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I TITOLI IN VALUTAZIONE E QUELLI IN CODA


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Franco Forte



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MessaggioInviato: Mar 23 Set 2008 18:01    Oggetto: I TITOLI IN VALUTAZIONE E QUELLI IN CODA Cita

Vorrei tranquillizzare tutti coloro che ci hanno mandato (e ci stanno mandando) romanzi per la collana Storie di draghi, maghi e guerrieri: i testi sono in valutazione, e non appena concludiamo la lettura incrociata di un romanzo, scriviamo subito agli autori per spiegare se lo riteniamo valido oppure no.

Al momento abbiamo in lettura i seguenti romanzi (non metto i nomi degli autori per questioni di riservatezza, ma loro riconosceranno i titoli dei propri testi):

- Armatura e possanza della luce
- Esel
- Il tempo dell'Arcivento
- Gli orchi di Kunnat
- La guerra segreta
- La corona di fuoco
- Glimth

Sono in attesa di essere valutati (prossimo giro):

- Il legame spezzato
- Viaggio ad Avalon
- La maledizione del drago
- L'artiglio

Sono invece già stati scelti per la pubblicazione altri due romanzi, di cui prossimamente daremo notizia nella sezione "I contratti di Delos Books".

Grazie a tutti per la pazienza.
Ciao
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Franco Forte
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MessaggioInviato: Lun 09 Mar 2009 20:53    Oggetto: Cita

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Franco Forte



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MessaggioInviato: Mar 10 Mar 2009 11:03    Oggetto: Re: 6 mesi?!? Cita

sergio1269 ha scritto:
Egregio direttore,
Sono passati sei mesi dall'ultimo aggiornamento. Per chi, come me, ha un titolo in valutazione restare sulle spine per così tanto tempo è un po' pesante. C'è qualché novità o avete ricevuto tanti di quei manoscritti da impegnare trent'anni dei vostri calendari editoriali?
La mia è pura ironia, ma la domanda rimane.
Very Happy
PAX
Sergio


La pura ironia dovrebbe cercare di fare i conti da una parte con il buonsenso, dall'altra con la realtà dei fatti.

Lascio il buonsenso a chi ce l'ha, mentre per quanto riguarda la realtà dei fatti, mi basta dire che questa collana pubblica 9-10 titoli l'anno, e che le scelte editoriali fatte sino a oggi comportano l'acquisto di testi fino a tutto il 2010. Come dire che le opere che stiamo valutando adesso potranno entrare in calendario non prima del 2011.

La tua ironia, quindi, dovrebbe prendere atto del fatto che per un editore non ha molto senso accelerare il lavoro di cernita e valutazione dei romanzi con così tanto tempo di anticipo, soprattutto in un momento editoriale nazionale di grande difficoltà.

In soldoni: abbiamo fatto delle ottime scelte che presto renderemo pubbliche e che andranno a coprire tutte le uscite di quest'anno e del prossimo, ma per tutti i romanzi in coda (e ogni giorno praticamente se ne aggiunge uno, per cui quella lista da me indicata è ormai lunga il quadruplo) ci vuole pazienza, perché il lavoro di valutazione è tanto, serie e impegnativo (noi non leggiamo la prima cartella per poi rispondere con lettere prestampate agli autori, come fanno troppe case editrici), e comunque non impellente, perché non avrebbe senso, oggi, selezionare opere da mettere in calendario nel 2011.

Questo non significa che smettiamo di leggere e valutare: semplicemente, adesso che la collana sta viaggiando con le sue gambe e i romanzi in lettura piovono con regolarità, non abbiamo più l'urgenza di formare un blocco corposo di libri da pubblicare, che possa garantire regolarità di uscita, come succede sempre quando si avvia una nuova collana.

Adesso siamo entrati nella fase di scelta dei testi a mano a mano che le nuove uscite daranno spazio ai nuovi inserimenti nel calendario editoriale, e quindi con tempi e ritmi certamente più rilassati rispetto a prima, per quanto sempre molto impegnativi.
Ciao
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GotikHouse



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MessaggioInviato: Mar 10 Mar 2009 21:12    Oggetto: Cita

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Ultima modifica di GotikHouse il Ven 20 Mar 2009 23:35, modificato 1 volta in totale
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Franco Forte



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MessaggioInviato: Mer 11 Mar 2009 12:01    Oggetto: Cita

Mah, nessuno qui dice agli autori di limitare il loro ventaglio di proposte agli editori, di scrivere esclusivamente per Delos Books, di ridurre trilogie fantasy per la speranza di farsi leggere da noi. Anzi, se c'è qualcuno, nel grigio mondo editoriale, che non ha mai avuto problemi a sollecitare gli autori a provare esperienze anche con altri editori, proprio per non "ingabbiarli" troppo, sono io. Gli editori generalmente tentano di tenere per sé gli autori, anche contro l'interesse degli scrittori stessi, perché sperano che se un autore arriva al successo, il grosso editore sia disposto a pagare bene per rilevarlo (molti contratti sono strutturati proprio per questo). Noi di DB non lo facciamo, e già non mi pare poco.
Per quanto riguarda poi i tempi, dici di essere ferrato del campo editoriale, eppure ti assicuro che in tutte le case editrici le cose si svolgono esattamente come in Delos Books, anzi noi abbiamo tempi che rispetto alla media sono ristrettissimi. Un esempio? Io ho firmato un contratto con Mondadori nella prima metà del 2008 per un libro che uscirà a metà 2010. La cosa non mi preoccupa certo, so che funziona così, che i calendari editoriali sono strane creature mutevoli e bizzarre, soggette a continue metamorfosi. certo, avrei potuto dire di no a Mondadori e cercare un altro editore, magari per uscire 6 mesi prima. E' stata una mia scelta, non certo un obbligo. Idem per la nostra collana sui draghi. Arriva tantissima roba, la gran parte la scartiamo (a oggi, su una dozzina di romanzi selezionati ne abbiamo scartati quasi quaranta), su qualcuno proviamo a rimettere gli autori al lavoro, altri li prendiamo e ci dedichiamo all'editing con la prospettiva della pubblicazione. I tempi per fare tutto questo sono mutevoli, difficilmente calcolabili e comunque mai certi.
Se un autore vuole cercare altre strade è liberissimo di farlo, non mi sentirà mai chiedergli di rinunciare per restare in attesa presso di noi.
Ma per cortesia, non mi chiedete di darvi aggiornamenti continui sulla sorte dei vostri scritti solo perché me li avete mandati. Su questo forum e privatamente con gli autori intesso un dialogo costante, quasi giornaliero. Se non riesco a farlo con tutti subito è solo perché siete tanti, forse troppi. Il che da una parte è un bene, dall'altro significa solo tanto lavoro e l'eventualità, ogni tanto, di perdere la pazienza.
Ciao
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Elyria



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MessaggioInviato: Mer 11 Mar 2009 14:52    Oggetto: Cita

Una domanda a Franco: ha senso inviare ora un romanzo in valutazione oppure no? Lo chiedo solo per regolarmi, non ho un ventaglio di case editrici tra cui scegliere e vorrei mandarlo a Delos.
Però, se dovete smaltire così tanti arretrati, forse è meglio aspettare Question
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Franco Forte



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MessaggioInviato: Mer 11 Mar 2009 17:15    Oggetto: Cita

Kinzica ha scritto:
Una domanda a Franco: ha senso inviare ora un romanzo in valutazione oppure no? Lo chiedo solo per regolarmi, non ho un ventaglio di case editrici tra cui scegliere e vorrei mandarlo a Delos.
Però, se dovete smaltire così tanti arretrati, forse è meglio aspettare Question


Il concetto è questo: prima lo mandi, prima ti metti in coda. Noi non leggiamo i libri basandoci sul nome più o meno noto dell'autore, ma sul momento di arrivo in redazione. Più aspetti, più rischi che altri mandino i loro e quindi che la fila si allunghi.
Ciao
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Elyria



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MessaggioInviato: Mer 11 Mar 2009 19:41    Oggetto: Cita

Ok, capito, grazie mille Very Happy

Cris
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Lisistrata



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MessaggioInviato: Lun 16 Mar 2009 11:02    Oggetto: Cita

Sergio, scusa, ma alla fin fine credo che se un autore manda il suo scritto anche ad altri, nessuno gli possa dire niente: nel magico mondo dell'editoria funziona così, mandi a un po' di gente e se qualcun è interessato si fa avanti, con buona pace degli altri.
Gli autori con cui hai parlato saranno mica obbligati a mandare lo scritto solo alla Delos! Se un'altra casa editrice è più veloce e propone il contratto per un progetto di più ampio respiro, come dici tu, meglio per loro.
Io personalmente sto scrivendo qualcosa di volutamente breve e autoconclusivo che, senza offesa per l'eccellentissimo direttore, proverò a mandare anche ad altri Wink
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Lucia Grazia Maria Zambrano

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Franco Forte



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MessaggioInviato: Mar 17 Mar 2009 12:48    Oggetto: Cita

Lisistrata ha scritto:
Sergio, scusa, ma alla fin fine credo che se un autore manda il suo scritto anche ad altri, nessuno gli possa dire niente: nel magico mondo dell'editoria funziona così, mandi a un po' di gente e se qualcun è interessato si fa avanti, con buona pace degli altri.
Gli autori con cui hai parlato saranno mica obbligati a mandare lo scritto solo alla Delos! Se un'altra casa editrice è più veloce e propone il contratto per un progetto di più ampio respiro, come dici tu, meglio per loro.
Io personalmente sto scrivendo qualcosa di volutamente breve e autoconclusivo che, senza offesa per l'eccellentissimo direttore, proverò a mandare anche ad altri Wink


Scusate se contesto questa mentalità, che purtroppo è molto diffusa, ma è anche molto egocentrica e non rispettosa del lavoro altrui. Ovviamente ognuno è libero di fare ciò che vuole, però considerate questo esempio: Tizio mi manda un suo romanzo in valutazione. Io credo che me l'abbia mandato perché ritiene la mia casa editrice e la mia collana degli sbocchi interessanti per la sua opera. In questo clima di reciproca fiducia affido il suo libro a un mio valutatore, che pago per il lavoro che fa. Poi, quando il valutatore mi dice che l'opera è interessante, la leggo anch'io, lavorandoci sopra a mia volta. Alla fine, ritengo che il libro potrebbe essere pubblicabile, ma magri prima ancora che abbia terminato di leggerlo, o prima che riesca a scrivere a Tizio, questo mi comunica bello bello che un altro editore è arrivato prima di me e glielo pubblica lui.

Secondo voi come dovrei sentirmi? Prima di tutto tradito nel rispetto e nella reciproca fiducia che avevo immaginato (vengo a sapere in realtà che Tizio ha mandato il suo libro a tutti, fregandosene del fatto che un editore per valutare il suo testo deve lavorare e spendere soldi), e poi che ho perso un sacco di tempo per fare un lavoro che non ha portato a niente.

Pensate che allegria, per le case editrici, se ci fossero 5, 10, 20 autori come Tizio tutti i mesi con cui avere a che fare. Una marea di lavoro sprecato, un sacco di soldi spesi... per che cosa? Per niente.

Ecco allora che da parte degli editori scatta un meccanismo automatico di difesa contro gli esordienti. Non ci si fida più, non ci si sbatte più troppo a valutare i loro dattiloscritti (tanto li avranno mandati a tremila editori, inutile perdere tempo e soldi in una gara a tempo) e non si ha certo fretta di valutarli: meglio far passare il tempo e verificare che succede.

Come vedi, il tuo modo di fare, per quanto apparentemente innocuo, alla fine si ritorce contro di te e contro la massa più generica degli autori esordienti, che non ottengono più fiducia da parte degli editori, che non vogliono perdere tempo e denaro a rincorrere chi si fa solo i propri interessi e se ne frega del lavoro degli altri.

Naturalmente, per un autore che fa così magari ce ne sono dieci che invece sono correttissimi e rispettosi dei loro rapporti con gli editori, ma purtroppo tutto si confonde in un'unica massa compatta di referenti poco affidabili e da cui prendere le distanze.

Capisci, quindi, perché personalmente sono contrario a questo genere di comportamento? Poi ognuno è libero di fare come vuole, però forse, oltre che a se stessi, ogni tanto gli autori esordienti dovrebbero pensare anche a come vengono interpretate le loro azioni da chi sta dall'altra parte della scrivania. Credo che servirebbe a tutti, autori ed editori.
Ciao
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Lisistrata



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MessaggioInviato: Mar 17 Mar 2009 13:14    Oggetto: Cita

Scusa, ma se ogni casa editrice ci mette in media tra i quattro e gli otto mesi per valutare un titolo, e io in quanto esordiente non ho affatto la certezza di essere pubblicata, che faccio? Ci metto anni per far girare uno scritto a poche case editrici? Al massimo posso premunirmi di spedire prima una sinossi, aspettare che mi arrivino le risposte di chi vuol leggere il testo per intero e spedirlo loro, cosa da far risparmiare tempo e soldi a tutti.
Se una casa editrice ci mettesse che so, un paio di mesi, allora il tuo ragionamento filerebbe: mando ad uno, aspetto la risposta, se va bene ok, se no mando ad un altro. Ma se invece mando ad uno e la risposta mi arriva dopo sei/otto mesi, ed è negativa, poi lo mando ad un altro, altri sei/otto mesi, di nuovo negativa, e ad un terzo, vedi sopra, che faccio? Magari al quarto mi andrebbe pure bene, ma intanto sono passati anni e starò pure lavorando ad altro, pensando ad altro eccetera.
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MessaggioInviato: Mar 17 Mar 2009 13:24    Oggetto: Cita

Ah, e questo presuppone che le case editrici rispondano anche in caso di risposta negativa, cosa che non tutte fanno: tante lasciano l'autore a cuocere nel suo brodo, in attesa, e allora che fai? Io ho spedito la sinossi dell mio primo libro a molte case editrici, cosa che tra l'altro mi avevano consigliato di fare anche alcuni dei responsabili con cui ho parlato per telefono, e già solo così sono rimasta in ballo più di due anni, per niente. Molte non mi hanno nemmeno risposto, e delle due che mi hanno chiesto il testo intero, una ci ha messo cinque mesi a valutarlo, l'altra un anno, senza contare il tempo di attesa prima per la sinossi.
Ma che dovrei fare? Spedire solo ad una e sperare per un anno che mi sia andata bene al primo colpo, magari senza avere nemmeno uno straccio di risposta?
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MessaggioInviato: Mar 17 Mar 2009 15:31    Oggetto: Cita

Lisistrata ha scritto:
Scusa, ma se ogni casa editrice ci mette in media tra i quattro e gli otto mesi per valutare un titolo, e io in quanto esordiente non ho affatto la certezza di essere pubblicata, che faccio? Ci metto anni per far girare uno scritto a poche case editrici? Al massimo posso premunirmi di spedire prima una sinossi, aspettare che mi arrivino le risposte di chi vuol leggere il testo per intero e spedirlo loro, cosa da far risparmiare tempo e soldi a tutti.
Se una casa editrice ci mettesse che so, un paio di mesi, allora il tuo ragionamento filerebbe: mando ad uno, aspetto la risposta, se va bene ok, se no mando ad un altro. Ma se invece mando ad uno e la risposta mi arriva dopo sei/otto mesi, ed è negativa, poi lo mando ad un altro, altri sei/otto mesi, di nuovo negativa, e ad un terzo, vedi sopra, che faccio? Magari al quarto mi andrebbe pure bene, ma intanto sono passati anni e starò pure lavorando ad altro, pensando ad altro eccetera.


Tu parti dal presupposto che le case editrici ci mettano 8 mesi a risponderti perché lo fanno apposta. O perché se ne fregano. Be', ti sbagli, e anche di grosso. Lo fanno perché hanno un sacco di lavoro da smaltire e poi perché, come ti ho spiegato, proprio a causa di autori che spediscono il loro testo a tutti, ricevono tonnellate di dattiloscritti e diffidano di questi esordienti che fanno "spam", per cui non si prendono più troppo cura di seguirli con attenzione.
Ormai è difficile capire se è nato prima l'uovo o la gallina, ma purtroppo la situazione è degenerata: se 1000 autori mandano il loro libro a 1000 editori, ogni editore ha 1000 libri da valutare, e sono tantissimi. Se quei 1000 mandassero ognuno a 1 solo editore alla volta, ogni editore avrebbe poche decine di testi da valutare (contando le inevitabili sovrapposizioni) e tutto sarebbe molto più rapido e soddisfacente per tutti.
Ma evidentemente questo ragionamento non è facile da far capire all'autore che smania per essere pubblicato, me ne rendo conto.
Quindi la cosa migliore da fare, se non altro, è avvertire che il proprio dattiloscritto è in valutazione anche presso altri editori. Magari questo servirà solo a farvi mettere ulteriormente in coda, ma almeno avrete salvato le apparenze e la vostra onestà intellettuale (se a qualcuno può fregare qualcosa Confused).
Ciao
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MessaggioInviato: Mar 17 Mar 2009 17:37    Oggetto: Cita

Guarda che io lo so e lo capisco che le case editrici non lo fanno apposta a metterci una vita, ma io che ci posso fare? Non smanio per essere pubblicata a tutti i costi, se no mi sarei rivolta ad una casa editrice a pagamento, ma voglio essere letta, voglio avere una possibilità, cosa che non otterrò facendo la brava bimba e mettendoci secoli per proporre un testo. Mi spiace, ma non mi sento in colpa perchè mando una sinossi a più editori (che comunque scelgo perchè considero seri, valenti), e non penso che questo vada a discapito della mia onestà intellettuale.
Inoltre ripeto, io prima di spedire le sinossi mi sono informata chiamando le stesse case editrici, e più di una mi ha consigliato di mandare la sinossi un po' in giro, a causa dei tempi lunghi.
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MessaggioInviato: Mer 18 Mar 2009 11:02    Oggetto: Cita

Lisistrata ha scritto:
Guarda che io lo so e lo capisco che le case editrici non lo fanno apposta a metterci una vita, ma io che ci posso fare? Non smanio per essere pubblicata a tutti i costi, se no mi sarei rivolta ad una casa editrice a pagamento, ma voglio essere letta, voglio avere una possibilità, cosa che non otterrò facendo la brava bimba e mettendoci secoli per proporre un testo. Mi spiace, ma non mi sento in colpa perchè mando una sinossi a più editori (che comunque scelgo perchè considero seri, valenti), e non penso che questo vada a discapito della mia onestà intellettuale.
Inoltre ripeto, io prima di spedire le sinossi mi sono informata chiamando le stesse case editrici, e più di una mi ha consigliato di mandare la sinossi un po' in giro, a causa dei tempi lunghi.


Ma sì, non è una critica a te, io parlo in generale, e cerco di spiegarti perché ci troviamo in questa situazione. Fai conto di essere un soldato in guerra, che in una trincea al fronte parla con un amico. Ti puoi lamentare che non l'hai provocata tu, la guerra, ma ci sei dentro comunque fino al collo. Certo, vista la situazione vai avanti a sparare più che puoi, perché o fai così o magari qualcuno spara a te, però... e se tutti deponessero i fucili? Finirebbe la guerra, credo. Il problema è che siamo nel mondo delle utopie, e al giorno d'oggi è più facile continuare a sparare nel mucchio, piuttosto che abbandonare le armi.
Quello che voglio dire è che se qualcuno cominciasse pian pianino a rinfoderare le pistole e a cercare metodi alternativi di dialogo con "l'altra parte", forse ne guadagneremmo tutti.
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