WritersMagazine
Credits | Contatti | Invio dattiloscritti | Creare un link


Autunno


Nuova discussione   Rispondi
« Precedente :: Successivo »  
Autore Messaggio
Gabriele Crivelli



Registrato: 11-08-2006 09:31
Messaggi: 3

MessaggioInviato: Ven 11 Ago 2006 10:44    Oggetto: Autunno Cita

Titolo: Autunno
Autore: Gabriele Crivelli

Autunno

Una valle riarsa, chiusa da colline polverose, sotto la canicola implacabile. Di tanto in tanto un vento arido solleva cortine di sabbia, che agita nella desolazione. Al centro, si erge una statua in pietra, rudimentale: testa di serpente, ali e becco di avvoltoio, artigli di leone. Un demone.

Fine estate, e già si vedono le foglie cadere dai rami; nel grande parco cittadino, il verde dell’erba e degli alberi si mescola a varie sfumature di giallo e arancione; giornate piovose, nebbia, cancellano anche il ricordo del sole. Nonostante questo, camminando sui viottoli bagnati, i ricordi sono tutto ciò che mi rimane. In questo scorcio di fine stagione vengo spesso qui, a pomeriggio inoltrato, quando non c’è quasi nessuno, solo qualche anziano già imbacuccato in abiti pesanti, sotto l’ombrello. L’odore dell’aria umida, della terra intrisa, delle foglie morte in decomposizione, gli alberi in mezzo alla nebbia fitta, sotto il cielo coperto. Il sole tramonta prima e tutto si prepara a un lungo riposo, lasciandomi solo. Quando è troppo buio, non sopporto più di girare senza meta sui viali, dove mi pare di vedere ancora le orme che ho lasciato in estate, insieme a delle altre, quando non ero solo. Mi dirigo verso casa, il cellulare, che di questi tempi tengo sempre acceso, oggi non ha squillato. Aspetto notizie, conferme, che mi portino ciò che mi sembra di cercare da un’eternità, e invece ogni cosa sembra intorbidarsi, sprofondare nella terra, nascondersi nella caligine. Arrivato a casa, vorrei riuscire a distrarmi, dedicarmi a un libro, non ci riesco. L’unica cosa giusta da fare è sedersi, nel buio della sera, sulla poltrona davanti all’orologio a pendolo. Accendere la luce non servirebbe, non farebbe altro che rendere l’oscurità di fuori ancora più opprimente, fredda, è meglio rimanere nella penombra rischiarata dai lampioni quanto basta per farmi vedere, accanto a me, l’altra poltrona, vuota. Mentre la notte si addensa i rumori delle auto sulla strada si fanno più radi, e si ode solo lo scrosciare fitto della pioggia, incessante.
L’hanno trovata, mia moglie, in un campo di grano. Orrendamente mutilata. Un campo così distante, ho faticato a trovarlo, non volevo arrivare. Giunto al luogo del ritrovamento, la polizia mi ha detto che il corpo era stato portato all’obitorio, dove mi sarei dovuto recare per l’identificazione. Alcuni curiosi al di là della recinzione, arrivati prima di me, osservavano. Il sangue, schizzato in un raggio incredibilmente ampio. Per confermare l’identità con certezza sono state necessarie accurate analisi di laboratorio, perché era praticamente impossibile, lo è stato per me, identificare a vista il corpo dilaniato. Senza testa. Quel giorno, per la prima volta, ho sentito l’estate andarsene, nel vento che spirava su quel campo, già mietuto, facendo frusciare e crepitare le stoppie secche, ispide, come un addio. La testa non è stata ritrovata.
Seduto qui, davanti al grande orologio a pendolo, talora ripenso a quegli attimi, interminabili, ma, più di ogni altra cosa, aspetto che il telefono squilli e che la polizia, o chiunque altro, mi dia una risposta. Perché mia moglie? Perché quella violenza? Nel campo di grano, guardando il cielo, ho pensato che avevano portato via il corpo per risparmiarmi la vista in quel momento, ma ho visto il sangue, sparso tutto intorno, ed è bastato. Sono passate alcune settimane ormai, non sembra ci siano progressi nelle indagini. Ogni mezzora, i rintocchi del pendolo mi distolgono da questa attesa insopportabile, rintocchi che mai avevo avvertito così chiaramente quando mia moglie era con me. A quel suono, lei ogni tanto cercava di nascondere un certo turbamento, che adesso mi sembra quasi un presagio di ciò che sarebbe stato, l’autunno, che rende ancora più vuoto il silenzio di queste giornate. Al suo funerale, il sole splendeva sulle zolle fresche che avevano appena coperto la bara; gli alberi e le colline intorno a me, verdissimi, erano distanti, ancora nel pieno dell’estate, e non riuscivo ad accettarlo. Rifiutavo quegli odori intensi, erba, resina, foglie verdi, fiori. Non sono ancora tornato al cimitero.
Volare. Avevo scoperto di esserne capace. A braccia aperte, mi ero lanciato dal precipizio, e, muovendole con forza contro la gravità, riuscivo a frenare la caduta. Quindi, sfruttando le correnti, guadagnavo quota, elevandomi sempre più. Non avevo paura, provavo un senso di esaltazione totalmente nuovo. Mi dirigevo verso le pianure e le montagne lontane, posti familiari, ma ora nuovi, visti da un’altezza inebriante. Poi avevo dovuto atterrare, ma mi ero ripromesso con determinazione di ritentare senz’altro nei giorni seguenti, anzi, mentre ancora planavo liberamente nell’aria, avevo un solo pensiero: voglio insegnarlo anche agli altri, tutti possono volare. Poi l’omicidio, un muro, un abisso. Non ricordo come sia stato possibile, sono preso dall’angoscia soltanto all’idea di gettarmi da un precipizio. Solo una volta ho tentato, ma, al di là dei campi sterminati, sull’orizzonte, contro il sole che tramontava, ho visto campeggiare, di profilo, una figura enorme, alata, con un becco adunco sulla testa di serpente. Non ho osato lasciarmi cadere.


Ultima modifica di Gabriele Crivelli il Dom 20 Ago 2006 09:44, modificato 1 volta in totale
Top
Profilo Messaggio privato
melisandra



Registrato: 03-05-2004 17:21
Messaggi: 323
Località: roma

MessaggioInviato: Ven 11 Ago 2006 16:23    Oggetto: Cita

??? parecchio strano il tizio... non so, non riesce a coinvolgermi fino in fondo. Le 2 parti (descrizione omicidio e qella del volo) non sembrano far parte di un tutto; forse é voluto per esprimere il disagio del protagonista?
_________________
un saluto
Biancamaria Massaro/melisandra
sezione Cereal Wiki
Top
Profilo Messaggio privato
Irene Vanni



Registrato: 18-08-2005 15:49
Messaggi: 5220
Località: Pontedera (PI)

MessaggioInviato: Sab 12 Ago 2006 17:14    Oggetto: Cita

Ci sono diversi errori grammaticali e sintattici che mi hanno distratta durante la lettura, tipo "è squillato" e "Nel campo di grano, ho pensato che avevano portato via il corpo per risparmiarmi la vista...".
Più che al thriller, certi richiami "barkeriani" mi fanno pensare all'horror... ma come Biancamaria sono rimasta piuttosto perplessa di fronte allo stacco tra i due brani di estratto: il secondo, soprattutto, mi pare vada avanti un po' troppo senza mai piegarsi alla suddivisione in paragrafi.
Infine, in tutta sincerità, non ho capito bene se il protagonista è un uomo o un animale Rolling Eyes Confused . Sicuramente il racconto integrale sarà più chiaro, ma in questo caso, l'ambiguità (secondo i miei gusti) non giova all'atmosfera; mi spiego meglio: più che lasciare in sospeso, distrae il lettore. Ripeto: è solo la mia opinione e ti auguro che i valutatori non la pensino come me.
Top
Profilo Messaggio privato HomePage
cattleya



Registrato: 26-09-2005 12:44
Messaggi: 287
Località: Roma

MessaggioInviato: Gio 17 Ago 2006 09:36    Oggetto: Cita

Sì, buonanotte, un animale con la moglie che si reca all'obitorio per l'identificazione!
E' tutto abbastanza chiaro. Anche troppo. Per ora incuriosisce. Spero tu non abbia disseminato troppi indizi. Questo volo finale depista un po'.
Bella l'ambientazione.
Top
Profilo Messaggio privato
Irene Vanni



Registrato: 18-08-2005 15:49
Messaggi: 5220
Località: Pontedera (PI)

MessaggioInviato: Gio 17 Ago 2006 09:46    Oggetto: Cita

cattleya ha scritto:
Sì, buonanotte, un animale con la moglie che si reca all'obitorio per l'identificazione!


Nell'horror, nel fantasy o nella fantascienza, per esempio, non è tutto così scontato, cattleya... Confused anche perché, non so te, ma io non so volare... Wink
Top
Profilo Messaggio privato HomePage
cattleya



Registrato: 26-09-2005 12:44
Messaggi: 287
Località: Roma

MessaggioInviato: Gio 17 Ago 2006 09:48    Oggetto: Cita

Sì ma qui, a parte che non si sa a quale traccia appartenga, ci sono degli indizi inequivocabili.
Top
Profilo Messaggio privato
Irene Vanni



Registrato: 18-08-2005 15:49
Messaggi: 5220
Località: Pontedera (PI)

MessaggioInviato: Gio 17 Ago 2006 09:51    Oggetto: Cita

Sinceramente, il fatto che uno voli, non mi dà l'idea che si stia parlando di un mainstream in cui tutto quadra sul piano razionale. Confused
Top
Profilo Messaggio privato HomePage
cattleya



Registrato: 26-09-2005 12:44
Messaggi: 287
Località: Roma

MessaggioInviato: Gio 17 Ago 2006 09:54    Oggetto: Cita

Sì, ma se lui si è fatto una mega canna....
Top
Profilo Messaggio privato
Alco99



Registrato: 14-01-2005 11:20
Messaggi: 805

MessaggioInviato: Gio 17 Ago 2006 11:38    Oggetto: Cita

Non so, ho forti dubbi, ma più che altro legati al ritmo.
Inizio lirico, di quelli impostati su descrizioni che, ma resta una mia idea, ammazzano l'attenzione in racconti di questo genere. Si cerca l'atmosfera attraverso una sequenza di aggettivi che nulla dà, se non ritardare l'arrivo di qualcosa, qualsiasi cosa.
Sul racconto in sé, ovviamente, nulla si può dire.

Alberto
Top
Profilo Messaggio privato
Gabriella Saracco



Registrato: 03-03-2005 09:19
Messaggi: 2255
Località: Roma

MessaggioInviato: Gio 17 Ago 2006 12:17    Oggetto: Cita

Per i miei gusti è troppo narrato. Un incipit così non mi attira, ma è un fatto mio.
Ho trovato faticosa la formulazione delle prime due parti (fino a "incessante" e da "l'hanno trovata" a "cimitero". I periodi sono uno troppo dietro l'altro, non ti concedono pause nella lettura.
Sulla trama tutto può essere: uomo o animale o essere fantastico. Canne, follia o ali vere. Forse è la statua? Rolling Eyes
Ci sono diversi errori ("un'abisso"), certo dovuti a una rilettura frettolosa, che, come dice Irene, distraggono l'attenzione di quelli pignoli come me.
Ti auguro ottime pagine.
Ciao
Gabriella
_________________
BACIAMO LE MANI

Gabriella Saracco
Corsara! Ci gabella
Top
Profilo Messaggio privato Indirizzo AIM Yahoo Messenger MSN Messenger
Gabriele Crivelli



Registrato: 11-08-2006 09:31
Messaggi: 3

MessaggioInviato: Ven 01 Set 2006 09:12    Oggetto: Cita

melisandra ha scritto:
Le 2 parti (descrizione omicidio e qella del volo) non sembrano far parte di un tutto; forse é voluto per esprimere il disagio del protagonista?


Ammetto che la scelta dell'estratto non è stata delle più felici, in quanto sembra aver generato più confusione che interesse; d'altronde è la prima volta che partecipo a un'iniziativa di questo genere.
Chiarisco il tuo dubbio: l'omicidio e il volo del protagonista sono strettamente collegati; questo nesso verrà ulteriormente chiarito nel prosieguo. Non è un espediente per esprimere il disagio del protagonista, ma un'avventura.

IRENE VANNI ha scritto:
Citazione:
Ci sono diversi errori grammaticali e sintattici che mi hanno distratta durante la lettura, tipo "è squillato" e "Nel campo di grano, ho pensato che avevano portato via il corpo per risparmiarmi la vista...".

Ti sarei grato se fossi un po' più chiara in merito agli errori che hai ravvisato. Il dizionario zanichelli permette, per il verbo "squillare", entrambi gli ausiliari, anche se ammetto che la forma con il verbo essere non è molto usuale. Quanto alle virgole e alla suddivisione in paragrafi, ti assicuro che ogni segno di interpunzione è stato soppesato per rispondere a precise esigenze espressive, anche a scapito della facilità di lettura, ma non della correttezza linguistica.

IRENE VANNI ha scritto:
Citazione:
Infine, in tutta sincerità, non ho capito bene se il protagonista è un uomo o un animale

Il protagonista è un uomo normalissimo.
Top
Profilo Messaggio privato
Irene Vanni



Registrato: 18-08-2005 15:49
Messaggi: 5220
Località: Pontedera (PI)

MessaggioInviato: Ven 01 Set 2006 10:23    Oggetto: Cita

Gabriele Crivelli ha scritto:
Nel campo di grano, ho pensato che avevano portato via il corpo per risparmiarmi la vista...".

ti assicuro che ogni segno di interpunzione è stato soppesato per rispondere a precise esigenze espressive, anche a scapito della facilità di lettura, ma non della correttezza linguistica


Io non mi riferivo ai segni d'interpunzione, ma al modo del verbo.
Questo periodo ipotetico richiede il congiuntivo trapassato nell'oggettiva.
Ma puoi sentirlo anche a orecchio se provi a leggere a voce alta...
Top
Profilo Messaggio privato HomePage
Gabriele Crivelli



Registrato: 11-08-2006 09:31
Messaggi: 3

MessaggioInviato: Ven 01 Set 2006 11:03    Oggetto: Cita

IRENE VANNI ha scritto
Citazione:
Questo periodo ipotetico richiede il congiuntivo trapassato nell'oggettiva.


Quando il verbo "pensare" esprime, invece di una semplice supposizione, una convinzione (come è il caso in questo racconto), è permesso, anzi consigliato, l'uso dell'indicativo nella subordinata.
Quanto al periodo ipotetico, credo che qui si tratti di quello del terzo tipo, irrealtà, Laughing , perchè non credo che la frase da te criticata contenga le canoniche protasi e apodosi, e quindi difficilmente può essere definita un periodo ipotetico.
Top
Profilo Messaggio privato
Irene Vanni



Registrato: 18-08-2005 15:49
Messaggi: 5220
Località: Pontedera (PI)

MessaggioInviato: Ven 01 Set 2006 11:18    Oggetto: Cita

Tu stai confondendo la grammatica latina con quella italiana, che sono ben diverse; ma visto che se sei così sicuro di non aver commesso errori, in bocca al lupo! Wink
Top
Profilo Messaggio privato HomePage
Mostra prima i messaggi di:   
Nuova discussione   Rispondi    Torna a Indice principale :: Torna a QUADERNO 3 Tutti i fusi orari sono GMT + 2 ore
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuove discussioni in questo forum
Non puoi rispondere alle discussioni in questo forum
Non puoi modificare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi cancellare i tuoi messaggi in questo forum
Non puoi votare nei sondaggi in questo forum