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COMMENTI DI MAGGIO


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Cile



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MessaggioInviato: Lun 18 Mag 2009 11:43    Oggetto: Cita

gabriele K: Scusami, forse l'avrò letto con distrazione ma confesso di non averlo capito! Embarassed mi sfugge proprio la trama...
Mi riservo di leggerlo ancora con maggiore attenzioen appena posso... Wink
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Cinzia Leo
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Euridice



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MessaggioInviato: Lun 18 Mag 2009 14:21    Oggetto: Cita

Cile: molto ben scritto. Nulla da dire. Wink L'idea di animare il dipinto mi è piaciuta.
Claudio Costa: è il testo che preferisco. Mi ha presa subito. Ben scritto: personaggi ben caratterizzati e hai saputo rendere il contesto in poche battute Wink 10! L'unica cosa: ci sarebbe una virgola in più, ma è un'inezia.
A presto altri commenti Very Happy
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Marcella Testa
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Lun 18 Mag 2009 15:08    Oggetto: Cita

Cile ha scritto:
Manca qualcosa

Tre anni son passati ma non bastano. Leonardo sente il tremito della mano che stringe il pennello. Manca ancora qualcosa.
La vita sembra non voler scorrere nelle tredici figure che ha davanti. Sono sole e leggere. Non è abbastanza.
Manca qualcosa.
Chiude gli occhi; una zaffata di olio misto a tempera e uova marce lo assale. Si sente svenire e distanzia le gambe per tenersi eretto. Alza le braccia e resta così, immobile come una statua privata per sempre della vita.
Leonardo guarda Gesù: lo vede davvero, per la prima volta in tre anni.
Grazie, gli sussura.
Gesù apre gli occhi e benevolo prende a parlare ai suoi discepoli. Giuda lo studia in silenzio, Bartomoleo si sporge sul tavolo in ascolto e Matteo impone attenzione ai suoi vicini: il maestro sta parlando.
Tutto è ora pronto per il grande sacrificio.
Leonardo sbatte le palpebre e asseconda l’impazienza della mano; il pennello colora di blu il manto sacro, ammorbidendolo, poi accende di una luce rassegnata le mani di Dio.
Sospira, Leonardo, si accascia in terra.
Ora tutto è compituto.


È un testo un po' "verticale", c'è qualche piccolo refuso, non ho avuto tempo di "sezionarlo" e allora ho fatto un mini-editing generale, Se sulle modifiche proposte anche una sola andasse bene, sarebbe servito, se non altro per i refusi.
Se vuoi lo guardiamo riga per riga, ho solo cercato di togliere un po' di polvere didascalica, l'unico difetto secondo me. Ciao. Very Happy

Citazione:
Manca qualcosa

Sono passati tre anni ma non bastano. Gli trema la mano che stringe il pennello.
Manca qualcosa. Ancora.
La vita sembra non scorrere nelle tredici figure lì davanti. Sono sole, leggere. Non basta.
Manca qualcosa.
Chiude gli occhi; la zaffata di olio misto e tempera e uova marce lo assale, per tenersi eretto senza svenire distanzia le gambe. Alza le braccia e resta così, immobile.
Leonardo guarda Gesù e lo vede davvero. La prima volta in tre anni.
Grazie, gli sussurra.
Gesù apre gli occhi e si rivolge ai discepoli. Giuda lo guata in silenzio, Bartomoleo è in ascolto e Matteo richiama gli altri, il maestro sta parlando.
Tutto è pronto per il sacrificio.
Leonardo sbatte le palpebre mentre asseconda la frenesia della mano, il pennello ammorbidisce di blu il manto sacro e accende di rassegnazione le mani divine.
Sospira, Leonardo, e si accascia.
Tutto è compiuto, ora.

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Alberto Sodani

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Cile



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MessaggioInviato: Lun 18 Mag 2009 16:58    Oggetto: Cita

Alberto sei sempre avanti.. non c'è che dire..
Qualche domanda per capire meglio:
- che intendi per verticale? Sono sincera, credo ci manchi qualcosa e forse quello che tu intendi per veriticale è la risposta che cerco
- il tuo editing mi "commuove"... solo su alcuni punti non mi trovi d'accordo.

- L'analogia "immobile come una statua privata per sempre della vita " non ti convinceva o è ridondate? Te lo chiedo perché da quando ho letto Mastretta mi sto imponendo di sintetizzare le descrizioni usando analogie o (quando mivengono) metafore... e questa mi sembrava rendesse l'idea di stato di trance.. credo Embarassed
- Hai scritto "Giuda lo guata..." invece che "lo studia"...; adoro l'espressione e l'effetto che fa ma non è proprio quella che intendevo. Perché tu mi suggerisci questo verbo?

per il resto hai limato perfettamente....
Un bacio!
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Lun 18 Mag 2009 18:15    Oggetto: Cita

Cile ha scritto:

- che intendi per verticale? Sono sincera, credo ci manchi qualcosa e forse quello che tu intendi per verticale è la risposta che cerco

- L'analogia "immobile come una statua privata per sempre della vita " non ti convinceva o è ridondate? [...] e questa mi sembrava rendesse l'idea di stato di trance.. credo Embarassed
- Hai scritto "Giuda lo guata..." invece che "lo studia". Perché suggerisci questo verbo?



Allora.
Verticale: nelle sceneggiature il testo è molto stretto, con molti accapo, e si legge in fretta. I dialoghi hanno lo stesso effetto. Il testo verticale si legge prima.
Dal mio punto di vista può servire come un espediente per accelerare la lettura, dando per scontata la qualità delle parole. A me i testi piacciono proporzionati, aspetto verticale e orizzontale dico, perché sono come una gita in campagna, passi nel bosco e ti sbrighi perché è umido o mette timore, poi passi nella radura e vedi il panorama intorno. La gita riesce meglio...Very Happy

immobile come una statua: a Gradara, Qualcuno avrebbe detto "È un'ovvietà, troviamo di meglio?" Se non si trova di meglio si rinuncia. Non ho trovato di meglio. Very Happy

una statua privata per sempre della vita: idem come sopra, con "l'aggravante" della ridondanza. Insomma, questa frase ancorché abolirla, andrebbe riformulata fino a renderla originale, semplice e chiara. Facile facile. Nell'attesa, per me, meglio accantonarla. Very Happy

Giuda lo guata:
non m ifa impazzire come accoppiata, però "studiare" è qualcosa che si fa alla luce del sole, lui lo fa di nascosto. Anche lì. mannaggia alla fretta, non ho trovato di meglio, fra l'altro sono quasi le stesse lettere, ma "guatare" (guardare fissamente con ira, dispetto, invidia, timore, sospetto, stupore) è un verbo più "laterale", per lui andrebbe bene; ne servirebbe un altro simile per significato con altre lettere e magari di uso comune. L'ho messo come indicazione.

Ciao Very Happy
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Alberto Sodani

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Cile



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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 12:22    Oggetto: Cita

Hai ragione come al solito..
sto per psotare la seconda versione..
Invece di "guatare" che ti sembra "spiare" o "controllare"? Sinceramente ho sempre pensato a Giuda come una vittima della storia... costretta poi a suicidarsi per senso di colpa quindi il verbo guatare lo associo a qualcosa di negativo che non vorrei dargli! Wink
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BARBAGI



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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 12:36    Oggetto: Cita

Ho dato una scorsa veloce ai testi, lascio le primissime impressioni, poi tenterò un'analisi più accurata:

Alberto Sodani: se scrivi un romanzo (o se lo hai scritto) dammi il titolo per favore.

Cile: scritto bene e mi piace il dipinto animato, però Leonardo così "morbido" non è come me lo immaginavo.

Gabriele K: un bel punto di vista "trasversale", come una luce accesa nella stanza accanto.

Euridice: è un 2per1 questo Laughing ma scritto molto bene, mi piace in particolare la prima parte.

Claudio Costa: questo Leonardo un po' scostante e dispettoso corrisponde a come lo immagino io, per cui nel tuo brano mi sono immedesimata con facilità.

Stefano Conti: un bel gioco di luci per dare risalto alle due facce della "verità".

E grazie a Vizzini per lo stimolante esercizio!

Barbara
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Gabriele K



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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 13:36    Oggetto: Cita

Alcuni commenti.

Per Cile:
Ho trovato il tuo pezzo molto interessante, anzi a dire il vero mi è sembrato tra tutti il migliore, perché in poche battute hai saputo costruire una storia. Complimenti. Anche la forma linguistica a me è piaciuta molto e non la cambierei affatto: frasi brevi ed efficaci.
Efficace anche l’esperienza visionaria di Leonardo, suggerita in modo discreto e senza bisogno di tanti passaggi.
C’è solo un punto che secondo me non è altrettanto efficace, quando dici:

Sospira, Leonardo, si accascia in terra

Perché si accascia? È lo sfinimento per il lavoro appena concluso? È l’esperienza visionaria da poco compiuta? Ecco, a mio avviso, basterebbe qui aggiungere un aggettivo per rendere più efficace l’immagine.
Tutto qui. Brava.

Per Alberto.
Trovo nella scrittura dei dialoghi un eccesso di virtuosismo linguistico, che a mio vedere alla lunga stanca.
Credo che in un contesto così breve i dialoghi siano sproporzionati, mentre un maggiore sviluppo narrativo sarebbe stato più opportuno.
Poi (questa però è solo una questione di gusti personali) la figura di Leonardo ne esce un po’ svilita, anzi decisamente svilita: a me sembra più una macchietta, una caricatura (come la nonna di Dostojevski ne Il giocatore) che non il protagonista di un romanzo storico.
De gustibus…

Per Euridice.
Credo che il testo vada riportato alle 1500 battute, altrimenti non lo si può valutare.

Per Claudio Costa.
Vale quanto detto per Alberto. Anche se in misura minore, l’immagine di Leonardo che ne esce è un’immagine svilita e caricaturale. È scritto bene, ma per tale ragione a me onestamente non piace. Scusami.
Ciao a presto.
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Euridice



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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 14:17    Oggetto: Cita

Ho ridotto il testo anche se così mi piace di meno. E ho pure dimentiato di correggere gli accenti: ora il mio tempo è scaduto Crying or Very sad
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 16:14    Oggetto: Cita

Gabriele K ha scritto:



Punti di vista

Detestavo quell’uomo. La ragione di tale mio sentimento nasceva dal fatto che le sue opere entusiasmavano i confratelli più giovani. Come frate Angelo. E lo detestavo ancor di più per il fatto che quell’uomo era un illetterato, privo di cultura e che a malapena metteva insieme due frasi in latino. Eppure era chiamato Maestro. Per me era solo: quell’uomo. Null’altro.
La cosa più irritante di lui, per altro, era che non sapeva darsi una regola precisa nel suo lavoro: c’era infatti quando giungeva al mattino presto e rimaneva fino a sera tarda, senza quasi mangiare e staccare gli occhi dal suo affresco; c’era invece quando non lo si vedeva per tre, quattro giorni di fila; e c’era infine quando egli piombava all’improvviso nel refettorio, saliva come una furia sul ponte, imbrattava con due, tre pennellate la parete e se ne andava senza degnare nessuno. E lo definivano un genio.
Frate Angelo era estasiato da lui. Le volte che quell’uomo era assente, il nostro giovane e inesperto confratello se ne stava ore intere a contemplare il suo dipinto. Lo affascinava la meraviglia spontanea di Bartolomeo con le braccia larghe, il gesto fresco e naturale con cui Pietro reclinava la bocca all’orecchio di Giovanni, il ritrarsi ambiguo di Giuda mescolato agli altri apostoli… Questa era davvero una bestemmia: Giuda messo dalla stessa parte di Gesù! Lo dissi anche a quell’uomo, ma egli sorridendomi mi pregò perché intercedessi io per la sua anima presso nostro Signore. Sul serio, detestavo quell’uomo.




Molto piano e descrittivo, in stile russo Very Happy

Ho indicato in neretto le parole che toglierei e in rosso quali riformulerei.

Proposte per queste ultime, se può essere utile:

"La ragione di tale mio sentimento nasceva dal fatto che": "perché", mi sembra meno arzigogolato
"per il fatto che": "perché", idem come sopra
"reclinava la bocca": "bisbigliava", mi pare più appropriato all'azione descritta.

Per il mio brano: Leonardo era un grande, molto solo e con una certa convinzione di sé, meritata, già lo sappiamo.
Il linguaggio è preso dai testi dell'epoca, nonché dai suoi scritti autografi. Ho solo aggiunto il toscano, nei pensieri soprattutto, per caratterizzarlo, ma senza volerne fare una macchietta, anzi, volevo mostrare quanto con intelligenza non si piegasse più di tanto ai potenti. Evidentemente non è riuscito bene, ma del resto come dici tu, de gustibus non disputandum est... Very Happy

Ciao.
Alberto

P.S. A me Baboulinka stava proprio simpatica, ha dato vita al capolavoro. E lui, il grande, è riuscito con poco a descriverla benissimo, a renderla indimenticabile...Very Happy
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 17:08    Oggetto: Cita

Euridice ha scritto:
Euridice ha scritto:


Il tradimento

"Mastro Verrocchio dovette ringraziare Iddio più volte, ché fece nascere Lionardo bastardo, se nell’anno di grazia 1469 se lo vide entrare in bottega. Dei suoi servigi si avvantagiaron illustri nomi come Lorenzo il Magnifico, Ludovico il Moro e persino il re di Francia meglio che se Lionardo avesse potuto studiare per addivenir notaio. Certo che se ser Piero da Vinci lo avesse erudito in merito, Lionardo avrebbe potuto curar meglio i propri interessi, metter su casa, famiglia ma non sarebbe arrivato a trent’anni con l’idea che il mondo fosse tutto da ricreare. Se solo avesse potuto conoscere la verità sulla donna che insieme al latte gli aveva trasmesso l’amore per la natura sarebbe riuscito almeno a viver sereno, ma forse non avrebbe avuto l’estro per concepir il Cenacolo. Alla corte degli Sforza Lionardo era giunto con una lira in dono seducendo il principe con l’arte della musica, ma fu accolto perché depositario di ben altre conoscenze. Non fu facile per l’artista accettare che il bronzo destinato al monumento equestre di Francesco Sforza fosse fuso in cannoni, ma la commissione che lo guarì dalla cocente delusione fu proprio il dipinto del refettorio delle Grazie.

La parete era lì, bianca, vuota, screpolata. Era il terzo giorno che la fissava e sembrava che Lionardo non riuscisse a decidersi. Aveva in mente delle geometrie, aveva preso appunti, osservato, realizzato degli schizzi e non è che gli mancassero le idee, ma l’ultima cena di nostro Signore meritava un grado di concentrazione maggiore che per altri soggetti. Eran tre giorni che il maestro non mangiava né dormiva. E ora si erano aggiunte l’ansia e la paura. Qualcuno lo seguiva da tempo e anche quel mattino aveva udito dei passi scricchiolare sul pietrisco del sentiero che dal suo alloggio lo portava fino al convento. Un rumore improvviso lo fece voltare di scatto: il piatto con le uova era caduto. Non c’era vento. Lionardo corse giù dall’impalcatura e si precipitò all’ingresso. Vide un profilo di donna sparire dietro l’angolo. Urlò: − O chi tu sei che mi insegui? Non scappare! Non ti fo nulla!
Riuscì ad afferrarle la veste. La donna fu costretta a fermarsi. Si voltò. Piangeva. Non più giovane, aveva capelli lunghi lasciati sciolti sulle spalle. Erano folti, poco curati e color del mogano. Non doveva esser nobile, forse una contadina.
− Chi sei?
− Niente, una donna.
− Come niente? Tutto! L’avrai un nome, no?
− …
− O perché tu piangi?
− …
− Non è la prima volta che ti vedo. A Firenze…
− Mi avrà confusa con un’altra.
− Perché mi segui?
− Per lo stesso motivo per cui piango.
− Ossia?
− Lei somiglia a una persona che amo.
− Suo figlio?
− Avrebbe ora la sua età.
− Dov’è? E’ forse morto?
− E’ come se lo fosse.
− E’ lontano? In guerra?
− Mi fu portato via.
− Dal duca?
− Da un altro uomo o meglio da uno che credevo tale.
− Tuo marito?
− Doveva diventarlo. Così mi promise e io cedetti.
− Ti tradì.
− Tutti tradiscono. Meglio tradire…
− … che esser traditi. E chi è tradito…
− … tradisce a sua volta, per il dolore: è una catena. Anche nostro Signore Gesù Cristo fu tradito. E per questo fu messo in croce.
− Anche tu ti senti in croce?
− E lei, signore?
Lionardo non rispose. Aveva trascorso tutta l’adolescenza a chiedersi il perché sua madre l’avesse abbandonato e per anni quel senso di abbandono, di solitudine l’aveva accompagnato in ogni scelta, in ogni pennellata.
Lionardo non s’accorse che la donna nel frattempo era svanita portandosi dietro il mistero del suo nome.

Tornato alla parete bianca, Lionardo notò una vecchia Bibbia impolverata abbandonata in un angolo. Non gli sembrava ci fosse prima. L’aprì a caso e lesse: Vangelo di Giovanni, capitolo 13: “…In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà… Dì, chi è colui a cui si riferisce?... Signore, chi è?...”… Sarò forse io? Io? O io?


L'ho tagliato di netto, anche se così mi piace di meno Rolling Eyes

La parete era bianca, screpolata, vuota. Era il terzo giorno che la fissava e sembrava che Lionardo non riuscisse a decidersi. Aveva in mente delle geometrie, aveva preso appunti, osservato, realizzato degli schizzi e non è che gli mancassero le idee, ma l’ultima cena di nostro Signore meritava un grado di concentrazione maggiore che per altri soggetti. Erano tre giorni che il maestro non mangiava né dormiva. E ora si erano aggiunte l’ansia e la paura. Qualcuno lo seguiva da tempo e anche quel mattino aveva udito dei passi scricchiolare sul pietrisco del sentiero che dal suo alloggio lo portava fino al convento. Un rumore improvviso lo fece voltare di scatto: il piatto con le uova era caduto. Non c’era vento. Lionardo corse giù dall’impalcatura e si precipitò all’ingresso. Vide un profilo di donna sparire dietro l’angolo. Urlò: − O chi tu sei che mi insegui? Non scappare! Non ti fo nulla!
Riuscì ad afferrarle la veste. La donna fu costretta a fermarsi. Si voltò. Piangeva.
Non più giovane, aveva capelli lunghi lasciati sciolti sulle spalle. Erano folti, poco curati e color del mogano. Non doveva esser nobile, forse una contadina.
− Chi sei?
− Niente, una donna.
− Come niente? Tutto! L’avrai un nome, no?
− …
− O perché tu piangi?
− …
− Non è la prima volta che ti vedo. A Firenze…
− Mi avrà confusa con un’altra.
− Perché mi segui?
− Per lo stesso motivo per cui piango.
− Ossia?
− Lei somiglia a una persona che amo.
− Suo figlio?
− Avrebbe ora la sua età.
− E’ forse morto?
− E’ come se lo fosse.
− E’ in guerra?
− Mi fu portato via.
− Da tuo marito?
− Doveva diventarlo. Così mi promise e io cedetti.
− Ti tradì.
− Tutti tradiscono. Meglio tradire…
− … che esser traditi. E chi è tradito…
− … tradisce a sua volta, per il dolore: è una catena. Anche nostro Signore Gesù Cristo fu tradito. E per questo fu messo in croce.
− Anche tu ti senti in croce?
− E lei, signore?
Lionardo aveva trascorso tutta l’adolescenza a chiedersi il perché sua madre l’avesse abbandonato e per anni un senso di solitudine l’aveva accompagnato in ogni scelta, in ogni pennellata.
Il maestro non s’accorse che la donna nel frattempo era svanita portandosi dietro il mistero del suo nome.


Tornato alla parete notò una vecchia Bibbia impolverata abbandonata in un angolo. Non gli sembrava ci fosse prima. L’aprì a caso e lesse: Vangelo di Giovanni, capitolo 13: “…In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà… Dì, chi è colui a cui si riferisce?... Signore, chi è?...”… Sarò forse io? Io? O io?


Non saprei scegliere fra le due, a parte l'incipit sono quasi uguali. Ho "corretto" sul secondo.
In nero le eventuali eliminazioni e in rosso i rimodellamenti.

Proposte per i rossi:

"un grado di concentrazione maggiore che per": "degli"
"che dal suo alloggio lo portava fino al": "del"
"Riuscì ad afferrarle la veste.":le afferrò la veste"
"Lionardo aveva trascorso tutta l’adolescenza a chiedersi il perché sua madre l’avesse abbandonato e per anni un senso di solitudine l’aveva accompagnato in ogni scelta, in ogni pennellata.
Il maestro non s’accorse che la donna nel frattempo era svanita portandosi dietro il mistero del suo nome. ":
"Lionardo non rispose. Rivide la sua adolescenza e sentì di nuovo il senso di abbandono alla fuga della madre. L’aveva accompagnato in ogni scelta, in ogni pennellata.
Non s’accorse che la donna era svanita col mistero del suo nome."

Per il titolo invece proporrei "uno di voi mi tradirà", ha più richiami e entra nella storia, ma è solo un parere.

Carino, per l'approfondimento psicologico. Uno dei tanti punti di vista, non guasta.

Ciao. Very Happy

Alberto
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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 18:51    Oggetto: Cita

Grazie! Difatti il taglio netto riguardava l'incipit. Se hai corretto la seconda versione vuol dire che la ritieni migliore, quindi agirò solo su quella. Grazie ancora. Wink
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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 18:52    Oggetto: Cita

Alberto, ma tu dovresti fare l'editor! Cool
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 18:54    Oggetto: Cita

Cile ha scritto:
Hai ragione come al solito..
sto per psotare la seconda versione..
Invece di "guatare" che ti sembra "spiare" o "controllare"? Sinceramente ho sempre pensato a Giuda come una vittima della storia... costretta poi a suicidarsi per senso di colpa quindi il verbo guatare lo associo a qualcosa di negativo che non vorrei dargli! Wink


Scusa mi eri sfuggita. Very Happy

Semplificherei al massimo.
Senza impuntarmi troppo, ma seguendo i tuoi pensieri, cambierei "Giuda lo studia in silenzio" con "Giuda lo guarda in triste silenzio". così rimane col suo senso di colpa eterno e col mistero del perché abbia tradito. Ciao. Very Happy
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MessaggioInviato: Mar 19 Mag 2009 19:05    Oggetto: Cita

Euridice ha scritto:
Grazie! Difatti il taglio netto riguardava l'incipit. Se hai corretto la seconda versione vuol dire che la ritieni migliore, quindi agirò solo su quella. Grazie ancora. Wink


Anche sul dialogo qualcosa andrebbe limato, lui suggerisce troppo, è vero che è un genio, ma sembra un indovino. Lì non mi azzardo perché è come un castello di carte, sposti una parola e crolla tutto. Però un'occhiatina gliela darei. Già che ci sei, chiaro...Very Happy

Ciao.

Alberto

P.S. Sono un lettore, accanito magari, ma lettore. L'editor fa una vitaccia...Very Happy
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