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Cosa pensate della saggistica?


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Marina



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MessaggioInviato: Sab 10 Giu 2006 11:06    Oggetto: Cosa pensate della saggistica? Cita

Cosa pensate in generale della saggistica? Vi faccio questa domanda perché da quando l'argomento mi sta toccando da vicino mi sono accorta che in Italia c'è molto pregiudizio verso questo genere (finora, come lettrice, non me ne ero accorta). E anche se penso che gli utenti di questo forum non rappresentino il lettore medio perché vanno ben oltre il lettore medio, sono curiosa di sapere il vs parere e la Vs esperienza
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Sab 10 Giu 2006 12:29    Oggetto: Cita

Ciao Marina,
come ormai avrai capito io sono una che i saggi praticamente li divora, soprattutto quelli inerenti cinema, musica e letteratura. Smile
Sinceramente non mi sono mai posta il problema, anche perché quasi tutte le mie amiche hanno frequentato facoltà umanistiche e ci è sempre parso normale leggere anche saggi... Rolling Eyes però, in effetti, ho notato che altri amici orientati verso studi più scientifici, preferiscono per esempio rivolgersi a letture d'intrattenimento (narrativa) nei momenti di pausa.
I saggi che vanno per la maggiore in Italia sono quelli d'argomento storico o politico, credo.
In merito al "pregiudizio" non saprei... di che genere di pregiudizi parli? Confused Nel senso, mi pare che Vespa venda anche troppo, per esempio... Laughing Dipende tutto dalla visibilità, non credo ci sia differenza rispetto alla narrativa... Rolling Eyes Confused Forse intendevi il fatto che molti italiani si accontentano di leggere quel che c'è scritto sui giornali (quando va bene e non si limitano alla TV) e non hanno tempo/voglia di approfondire gli argomenti attraverso testi specifici?
Be', su questo non ci piove. Più un testo è specifico e meno è accolto dai favori della casa editrice prima e del pubblico poi; ma, ripeto, secondo me continua a essere una questione di visibilità perché i giornalisti famosi pubblicano e vendono saggi forse più degli autori di narrativa.
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Marina



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MessaggioInviato: Sab 10 Giu 2006 12:56    Oggetto: Cita

Irene Vanni ha scritto:

Sinceramente non mi sono mai posta il problema,
(cut)
In merito al "pregiudizio" non saprei... di che genere di pregiudizi parli?



A dirti la verità neanch'io, da lettrice, me ne sono mai accorta.
Finché non mi sono trovata 'dall'altra parte' e quindi la mia attenzione si è, per forza di cose, focalizzata su un saggio in particolare (mentre prima per me la saggistica era chiramente un mare magnum indistinto, come lo è x qualsiasi fruitore). E stato qui che ho notato il pregiudizio cui alludo. Pero' hai ragione, il quesito, nei termini in cui l'ho posto, è nebuloso. Avrei dovuto precisare che mi riferivo non alla visibilità (è chiaro che chi è famoso come Vespa ne ha molta), nè della minor propensione degli italiani ad approfondire gli argomenti (fattore che IMO esiste). Parlavo del pregiudizio nel confronti della saggistica letteraria, cioè quello secondo cui il fatto di fare un saggio su un best seller sia di per sè scandaloso e indice di sfruttamento dell'"onda". Ho trovato questo atteggiamento aprioristico in parecchie persone e mi domando cosa si dovrebbe dire allora, applicando quetso metro di giudizio, della saggistica sui classici immortali. Applicando questo metro, anche questi saggi sarebbero sfruttamento inverecondo e francamente la trovo una posizione quantomai bizzarra.
Mentre nessuno si scandalizza se invece escono, che so, decine di action figures sui personaggi del bestseller in questione. Non che ci si debba scandalizzare, secondo me, perchè se vengono prodotti significa che a qualcuno interessano e quindi non vedo perché non si dovrebbe accontetare questa fetta di acquirenti (chi non è interessato non li comprerà,così come puo' fare con un saggio). Ma ho preso questo es. solo x fare un paragone e per evidenziare che, indubbiamente, nella produzione di action figures non c'è il lavoro che c'è invece dietro a un saggio... Tuttavia, nonostante questo, il solo fatto di comparire fisicamente sullo scffale di una libreria sembra urtare la sensibilità di molti (cosa che, ripeto, non succede per pupazzetti e quant'altro).
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dued



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MessaggioInviato: Sab 10 Giu 2006 13:03    Oggetto: Cita

Ciao Marina,

innanzitutto, non ho ancora avuto modo di dirtelo in altra sede, ma ti faccio i miei complimenti per la gentilezza e la disponibilita' veramente esemplari nel dialogare con tutti sui forum a proposito del tuo libro, (e per il fatto di aver parlato anche del mio Wink )

Appartengo anch'io alla categoria di quelli che non hanno letto HP ma alla prima occasione vogliono leggere il tuo libro, in quanto fortemente incuriositi. Il che penso senza dubbio sia un tuo grande merito. Smile
Per quanto riguarda il discorso saggistica, probabilmente non faccio testo, ma ti confesso che per tanti anni non sono riuscita a leggere altro che saggi, snobbando la narrativa che un tempo assorbiva molto del mio interesse (e non dovrei dirlo, essendo scrittrice di narrativa) : solo di recente ho ricominciato a leggere anche romanzi e racconti.
I saggi spesso mi incuriosiscono, quando li vedo in libreria, e mi spingono a comprarli, per aprire la mente ad altre idee e punti di vista, per riflettere.
Prediligo quelli di argomento storico, psicologico, sociologico. Anche pedagogico, avendo ho una figlia adolescente. A volte politico. Pero' difficilmente pesco dallo scaffale dei best sellers.
Non so se questo risponda alla tua domanda, o se tu possa inserirmi nella tua statistica. Diciamo che io ho fatto studi scientifici, ma la vecchia impronta del liceo classico la sento ancora prepotente.
Comunque, di nuovo complimenti e ciao Smile
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Milena Debenedetti
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dued



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MessaggioInviato: Sab 10 Giu 2006 13:14    Oggetto: Cita

Riprendo il discorso, perche' quando ho risposto non avevo ancora letto il secondo messaggio: secondo me ha molto piu' senso e ragione di essere un saggio di approfondimento, su un testo letterario conosciuto, su una serie di telefim, sul cinema ecc. , piuttosto di tanti gadget o storie ambientate in quel contesto, con gli stessi personaggi o lo stesso sfondo.
Ecco, quelle proprio non le reggo, come sta accadendo adesso per Lost, ad esempio, sfruttato massicciamente a fini commerciali anche in libreria.

Finche' si tratta di contributi di appassionati sulle fanzine, come accadeva per star wars, ad esempio, mi sta ancora bene, ma questo consumismo, questo sfruttare idee fino all'osso, no.

Del resto, e' molto diffuso in tutti i settori, ormai Crying or Very sad E io sono decisamente fuori moda.

Ma un saggio letterario... quello no, e' un'altra cosa. Ehm... non e' che in queste critiche ci sia un pizzico di invidia Wink ?
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Milena Debenedetti
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Vivi



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MessaggioInviato: Sab 10 Giu 2006 13:17    Oggetto: Cita

Marina ha scritto:

Parlavo del pregiudizio nel confronti della saggistica letteraria, cioè quello secondo cui il fatto di fare un saggio su un best seller sia di per sè scandaloso e indice di sfruttamento dell'"onda".


Io penso molto semplicemente che sì, fare un saggio su un best seller, significhi "sfruttare l'onda", e che non ci sia nulla di scandaloso in questo, se il saggio in questione è fatto bene e nasce da una autentica passione per il tema.
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Marina Innorta
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Sab 10 Giu 2006 13:43    Oggetto: Cita

In questi termini quoto Vivi: che male c'è a sfruttare l'onda? Un successo commerciale non è detto che piaccia solo ai decelebrati quando è fatto bene, quindi un saggio correlato e altrettanto ben riuscito non mi pare da denigrare, anzi, come ho potuto constatare anche dai commenti al tuo saggio riesce addirittura ad avvicinare persone con "pregiudizi all'inverso" a opere commerciali sottovalutate da una certa branca snobistica della critica; poi è ovvio che qui ci sono più che altro persone che leggono molto e dunque è più facile trovare su questo forum gente che legge saggi piuttosto che sulla spiaggia in un gruppetto di signore che si fanno vento con la stampa scandalistica (per dire: in questo senso "quelli con i pregiudizi" ci sono, ahimè Sad , ed è proprio la "cultura del visibile" di cui sopra, a figliarli continuamente). Laughing
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Marina



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MessaggioInviato: Sab 10 Giu 2006 14:19    Oggetto: Cita

Milena: intanto grazie per quello che hai scritto, ma ravviso la stessa attenzione anche nei tuoi interventi verso i lettori del tuo romanzo (prossimamente nel mio scaffale – solitamente non leggo fantasy ma l’estratto del libro mi ha incuriosita e non molti fantasy ci riescono Wink e postero' il commento nel thread inaugurato da Vivi). Io penso che testimoniamo semplicemente la voglia di confrontarsi con chi è il destinatario finale del ns lavoro, perché IMO questo è il 50% della motivazione che spinge a scrivere un libro. Non credo mai a chi scrive un libro (o una musica) dicendo che lo scrive solo x sé stesso e poi solo in seconda battuta è contento se anche ad altri interessa. IMO mente, o in malafede o inconsapevolmente. Nel primo caso mente al pubblico, nel secondo a se stesso. Perché scrivere aiuta a tirare fuori cose dentro di noi e in questo senso è appagante, ma è solo la metà dell’equazione. L’altra metà è che si scrivere per COMUNICARE qualcosa agli altri. E’ la stessa spinta che ci induce a frequentare il resto dell’umanità, e a confrontarsi con essa, sia nella vita reale che in quella sui forum come questo.
Tralascio naturalmente chi si mette a scrivere in cerca di fama e soldi. Ci sono, ma penso anche che siano una minoranza. Anche perché ottenere fama e soldi coi libri è una delle vie piu’ difficili, quindi, se questi son gli obiettivi, non è molto una furbata.

Ma sono andata OT e quindi rientro nei binari. Sì, hai risposto alla domanda, ma a quanto ho capito il tuo evitare cio’ che gravita attorno ai bestseller non è dettato dal fatto che consideri aprioristicamente dei saprofiti quei libri. E’ piuttosto una conseguenza del fatto che eviti i bestseller in primis, e quindi per naturale conseguenza non puoi essere interessata ai libri ‘satellite’.
Ti confessero’ che di solito anch’io evito i bestseller, anche qui non per snobismo aprioristico ma per il fatto che ho constata che il 90% delle volte non soddisfano i miei gusti (infatti HP è una delle poche eccezioni). Faccio un es. che ho già fatto in passato (mi scuso ma leggendo pochi bestseller i miei es, sono x forza ripetitivi Laughing) : mi è stato regalato, tanti anni fa, un libro del pluriprematoarcimegamiliardario Wilbur Smith e l’ho trovato di una pochezza allucinante. Saro’ anche capitata su uno dei suoi prodotti peggiori, per carità, ma è certo che mi è passata la voglia di leggere qualsiasi cosa abbia prodotto. Ma a vedere da quanto vende, è evidente che il resto del mondo non la pensa come me. Quando pero’ vedo saggistica su un libro che mi è piaciuto e che so avere piu’ chiavi di lettura, indulgo volentieri sui libri satellite (così come faccio coi film, con argomenti di vario genere e con i personaggi che ammiro [sono avida lettrice anche di biografie])

Vivi e Irene:
dal senso dei vs post desumo che “cavalcare l’onda” sia da voi inteso come “prendere lo spunto, cogliere l’occasione”, mentre l’accezione cui mi riferivo io è proprio negativa ed è quella piu’ spesso usata. E’ intesa nel senso di “approfittare in maniera parassitica della notorietà di un libro”.
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Sab 10 Giu 2006 14:36    Oggetto: Cita

Be', allora non so che dirti perché io leggo best sellers e autori esordienti, saggi sui best sellers e saggi sui classici... Confused
Questo sia che l'argomento mi piaccia, sia che l'argomento non mi piaccia. Per parlar male de "Il codice da Vinci" me lo sono letto ma magari preferisco una guida a Buzzati Wink . Il saggio di Emanuele su "Il signore degli anelli" mi è piacito quanto il tuo (ah! anch'io credo che presto infilerò Milena nel carrello Laughing ) e non mi sono preoccupata del fatto che cinema e videonoleggi fossero incentrati proprio su quell'argomento, ma contemporaneamente sto leggendo anche la storia del populismo russo del Venturi... nel senso: sono un po' atipica come lettrice e credo che continuerò a stare alla larga dai pregiudizi e a giudicare di testa mia dopo che ho letto.
Cambiare le regole significherebbe cambiare le leggi a partire dalla scuola. Per questo sarei sempre in prima linea, ma sto andando OT pure io... Rolling Eyes
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dued



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MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2006 09:58    Oggetto: Cita

Marina, solo una precisazione: sul discorso best seller, in questo caso non intendevo dire che evito i saggi SUI best seller, ma che evito i saggi considerati best seller di per se', tipo libri di Vespa, per rifarci a un esempio gia' citato.

In questo senso, e paradossalmente, e' piu' facile che mi venga la curiosita' di leggere un saggio dove si parla del come e perche' un libro e' diventato famoso, dei meccanismi narrativi impiegati e del suo percorso editoriale, che non magari il libro stesso. Come mi sa mi stia accadendo per il tuo. Smile


Ci risentiamo, anche con Irene, per parlare del mio, di libro Wink
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Emanuele Terzuoli



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MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2006 12:29    Oggetto: onda su onda Cita

Io sì, ho biecamente sfruttato l'onda del Signore degli Anelli! Twisted Evil
Sul "biecamente" sto scherzando, ovvio, però condivido quello che dice Vivi. Il mio saggio andava scritto nel periodo in cui l'ho fatto, esattamente come il tuo su HP ha ragione di esistere ora (o avrebbe potuto averla alla fine della saga, anche). Questo è piuttosto scontato, perché è giusto dare ai lettori ciò che cercano nel momento in cui lo cercano. Quando l'interesse per un argomento spinge ad approfondire, ben venga la presenza sul mercato dei giusti approfondimenti.
In altre parole, credo che se andassi oggi in casa editrice con il mio bel progetto sul Signore degli Anelli, i signori di Delos Books mi prenderebbero a calci e mi butterebbero fuori dalla loro nuova sede ancora da inaugurare Sad Non lo farebbero perché il libro oggi non ha mercato. Lo farebbero perché non gliel'ho proposto quando di mercato ce n'era molto di più!

Anch'io ne ho sentite sul mio conto, quando il libro uscì (fine 2004). Nel mondo c'è gente di tutti i tipi, queste cose si sentiranno sempre dire. Ma questa è gente che si guarda bene dal comprare il mio saggio o il tuo, si limitano solo a parlare male, questa è la cosa significativa. Ben altro conto sarebbe sentirsi muovere certe accuse di "parassitismo" da qualcuno che il libro l'ha letto. Ecco, questo sarebbe grave (a me per fortuna non è successo). Perché significherebbe che il lettore ha giudicato il saggio qualcosa di puerile, inutile, che non aggiunge niente, scritto solo per far soldi.

A me una cosa del genere è successa leggendo un libro su Quentin Tarantino che mi hanno regalato un Natale di qualche anno fa. Un'ottantina di pagine di una pochezza devastante. Un libro che anch'io avrei potuto scrivere in un paio di giorni "copincollando" a casaccio da internet. Nessuna considerazione, nessun tentativo di analisi o di approfondimento. Niente di niente, solo le informazioni su biografia e filmografia di dominio pubblico, amalgamante alla meglio. Era il periodo in cui al cinema tutti parlavano di Kill Bill e del genio smisurato del regista, per intendersi. Ecco, su questi fenomeni mi aggiungo al coro dei critici che accusano di parassitismo, ma sono cose ben distanti.

La saggistica, insomma, non può essere criticata su questo piano. Chi lo fa non sa che sta parlando di un saggio, si sofferma per un secondo sulla copertina e prende fischi per fiaschi. Tutto qua. Probabilmente non fa nemmeno danni: chi legge saggi non lo considererà proprio. Paradossalmente, anzi, potrebbe portare un beneficio: chi non legge saggi, ma cerca sul mercato solo instant books "facili" (e di mercato ce n'è un bel po', più qui che nei saggi) sentendo sparlare questa gente potrebbe prendere il fiasco per il fischio. E noi umilmente ringraziamo Wink

ciao,
ema
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Marina



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MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2006 13:30    Oggetto: Re: onda su onda Cita

Emanuele Terzuoli ha scritto:
Ben altro conto sarebbe sentirsi muovere certe accuse di "parassitismo" da qualcuno che il libro l'ha letto. Ecco, questo sarebbe grave (a me per fortuna non è successo). Perché significherebbe che il lettore ha giudicato il saggio qualcosa di puerile, inutile, che non aggiunge niente, scritto solo per far soldi.



no, finora questo non è successo, per fortuna. Finora chi ha letto ha apprezzato. Chiaramente poi, a seconda dei gusti e degli interessi personali, cambiano 'gli accenti': c'è chi ha apprezzato di piu' alcune cose rispetto ad altre. Ad es, c'è chi è meno interessato all'effettistica dei film rispetto alla struttura dei romanzi o viceversa... Credo che questo sia ovvio per ogni libro. Gli stessi cultori di HP amano i romanzi per una miriade di motivi differenti, anche se i libri su cui si pronunciano son gli stessi

Qui pero' innesto un altro discorso: parli di libri fatti x fare soldi (diversi dai ns). Pero' IMO è cmq un'operazione fallimentare, se l'intento è questo, perchè la saggistica in Italia vende poco (anche su argomenti seguiti) e dunque, per arricchirti con le royalty, dovresti vendere un botto spropositato e perché per fare quest'ultima cosa avresti, COME MINIMO, bisogno di essere tradotto in altre lingue. Cosa che puo' succedere per saggi su particolari argomenti scientifici o politici o temi così, ma mai su saggi di cinema, musica o letteratura. Se poi sono di autori italiani, DOPPIO PFUI! Dunque, anche questa critica che alcuni fanno - sia che si appunti su un libro fatto col copiaincolla o meno - è assurda di per sè, indipendentemente dalla qualità del saggio (e cmq il libro su tantino da te descritto non è un saggio ma un manualetto Wink Anche su questo in Italia c'è molta confusione: nel termine saggio vengono incluse guidine sistematiche che di valore possono avere solo la sistemazione organica, mentre il valore di un saggio è l'approfondimento)
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Karenin



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MessaggioInviato: Dom 11 Giu 2006 14:09    Oggetto: Cita

Mi sono avvicinata da poco alla saggistica, spinta da un amico che scrive saggi da molti anni con discreto successo. Ammetto di essere affascinata da questo genere che presuppone uno studio attento e scrupoloso della materia condito da un'idea nuova che renda il testo interessante e coinvolgente. A volte non basta sfruttare l'onda, per distinguersi dalla massa bisogna essere originali. Continuerò a seguirvi anche se soltanto come lettrice.
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xyfyrrys



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MessaggioInviato: Gio 15 Giu 2006 13:45    Oggetto: Cita

ci sono casi in cui un saggista è così bravo da rendere piacevole, e non solo istruttivo, un libro di saggistica...
per esempio, i libri di Michel Chion sulla voce nel cinema sono una tale meraviglia, da poter essere letti e goduti anche da chi non si interessa dell'argomento...
penso che il saggista non debba parlare solo all'appassionato, ma anche a chi potrebbe diventarlo, anzi, fare di tutto per renderlo tale...
poi ci sono i casi di saggistica "cosmica", che nessuno può considerare lontana da sè...
come le meravigliose Lezioni americane di Calvino, una della cose più belle che sia mai stata scritta, e la dimostrazione che, se non l'hanno dato a lui, il nobel per la letteratura non vale un cazzo...
Twisted Evil Twisted Evil Twisted Evil
oh, tell me... will it freeze tonight?
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Irene Vanni



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Località: Pontedera (PI)

MessaggioInviato: Gio 15 Giu 2006 17:02    Oggetto: Cita

xyfyrrys ha scritto:
i libri di Michel Chion sulla voce nel cinema


Lo usai quando detti l'esame di "Storia del cinema 2" Rolling Eyes Confused . Cribbio! L'hai presa alla larga però Confused Laughing. Sii più campanilista e nomina almeno Rondolino e Costa Razz Exclamation
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