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Una festa per O


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Marcello Bonati



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 09:43    Oggetto: Una festa per O Cita

Titolo: Una festa per O
Autore: Marcello Bonati
Traccia: trasgressione

Era una gran bella festa.
Si era tutti nei nostri migliori vestiti, tutti tirati a lustro ed imbellettati, i gioielli più belli nei punti giusti, e si danzava, si parlava, che era una meraviglia.
E c’erano innumerevoli umili servitori che si aggiravano, per quella stanza, a portare i cibi più squisiti fin dove le nostre mani avrebbero potuto facilmente condurli alle nostre bocche.
E musica, tanta, forte, tutto attorno a noi, che saliva, ora forte, ora piano, in noi.
Là, mi aveva condotto il mio uomo; ed ero sicura.
Forse, avrei preferito che, nei discorsi, ci fosse stata più semplicità, ma quelli erano gli amici del mio uomo, ed io, dalla popolana che ero, a stento riuscivo a non ridere a quelle artificiosità di arzigogoli strani che quasi sempre infarcivano il loro dire.
E, e questo mi impressionò molto, mai una volta, una volta soltanto, che da quelle bocche uscisse una parola scurrile; c’ero stata attenta, e non ne avevo colta neppure una.
E delle dame infiocchettate, non si poteva vedere assolutamente nulla di alcuna parte allettante.
Mi stavo già domandando come potesse essere che il mio uomo, così focoso e decisamente non del tutto disdegnante quelle che a me piace definire le porcherie, avesse degli amici così asettici, quando cominciò.
Mentre si stava parlando, io e il mio uomo, con un ragazzotto niente male, o meglio, lui stava parlandogli, ed io sorridevo nei momenti appropriati, ecco che, improvvisamente, lo sento dire: “Ah, dimenticavo; questa è la mia donna, una gran troia.”
Quasi barcollai; tutta quella rispettabilità, quel contegno, e poi, così, d’improvviso...; sembrò che, quello, quasi, fosse un segnale che tutti gli altri convitati non stessero che attendendo; infatti, presto ci ritrovammo coll’attenzione di tutti addosso.
Tutti ci guardavano e, di più, tutti ammiccavano a noi.
E, semplicemente, il mio uomo, lì, in quel salone, mi ordinò di spogliarmi; tutta.
Tremai un po’, un po’ dentro e un po’, anche, fuori, e guardai negli occhi tutti quelli che potei; non ero improvvisamente impazzita, era assolutamente vero; tutte quelle persone infiocchettate stavano solamente aspettando che io mi spogliassi; tutta.
Ero ancora così stordita, quando sentii una mano frugarmi sotto, il petto; trasalendo, vidi che era, almeno, quella del mio uomo; allungando la lingua al sudore che imperlava la mia fronte, in un gesto brusco ma preciso mi strappò quel bel vestito che mi aveva comprato per l’occasione, lì sul davanti, e così rimasi lì, in mezzo a quell’enorme salone festante, a seno nudo, davanti a quelli che, fino ad un istante prima, non avevano neppure detto un fottutissimo “cretino”.
E, cosa che ancor di più mi stupì, essi non dissero o fecero nulla, chessò, qualche apprezzamento, qualche mano allungantesi ad essi; niente; guardavano, e basta, come se, in progetto, ci fosse ben altro, cosa che, di lì a poco, avrei concretamente verificato.
Poi, sentii anche sotto la mia ampia e, per i miei gusti, decisamente antiquata gonna, le mani così fredde del mio uomo; non vi era un fremito, quasi stesse cercando di non sapere, quasi, a cosa fossero così tanto vicine.
Sganciò, infatti, quello che c’era da sganciare, e, in breve, mi ritrovai così, là dove fino a solamente pochi istanti prima c’era stata quell’atmosfera così terribilmente pulita, con addosso solamente le mie mutandine, e, naturalmente, gli sguardi di tutte quelle persone.
A me, dimenticavo di dirvi, questo genere di cose piacciono moltissimo; ho, infatti, scoperto già da tempo che tutto ciò che mi dà imbarazzo, che mi spinge in situazioni nelle quali mi sento, in un certo senso, esposta, mi eccita moltissimo.
Il mio uomo mi ha spiegato un sacco di cose, su ciò, ma delle quali, sinceramente, ho capito veramente molto poco; io so solamente che, quando mi sento imbarazzata, umiliata, esposta, o impotente a difendermi ed intenzionalmente resa impossibilitata a poter reagire in alcun modo alle sue voglie, la passera mi si bagna considerevolmente.
Abbiamo già fatto, io e lui, un’infinità, di questi giochetti; di essi, quello che ricordo con maggior piacere (forse per l’intensità dell’orgasmo che ne ricevetti), fu quella volta che restammo una notte intera abbarbicati nudi l’uno sull’altra, lui che beveva in continuazione una quantità incredibile di birra, io che, ad ogni, ne bevevo il riciclo.
Ed, infatti, questo del bere dai sessi, direttamente, la pioggia dorata, è ciò che maggiormente mi scombussola il sistema linfatico-ghiandolare.
Temevo, dicevo, che quella festa si sarebbe rivelata un niente di noioso, ma, ora, era già molto meglio.
Stavo infatti ancora cercando di ritrovare una parvenza di equilibrio, dentro e fuori di me, lì, così, quando, la lingua ben dentro alla mia bocca, a frugare, e la mano, sotto quel pezzetto di stoffa rimastomi addosso, le dita (due, tre) dentro la figa.
Mi fece venire così, lì; già altre volte avevo provato a godere in situazioni di... con altra gente attorno, insomma, ma, quelle altre volte, erano sempre persone che, anch’esse, stavano, in un qualche modo, cercando di farlo.
Io godo molto robustamente, e così mi sciolsi in quelle dita, naufragandole abbondantemente.
Poi, mi chiese di togliermi anche le scarpette, quelle belle, sempre compratemi da lui, e, naturalmente, i collant e le mutandine.
Portavo i collant perché si era in inverno, e, per di più, un inverno particolarmente rigido.
Là, in quel salone, c’era un bel caldo soporoso, dolce ed allettante; tutto, i mobili in legno, i broccati, gli innumerevoli caminetti, accesi e scoppiettanti, faceva pensare al caldo, e, quindi, al freddo saputo così pungente, là fuori.
“È ora; quelli che ho detto si preparino.”-disse, ancora, il mio uomo.
Ed allora, vidi che alcuni, una decina, si coprivano ulteriormente i corpi; sciarpe, palandrane di ogni tipo, guanti e cappellini e cappelli di ogni forgia, tutto di lana, ed ogni sorta di indumento che potesse riparare dal freddo.


Ultima modifica di Marcello Bonati il Ven 30 Dic 2005 15:12, modificato 1 volta in totale
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Annarita Petrino



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 10:20    Oggetto: Cita

Immagino che quelle parentesi con puntini stiano a indicare che questo estratto è tagliato e non è un unico blocco.

il che... rende ancora più difficile il commento. Troppe virgole a mio avviso.

e poi, una cosa... ma non si era detto che il protagonista doveva essere uomo o donna a seconda dell'autore? Franco voleva il punto di vista. Ma qui l'autore è maschile e la protagonista è femminile.

per il resto, la storia sembra ben costruita, ma dato che è così spezzettata è difficile dire dove porterà. Surprised
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Andrea Donnini



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 10:26    Oggetto: Cita

Condivido l'opinione di Annarita. Una storia spezzettata è difficile da commentare. I presupposti per una buona storia ci sono ma non riesco a giudicare oltre.

Andrea
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Non sono un uomo intelligente, ma so l'amore che significa.
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rehel



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 10:48    Oggetto: Cita

Non riesco praticamente a leggerlo.
Troppe spezzature, troppe virgole... Embarassed
Il linguaggio mi pare troppo "anticato". se si tratta di una scelta viene da chiedersi il perchè? La storia è ambientata nel ppsato? Pare di no... quindi? Shocked
Sorry. Crying or Very sad
Ciao,
Giuseppe A.
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coca



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 11:37    Oggetto: Cita

ma è rientrata senza farsi una doccia? agh... Shocked
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cinzia pierangelini
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cogito ergo sum
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 12:07    Oggetto: Cita

I puntini di sospensione hanno finito per farmi saltare intere righe quasi senza accorgermene. Non riesco a commentare stralci così slegati. Inoltre pure io ero certa che gli uomini dovessero scrivere dal punto di vista maschile e le donne da quello femminile...
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Marcello Bonati



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 14:45    Oggetto: Cita

Annarita Petrino ha scritto:
Immagino che quelle parentesi con puntini stiano a indicare che questo estratto è tagliato e non è un unico blocco.

il che... rende ancora più difficile il commento. Troppe virgole a mio avviso.

e poi, una cosa... ma non si era detto che il protagonista doveva essere uomo o donna a seconda dell'autore? Franco voleva il punto di vista. Ma qui l'autore è maschile e la protagonista è femminile.

per il resto, la storia sembra ben costruita, ma dato che è così spezzettata è difficile dire dove porterà. Surprised


Certo, è spezzettato; è tutto molto significativo, essenziale, ed era difficile fare altrimenti.
Le molte virgole è un mio modo di scrivere.
Si era detto che si volevano 5 punti di vista maschili e 5 femminili; non 5 protagonisti. Penso che il punto di vista maschile di una psicologia femminile, e viceversa, sia forse ancor più interessante.
Grazie per il "ben costruita".
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Marcello Bonati



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 14:48    Oggetto: Cita

Andrea Donnini ha scritto:
Condivido l'opinione di Annarita. Una storia spezzettata è difficile da commentare. I presupposti per una buona storia ci sono ma non riesco a giudicare oltre.

Andrea


Come ho detto all'Annarita, è che vi è tutto molto funzionale, essenziale, e così l'unico modo di farne un'estratto era togliere le parti... meno essenziali.
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Marcello Bonati



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 14:50    Oggetto: Cita

rehel ha scritto:
Non riesco praticamente a leggerlo.
Troppe spezzature, troppe virgole... Embarassed
Il linguaggio mi pare troppo "anticato". se si tratta di una scelta viene da chiedersi il perchè? La storia è ambientata nel ppsato? Pare di no... quindi? Shocked
Sorry. Crying or Very sad
Ciao,
Giuseppe A.


Il linguaggio è volutamente, tale; si tenta di creare un'atmosfera particolare, che sarebbe impossibile con un linguaggio "quotidiano"; l'uso della punteggiatura aiuta molto, ad esprimersi.
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Marcello Bonati



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 14:51    Oggetto: Cita

coca ha scritto:
ma è rientrata senza farsi una doccia? agh... Shocked


Certo!! A lei piace...
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Marcello Bonati



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 14:55    Oggetto: Cita

IreneVanni ha scritto:
I puntini di sospensione hanno finito per farmi saltare intere righe quasi senza accorgermene. Non riesco a commentare stralci così slegati. Inoltre pure io ero certa che gli uomini dovessero scrivere dal punto di vista maschile e le donne da quello femminile...


Mi spiace che sia risultato di così difficile lettura; magari vedo di farne un estratto meno slegato.
Come ho detto alla Petrino, si chiedevano 5 punti di vista maschili e 5 femminili, non 5 protagonisti. E, appunto, forse il punto di vista maschile su di una psicologia femminile, e viceversa, possono essere anche più interessanti.
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Heian



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 15:02    Oggetto: Cita

Sono d'accordo con Rehel, nemmeno io sono riuscito a leggerlo, è uno stralcio troppo frammentato per potersi fare un'idea di quello che sta succedendo o semplicemente capire la psicologia della protagonista...
Poi il linguaggio mi pare pieno di arcaicismi immotivati, tenendo anche presente che, a quanto ho capito, la protagonista è una popolana. Espressioni esageratamante colte come "si va" o "cogli" mi sembrano un po' fuori luogo, inoltre uno stile linguistico che accosta espressioni colte ad immagini un po' più crude e gergali come "passera" e "figa" (ma non si dice fica?) mi sa di contraddittorio: non so, ma personalmente ho avuto come l'impressione che durante le scene di sesso ci fosse l'interferenza di un'altro racconto...
Scusa se sono stato un po' troppo duro Marcello, ma in fondo siamo tutti qui per imparare... Sad Embarassed
_________________
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Marcello Bonati



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 15:18    Oggetto: Cita

Heian ha scritto:
Sono d'accordo con Rehel, nemmeno io sono riuscito a leggerlo, è uno stralcio troppo frammentato per potersi fare un'idea di quello che sta succedendo o semplicemente capire la psicologia della protagonista...
Poi il linguaggio mi pare pieno di arcaicismi immotivati, tenendo anche presente che, a quanto ho capito, la protagonista è una popolana. Espressioni esageratamante colte come "si va" o "cogli" mi sembrano un po' fuori luogo, inoltre uno stile linguistico che accosta espressioni colte ad immagini un po' più crude e gergali come "passera" e "figa" (ma non si dice fica?) mi sa di contraddittorio: non so, ma personalmente ho avuto come l'impressione che durante le scene di sesso ci fosse l'interferenza di un'altro racconto...
Scusa se sono stato un po' troppo duro Marcello, ma in fondo siamo tutti qui per imparare... Sad Embarassed


Ho, come avrai visto, tolto l'estratto che avevo messo, ed inserito l'inizio; così, forse, risulterà più leggibile, e giudicabile.
Il linguaggio; pensavo fosse evidente che è volutamente, così "colto", assolutamente al di fuori del linguaggio non solo della quotidianità ma anche di quello normalmente scritto di oggi.
Ho voluto fare così per tentare di rendere un'atmosfera particolare, e, prevalentemente, per far risaltare proprio l'ambiente "formale" e lo scatenarsi della trasgressione.
Forse, nel dire e nel pensare, della protagonista, sarebbe meglio usarne uno più "normale"?
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Heian



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 15:49    Oggetto: Cita

Citazione:
Ho, come avrai visto, tolto l'estratto che avevo messo, ed inserito l'inizio


Oh, bene, direi che così è molto meglio... Quantomeno capisco il perché di un linguaggio così barocco. Però le mie critiche rimangono...

Citazione:
Forse, nel dire e nel pensare, della protagonista, sarebbe meglio usarne uno più "normale"?


Io direi proprio di sì, altrimenti il modo di fare della protagonista rimane comunque contraddittorio. Ad esempio, espressioni come "artificiosità di arzigogoli strani che quasi sempre infarcivano il loro dire" o "mi scombussola il sistema linfatico-ghiandolare" non le consiglierei nemmeno a D'Annunzio risorto: uno stile un po' troppo letterario e irreale. Forse avresti dovuto immedesimarti meglio nella tua protagonista, cercare di pensare cosa avrebbe davvero detto in una situazione del genere...
Però, ti dirò, non è che la lettura mi sia dispiaciuta molto, in fondo Smile
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Monica Ariotti



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MessaggioInviato: Ven 30 Dic 2005 16:11    Oggetto: Cita

ho letto con interesse .. non giudico lo stile perchè credo che tu abbia già detto abbastanza riguardo alla tua scelta del linguaggio. quello che mi lascia perplessa sono i collant.. Cool nel senso che trovo l'ambientazione demodè, tutto mi fa pensare a qualcosa di antico, e quei collant li percepisco come un astronave nel giurassico ( eheh.. )
avrei preferito calze immaginando quelle portate a metà coscia, sostenute appena da un bordino elastico, autoreggenti insomma.
anche se a rileggere bene appena sopra dici che lei rimane vestita solo delle mutandine, per cui forse lì c'è qualcosa da rivedere.
per il resto lo trovo intrigante e mi piacerebbe leggere il resto, da quello che percepisco potrebbero esserci trasgressioni forti e interessanti.
m
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