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COMMENTI DI GENNAIO


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Matteo Mascheroni



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MessaggioInviato: Mar 27 Gen 2009 17:01    Oggetto: Cita

Sto recuperando su Alberto!

Andrea Cavallini Mi hai rubato l'idea dell'incubo, dovrò riadattarla! Direi che sono molto d'accordo con gli interventi di Alberto!
Demiurgo La prima parte mi piace, la seconda invece francamente no, forse perchè non la capisco troppo (problema mio). La frase di lei secondo me stride un po' come stile con il resto. E' vero che è la voce di un personaggio, ma fa lo stesso.
valdam Be', che dire: chapeau! Si sente che sono parole vissute, e questo è tutto quello che conta!
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“Ma che tipo di uomo sei, in conclusione?” domandò Leo.
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valdam



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MessaggioInviato: Mar 27 Gen 2009 18:15    Oggetto: Cita

Matteo Mascheroni ha scritto:
valdam Be', che dire: chapeau! Si sente che sono parole vissute, e questo è tutto quello che conta!

Grazie, ma è questo tutto quello che conta? Spero suonino anche come parole scritte non troppo male... Very Happy
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Valentina M. D'Amico
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Matteo Mascheroni



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MessaggioInviato: Mar 27 Gen 2009 18:20    Oggetto: Cita

valdam ha scritto:
Matteo Mascheroni ha scritto:
valdam Be', che dire: chapeau! Si sente che sono parole vissute, e questo è tutto quello che conta!

Grazie, ma è questo tutto quello che conta? Spero suonino anche come parole scritte non troppo male... Very Happy


Quello che intendevo dire è proprio che, se con le parole riesci a trasmettermi tutta la carica emotiva che c'è dietro, vuol dire che è scritto molto bene!!!
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valdam



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MessaggioInviato: Mar 27 Gen 2009 19:47    Oggetto: Cita

Matteo Mascheroni ha scritto:
valdam ha scritto:
Matteo Mascheroni ha scritto:
valdam Be', che dire: chapeau! Si sente che sono parole vissute, e questo è tutto quello che conta!

Grazie, ma è questo tutto quello che conta? Spero suonino anche come parole scritte non troppo male... Very Happy

Quello che intendevo dire è proprio che, se con le parole riesci a trasmettermi tutta la carica emotiva che c'è dietro, vuol dire che è scritto molto bene!!!

Very Happy
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Mar 27 Gen 2009 20:40    Oggetto: Cita

Demiurgo ha scritto:
E una capanna

L’arco decorato con pietre di recupero introduce alla stanza da letto.
Ci sono delle luci accese, sul soffitto. Led, a distanza regolare come un industriale cielo stellato. Nessuna traccia di interruttori. Il pavimento è un incastro logico di lastre bronzee. Al centro, rivestito di sete dei colori dell’autunno, fluttua solitario il letto. La parete di fronte non c’è, è invisibile, un vetro che si affaccia sulla natura selvaggia del giardino. Come se lo spazio interno proseguisse fuori, nel verde, fino al remoto bosco di betulle. C’è pace e silenzio. Se mi concentro, anche da qui posso sentire le foglie frusciare.

Lei entra nella stanza. I suoi passi hanno una eco strana.
— Cosa stai leggendo?
Le sorrido. Lei segue il mio sguardo.
— Ma chi cacchio le stampa ‘ste riviste di arredamento?
— Facci caso che la finestra con dietro il bosco sta in tutte le foto — le rispondo.
Ci abbracciamo, stretti tra le quattro mura di questa stanza vuota. Solo pareti imbiancate, come una tela nuova da dipingere. Da fili elettrici a vista penzola una lampadina, unico ornamento, proprio sopra le nostre teste. Moderno vischio a risparmio energetico.


È carino, efficace e centrato, con inizio da fantascienza; c’è qualche difficoltà con la punteggiatura, per me.
Metterei i “:” dopo "soffitto" e girerei appena la frase, così: “Ci sono luci accese sul soffitto: led, a distanza regolare, un cielo stellato industriale.”

“traccia di” lo toglierei, limando e unendo le due frasi contigue. Così:” Nessun interruttore, il pavimento un incastro logico di lastre bronzee.”
Nella frase dopo c’è una sequenza di”di, dei, dell”, cambierei un poco, da:” Al centro, rivestito da sete autunnali, fluttua il letto, solitario.”
“non c’è”: se si togliesse non cambierebbe il senso della frase, sarebbe solo più magra.
“che si affaccia”: idem come sopra. Stessa cosa anche dopo, per “fuori,” e “remoto”, quello che vuoi dire sarebbe chiarissimo anche privato di queste parole. Provare per credere… Very Happy
Dopo “pace” metterei un punto.
“posso sentire”: “sento”, inganniamo un po’ il lettore, ma lo stiamo già facendo, dalla prime righe “spaziali”… Very Happy La frase la girerei un poco: “Se mi concentro sento le foglie frusciare, anche da qui.”
“suoi”: non sarebbe necessario.
“stai leggendo”: “leggi”, più semplice e diretto, e anche più reale nella nostra quotidianità
“le sorrido”: “le” si potrebbe evitare, tanto sono solo loro due… Very Happy
”Ma chi cacchio le stampa ‘ste”: anche qui toglierei il “le”, in un linguaggio familiare stonerebbe con il “ ‘ste”, ma magari è una questione mia personale.
“che”: lo toglierei, in un dialogo suonerebbe male, prova a dirlo, “facci caso che” o con la fonetica “facci kaso ke”, due “c” dure di seguito in un colloquio tranquillo stonano. Metterei: “Facci caso: la finestra con il bosco è in tutte le foto”
“le” di “rispondo” lo toglierei, sono sempre in due, anche se noi guardiamo da fuori… Very Happy

Ciao a tutti, spero di guardare con attenzione anche i mancanti, ma festina lente, mi affretto lentamente, come al solito... Very Happy
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Alberto Sodani

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valdam



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MessaggioInviato: Mar 27 Gen 2009 22:40    Oggetto: Cita

Caterina
Il tuo esercizio è coinvolgente e ben scritto ma decisamente un po' troppo "denso" rispetto alle righe disponibili. In particolare il paragrafo finale lo trovo affrettato e anche non del tutto convincente.

Angelo
Questa versione (3) mi sembra più riuscita delle due stesure della precedente versione. Smile

Grazia tar-alima
Perdonami ma continuo con le mie perplessità: secondo me l'idea è davvero geniale e il pezzo è ben scritto, però non può essere decifrato solo grazie a una tua esplicita spiegazione. O no? Non so se qualcuno aveva capito semplicemente leggendo. Mi sembra corretto il suggerimento anatomico di Alberto, magari potrebbe aiutare a capire.
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Valentina M. D'Amico
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tar-alima



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MessaggioInviato: Mar 27 Gen 2009 23:54    Oggetto: Cita

@Valentina: Ho paura che l'aggiunta di maggiori dettagli "ammosci" il tutto. Ci penso su.

@Alberto: Grazie dei dettagli davvero utili. Ogni volta ti leggo e dico: "ma ha ragione, era così evidente!" Domani modifico.
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Grazia Gironella
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demiurgo



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MessaggioInviato: Mer 28 Gen 2009 12:00    Oggetto: Cita

@Matteo: grazie del commento. La seconda parte l'ho scritta così proprio per contrasto con la prima, forse ho un po' esagerato... ma l'intento era quello Smile

@Alberto: ottimo e attento come sempre il tuo commento. Grazie delle dritte Smile

@Valentina
Citazione:
Grazia tar-alima
Perdonami ma continuo con le mie perplessità: secondo me l'idea è davvero geniale e il pezzo è ben scritto, però non può essere decifrato solo grazie a una tua esplicita spiegazione. O no? Non so se qualcuno aveva capito semplicemente leggendo.

Io, io! Very Happy
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Paolo Di Pierdomenico
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Angelo F.



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MessaggioInviato: Mer 28 Gen 2009 13:09    Oggetto: Cita

Grazie anche da parte mia a tutti per lettura e commenti del mio esercizio ed in particolare al lavoro prezioso di commento dettagliato del testo fatto da Alberto!!!
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Angelo Frascella
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valdam



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MessaggioInviato: Mer 28 Gen 2009 13:16    Oggetto: Cita

demiurgo ha scritto:

Citazione:
Grazia tar-alima
Perdonami ma continuo con le mie perplessità: secondo me l'idea è davvero geniale e il pezzo è ben scritto, però non può essere decifrato solo grazie a una tua esplicita spiegazione. O no? Non so se qualcuno aveva capito semplicemente leggendo.

Io, io! Very Happy

Complimenti! Very Happy
Allora taccio, resta la genialità ben scritta...
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Valentina M. D'Amico
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Mer 28 Gen 2009 15:48    Oggetto: Cita

Valdam ha scritto:

Come Virginia Woolf


Io non ce l’ho, una camera, e non l’ho mai avuta. Prima ho condiviso la stanza con mio fratello, poi con mia sorella. Sentivo il bisogno di uno posto dove potermi chiudere, lasciando tutto il resto fuori, ma non l’avevo. Mi ritrovavo a fuggire sul terrazzino, o a chiudermi a chiave in bagno più a lungo del necessario, per rifarmi di uno spazio che non era mai del tutto mio.
Poi ho incontrato Paolo. Anche lui di una famiglia numerosa, gli avevano ritagliato pochi metri quadri ricavati dall’ingresso e così aveva una piccolissima stanza solo sua. Quanto gliela invidiavo… In quella camera, in quel letto, ci siamo amati per la prima volta. E anche per la seconda, la terza, la quarta... Una stanza grande quanto un letto singolo, un letto largo come due corpi abbracciati. Due corpi che sognavano, un giorno, un futuro.
E il futuro adesso c’è. Una casa nostra, con le nostre cose, i nostri mobili, il nostro perenne disordine. E, con il tempo, i nostri bambini. Bambini che sbucano sul lettone il sabato mattina, o che vengono di pomeriggio a giocare sul nostro letto perché è largo e ci si gioca bene. Nella nostra stanza, oltre al letto, un armadio che serve a tutta la famiglia, e poi il computer, moltissime carte, e libri. E sempre tanto, troppo disordine.
Mi piace ancora dormire con Paolo. Mi piace sentire la sua presenza e il suo respiro accanto a me, sentire sulla pelle le sue mani calde.
Però anche io come Virginia ancora vorrei una stanza tutta per me…

Ogni volta che lo leggo mi vengono i brividi. Mi sembra di guardare dentro un mondo vellutato e prezioso. E sacro. Un bellissimo outing, ho pensato alla prima lettura. Lo penso ancora. Avrei da proporre dei perfezionamenti, sempre che si possa farlo a questa disarmante semplicità. Very Happy

Dopo “chiudere”, toglierei la virgola, il gerundio già rallenta la lettura nel punto giusto.
“a fuggire”: forse si può togliere, senza nuocere alle altre parole. È che in questa frase ci sono un sacco di verbi, uno in meno non si noterebbe… Very Happy
“ricavati”: risuona un po’ con “ritagliati” poco prima. Lo eviterei del tutto, già “ritagliati” rende l’idea.
“le nostre cose”: metterei “le nostre vite”, il concetto più o meno è simile, ma più “vivo” Very Happy, come suppongo sia in realtà.
Il secondo “bambini” starebbe meglio a capo, ma è da provare; l’anafora inaugura così un secondo capitolo di vita, un terzo, un quarto… Very Happy
“a giocare sul nostro letto”: devo dire con dolore che sacrificherei anche queste parole; farei così: ”Bambini che sbucano sul lettone il sabato mattina, o che ci vanno di pomeriggio perché è largo e ci si gioca bene.”. “giocare” e “gioca”, risuonano/ripetono, stessa cosa il letto. In quell’altro modo dovremmo accontentare tutti. Very Happy
“che serve a”: “per”, più semplice sintetico e alleggerisce la frase lunga.
“anche io" si potrebbe scartare, subito dopo c’è “ancora” e la frase secondo me guadagnerebbe in sprint. E le ultime parole le metterei in corsivo, anche se il titolo esatto non è quello, dà l’idea della citazione e chi non la conosce cerca sul magico Google. Così:” Però come Virginia io ancora vorrei una stanza tutta per me.
Che poi sarebbe il colpo di scena finale, tanto amore per gli altri insieme a quello per la propria libertà. Mi piace. Very Happy

Brava Valentina. Very Happy
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valdam



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MessaggioInviato: Mer 28 Gen 2009 16:33    Oggetto: Cita

alberto sodani ha scritto:
Ogni volta che lo leggo mi vengono i brividi.

Ecchettedevodì, caro Alberto. Embarassed Very Happy
Disarmata dai "complimenti" e dai consigli che mi sembrano assai condivisibili. Credo che li accoglierò tutti o quasi.
alberto sodani ha scritto:
Il secondo “bambini” starebbe meglio a capo, ma è da provare; l’anafora inaugura così un secondo capitolo di vita, un terzo, un quarto… Very Happy

Un quarto? Shocked Very Happy Wink

Grazie.
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Ultima modifica di valdam il Mer 28 Gen 2009 19:49, modificato 1 volta in totale
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Matteo Mascheroni



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MessaggioInviato: Mer 28 Gen 2009 18:00    Oggetto: Cita

Euridice Mi piace abbastanza, però lo snellirei un pochino... Credo che con qualche pezzetto in meno risulterebbe più efficacie, ma non saprei dirti dove... Mi rendo conto che non sono troppo d'aiuto!
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valdam



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MessaggioInviato: Mer 28 Gen 2009 23:18    Oggetto: Cita

delia
Bellissimo. Struggente ma misurato, perfetto. Complimenti davvero.
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delia



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MessaggioInviato: Mer 28 Gen 2009 23:57    Oggetto: Cita

Grazie Valentina.
Buonanotte.
Delia
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Non è perchè le cose sono difficili che non osiamo, ma è perchè non osiamo che sono difficili (Seneca)
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