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Hai fatto tardi


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Luca Salvicchi



Registrato: 10-01-2005 12:16
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MessaggioInviato: Dom 17 Set 2006 23:33    Oggetto: Hai fatto tardi Cita

TITOLO: Hai fatto tardi
AUTORE: Luca Salvicchi
TRACCIA: le zone oscure

Sulla sterrata verso casa, l'Ape fa un gran rumore di ferraglia. La testa oscilla al ritmo delle buche che il faro non illumina in tempo. Come ogni venerdì, Pietro ha comprato pillole per il mal di testa: la grande croce della farmacia era così bella da guardare. Lampeggiava verde nel buio.
E' già da un po' che sua madre soffre di brutte emicranie. Dovrebbe andare da un dottore invece che ingozzarsi di pastiglie.
Raggiunge il cortile e spegne il motore. Il silenzio sembra che esploda.
In casa c'è odore di brodo e naftalina e un chiacchiericcio di televisione. Lo schermo illumina di celeste un angolo del soggiorno: i capelli bianchi di sua madre spuntano dallo schienale della poltrona.
“Hai di nuovo mal di testa, mamma?”
Nessuna risposta. Si scaraventa verso la poltrona e il respiro che sente, regolare, è meglio di un Tavor. Le bacia una mano e sente sulla bocca il rilievo di vene bluastre sotto la pelle grinzosa.
Qualcosa struscia contro un polpaccio: un groviglio di peli gli scodinzola ai piedi. Soffoca l'impulso di calpestarlo a sangue.
“Mi sono scordato di te”, biascica. Appoggia le pillole sul bracciolo della poltrona. “Proprio scordato”. Prende in braccio il cane e lo porta fuori dal soggiorno. Queste dimenticanze sono intollerabili. “Completamente scordato”. Lo innervosiscono. “Bisogna che esca di nuovo”.

La luce della cucina è accesa quando rientra a casa, e c'è odore di verdura cotta. Sua madre è in piedi davanti ai fornelli, mescola qualcosa.
“Hai fatto tardi, Pietro”.
Le unghie di Pietro incidono il palmo delle mani, strette a pugno: fissa quella figura gracile, il grembiule tutto rosa, le ciocche bianche e rade che ondeggiano al ritmo del mestolo.
La donna si volta e Pietro affonda gli incisivi nel labbro fino a sentire dolore. Hai fatto tardi. Gli occhi di sua madre affiorano da orbite profonde. Occhi piccoli, porcini, duri come sassi.
Sulla faccia, la pelle è un velo teso sul punto di strapparsi: basterebbe una pressione leggera con le unghie per farla schizzare, rivelando il cranio.
Sua madre gli interrompe i pensieri, gli ricorda che c'è da ritirare la pensione. Lunedì.
Certo, mamma. Pietro si alza, apre il rubinetto, riempie un bicchiere. Beve lentamente, stringendo al punto da temere che il bicchiere gli esploda nella mano.
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Umberto70



Registrato: 01-01-1970 02:00
Messaggi: 809
Località: MI

MessaggioInviato: Lun 18 Set 2006 07:58    Oggetto: Cita

narrazione ricca anche nelle poche battute che hai lasciato, c'è una tensione latente nel personaggio che fai sentire bene, aspettiamo il botto... Very Happy
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Voglio scrivere il meglio e più sinceramente che posso, finchè morirò e spero di non morire mai.
Ernest Hemingway
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Irene Vanni



Registrato: 18-08-2005 15:49
Messaggi: 5220
Località: Pontedera (PI)

MessaggioInviato: Lun 18 Set 2006 09:46    Oggetto: Cita

La descrizione iniziale sull'Ape mi è piaciuta e mi ha incuriosita, poi sono inciampata in passaggi successivi, tipo quello in cui "si scaraventa" improvvisamente, senza un minimo di tensione, sulla poltrona. Poi il monologo in virgolettato, spezzato dagli incisi, non mi è piaciuto proprio. Distrae.
Il cambio di personalità della seconda parte, poi, sa molto di risentito.
Sorry ma l'estratto non mi ha colpita in modo particolare. Confused
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melisandra



Registrato: 03-05-2004 17:21
Messaggi: 323
Località: roma

MessaggioInviato: Lun 18 Set 2006 09:51    Oggetto: Cita

Non mi ha convinto...
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un saluto
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Gabriella Saracco



Registrato: 03-03-2005 09:19
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MessaggioInviato: Lun 18 Set 2006 10:30    Oggetto: Cita

Sono d'accordo con Irene.
La questione del cane mi ha distratta, anche se penso che abbia importanza nello sviluppo successivo, vista l'ampiezza e le reiterazioni.
La casa degli odori! Prima il brodo, poi le verdure cotte: mi è venuto il dubbio che i due pezzi non siano in sequenza. Confused
Alcune formulazioni sono belle, come quella sulla mano.
Ciao.
Gabriella
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Gabriella Saracco
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Orlando



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Messaggi: 221
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MessaggioInviato: Lun 18 Set 2006 19:51    Oggetto: Cita

Non saprei... è partito bene, poi procede a fatica.
Citazione:
Sulla faccia, la pelle è un velo teso sul punto di strapparsi: basterebbe una pressione leggera con le unghie per farla schizzare, rivelando il cranio.


Citazione:
Beve lentamente, stringendo al punto da temere che il bicchiere gli esploda nella mano.


Queste due espressioni non mi piacciono proprio. E poi come fa la pelle a schizzare?
Penso che avresti dovuto postare un estratto un po' più lungo per capirci qualcosa.
In bocca al lupo comunque! Cool
_________________
"Je suis l'Empire à la fin de la décadence"
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Luca Salvicchi



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Messaggi: 5

MessaggioInviato: Gio 21 Set 2006 15:38    Oggetto: Cita

la pelle -in effetti- non schizza facilmente, ma il punto di vista di Pietro non è esattamente lucido e sereno. L'intera atmosfera non è lucida e serena. E così i rapporti tra madre e figlio.
Quel modo di stringere il bicchiere, come il monologo col cane, dovrebbero costituire -nelle intenzioni- indizi in questo senso.

Grazie per i commenti e le critiche.
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Zibalda



Registrato: 20-09-2005 17:04
Messaggi: 21

MessaggioInviato: Gio 21 Set 2006 17:41    Oggetto: Cita

A me è piaciuto. Meno l'inizio (la scena dell'Ape non mi ha convinto) che il seguito, dove ho sentito davvero la tensione. Forse perché anch'io, quando sono nervoso, stringo talmente i bicchieri da romperli... Sad
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valdam



Registrato: 28-09-2005 12:57
Messaggi: 1456
Località: Roma

MessaggioInviato: Gio 30 Nov 2006 15:37    Oggetto: Cita

Anche a me nell'insieme è piaciuto. Avverto la tensione.
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Valentina M. D'Amico
http://valentinadamico.altervista.org/
Se non puoi uscire dal tunnel, arredalo. - Aforisma letto nel forum.
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