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Un seno gonfio di latte


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Autore Messaggio
Alessandra Gallo



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MessaggioInviato: Sab 31 Dic 2005 12:37    Oggetto: Un seno gonfio di latte Cita

Titolo: Un seno gonfio di latte
Autore: Alessandra Gallo
Traccia: Passione

(...)

– Quaranta giorni, di solito.
– Quaranta giorni? Ma io sto bene!
– Facciamo così, lasciamo passare almeno ancora dieci giorni, poi La vedo di nuovo e Le dico qualcosa di più preciso.
La ginecologa è una grassona riccia con gli occhiali che quando tiene la penna in mano la tiene così in basso che sembra che scrive con le unghie. Scarabocchia qualcosa su una scheda, la spinge verso di me attraverso la scrivania.
– Questa la tenga Lei e me la riporti la prossima volta. Sa, è per la privacy, non le tengo più le schede. Sono novantacinque euro.
Esco dallo studio col portafogli leggero e il cuore pesante. Il fatto è che Rocco mi cerca, la notte, e anche se sono stanca perché dormo poco quando mi sfiora le gambe mi sento bruciare sotto e i capezzoli mi diventano puntuti e comincia a uscire un po’ di latte.
– Quanto manca? – mi chiede, ogni volta.
E ogni volta soffia e poi mugola – Madonna! – quando sente la mia risposta. Quel suo verso come di animale mi scalda sotto ancora di più e allora lascio che mi viene sopra e si struscia contro di me, su e giù, su e giù, e ci affanniamo tutti e due e a me mi batte il cuore forte e il caldo in mezzo alle gambe diventa dolore prima solo di fuori e poi dentro, sempre più dentro, ma anche sopra e tutto intorno e alla fine vengo, non so come ma vengo e mi metto a piangere, ché mi vergogno. A Rocco gli cominciano a tremare i muscoli per lo sforzo, e poi dopo invece trema tutto quanto, e allora si inginocchia sulla mia pancia, mi apre la camicia da notte, mi strizza i seni attorno al suo coso gonfio e rosso e alla fine è tutto un liquame di sperma e latte e sudore, che lui si asciuga col pigiama e a me mi tocca andare a lavarmi in bagno con l’acqua fredda e i capezzoli mi diventano duri di nuovo e sento di nuovo caldo dentro perché alla fine non è che vengo proprio bene e mi sembra di morire.

Teo succhia che è un piacere e cresce. E’ tutto un rotolo di carne anche intorno alle dita delle manine. Io lo guardo mangiare per tutto il tempo, quando poppa. Nei primi minuti tiene gli occhi aperti e mi accarezza le mammelle con la mano aperta. Dopo un po’ però si aggrappa, mi infila le unghie nella carne, comincia a spremere forte e mi fa male. Quando lo stacco e poi lo riattacco all’altro seno, chiude gli occhi e ricomincia ad accarezzarmi, poi si addormenta. Io lo cambio, gli metto il pannolone con gli orsacchiotti disegnati che un po’ ci naviga dentro, gli infilo la tutina e la cuffietta lo rimetto a nanna nella culla.
Ogni tanto, quando si sbriga a poppare, mi chiudo in bagno e tiro fuori i seni, li spremo due, tre volte. Raccolgo un po’ di latte in una mano, guardo le striature che fa nel palmo, lo tasto con le dita e lo assaggio. E’tiepido, fatto come d’olio e anche un po’ dolce mi sembra e qualche volta odora di quello che mangio. Quando ho finito però mi lavo la bocca tante volte con l’acqua calda, e poi mi lavo anche i denti. Non so cosa mi prende, mi sento uno schifo, ma dopo un po’ mi passa e allora sorrido e mi tocco e mi guardo allo specchio, ché ‘sto seno grosso e ‘sti capezzoli scuri mi stanno proprio bene.
A volte mi vergogno perché penso che sono onnipotente e se finivamo su un isola deserta io Teo e Rocco non morivamo di fame, e nemmeno se c’era un terremoto e rimanevamo per strada, senza niente da bere e niente da mangiare. Perché io non so se è vero, ma mi sembra che è come se posso bastare per tutti e tre. Per non farci morire proprio subito.

La ginecologa oggi ha detto che adesso possiamo. Quando sono uscita dallo studio ho rivestito Teo e sono andata a far compere. Volevo una camicia da notte di seta nera e un completino di pizzo uguale uguale. Quando la commessa ha aperto la porta dello spogliatoio per passarmi un'altra camicia da provare e ha visto le conchiglie assorbilatte ha fatto una smorfia.
– Ci sto attenta, non macchio niente, stia tranquilla – ho detto, richiudendo la tenda dello spogliatoio.
Poi ho dovuto sbrigarmi a scegliere, perché Teo si era svegliato e piangeva, che aveva fame.
La commessa mi ha impacchettato il completo senza guardarmi. Ho pagato, non ho nemmeno controllato il resto, tanto le urla di Teo mi martellavano dentro alla testa e mi facevano ammattire.
Mi sono seduta su una panca in mezzo al centro commerciale, l’ho preso in braccio, ho tirato fuori il seno sinistro e lui si è attaccato subito come un’idrovora che pareva non mangiasse da due giorni. Ho appoggiato la schiena al muro e ho chiuso gli occhi. Il muro era freddo, un brivido mi è corso fino alla nuca e ho riaperto gli occhi ed è stato in quel momento lì che ho visto Francesco.
Teneva una mano intorno alla vita di Mariuccia, mentre lei guardava la vetrina del negozio di dischi e parlava e parlava e faceva segno dentro la vetrina. Anche con me faceva così, Francesco, tanto tempo fa quando stavamo insieme alle medie. Mi teneva sempre per il fianco.
Adesso lui teneva quella mano sul fianco di Mariuccia e scuoteva la testa su e giù mentre lei parlava ma intanto era me che guardava. Mi ha puntato gli occhi in faccia, poi mi ha guardato il seno, poi di nuovo in faccia. L’ho visto deglutire.
Io non ho smesso di fissarlo un momento, nemmeno quando ho dovuto staccare Teo per passarlo dall’altra parte. Ho fatto apposta ad aspettare un po’ prima di rimettermi il seno sinistro nel reggiseno. Ho aspettato che Teo si attaccasse per bene, gli ho accarezzato la testa, ho raccolto una goccia di latte dal capezzolo sinistro con la punta dell’indice e me lo sono infilato in bocca, sempre mentre lo guardavo dritto in faccia. Lui è diventato rosso a chiazze, ha biascicato qualcosa a Mariuccia che continuava a far segni verso la vetrina, non ha abbassato gli occhi mentre mi risistemavo il seno. Allora si è girato dall’altra parte e si è stretto i Levis di Mariuccia più vicino.
Porco bastardo.

(...)
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Alessandra Gallo
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Karenin



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MessaggioInviato: Sab 31 Dic 2005 13:55    Oggetto: Cita

Racconto interessante, sicuramente originale, perché dubito che molti di noi abbiano preso in considerazione l'idea di parlare di una gestante. Descrizioni molto ben circostanziate, l'arrivo di Francesco crea quel particolare in più che intriga. Tuttavia ho notato nella partenza qualcosa che stona:

- "almeno ancora" (meglio eliminare "almeno").
- ... La vedo, Le dico (le maiuscole in questo caso non mi sembrano corrette, la regola vale nelle lettere commerciali, se non erro).
- ... che sembra che scrive ... (il verbo coniugato dovrebbe essere "scriva").
Tuttavia le mie sono indicazioni sommarie, non sono un'insegnante, non ho una laurea, prendile con le molle.
In bocca al lupo per il tuo testo!
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rehel



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MessaggioInviato: Sab 31 Dic 2005 15:39    Oggetto: Cita

Il pregio maggiore del racconto è d’intrigare parecchio, dal punto di vista dell’erotismo, intendo. Di quelli postati fino a ora, penso sia il più stuzzicante, di gran lunga il più stuzzicante. Anche la storia incuriosisce, anche si può intuire cosa seguirà.
Una maggiore attenzione alla forma! Cool
..................
…Facciamo così, lasciamo passare almeno ancora dieci giorni, poi La vedo di nuovo e Le dico qualcosa di più preciso.
La ginecologa è una grassona riccia con gli occhiali che quando tiene la penna in mano la tiene così in basso che sembra che scrive con le unghie. Scarabocchia qualcosa su una scheda, la spinge verso di me attraverso la scrivania.
– Questa la tenga Lei e me la riporti la prossima volta. Sa, è per la privacy, non le tengo più le schede. Sono novantacinque euro…
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In questo passaggio viene usato per ben tre volte la congiunzione CHE. Due volte la parola: TIENE e ancora: TENGA e subito ancora: TENGO. Il tutto in poche righe. A mio modo di vedere queste ripetizioni sarebbero da evitare.
Delle maiuscole ne hanno parlato prima.
.......................
…e ci affanniamo tutti e due e a me mi batte il cuore forte e il caldo in mezzo alle gambe …
..........................

Questo è un errore a livello elementare: A ME MI.
È possibile che si tratti di una cosa voluta, ma non so se il gioco vale la candela.
Comunque sarebbe piacevole rileggere tutto il racconto, con una mano sola… o con una dolce metà a accanto, a seconda dei gusti e delle possibilità. Shocked
Ciao,
Giuseppe A.
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Sab 31 Dic 2005 16:47    Oggetto: Cita

Questi estratti prospettano un racconto a parer mio intrigante e originale. Io non sono rimasta troppo infastidita dalla forma, perché gli errori sono talmente evidenti da farci capire che sono voluti; se è il personaggio che parla così per motivi ben precisi (si tratta di un'adolescente di scarsa cultura?) magari sarà specificato in qualche altra parte del racconto (nell'incipit assente?). Alessandra ci deluciderà... oppure ho sbagliato tutto? Shocked
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OdhenMaul



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MessaggioInviato: Sab 31 Dic 2005 19:53    Oggetto: Cita

Prima di tutto:

Citazione:
le urla di Teo mi martellavano dentro alla testa e mi facevano ammattire


Shocked Confermo e sottoscrivo: le urla di un figlio possono far ammattire Exclamation

Ma passiamo ad altro...

La prima cosa che mi viene in mente, il primo aggettivo che mi sfugge sulla tastiera è "tenero". Davvero uno stralcio simpatico; il pensiero della donna, molto semplice e un po' rozzo, tratteggia bene il personaggio ma, alla lunga, mi ha stancato.
Da questo punto di vista, però, credo sia bene fare una scelta e tenerla fino in fondo: avrei nuclearizzato quei due o tre congiuntivi che sono sparsi fra le battute Wink
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Sergio Donato



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MessaggioInviato: Dom 01 Gen 2006 11:34    Oggetto: Cita

Fatte mie le considerazioni di rehel circa la forma (alle quali solo tu, Alessandra, potrai dire l'ultima) ti confesso che mi piacerebbe leggere il resto del racconto.

Very Happy
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Andrea Donnini



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MessaggioInviato: Dom 01 Gen 2006 13:06    Oggetto: Cita

L'estratto mi piace, credo che abbia tutte le potenzialità per essere un ottimo racconto.

Andrea
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coca



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MessaggioInviato: Dom 01 Gen 2006 13:48    Oggetto: Cita

Andrea Donnini ha scritto:
L'estratto mi piace, credo che abbia tutte le potenzialità per essere un ottimo racconto.

Andrea


quoto e aggiungo che la pritagonista mi fa un sacco di antipatia, credo sia un buon risultato già!
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Alessandra Gallo



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MessaggioInviato: Dom 01 Gen 2006 21:23    Oggetto: Cita

Grazie a tutti per i commenti. Riguardo agli errori, mi sembra evidente che c'è dietro un lavoro intorno alla 'voce' del narratore. E se non risulta così evidente dalla lettura dell'estratto, lo è sicuramente dalla lettura del racconto completo. @Coca, non sai quanto l'ho odiata anch'io, la mia Saretta Smile
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Sergio Donato



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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 10:09    Oggetto: Cita

Aggiungo che mi hai "rubato" una parte del racconto che sto scrivendo.
Dovrò modificare e trovare altre strade.
Dannazione!
Twisted Evil

Wink
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 10:43    Oggetto: Cita

E perché, Sergio? Anzi... sarebbe interessante una situazione simile dal punto di vista di un uomo! Very Happy
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Sergio Donato



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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 10:48    Oggetto: Cita

No. Mi ha preso solo l'idea del seno pieno di latte, che volevo sfruttare in un contesto completamente diverso. Siccome so che il racconto di Alessandra verrà preso (alé, la butto lì Wink ) non voglio rischiare di essere scartato per una seppur minima ricorsività di una situazione all'interno della trama.
Se io fossi l'editore e dovessi scegliere DIECI racconti, cercherei di presentare un universo il più possibile variegato, no?
Non voglio rischiare.

Very Happy
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cristina origone



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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 12:14    Oggetto: Cita

Sono convinta anch'io che questo racconto verrà scelto. Very Happy Complimenti, ale, tra quelli postati è quello che mi ha intrigato di più. Very Happy
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valdam



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MessaggioInviato: Lun 02 Gen 2006 17:48    Oggetto: Cita

Idem, anche per me il più convincente.
Sottolineerei (come si scriverà?), oltre o più che l'antipatia della protagonista, quel po' di fastidio che comunica (almeno a me) questo mescolarsi tra latte materno e sperma. Una situazione quasi incestuosa, che aggiunge interesse al racconto.
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Valentina M. D'Amico
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Annarita Petrino



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MessaggioInviato: Mar 03 Gen 2006 10:17    Oggetto: Cita

finalmente un racconto scritto da una donna!!!

mi stavo chiedendo dove fossimo finite tutte... Laughing

eh ehe

mi piace. è intenso... tutto da sviluppare. staremo a vedere.

Razz
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