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alberto sodani
Registrato: 23-05-2006 16:09 Messaggi: 1282
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Inviato: Dom 31 Dic 2006 20:38 Oggetto: Il Cercatore di gatti |
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Il Cercatore di gatti
di Alberto Sodani
Traccia: Crimini e misfatti
– Continuare a sbattere le uova a bagnomaria, insieme allo zucchero e al marsala finché non raggiungono una consistenza a nastro, tale da poter “scrivere”…
Tu senti un tonfo. Enorme, sordo, improvviso.
Qualcosa di pesante e morbido allo stesso tempo. E fruscìo di foglie fuori di casa. Fermi lo sbattitore: Marta, sul bordo del piano-cucina, le gambe lunghe e acerbe accavallate, smette di leggere ad alta voce.
– Papà, cos’era?
– Non lo so, sembra fuori…
– Papà è fuori! – dice Flavio dalla finestra. – Solo che non si vede niente.
Ancora altro rumore: persiane e grida. Vi affacciate sul balcone, come tutti, tuffando gli occhi nel buio denso di palazzi gemelli. La finestra di uno dei giardinetti è aperta, le luci interne accese: carponi sull’erba una donna illumina con la torcia una massa informe. Piange. Guarda i mille occhi, ombre chiare sugli spalti scuri. E urla.
– Un’ambulanza, per favore! Fate qualcosa, invece di guardare!
Nella penombra distingui il tavolo bianco macchiato di sangue e la sedia deformata e i rami spezzati come da un colpo di vento: un vento di ferro. Speri che i tuoi figli non vedano, nella notte falciata di blu intermittente: – Ragazzi, rientriamo. Ci stanno pensando altri.
– Papà, un attimo! Voglio capire che succede.
– Marta, lascia stare… si è fatto male, è già arrivata l’ambulanza e adesso lo portano in ospedale. Torniamo a preparare il dolce. Per favore.
– Oddio! – le sue dita sfiorano labbra e orrore. – È morto, papà?
– Non è morto ancora nessuno, c’è l’infermiere con l’ossigeno. I morti mica respirano! Sempre la solita tragica tu… – taglia corto Flavio, chiudendo la finestra.
– Sentite, è tardi. Finiamo il dolce e andiamo a dormire. Domattina m’informo e vi faccio sapere – prometti svogliato. – Forza, che domani c’è scuola, sbrighiamoci.
Suona la sveglia. Ti prepari in fretta e poi li tiri giù dal letto. Dopo la colazione scarna di parole scendi per le merende: appuntamento sotto casa.
Li aspetti giù al portone parlando col portiere, la pizza calda e profumata fra le mani, le parole di Giulio fra i pensieri: ti dice che quello di ieri notte si chiama Mario Fulgenzi, un tipo particolare, ma bravo.
– Perché particolare?
– Un solitario, sta spesso a casa senza uscire. Abita all’attico di fronte al nostro palazzo. È solo, credo che sta in pensione, ma riceve posta da tutto il mondo; sa, a volte la mandano qui per errore e ritirandola lui si ferma da me a chiacchierare: parla continuamente del suo gatto e di sport, tutti, pure quelli americani. Un brav’uomo, però era un po’ strano: pare che ieri sera stava a cercare il gatto sul cornicione.
– Era? Allora è morto! E adesso chi lo dice a Marta?
– No dottore! Non è morto, me l’ha detto la moglie di mio zio. Sa, il fratello lavora al Pronto Soccorso qui vicino. Sta in prognosi riservata, vivo. Non è incredibile?
I ragazzi arrivano, all’ultimo momento come al solito; salutate Giulio.
– Noi dobbiamo andare, siamo in ritardo. Grazie delle notizie!
Vi precipitate in macchina e partite a razzo. Nonostante la guida spudorata la conversazione è molto calma: Marta è curiosa.
– Che ha detto Giulio di ieri sera?
– Si chiama Mario Fungente, o Fulgenzi, non mi ricordo; forse è caduto cercando di prendere il gatto sul cornicione. – L’anticipi: – È vivo.
– Papà, ma ti sembra normale che uno va a cercare un gatto, camminando tipo sul cornicione? – dice Flavio.
– Che uno vada a cercare, Flavio; e tipo non c’entra niente! Comunque potrebbe essere benissimo, certo.
– Se io avessi avuto un gatto l’avrei fatto, papà.
– E infatti sei una deficiente uguale a quello lì, il Cercatore di gatti. A momenti muore! – ride Flavio.
– È ancora vivo e tu sei uno scemo cosmico.
– Ragazzi basta! Eccoci a scuola. Otto e un minuto: se fate tardi pure domani, andate a piedi ed entrate alla seconda ora, senza rally di quartiere. Per quel tizio di ieri, invece, sono curioso anch’io: chiamo il Pronto Soccorso e stasera vi racconto.
Guidi lentamente, lasciando lambire l’ombra dolce dei loro baci dal silenzio improvviso. Inizi a lavorare più tardi, oggi; emozioni e curiosità ti stanno tormentando, così lungo la strada passi in ospedale: ti dicono che l’hanno trasferito in Terapia Intensiva.
– Sì, Fulgenzi è qui da noi, guardi però che non è orario di visite e non sono ammessi estranei – la caposala sembra inflessibile.
– Mi scusi, ma sono il medico curante, stamattina dovevo visitarlo a casa, mi faccia almeno sincerare – alleghi il tesserino al sorriso professionale.
– Va bene, dottore – dice malvolentieri. – Chiamo il medico di guardia.
È l’unico occupante della sala rianimazione, il Cercatore di gatti. Fili e tubi e cateteri collegati a fonti di vita elettroniche ne raggiungono la scultura in gesso e acciaio, mentre l’anima balla lieve sui monitor al suono del cardiografo; fili polverosi uniscono i monitor tra loro, altri fili polverosi si smarriscono nel muro screpolato. Sobbalzi. Una voce improvvisa, alle tue spalle: _________________ Alberto Sodani
detto il ............, (da qualche parte, qui nel forum)
...per seguir virtute e canoscenza
Festina lente...
Ultima modifica di alberto sodani il Mar 09 Gen 2007 13:32, modificato 2 volte in totale |
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alberto sodani
Registrato: 23-05-2006 16:09 Messaggi: 1282
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Inviato: Dom 31 Dic 2006 20:45 Oggetto: |
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Bon divertissement... Et bonne Année, a tout le monde, naturellement.
Alberto _________________ Alberto Sodani
detto il ............, (da qualche parte, qui nel forum)
...per seguir virtute e canoscenza
Festina lente... |
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Gabriella Saracco
Registrato: 03-03-2005 09:19 Messaggi: 2240 Località: Roma
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Inviato: Lun 01 Gen 2007 20:08 Oggetto: |
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Bello. Ben scritto.
Mi piacciono molto i dialoghi fra padre e figli.
Alcune espressioni sono proprio folgoranti:
“nel buio denso di palazzi gemelli”
“un vento di ferro”
“Fili e tubi e cateteri collegati a fonti di vita elettroniche ne raggiungono la scultura in gesso e acciaio, mentre l’anima balla lieve sui monitor al suono del cardiografo; fili polverosi uniscono i monitor tra loro, altri fili polverosi si smarriscono nel muro screpolato.” Questo periodo è un gioiellino.
Sono soltanto un po’ perplessa per l’uso della seconda persona: ci sarà un motivo di sicuro.
Il (quasi)morto c’è...
Bonne chance.
Gabriella _________________ BACIAMO LE MANI
TIENIMI
Gabriella Saracco
Corsara! Ci gabella |
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Irene Vanni
Registrato: 18-08-2005 15:49 Messaggi: 4261 Località: Pontedera (PI)
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Inviato: Mar 02 Gen 2007 11:22 Oggetto: |
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Bello! A volte mi è capitato di leggere estratti per cui mi dicevo ; "Ma non finisce più?". Questo invece è scorso senza che me ne accorgessi e la decisione di lasciare in sospeso l'esclamazione finale è azzeccatissima.
Quoto Gabry per i dialoghi, ma anche per la precisione con cui hai usato il corsivo. Non la quoto per la seconda persona che, oltretutto al presente, mi piace moltissimo. Il mio "ma", semmai, sarebbe sulla facilità con cui chiunque mostri un tesserino medico passa subito in terapia intensiva nella stanza di uno caduto da un tetto e miracolosamente salvatosi. Ma visto come funziona la sanità (e la giustizia) in Italia... in bocca al lupo!  |
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Queen
Registrato: 11-02-2005 13:38 Messaggi: 2064 Località: Anagni (Fr)
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Inviato: Mar 02 Gen 2007 13:34 Oggetto: |
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Bravo Alberto, mi piace.
L'estratto è scorrevole, si legge volentieri e soprattutto prende il lettore.
Riesco a vederti nel modo in cui è scritto e in quello che hai raccontato.
L'uso della seconda persona non mi disturba e sinceramente, avrei voluto leggere qualcosa in più.
Spero di vederlo stampato.
In bocca al lupo!  _________________ Lina Anielli |
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Gabriella Saracco
Registrato: 03-03-2005 09:19 Messaggi: 2240 Località: Roma
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Inviato: Mar 02 Gen 2007 16:52 Oggetto: |
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| Irene Vanni ha scritto: | | Non la quoto per la seconda persona che, oltretutto al presente, mi piace moltissimo. |
E mica ho detto che non mi piace . Ho scritto che sono perplessa... cioè non capisco quale può essere stato il motivo alla base di questa scelta. E sono curiosa come una scimmia.
Ohi ohi comincio proprio male l'anno se non mi spiego...
Ciottoni
Gabriella _________________ BACIAMO LE MANI
TIENIMI
Gabriella Saracco
Corsara! Ci gabella |
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Irene Vanni
Registrato: 18-08-2005 15:49 Messaggi: 4261 Località: Pontedera (PI)
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Inviato: Mar 02 Gen 2007 17:03 Oggetto: |
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| Gabriella Saracco ha scritto: | Ohi ohi comincio proprio male l'anno se non mi spiego. |
Ma dai! Magari sono io che non capisco.
In ogni caso forse abbiamo ambedue bisogno di digerire in senso letterale gli ultimi quindici giorni.
Alberto scusa l'ot  |
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alberto sodani
Registrato: 23-05-2006 16:09 Messaggi: 1282
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Inviato: Mer 03 Gen 2007 12:51 Oggetto: |
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| Irene Vanni ha scritto: | | (...) Questo invece è scorso senza che me ne accorgessi (...) |
Questa può essere una risposta alla perplessità di Gabriella. Le altre onestamente non le so, è un esperimento, per me.
| Queen ha scritto: | | Spero di vederlo stampato. |
E questa è una cosa che piace pensare a tutti noi, ogni volta che facciamo nascere una parola. Mah...
Intanto grazie della lettura e per qualsiasi tipo di riscontro, non si butta via niente.
E poi buon Anno Nuovo, in ritardo.
Ciao.
Alberto
P.S. Ho aggiunto un corsivino che m'era rimasto nelle maglie del copiaincolla... trasferire da Word e ricontrollare tutto ogni volta è 'n po' 'na caciara, direbbe un mio amico ingegnere... _________________ Alberto Sodani
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alberto sodani
Registrato: 23-05-2006 16:09 Messaggi: 1282
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Inviato: Ven 05 Gen 2007 19:53 Oggetto: |
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| alberto sodani ha scritto: | | Irene Vanni ha scritto: | | (...) Questo invece è scorso senza che me ne accorgessi (...) |
Questa può essere una risposta alla perplessità di Gabriella. Le altre onestamente non le so, è un esperimento, per me. |
Sono un po' di giorni che penso a queste parole, devo "esternare", scusatemi, non volevo fare upping:
la prima versione del racconto era in terza persona al passato remoto, la seconda l'ho scritta in prima persona al passato remoto, la terza in prima persona al tempo presente e la quarta, quella attuale, in seconda persona, tempo presente. Era quella che si "dipanava" meglio delle altre, anche se a sua volta ha generato un decina di attualizzazioni.
Non contento, seguendo l'entusiasmo iniziale, ho giocato su altri tavoli, facendo lo stesso con altri due racconti, per metterli in seconda persona. Una schifezza, il risultato.
Questo racconto qui, del Q3 per intenderci, ha cambiato invece completamente fisionomia con l'ultimo cambio, iniziando a vivere di vita propria.
Dopo il cambio formale infatti ha cominciato a cambiare anche nell'anima, con situazioni nuove che prima non mi sarebbero venute in mente. Una cosa molto strana, come quando si impasta la farina per la pizza o l'argilla per fare un vaso. All'inizio non c'è niente, solo acqua e polvere, dopo c'è un impasto plastico, dove le mani danno forma alla sostanza. In questo caso qui, c'è stato un salto di qualità rispetto all'inizio: qualità magari è una parola grossa, ma senz'altro era la versione migliore delle quattro. Non è facile farlo e puzza un po'di virtuosimo tecnico al primo colpo d'occhio, però la curiosità, esplosa dopo Gradara, ammetto, era troppo forte. Che male c'è a sfidare le proprie possibilità?
Volevo solo aggiungere che questa "cosetta" mi ha appassionato molto e che le vostre "reazioni" di lettori smaliziati ed esigenti, positive o negative che siano, non possono che stimolare ad maiora.
Mi scuso ancora per quest'ulteriore intervento, però penso che scambiare idee tra noi, famiglia virtuale della parola, non possa che aiutarci.
Buona serata a tutti.
Alberto _________________ Alberto Sodani
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Irene Vanni
Registrato: 18-08-2005 15:49 Messaggi: 4261 Località: Pontedera (PI)
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Inviato: Ven 05 Gen 2007 21:42 Oggetto: |
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Sicuramente non capirò in pieno le tue parole perché non sono stata a Gradara e non ho letto gli altri racconti, ma in linea di massima il succo l'ho afferrato e posso immaginare quali siano i "giochetti" di cui parli. Spesso li ho fatti anch'io e sono oltretutto un buon metodo per verificare che non ci siano errori nei punti di vista. La prima persona si addice forse di più al mio modo di scrivere e spesso la suo, ma ammetto che, mentalmente, "gioco su altri tavoli". Alla fine mi dà maggior sicurezza (anche se non arrivo a niente ). |
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Edda Biasia
Registrato: 28-12-2005 18:19 Messaggi: 234
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Inviato: Ven 05 Gen 2007 23:08 Oggetto: |
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Ciao Alberto,
mi unisco ai complimenti, ci sono osservazioni interessanti! L'estratto incuriosisce...chissà se cercava propio il gatto...
Anche per me l'uso della seconda persona singolare suona strano...ma basta entrarci!
Bravo
Edda  |
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valdam
Registrato: 28-09-2005 12:57 Messaggi: 1450 Località: Roma
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Inviato: Dom 07 Gen 2007 22:41 Oggetto: |
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Molto carino, per quel che mi riguarda, fluido e coinvolgente. Sulla seconda persona: non mi ha disturbato, anzi. Solo, all'inizio, mi ha fuorviato quel 'Senti un tonfo' che io ho tranquillamente letto 'Sentì un tonfo' il ché mi ha fatto poi inciampare su 'Fermi lo sbattitore'. Se avessi capito subito su che binario si stava marciando non avrei avuto difficoltà. _________________ Valentina M. D'Amico
http://valentinadamico.altervista.org/
Se non puoi uscire dal tunnel, arredalo. - Aforisma letto nel forum. |
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Fabio B.
Registrato: 22-05-2006 11:06 Messaggi: 2120 Località: Brescia e provincia, provincia di Brescia
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Inviato: Lun 08 Gen 2007 12:15 Oggetto: Re: Il Cercatore di gatti |
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Innanzitutto lasciatemi dire che Alberto è stato mio compagno di corso, anzi, dirò di più, compagno di banco! E gli ho anche prestato il mio computer, cioè, le sue preziose dita si sono abbassate a digitare sulla tastiera del mio indegno pc. Che altro aggiungere? Avete già detto tutto voi, per cui complimenti, Alberto, non vedo l’ora di poter leggere l’intero racconto, non foss’altro (ma così non è, credimi, è sempre un piacere) che per la curiosità di sapere come si dipana la traccia crimini e misfatti che dall’estratto si può solo presagire. Avrei due considerazioni da fare:
| alberto sodani ha scritto: |
La finestra di uno dei giardinetti è aperta, le luci interne accese: carponi sull’erba una donna illumina con la torcia una massa informe.
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Perché la donna necessita di una torcia, ma in prima battuta perché ha una torcia? Perché ha avuto la prontezza, l'accortezza di munirsene? Nell'urgenza, emergenza critica di una reazione a un simile tragico e imprevedibile accadimento, chi l'avrebbe avuta? Eccesso di informazioni o motivazione da scoprirsi nel prosieguo della lettura? "Ai posteri l'ardua sentenza".
| alberto sodani ha scritto: |
– Marta, lascia stare… si è fatto male, è già arrivata l’ambulanza e adesso lo portano in ospedale. Torniamo a preparare il dolce. Per favore.
– Oddio! – le sue dita sfiorano labbra e orrore. – È morto, papà? O morta?
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Anche qui, secondo me c'è un eccesso di informazioni, se il padre, medico, nonché comunque figura autorevole agli occhi di una figlia, ha già parlato al maschile dell'infortunato, perché (la figlia) dovrebbe subito dopo porsi il dubbio se si tratti di un morto o di una morta? L'orrore che sta provando non dovrebbe permetterle di porsi un tale dilemma, ma siamo davvero nell'ambito del gusto personale, per cui non ti curar di me.
Insomma, sono un rompic… ioni, lo so, ma onesto e comunque non inficia minimamente la qualità dell’opera, anzi.
Incrocio le dita e spero. In bocca al lupo.
Fabio. _________________ Fabio Barcellandi - passaparole
"La luce che si sprigiona dalle cose, occorre fissarla nelle parole prima che si spenga nella mente." Bashô
http://beppe-costa.blogspot.com/ |
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alberto sodani
Registrato: 23-05-2006 16:09 Messaggi: 1282
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Inviato: Mar 09 Gen 2007 13:37 Oggetto: |
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Ho corretto.
Tolta una parola e aggiunta un'altra, piccola piccola. Per Fabio e Valentina.
Ciao.
Alberto
P.S. Grazie Edda. _________________ Alberto Sodani
detto il ............, (da qualche parte, qui nel forum)
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Irene Vanni
Registrato: 18-08-2005 15:49 Messaggi: 4261 Località: Pontedera (PI)
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Inviato: Mar 09 Gen 2007 13:48 Oggetto: |
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| alberto sodani ha scritto: | | Ho corretto. Tolta una parola e aggiunta un'altra, piccola piccola. |
Scusa ma io sapevo che non si poteva correggere niente una volta inviato il racconto... sob... che ti ha detto Franco? Allora si può?  |
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