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COMMENTI DI GENNAIO


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Autore Messaggio
valdam



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MessaggioInviato: Dom 25 Gen 2009 18:43    Oggetto: Cita

Andrea Cavallini ha scritto:
Valdam
Non conoscendo bene Virginia Woolf non riesco ad apprezzare il riferimento. Fino a circa la metà mi piace molto poi, mentre speravo in una descrizione del piccolo nido d’amore, hai preso una piega del tutto diversa. Con uno stile invidiabile, ma forse in parte fuori tema. Molto bella la chiusa, col riferimento al “proprio spazio” di cui tutti avremmo bisogno.

Grazie per lo "stile invidiabile"...
Virginia Woolf ha scritto un saggio, "Una stanza tutta per sè", in cui teorizza il diritto delle donne a godere di uno spazio proprio che permetta anche a loro di creare, studiare, inventare. E' un argomento trattato in chiave femminista, data l'epoca in cui viveva.
Su quanto il mio esercizio sia in tema o fuori tema, non saprei. Ho pure provato a chiedere chiarimenti, perché il tema non mi era del tutto chiaro. Poi alla fine mi sono basata sulla frase di Vincenzo:
Citazione:
1500 caratteri circa per raccontare il risveglio, oppure la notte, o anche un sogno, l'ozio, l'amore... Non vi è dubbio che avete più libertà

Mi è sembrato che non si trattasse di una descrizione fisica di uno spazio ma di un'azione, un sentimento, un momento ambientato nella camera da letto. Rispetto a questo mi sono presa la libertà di farle diventare tante camere da letto, con il desiderio di fondo di "una stanza tutta per sè" a legare fasi diverse della vita e ambienti fisici differenti...
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Valentina M. D'Amico
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tar-alima



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MessaggioInviato: Dom 25 Gen 2009 21:19    Oggetto: Cita

Altro giro, altro regalo... Wink

@Marcella: I primi due paragrafi non li trovo molto fluidi, forse cambierei un po' la punteggiatura e li sintetizzerei, ma è una questione di gusto personale. Il dialogo è efficace. L'ultima frase mi sa che non la capisco.

@Alberto: Bello, anche se il centro è forse più sul passato del protagonista che sulla stanza. Lo stile mi piace.
Citazione:
... stessi poster alle pareti e penne e carte in ordine sulla scrivania, ne sembro appena uscito, non un granello di polvere.
Il "ne" non mi piace tanto. Forse scriverei: "... stessi poster alle pareti e penne e carte in ordine sulla scrivania, non un granello di polvere, come se fossi appena uscito" o simili.

@Angelo F. 2: più chiaro adesso. Forse non tanto credibile questa Daniela che pare voglia fare la padrona di casa anche con il... padrone di casa! Però non è un romanzo, costruire i personaggi non è facile e neanche richiesto.
La 3 è tutta diversa, e carina. C'è qualche errore tipo punti mancanti o maiuscole mancanti dopo i dialoghi (anche nella 1 e nella 2), e una d eufonica. Nella 3 trovo troppo sincopata la descrizione iniziale della stanza.

@Caterina: La frammentazione in tre parti mi disturba un po' in un testo così breve; ci sono troppi eventi in poche righe, forse mi sarei concentrata su una o due delle scene, oppure avrei lasciato la prima inserita come mini-flashback.

@Paolo-demiurgo: già, perché "nuova" cameriera? Ho tolto l'aggettivo. "Per essere raccolti nelle elaborate acconciature" l'ho trasformato in "per le elaborate acconciature...".
Grazie dei commenti sempre azzeccati e professionali.

E grazie a tutti gli altri della lettura e dei consigli! Smile
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Grazia Gironella
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Angelo F.



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 11:15    Oggetto: Cita

tar-alima ha scritto:


@Angelo F. 2: più chiaro adesso. Forse non tanto credibile questa Daniela che pare voglia fare la padrona di casa anche con il... padrone di casa!


E se ti dicessi che Daniela è tratta da una storia vera? Very Happy

Citazione:
C'è qualche errore tipo punti mancanti o maiuscole mancanti dopo i dialoghi (anche nella 1 e nella 2), e una d eufonica.


Dovrei segnarmi questa regola: rileggere, rileggere, rileggere... !!
La d eufonica mi frega sempre: è una zavorra della scuola. Di solito uso il trova e sostituisci di Word per togliermele davanti Very Happy

Citazione:

Nella 3 trovo troppo sincopata la descrizione iniziale della stanza.


Sono arrivato ad un punto in cui, per avvicinarmi ai 1500 caratteri, non sapevo più dove tagliare e ne ha fatto le spese la descrizioni iniziale della stanza!

Grazie mille Wink
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Angelo Frascella
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 13:03    Oggetto: Cita

Angelo F. ha scritto:


−Questa è la camera in affitto.
Rino aprì la porta. La stanza era molto ampia.
Una parete scorrevole posta a metà creava un’anticamera con divanetto e tavolino. Sopra il letto un grande quadro astratto. Il coraggioso accostamento di colori trasmetteva ospitalità.
Mi guardai attorno. I dipinti erano ovunque. Una donna dal collo lungo e il viso triste. Un panorama di un paese che ricordava la mia Puglia.
−Li ho fatti io− disse Rino, con la sua risata ampia e accogliente −Quella nel ritratto è la prima ragazza a cui ho affittato la camera. Il paese è quello di Pino. Abitava qui quattro anni fa. Se non ti piacciono puoi toglierli. −La risata aveva, ora, note di limpida umiltà nei confronti delle proprie creazioni.
Una lampada giapponese nella prima metà della stanza ed un lavatoio da film in costume attirarono la mia attenzione. Appesa la fotografia di una frase scritta su un palazzo: “Neanche i sofficini sorridono più”
−Silvia amava l’oriente, Giacomo la storia. Anna collezionava immagini di graffiti. − La risata di Rino era tinta di nostalgia per gli amici lontani.
Guardai quel mosaico di vite e mi vennero in mente tutte le camere in cui avevo passato gli ultimi anni. In ciascuna di esse avevo lasciato un pezzo di me: il letto su cui avevo fatto, per la prima volta, l’amore, la scrivania su cui avevo trepidato per gli esami. Persino nella stanza da cui scappavo, perché la solitudine aveva generato in me la paura della paura.
−Sembri un bravo ragazzo. Se ti piace è tua.− la risata, questa volta, aveva i colori del grande quadro astratto.
−La adoro− risposi e già avevo individuato un punto libero sulla parete in cui avrei appeso questo piccolo racconto il giorno in cui sarei andato via.

Propongo le mie correzioni in ordine di apparizione sulla versione quotata, la “Danielaless” (evvai!) Very Happy

“Rino aprì la porta. La stanza era molto ampia.“: farei” Rino aprì la porta dell’ampia stanza: una parete scorrevole…”.
“ampia e accogliente”: toglierei “ampia”, è ripetuto e basterebbe accogliente, come concetto di grandezza
“Quella nel ritratto è la prima ragazza a cui ho affittato la camera”: non è bello iniziare con “quella”, anche nel nostro parlato quotidiano, suona un po’ dispregiativo. Farei: “La ragazza del ritratto è la prima a cui ho affittato la camera”
“. Il paese è quello di Pino. Abitava qui quattro anni fa.” Dopo “Pino” starebbe meglio una virgola.
“aveva, ora, note” metterei “suonava ora di”
“nei confronti delle”: “verso le”
“nella prima metà della stanza”:per semplificare metterei “nell’anticamera”, tanto si sta parlando evidentemente sempre della stessa stanza.
“attirarono la mia attenzione”: “mi attrassero”. Ma ripensandoci meglio, girerei un po’ tutta la frase, semplificandola,
da “Una lampada giapponese nella prima metà della stanza ed un lavatoio da film in costume attirarono la mia attenzione. Appesa la fotografia di una frase scritta su un palazzo.”
a: “Mi attrassero di quell’anticamera una lampada giapponese e un lavatoio da film in costume. E poi la fotografia appesa di una scritta su un palazzo…”
“Anna collezionava”: aggiungerei “invece”, così: “Anna invece collezionava”, per farla uscire fuori dal mero elenco di nomi.
“La risata di Rino”. Questa è una delle quattro risate di Rino. Se è voluto va rimarcato, con “ancora, di nuovo, l’ennesima, etc”. Se non è voluto andrebbe risolto. In questo caso si potrebbe inserire il termine ”la voce”, anche perché non riesco a immaginare una risata con tinte di nostalgia, anche se è vero che esistono risate amare, tristi, false, nervose, imbarazzate, in letteratura e in cinematografia. Per i miei gusti Rino qui ride un po’ troppo… Very Happy
“Persino nella stanza da cui scappavo, perché la solitudine aveva generato in me la paura della paura.” Qui non ho capito il collegamento con la frase precedente, che credo esista.
Dopo "questo piccolo racconto" metterei un bel punto per staccare la frase successiva identificando bene il nostro novello Ulisse.

Occhio poi agli spazi dopo i trattini ai possessivi e al tormentone "d", come diceva anche Grazia. Sono un po' come gli SMS senza spazi, o il gesso che stride sulla lavagna... Very Happy
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Alberto Sodani

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tar-alima



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 14:06    Oggetto: Cita

@Angelo F.: Mi è successa la stessa cosa con un racconto su un altro forum: la parte "reale" è risultata forzata a quasi tutti! Deve esserci un significato nascosto in questo...
Dicevo che la descrizione iniziale è sincopata per l'uso di soli punti, non per la lunghezza; le frasi brevi mi piacciono, ma non tante di seguito. E' solo una questione di gusti. Wink
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demiurgo



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 15:07    Oggetto: Cita

@Andrea, grazie del commento. E bello il tuo esercizio: ottima idea scegliere il momento del risveglio e mettere in scena una possibile confusione tra sogno e realtà. Lo stile mi sembra molto buono.
Nella prima frase:
Citazione:
Il cielo, nerissimo, è pieno di piccole stelle bianche che si muovono velocemente, poi rallentano e si raggruppano fino a formare la maschera bianca di Belfagor.

viene ripetuto bianche/bianca, uno dei due lo toglierei o sostiuirei.

@Valentina: Mi è piaciuto, molto intimo e significativo. E lo trovo scritto con uno stile piacevole e molto scorrevole; il mio unico appunto è sui puntini di sospensione, che personalmente non amo molto.
Citazione:
Quanto gliela invidiavo…

Ad esempio qui potresti toglierli... Smile
Citazione:
Una stanza grande quanto un letto singolo, un letto largo come due corpi abbracciati. Due corpi che sognavano, un giorno, un futuro.

Bello questo passaggio dove ogni frase allunga il testimone a quella successiva.
Citazione:
Bambini che sbucano sul lettone il sabato mattina, o che vengono di pomeriggio a giocare sul nostro letto perché è largo e ci si gioca bene. Nella nostra stanza, oltre al letto [...]

Ci vedo una ripetizione del termine "letto" o "lettone". Andrebbe sistemata secondo me perché anche prima lo nomini più volte.

@Euridice: carino! anche tu sei riuscita ad essere originale e la camera si è caricata di significati interessanti.
La reiterazione di "la mia camera" non mi dà fastidio, la trovo confacente al personaggio, che usa la frase quasi fosse una formula magica. Forse però dovevi scrivere "la nostra camera" e poi passare alla "mia camera" solo alla fine.
Il dialogo mi sembra funzionare. Battuta preferita:
Citazione:
– Fatti curare da un rabdomante!

Laughing

Pausa pranzo è finita... quindi stop per ora.
Alla prossima!
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Paolo Di Pierdomenico
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Euridice



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 15:19    Oggetto: Cita

Grazie per il commento. L'uso del "mia" fin dall'inizio nasce nella mia testa dal fatto che il personaggio femminile è talmente egoista da considerare solo "sua" la stanza pur condividendola con Marco... insomma è una vera bambina Very Happy Ciao
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E sognai talmente forte che mi usci' il sangue dal naso (Fiume Sand Creek di Faber)
Marcella Testa
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valdam



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 15:36    Oggetto: Cita

demiurgo ha scritto:
@Valentina: Mi è piaciuto, molto intimo e significativo.

Grazie mille, per il commento e per i consigli. Smile
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Valentina M. D'Amico
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 18:24    Oggetto: Cita

Andrea Cavallini ha scritto:

Alberto Sodani.
Ad una riunione del club Tenco Francesco Guccini una volta ha cantato Luci a San Siro premettendo che il titolo della canzone era “maledizione, perché non l’ho scritta io?” A me è sembrato un gran bel complimento. Ora, lungi da me l’idea di paragonare me e te a Guccini e Vecchioni, ma dopo aver letto il tuo racconto ho pensato esattamente lo stesso.
Ho solo due cose da annotare: io, se entro in una camera e vedo l’armadio scostato dal muro o non faccio nulla in quanto è pesante oppure cerco di accostarlo. Non ripeterei il titolo alla fine, il fatto che rimane “di guardia” è, a mio avviso, una bella conclusione.

un salutone a tutti.
Andrea


Andrea, grazie di cuore, nella folla domenicale non ti avevo visto, sto ancora sorridendo, troppo buono. Comunque lui, in effetti, tenta di accostarlo, non riesce, lo sposta in avanti e sente il rumore. era troppo complicato da inserire, ho sintetizzato, lasciando spazio alla fantasia; sul finale ero incerto, nel dubbio ho lasciato, si fa sempre in tempo a togliere, pensavo, poi invece m'è piaciuto ed è rimasto lì... Adesso mi tocca rimuginarci un'altra volta, 'nnaggia Andrea... Very Happy
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Alberto Sodani

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Matteo Mascheroni



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 18:31    Oggetto: Cita

Ritaglio di tempo!

tar-alima Laughing geniale!!! Molto molto originale e scritto bene! Anch'io toglierei la specificazione sulle acconciature dei capelli!
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Cile



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 20:19    Oggetto: Cita

Caterina: sono d'accordo con tar-alima. Troppe scene in poco spazio mi hanno confuso. Carino però.

Matteo (aiuto spero sia il tuo l'ultimo post Confused ) : Lo specchio è una gran trovata per me. Carino l'approccio intimista che hai dato al tutto. troppo veloce il ritmo, forse. A me ha madnato un po' in apnea...

Per Alberto: posso commentare anche i tuoi commenti?? GRANDE... e come di Totò..ho detto tutto!! Wink
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Cile



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 20:25    Oggetto: Cita

appunto.. l'ultimo post che ho commentato è di Claudio Costa e non matteo... Confused


Euridice: scusa ti avevo letto con piacere ma avevo dimenticato il commento! Molto bella la situazione. Interessante il dalogo e ben delineati i personaggi in così poco spazio!
Brava
Anche io avevo notato i possessivi... anche senza si capisce che il personaggio la considera sua... Wink
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 21:29    Oggetto: Cita

Tar-alima ha scritto:

Tende di raso alle finestre, tappezzeria a grandi peonie su fondo crema alle pareti, un tappeto persiano al centro della stanza. Il letto a baldacchino è elegante ma sobrio, cosa che non si può dire
dell’elaborata cassettiera rococò, né dei due tavolini da letto decorati a mosaico. Anche se gli arredatori hanno un po’ esagerato con il rosa, l’insieme è comunque d’effetto. E pensare che fino a una settimana fa non avevo nemmeno una casa…
Seduta alla toletta, mi lascio pettinare dalle mani tremanti della cameriera mentre contemplo la mia immagine riflessa nello specchio ovale. Occhi allungati, azzurri come il cielo; labbra ben disegnate, curve in un lieve sorriso che illumina il volto privo di rughe, collo flessuoso. E i capelli! Un vero dono naturale: biondi, fluenti, mi arrivano alla vita e sembrano fatti apposta per le elaborate acconciature che vanno di moda in questo periodo.
Cos’è questo vociare sguaiato? Una donna grida nel corridoio, qualcuno le risponde con voce acuta. Devo riprendere la governante; comportamenti simili sono intollerabili. Ma… che succede? Una forte vibrazione scuote la terra, la stanza si oscura di colpo… il mondo si capovolge, vengo scagliata contro le pareti… Il terrore mi prende alla gola. Un boato, poi il buio, e nel buio un grido attutito.
«Mammaaa! Adesso che ho messo a posto la Barbie, posso uscire a giocare?»


Molto carino, un mondo dentro l'altro. A gusto mio, farei a meno di qualche parola, vado in ordine di sforbiciata:

“Elaborata”: tanto “rococò “ spiega abbastanza.
“decorati”: basterebbe “a mosaico”
“comunque”: è un rafforzativo, togliendolo il senso della frase non cambia. Lo trovo più adatto nei dialoghi.
“nemmeno”: lo toglierei o lo metterei davanti ad “avevo”, così com’è mi da l’idea che il possesso di una casa sia il gettone minimo per vivere. Dovendo fingere fino all’ultima riga una situazione reale, chiaro… Very Happy
“riflessa”: c’è già “immagine” e c’è già “specchio” che dicono tutto.
“privo di”: metterei “senza”, più semplice.
“collo”: avendo messo l’articolo con “viso”, lo metterei anche qui, come se il sorriso illuminasse anche il collo da cigno.
“naturale”, trasformerei in “di natura” per evitare il doppio aggettivo.
“elaborate”: cercherei un’altra parola, qui mi viene in mente “sofisticate”, ma servirebbe qualcosa di taglio più da coiffeur
“che vanno”: toglierlo non cambierebbe il senso della frase.
“in questo periodo”: suona un po’ artificioso, come fosse visto da fuori da uno storico, o un punto di vista universale. Sarebbe meglio “adesso”, così è sempre lei a dare la sensazione di pensare-parlare.
“forte”: una vibrazione che scuote la terra è necessariamente forte.
Puntini: lascerei i primi, quelli all’inizio e dopo “Ma”; toglierei le due serie finali, sostituendoli con la virgola, per rendere più concitato gli avvenimenti fino alla sorpresa conclusiva.
Poi staccherei l’ultima riga, per il rientro alla realtà-colpo di scena. Molto carino.

Sono solo le mie solite elucubrazioni, le proverei, una alla volta o tutte insieme, poi magari vengono fuori dell’altro molto più interessante delle mie parole... Very Happy
Ciao, buona serata

P.S. Per il mio:. Sono contento che non ti sia dispiaciuto. Per quanto riguarda il "ne", non piace molto anche a me, la frase iniziale era identica alla tua, ma poi c'erano troppe "esse" e con la microparticella guadagnavo qualche carattere.
Per la centratura del tema è vero, divago, però penso che sia possibile anche far intuire in una narrazione particolari che "situano" una storia, seminandoli qua e là; ma forse questa è solo una questione di gusto personale... Very Happy

P.P.S. Le Barbie però erano famose per un altro particolare anatomico che sconvolse generazioni di adolescenti maschi, m'è venuto in mente adesso che manca nella descrizione... Very Happy Very Happy Very Happy
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Matteo Mascheroni



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MessaggioInviato: Lun 26 Gen 2009 22:23    Oggetto: Cita

Cile ha scritto:
Matteo (aiuto spero sia il tuo l'ultimo post Confused )

appunto.. l'ultimo post che ho commentato è di Claudio Costa e non matteo... Confused



Per un attimo ho temuto di avere uno sdoppiamento di personalità: una che scrive a iosa e una che non trova il tempo per farlo!!
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Mar 27 Gen 2009 12:19    Oggetto: Cita

Andrea Cavallini ha scritto:
INCUBO

Il cielo, nerissimo, è pieno di piccole stelle bianche che si muovono velocemente, poi rallentano e si raggruppano fino a formare la maschera bianca di Belfagor.
Mi sembra di avere al posto del cuore un tamburo di un film di Tarzan.
…apro un occhio. Sto nuotando nel sudore. Guardo lentamente in giro. La luce entra da sottili fessure nella finestra di fronte a dove mi trovo e mette in evidenza dei segni sul muro che sembrano uguali ai miei disegni. Nella parete a fianco una grande libreria, proprio come….. Due file di libri sono chiaramente visibili. Una lunga striscia bianca e, nello scaffale superiore, una più corta scura. Assomigliano molto alle mie collezioni di Urania e Guerra d’Eroi. Gli occhi impastati non mi fanno distinguere bene le cose, ma ho paura di scoprire le braccia per strofinarmeli. Al centro della camera la forma di una scrivania che mi sembra familiare. Alzo di poco la testa per riuscire a vedere il piano …sì, quella specie di modellino di missile alieno potrebbe essere la Carioca che mi ha regalato papà. Ho meno paura, ma voglio essere sicuro. Guardo di fianco al letto, vedo il cubo nero. Il vecchio comodino di noce del nonno. Devo fare un certo sforzo per allungare il dito e toccarlo. Lo spingo un po’ e lui traballa. Tolgo la mano e torna nella posizione iniziale con un tunf sul pavimento che riconosco subito.
Sono nella mia camera.


È carino; Belfagor invadeva spesso i miei sonni di bambino. Avrei delle proposte correttive, sul testo, non su Belfagor:

“Il cielo, nerissimo, è pieno di piccole stelle bianche che si muovono velocemente, poi rallentano e si raggruppano fino a formare la maschera bianca di Belfagor.”. Toglierei le virgole all’inizio, per non bloccare immediatamente chi legge alla prima parola e spingerlo invece a proseguire, così: “Il cielo nerissimo è pieno di piccole stelle bianche, si muovono rapide, poi rallentano e si raggruppano formando la (gelida) maschera argentea di Belfagor.” È vero che il doppio aggettivo non è il massimo, a volte però risolve eccessive spiegazioni con poche lettere.

Anche nel secondo gruppo di frasi farei dei cambi, unendole quanto basta per comunicare l’ansia del protagonista “Mi sembra di avere al posto del cuore un tamburo di un film di Tarzan.
…apro un occhio. Sto nuotando nel sudore. Guardo lentamente in giro.” lo trasformerei in: “Al posto del cuore ho il tamburo di un film di Tartan, apro un occhio mentre nuoto nel sudore, mi guardo intorno, con lentezza.”

“La luce entra”: starebbe meglio “la luce penetra”, del resto è attraverso fessure, non entra in pompa magna come da una finestra spalancata. Very Happy
“da sottili fessure nella finestra di fronte a dove mi trovo e mette in evidenza dei segni sul muro”: farei un po’ di pulizia, sintetizzando dove serve, in questo modo: “da sottili fessure della finestra evidenziando segni sul muro” Chi legge secondo me intuisce che la finestra si trovi di fronte o di lato a dove si trova il ragazzo, specificarlo è un po’ come torcergli la fantasia nella direzione decisa da te; secondo me invece va stimolata, la fantasia, suggerendo senza dire, certo però chiudendo i passaggi quando si vuole indirizzare di qua o di là, come fa il pastore con le pecore.
“proprio come…..”: l’interruzione con i cinque puntini non l’ho capita.

“Due file di libri sono chiaramente visibili. Una lunga striscia bianca e, nello scaffale superiore, una più corta scura.”: anche qui andrebbe riorganizzata. “bianca” è la terza volta che compare in poche righe, “chiaramente”, ennesimo avverbio, si potrebbe sacrificare e utilizzare “chiara” come sinonimo di ”bianca”, che farebbe anche comodo come contrasto con “scura” subito dopo. Riassumendo: “Due file di libri sono ben visibili: una lunga striscia chiara sotto una scura, più corta.”

“le cose”: lo toglierei, o eventualmente sostituirei con “gli oggetti”, più preciso anche se indefinito.
“ho paura di scoprire”: metterei “ho paura a scoprire”, mi suona meglio, ma forse è questione di gusto.
“che mi ha regalato papà”: “regalata da papà”, più semplice e diretto.



“Guardo di fianco al letto, vedo il cubo nero”: anche qui semplificherei: “A fianco del letto vedo un cubo nero”

“Lo spingo un po’ e lui traballa.”: toglierei “e lui”, servirebbe nella frase successiva. Qui sostituirei con la virgola, così: “Lo spingo un po’, traballa.”

“Tolgo la mano e torna nella posizione iniziale con un tunf sul pavimento che riconosco subito.”: anche qui farei dei piccoli cambi, certo poi andrebbe provato leggendo anche a voce alta per verificare gli effetti. Allora, inserirei il “lui” prima di”torna”, toglierei “pavimento”, i comodini in genere albergano sul pavimento, Very Happy, e invece metterei una virgola dopo “riconosco” per accentuare l’effetto del “subito” e quello della chiusa successiva. Così: ” Tolgo la mano e lui torna nella posizione iniziale con un tunf che riconosco, subito.”

È tutto da provare, of course,, come si fa con gli esperimenti. Very Happy Very Happy Very Happy
Ciao buona giornata. E grazie di nuovo, ieri alla radio ho sentito un pezzo di Vecchioni e mi veniva da ridere. Very Happy
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Alberto Sodani

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