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COMMENTI DI GENNAIO


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Caterina De Padova



Registrato: 22-01-2009 15:51
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MessaggioInviato: Gio 29 Gen 2009 13:38    Oggetto: Cita

Ciao a tutti e grazie di cuore per i commenti al mio raccontino!
Appena mi riprendo dall'influenza me li rileggo con calma ed attenzione.

Caterina
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demiurgo



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MessaggioInviato: Gio 29 Gen 2009 15:05    Oggetto: Cita

@alberto: prova notevole, probabilmente il miglior esercizio che ho letto da quando sono da queste parti, per stile e contenuti.
L'unico appunto riguarda un paio di passaggi sul finale.
Citazione:
Avevamo cominciato litigando. Poi, il sole del tramonto le aveva vestito d’ambra i bottoni di rosa dei seni che esploravo col corpo e con le labbra, per la prima volta.

"per la prima volta" è superfluo, direi che è chiaro perché prima diceva di mentire. Comunque anche così è ok.
Citazione:
A occhi chiusi sento le campane di mezzogiorno. E una voce.
– Vieni, i tuoi ci aspettano a tavola.
– Eccomi Laura.

"Eccomi Laura" è una battuta superflua, serve soprattutto a dire il nome di lei a beneficio del lettore. Piuttosto direi:
"A occhi chiusi sento le campane di mezzogiorno. E la voce di Laura.
– Vieni, i tuoi ci aspettano a tavola."
Omettendo l'ultima battuta.
Complimenti.

@Caterina: il racconto funziona. Il messaggio è molto chiaro e incisivo. Quanto sono relative alcune cose di fronte ad altre. Ma Francesca non sembra aver imparato la lezione Smile mi piace.
Citazione:
Nella vita a Francesca era capitato di prendere una scopa in mano, ma in quel momento [...]

Qui forse va specificato meglio. Secondo me non è chiaro se le era capitato spesso di prendere una scopa, o se le era capitato di rado.
Citazione:
Appena due settimane prima Francesca e Mario in quella camera da letto avevano esultato di fronte alla prova di gravidanza.
Ora, invece [...]

In questo passaggio dove avvengono in poche righe dei cambiamenti così importanti si sente la mancanza di una vera e propria scena che ci faccia partecipere, invece che sentirli raccontati. Purtroppo questo si scontra con le limitazioni di spazio concesse dall'esercizio, quindi la sintesi era obbligatoria. Wink Però il racconto ne soffre un pochino.
Ciao e in bocca al lupo per l'influenza Smile

@delia: Bello, ben riuscito davvero. Anche qui la stanza fa da ponte per i ricordi dell'adolescenza. L'effetto dell'immersione nel passato funziona, perché utilizzi immagini, parole e suoni sempre significativi. Lo stile e il ritmo mi sembrano impeccabili. C'è solo una inezia che non mi convince al 100%, te la dico anche se è irrilevante.
Citazione:
David Bowie ci strizzava un occhio dalla parete.

Mi suona meglio "l'occhio", non so perché. Smile
Complimenti.

E complimenti a tutti, perché questo mese gli esercizi mi sono sembrati davvero a buon livello, per cui è sempre un piacere leggervi.

PS: ho dato un'occhiata anche alle seconde versioni, sulle quali non ho appunti particolari, mi sembrano ok.
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Paolo Di Pierdomenico
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Gio 29 Gen 2009 20:43    Oggetto: Cita

Devo fare una pausa per gli altri, poi recupero, forse Very Happy

delia ha scritto:
Muro

Francesco aveva le dita lunghe. Si sarebbe detto che fosse lui a suonare la chitarra e non io.
Seduta sul bordo del letto nella stanza stretta muovevo le dita, curva sullo strumento.
- Non la conosco questa - gli dicevo.
- Adesso ti dico come fa - mi rispondeva.
Francesco aveva le gambe lunghe e secche. Seduto sulla sedia accanto al letto teneva le mani appoggiate sulle ginocchia e lo sguardo sulle parole. Veniva a trovarmi in bicicletta. Sulla scrivania che occupava tutta la stanza c'erano i nostri libri di scuola. David Bowie ci strizzava un occhio dalla parete.
Francesco era grande nella luce che entrava dalla finestra aperta sui primi pomeriggi estivi. La betulla danzava al suono dell'incoscienza e le fronde entravano nella stanza. Mi chiedevo spesso perché non si decidesse a imparare anche lui. - Un giorno o l'altro lo farò - rideva - per ora trovo più comodo che suoni tu -
Francesco amava Battisti. Il furgoncino cercò di fermarsi per tempo. Il walkman continuò a suonare sull'asfalto, poco lontano dallo zaino e dalla bicicletta.

Guardo i libri in ordine sullo scaffale e la scrivania sgombra e pulita. La stanza è molto più grande di come me la ricordavo. Mi sono portata a Londra quasi tutto ormai.
- A cosa pensi tesoro? -
- Mi porto via anche questo, mamma -
Prendo il libro di matematica dal muro.
Ignoro il canzoniere accanto e chiudo la porta.


Bellissimo. Il concetto di”muro” mi ricorda il filo logico di una raccolta di Sartre, Il muro, quattro racconti, uno più bello ed essenziale dell’altro oltre che, inevitabilmente, amari.
Il tuo Delia, anche se bellissimo, poetico e musicale, avrebbe bisogno di qualche ritocchino. Poca roba, su alcune cose non posso suggerire, solo riflettere. Su altre basterebbe togliere. Vado.

Seduta sul bordo del letto nella stanza stretta muovevo le dita,” come evidenziato ci sono un po’ troppe “esse” in fila. Almeno di una si potrebbe fare a meno, ma non posso scegliere da solo.
“Francesco aveva le gambe lunghe e secche. Seduto sulla sedia accanto al letto”: altre “esse” in fila, quattro per la precisione. È un brano musicale, come la loro amicizia. Very Happy. Qui risolverei le tre “esse” finali con “accanto a me sul letto”.

“appoggiate”: si potrebbe togliere direttamente, bastano le altre parole, il verbo è sottinteso dal gesto.

“Francesco era grande nella luce che entrava dalla finestra aperta sui primi pomeriggi estivi. La betulla danzava al suono dell'incoscienza e le fronde entravano nella stanza.” Qui due problemini, “entrava/entravano” e il suono Very Happy della “p” ripetuto. Per il primo è facile, basterebbe togliere “entravano”, farei così: “La betulla danzava al suono dell'incoscienza, le fronde nella stanza”. Per l’altra frase non saprei, forse sacrificherei “primi”, non incide sul racconto.


“- A cosa pensi tesoro? -
- Mi porto via anche questo, mamma -
Prendo il libro di matematica dal muro.
Ignoro il canzoniere accanto e chiudo la porta.”

Stesso problema, sempre per me, chiaro, Very Happy. A parte i trattini a fine dialogo che non servono se non chiudono un inciso, (caratteri risparmiati fra l’altro), al posto di ”Mi porto via” si potrebbe mettere “prendo”, più immediato in un dialogo, e al posto di “prendo il libro” scriverei “afferro”, che essendo anche più deciso, quasi violento, andrebbe a ciccio di sellero (gambo di sedano, a Roma, antico modo di dire, n.d.r.), con la chiusa che sbatte come la porta della stanza, (a proposito, altra “p”)

“accanto”: forse, ma solo forse, avrei messo un “lì” prima della parola.

Visto, tutta roibetta... Very Happy

Brava molto brava. Fossi in te continuerei…Very Happy

Per Paolo: ci penso, grazie per ora. Very Happy
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Alberto Sodani

detto il paratattico, (da qualche parte, qui nel forum)
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delia



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MessaggioInviato: Gio 29 Gen 2009 23:25    Oggetto: Cita

Grazie Alberto per i commenti. Domani ci ragiono su e riposto.
Grazie.
Delia
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Non è perchè le cose sono difficili che non osiamo, ma è perchè non osiamo che sono difficili (Seneca)
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Cile



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MessaggioInviato: Ven 30 Gen 2009 11:42    Oggetto: Cita

Commentare dopo Alberto è dura.. ha già detto tutto.
Personalmente avrei detto
Francesco era grande nella luce estiva che entrava dalla finestra ... senza aggiungere altro.
Poi è perfetta. Mi ha commosso, è davvero bella. Se ad Alberto ricorda Sartre, a me Ammaniti in "ti prendo e ti porto via"... non per lo stile ma per l'atmosfera che vi trovo!
Brava Delia!
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Cinzia Leo
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tar-alima



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MessaggioInviato: Ven 30 Gen 2009 13:54    Oggetto: Cita

@Delia: Che bell'atmosfera! Davvero brava.
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Grazia Gironella
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Ven 30 Gen 2009 16:45    Oggetto: Cita

Euridice ha scritto:
Le pareti della mia camera da letto sono gialle, forse troppo. Io e Marco ne scegliemmo il colore pensando fosse riposante, ma forse sarebbe andato meglio un verde acqua marina. La sera il tono è rafforzato dalla luce artificiale e il cocktail che ne viene è micidiale.
Le pareti della mia camera da letto sono gialle, ma, riflettendo non è il male minore, almeno secondo me. Le nostre intenzioni sono di rivoluzionarne l’arredo, ma il problema è che non siamo sulla stesa lunghezza d’onda… onda, sì, questo è il termine giusto: Marco è troppo pratico e pensa a mobili, tende e alla capienza dei cassetti e dell’armadio, mentre io mi preoccupo della sinergia con l’universo, delle onde cosmiche, della disposizione dei mobili insomma, perché a me quelli che ci sono ora vanno bene così: sono piccoli, essenziali, ma li trovo rassicuranti.
Nella mia camera da letto si dorme male ed è colpa dell’assenza di armonia. Quando sono nervosa, sposto i mobili; mi capita spesso e l’ultima volta devo aver sbagliato combinazione. Litighiamo io e Marco per questo, anche perché la camera da letto per me sarebbe solo il punto di partenza per sconvolgere tutta la nostra dimora.
– Non posso sopportare l’idea di veder scompaginare la nostra casa. Io ho bisogno di avere le mie cose in ordine… ne va del mio sistema nervoso!
– Come pretendi di migliorare la tua vita se non inizi…
– …dai mobili? Dai mobili devo iniziare? Certo non dormirò meglio con l’idea che una tartaruga ninjia mi fa da guardia del corpo o se ho la testa rivolta verso Nord o non so quale altro punto cardinale!
– Comunque ho già contattato un arredatore d’interni, un bioarchitetto e domani pomeriggio verrà a vedere come si può riassettare la stanza, per armonizzarla con le correnti del respiro cosmico.
– Ma come parli?
– Tu non sai ascoltare le energie che pulsano tra i muri della nostra casa. Se solo mi seguissi, potresti risolvere i tuoi problemi di stanchezza cronica, liberarti di tutte le tue angosce! La tua aggressività, per esempio…
– …è colpa dell’armadio o dello specchio?
– Prima o poi finirai vittima di un campo magnetico!
– Fatti curare da un rabdomante!

La mia stanza da letto ora è vuota e sto chiedendomi il perché. Marco è esagerato: non ha ceduto su nulla, nemmeno sulla stuoia di fili di rame e carbonio da mettere sotto il letto come uno schermo per gli accumuli di tensione: ha insinuato che si tratta di un tentativo distorto per migliorare la nostra vita sessuale. Il nodo da sciogliere, secondo lui, non è sotto il letto, ma nel mio cervello.

Le pareti della mia camera da letto non esistono più o non esistono ancora.


Allora: divertente, un po’ denso per i miei gusti. Vediamo un po’:

“Io e Marco ne scegliemmo il colore pensando fosse riposante, ma forse sarebbe andato meglio un verde acqua marina. La sera il tono è rafforzato dalla luce artificiale e il cocktail che ne viene è micidiale.” Nella prima frase ci sarebbe una folla di verbi. Farei: “Io e Marco pensavamo il colore fosse riposante, ma forse era meglio un verde acqua marina: di sera…” Per la seconda semplificherei un poco: “di sera la luce artificiale ne rafforza il tono e il cocktail è micidiale.
“Le pareti della mia camera da letto sono gialle, ma, riflettendo non è il male minore, almeno secondo me.”: toglierei la virgola dopo “ma” e toglierei del tutto “non” perché induce in errore leggendo. Sintetizzerei, così: “Le pareti della mia camera da letto sono gialle, ma riflettendo è il male minore, per me.” Toglierei anche “almeno”, indica dubbi che lei evidentemente non ha… Very Happy.

“Le nostre intenzioni sono di rivoluzionarne l’arredo, ma”: se la signora è, diciamo Very Happy , stravagante, metterei direttamente: “Rivoluzioneremo l’arredo, ma”
”il problema è che”: si potrebbe togliere in blocco senza far perdere il senso logico.
Dopo “lunghezza d’onda” al posto dei puntini metterei un punto semplice. Ricominciando subito con “Onda”, diciamo così:”… ma non siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Onda, questo è il termine giusto:”

“Marco è troppo pratico e pensa a mobili, tende e alla capienza dei cassetti e dell’armadio”: ci sarebbero delle imprecisioni, a mio gusto. Meglio forse:” Marco è troppo pratico e pensa a mobili tende e capienza di cassetti e armadi…”. Ho tolto la virgola dopo mobili perché elenca e per non far equivocare con la voce verbale "tende".
“mentre io”: farei:”io invece”, per accentuare la contrapposizione di due menti diverse.
“mi preoccupo della sinergia con l’universo, delle onde cosmiche, della disposizione dei mobili insomma” girerei qualche parola, “armonizzandole”, così: “mi preoccupo della sinergia con l’universo e delle onde cosmiche disponendo i mobili: a me”
“perché a me quelli che ci sono ora vanno bene così: sono piccoli, essenziali, ma li trovo rassicuranti.”: darei un ritocco anche a questa seconda parte della frase precedente: “…i mobili: a me quelli che abbiamo vanno bene così, piccoli, essenziali; li trovo rassicuranti.”

“ed è colpa dell’assenza”:” per l’assenza”, più semplice.

“Litighiamo io e Marco per questo”: invertirei i termini, per enfatizzare il suo “io”: “Io e Marco litighiamo perché…”, togliendo “anche” subito dopo la virgola.

“per me sarebbe solo il punto di partenza”: “per me è il punto di partenza…” È una donna decisa, no? Very Happy

Dialoghi: qui ci sarebbe un problemino: è difficile capire chi dice cosa. Sarebbe meglio che già al primo inciso si sappia che parli il marito, come è in effetti, magari aggiungendo prima del dialogo, nella frase precedente, un “Si offende, lui.” Scritto così, secco, dopo “dimora”, come se lei di nuovo si stupisse che gli altri non la capiscano… Very Happy
E poi ancora, i due parlano in modo molto simile. Essendo personaggi diversi, sotto svariati aspetti, sarebbe meglio anche caratterizzare il “modo” di parlare, le parole usate, etc. etc. tipiche dell’uno o dell’altro, e così non c’è bisogno di indicare nomi, o disse lui/disse lei, che rallentano la lettura. Con un modo di parlare diverso è come se ascoltassimo, non visti, due voci diverse e ben distinte. Non è facile da fare. Però si legge in giro. Cito due per tutti, La ragazza di Bube, o Il sentiero dei nidi di ragno, colloqui a tre spettacolari, con rare indicazioni di chi dice cosa. Chiedo scusa della parente. Very Happy

“Certo non dormirò meglio con l’idea che una tartaruga ninjia mi fa da guardia del corpo o se ho la testa rivolta verso Nord o non so quale altro punto cardinale!”: sintetizzerei:” Non dormirò meglio avendo una tartaruga ninjia come guardia del corpo o la testa rivolta verso Nord o chissà quale punto cardinale!”

“arredatore d’interni” lo toglierei, “bioarchitetto” suggerisce molto di più… Very Happy
“come si può riassettare la stanza, per armonizzarla con le correnti del respiro cosmico.“ Riorganizzerei la frase: “come armonizzare la stanza ai respiri cosmici.” Very Happy

“che pulsano”: toglierei. O trasformerei in: “pulsanti”

Dopo “esagerato” metterei punto e virgola, così evitiamo il raddoppio dei due punti sulla stessa frase.
“sotto il letto come uno schermo per gli accumuli di tensione:” farei:” sotto il letto per schermare gli accumuli di tensione:”

“ha insinuato che si tratta”: “ha insinuato si tratti”

“Il nodo da sciogliere, secondo lui, non è sotto il letto, ma nel mio cervello”: la girerei un poco: ”Secondo lui non è sotto il letto il nodo da sciogliere. È nel mio cervello”

L’ultima frase non l’ho capita, anche immaginando il suo svalvolamento totale, non mi suona con il resto. Visto che il brano è ampiamente fuori con i caratteri, si potrebbe farne a meno, ma vedi tu… Very Happy Very Happy Very Happy

Ciao Marcella, buon fine settimana, anche a tutti gli altri, frequentatori o meno di Palestre..Very Happy
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Alberto Sodani

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Euridice



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MessaggioInviato: Sab 31 Gen 2009 00:58    Oggetto: Cita

Alberto, sei una meraviglia Very Happy Davvero! Grazie !
Chiedo a tutti scusa se non riuscirò a commentare ma sono in chiusura quadrimestre e sono sommersa (non è una metafora Crying or Very sad ) da "compitini" da correggere Evil or Very Mad
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delia



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MessaggioInviato: Lun 02 Feb 2009 14:39    Oggetto: Cita

Finalmente un po' di tempo per commentare qualche lavoro.
Non farò commenti di correzione. Fra tutti li avete già fatti voi, sono arrivata tardi.

@tar-alima: molto divertente l'idea, davvero originale. Mi ha fatto sorridere.

@valdam: bellissimo. Woolf nel titolo fa si che non servano altri riferimenti nel racconto. Tutti quelli che hanno diviso una camera raccolgono gli stessi pensieri...

@demiurgo: molto molto bello. mi ha preso distrattamente nel primo paragrafo, mi ha rapita alll'inizio del dialogo e mi ha fatta ridere al finale. ingegnosa la costruzione. Nella parte iniziale sembra quasi che tu voglia raccontare qualcosa di fantastico (e io sono allergica purtroppo al fantasy e simili) e nonostante questo retropensiero delle prime righe mi ha preso fino in fondo.

@alberto: perfetto, ma lui lo sa

@angelo F.: è incredibile la differenza tra la prima e la terza versione. sembrano quasi due racconti diversi. la frase di chiusura, l'immagine di appendere il racconto, è il cuore del racconto.

Volevo fare due parole sul commento di Cile al mio racconto. Può essere utile per tutti. Mi ha fatto riflettere parecchio. Dopo averlo letto mi sono chiesta perché mai abbia scritto una cosa così complicata come

Citazione:
Francesco era grande nella luce che entrava dalla finestra aperta sui primi pomeriggi estivi.


quando effettivamente potevo scrivere semplicemente come suggerito da Cile:

Citazione:
Francesco era grande nella luce estiva che entrava dalla finestra


La risposta è che poiché scrivevo di un vissuto, nel cercare di trasmettere esattamente le sensazioni provate (in questo caso il mio ricordo si è fissato proprio sui primi pomeriggi nei quali il tepore ti permette di tenere la finestra aperta per qualche ora) si appesantisce il racconto perché si toglie la libertà al lettore di pensare, ad esempio, che fossero i primi pomeriggi o meno.
E' difficile, ma il risultato migliore si ottiente come dice Franco ai suoi corsi, staccandosi dai dettagli delle proprie emozioni per fare sì che il lettore abbia la possibilità di sperimentare le sue.

Scusate se sono pedante. E' che questo commento mi ha proprio fatto riflettere.
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valdam



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MessaggioInviato: Lun 02 Feb 2009 15:17    Oggetto: Cita

delia ha scritto:
La risposta è che poiché scrivevo di un vissuto, nel cercare di trasmettere esattamente le sensazioni provate (in questo caso il mio ricordo si è fissato proprio sui primi pomeriggi nei quali il tepore ti permette di tenere la finestra aperta per qualche ora) si appesantisce il racconto perché si toglie la libertà al lettore di pensare, ad esempio, che fossero i primi pomeriggi o meno.

Mi ero chiesta se fosse un vissuto o meno, perché la vividezza di certe immagini era tale da farmi pensare di sì, la misura e la costruzione del narrato mi facevano pensare invece che ci fosse una distanza da quello che raccontavi (non perché risultava "distaccato" ma perché mi sembrava talmente ben dosato da non poter essere vita vissuta). Complimenti.
Mi sono piaciute le gambe lunghe e secche, le mani sulle ginocchia, la luce estiva e la betulla fuori: un insieme di indizi visivi che ho trovato molto suggestivi. Forse l'unico appunto è la mancanza di altrettanti indizi sulla stanza che non ho "visto" così tanto: la scrivania la occupa tutta, ma a distanza di anni sembra molto più grande.
delia ha scritto:
@valdam: bellissimo. Woolf nel titolo fa si che non servano altri riferimenti nel racconto. Tutti quelli che hanno diviso una camera raccolgono gli stessi pensieri...

Grazie. Very Happy
Mi sono letteralmente "trascinata" in palestra, ma poi proprio come quando si va a fare ginnastica, fare esercizio mi è piaciuto e mi ha divertito. E' un periodo in cui scrivo pochissimo, mi ha fatto bene provare a misurarmi con l'esercizio e mi è stato molto utile leggere i commenti alla mia e alle vostre prove.
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MessaggioInviato: Lun 02 Feb 2009 16:41    Oggetto: Cita

Verissimo Delia!
Ottima riflessione!
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demiurgo



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MessaggioInviato: Lun 02 Feb 2009 23:06    Oggetto: Cita

@delia: grazie del commento Smile e anche per aver condiviso un argomento molto interessante.

(Caspita, questa palestra funziona, sento i polpastrelli molto più muscolosi col passare del tempo... Smile anche se ce ne vuole ancora...)
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MessaggioInviato: Mar 03 Feb 2009 14:48    Oggetto: Cita

Siamo a Febbraio... possiamo aspettarci dei commenti finali da Vincenzo in attesa del "compitino" di Febbraio? Wink
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Euridice



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MessaggioInviato: Mar 03 Feb 2009 20:06    Oggetto: Cita

Io ho la bimba con la bronchite asmatica Evil or Very Mad Piccola! E mi scusa ancora Crying or Very sad
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MessaggioInviato: Mer 04 Feb 2009 10:56    Oggetto: Cita

In attesa dell'esercizio di febbraio...

@ Fandango
La scrittura è fluida e prende. Però verso metà io mi sono persa e sinceramente non ho capito cosa succede (ogni?) venerdì...
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