WritersMagazine
Credits | Contatti | Invio dattiloscritti | Creare un link


proviamo ad analizzare noi qualche importante incipit???


Vai a pagina 1, 2  Successivo
Nuova discussione   Rispondi
« Precedente :: Successivo »  
Autore Messaggio
annakarenina



Registrato: 04-10-2010 22:54
Messaggi: 86

MessaggioInviato: Mar 12 Ott 2010 17:19    Oggetto: proviamo ad analizzare noi qualche importante incipit??? Cita

adesso vi farò ridere, ma dovete sapere che sono qui da un'ora a chiedermi in quale thread poter mettere questa mia idea balzana...alla fine ho scelto questo e speriamo qualcuno partecipi. l'idea mi è venuta rileggendo ieri notte delle analisi stilistiche che ero stata costretta a fare all'università...come lo odiai!!! non perchè dovessi scriverle in inglese ma perchè allora le vedevo solo al negativo e come una pesante palla al piede. che difficili che erano! ora mi rendo conto che forse anche grazie a quelle so leggere un libro da un nuovo punto di vista. ma non vi preoccupate, non ho intenzione di metterle qui facendo subito la figura della saputella...no no!
invece vi metto una cosa che scrissi di getto sei mesi fa e lo feci per fare uno scherzetto che sarebbe lungo spiegare...Astrid sa....

dunque si tratta di una breve analisi delle prime due pagine dei Pilastri di ken Follett. dai, leggetele, e se vi piace, potrete pproporne anche voi altri famosi incipit, giusto così....per esercitarci un po'...
ciaoooooo da Rossella (il mio nome)
-----------------------------------------------------------------------------
I PILASTRI DELLA TERRA di Ken Follett pagg.1-2

I bambini vennero presto per assistere all'impiccagione.

La prima frase è immediatamente scioccante.
Frase che, pur brevissima, riesce a racchiudere in sé vocaboli appartenenti a due aree semantiche assolutamente in antitesi fra loro:Bambini (area semantica della dolcezza, della purezza, dell'ingenuità e soprattutto dell'innocenza) contro impiccagione. In una frazione di secondo siamo posti nel mondo dell'innocenza e poi, dopo un'altra frazione di secondo, lungo una frase che è lunga mezza riga, con la parola "impiccagione" noi veniamo scaraventati in un'area semantica che rappresenta un mondo esattamente opposto: morte.
E questa sensazione di buio e di morte continuiamo a respirare nelle due righe successive: silenziosi, gatti, furtivamente, neve. Ma…attenzione…non è nemmeno finita la terza riga e già facciamo una parentesi velocissima di nuovo nel mondo infantile con quei gatti nei loro stivali di feltro che ci rimandano subito al mondo di Perrault. E poi ancora vocaboli veicolatori di buio, di mistero e di freddo attraverso i quali lo scrittore sta anticipando al lettore che il lungo percorso che lo aspetta e cioè le successive 1000 pagine proprio di queste sensazioni saranno intrise: buio, mistero, morte.
Le sensazioni si accentuano nelle righe successive dove "viuzze" - casupole di legno - fango ghiacciato e, per finire, "forca" riesce davvero a farci rabbrividire in tutti i sensi.

Ma il quadro da brivido non è finito perché nuove pennellate di colori stridenti riescono a sconvolgerci nuovamente: bambini che spregiano la bellezza, bambini che scherniscono la bontà. Bambini che ridono alla vista di uno storpio e che uccidono a sassate un animale sofferente…
Che percorrono miglia e miglia per vedere il sangue…che fanno la parodia del soffocamento…………ma che bambini sono questi e in quale orrendo mondo ci vuole mai scaraventare il nostro Ken?????

eh…eh..ma il nostro Ken lo ha capito benissimo che siamo già in ansia…e ci sorride sornione comunicandoci che "i bambini si accovacciano sul portico aspettando che accada qualcosa" …e con loro il lettore!!! Lettore che, leggendo di questa attesa dei bambini, inconsciamente si identifica in loro, nella loro attesa, e nella dichiarazione di questa attesa si sente rassicurato: tranquillo, lettore. A breve qualche altra cosa succederà. Un po' di pazienza….
Infatti a queste righe ne seguono altre che riportano il lettore in un mondo meno cupo e di una certa quotidianità. Luci e candele sono le prime due parole che riescono a farci uscire dal buio e dal freddo di prima. Infatti dopo luci e candele ci viene descritta "la vita di ogni giorno": sguattere e apprendisti che accendono il "fuoco" e preparano il porridge, dopo che "il cielo trascolorava dal nero al grigio". Ecco,lettore, lo vedi??? La tensione si sta un po' allentando perché il cielo passa dal nero al grigio e il fuoco comincia a scaldare la scena.
Ma insieme al grigio si delinea l'alba che paradossalmente permetterà invece di individuare il corteo "mortale" che piano piano si avvicina alla piazza in forma di un carro che trasporta il condannato a morte. Dunque ok, decisamente stiamo per assistere a un'impiccagione insieme al resto della popolazione per la quale, nel 1123, senza cinema o tv, era sì uno spettacolo da non perdersi…

Eppure…eppure nuovamente Ken ci stupisce perché con un paio di frasi rigorosamente brevissime e prive di aggettivi, ci butta nuovamente nell'incertezza.
"Lo stato d'animo della folla era strano" - "Di solito ci si divertiva a un'impiccagione", (di nuovo abbiamo divertiva e impiccagione che ci rinnovano l'antitesi semantica).
" Ma questo era un caso diverso" - "nessuno sapeva chi fosse il ladro"

Dunque per la terza volta il lettore viene colto di sorpresa, perché assisterà sì all'impiccagione, ma c'è qualcosa di strano nell'aria……ed è qualcosa che (oramai il lettore ne è certo) gli potrà essere svelato solo alla fine .
Naturalmente poi come non potremo essere incuriositi dalla scena della ragazza che è incinta e maledice tutti, e riesce a sfuggire….
Chi sarà mai? Perché maledice?? Chi è il padre del bimbo che porta in grembo?:……….

--------------------------------------------------------------------------------

QUALE MIGLIORE INCIPIT?????
QUALE MODO MIGLIORE PER STUZZICARE LA CURIOSITà DEL LETTORE??
PER FARGLI VENIRE UNA VOGLIA PAZZESCA DI CONTINUARE A LEGGERE?????
---------------------------------------------------------------------------[b][/b]
Top
Profilo Messaggio privato
annakarenina



Registrato: 04-10-2010 22:54
Messaggi: 86

MessaggioInviato: Mar 12 Ott 2010 17:27    Oggetto: Cita

ma sono già pronta con la mia proprosta. ve la sentite di analizzare questo incipit, da uno dei miei autori preferiti???
(...facile, dai.....) a chi se la sentirà buon lavoro, anche perchè purtroppo non so quando potrò rientrare nel forum. spero presto e spero di trovarci qualcosa di scritto. ciaoooooooo Rossella.
----------------------------------------

Per quanto gli uomini, raccogliendosi su un breve spazio in parecchie centinaia di migliaia, si sforzassero di snaturare quel tratto di terra su cui s'accalcavano; per quanto avessero ricacciato sotto le pietre la terra, affinchè nulla ci crescesse sopra, e rinettassero qualsiasi erba ne spuntasse fuori, e affumicassero tutto di carbone e di petrolio, e mozzassero gli alberi, e allontanassero tutte le bestie e gli uccelli, la primavera era primavera anche in città. Il sole scaldava, l'erba tornata a vita, saliva e verdeggiava dovunque non fosse stata sarchiata, non solo nelle aiuole dei viali, ma perfino fra le lastre delle strade; e le acacie, i platani, i vìscioli dilatavano le gommose, profumate foglioline, e i tigli gonfiavano le gemme, che scoppiavano; e le gracchie, i passeri, i piccioni, con quel brio che hanno a primavera, avevano già preparato i nidi, mentre le mosche ronzavano lungo i muri, riscaldandosi al sole. Allegri erano tutti:piante, e uccelli, e insetti, e bambini. Ma gli uomini - gli uomini grandi, gli uomini adulti - non smettevano di ingannare e tormentare se stessi e gli altri. Credevano, gli uomini, che la cosa più sacra ed importante non fosse quella mattinata di primavera, non fosse quella bellezza del mondo, concessa per il bene di tutte le creature, giacchè era una bellezza che disponeva alla pace, all'accordo e all'amore: ma fosse, la cosa più sacra e più importante, ciò che essi stessi avevano escogitato per poter dominare gli uni sugli altri.
Così, nell'ufficio della prigione di quel capoluogo di governatorato, veniva considerato sacro ed importante non già il fatto che a tutti gli animali e a tutti gli uomini fossero concesse la commozione e la gioia della primavera, ma sacro ed importante veniva considerato il fatto che, la vigilia, fosse pervenuta una carta, con tanto di numero stampato e d'intestazione, dov'era detto che, per le nove antimeridiane di oggi, 28 aprile, fossero portati in tribunale, dalla prigione dov'erano rinchiusi in attesa di processo, tre detenuti: due donne e un uomo. ………..

---------------------------------------
Top
Profilo Messaggio privato
Astrid72



Registrato: 01-10-2010 14:43
Messaggi: 352
Località: provincia di Siracusa

MessaggioInviato: Mar 12 Ott 2010 21:32    Oggetto: Cita

annakarenina ha scritto:
ma sono già pronta con la mia proprosta. ve la sentite di analizzare questo incipit, da uno dei miei autori preferiti???
(...facile, dai.....) a chi se la sentirà buon lavoro, anche perchè purtroppo non so quando potrò rientrare nel forum. spero presto e spero di trovarci qualcosa di scritto. ciaoooooooo Rossella.
----------------------------------------

Per quanto gli uomini, raccogliendosi su un breve spazio in parecchie centinaia di migliaia, si sforzassero di snaturare quel tratto di terra su cui s'accalcavano; per quanto avessero ricacciato sotto le pietre la terra, affinchè nulla ci crescesse sopra, e rinettassero qualsiasi erba ne spuntasse fuori, e affumicassero tutto di carbone e di petrolio, e mozzassero gli alberi, e allontanassero tutte le bestie e gli uccelli, la primavera era primavera anche in città. (credo che il nostro autore abbia scritto questa frase così lunga per evidenziare la monotonia del lavoro sulla terra , anche se io preferirei ci fosse almeno un punto)Il sole scaldava, ( questa virgola secondo me andava tolta)l'erba tornata a vita, saliva e verdeggiava dovunque non fosse stata sarchiata(c'e' un'allitterazione), non solo nelle aiuole dei viali, ma perfino fra le lastre delle strade; e le acacie, i platani, i vìscioli dilatavano le gommose, profumate foglioline(credo che un solo aggettivo sarebbe bastato, magari una scelta miglioredi aggettivazione), e i tigli gonfiavano le gemme, che scoppiavano; e le gracchie, i passeri, i piccioni( qui c'e' un'armonia imitativa che mira a farci ascoltare il suono), con quel brio che hanno a primavera, avevano già preparato i nidi, mentre le mosche ronzavano lungo i muri, riscaldandosi al sole. Allegri erano tutti:piante, e uccelli, e insetti, e bambini. Ma gli uomini - gli uomini grandi, gli uomini adulti(credo che l'intento dell'autore fosse quello di evidenziare con l'uso dell'anafora) - non smettevano di ingannare e tormentare se stessi e gli altri. Credevano, gli uomini([color=darkred] qui c'e' un capovolgimento verbo-soggetto al posto di soggetto -verbo), che la cosa più sacra ed importante non fosse quella mattinata di primavera, non fosse ( qui non sono in linea con l'autore, perchè avrei preferito nè... nè )quella bellezza del mondo, concessa per il bene di tutte le creature, giacchè era una bellezza che disponeva alla pace, all'accordo e all'amore: ma fosse, la cosa più sacra e più importante, ciò che essi stessi avevano escogitato per poter dominare gli uni sugli altri.
Così, nell'ufficio della prigione di quel capoluogo di governatorato, veniva considerato sacro ed importante non già il fatto che a tutti gli animali e a tutti gli uomini fossero concesse la commozione e la gioia della primavera, ma sacro ed importante veniva considerato il fatto che, la vigilia, fosse pervenuta una carta, con tanto di numero stampato e d'intestazione, dov'era detto che, per le nove antimeridiane di oggi, 28 aprile, fossero portati in tribunale, dalla prigione dov'erano rinchiusi in attesa di processo, tre detenuti: due donne e un uomo. ………..

---------------------------------------

Ciao, allora l'ho risistemato perchè presa dalla fretta e dall'impulso ho commesso qualche errore, ma adesso riprovo:
Per quanto gli uomini, raccogliendosi su un breve spazio in parecchie centinaia di migliaia, si sforzassero di snaturare quel tratto di terra su cui s'accalcavano; (qui l’autore con grande maestria ci permette di sentire la forza della natura, la quale nonostante sia Snaturata dagli artefatti umani, lei vince, perché è più forte. Qui si mostra come l’uomo sia infinitamente piccolo di fronte al prestabilito. Noi non possiamo distruggere o fermare l’alternarsi delle stagioni. Stagioni che possono essere anche metafore della nostra vita. Il verbo sottolineato “accavalcano” è in disuso, si dice “accavallavano” , credo che qui l’autore volesse rafforzare l’immagine di questi uomini che si affollano in quello spazio).per quanto( ritengo interessante l’uso dell’anafora con lo scopo di sottolineare ancora il concetto) avessero ricacciato sotto le pietre la terra, affinché nulla ci crescesse sopra, e rinettassero (termine in disuso, si dice “rigettassero”, in verità ha lo stesso significato di ricacciare, l’autore usa un sinonimo per sottolineare l’operato dell’uomo e i suoi sforzi di modificare l’ambiente in cui vive.) qualsiasi erba ne spuntasse fuori, e affumicassero tutto di carbone e di petrolio, e mozzassero gli alberi, e allontanassero (In merito ai fonemi sottolineati, si tratta di un’allitterazione, il cui scopo eè quello di legare i suoni in modo da attirare maggiormente l’attenzione su esse, ovvero sul concetto stesso che l’autore vuole esprimere) tutte le bestie e gli uccelli, la primavera era primavera (bellissima immagine che rimarca il significato e ne richiama l’attenzione) anche in città. Il sole scaldava, l'erba tornata a vita, saliva e verdeggiava ( in realtà l’autore si riferisce non al sole come astro, ma al calore del sole durante la primavera, come fonte di vita)dovunque non fosse stata sarchiata, non solo nelle aiuole dei viali, ma perfino fra le lastre delle strade; e le acacie, i platani, i vìscioli dilatavano le gommose, profumate foglioline, e i tigli gonfiavano le gemme, che scoppiavano; e le gracchie, i passeri, i piccioni, con quel brio che hanno a primavera, avevano già preparato i nidi, mentre le mosche ronzavano lungo i muri, riscaldandosi al sole. Allegri erano tutti:piante, e uccelli, e insetti, e bambini. Ma gli uomini - gli uomini grandi, gli uomini adulti - non smettevano di ingannare e tormentare se stessi e gli altri. Credevano, gli uomini, che la cosa più sacra ed (da eliminare) importante non fosse quella mattinata di primavera, non fosse (ancora l’uso dell’anafora per sottolineare il concetto) quella bellezza del mondo, concessa per il bene di tutte le creature, giacchè( accento errato, modificare con l’accento acuto) era una bellezza che disponeva alla pace, all'accordo e all'amore: ma fosse, la cosa più sacra e più importante, ciò che essi stessi avevano escogitato per poter dominare gli uni sugli altri.
Così, nell'ufficio della prigione di quel capoluogo di governatorato[/u]( l’autore non ci indica un luogo esatto, perché si riferisce al mondo in generale), veniva considerato sacro ed importante non già il fatto che a tutti gli animali e a tutti gli uomini fossero concesse la commozione e la gioia della primavera, ma sacro ed importante veniva considerato il fatto che, la vigilia, fosse pervenuta una carta, con tanto di numero stampato e d'intestazione, dov'era detto che, per le nove antimeridiane di oggi, 28 aprile, fossero portati in tribunale, dalla prigione dov'erano rinchiusi in attesa di processo, tre detenuti: due donne e un uomo.( Credo che l’autore voglia farci comprendere come gli uomini perdano il senso delle cose importanti, ma anche il mondo in cui viviamo e ci sentiamo liberi, in realtà può essere una prigione).

Be' io ho provato, adesso tocca a te, l'autore ancora non mi viene in testa:( quindi sbrigati a tornare Smile. Correggi pure se trovi imperfezioni, del resto siamo qui per imparare dai nostri errori o orrori:)
Patricia


Ultima modifica di Astrid72 il Mer 13 Ott 2010 11:37, modificato 1 volta in totale
Top
Profilo Messaggio privato
Astrid72



Registrato: 01-10-2010 14:43
Messaggi: 352
Località: provincia di Siracusa

MessaggioInviato: Mar 12 Ott 2010 22:03    Oggetto: Re: proviamo ad analizzare noi qualche importante incipit??? Cita

[quote="annakarenina"]adesso vi farò ridere, ma dovete sapere che sono qui da un'ora a chiedermi in quale thread poter mettere questa mia idea balzana...alla fine ho scelto questo e speriamo qualcuno partecipi. l'idea mi è venuta rileggendo ieri notte delle analisi stilistiche che ero stata costretta a fare all'università...come lo odiai!!! non perchè dovessi scriverle in inglese ma perchè allora le vedevo solo al negativo e come una pesante palla al piede. che difficili che erano! ora mi rendo conto che forse anche grazie a quelle so leggere un libro da un nuovo punto di vista. ma non vi preoccupate, non ho intenzione di metterle qui facendo subito la figura della saputella...no no!
invece vi metto una cosa che scrissi di getto sei mesi fa e lo feci per fare uno scherzetto che sarebbe lungo spiegare...Astrid sa....

dunque si tratta di una breve analisi delle prime due pagine dei Pilastri di ken Follett. dai, leggetele, e se vi piace, potrete pproporne anche voi altri famosi incipit, giusto così....per esercitarci un po'...
ciaoooooo da Rossella (il mio nome)
-----------------------------------------------------------------------------
I PILASTRI DELLA TERRA di Ken Follett pagg.1-2

I bambini vennero presto per assistere all'impiccagione.

La prima frase è immediatamente scioccante.
Frase che, pur brevissima, riesce a racchiudere in sé vocaboli appartenenti a due aree semantiche assolutamente in antitesi fra loro:Bambini (area semantica della dolcezza, della purezza, dell'ingenuità e soprattutto dell'innocenza) contro impiccagione. In una frazione di secondo siamo posti nel mondo dell'innocenza e poi, dopo un'altra frazione di secondo, lungo una frase che è lunga mezza riga, con la parola "impiccagione" noi veniamo scaraventati in un'area semantica che rappresenta un mondo esattamente opposto: morte.
E questa sensazione di buio e di morte continuiamo a respirare nelle due righe successive: silenziosi, gatti, furtivamente, neve. Ma…attenzione…non è nemmeno finita la terza riga e già facciamo una parentesi velocissima di nuovo nel mondo infantile con quei gatti nei loro stivali di feltro che ci rimandano subito al mondo di Perrault. E poi ancora vocaboli veicolatori di buio, di mistero e di freddo attraverso i quali lo scrittore sta anticipando al lettore che il lungo percorso che lo aspetta e cioè le successive 1000 pagine proprio di queste sensazioni saranno intrise: buio, mistero, morte.
Le sensazioni si accentuano nelle righe successive dove "viuzze" - casupole di legno - fango ghiacciato e, per finire, "forca" riesce davvero a farci rabbrividire in tutti i sensi.

Ma il quadro da brivido non è finito perché nuove pennellate di colori stridenti riescono a sconvolgerci nuovamente: bambini che spregiano la bellezza, bambini che scherniscono la bontà. Bambini che ridono alla vista di uno storpio e che uccidono a sassate un animale sofferente…
Che percorrono miglia e miglia per vedere il sangue…che fanno la parodia del soffocamento…………ma che bambini sono questi e in quale orrendo mondo ci vuole mai scaraventare il nostro Ken?????

eh…eh..ma il nostro Ken lo ha capito benissimo che siamo già in ansia…e ci sorride sornione comunicandoci che "i bambini si accovacciano sul portico aspettando che accada qualcosa" …e con loro il lettore!!! Lettore che, leggendo di questa attesa dei bambini, inconsciamente si identifica in loro, nella loro attesa, e nella dichiarazione di questa attesa si sente rassicurato: tranquillo, lettore. A breve qualche altra cosa succederà. Un po' di pazienza….
Infatti a queste righe ne seguono altre che riportano il lettore in un mondo meno cupo e di una certa quotidianità. Luci e candele sono le prime due parole che riescono a farci uscire dal buio e dal freddo di prima. Infatti dopo luci e candele ci viene descritta "la vita di ogni giorno": sguattere e apprendisti che accendono il "fuoco" e preparano il porridge, dopo che "il cielo trascolorava dal nero al grigio". Ecco,lettore, lo vedi??? La tensione si sta un po' allentando perché il cielo passa dal nero al grigio e il fuoco comincia a scaldare la scena.
Ma insieme al grigio si delinea l'alba che paradossalmente permetterà invece di individuare il corteo "mortale" che piano piano si avvicina alla piazza in forma di un carro che trasporta il condannato a morte. Dunque ok, decisamente stiamo per assistere a un'impiccagione insieme al resto della popolazione per la quale, nel 1123, senza cinema o tv, era sì uno spettacolo da non perdersi…

Eppure…eppure nuovamente Ken ci stupisce perché con un paio di frasi rigorosamente brevissime e prive di aggettivi, ci butta nuovamente nell'incertezza.
"Lo stato d'animo della folla era strano" - "Di solito ci si divertiva a un'impiccagione", (di nuovo abbiamo divertiva e impiccagione che ci rinnovano l'antitesi semantica).
" Ma questo era un caso diverso" - "nessuno sapeva chi fosse il ladro"

Dunque per la terza volta il lettore viene colto di sorpresa, perché assisterà sì all'impiccagione, ma c'è qualcosa di strano nell'aria……ed è qualcosa che (oramai il lettore ne è certo) gli potrà essere svelato solo alla fine .
Naturalmente poi come non potremo essere incuriositi dalla scena della ragazza che è incinta e maledice tutti, e riesce a sfuggire….
Chi sarà mai? Perché maledice?? Chi è il padre del bimbo che porta in grembo?:……….

--------------------------------------------------------------------------------

QUALE MIGLIORE INCIPIT?????
QUALE MODO MIGLIORE PER STUZZICARE LA CURIOSITà DEL LETTORE??
PER FARGLI VENIRE UNA VOGLIA PAZZESCA DI CONTINUARE A LEGGERE?????
---------------------------------------------------------------------------[/quote
a me è venuta voglia di leggerlo:)
Top
Profilo Messaggio privato
annakarenina



Registrato: 04-10-2010 22:54
Messaggi: 86

MessaggioInviato: Mer 13 Ott 2010 15:27    Oggetto: RESURREZIONE di Tolstoj Cita

Carissima Astrid, è proprio vero che hai voluto fare le cose di fretta perché hai anche letto di fretta alcune parole. Il verbo è proprio accalcavano, cioè accalcarsi che si riferisce appunto a tante gente che pretende di stare tutta nello stesso posto (esempio: i ragazzi si accalcavano tutti davanti alla biglietteria del cinema per cercare di conquistare i primi posti). Accavallarsi ha un significato diverso.

Rinettassero: vuole dire proprio rinettassero e cioè ripulissero .
Non si può comunque parlare di termini in disuso perché "Resurrezione" Tolstoj lo scrisse nell' 800 e comunque, Astrid, dobbiamo tenere conto del fatto che si tratta di una traduzione.

E tuttavia….credo che la traduttrice (enrichetta Carafa d'Andria, grande traduttrice di Tolstoj) sia stata proprio bravissima perché, come fai notare giustamente tu, è riuscita magistralmente a creare anch'ella un'allitterazione (ss - ss - ss) pur dovendolo tradurre dal russo.) Viene da chiedersi :Tolstoj ci aveva messo un'allitterazione in quel punto? Bohhh…chi lo sa…e tuttavia tutti quei congiuntivi imperfetti ripetuti ossessivamente rendono l'idea dell'uomo che vuole a tutti i costi rovinare il pianeta.

Certo che LA PRIMAVERA ERA PRIMAVERA è lo sciogliersi finalmente di questa bella tensione allitterante a cui siamo stati fin qui sottoposti. Brava!!!


MA GLI UOMINI….TORMENTARE…INGANNARE
Dopo un elenco incalzante di sostantivi e verbi tutti riferiti alla Natura MADRE - e non matrigna!: sole erba - verdeggiava - platani - passeri - nidi…in un tripudio di luce., colori e vita, ecco….il nostro Tolstoj ci acciuffa all'improvviso e ci lancia violentemente in questo
MA GLI UOMINI…..
Facendo seguire verbi fortemente negativi:tormentare - ingannare, l'antitesi della natura lasciando per ultimo l'espressione "dominare gli uni sugli altri", a confermare l'universale disinganno, semmai ce ne fosse bisogno.

È poi fin troppo semplice l'analisi successiva: un elenco di sostantivi tutti appartenenti alla stessa area semantica ufficio - prigione - carta - numero stampato - tribunale - detenuti……
Ci riporta DEFINITIVAMENTE nel mondo degli uomini, uomini strani, uomini che, pur avendo la meravigliosa opportunità di vedere, respirare, godere di quell'elenco di meraviglie naturali appena descritte….ebbene, nonostante questo, preferiscono rivolgersi ad un mondo più oscuro, fatto di cose più oscure come tribunali, processi, ecc….

Hai detto benissimo alla fine, mia cara, l'autore vuole dirci come tutti perdiamo il senso delle cose importanti, preferiamo un mondo "prigione" alla luce della natura, un mondo prigione dove però nessuno vuol essere davvero il prigioniero, bensì ognuno vuole dominare un altro. lo vuole dominare talmente che non vede l'ora di sapere che cosa sta per succedere ai tre detenuti....................
Top
Profilo Messaggio privato
annakarenina



Registrato: 04-10-2010 22:54
Messaggi: 86

MessaggioInviato: Lun 18 Ott 2010 00:20    Oggetto: Cita

Come promesso a jpverlain, ecco che vi posto una delle mie analisi stilistiche preferite, scritta molti, ma molti anni fa, e tuttavia sempre valida (eh…ai miei tempi…..che si doveva fare per superare uno straccio di esame universitario….) di stampo disgustosamente ed esageratamente strutturalista, l'analisi sarebbe lunghissima e sezionata appunto in :vocabulary - grammar - special use of language - cohesion and context. Infatti è talmente lunga che vi posto per intero solo la parte vocabulary, però mi piacerebbe tanto sapere se qualcuno di voi è interessato a leggere queste "autopsie" letterarie e vorrei anche sapere se, sempre secondo voi, il mercato è completamente chiuso a questo genere di lavori. Lo chiedo perché in fondo a me piace farli e, per quanto possano apparire difficili e noiosi, io credo che in fondo siano fatiche assai utili agli aspiranti scrittori, che ne dite??? Intendo: utile farli e utile leggerli.
Però devo ammettere che le prime due analisi (molto meno strutturaliste e molto più sciolte) che ho inserito sul forum :incipit dei PILAsTRI della terra di ken follett e l'incipit di Resurrezione di Tolstoj non hanno smosso completamente nessuno. All'infuori di Astrid, la mia amica Astrid , ma vorrei il parere anche di qualcun altro(sono nel thread che si chiama ALTRO in "scrivere").
Insomma, se nessuno si farà vivo in nessun senso, significherà che a nessuno interessa e allora, se vi ho disturbato, credete, che non l'ho fatto apposta.

p.s. l'analisi è scritta in inglese, ma sono certa che nessuno di voi avrà problemi. Se proprio ci fosse qualcuno in difficoltà e comunque interessato, me lo faccia sapere e farò la traduzione.

Vi aspetto, scrittori!!!!!!! Ciaoooooo rossella
-----------------------------------------------------------------------------------------

"The Dead" by J.Joyce - (last lines) - from "Dubliners"

A few light taps upon the pane made him turn to the
window. It had begun to snow again. He watched sleepily
the flakes, silver and dark, falling obliquely against the lamp-
light. The time had come for him to set out on his journey
westward. Yes, the newspapers were right: snow was
general all over Ireland. It was falling on every part of the
dark central plain, on the treeless hills, falling softly upon
the Bog of Allen and, farther westward, softly falling into
the dark mutinous Shannon waves. It was falling, too, upon
every part of the lonely churchyard on the hill where
Michael Furey lay buried. It lay thickly drifted on the
crooked crosses and headstones, on the spears of the little
gate, on the barren thorns. His soul swooned slowly as he
heard the snow falling faintly through the universe and
faintly falling, like the descent of their last end, upon all the
living and the dead.

VOCABULARY
All words contribute to create a sense of sadness, calm abandonment, and acceptance of something immanent which is expected to come. In the first 2 lines few concrete words make us understand the physical setting: pane, window, flakes. "He watched sleepily"gives us the impression that he had just awakened and has no definite thoughts in his mind. He lets himself go observing the flakes: Silver and dark-3- creates the impressiono of seeing at moments the flakes sparkling light and emphatizes how much his attention is drawn to them. It seems that his persisting in looking at the flakes can free him from thinking of his responsibilities. Except for verbs "taps - 1- turn -2- set out-4-, the rest are nearly all stative verbs: Watched-2- was-5-, lay-10- swooned-12-heard-13.
The only real movement can be understood to be that of the snow, but as it is "falling faintly"-13-, "faintly falling"-14-, falling softly-7-, softly falling, also the snow emphatizes the general stillness and sense of immobility spreading throughout the excerpt. Concrete words are . pane, window, flake, snow, Ireland, newspapers, hills, Bogo of Allen(This is a proper name, but it is supposed to be related with something concrete), churchyard-9-, hill-9-,crosses, headstone, spears-11-, gate, thorns-12-. These concrete nouns help clarify the physical setting and the general sad atmosphere. Specially churchyard, crosses, headstone, buried-10- spears give us a sense of horror.
It is a sad and nearly horrific atmosphere, nevertheless it does not make us afraid, as the predominant feeling is a sense of universal stillness and death:something against which nobody can act in any way.
"Soul swooned slowly" makes us infer that this landscape of death does not make him afraid.
By contrast, his perceiving the snow as a universalizing element (the snow falling faintly through the universe-13-) as a great natural element against which man has no power, makes him compare the snow to death. The descent of their last end-14- "Upon alla the living and the dead"-14,15, gives a sense of immanency. Living and dead is all what is present on the earth; so we get the impression that something immanent is going to occur: it will fall faintly on us, and we will have no power against it. "Living and the dead" put into a sharp contrast the two conditions of life and death as the only two conditions of human beings.

GRAMMAR
"A few light taps…"put at the beginning of the sentence emphatizes the sense of a low sound and immediately convey an idea of………………………………………


SPECIAL USE OF LANGUAGE
The excerpt is rich in figurative language: methaphors, anaphoras, allitteration,
chiasmus….
Falling softly fallling faintly
Softly falling faintly falling …………………………………………………

COHESION AND CONTEXT
Inferred links make the context clear…cohesion assured by many repetitions…..
Even if the description is in third person, it is incredibly subjective, as usually stream of consciousness is…………..

Se vi piace,…..metterò tutto il resto.ciaooo rossella

(postato anche nel thread "editing"
Top
Profilo Messaggio privato
jpaulverlain



Registrato: 01-01-1970 02:00
Messaggi: 12551
Località: Palazzolo ACREIDE-RAGUSA

MessaggioInviato: Lun 18 Ott 2010 14:27    Oggetto: tuoi esercizi Cita

cariasima Rossella,
sei molto impegnata ed impegnativa. E ti ammiro e te ne sono grato. Non so quanto tempo potrò dedicare ai tuoi scritti e ai tuoi esercizi. Mi è già difficile leggere dall'italiano...figurarsi dall'inglese. M'avessi detto dal greco antico... Farò del mio meglio, ma non oggi nè domani.
Abbracci...letterari.
Salvo
_________________
Salvo Andrea Figura
"Asparago siculo" Giallo24-Mondadori. gen. 2013.
"La neve di Piazza del Campo" Mondadori 3077 2013..
"La Terra, il Cielo e il Costato" History Crime 2014
"La pulce e il cappio" Hist-crime 2015
Top
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Indirizzo AIM
annakarenina



Registrato: 04-10-2010 22:54
Messaggi: 86

MessaggioInviato: Lun 18 Ott 2010 15:52    Oggetto: ...con calma...niente fretta... Cita

Mio caro Jean Paul,
non sono affatto impegnata (vorrei tanto esserlo, credi, e invece il mio romanzo langue lì….chiuso nel cassetto….solo,…afflitto e abbandonato….ahimé…)
o quantomeno sono impegnata sì, impegnatissima nelle cose pesanti, faticose e volgari della vita quotidiana, di cui io qui mi rifiuto CATEGORICAMENTE DI PARLARE!!!! Altrimenti a che servirebbe un forum di scrittori, scusa, appunto a parlare solo ed esclusivamente di quei nostri sogni che ci permettono, magari per dieci minuti al giorno, di evadere dalla triste quotidianità…..

hai detto che sono anche impegnativa! Ma dai, va là che stai esagerando!
E poi scusa, a parte il fatto che sono sicurissima (lo sento!!!) che potresti leggere benissimo l'analisi stilistica da James Joyce, ma poi, anche ammettendo possa essere faticosa, che mi dici dell'incipit dei PILASTRI di Ken Follett e dell'incipit di RESURREZIONE di Tolstoj???
Va che quelli non li ho mica scritti in inglese, eh..eh… mica mi puoi tirare fuori altre scuse!

Però, dai, vabè vabè….ti lascio riposare…meditare…riflettere…mentre ti auguro anche una bella, bellissima giornata, o almeno ciò che di questa giornata ci resta. Ciao. Rossella
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
P.S. caro jean paul, il greco antico??? Anche se ne conosco solo l'alfabeto, tuttavia mi sento, per molti aspetti, donna mediterranea (non potrei essere, altrimenti, amica di Astrid, no?)
Una donna mediterranea qui, completamente insediata e radicata in queste plaghe che furono attraversate da quella compagnia della morte di cui si parla in un libro che spesso viene citato in questo forum(tu l'hai letto? Che te ne pare?). ma che vuoi fare….la vita è fatta di conflitti, e menomale, altrimenti potrebbe essere, a volte, anche un po' noiosa…
Top
Profilo Messaggio privato
Astrid72



Registrato: 01-10-2010 14:43
Messaggi: 352
Località: provincia di Siracusa

MessaggioInviato: Lun 18 Ott 2010 20:50    Oggetto: Cita

Mia cara Rossella, il mio inglese è scarsino, ma James non potevi postarmelo in Italiano?su dai che la nostra è una bellissima lingua, mi togli il piacere di analizzarlo.
Patricia
Top
Profilo Messaggio privato
jpaulverlain



Registrato: 01-01-1970 02:00
Messaggi: 12551
Località: Palazzolo ACREIDE-RAGUSA

MessaggioInviato: Lun 18 Ott 2010 21:44    Oggetto: Re: ...con calma...niente fretta... Cita

annakarenina ha scritto:
Mio caro Jean Paul,
non sono affatto impegnata (vorrei tanto esserlo, credi, e invece il mio romanzo langue lì….chiuso nel cassetto….solo,…afflitto e abbandonato….ahimé…)
o quantomeno sono impegnata sì, impegnatissima nelle cose pesanti, faticose e volgari della vita quotidiana, di cui io qui mi rifiuto CATEGORICAMENTE DI PARLARE!!!! Altrimenti a che servirebbe un forum di scrittori, scusa, appunto a parlare solo ed esclusivamente di quei nostri sogni che ci permettono, magari per dieci minuti al giorno, di evadere dalla triste quotidianità…..

hai detto che sono anche impegnativa! Ma dai, va là che stai esagerando!
E poi scusa, a parte il fatto che sono sicurissima (lo sento!!!) che potresti leggere benissimo l'analisi stilistica da James Joyce, ma poi, anche ammettendo possa essere faticosa, che mi dici dell'incipit dei PILASTRI di Ken Follett e dell'incipit di RESURREZIONE di Tolstoj???
Va che quelli non li ho mica scritti in inglese, eh..eh… mica mi puoi tirare fuori altre scuse!

Però, dai, vabè vabè….ti lascio riposare…meditare…riflettere…mentre ti auguro anche una bella, bellissima giornata, o almeno ciò che di questa giornata ci resta. Ciao. Rossella
--------------------------------------------------------------------------------------------------------
P.S. caro jean paul, il greco antico??? Anche se ne conosco solo l'alfabeto, tuttavia mi sento, per molti aspetti, donna mediterranea (non potrei essere, altrimenti, amica di Astrid, no?)
Una donna mediterranea qui, completamente insediata e radicata in queste plaghe che furono attraversate da quella compagnia della morte di cui si parla in un libro che spesso viene citato in questo forum(tu l'hai letto? Che te ne pare?). ma che vuoi fare….la vita è fatta di conflitti, e menomale, altrimenti potrebbe essere, a volte, anche un po' noiosa…

@ROSSELLA-O'HARA-KARENINA, greco antico perchè ho studiato al Liceo Classico e adoro il greco(purtroppo per me) più adesso che allora, ma adoro altrettatnto la professoressa dagli "occhi di Minerva" che me lo insegnò così bene che tuttora lo leggo e se lo parlo in Grecia li faccio ridere perchè la pronuncia non è MAI stata quella insegnataci a scuola. Ma questa è un'altra storia. Dimmi piuttosto della tua Mediterraneità che invece noi rivendichiamo a sigillo di civiltà, cultura ed estetismo.
L'incipit dei PILASTRI? Il ,libro l'ho letto tutto. E' un bel mattone di pagine ma lo stile del Folletto è il solito.
Mi chiedi della bravura dell'anglosassone nel sorprendere? Bah... ti rispondo che te lo aspetti. E' lo stile che piace alla Delos, "colpire subito, colpire forte"(è il nuovo protocollo degli Antibiotici...c'è un nesso?), incollare il lettore alla sedia(paura che chiuda il libro e le vendite calino?).Vedi io sono aperto ad ogni stile purchè alla fine mi soddisfi.
E se fosse partito in sordina? Pensaci. Anch'io nel mio piccolo ho dei momenti in cui scrivo "coi preliminari" ed altri in cui non bado "ai collant".E' poi il prodotto finale che deve soddisfare. Troppo brusco e poco poetico vero? Scrivo dell'uno e dell'altro, ma non ho la tua preparazione e competenza. Sono un Rianimatore con l'ardore della penna. Un linguacciuto e curioso affabulatore, spesso tenace e attaccabrighe ma pronto a scusarmi con chi ha ragione. Sugli editor, poi, che tagliano come un tosaerba ho una mia teoria che magari ti svelerò alla prossima.
Buona serata dalla mia postazione di lavoro.
Salvo
_________________
Salvo Andrea Figura
"Asparago siculo" Giallo24-Mondadori. gen. 2013.
"La neve di Piazza del Campo" Mondadori 3077 2013..
"La Terra, il Cielo e il Costato" History Crime 2014
"La pulce e il cappio" Hist-crime 2015
Top
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Indirizzo AIM
annakarenina



Registrato: 04-10-2010 22:54
Messaggi: 86

MessaggioInviato: Lun 18 Ott 2010 22:00    Oggetto: Gente di Dublino Cita

ciao Astrid, allora, dunque non è Henry James (che sarebbe quello di "Ritratto di Signora", "Il giro di vite" ecc) bensì è proprio James Joyce, cioè quello che scrisse "Ulisse", caposaldo di tutti gli stream of consciousness possibili e immaginabili. (anche se è Schnitzler il vero inventore dello stream,, lo capisci se leggi il suo meraviglioso "La signorina Else").

Dunque Joyce scrisse anche "Dubliners", raccolta di racconti MERAVIGLIOSI tradotto in italiano Gente di Dublino, anche perchè quella era la sua città natale (sebbene poi avesse girato molto l'Europa e, fermandosi a Trieste, avesse insegnato l'inglese ad un giovane Ettore Schmitz il quale a sua volta avrebbe scritto grandi romanzi con lo pseudonimo di Italo Svevo).
dunque, se non hai "Gente di Dublino" cercherò adesso su Google se trovo questo racconto che in italiano si chiama "I morti" (the dead) e il brano analizzato rappresenta proprio le ultimissime righe del racconto e in assoluto le ultimissime righe del libro.
ciao rossella
------------------------------------------------------------------

p.s. fra questi racconti ce n'è uno che avrò letto mille volte e che ti toglie letteralmente il fiato da tanto che è bello: "Eveline"
---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Trovato!! L'ultimo pezzo, però. Il brano CHE HO analizzato comincia da "Un leggero picchiare sui vetri""


Si era profondamente addormentata.
Gabriel, appoggiato sul gomito, la guardò per alcuni istanti, senza rancore, i capelli scomposti e la bocca semiaperta, ascoltandone il profondo respiro. Dunque c'era un romanzo nella sua vita: un uomo era morto per lei. Sentiva un'acuta sensazione di pena ora, pensando alla misera parte che lui, il marito, aveva avuto nella sua vita. La osservava, mentre dormiva, come se non avessero mai vissuto insieme da uomo e donna. I suoi occhi curiosi indugiarono a lungo sul suo viso e sui suoi capelli e, mentre pensava a quella che doveva essere stata allora, al tempo della sua bellezza di fanciulla, una strana, benevola pietà per lei gli penetrò nell'anima. Non voleva ammettere neppure con se stesso che il suo viso non era più bello, ma sapeva che non era il viso per il quale Michael Furey aveva sfidato la morte.
Forse non gli aveva raccontato tutto. Posò gli occhi sulla sedia su cui lei aveva gettato alcuni indumenti. Un laccio della sottana pendeva sul pavimento, uno stivaletto, la cui parte alta era afflosciata, stava diritto e il compagno gli giaceva di fianco. Si meravigliò della sua eccitazione di prima. Da dove era nata? Dalla cena delle zie, dal suo sciocco discorso, dal vino e dal ballare, dal festoso scambiarsi la buona notte nell'atrio e dal piacere della passeggiata lungo il fiume sulla neve. Povera zia Julia! Anche lei, presto, sarebbe stata un'ombra come Patrick Morkan e il suo cavallo. Glielo aveva letto in faccia per un momento, quando cantava: "Ornata per le nozze". Presto, forse, si sarebbe trovato seduto nello stesso salotto, vestito di nero, col cilindro sulle ginocchia. Le imposte sarebbero state socchiuse, e zia Kate, seduta vicino a lui, piangendo e soffiandosi il naso, gli avrebbe raccontato come Julia era morta. Si sarebbe spremuto le meningi per trovare qualche parola che potesse consolarla e ne avrebbe trovato solo di banali e inutili. Sì, sarebbe successo molto presto.
L'aria della stanza gli faceva sentire freddo alle spalle. Si lasciò scivolare pian piano sotto il lenzuolo e si coricò vicino alla moglie. A uno a uno sarebbero diventati tutti delle ombre. Meglio passare a miglior vita baldanzosamente, nel pieno splendore di qualche passione, piuttosto che appassire e spegnersi lentamente di vecchiaia. Pensava a come colei che gli giaceva accanto avesse per tanti anni custodito gelosamente nel cuore l'immagine degli occhi del suo innamorato, quando le aveva detto che non desiderava vivere.
Lacrime generose riempirono gli occhi di Gabriel. Lui non lo aveva mai provato per nessuna donna, ma sapeva che un sentimento simile doveva essere amore. Le lacrime gli salirono più abbondanti agli occhi, e, nella semioscurità, immaginò di vedere la sagoma di un giovinetto in piedi sotto un albero gocciolante. Altre figure gli erano vicino. La sua anima si era avvicinata a quella regione dove abita l'immensa schiera dei morti. Era consapevole della loro esistenza aerea e incorporea, ma non poteva afferrarla. La sua stessa identità svaniva in un grigio mondo impalpabile: lo stesso solido mondo, in cui questi morti avevano operato e vissuto, si dissolveva e svaniva.

Un leggero picchiare sui vetri lo fece girare verso la finestra. Aveva ricominciato a nevicare. Osservò assonnato i fiocchi, argentei e scuri, cadere obliquamente contro il lampione. Era tempo per lui di mettersi in viaggio verso occidente. Sì, i giornali avevano ragione: nevicava in tutta l'Irlanda. La neve cadeva su ogni punto dell'oscura pianura centrale, sulle colline senza alberi, cadeva lenta sulla palude di Allen e, più a ovest, sulle onde scure e tumultuose dello Shannon. Cadeva anche sopra ogni punto del solitario cimitero sulla collina dove era sepolto Michael Furey.
Si ammucchiava fitta sulle croci contorte e sulle lapidi, sulle punte del cancelletto, sui roveti spogli. La sua anima si dissolse lentamente nel sonno, mentre ascoltava la neve cadere lieve su tutto l'universo, come la discesa della loro ultima fine, su tutti i vivi e su tutti i morti.

(James Joyce, "I morti", da "Gente di Dublino")
Top
Profilo Messaggio privato
annakarenina



Registrato: 04-10-2010 22:54
Messaggi: 86

MessaggioInviato: Lun 18 Ott 2010 22:23    Oggetto: ...come sono presuntuosa!!!... Cita

Jeanpaul, vuoi ridere??? Io follett l'ho snobbato fino a sei mesi fa ( e NON HO MAI LETTO NULLA DI NESSUN ALTRO GRANDE VENDITORE DI BESTSELLLER, come Grisham, king, ecc….) e non me ne vergogno e la ragione è molto semplice:

io ho in arretrato sulla mia scrivania libri MERAVIGLIOSI che ancora devo leggere e che NON MERITANO0 CERTO DI ESSERE LASCIATI IN CODA A QUALSIASI KING, FOLLETT ECC…
DUNQUE, allora sai perché mi decisi a leggere i pilastri 6 mesi fa??? Solo perché sono una presuntuosa, ma proprio presuntuosa ferita nell'orgoglio. Il mio unico romanzo lo mandai ad un unico concorso e fu immediatamente cestinato, allora mi dissi:
Ok, sono e continuo ad essere presuntuosa, tuttavia devo cercare di capire come diavolo scrive uno che vende milioni di copie. E fu così che, fra una busta findus e due sacchetti di riso, mi decisi una sera di comprarlo all'esselunga….ecco…salvo poi rimanere folgorata e finalmente incominciare a capire "come diavolo aveesse fatto quello lì a vendere così tanto"…

Caro jeanpaul, io non riesco a saltare ai collant e credo che con i preliminari sia sempre meglio, nella vita e nella scrittura. Questo non significa che le robe devono iniziare lente e noiose, anzi, trovo molto bella la tecnica cinematografica: la storia comincia in media res (si scrive così??? ) cioè nel centro della trama, e poi successivamente vengono ripescati dei pezzi con cui a poco a poco il lettore farà il suo puzzle. Dai, non dire che non hai la mia preparazione, questo non è vero e poi queste frasi mi suonano sempre un po' antipatiche …..gli editor???? Bohhhhhhhh mi sa che ora capisco perché i libri di oggi sono tutti piatti e uguali…..forse li riscrive tuttti lo stesso editor…

Buon lavoro alla tua postazione e a risentirci presto!!! Night night…rossella
Top
Profilo Messaggio privato
jpaulverlain



Registrato: 01-01-1970 02:00
Messaggi: 12551
Località: Palazzolo ACREIDE-RAGUSA

MessaggioInviato: Lun 18 Ott 2010 23:13    Oggetto: Re: ...come sono presuntuosa!!!... Cita

annakarenina ha scritto:
Jeanpaul, vuoi ridere??? Io follett l'ho snobbato fino a sei mesi fa ( e NON HO MAI LETTO NULLA DI NESSUN ALTRO GRANDE VENDITORE DI BESTSELLLER, come Grisham, king, ecc….) e non me ne vergogno e la ragione è molto semplice:

io ho in arretrato sulla mia scrivania libri MERAVIGLIOSI che ancora devo leggere e che NON MERITANO0 CERTO DI ESSERE LASCIATI IN CODA A QUALSIASI KING, FOLLETT ECC…
DUNQUE, allora sai perché mi decisi a leggere i pilastri 6 mesi fa??? Solo perché sono una presuntuosa, ma proprio presuntuosa ferita nell'orgoglio. Il mio unico romanzo lo mandai ad un unico concorso e fu immediatamente cestinato, allora mi dissi:
Ok, sono e continuo ad essere presuntuosa, tuttavia devo cercare di capire come diavolo scrive uno che vende milioni di copie. E fu così che, fra una busta findus e due sacchetti di riso, mi decisi una sera di comprarlo all'esselunga….ecco…salvo poi rimanere folgorata e finalmente incominciare a capire "come diavolo aveesse fatto quello lì a vendere così tanto"…

Caro jeanpaul, io non riesco a saltare ai collant e credo che con i preliminari sia sempre meglio, nella vita e nella scrittura. Questo non significa che le robe devono iniziare lente e noiose, anzi, trovo molto bella la tecnica cinematografica: la storia comincia in media res (si scrive così??? ) cioè nel centro della trama, e poi successivamente vengono ripescati dei pezzi con cui a poco a poco il lettore farà il suo puzzle. Dai, non dire che non hai la mia preparazione, questo non è vero e poi queste frasi mi suonano sempre un po' antipatiche …..gli editor???? Bohhhhhhhh mi sa che ora capisco perché i libri di oggi sono tutti piatti e uguali…..forse li riscrive tuttti lo stesso editor…

Buon lavoro alla tua postazione e a risentirci presto!!! Night night…rossella

@...e hai lasciato a becco asciutto la mia curiosità sulla tua mediterraneità. Troppe "a" accentate.
Non parlavo di noia...ma non puoi usare sempre lo stesso clichè per tutti i racconti. Ken è bravissimo, anche Dan...forse lo è...ma sai chi hanno alle spalle vero? E' gente , Ken e Dan che ha avuto un fattore "C" grosso come Place de Vandome. Anche Salvo potrebbe essere bravo...ma non ha nessuno alle spalle e per una volta che aveva mandato un qualcosa s'è sentito dare del" astrrutturato", " a-originale", "a-stile", a-Tecnica". Non mi sono demoralizzato e ho battagliato un po',almeno sulle ragioni della NON "a-originalità". L'editor aveva letto(se), poco e male la sinossi.
Gli editor??? Hai presenti i critici d'arte? O i critici cinematografici della biennale? Quelli, gli uni e gli altri che stroncano? Hai mai visto uno di costoro che abbia mai dipinto o scritto o diretto? Uno, due...e quanti ne ha la Feltrinelli piuttosto che Rizzoli di sta gente che s'è INVENTATO questo mestiere? E' diventato un mestiere per vivere, non avendi mai scritto, mai dipinto, mai scolpito.
Ecco qual'era la mia teoria!! Però ti segnano in rosso le "d" eufoniche" e vogliono il fulmicotone alla prima parola. "C'era una volta..." non esiste più! E quante generazioni c'hanno sognato sopra. Adesso il lupo dev'essere già addosso a cappuccetto e la storia deve iniziare coi cacciatori che ,lo ammazzano. Poi col flash back si torna indietro. E perchè? Perch abbiamo fretta, perchè non abbiamo la pazienza della linearità della consecutio temporum della perifarstica passiva. Oddio forse Cicerone precorse i tempi coi suoi GENITIVI in principio di periodo e il verbo a chiudere...ma...non c'è solo Cicerone. Ci sono Salvo, Rossella, Patricia,Natale, Cecco, Valeria...ci siamo anche noi, òpovera gente senza mezzi e senza spot. Chiudo. M'è bastato mezzo passaggio pubblicitario(una recensione) su una rivista medica specialistica e l'indomani avevo 50 mail in posta che richiedevano il mio "Ninna nanna Anestesista"(mai sentito vero?). Ti dirò dove trovarlo...se vuoi.
Salvo...kalispèra
_________________
Salvo Andrea Figura
"Asparago siculo" Giallo24-Mondadori. gen. 2013.
"La neve di Piazza del Campo" Mondadori 3077 2013..
"La Terra, il Cielo e il Costato" History Crime 2014
"La pulce e il cappio" Hist-crime 2015
Top
Profilo Messaggio privato Invia email HomePage Indirizzo AIM
annakarenina



Registrato: 04-10-2010 22:54
Messaggi: 86

MessaggioInviato: Mar 19 Ott 2010 17:21    Oggetto: ninna nanna...sì che lo voglio! Cita

sì che lo voglioil tuo libro. !
n on so perchè ma mi incuriosisce moltissimo. poi mi incuriosisce sapere anche se te l'hanno pubblicato "a gratis" come dicono qua, nel cuore della Padania (sai com'è, ...bisogna capirli... tu discendi da Socrate e Platone, mentre loro, poveracci, se gli va bene si ritrovano al massimo qualche Asterix fra i propri ascendenti...), oppure se hai pagato la pubblicazione.

io ho quasi zero certezze nella vita, anzi ne ho solo una ed è questa: non pubblicherò mai e poi mai a pagamento, ecco!!!, Ufffa!!!

ma siccome avevo già pronto a metà un ordine con BOL.it o con ibs.it (roba con sconto, al 3 per 2, ecc...) allora mi son catapultata lì per vedere se potevo attaccarci anche il tuo libro, ma...ahimè...non si trova...e allora., come devo fare?? dimmelo, dai!!! ciaooooooooo rossella
Top
Profilo Messaggio privato
annakarenina



Registrato: 04-10-2010 22:54
Messaggi: 86

MessaggioInviato: Mar 09 Nov 2010 17:52    Oggetto: un altro incipit Cita

miei cari scrittori, ma proprio non ne volete sapere della mia proposta???

EPPURE CERCARE DI ANALIZZARE GLI INCIPIT DI QUALCHE GRANDE ROMANZO SECONDO ME PUò SOLO FAR BENE A CHI VUOLE A SUA VOLTA SCRIVERE...

EPPURE ...NESSUNO,,,,PECCATO.
IO COMUNQUE ADESSO VI POSTO UN'ALTRA PICCOLA ANALISI DELLA PRIMA PAGINA DI UN LIBRO MOLTO BELLO APPENA USCITO
VEDIAMO SE ALMENO INDOVINATE IL TITOLO

Even if it could seem artificial to consider the words of a text in isolation, nevertheless, after having read the text carefully, we should try to classify the words into groups of various kinds.
Let's have a look at the first three lines. Here we find

"si strinse…pastrano…brusii..sottobosco…impressione…sentire…spezzava" lines 1-3

a big wave of "s" continuously rolling on themselves immediately convey a sense of suspance and sensuality as well, closed by the allitteration "rumore di un ramo"

but again, many other S "spezzava …solo…suggestione…stato…rischio…sorpresa" of the following lines can transmit a sense of expectancy and anticipation so well mixed with the idea of a real alarm(suggestione-rischio-sorpresa) in which the charachter -Fulvio- is surely involved.

Then the author stops building this atmosphere of suspance in order to make the reader move towards a world of concreteness thanks to words like"gamba-laccio-ferita-sangue-squarcio-coscia"(lines 6-Cool.
With "fuoco …ferro rovente…cauterizzare…pietra focaia" lines 9-12 the writer definitely announces us that scenes of strong cruelty and blood are likely to come.

In lines 14 the word "animale" is slowly switching to "persona":animal world/Human world- line 16.
Persona and "forse più di una" can, in the end, make us sure that human beings are bursting on the stage and that something very cruel is likely to occur.

Short sentences like "il rumore si ripetè" - era alle sue spalle - e si stava avvicinando -lines 20-22-so abrupt and jerky in such a context, definitely announce that the story is reaching a climax that the reader is sure he will live in the very next lines.
Top
Profilo Messaggio privato
Mostra prima i messaggi di:   
Nuova discussione   Rispondi    Torna a Indice principale :: Torna a Altro Tutti i fusi orari sono GMT + 2 ore
Vai a pagina 1, 2  Successivo
Pagina 1 di 2

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuove discussioni in questo forum
Non puoi rispondere alle discussioni in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum