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COMMENTI DI MAGGIO


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Autore Messaggio
alberto sodani



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MessaggioInviato: Mer 20 Mag 2009 14:06    Oggetto: Cita

Claudio Costa ha scritto:
L'ultima bischerata

L'ultima goccia di colore.
Leonardo posò il pennello, indietreggiò e contemplò la sua opera: tredici uomini che mangiano.
Uomini?
Siamo tutti uguali al cospetto di Nostro Signore? Il quesito corse a cercar lumi nel buio della mente.
Cosa avrebbero detto i vescovi e sua Santità, della figura femminea seduta alla destra di Gesù?
Ludovico gliel'aveva indicata: una meretrice che cena alla tavola degli apostoli.
Un abominio?
– Oh duca! L'è il Giovanni!
– Oh maestro! E tagliamo un po' 'sta chioma al giovane. – biascicò il nobile con finto accento toscano.
Leonardo si spazientì, nonostante il tintinnio nella saccoccia di Ludovico.
Il duca lo lasciò solo.
Gli comparve un mezzo sorriso amaro. Sorse tra la barba, nel rimirare l'Iscariota: era pentito di non avergli dato la giusta importanza.
Santa romana chiesa avrebbe dovuto ringraziare il traditore per aver posto il tradito su una croce e regalatole tutto quel potere sul mondo.
Gesù e Giuda, le due facce della stessa moneta.
Sospirò. C'era il tempo per un altro sberleffo.
Leonardo dipinse una mano in più.


Toglierei le paroline in nero, a gusto mio, chiaro.
Riformulerei il resto in rosso, per togliere qualche dente di sega Very Happy

Carino, la parte filosofica l'ho trovata interessante Very Happy

"Gli comparve un mezzo sorriso amaro. Sorse tra la barba, nel rimirare l'Iscariota: era pentito di non avergli dato la giusta importanza.
Santa romana chiesa avrebbe dovuto ringraziare il traditore per aver posto il tradito su una croce e regalatole tutto quel potere sul mondo.
Gesù e Giuda, le due facce della stessa moneta.
Sospirò. C'era il tempo per un altro sberleffo.
Leonardo dipinse una mano in più."

diventerebbe così:

"Gli comparve un mezzo sorriso amaro tra la barba, nel rimirare l'Iscariota. Era pentito di non avergli dato la giusta importanza: Santa romana chiesa senza il traditore non avrebbe avuto il tradito su una croce. E neanche quel potere immenso sul mondo. Gesù e Giuda, due facce una moneta.
Sospirò. Aveva tempo per un altro sberleffo. E dipinse ancora, Leonardo, una mano.
Una mano in più."
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Alberto Sodani

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BARBAGI



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MessaggioInviato: Gio 21 Mag 2009 14:17    Oggetto: Cita

Euridice ha scritto:
Ho ridotto il testo anche se così mi piace di meno. E ho pure dimentiato di correggere gli accenti: ora il mio tempo è scaduto Crying or Very sad


Mi dispiace un po' che tu abbia tagliato da quella parte, l'incipit secondo me era quello che più si addiceva alle indicazioni dell'esercizio (secondo me seguite pochissimo da tutti): un breve romanzo storico che metta in evidenza i momenti sofferti ... ma anche la realtà in cui si muoveva.
Avrei voluto leggere la seconda parte rielaborata sul taglio della prima, insomma.

Sulla parte che hai lasciato mi viene un dubbio. Si parlava già allora di adolescenza?

Ciao
Barbara
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Euridice



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MessaggioInviato: Gio 21 Mag 2009 14:32    Oggetto: Cita

E' la questione della lingua! Se si deve aderire al periodo allora bisogna dare atto all'esperimento di Alberto. Adolescenza? Ovviamente è il modo italiano del narratore per chiamare un pensiero toscano di Leonardo. Non so... anche a me piaceva la prima parte. Forse non mi sono ancora distaccata dall'idea del romanzo storico con narratore prevalentemente onnisciente. Bho? Ma i tempi cambiano... Comunque cerco un sinonimo... forse "fanciullezza" oppure uso un'escamotage: "Aveva trascorso buona parte della vita... esistenza... fino ad allora..."... e taglio la testa al toro...
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E sognai talmente forte che mi usci' il sangue dal naso (Fiume Sand Creek di Faber)
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Euridice



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MessaggioInviato: Gio 21 Mag 2009 14:49    Oggetto: Cita

ho cambiato! Ma il testo abbisogna Very Happy di un'altra limatura. Ciao Wink
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Cile



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MessaggioInviato: Ven 22 Mag 2009 10:08    Oggetto: Cita

Per Euridice: Mi piace molto la profondità e la complessità con cui mi hai fatto vedere i personaggi. La versione breve è meno emozionante però l'esercizio è ridurre in pochi caratteri una storia quindi va bene... Wink

Per Barbagi: lo trovo ben scritto e intrigante. Mi fa venire voglia di leggere ancora... è come se le tue righe facessero parte di qualcosa di più grande che però non posso leggere... non so se lo scopo dell'esercizio è questo oppure creare una mini-storia che abbia una sua completezza.
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Cinzia Leo
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Lun 25 Mag 2009 16:11    Oggetto: Cita

Stefano Conti ha scritto:
La divina proporzione

Fra’ Luca di Borgo aprì la pesante porta di legno che immetteva nel refettorio e rimase per un istante inebriato dall’odore della calce, mentre i suoi occhi si adattavano alla luce fioca.
Strisciando i sandali nella polvere si avvicinò al ponteggio sul quale scorgeva la figura di un uomo inginocchiato, che riconobbe come il suo compatriota. Il frate contemplò con commozione l’opera ormai quasi conclusa. La sua mente avvezza alla geometria tracciò linee dorate a rivelare la struttura più intima del dipinto: lo scheletro del piano prospettico prese forma e la figura centrale rimase inquadrata nella sua divina proporzione e isolata in una solitudine irraggiungibile.
– Ecco, – pensò,– solo attraverso la geometria, l’arte può aspirare al divino. –
Il frate uscì dalla stanza, quasi turbato dall’effetto dei suoi insegnamenti. Non ebbe neppure il coraggio di disturbare l’artista, e se ne andò lasciando al centro del tavolo da lavoro ai piedi del ponteggio, alcuni fogli e un bizzarro oggetto di legno non più grande di un pugno. Leonardo avrebbe capito.

Leonardo portò la candela vicino al volto, affinché la luce radente ne evidenziasse le ombre. Era pieno di rughe. Non erano i segni profondi della vecchiaia, ma una complicata ragnatela di minuscole increspature che ne profanavano la perfezione. Una cosa da nulla, percettibile solo a un occhio attento che osservava da vicino. Poi c’era quella crepa un po’ più profonda che era apparsa sulla parte inferiore sinistra del dipinto. Ne seguì il breve tracciato con il dito, prima di coprirla con precisi passaggi del pennello. Segni del tempo, prima del tempo. Una condanna senza sentenza, come il peccato originale. Si sentì pervadere dallo sconforto e decise che per quella sera il suo lavoro era terminato. Spense la candela prima di scendere dal ponteggio.

Vide i fogli e riconobbe la grafia fitta e precisa di Luca Pacioli. Lesse De divina proportione scritto a grandi lettere nere in cima alla prima pagina. Raccolse lo strano oggetto di legno che era appoggiato accanto a quei fogli e se lo rigirò fra le mani. Contò i lati. Un dodecaedro regolare.
– Ecco, – pensò,– solo attraverso l’arte, la geometria può aspirare al divino.
Quella sera Leonardo avrebbe consumato un’altra candela.


È carino, avrei qualche rifinitura da proporre e poi dovresti vedere tu come ti sembra meglio da leggere.
Come al solito, in nero le parole che scarterei e in rosso quelle che riformulerei.

Suggerimenti per i cambi:

"di": "da Borgo (o da Sansepolcro)"

"che immetteva nel": "del"

"e rimase per un istante inebriato dall’odore della calce,": "[...] refettorio: l’odore della calce lo avvolse mentre [...]"

"i suoi": "gli"

"sul quale scorgeva la figura di": "dov'era"

"La sua mente": "con la mente"

"la figura centrale rimase inquadrata nella sua divina proporzione e isolata in una solitudine irraggiungibile. ": "la figura centrale venne inquadrata in quella divina e irraggiungibile proporzione. "

"può aspirare": "aspira"

"al volto": "a quel volto"

"affinché la luce radente ne evidenziasse le ombre.": "per evidenziarne le ombre a luce radente"

"Una cosa da nulla,": "Era"

"Si sentì pervadere": "Pervaso"

"che per quella sera il suo lavoro era terminato": "di terminare"

"in cima alla": "sulla"

"può aspirare": "aspira"

Come vedi nelle eventuali correzioni opterei per termini più semplici e diretti. È evidente il tuo lavoro di ricerca, dove hai colto un aspetto minore ma molto probabile di quegli anni milanesi di Leonardo, fra l'altro con il rigore del vero romanzo storico, però, secondo me, una volta immersi e bagnati nella storia bisognerebbe non farsi prendere troppo la mano dai dati, chi legge deve scivolare tra fatti e parole con la stessa leggerezza. Le mie proposte sono solo esemplificative e semplificative, poi serve la tua mano, necessariamente. Scrivere in maniera facile è difficile. A volte riesce, altre meno. Qui siamo vicini alla riuscita, direi... Very Happy

Ciao.

Alberto

P.S. I trattini a fine dialogo non servono... Very Happy
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Alberto Sodani

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Stefano Conti



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MessaggioInviato: Lun 25 Mag 2009 17:16    Oggetto: Cita

Alberto, grazie di cuore.
Sei riuscito nel contempo a incoraggiarmi (quel "carino" è stata una pacca sulla spalla del mio ego e non sai quanto ne abbia bisogno in questo periodo) e a farmi vedere quante volte sono riuscito ad inciampare in così poche righe. Mi sono goduto le tue correzione e penso che le andrò a rileggere prima di revisionare ogni mio futuro scritto.

Alla fine non ho fatto altro che accettare tutte le modifiche che mi hai suggerito, con due piccole eccezioni. Ho preferito "riconobbe" a "tracciò", perchè mi sembrava più coerente con l'eliminazione delle "linee dorate" che effettivamente richiamavano troppo la regia cinematografica del Codice Da Vinci. Poi ho mantenuto "una cosa da nulla" per dare l'idea della maniacalità con cui Leonardo coglie quel lieve difetto che è solo il presagio di quello che potrebbe avvenire (e che di fatto è accaduto).
Ho pensato inoltre di lasciare "al volto" perchè avevo proprio cercato l'ambiguità tra volto di Leonardo/vecchiaia, e volto dipinto/crepe. Mi sono però convinto che queste quattro righe non avessero bisogno di alcuna ambiguità.

Grazie ancora!
Stefano
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Gio 28 Mag 2009 15:41    Oggetto: Cita

BARBAGI ha scritto:
Ho dato una scorsa veloce ai testi, lascio le primissime impressioni, poi tenterò un'analisi più accurata:

Alberto Sodani: se scrivi un romanzo (o se lo hai scritto) dammi il titolo per favore.

Barbara


Niente romanzi, peccato perché così almeno uno l'avrei piazzato...Very Happy

È bello il tuo brano, anche se per capire come girava ho dovuto rileggere il punto in cui Leonardo lo chiama per ammirare l'opera. Purtroppo è una questione di spazio, e i racconti diventano fatti di sottintesi per restare brevissimi. Pazienza, serve per i "romanzi" futuri...D

Ciao.
Alberto

P.S. Scusa il commento tardivo, troppa carne al fuoco in questo periodo.
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Alberto Sodani

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BARBAGI



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MessaggioInviato: Ven 29 Mag 2009 11:23    Oggetto: Cita

alberto sodani ha scritto:

P.S. Scusa il commento tardivo, troppa carne al fuoco in questo periodo.


Grazie invece, e sapendo che hai poco tempo (ma allora è diventato un bene prezioso per tutti ormai?) vale anche di più!

Mi scuso invece per non aver approfondito i miei commenti (stessa ragione).


Ciao
Barbara
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Gabriele K



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MessaggioInviato: Sab 30 Mag 2009 09:45    Oggetto: Cita

Commento un altro paio di lavori.

Barbagi.
Tomasi di Lampedusa, che era un grande cultore della letteratura anglosassone, indicava due tipi di scrittori: i grassi e i magri. Quelli grassi indugiano e abbondano nelle informazioni, nei dettagli, nelle descrizioni minuziose e accurate (ossia ficcano il naso un po' troppo spesso nelle faccende intime dei personaggi; un tipo alla Melville, per intenderci); quelli magri viceversa amano l'implicito, il sottinteso. Ecco tu mi sembri appartenere a questa seconda categoria, con una tendenza verso lo stile lirico. Solo che, a mio parere, per usare l'implicito come fai tu occorrerebbe almeno aver fornito prima un minimo di informazioni per orientarsi nella comprensione del testo. Il tuo brano, per quanto scritto bene (con lo stile lirico di cui ti dicevo e anche con certe forzature linguistiche), secondo me è lacunoso proprio sotto questo profilo: il lettore deve sforzarsi troppo per orientarsi e capire di cosa stai parlando.

Stefano Conti.
Mi sembra un brano molto interessante, scritto con proprietà di linguaggio e con alcuni passaggi notevoli. Forse un po' lento il ritmo narrativo. Comunque bravo.

A risentirci presto.
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BARBAGI



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MessaggioInviato: Mer 03 Giu 2009 10:46    Oggetto: Cita

Gabriele K ha scritto:
Barbagi.
quelli magri viceversa amano l'implicito, il sottinteso. Ecco tu mi sembri appartenere a questa seconda categoria, con una tendenza verso lo stile lirico. Solo che, a mio parere, per usare l'implicito come fai tu occorrerebbe almeno aver fornito prima un minimo di informazioni per orientarsi nella comprensione del testo. Il tuo brano, per quanto scritto bene (con lo stile lirico di cui ti dicevo e anche con certe forzature linguistiche), secondo me è lacunoso proprio sotto questo profilo: il lettore deve sforzarsi troppo per orientarsi e capire di cosa stai parlando.


Grazie del commento Very Happy
Sì, direi che hai ragione.
Lo stile lirico spero sia solo di questo brano, forzato appunto dall'epoca di riferimento, di solito il mio stile è molto più lineare, almeno credo.
Per quanto riguarda la "magrezza" invece mi ci ritrovo in pieno, più secca che magra in effetti.
Da lettrice a me piace proprio il dover intuire senza alcuna certezza, ma dopo le tue parole credo che rivedrò tutta la faccenda guardandola "dall'altra parte"... chissà che non ne venga fuori un polposo compromesso, magari non proprio grasso, ma almeno non anoressico!
Grazie anora dunque
Ciao
Barbara
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Cile



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MessaggioInviato: Mar 16 Giu 2009 15:59    Oggetto: Cita

ma l'esercizio di Giugno?
Andiamo in vacanza e se ne parla a Settembre?
Peccato! Io parto a settembre! Wink
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Cinzia Leo
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Mer 30 Set 2009 15:44    Oggetto: Cita

È un po' che ci penso, oggi mi sono deciso.

Volevo ringraziare Enzo, perché ristudiando i miei testi di neuro per questo raccontino su Leonardo, ho riconosciuto la Dislessia di mio figlio, da cui era affetto anche il Maestro dei Maestri. Dal raccontino in poi è stato un calvario, ma adesso le nebbie si stanno diradando, soprattutto a scuola dove è esploso il suo caso. E adesso riesco a parlarne con più libertà.

Siccome rischio l'Off Topic, faccio un post proprio in Off Topic sulla Dislessia, a uso e consumo di tutti, ma soprattutto di quanti fra noi insegnano nelle Regie Scuole Very Happy

A dopo.

Alberto
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Alberto Sodani

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