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Autore Messaggio
Fabrizio Bianchini



Registrato: 28-12-2002 01:00
Messaggi: 3219
Località: tolentino (mc)

MessaggioInviato: Lun 22 Gen 2007 21:49    Oggetto: Cita

be', io ho acquistato due copie e me le sono tenute.
_________________
Vianghì, gnec gnec gnec
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franzisca



Registrato: 17-01-2005 16:09
Messaggi: 167
Località: torino

MessaggioInviato: Lun 22 Gen 2007 23:08    Oggetto: Cita

Che peccato. Io mi sono un po' allontanata dal forum ultimamente ma non per lesa arroganza. Il Quaderno l'ho comprato pure, ma ammetto di averlo fatto perchè era edito da Delos che conosco attraverso questo forum e la rivista. Al salone del libro, dove ho preso il libro c'erano centinaia di case editrici che promuovevano i propri lavori, ma io, che sono diffidente per natura e ho sempre paura di comprare un libro brutto, non mi fido di comprare alla cieca. Mi fido di un libro edito da case editrici che già conosco. Per conoscerne di nuove mi affido al consiglio di qualcuno, ho scoperto i libri della Fernandel perchè su internet qualcuno me ne aveva consigliato uno, comprato, l'ho trovato buono e quindi ho messo quella casa editrice nella lista delle affidabili. Capita anche che compri un libro spinta dalla trama, dal titolo e dalla copertina, ma uso in maggioranza il passaparola e l'affidabilità della casa editrice. Perchè perfettamente calata nella parte di lavoratrice precaria di un call centre, i soldi non sono molti. Non ho nulla contro lo scrittore italiano in genere, anzi una bella storia italiana ha sicuramente maggiore attrattiva per me, in quanto amo immedesimarmi nei protagonisti, amo che si parli di me in quello che leggo, ed è più probabile che accada se chi scrive è mio conterraneo, e allo stesso tempo penso di poter imparare di più come scrittrice da un autore che usa la mia stessa lingua.
Però spesso nella quarta di copertina dei libri italiani delle piccole case editrici si sente la mancanza di una trama. E parlo di mainstream. Io ho comunque bisogno in un libro di una storia che sappia coinvolgermi, ho il terrore di trovarmi di fronte una prosa poetica noiosa e le pippe mentali del prosatore. Non dico che siano tutti così i libri editi dalle piccole case, ma ne ho trovati e chi me lo fa fare di rischiare un'altra fregatura, quando il mercato editoriale sforna una quantità di titoli da avere l'imbarazzo della scelta, e mi sento più sicura a prendere il libro di un autore francese che se è arrivato fino in Italia sicuramente è stato gradito da almeno due case editrici e dai lettori del proprio paese che l'hanno acquistato? (Ho momentaneamente vietato la punteggiatura nel mio regno, scusatemi)
Probabilmente sbaglio a fare così, ma è un ragionamento abbastanza inconscio che cerco di combattere eppure spesso associo un nome italiano a un libro noioso. Immagino che sia così per molti altri lettori.
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