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Carne macinata


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Franco.Zadra



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Località: Levico Terme (TN)

MessaggioInviato: Mar 25 Apr 2006 19:22    Oggetto: Carne macinata Cita

    Titolo: Carne macinata
    Autore: Franco Zadra
    Traccia: Vittime


    Lungo corso Imperatore, stranamente tranquillo quel sabato mattina, Fabrizio passeggiava con la moglie di ritorno da un veloce shopping in centro. Distrattamente lo sguardo gli cadde su di un’immagine inquietante. Sul sedile di destra di una macchina parcheggiata lungo il marciapiede vi era una testa. Vistala fu colto da un brivido, ma cercò di allontanare il pensiero più truce. “E’ uno scherzo”, pensò. La cosa gli parve così ovvia e insieme incredibile da fargli immaginare dettagli orrendi: una testa bionda, di donna, mozzata da tempo con un colpo netto, e con ancora del sangue raggrumato. Doveva fare qualche cosa, subito.
    — Hai visto quella cosa?
    — Cosa?
    — La testa. Quella testa dentro la macchina.
    — Ma che stai dicendo? Di quale testa parli?
    — La vedi quella macchina nera parcheggiata laggiù?
    — Quella?
    — Si. Dentro c’è una testa mozzata di donna.
    — Ma va, sarà una parrucca. Che vuoi che ci faccia una testa mozzata dentro una macchina. Hai dormito poco stanotte e sei un po’ stanco.
    — Non sono stanco. Ho visto benissimo la testa, il sangue. Chiamo i carabinieri.
    — Non fare una cosa del genere. Va piuttosto a guardare meglio, vedrai che si tratta di una parrucca.
    — Mi fa troppo orrore, non ce la faccio a tornare là a guardare.
    — Se chiami i carabinieri io non ti conosco, anzi, me ne vado subito a casa. Non voglio avere niente a che fare con questa stupida storia.
    Il disgusto e l’inquietudine erano montati al punto giusto in Fabrizio. Lasciò che la moglie si allontanasse e compose il centododici, assolutamente preso dentro una irruente compulsività.
    — Sono Fabrizio Merci, mi trovo all’altezza del trecentoundici di Corso Imperatore. Chiamo perché in una macchina, parcheggiata poco distante da qui, credo di aver visto una testa mozzata.
    — Crede?
    — Si. Mia moglie pensa sia una parrucca, ma io ho ribrezzo a tornare là per verificare. Mi è sembrata proprio la testa di una donna.
    — Veniamo subito. Intanto ci dia i suoi dati.
    La pantera arrivò in pochi minuti con due militi a bordo. Accostarono nel punto dove si trovava Fabrizio e subito lo individuarono facendogli indicare con precisione la vettura in questione. Con una rapida retromarcia affiancarono la monovolume nera e scesero a verificare. Fabrizio li osservava da lontano con trepidazione. Vide un carabiniere chinarsi per controllare l’interno dell’abitacolo, subito alzarsi e mettersi le mani nei capelli. Lo sentì anche imprecare, come a confermagli il macabro ritrovamento. “Ora posso anche andarmene” pensò, “domani i giornali ne parleranno senz’altro”.
    Fu sorpreso, invece, di essere subito raggiunto dai carabinieri che gli chiesero i documenti e riportarono i suoi dati su di un taccuino.
    — Non era una testa?
    — No. Era una parrucca. La testa è di polistirolo e si vede benissimo.
    — Oddio. Mi devo essere confuso. Forse sono un po’ stanco.
    — Guardi, lasci perdere. Meglio così, ma ci pensi su la prossima volta che le capita di vedere qualche cosa di strano.
    Tornato a casa raccontò alla moglie di come s’era risolta la faccenda. Lei non voleva smettere di ridere, elencando poi con sarcasmo altri episodi a confermare l’opinione che aveva di lui. Evidentemente la sua instabilità mentale e una fantasia eccessivamente galoppante gli tiravano degli scherzi troppo spesso.
    — Un’altra volta farai bene a starmi a sentire, deficiente.
    — D’accordo, ho preso un abbaglio. A te non è mai capitato?
    — O certo. M’è capitato di confondere una Punto con una Fiesta e una volta ho scambiato una gonna beige per una cachi chiaro, ma non ho mai visto teste mozzate invece di parrucche. Questa è grossa, devi ammetterlo.
    — Va bene, lo ammetto. Però ora fammi un favore: non parliamone più.
    — Non lo so, è troppo divertente. Non ti assicuro che riuscirò a trattenermi.
    — Per favore…

    L’occasione per la moglie di spifferare tutto si presentò dieci giorni dopo, durante una serata in pizzeria, in compagnia dei loro amici più cari, Alberto e Giorgia.
    — Secondo me hai fatto bene a chiamare i carabinieri. Con i tempi che corrono non si può mai sapere.
    — Grazie Alberto. Mi ero confuso, ma se avessi visto giusto…

    ***

    Non era permesso fumare in cella, ma i due ergastolani avevano stabilito solo di non esagerare con le sigarette dal momento che fumavano entrambi e gli ultimi arrivati si dovevano assoggettare.
    Le volute di fumo salivano dalle loro bocche assieme alle parole a inframmezzare un ordinato silenzio. Con dura pacatezza si dettavano l’un l’altro le regole non scritte di quella forzata convivenza, alternandosi consapevolmente nel ruolo di legislatore e di suddito perché il terzo capisse.
    — Mettere ordine nella mia vita è l’obiettivo principale di questi ultimi anni.
    — Vuoi dire che ti stai dando delle regole?
    — Esattamente: devo alzarmi sempre alla solita ora, studiare almeno due ore al giorno, lavorare senza lamentarmi, salutare in ogni occasione, sorridere e altre cose del genere.
    — E con il sesso?
    — Diciamo che quello è ancora una zona franca. Con il sesso mi permetto di trasgredire.
    — Anche a me sarebbe piaciuto, ma mia moglie me la dava solo il sabato sera e non c’era verso di fare cose strane o di prenderla di giovedì, per esempio.

    Il novellino, arrivato da poco, non aveva l’ardire di partecipare alla conversazione. Ancora non fumava e se ne stava zitto sdraiato sulla branda, quella in alto a destra. Ascoltava e guardava il cono di luce della luna filtrare dalla finestra. La polvere giocava caotica nell’aria, dopo il suo pur contenuto rigirarsi, e danzava con il fumo, ingannandolo, sospesa in vortici di forme sognate. Quella era l’ultima icona di libertà che poteva ancora contemplare. Mentre s’addormentava pensò all’anarchia della polvere e a quanto avrebbe voluto assomigliarle.
    Dopo l’ultimo passaggio della guardia i due ergastolani smisero di parlare, si augurarono la buona notte e il più anziano dei due si rivolse al nuovo con un sibillino: — Sogni d’oro bel culetto.

    Non chiuse occhio per tutta la notte.

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Monica Ariotti



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 09:52    Oggetto: Cita

allora.. confesso che all'inizio non mi ha preso molto ( quel " vistala" è una mazzata ) ma poi ho tenuto duro e sono felice di averlo fatto. mi ha incuriosito e vorrei proprio sapere dove andrai a parare.
faccio una breve considerazione. i dialoghi sono belli, a mio avviso. la risposta della moglie che fa l'esempio della gonna cachi è una perla. in confronto la parte narrata non è così potente, specialmente all'inizio. sul finale ( dell'estratto ) c'è una sterzata in positivo. forse bastava snellire un po'... o forse è il linguaggio che usi che è lontano dal mio modo.
però ripeto che i dialoghi mi sono piaciuti molto
ma molto! Very Happy
in bocca al lupo
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Gabriella Saracco



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 10:03    Oggetto: Cita

La seconda parte dell’estratto mi è piaciuta molto più della prima. L’incipit, in effetti, è accattivante e fa pregustare colpi di scena in cui il rimbambito, magari, si vendicherà dei lazzi della moglie (e sicuramente sbaglio… ma non so resistere al “totoracconto”), ma c’è qualcosa di meno che nel resto.
La forma, comunque ottima, è migliore nella parte finale. Nella prima, noto alcuni minimi sfrisi:
“Lo sguardo gli cadde su DI un’immagine”: toglierei “di”
Non mi piace “vistala” e, secondo me, alla frase “Che vuoi che ci faccia una testa mozzata dentro una macchina.” avrei messo il “?”.
Il periodo “…elencando poi con sarcasmo altri episodi a confermare l’opinione che aveva di lui. Evidentemente la sua instabilità mentale e una fantasia eccessivamente galoppante gli tiravano DEGLI scherzi troppo spesso” non mi entusiasma. Eccessiva voglia di comunicare al lettore?
L’estratto mi è piaciuto e mi auguro di gustare tutto il racconto. Ho evidenziato gli aspetti sopra, poiché apprezzo molto l’autore per forma e stile: dunque, mi sono sembrati strani. O forse, per alcuni aspetti, i nostri gusti sono diversi? Wink
In sintesi, caro Franco: mi piace e molto, ma con gli autori bravi adoro essere pignola. Twisted Evil
Gabriella
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emilio daniele



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 11:34    Oggetto: Cita

Non prende molto mi dispiace, almeno me personalmente. Confused
Forse la prima parte mette molta più ansia nel momento in cui si deve capire se la testa è vera o falsa. I dialoghi sono buoni e mi trovo dacord con chi gia te l'ha fatto notare prima di me. La forma non presenta errori, se non qualche pignoleria (senza offesa Gabry Wink ).
Comunque ti ripeto che a me non è piaciuto molto l'estratto, non so come sarà il racconto, ma questo è quello che posso dirti su 6000 o poco meno battute.
Good luck:)
Emilio
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 12:31    Oggetto: Cita

Visto che alcune espressioni che io reputo un po' "antiquate" (vedi i vari "di" o "-la") già ti sono state fatte notare, ripiego su un altro particolare che mi ha disturbata: trovo inverosimile che la moglie non torni indietro a controllare, pare fatto di proposito per proporre le scene successive (arrivo dei carabinieri in primis).
Inoltre non amo molto gli estratti "a puzzle" perché confondono le idee più di quanto non lo faccia già da solo il non aver sotto gli occhi il racconto integrale. Preferisco chi riesce a intrigare e far entrare il lettore nella trama solo con l'incipit (o almeno fino alle 6.000 battute concesse); darebbero un'indicazione dell'insieme maggiore di quel che si può supporre mettendo "un po' di questo e un po' di quello per far capire che succederà". Spero di essermi spiegata bene, anche perché si tratta solo (come tengo sempre a precisare) della mia opinione personale.
In bocca al lupo! Wink
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rehel



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 13:29    Oggetto: Cita

Mh.. sarò sincero, l'incipit mi sembra carente, con forme anticate e poco scorrevoli.
I dialoghi successivi sono adeguati.
La sezione finale rimane molto avulsa dal contesto e non mi dice molto, ma è chiaro che ci sarà un collegamento.
Ciao,
Giuseppe A.
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Heian



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 15:15    Oggetto: Cita

Sono totalmente d'accordo con Monica: i dialoghi sono buoni, ma la narrazione manca di pathos. Anche a me l'inizio ha dato una bella mazzata, nel senso che il linguaggio usato per presentare i personaggi e la situazione mi sembra più comunemente usato nei soggetti cinematografici: scarno ed essenziale, e quindi poco adatto a un racconto.
Sono d'accordo con Irene sul fatto che la scena della testa mozzata sembra un po' inverosimile. E inoltre trovo che la scena della prigione sia un po' stereotipata, con la sodomia e tutto il resto.
Ciò nonostante, ho letto l'estratto con piacere, ma alla fine mi ha lasciato con un sentimento di ambivalenza: mi è piaciuto e non mi è piaciuto.
In base all'estratto, non saprei proprio dove tu voglia andare a parare: avrei preferito qualche indizio in più, qualcosa che facesse presagire il punto nevralgico della narrazione. Ma tant'è, se ne preoccuperà chi lo leggerà per intero.
Intanto buona fortuna! Very Happy
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Annarita Petrino



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 16:28    Oggetto: Cita

"assolutamente preso dentro una irruente compulsività"

questa frase non l'ho proprio digerita. non vedo nesso tra i due estratti, ma forse è dovuto al fatto che sono presi da parti ben distinte. staremo a vedere... Wink
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basenji



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 17:11    Oggetto: Cita

Devo ammettere che il racconto non mi ha coinvolta molto.
Gli estratti inseriti non stimolano la - mia - curiosità e non mi fanno desiderare di leggere il resto del racconto.
Mi spiace...
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Eva P.
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Franco.Zadra



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 18:09    Oggetto: Cita

Grazie a tutti per lettura e commento. Le critiche le sento preziose per migliorarmi e sono più che accette, anzi, vorrei incoraggiassero futuri commenti a darci dentro ancor più senza pietà. Non sono un masochista, ma uno che non vuole pagare per corsi di scrittura Very Happy Very Happy quando si ha questa possibilita.
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Franco.Zadra



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 18:19    Oggetto: Cita

Irene Vanni ha scritto:
trovo inverosimile che la moglie non torni indietro a controllare, pare fatto di proposito per proporre le scene successive (arrivo dei carabinieri in primis).


La moglie non torna indietro perché non crede al marito per partito preso, ma poi anche perché, lo si evince dal racconto intero e non dall'estratto, è coinvolta in questa cosa, sta tendendo una trappola al marito che è appunto la vittima della traccia. Uno dei due ergastolani è proprio lui, dieci anni dopo, che ha imparato la lezione trasformandosi in oppressore.
Grazie Irene.
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Franco.Zadra



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 18:29    Oggetto: Cita

Una cosa che evidenzio da solo, a parte tutti i rilievi fattimi, nessuno s'è accorto che ho scritto Pantera invece di Gazzella. Io lo so perché, ma non lo dico, comunque nel testo è sbagliato. Shocked
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Heian



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 19:24    Oggetto: Cita

Franco.Zadra ha scritto:
La moglie non torna indietro perché non crede al marito per partito preso, ma poi anche perché, lo si evince dal racconto intero e non dall'estratto, è coinvolta in questa cosa, sta tendendo una trappola al marito che è appunto la vittima della traccia. Uno dei due ergastolani è proprio lui, dieci anni dopo, che ha imparato la lezione trasformandosi in oppressore.


Oh...
Non sapevo che l'ergastolano fosse l'uomo dell'incipit. Forse avresti dovuto farcelo capire in qualche modo. Wink
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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 19:39    Oggetto: Cita

Heian ha scritto:
Oh...
Forse avresti dovuto farcelo capire in qualche modo. Wink

e perché? L'estratto è l'estratto e Franco, con le spiegazioni sopra, ha detto molto più del solito. Shocked
Perché dovrebbe togliere a noi il piacere delle nostre elucubrazioni e del "totoracconto" e a lui quello di essere il solo a conoscere l'intero?
Ciao
Gabriella
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basenji



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MessaggioInviato: Mer 26 Apr 2006 22:21    Oggetto: Cita

Shocked Io credevo che Fabrizio fosse il novellino!
Per quanto riguarda gli errori e i refusi, se proprio vogliamo essere pignoli, quello che più salta all'occhio è il "sì" senza l'accento.
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