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PSEUDONIMO, SÌ O NO?


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Autore Messaggio
Franco Forte



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Messaggi: 7070
Località: Milano

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 16:52    Oggetto: PSEUDONIMO, SÌ O NO? Cita

Molti degli autori selezionati per comparire nell’antologia mi hanno esplicitamente chiesto di poter firmare i loro racconti con uno pseudonimo, spesso il nick usato nel forum per postare la prima metà dei loro testi.

Niente in contrario su questo, anche perché ogni autore è libero di firmare come vuole le proprie opere, però vorrei esprimere il mio pensiero su questo, in forma assolutamente oggettiva, e quindi slegata dalle motivazioni dei singoli autori, che possono avere valenze completamente diverse.

Mi chiedo: perché diavolo usare uno pseudonimo o, peggio, un nick “internettiano” per siglare la propria partecipazione a un libro che, si spera, farà parlare parecchio di sé, e procurerà una certa notorietà ai fortunati che avranno l’onore (conquistato sul campo) di comparirvi?

Posso capire un nome d’arte, che è altra cosa rispetto a uno pseudonimo occasionale o, peggio, a un nick. Il nome d’arte te lo trascini dietro per tutta la tua carriera, arriva a prendere il sopravvento sul tuo vero nome (chi si ricorda come si chiamavano davvero Bud Spencer e Terence Hill?) e ti identifica in modo univoco. Tu, per il pubblico, sei quel nome d’arte.

Ma lo pseudonimo e il nickname sono ben altra cosa. Sono il tentativo di un autore di nascondersi dietro a un nome del plume aleatorio, da usare una sola volta oppure a seconda delle occasioni, generalmente per motivi futili quali la vergogna (in questo caso potrei anche capirlo, visto che si tratta di un’antologia erotica, ma... benedetti ragazzi e ragazze, se vi vergognate di far sapere che scrivete racconti erotici, allora che senso ha partecipare?), la timidezza, la titubanza, il sospetto e via dicendo.

In questo caso, mi pare che il gioco non valga la candela. Anzi, si rischia di sprecare una bella occasione per farsi conoscere, per far girare il proprio nome e per avere in curriculum un argomento finalmente di valore da presentare agli editori.

Ma queste, naturalmente, sono solo mie impressioni.
Voi che ne pensate?
_________________
Franco Forte
www.franco-forte.it

"Cesare l'immortale" a "La lettura" del TG 5
https://www.youtube.com/watch?v=aRlDtsCgs7s
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Montag



Registrato: 11-09-2009 15:28
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MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 16:55    Oggetto: Cita

Concordo pienamente.
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Indiana



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MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 17:01    Oggetto: Cita

Io non ho problemi ad usare il mio nome vero nell'antologia. Capisco però (in realtà no) che vi possa essere vergogna nel trattare certi argomenti. A quel punto, meglio di un nick, sarebbe più indicato far scegliere un nome d'arte a chi si vuol mantenere anonimo.

Personalmente credo che uno dei più grossi vantaggi di questa iniziativa sia proprio quello di legare il proprio nome alla pubblicazione.


Ultima modifica di Indiana il Mar 15 Set 2009 18:17, modificato 1 volta in totale
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_eMMe_



Registrato: 09-09-2009 16:29
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MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 17:05    Oggetto: Cita

Per me personalmente _eMMe_ è un nome d'arte vero e proprio, quello con cui firmo le mie illustrazioni, i lavori di design e qualsiasi lettera da anni a questa parte. Ci sono molto più affezionata che al mio nome vero.
Inoltre ha anche un vantaggio: per il pubblico preferisco essere un nome d'arte che la persona fisica che sono con la sua vita personale. Così uno può giudicare i due aspetti separatamente.
Oltretutto evita che i lettori che mi conoscono dal vivo, si mettano a chiedersi cosa e se ci sia qualcosa di personale in quello che scrivo. Una sorta di difesa della privacy.
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Jules Blackswan



Registrato: 14-09-2009 22:34
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MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 17:07    Oggetto: Cita

Rispondo perchè mi sento tra i diretti interessati.

Il mio ragionamento, sulla richiesta della possibilità di usare uno pseudonimo - che tra l'altro non è neanche uno dei miei soliti nick e pertanto mi rende 'virtualmente' irriconoscibile - è composto dai seguenti punti:

a) nonostante io scriva racconti di vario genere, all'interno dei quali l'elemento erotico non passa certo sotto silenzio, non mi va che il mio nome vero sia collegato al racconto che ho inviato (che sarà o non sarà selezionato, questo ora come ora non importa. Fingiamo ai fini del discorso che lo sia). Questo perchè, pur essendo un interessante esperimento, preferisco che non salti fuori se, digitando per caso il mio nome su google come tutti facciamo prima o poi, venga fuori insieme a graduatorie, elenchi e siti di facoltà universitarie. Non è carino.

b) ho altri nickname vecchi, che mi rendono immediatamente riconoscibile ad un pubblico piuttosto ampio. Sono nick storici dei quali mi fregio quasi come se fossero secondi nomi e che hanno quasi lo stesso valore 'legale': sono riconosciuto come una determinata persona e in molti casi, il nick tal dei tali permette a gruppi di persone di risalire ugualmente alla mia identità.

c) Non sarebbe certo la prima volta che qualcuno usa elementi vicini o attinenti alla propria esperienza personale, modificati in modo acconcio e adeguato, per esperimere una sensazione o un momento. Ancora in tal caso, è tanto più facile parlarne se si interpone una terza persona fittizia, lo pseudonimo.
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Percival



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MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 17:13    Oggetto: e se invece... Cita

E se invece lo pseudonimo fosse un modo per proteggere coloro che amiamo?
So che può sembrare sciocco e sicuramente c'è chi griderà al vigliacco, ma posso assicurare che, personalmente, non avrei il minimo problema a pubblicare col mio nome, se non fosse che questa cosa non coinvolge solo me. Io sono un tipo dal carattere decisamente forte: me ne sono sempre fregato di quello che dicono gli altri e non ho mai permesso al parere altrui di condizionare le mie scelte, tuttavia a volte non si deve rendere conto solo di sé stessi, ma anche di chi ci ama e di chi ci circonda. Non sopporterei vedere chi amo, e che magari mi sostiene, obbligato a difendersi dalle calunnie e dalle cattiverie di gente ipocrita e priva di buon senso. Un conto è doverli affrontare in prima persona, altra cosa è permettere che spalino m... su coloro che amo.
Perciò prendetela un po' come mancanza di coraggio, o come una scusa banale per ritirare la mano dopo aver lanciato il sasso, ma per me lo pseudonimo, in questo caso, resta uno scudo dietro il quale proteggere qualcun altro, non me stesso. Scusate lo sproloquio dai toni un po' accesi, ma mi sono sentito giudicato un po' ingiustamente. Embarassed
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Ariadne Karloff



Registrato: 07-09-2009 11:26
Messaggi: 125

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 17:49    Oggetto: Cita

Io mi sono scelta un nome d'arte due anni fa (o tre? Non so) per motivi vari ed eventuali e che esulano dalla pubblicazione in sé.

Ovviamente non userei mai il mio nome internettiano (che non è Ariadne, per la cronaca) per pubblicare o per firmare i racconti veri, tant'è che nel mio sito di storie originali, io mi firmo con nome e cognome puntato, mentre nel mio personale mi firmo con il nome d'arte).
Ma io SONO il mio pseudonimo (o nome d'arte, nel mio caso coincidono), la cosa combacia in toto. Preferisco tenere staccate la dramatis personae (o Ariadne), dalla persona accademica o lavoratrice (Carla), perché quello che scrivo nel mio tempo libero non deve influire su altri testi, non deve modificare l'opinione che determinate persone hanno su di me.
Come dice Jules, basterebbe cercare su google nomecognome per farsi un'idea - alle volte sbagliata -. Non è vergogna, è istinto di sopravvivenza. Va anche detto che lo farei anche nel caso di racconti dell'orrore, o d'avventura, o chissà che cosa: è anche una questione di marketing! Prendiamo un "Giovanni Murru" (nome a caso) e un "Ryan Aston" (nome ancora più a caso), autori di romanzi d'avventura: davanti alla scelta fra loro due, a scatola chiusa, quanti lettori medi comprerebbero il libro del primo? Quanti quello del secondo?

Per concludere, io non credo nella fama nel mondo della scrittura.
E' un discorso che è uscito più volte parlando con Laura. Non mi interessa il mio nome su una copertina. Non mi tange proprio il concetto di "fama" (il mio valore non è dato dal mio nome, è dato da ciò che faccio. Potrei anche non pubblicare mai più, ma saprei a prescindere quanto e se valgo), men che meno se implica il dover scrivere alacremente o con ritmi non miei. Se proprio debbo ottenerla, questa fama, che mi cada dal cielo e che sia con un nome scelto da me, costruito in base a determinati elementi, e soprattutto non riconducibile ad un'altra persona, non con un nome che mi piace e mi appartiene, ma che trovo un poco cacofonico.
_________________
Carla V.
Se il tuo odio scorre profondo, fa' che diventi la tua anima, il tuo respiro, il sangue nelle vene, il nucleo di ogni tua cellula.
Black Wolves Society
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Irene Vanni



Registrato: 18-08-2005 15:49
Messaggi: 5220
Località: Pontedera (PI)

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 17:59    Oggetto: Re: e se invece... Cita

Percival ha scritto:
E se invece lo pseudonimo fosse un modo per proteggere coloro che amiamo? ...


Eh? Shocked Shocked Shocked
Ma che vuol dire, scusa? Proteggere la gente che ami? Shocked
Hai scritto un racconto, non un rapporto per i servizi segreti, caspita! Laughing
Di cosa dovrebbe soffrire la gente che hai intorno? La gente che hai intorno dovrebbe gioire del fatto che scrivi e che vieni selezionato per un'antologia. Se davvero ti ama... altrimenti non si pone nemmeno il problema che ti sei inventato. Laughing
Poi puoi usare tutti i nickname che vuoi, ma, per favore, queste motivazioni scadono davvero nel comico, gente...

Chi ami verrebbe sommerso da calunnie se tu firmassi un racconto? Ma spero si tratti di uno scherzo perché non ho davvero più parole Confused
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Cassius Clay



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Messaggi: 204
Località: Provincia di Pisa

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 18:02    Oggetto: Cita

Citazione:
Prendiamo un "Giovanni Murru" (nome a caso) e un "Ryan Aston" (nome ancora più a caso), autori di romanzi d'avventura: davanti alla scelta fra loro due, a scatola chiusa, quanti lettori medi comprerebbero il libro del primo? Quanti quello del secondo?


Dipenderebbe dalla quarta di copertina, dal titolo del libro, dalla storia... ma soprattutto dal lettore ( Laughing ).
No, dài, tu hai detto a scatola chiusa, quindi... Giovanni Murru! Io scelgo lui. Razz
Comunque ognuno è libero di fare ciò che ritiene giusto (Editore permettendo), effettivamente ci possono essere ragioni valide a cui uno non penserebbe. Ciao. Very Happy
Io sono contentissimo di essere in questa antologia. Cool
P.S. A proposito: se qualcuno vuole posso prestargli il mio nome... Laughing .
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Euridice



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Messaggi: 2082
Località: Scafati (Salerno)

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 18:11    Oggetto: Cita

Io non mi vergogno di quel che scrivo. Fa parte di me, anche se l'aver scritto un racconto erotico (anche se lo giudico molto soft) non ti qualifica automaticamente per scrittore erotico. Quoto in pieno Franco. Wink
_________________
E sognai talmente forte che mi usci' il sangue dal naso (Fiume Sand Creek di Faber)
Marcella Testa
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Franco.Zadra



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Messaggi: 1182
Località: Levico Terme (TN)

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 18:13    Oggetto: Cita

A mio avviso, un racconto che non sia riconducibile a un narratore, perde del tutto la sua pregnanza culturale, il suo impatto letterario. Immaginatevi Kafka che spediva i suoi racconti anonimi a un editore e, incontrando il suo favore, questi avesse deciso di pubblicarli anonimi. Sarebbero morti nel giro di una stagione e noi non ne avremmo più saputo nulla.
Diverso il mio caso: firmo da anni i miei scritti con il mio vero nome e cognome, ma molti pensano sia un nickname Rolling Eyes e non mi prendono sul serio Shocked
_________________
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede... (Pier Paolo Pasolini)
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_eMMe_



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Messaggi: 813

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 18:19    Oggetto: Cita

Non è un fatto di vergogna. Semplicemente, qualsiasi cosa io scriva, vorrei evitare che chi mi conosce di persona, ma magari superficialmente, si mettesse a speculare su quello che ho scritto.

Oltretutto capita di frequente (almeno a me) di prendere in parte ispirazione dalla realtà e non mi fa piacere che le persone si mettano a giocare alla schedina con i miei racconti, cercando di capire cosa c'è di reale e cosa no, o se i miei personaggi corrispondono a delle persone fisiche.

Usare uno pseudonimo mi permette decisamente maggiore libertà che firmarmi con il mio vero nome.
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Queen



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Località: Anagni (Fr)

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 18:22    Oggetto: Cita

Ho letto le vostre risposte. Scusate, ma devo dare ragione su tutta la linea a Franco: non ha senso partecipare a una selezione, desiderare di essere pubblicati, ma non voler comparire con il vero nome.

Io ho già partecipato a una selezione simile su questo forum e sono stata scelta insieme ad altre 11 donne.
Era un racconto erotico molto più lungo e spinto e non mi vergogno che all'inizio ci sia il mio nome. Anzi, me ne sono anche vantata molto, perché chi scrive, se si mette in gioco, lo fa anche su questo genere di racconti.

Per questo mi sono impegnata e ho partecipato con altre autrici a diverse presentazioni di quell'antologia; sono andata persino a Cortona, dove c'era una mostra che riguardava le donne e insieme a mia figlia, scelta anche lei, ho presentato il libro con molto successo fra i poeti locali.

Mio marito non si è sentito mai in imbarazzo per questo, e ci ha scherzato su più volte, come del resto ho fatto io con gli amici.
Non mi vergogno di ciò che scrivo, né me ne vergognerò mai.

Per esempio ho raccolto i miei racconti editi, in un volumetto che mi sono autostampata, per regalarlo agli amici che mi chiedono continuamente di leggere i miei racconti. L'ho dato anche a un mio vicino di casa che può essere mio padre, ma con cui abbiamo un buon rapporto.
Dalla sua reazione ho capito che ha apprezzato molto e mi ha fatto anche i complimenti, soprattutto per quel racconto...

Poi, certamente, se Franco ne dà la possibilità, ognuno è libero di scegliere ciò che vuole: ma è sicuramente un'occasione persa.

Laughing Laughing Laughing
_________________
Lina Anielli
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Mauss



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Messaggi: 542

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 18:22    Oggetto: Re: e se invece... Cita

Irene Vanni ha scritto:
Percival ha scritto:
E se invece lo pseudonimo fosse un modo per proteggere coloro che amiamo? ...


Eh? Shocked Shocked Shocked
Ma che vuol dire, scusa? Proteggere la gente che ami? Shocked
Hai scritto un racconto, non un rapporto per i servizi segreti, caspita! Laughing


Muahhahhahahhah m'hai fatto taglià in due dalle risate (come si dice a Bergamo Alta me pare!) Laughing
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Non scrivo sogni ma solite realtà. Parola di Mauro Simeone.
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egginardo71



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Messaggi: 14

MessaggioInviato: Mar 15 Set 2009 18:38    Oggetto: Cita

...pseudonimo sì, pseudonimo no?
Sì, assolutamente!
Lo pseudonimo è sempre esistito, si è sempre usato (mi vengono in mente, così al volo, Collodi e Stendhal; ma ve ne sono tantissimi altri) e sui perché possa in certi casi risultare "utile" si potrebbe scrivere un romanzo.
E magari farebbe pure successo, un romanzo del genere (con tutti i perché, i percome, i restroscena e variopinti ricami di fantasia).
...potrebbe essere un'idea.
Very Happy
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