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COMMENTI DI FEBBRAIO


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Autore Messaggio
tar-alima



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MessaggioInviato: Mer 25 Feb 2009 16:10    Oggetto: Cita

Ciao, posto qualche commento. Premetto che non ho letto quelli precedenti.

@delia: Bella la descrizione, poco chiari certi aspetti. Mi sembra di capire che la protagonista ha perso una persona cara, mamma o nonna o simili, ma ho bisogno di esserne certa per far funzionare l'immaginazione. Poi trovo poco chiaro l'alternarsi di presente e passato nelle immagini che presenti, e questo rende la lettura meno fluida, anche se lo stile è buono.

@valentina: (ho letto la seconda versione) Mi è piaciuto molto. Toglierei la doppia spaziatura prima del paragrafo finale, che mi fa sentire le ultime righe come una postilla senza contesto. Forse nell'insieme mi rimane più la protagonista che la cucina, ma siamo in molti ad avere drammatizzato l'ambiente dell'esercizio.

@alberto: Mi è piaciuto. Bella la situazione, buono lo stile. Mi sono intoppata in alcuni punti:
Citazione:
E come le zampe affusolate del tavolo di marmo. E come i suoi capelli.
Mi sembra stia meglio: "Come le zampe affusolate del tavolo di marmo, come i suoi capelli." Gusti, si sa...
Citazione:
– Hai fatto un dolce da poco.
Deduzione strana. Come fa a capirlo, solo dalla posizione?
Citazione:
Rompe le uova nella farina e mi tira su per la mano.
In che senso "mi tira su per la mano"?
Citazione:
– Non è quello che ti aspetti.
Non capisco bene cosa significa.
Citazione:
Il rame lucido delle padelle si bagna di sole in quel momento, e i suoi occhi che mi guardano.
La seconda parte della frase mi sembra non stia in piedi, ma con tutte queste domande, forse sono io un po' tonta...

@Andrea: Ci mancava, la situazione stile Colombo! Mi sembra carino. Mi piace poco "il lungo e stretto rettangolo grigio si adagia sul pavimento"; e poi il clangore non sta bene con il "si adagia", che suggerisce un movimento morbido. Girerei proprio la frase in modo da non dover trovare una perifrasi per lo zoccolo d'alluminio.
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Grazia Gironella
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valdam



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MessaggioInviato: Mer 25 Feb 2009 16:19    Oggetto: Cita

il 'paratattico' ha scritto:
Brava, intenso, semplice ma autentico e c'è tutto l'occorrente dell'esercizio. Meglio di così... Very Happy

Grazie mille Alberto, per i commenti e per i consigli. Il tuo incoraggiamento mi incoraggia molto!
il 'paratattico' ha scritto:
Molto molto carino, e anche un pizzico sensuale, del resto voi cantanti, si sa…Very Happy

Mi fa piacere, questo commento. Vuol dire che pur essendoci molto di me nel racconto sono riuscita a svicolare dalle trame familiari obbligate: in cucina noi ci viviamo, è il posto dove si mangia, si lavora il pongo, si fanno i compiti, si disegna, si dipinge, si litiga. Troppo pieno di bambini per il mio esercizio: per una volta ho tagliato fuori la mamma, e sono rimasta io.
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Valentina M. D'Amico
http://valentinadamico.altervista.org/
Se non puoi uscire dal tunnel, arredalo. - Aforisma letto nel forum.
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Mer 25 Feb 2009 17:23    Oggetto: Cita

Andrea Cavallini ha scritto:


SEGNI
L’agente Luca Vicini osserva il suo capo, sdraiato sul pavimento di ceramica sotto a una delle due file parallele di elettrodomestici e piani di lavoro che compongono la cucina.
Disteso a pancia in giù, la mano destra allungata verso lo zoccolo di alluminio. Con un sonoro clangore il lungo e stretto rettangolo grigio si adagia sul pavimento. Dita guantate tastano la porzione di pavimento rinvenuta.
-Questi dovevano essere fissati di brutto! Non una briciola, non un grumo di polvere.-
-Capo, non capisco cosa cerca-
L’ispettore Finzi si alza sulle ginocchia e osserva la brillantezza dell’acciaio del lavello, oscurata da una miriade di piccoli segni.
-Non capisci eh? I segni dell’uso sono evidenti, ma non c’è la più piccola macchia. Per me pulivano continuamente.- Indica il pavimento. –Guarda le fughe tra le piastrelle: dovrebbero essere nere, queste sembrano nuove!-
Estrae dai pantaloni un cacciavite e svita lo scolo di uno dei lavelli. -Vivo da solo, ogni tanto li pulisco, rimuovo una poltiglia nera e puzzolente. Questo è come non l’avessero mai usato, ma pieno di graffi da strofinamento.-
Si dirige verso il forno a microonde, sul piano di lavoro bianco. Lo alza. –Guarda sotto, scommetto un mese di stipendio che non ci sono i segni dei gommini di appoggio!- L’agente sbircia una sezione del top da esposizione.
–Cerco i segni di ogni normale cucina. Credimi, Luca, qui c’è la chiave di quel macello che abbiamo trovato di là-

1465 battute.

Ora passo alla lettura

Andrea


Carino. Quasi allegro nonostante il finale. Very Happy A parte i trattini di troppo dopo i dialoghi liberi, non a inciso, (lì basta il punto), farei dei piccoli cambi.
“file parallele”: toglierei parallele, accontentandomi di “file”.
“che compongono la”: “della”, più semplice.
“allungata verso”: “tocca” chiarirebbe meglio l’azione successiva, per me.
“si adagia”: “cade”, così è giustificato il “clangore”. Girerei anche un poco la frase, collegandola alla precedente con i due punti. “...alluminio: il lungo e stretto rettangolo grigio cade sul pavimento con un sonoro clangore.”
“macello”: potrebbe confondere sulla gravità dell'accaduto, lo diciamo anche noi delle stanze dei nostri figli, calcherei un po’:” della carneficina trovata di là.”

Ciao. Very Happy
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Alberto Sodani

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Andrea Cavallini



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MessaggioInviato: Gio 26 Feb 2009 01:20    Oggetto: Cita

Con enorme ritardo inzio i commenti. Non ho letto gli altri, per cui mi scuso se dico cose già evidenziate da altri.


Fandango: tema centrato. Trovo delle cose di troppo. Per esempio la frase iniziale che cambierei in Leo si stava chiedendo quando la cena sarebbe stata pronta.
"Suo fratello aveva semplicemente brontolato": toglierei semplicemente. "Leo venne raggiunto immediatamente": toglierei immediatamente
"-Mi sa che mi conviene apparecchiare-" lascerei solo mi conviene apparecchiare.
"Una cucina piccola e modesta, quella della famiglia di Leo" lo eliminerei in quanto mi sembra evidente che si tratta della sua famiglia.
Non capisco il riferimento al sette Dicembre, io avrei messo sette gennaio.

Cile.
Ottimo esercizio. L’idea della meditazione post risveglio è resa molto bene. Cambierei poco, verso la fine: "Sorseggiando il caffè mi fermo davanti al frigo. Ogni calamita è un viaggio che… la farei " Sorseggiando il caffè osservo le calamite sul frigo, ognuna è un viaggio....


Ai prossimi.

Andrea
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Gio 26 Feb 2009 16:18    Oggetto: Cita

Egosir ha scritto:

La sedia del pensatore

Nella penombra di una luce ancora incerta, sbadigliando entrai in cucina. Spalancai le persiane e accesi il fuoco sotto alla moka pronta dalla sera prima. Mi sarei ciondolato un poco in bagno. Marta, mia moglie, si era però già svegliata e la sua prima tappa era sempre quella.
Lento mi afflosciai sulla sedia accanto, quella che avanzava dal tavolo poggiato alla parete. Lì sola com’era la chiamavamo, Marta ed io, la sedia del pensatore.
Ora mi brillava negli occhi una luce gialla. Era il riflesso di quei vecchi barattoli, una fila di tre sulla mensola in fondo accanto alla finestra. Vetro giallo smerigliato e tappo di legno. Li avevano portati a Marta in regalo certi suoi amici dal Messico. Non mi erano mai piaciuti. Né i barattoli né gli amici. Tanto m’ero prodigato, che erano rimasti lì inutilizzati, pronti solo a raccogliere polvere.
Appena più sotto, sul piano della credenza dietro il portafrutta, con un sussulto rividi qualcosa che avevo dimenticato. Poggiato a faccia in giù, un libro con la copertina rossa e il titolo giallo sul dorso: La cucina macrobiotica e la rivoluzione culturale, edizioni Sole dell’Avvenire. Roba da matti. Pensavo fosse andato perduto, sepolto dagli eventi se non altro.
Il cretino che l’aveva scritto era stato una vecchia fiamma di Marta, prima che noi filassimo assieme. Formalmente tutto corretto, però dà fastidio! E dico poco. Imposi allora a Marta di troncare ogni rapporto. Ad un uomo certe cose fanno male. Se poi c’era collegato il gruppo dei suoi cari amici, tanto peggio tanto meglio, al diavolo tutti! Me la doveva come prova d’amore, non vi pare? Ci vuole equilibrio e misura, capire oggi quello che può far male domani.

- Accidenti, il caffè! Marta, è pronto il caffè! Marta, ancora sei nel bagno? E’ mai possibile ogni volta due ore! Non credi che del bagno possa aver bisogno anch’io? Marta!

Dopo aver bussato entrai in bagno, la porta non era serrata. Marta non c’era. Sullo specchio, un insulto scritto col rossetto. Lo capii subito: Marta mi aveva piantato.


È carino ma ci sarebbe qualcosa da rimaneggiare. Comincerei togliendo il passato remoto, che narrando delle azioni in serie, secondo me appesantisce un poco il brano.

“Nella penombra di una luce ancora incerta, sbadigliando entrai in cucina. Spalancai le persiane e accesi il fuoco sotto alla moka pronta dalla sera prima.”: “Nella penombra dell’alba, entro sbadigliando in cucina, apro le persiane e accendo il fuoco sotto la moka pronta da ieri sera.”

“Mi sarei ciondolato un poco in bagno. Marta, mia moglie, si era però già svegliata e la sua prima tappa era sempre quella.” :” Ciondolerei un po’ in bagno però Marta si è già alzata ed è lì come al solito, filtra la luce dalla porta chiusa."

“Lento mi afflosciai sulla sedia accanto, quella che avanzava dal tavolo poggiato alla parete. Lì sola com’era la chiamavamo, Marta ed io, la sedia del pensatore.”: “mi affloscio sull’unica sedia lì vicino, avanzata dal tavolo a ridosso della parete. Isolata com’è, Marta e io la chiamiamo la sedia del pensatore.”

“Ora mi brillava negli occhi una luce gialla. Era il riflesso di quei vecchi barattoli, una fila di tre sulla mensola in fondo accanto alla finestra. Vetro giallo smerigliato e tappo di legno. Li avevano portati a Marta in regalo certi suoi amici dal Messico.”:” Un raggio giallo mi ferisce gli occhi, arriva da quei vecchi barattoli, una fila di tre sulla mensola accanto alla finestra. Vetro giallo smerigliato e tappo di legno. Regalati a Marta da certi amici tornati dal Messico.”

“Tanto m’ero prodigato, che erano rimasti lì inutilizzati, pronti solo a raccogliere polvere.”:” Tanto avevo detto, che sono rimasti lì a raccogliere polvere.”

“Appena più sotto, sul piano della credenza dietro il portafrutta, con un sussulto rividi qualcosa che avevo dimenticato. Poggiato a faccia in giù, un libro con la copertina rossa e il titolo giallo sul dorso: La cucina macrobiotica e la rivoluzione culturale, edizioni Sole dell’Avvenire. Roba da matti. Pensavo fosse andato perduto, sepolto dagli eventi se non altro.”:” Appena più sotto, sul piano della credenza, con un sussulto rivedo qualcosa da dimenticare, poggiato a faccia in giù, con copertina rossa e titolo giallo sul dorso: La cucina macrobiotica e la rivoluzione culturale, edizioni Sole dell’Avvenire. Roba da matti. Pensavo fosse andato perduto, sepolto dagli eventi successivi.”

“Il cretino che l’aveva scritto era stato una vecchia fiamma di Marta, prima che noi filassimo assieme. Formalmente tutto corretto, però dà fastidio! E dico poco. Imposi allora a Marta di troncare ogni rapporto. Ad un uomo certe cose fanno male. Se poi c’era collegato il gruppo dei suoi cari amici, tanto peggio tanto meglio, al diavolo tutti! Me la doveva come prova d’amore, non vi pare? Ci vuole equilibrio e misura, capire oggi quello che può far male domani.”:
”Lo ha scritto una vecchia fiamma di lei, prima che filassimo assieme. Un cretino. Meno male che ho imposto a Marta di troncare ogni rapporto. A un uomo certe idee fanno male. E se purtroppo c’è collegato tutto il gruppo di cari amici, al diavolo tutti!, me la deve come prova d’amore. Ci vuole equilibrio e misura per capire oggi quello che può far male domani.”

“- Accidenti, il caffè! Marta, è pronto il caffè! Marta, ancora sei nel bagno? E’ mai possibile ogni volta due ore! Non credi che del bagno possa aver bisogno anch’io? Marta!”:”–- Accidenti, il caffè! Marta, è pronto! Marta, ancora sei lì? È mai possibile ogni volta due ore!”

“Dopo aver bussato entrai in bagno, la porta non era serrata. Marta non c’era. Sullo specchio, un insulto scritto col rossetto. Lo capii subito: Marta mi aveva piantato.“:” Busso ed entro, la porta non è serrata. Marta non c’è. A parte il rossetto sullo specchio: VAFFANCULO!“

Proverei a fare un collage dei vari pezzetti corretti, rimontandoli con la tua sequenza e poi vedi come ti sembra. Spero non sia illeggibile, se no tocca ricominciare… Very Happy
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Alberto Sodani

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delia



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MessaggioInviato: Gio 26 Feb 2009 22:33    Oggetto: Cita

Grazie Tar-alima per i commenti: hai ragione, è un po' confuso l'alternarsi di passato e presente.
E grazie ad Alberto: hai ragione non si capisce che è la nonna. Aggiungerò due righe-sulle-rughe, così da far capire che si tratta di un'anziana. Comunque Alberto, fa quasi spavento la tua capacità interpretativa (in questo caso: ragazza-biscotti). Ecco perché sono preziosi i tuoi consigli, sai cogliere dritto al centro in modo puntuale.
Pericoloso... non ti si può nascondere niente! Wink

Secondo voi si può ripostare lo stesso racconto rivisto o la correzione va tenuta per sé?

Grazie
Delia
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Ven 27 Feb 2009 10:15    Oggetto: Cita

delia ha scritto:

Secondo voi si può ripostare lo stesso racconto rivisto o la correzione va tenuta per sé?

Grazie
Delia


Troppo buona, è che fra le righe si vede sempre tanto di più...Very Happy
Negli altri esercizi spessissimo abbiamo ripostato, come ha fatto Valentina, "citando" il vecchio racconto e aggiungendo in calce il nuovo per consentire i confronti, a qualcuno magari interessa l'evoluzione di un editing.

O altrimenti correggi direttamente il tuo già inserito, se proprio lo disconosci, e amen... Very Happy

Ciao.

Alberto
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Ven 27 Feb 2009 14:46    Oggetto: Cita

Andrea Marini ha scritto:


AnAncora nulla.
Stava cercando sistemi biologici complessi. Non conosceva il loro funzionamento e neanche nella banca dati centrale c'erano molte informazioni a riguardo.
Abbassò la sensibilità del sensore: ora percepiva l'ambiente circostante nel modo più simile a quello delle macchine biologiche, vedeva tutto con quelli che potevano essere definiti colori reali se solo avesse avuto degli occhi.
L'ambiente era ricoperto da una sottile polvere bianca; cilindri metallici con sporgenze vicino alla parte superiore, vuoti, erano accatastati sopra una griglia metallica a maglie molto larghe che disegnavano una matrice tre per tre ai cui vertici vi erano dei dischi forati collegati a dei micro-tubi, i quali a loro volta erano collegati a dei tubi di sezione più grande. Registrava traccia di una molecola organica, CH4.
Di fianco alla struttura regolare su cui era poggiata la griglia, ve ne era un'altra più o meno alta il doppio, aperta da un lato. Dentro, ripiani su cui vi erano appoggiati dei materiali organici congelati. Nessuna struttura equivalente alla complessità della macchina biologica che stava cercando.
Vi erano altre unità regolari della stessa forma, una con due vasche con un tubo sporgente, con delle valvole a regolazione meccanica, tracce di H2O.
Su un lato della stanza un ripiano sorretto da quattro cilindri.
Niente.
Registrò tutto e cambiò ambiente..

Ciao a tutti,
andrea



Andrea scusami, ma il tempo è pochissimo per parlare di ogni riga e mi sono permesso di correggerlo in toto evitando come potevo aggiunte. Ho cambiato dalla terza in prima il punto di vista, seppur lasciando al passato, per sperimentare l'uso dell'imperfetto su tutto il brano tranne l'ultima riga al passato remoto, per farlo sembrare di più un flash back; anche se dubito una "macchina" disponga di queste "sottigliezze" linguistiche. Sempre che sia una macchina...Very Happy

Citazione:
Ancora nulla.

Cercavo sistemi biologici complessi. Non conoscevo il loro funzionamento, neanche alla banca dati centrale c'era molto. Diminuivo il livello del sensore: percependo l'ambiente circostante in modo simile alle macchine biologiche, vedevo tutto con colori reali. Se avessi avuto degli occhi.
L'ambiente era ricoperto da una sottile polvere bianca; cilindri metallici cavi, con sporgenze sulla parte superiore, erano appoggiati su una griglia metallica a maglie larghe, disegnava una matrice tre per tre con al vertice dei dischi forati collegati a micro-tubi, a loro volta collegati a tubi più grandi; al loro interno registravo tracce di CH4.
Accanto alla struttura regolare contenente la griglia, alta uno yoni, un'altra alta il doppio e aperta sul lato frontale. Sui ripiani interni c’erano materiali organici in fase di congelamento ma nessuno equivalente alla complessità della macchina biologica richiesta.
Altre unità regolari di forma identica fra loro completavano la struttura principale, una con due vasche metalliche sovrastate da un tubo lucido sporgente, con valvole a regolazione meccanica e tracce di H2O intorno.
Su un lato dell’ambiente quattro sottili cilindri alti uno yoni sorreggevano un ripiano di materiale organico essiccato, circondato da altre strutture con microcilindri alti mezzo yoni che sostenevano altri ripiani organici essiccati, ortogonali fra loro.
Delle macchine biologiche invece ancora nulla.

Registrai tutto, cambiando ambiente.

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Alberto Sodani

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Andrea Marini



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MessaggioInviato: Ven 27 Feb 2009 15:05    Oggetto: Cita

Perfetto!?
Alberto, mi permetto di darti del tu !?
Grazie mille!?
..ho letto di corsa in quando sono in ufficio...eh,devo dire che la differenza è sostanziale!?
studierò le differenze,
grazie mille!?
andrea
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Egosir



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MessaggioInviato: Ven 27 Feb 2009 19:49    Oggetto: Cita

[quote="alberto sodani"][quote="Egosir"]
...ci sarebbe qualcosa da rimaneggiare. Comincerei togliendo il passato remoto, che narrando delle azioni in serie, secondo me appesantisce un poco il brano.

Caro Alberto, grazie anzitutto per l’attenzione. Sin dall’inizio ero stato incerto se scegliere il passato o il presente. Ho poi scelto il passato perché mi era sembrato desse maggiore spessore. Sbagliavo. Hai ragione tu, appesantisce.
Tra l’altro, me lo hai riscritto tutto quanto! Mi ha fatto uno strano effetto. Non sembrava quello che avevo scritto io. A riprova che, in un racconto, variare il tempo narrativo non è un’operazione puramente meccanica. Nel farlo, infatti, lo hai trasformato, reso tuo. E’ cambiato il ritmo, l’atmosfera, le parole.
Ti sono grato per il tempo speso e apprezzo la qualità dei tuoi interventi di editing. Terrò conto delle tue considerazioni nel prossimo esercizio. Ciao.
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Andrea Cavallini



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MessaggioInviato: Sab 28 Feb 2009 00:54    Oggetto: Cita

Sono in grande ritardo. Mi scuso con tutti quelli che non riuscirò a commentare.

Claudio Costa
Estremamente piacevole, anche se mi verrebbe da dire: brutta esperienza vivere nel terrore! In questo consiste preparare ogni mattina la colazione alla figlia che si alza sempre di pessimo umore. Io sono nella identica situazione.
A parte gli scherzi, due note:
non capisco perché “cercare”la minuscola goccia sporca, a mio avviso sarebbe più lineare "vederla"
Non so quanto sia voluta, - forse per accentuare il senso di imbambolamento del risveglio- ma non mi piace la sequenza di verbi assaporo, accendo, assegno, allineo, mi sembra troppo, per così dire, automatico, da robot.

Tar-alima
Un racconto che definirei potente, per la tensione che lo pervade. Come al solito lo stile è molto pulito. Anche per te solo due note: “appena consumato” forse sono parole non adatte ad uno sfogo e la descrizione centrale della cucina mi sembra “troppo” un mero elenco.

Delia:
c’è poca cucina e molto altro. Mi sembra un flusso di ricordi di scene con la nonna mancata all’improvviso. L’ho letto molte volte e devo dire che, anche se alcuni passaggi non mi sono chiari, c’è un equilibrio complessivo che non mi dispiace affatto. Word sottolinea in rosso molti accenti e ritengo che, a quest’ora, Alberto Sodani ti avrà ripreso su questo tema. L’espressione luce oltraggiosa è molto bella.

Andrea
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demiurgo



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MessaggioInviato: Sab 28 Feb 2009 13:10    Oggetto: Cita

Posto solo per un saluto.
Scusate questo mese non ce l'ho fatta a partecipare, ma a marzo conto di esserci.
Ciao!
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Paolo Di Pierdomenico
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delia



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MessaggioInviato: Sab 28 Feb 2009 20:12    Oggetto: Cita

Grazie milla Andrea per i commenti. E, sì, accenti ripresi subito subito Alberto! Wink Devo ripassare un po' regole di Franco!
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Andrea Cavallini



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MessaggioInviato: Dom 01 Mar 2009 12:42    Oggetto: Cita

Fuori tempo massimo concludo i commenti.


Valdam (seconda versione)
Bello l’esercizio, bella la descrizione -molto d’atmosfera, ma egualmente efficace- molto bella la dichiarazione d'amore. Mi verrebbe da cambiare qualche piccola cosa, ma ho l’impressione di profanare un tempio, per cui non oso. Complimenti


Alberto Sodani.
Lo stile è inconfondibile. Che hai sforato i caratteri lo sai meglio di me. Dovendo scegliere sfoltirei la descrizione dei vari compagni della madre. C’è la “solita” ricerca quasi maniacale del particolare e la consueta attenzione alla costruzione della frase. Il risultato finale è, in questo caso, troppo “perfetto”. A parte lo sbilanciamento sui viaggi della madre e alcune note, leggere il tuo racconto è come guardare una donna talmente bella da non arrapare.
Note:
La seconda e la terza frase iniziano per E; io ne eliminerei una.
infanzia finisce sul legno consunto la magia: le fettuccine dal niente. Tra consunto e la magia non ci dovrebbe essere una cesura?



Egosir:
A parte l’effetto cantilena dei verbi all’inizio entrai spalancai afflosciai l’esercizio mi sembra centrato anche se sbilanciato sul rapporto tra i due piuttosto che sulla cucina. Alcune perplessità che avevo durante la lettura sono state cancellate dal colpo di scena finale.

Andrea Marini.
Inserire nell’esercizio sulla cucina una microstoria di SF è segno di una bella fantasia. Lo stile asettico si adatta bene al fatto che, presumo, la protagonista sia una macchina. Un difetto di fondo, a mio parere, è di non rispettare una certa coerenza per il fatto che si tratta di fantascienza. Mi spiego: se la “macchina” conosce l’uomo in quanto essere vivente (macchine biologiche) come fa a non conoscere il funzionamento di sistemi biologici complessi? Il metano è una molecola organica?.

Un grande saluto a tutto.
Andrea
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Egosir



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MessaggioInviato: Lun 02 Mar 2009 02:12    Oggetto: Cita

Andrea Cavallini ha scritto:
Egosir:
...l’effetto cantilena dei verbi all’inizio entrai spalancai afflosciai...


Terribile, l'effetto cantilena è terribile. Come ti permetti!
Caro Andrea, è vero. Il passato remoto lo dovevo lasciar perdere.
Ciao e grazie.

Terribile, l'effetto cantilena è terribile.
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