza trucco.
Manca un piccolo uomo lupo.
– Venite dentro bambini: ho preparato uno spuntino!
I piccoli s'arrampicano scomposti sulle sedie. Musi delusi dai tortelli.
Agata scuote il capo.
– Ce l'hai la coca, nonna?
Agata sbuffa, ma apre il frigo e riempie i bicchieri con la bibita effervescente.
– Ce l'hai un cheeseburger, nonna?
Agata non ha mai posseduto molta pazienza, è già stufa di questi mostricciattoli moderni, istruiti a nutrirsi da McDonald’s, che non apprezzano la sana cucina dei suoi tempi. Raccoglie un lungo coltello da un cassetto e affetta dei panini. Pesta le polpette di zucca e l'infila tra la mollica. Scorre l'indice sul filo della lama e snuda il ghigno candido della dentiera.

I bambini sudano freddo e deglutiscono.
– Mangiate e fate silenzio!

Drin! Nuovo squillo alla porta.
─ Ciao, zia!
Agata abbassa lo sguardo.
Il bambino dalle guance barbute è triste.
─ Com'è andata Tommy?
─ Uno schifo: solo caramelle sciroppose e non mi hanno permesso d’entrare.
Agata gli accarezza la folta chioma.
─ Hai preparato le polpette, zia?
─ C’è qualcosa di meglio per cena.
Agata lo fa’ accomodare.
La lingua di Tommy sbava le labbra, quando vede i bimbi.
_________________
Claudio Costa


Ultima modifica di Claudio Costa il Mar 10 Nov 2009 13:23, modificato 1 volta in totale
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Cile



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MessaggioInviato: Mar 10 Nov 2009 12:18    Oggetto: Cita

Ecco la mia piccola zucca!
Ciao a tutti.

– Stanotte ho fatto un sogno!
Lisa respirò quelle parole come fossero un segreto stipato a lungo. Torcendosi le mani guardò la madre, in attesa.
– E allora?
Anna nemmeno la guardava; Lisa sapeva che il tempo era sempre poco per lei ma stavolta doveva ascoltarla.
– Non è stato un sogno normale. Me ne sono proprio andata. Da un’altra parte e... mi hanno presa.
Lisa cercava un appiglio qualsiasi per essere creduta. Era tutto troppo assurdo, lei stessa stentava a capire ma non voleva restare sola.
Le immagini della notte precedente l’assalirono e Lisa ascoltò il suo respiro accelerare. Un freddo improvviso la paralizzò avvinghiandole le spalle.
Ecco ci siamo, aiutami, pensò ma non riusciva a gridarlo. Una morsa le attanagliò le viscere facendo defluire bile e liquidi. Si accasciò per vomitare.
– Lo sapevo. Hai preso l’influenza. Ora con chi ti lascio mentre vado al lavoro! Vieni qui, piccola mia.
Anna restò in ginocchio con Lisa sorreggendole la fronte finché la figlia non ebbe finito. Si avviò verso la lavanderia in cerca di uno straccio per pulire ma Lisa le bloccò il ginocchio.
– Ma che diavolo...
Nemmeno fece a tempo a urlare che un artiglio la strattonò colpendola. Lisa vide la madre cadere in terra, un rivolo di sangue le carezzava il mento. Non l’avrebbe abbracciata più. Non poteva tornare indietro.
Si voltò verso la zucca con cui, la sera prima, avevano festeggiato halloween; sembrava ridere o forse schernirla.
Cosa avrebbe fatto, ora?
Salutò quella nuova immagine allo specchio, chiuse gli occhi e vide il suo corpo livido rimpicciolire fino a diventare trasparente. Si infilò nella zucca e pianse... Sentiva, in un modo che non capiva neanche, che solo il prossimo halloween sarebbe tornata Lisa.
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Cinzia Leo
Hai mai ascoltato il silenzio del destino quando esplode? (A. Baricco )
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MessaggioInviato: Mar 10 Nov 2009 13:45    Oggetto: Cita

L'horror è un tema un po' arduo per me... per cui l'ho rigirato a mio favore... speriamo funzioni Wink


Una festa insulsa

Non dovevo venire. A restare sola a casa mi sarei sentita da cani, ma qui è peggio.
Parlano, ridono, bevono, c’è chi balla. E io mi sento un’estranea..
A volte, uno sguardo si posa sul mio viso e penso che, almeno lui, mi rivolgerà la parola. Invece, ogni volta, lo sguardo scivola via. Vorrei pensare che è perché non mi riconoscono dietro alla maschera, ma so che è perché mi riconoscono fin troppo bene.
Mi trovano imbarazzante. Avrei dovuto ritirarmi in buon ordine, sparire.
Invece sono voluta venire lo stesso e me la fanno pagare.
Che stupida: credevo che, se avessi incrociato il suo sguardo almeno una volta, mi sarei ricordata che sono io, quella che ama.
Sarebbe valsa la pena sopportare questa festa insulsa, in mezzo a esaltati vestiti da vampiri e fantasmi, se mi avesse concesso un’occhiata complice.
Invece mi ignora. Ogni tanto si china e abbraccia quella.
Voglio solo che la serata finisca, tornare a cancellare tutto nella nebbia in cui sprofondo appena sono sola.
Mi trattengono l’orgoglio e la speranza di riuscire a ottenere una minuscola conferma dei suoi sentimenti.

Ormai è mezzanotte. Cosa spero di ottenere?
E all’improvviso si volta e mi vede. Mi guarda dritto negli occhi. Vorrei abbassare lo sguardo, ma è lui a spostarlo per primo.
Quella è lì. “Cos’hai?” chiede. Sbuffo, lo tratta come un bambino.
“Mi è sembrato di vedere Ilaria” . Sembrato. Sono a due passi da loro!
Lei assume un’aria compassionevole. Che cretina. “Non è stata colpa tua. Non le avevi promesso nulla”. Povera cocca. Ripeteva che ti avrebbe mollato tutto il tempo. Persino quando mi ha lasciato è stato per paura: la nostra relazione era troppo passionale, diceva.
Lui affonda il viso in una mano “Però…”
“Era pazza. Non potevi aspettarti che reagisse così”.
Si aspettava che avrei sorriso e risposto “E’ giusto così”? Mi ha ferita a morte!
In quel momento ricordo qualcosa. Sollevo le mani davanti al viso.
Attraverso le dita evanescenti, scorgo le sue labbra mormorare “Mi sento come se l’avessi uccisa io”.
_________________
E' un lavoro bellissimo.
Ed è veramente utile, perché è bello.
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atman71



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MessaggioInviato: Mer 11 Nov 2009 17:14    Oggetto: BIANCO E ROSSO Cita

Ciao a tutti, sono nuovo nel forum. La mia passione è il genere horror e da un annetto a questa parte mi diletto a scrivere racconti sul genere (una piccola raccolta dei miei primi racconti dovrebbe uscire prossimamente per la RUNDE TAARN edizioni). Non potevo farmi scappare l'occasione con il tema Halloween... così ho buttato già questo breve racconto (mannaggia... stare dentro alle 2000 battute è dura: sono 1987... al pelo.!)
E' la mia prima prova di "esercizio a tema"... attendo vostri commenti e stroncature... Rolling Eyes

BIANCO E ROSSO

Versa un po’ di polvere bianca sulla scrivania (Un’ultima sniffata prima di tornamene a casa…). La sistema con il suo bancomat e con una banconota arrotolata la introduce nel suo corpo. L’effetto è immediato. Un Gin-Tonic al baretto e poi in macchina verso casa. Non vede il semaforo diventare rosso, ma sente il botto. Ferma di colpo l'auto. Dietro di lui il corpo di una bimba è steso sull’asfalto. Si avvicina e osserva la piccola: indossa un vestitino (rosso), una calzamaglia (rossa) e delle corna (rosse) in testa. E’ vestita da diavoletto. Dalla sua testa esce del liquido (rosso). Le sue scarpine (rosse) sono rimaste più indietro. In mano ha un pupazzetto (rosso) dalla cui pancia la musichetta “Happy Halloween”, sulle note di “London Bridge”, continua imperterrita a suonare. Si guarda intorno. Nessuno lo vede. Corre alla macchina, mette in moto e fugge via.

E’ passata la mezzanotte quando suona il campanello. Trascina le gambe fino alla porta e la apre. Davanti a lui una bimba vestita da diavoletto lo guarda sorridendo. Corna (rosse). Vestitino (rosso). Calzamaglia (rossa). Scarpe…(non ha le scarpe! )
“Dolcetto o Scherzetto?” chiede la bambina. Il ragazzo caccia un urlo e sobbalza all’indietro inciampando e cadendo.
“Ma sei tu? Allora non ti ho uccisa… stai bene?”
“Dolcetto o Scherzetto?”
“Non ho caramelle, né dolcetti…“
“Allora SCHERZETTO!” urla la diavoletta. Gira su se stessa accennando un passo di danza, si ferma e fissa il ragazzo negli occhi. Lui vede le sue iridi azzurre (rosse?... mi sono sembrate rosse per un attimo… ) e quando si rialza la bimba è sparita. La strada davanti alla sua villetta è deserta. Rientra in casa e sparge sul tavolo ciò che è rimasto della sua polverina bianca. Sniffa tutto in un colpo solo. Guarda la banconota arrotolata. E’ coperta di liquido (rosso). Perde i sensi.

Si risveglia nel bagno. La luce entra dalla finestra indicandogli che la notte ha lasciato posto al giorno. Si dirige verso il lavandino e guarda nello specchio. Rimane immobile. Nello specchio il suo corpo non si vede. Nel riflesso scorge un pezzo della sala. Due uomini in camice bianco stanno ponendo un corpo (ma è il MIO corpo!) in un sacco nero. Al suo fianco una vocina da brividi dice sottovoce: “scherzetto…” Si gira. La bimba col vestitino (rosso) e il viso (bianchissimo) lo fissa. I suoi occhi sono rossi come il sangue che le cola dalla testa.
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Silvia L.



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MessaggioInviato: Sab 14 Nov 2009 13:18    Oggetto: Cita

Ecco anche la mia versione... Very Happy

LA FESTA DEGLI SPIRITI

Nel regno di Annwn spiriti euforici cantavano antiche canzoni celtiche. Si avvicinava il tramonto, l’ora in cui il confine fra regno dei vivi e regno dei morti sarebbe diventato così sottile da consentire alle anime di oltrepassarlo.
Siomon si avvicinò cautamente a Samhain, il signore delle tenebre e dopo essersi inchinato ai suoi piedi, con voce ferma e dura disse:
- Signore io voglio impossessarmi del corpo di un umano stanotte.
- Ragazzo, possibile che quella donna, ancora violenti il tuo spirito? La fuori, sopra le colline ci sono fate birichine e bellissime pronte ad allietare questa notte di festa, assecondando ogni nostro capriccio. Non rovinare il tuo primo viaggio per una donna viva!
- Io non voglio una fata, io voglio vendetta.
- Saresti disposto anche a prendere il corpo di tuo padre o di tuo fratello pur di ottenere ciò che vuoi? Di rubare a una persona cara? Le persone di cui ci impossessiamo non ritornano mai più le stesse e i loro simili, se lo scoprono, li ardono vivi per punirci. Lo sai?
Siomon tremò al pensiero di poter condannare a morte un suo familiare, ma la rabbia che lo tormentava era troppa. L’unica cosa che voleva, era uccidere l’uomo che lo aveva privato del suo amore e della vita. E non tradì l’esitazione.
Il signore delle tenebre gli diede allora le istruzioni.

Siomon aspettò la notte in solitudine, ripensando alla sua amata Isolde.
Il giorno che era morto, stava andando da lei, le avrebbe detto per la prima volta che l’amava, le avrebbe chiesto di sposarlo, ma un giovane, pure lui innamorato della ragazza, lo aveva sorpreso in una piccola strada e per gelosia, lo aveva ucciso. Quel “ti amo” morto sulle labbra del ragazzo assassinato, continuava ora a vivere nello spirito di quell’anima delusa e solitaria.
Al crepuscolo le porte di Annwn vennero aperte e Siomon poté contemplare le curve delle verdi colline. Si alzò e si avviò verso il regno dei vivi, verso quello spargimento di sangue che avrebbe finalmente placato la sua sete di vendetta.
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kirk_wb



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MessaggioInviato: Sab 14 Nov 2009 18:47    Oggetto: Cita

Omissione

Cammina per la strada passanto da un cono d’ombra all’altro, la sigaretta illumina brevemento il viso. Fasci di luce delle auto sciabolano la figura. Ombre si creano e svaniscono nello spazio di un ansito.
E’ la notte di halloween, ma per Dan non fa molta differenza. Si era visto con Giulia e non aveva prestato troppa attenzione al costume che indossava, con il quale lei aveva sperato di sorprenderlo, prima di strapparglielo di dosso e trascinarla a letto.
Se ne era andato subito dopo, come sempre.
Ma c’è qualcosa che non va, ha una strana sensazione e non riesce a capire da cosa sia causata. Si accende un altra sigaretta, un ottimo modo per far passare tutto.
“Dan...”
Ferma il gesto a metà, si gira di scatto. Non c’è nessuno. E’ sicuro di aver sentito quella voce. Sembrava appartenere a Claudia.
Non ha senso: Claudia è morta da tempo.
Si era aperta le vene con un rasoio dopo che l’aveva lasciata. Forse si era uccisa perché lui l’aveva lasciata. Tecnicamente lui non aveva mai espresso la volontà di stare insieme a lei.
Non era andato al funerale: non lo riguardava. Come tutto il resto, peraltro, esclusi forse quei pochi centrimetri di carne che condividevano sporadicamente.
“Dan...”
Una falciata di luce sembra dare forma al fumo. Forma umana. Non è superstizioso, eppure sente un brivido freddo salirgli lungo la schiena. Affretta il passo, casa non è lontana.
“Dan...”
Il brivido lungo la schiena è il tremito di un iceberg che si spezza. I passi sono sconnessi, è costretto a fermarsi per non cadere.
Non lo sente arrivare, non lo vede svanire, ammesso che sia mai esistito.
La sua gola si squarcia, il getto di sangue incontra qualcosa di soldio laddove non sarebbe supposto esserci.
La sagoma di una donna si scolpisce nel fluire scarlatto. Il braccio esteso di lato, il rasoio stretto tra le dita, il volto contratto da una smorfia. Gli occhi azzurro ghiaccio brillano.
“Claudia..” è un gorgoglio indistinto che esce dai resti della trachea distrutta, null’altro.
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guccio



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MessaggioInviato: Dom 15 Nov 2009 02:09    Oggetto: Cita

Il lupo mannaro

Certe sere, dopo che mia madre mi aveva raccontato di maghi, elfi o lupi mannari, uscivo in terrazza e rimanevo a guardare le Wasach Mountains. Si ergevano imperiose sopra di noi, giganti e taciturne a proteggerci il fianco. Erano lassù, in quel buio, i regni di quelle leggende.

La notte del 31 ottobre del ’74 , insieme agli altri invitati, raggiunsi uno di quei boschi. Era la festa di Halloween e mi ero vestita da strega, con gli occhi cerchiati di trucco e la camicia cosparsa di sangue.
Avevo sedici anni e tanta voglia di provare un brivido.
Ci appostammo vicino a un ruscello. Mentre gli altri ballavano le loro ridde, mi allontanai con l’intento di assaporare pensieri macabri. Sarei poi tornata, felice di scrollarmeli.
D'improvviso mi trovai di fronte un uomo col dolcevita imbrattato di sangue. I suoi occhi di ghiaccio si impietrirono su di me. Eppure la sua presenza era intrigante. Presi coraggio: 'Dolcetto o scherzetto?'
La sua bocca si allargò a un sorriso: 'Sei tu il dolcetto?'
Un universitario, pensai, e poteva avere dieci anni più di me. Sentii che lo volevo: 'Mordimi e lo saprai'.
Mi strinse i polsi con una mano e con l’altra mi scostò i capelli dal collo. Appoggiò i denti e cominciò a premere. Mi sentii soggiogata. Affondò fino a farmi sentire il dolore. Chiusi gli occhi, decisa a lasciare che tutto accadesse come doveva. Quando li riaprii mi trovai davanti un’amica che era venuta a cercarmi. Lui si era dileguato. E dal mio collo colava sangue.

Mi vergogno, oggi, di ammettere che, per molti anni a seguire, rimasi innamorata di un lupo mannaro.
Quella stessa notte, Laura Aime, figlia della mia stessa terra, a soli diciassette anni, non tornò più a casa.
Il suo corpo fu trovato due settimane dopo. Nelle Wasach Mountains. A faccia in giù dentro un ruscello.
L’assassino le aveva fracassato la testa con una sbarra di ferro e poi l’aveva stuprata e sodomizzata.
L’assassino si chiamava Ted.
Bundy.
E aveva gli occhi di ghiaccio.


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Mi scuso con tutti quelli che hanno provato disgusto nel leggere di certe violenze (io per primo, sono fra costoro) ma quelli erano veramente i colori troppo intensi coi quali l'assassino ha dipinto l'omicidio di Laura Aime.
_________________
Anni fa mi bastava uno spicchio di formaggio Grana e duravo tutta la notte.
Adesso, temo proprio che abbiano cambiato ricetta.
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