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Vittime e Carnefici


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Casanunda



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MessaggioInviato: Mar 26 Dic 2006 01:32    Oggetto: Vittime e Carnefici Cita

Vittime e Carnefici

di Federico Storni

Traccia: LE ZONE OSCURE

--------------------------------

[...]
Tempo una scopata, dunque, e avevo qualche indizio in più. Ci rifletto mentre attraverso la città, getto la pistola avvolta nel passamontagna nel fiume (non sia mai che rintraccino il proiettile) e compro un serramanico affilato in modo adeguato, che nascondo sotto i maglioni. Oltretutto giungo in perfetto orario all’appuntamento.

— Ciao Doc, che si dice? — chiedo, entrando senza bussare. Doc si gira e mi fissa, sorpreso. Si riprende in fretta.
— Buongiorno — sempre formale, Doc. — Non la aspettavo che fra mezz’ora.
— L’appuntamento non era alle quindici?
— Sì, ma dati i suoi cronici ritardi, come può ben vedere, ho preso l’abitudine di ricevere un altro paziente nel frattempo.
Mi giro e vedo un vecchino striminzito con una pancia enorme: delle due o un triplo by-pass gastrico o un pannolone grondante i succhi dell’incontinenza. Più probabilmente entrambi.
— Ehi Arterio, fuori dalle palle, che c’è gente che lavora qui! — sbraito, sollevando il lettino e facendolo cadere. Il vecchio si rimette in piedi a fatica ed esce dallo studio impettito, borbottando di gioventù bruciata, cattive maniere, mancanza di rispetto e qualcosa a proposito delle mezze stagioni.
— Con ogni probabilità quindici anni di psicoanalisi buttati nel cesso — sospira Doc. — Scusi il linguaggio.
Tira altri due sospiri, raddrizza le spalle, tenta un sorriso.
— Bene, con chi ho il piacere di parlare oggi?
— Detective freelance dai metodi spicci, come hai potuto apprezzare.
— Questo spiega il suo comportamento, ma non l’abbondanza di maglioni né il motivo per cui ha creato quest’inedito lato di sé.
— Missione in incognito. E incidente sul lavoro.
— Abbastanza stereotipato questo personaggio, non trova?
— Sì.
— Da quanto lo impersona?
— Da stamattina.
— Nient’altro da aggiungere, precisare, chiarire?
— Non oggi, Doc, non c’è tempo. E poi non mi hai neanche fatto accomodare.
— Avrei fatto accomodare una signora, ma oggi lo è meno che mai, mi pare.
Maledetto cavillatore.
— Ciò non le toglie comunque il diritto all’ora di terapia — continua, — quindi non capisco il motivo di tanta premura.
— Doc, non farmi girare i coglioni, non oggi. Sei tu che hai preteso di conoscere la mia vera identità, non far finta di averlo dimenticato.
— Non l’ho dimenticato.
— Non far finta di non sapere che il mio vero io non esce mai dal suo studio, allora.
— Infatti lo so.
Per un attimo resto senza parole, boccheggiante di rabbia.
— Allora — recupero. — Perché. Cazzo. Ti. Comporti. Così?
— Nessuno motivo in particolare, pensavo solo che al suo personaggio piacesse ricapitolare.
Mi propone un sorrisetto furbo. Bastardo. Pericoloso bastardo. La mia mano corre al serramanico. Lo sfodero, voglio mettergli paura.
— Andiamo?
— Certo, mi lasci solo recuperare la giacca.

Arriviamo al mio studio a piedi. I passanti ci fissano strano, forse pensando che dio ci ha fatti e poi accoppiati: io con tre maglioni, Doc con la giacca invernale, i passanti in maglietta e calzoncini e l’estate coi suoi trenta gradi. Finalmente arrivo allo studio e faccio per varcare la soglia dell’ufficio, con Doc al seguito.

L’avvocato Rossi entra nello studio, si alleggerisce di qualche maglione e fa accomodare l’ospite in un angolo, a lato della porta, ben distante dalla scrivania che domina la stanza. Si siede e fissa l’ospite.
— Finalmente ci si incontra, dottore.
— Attendevo con impazienza questo momento, signorina Rossi. Posso chiamarla Pamela?
— No.
— Immagino che abbia a che fare col fatto che siedo ad almeno cinque metri da lei. Ha mica un megafono?
— Molto divertente. In seguito ad avvenimenti recenti non mi lascio più avvicinare, almeno quando sono in me.
— Me ne vuole parlare?
— No.

Smettete per un attimo di ascoltare Pam che, nonostante quanto annunciato, parla con Doc, e concentratevi invece su di me. Immaginatemi accoccolato dietro agli occhi di Pam, nella zona occipitale. Immaginate che gli occhi di Pam siano il mio incontrollabile binocolo. Immaginate le altre personalità di Pam legate come salami dietro di me. Immaginatemi pronto a prendere il controllo nel caso a Pam le cose vadano storte. Immaginatemi impegnato a minare l’imballaggio in cui Pam mi ha confinato (in realtà non somiglia a un imballaggio, dico così solo perché altrimenti non vi figurate la scena). Immaginate Pam che mi comunica che non le piace essere chiamata Pam. Ora, tornate ad ascoltare Pam:
— Si chiama Pablo.
— Invero, incute timore. Sono in fallo se affermo che se lo figura come un poliziotto ispanico, aitante, fisico scultoreo, baffetti curati, camicia e jeans aderenti e strappati?
— Affatto.
Immaginatemi orgoglioso di tutto ciò. Guardate Doc che cerca di spiegare il perché di questa visione. Guardate la porta che si spalanca di colpo, centrando in faccia Doc, il cui svenimento passa però in secondo piano ripetto alla visione di un gigante folle che ci punta contro una pistola.
[...]
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Federico Storni

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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Mar 26 Dic 2006 11:58    Oggetto: Cita

Il Q3! Quasi lo dimenticavo... Laughing
A parte gli scherzi, la forma mi pare buona, limata e curata nei dettagli. Ho trovato ben costruiti soprattutto i dialoghi, snelli e serrati al punto giusto.
Per quanto riguarda il contenuto, purtroppo, è difficile dare un giudizio (come spesso succede a causa di questa storia degli estratti Confused ) perché, in tutta sincerità, non ho afferrato molto la faccenda. Il salame dietro la zona occipitale, per esempio, mi è piaciuto da morire ma ho finito per annodarmici.
Spero comunque di poter acciuffare il plot in tutto il suo insieme sul quaderno.

In bocca al lupo! Wink
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Gabriella Saracco



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MessaggioInviato: Mar 26 Dic 2006 12:04    Oggetto: Cita

E mannaggia, Irene: mi hai fregato di un paio di minuti! Bon: così ti cito per i dialoghi Laughing .
Bravo, Fede. Babbo Natale ci ha regalato un altro thriller.
Non è l’incipit: questo l’ho capito. Cool
Anche prima di arrivare a Pam avevo compreso che si trattava di una personalità multipla e questa non è una critica negativa, anzi. Bello il passaggio all’ “altro” che parla nella testa di Pam (e non mi ci sono annodata!).
Molto originale in alcune formulazioni: “un pannolone grondante i succhi dell’incontinenza”, “Perché. Cazzo. Ti. Comporti. Così.”.
Immagino che “Arterio” sia un suo modo di chiamare il vecchio. Mi ha portata fuori strada un attimo: se fosse stato in corsivo non sarebbe accaduto, ma ti perdono. E comunque è un bel nomignolo.
Spero che il rapporto fra i due sia sviluppato in modo tale da farci girare la storia intorno, che potrebbe essere un modo originale per gestire questo tema. La giacca invernale di Doc mi sembra un buon indizio in tal senso. Forse, forse Doc... Rolling Eyes
Bravo, ben scritto. Un paio di refusi ci sono, ma quel che conta è la sostanza. E mi sembra veramente ci sia tutta.
Mi e ti auguro che il resto sia sullo stesso livello.
Ciao.
Gabriella
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adriana iacono



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MessaggioInviato: Mar 26 Dic 2006 13:42    Oggetto: Cita

ben fatto nel complesso (a parte qualche dettaglio), delirante al punto giusto e intrigante. per me uno dei migliori estratti.
ciao adriana
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Casanunda



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MessaggioInviato: Mar 26 Dic 2006 15:31    Oggetto: Cita

Gabriella Saracco ha scritto:

Non è l’incipit: questo l’ho capito. Cool


Bella forza, ci sono i tre puntini "da estratto" all'inizio! Mr. Green

Scherzi a parte, fa piacere che finora l'estratto paia apprezzato. Very Happy

Di "Arterio" mi sono accorto un attimo dopo aver postato e inviato. Non dovrebbe essere maiuscolo, va be'.

Bene scappo in vacanza, ora avete una settimana per mazzuolare senza temere le risposte ficcate dell'autore! Mr. Green
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Federico Storni

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Andrea Franco



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MessaggioInviato: Mar 26 Dic 2006 15:45    Oggetto: Cita

Un bellissimo estratto, che si legge rapidamente e prende ritmo...

però un appunto lo faccio, altrimenti sembriamo tutti troppo buoni:

getto la pistola avvolta nel passamontagna nel fiume

questa frase così non mi piace molto. L'avrei organizzata diversamente, evitando la ridondanza nel-nel che mi stona... non che si debba evitare per forza, ma distribuendo la frae diversamente il suono ne guadagnerebbe.
Un esempio: getto la pistola nel fiume, avvolta nel passamontagna.
Il significato è lo stesso, ma mi suona meglio

per il resto: Okay!

ciao
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Gabriella Saracco



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MessaggioInviato: Mar 26 Dic 2006 16:37    Oggetto: Cita

Andrea Franco ha scritto:
altrimenti sembriamo tutti troppo buoni:

Immaginatemi impegnato a minare l’imballaggio
ché c’è gente che lavora qui


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Gabriella Saracco
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Queen



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MessaggioInviato: Mer 27 Dic 2006 10:58    Oggetto: Cita

Bravo Federico. Complimenti.
L'estratto mi è piaciuto molto. Troppo poco per capire dove la storia andrà a parare, ma ben scritto, piacevole da leggere, veloce. Ti mette voglia di continuare e rimani con l'amaro in bocca perché finisce e non puoi leggerne ancora.

Mi accodo agli elogi che ti hanno fatto gli altri, l'unico appunto è lo stesso che ti ha sottolineato Andrea Franco, ma niente che non si possa sistemare con l'editing. Wink

In bocca al lupo!

P.S. Dopo il racconto di Gradara, comunque, non avevo dubbi che avresti scritto un ottimo racconto! Very Happy
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Lina Anielli
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il Lanza



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MessaggioInviato: Ven 29 Dic 2006 19:04    Oggetto: Cita

Brrr... Brivido terrore raccapriccio!!! E tu lasci andare in giro libera una psicolabile del genere? Non vedo l'ora di leggere il resto!

Bello, mi è piaciuta l'idea della schizofrenica. Un mio collega comunque la batte alla grande, dall'alto delle sue 100.000 personalità!!!
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Fabio B.



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Località: Brescia e provincia, provincia di Brescia

MessaggioInviato: Lun 08 Gen 2007 16:36    Oggetto: Re: Vittime e Carnefici Cita

Compagni di corso? Forse. Io mi ricordo bevute, giocate, fumate e tanta, tantissima bella musica. Era un corso quello? Corso Vittorio Veneto, forse.
Sto scherzando, è ovvio. Era un corso, eccome, tosto, tostissimo, ma una giornata è fatta di ventiquattro ore e noi ne abbiamo vissute la maggior parte.

Che ci faccio qui, niente, posso solo rifare il verso ad Andrea Franco:

Casanunda ha scritto:
Sono in fallo se affermo che se lo figura come un poliziotto ispanico[...]



Ridondanza o allitterazione di se(')?

Ad maiora!
In bocca al lupo e complimenti sinceri.
Ciao, Fabio.
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Fabio Barcellandi - [passaparole]

"La luce che si sprigiona dalle cose, occorre fissarla nelle parole prima che si spenga nella mente." Bashô

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Casanunda



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MessaggioInviato: Lun 08 Gen 2007 19:24    Oggetto: Cita

Be', mi fa piacere che gli errori riscontrati siano, se così si può dire, "minori".
Nel senso: almeno i tempi verbali sono a posto e non passo dal trapassato remotissimo al condizionale non imperfetto ma quasi da una riga all'altra. Razz

Grazie per i complimenti, l'ego ne esce gratificato, almeno fino al verdetto finale. Mr. Green
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Federico Storni

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