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Capelli di seta - Simo Fornasiero


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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Lun 29 Set 2014 14:50    Oggetto: Re: Capelli di seta - Simo Fornasiero Cita

Mantikora ha scritto:
Il cigolio dell'uscio avvert¨¬ Clemente che la fornitura era arrivata. ¨D Non ora. Ho gente! ¨D si limit¨° a dire al suo scuro visitatore, prima di precipitarsi di corsa in bottega.
Il ricco cliente lo attendeva, l'aria annoiata davanti all'esposizione di pupe sugli scaffali: splendore di broccati e taffett¨¤ nell'oro del sole, dalle finestre.
¡ª Oh, Vostra Signoria, quale onore. Tutto ¨¨ pronto come volevate ¡ª si inchin¨° Clemente, porgendogli il suo ultimo capolavoro.
Ferdinando da Rimini accett¨° la bambola, la esamin¨° critico, il volto privo d'emozioni. Frug¨° l'abito, tast¨° la gonna.
¡ª Il corpetto ¨¨ di vero ermellino ¡ª puntualizz¨° con orgoglio il mercante, esaltando la sofisticatezza del ricello, intrecciato di perle preziose. ¡ª Osservi l'espressione, la bocca, l'eleganza, i riflessi del tessuto...
¨C I capelli!¨C lo interruppe il nobiluomo, ammirato ¨C sono splendidi! Come seta.
Mosse delicato gli arti, su cui Clemente aveva esaurito le notti, per renderli verosimili.
Il giocattolaio annu¨¬, deglutendo. ¨C Piacer¨¤, vedr¨¤, alla sua bambina. I miei giocattoli piacciono sempre ai bambini.
Ferdinando scosse lo sguardo su di lui, come riavendosi torn¨° al suo volto indegno che osava e profanava, alludendovi, la sua famiglia.
Si frug¨° le tasche. Rovesci¨° gli scudi nella mano dell'artigiano. La bocca, una fessura austera, senza labbra. L'affare era concluso.
Gli volse le spalle, scomparve oltre l'uscio, inghiottito dalla strada.
Clemente ristette esitante, il pugno stretto sulle monete. Ascolt¨° il silenzio, sbuff¨° il nervosismo in un lungo sospiro, poi torn¨° alla porta alle sue spalle.
Affond¨° di nuovo nel retrobottega per affacciarsi disgustato all'uomo davanti a lui.
¡ª Todos tenemos algo inmundo que esconder, amigo ¡ª lo sbeffeggi¨° il monatto in risposta al suo palese, silente, ribrezzo. ¨D Son dos escudos ¨D reclam¨°. Pos¨° la sacca per terra e tese la mano.
Clemente vi deposit¨° il denaro, facendo attenzione a non toccarlo.
Attese che se ne fosse andato. L'olezzo dell'uomo resistette in aria. Fece cupola come un incenso.
Odore di morte, di bruciato, misto a qualche indefinibile essenza.
Clemente apr¨¬ l'involucro, cuore tremante. Affond¨° le mani nel contenuto e se lo port¨° al viso, assaporandolo macabro: biondi, mori, bianchi...
¨C Capelli di seta ¨C bisbigli¨°, sudici come l'anima sua.


@Un vero peccato che tu non l'abbia inviato. E' un grandissimo incipit. Non so se per quel contest sarebbe stato sufficiente, ¨¨ SOLO uno spaccato, seppur bellissimo di un'epoca di profittatori, ladri, assassini, untori e ciarlatani.
Un unico dubbio: UNA VIRGOLA dopo "annoiata". potrebbe migliorare la lettura, oppure perggiorarla. In fondo, annoiata, pu¨° essere un inciso, come anche una subordinata(!!heheheh) al periodo che segue: cio¨¨, annoiata per l'aesposizione.
Ma ¨¨ l'autore che dovr¨¤ decidere, senza i tromboni che parlano di "recidive imperdonabili"
ASSOLTA perch¨¦ il fatto... ¨¨ bellissimo
Salvo
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Salvo Andrea Figura
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Luca Romanello



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MessaggioInviato: Lun 29 Set 2014 15:13    Oggetto: Re: Capelli di seta - Simo Fornasiero Cita

Ciao Simonetta!
Ti posto alcune osservazioni sul tuo testo.

Mantikora ha scritto:
Il cigolio dell'uscio avvertì Clemente che la fornitura era arrivata. ― Non ora. Ho gente! ― si limitò a dire al suo scuro visitatore, prima di precipitarsi di corsa in bottega.


Qui non mi è chiaro a cosa si riferisca quello "scuro", se al fatto che sia effettivamente scuro di carnagione o se sia al buio e quindi nell'oscurità.

Mantikora ha scritto:
Il ricco cliente lo attendeva, l'aria annoiata davanti all'esposizione di pupe sugli scaffali: splendore di broccati e taffettà nell'oro del sole, dalle finestre.


Ammetto che la prima volta che ho letto "pupe" ho pensato agli insetti (è che ultimamente ho letto un paio di romanzi dove il termine era presente con quel significato). Ma ovviamente è corretto nel contesto, con il significato che hai utilizzato. Smile

Mantikora ha scritto:
— Oh, Vostra Signoria, quale onore. Tutto è pronto come volevate — si inchinò Clemente, porgendogli il suo ultimo capolavoro.
Ferdinando da Rimini accettò la bambola, la esaminò critico, il volto privo d'emozioni. Frugò l'abito, tastò la gonna.
— Il corpetto è di vero ermellino — puntualizzò con orgoglio il mercante, esaltando la sofisticatezza del ricello, intrecciato di perle preziose. — Osservi l'espressione, la bocca, l'eleganza, i riflessi del tessuto...
– I capelli!– lo interruppe il nobiluomo, ammirato – sono splendidi! Come seta.


Ecco, qui ho avuto sin dalla prima lettura la sensazione di dove volessi andare a parare, cioè che i capelli fossero capelli veri di provenienza "discutibile". Attenzione, poi, credo che il "sono" di "sono splendidi!" vada maiuscolo, dato che c'è il punto esclamativo, "subito prima" (e forse ci andrebbe un punto anche dopo "ammirato").

Mantikora ha scritto:
Mosse delicato gli arti, su cui Clemente aveva esaurito le notti, per renderli verosimili.
Il giocattolaio annuì, deglutendo. – Piacerà, vedrà, alla sua bambina. I miei giocattoli piacciono sempre ai bambini.
Ferdinando scosse lo sguardo su di lui, come riavendosi tornò al suo volto indegno che osava e profanava, alludendovi, la sua famiglia.


Gli aggettivi possessivi: qui forse sarebbe meglio trovare qualche alternativa, usi prima "suo" in riferimento a Clemente e poi "sua" in riferimento a Ferdinando, se non leggo male. Mi pare che possa generare una certa confusione, magari sbaglio.

Mantikora ha scritto:
Si frugò le tasche. Rovesciò gli scudi nella mano dell'artigiano. La bocca, una fessura austera, senza labbra. L'affare era concluso.
Gli volse le spalle, scomparve oltre l'uscio, inghiottito dalla strada.
Clemente ristette esitante, il pugno stretto sulle monete. Ascoltò il silenzio, sbuffò il nervosismo in un lungo sospiro, poi tornò alla porta alle sue spalle.
Affondò di nuovo nel retrobottega per affacciarsi disgustato all'uomo davanti a lui.
Todos tenemos algo inmundo que esconder, amigo — lo sbeffeggiò il monatto in risposta al suo palese, silente, ribrezzo. ― Son dos escudos ― reclamò. Posò la sacca per terra e tese la mano.
Clemente vi depositò il denaro, facendo attenzione a non toccarlo.
Attese che se ne fosse andato. L'olezzo dell'uomo resistette in aria. Fece cupola come un incenso.


Una serie di immagini molto belle. C'è solo quella coppia di termini piuttosto distanti tra di loro che però suonano in maniera simile (ristette - resistette) che non mi fa impazzire. Nulla di errato, direi, è solo una questione di gusto personale: il secondo magari lo avrei scritto come "resisté".

Mantikora ha scritto:
Odore di morte, di bruciato, misto a qualche indefinibile essenza.
Clemente aprì l'involucro, cuore tremante. Affondò le mani nel contenuto e se lo portò al viso, assaporandolo macabro: biondi, mori, bianchi...
– Capelli di seta – bisbigliò, sudici come l'anima sua.


Mi pare un buon racconto, scritto bene, solo con una storia che forse si capisce troppo presto. Forse potresti provare a non rendere così esplicito il riferimento ai capelli, prima della fine, o citarli nell'espressione di ammirazione di Ferdinando insieme ad almeno un altro particolare.

Spero che ti sia sembrata una "critica seria". In caso contrario, ti chiedo scusa: sono solo pareri personali, discutibili e non necessariamente condivisibili. Smile
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Luca Romanello



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MessaggioInviato: Lun 29 Set 2014 19:58    Oggetto: Cita

Simonetta, io sto cercando di commentare i racconti pubblicati qui che hanno a che vedere con l'ultimo contest (in concomitanza del quale siamo stati invitati a commentare di più e con più precisione), e mi pare che gli ultimi due siano i vostri - anche se il tuo ha a che vedere più con il contest dell'anno scorso.
Il tuo lo avevo già adocchiato stamattina mentre facevo colazione, ma fino all'ora di pranzo non sono riuscito a leggerlo bene.
Volevo commentare anche quello di Bacardi, che era extra-contest però molto simpatico, ma ho visto come è evoluta la discussione lì e non me la sono sentita, di fronte a quello che è successo.
Il riferimento alla "critica seria" è l'unico legato a Facebook e l'ho messo dopo aver letto lì, non dopo aver letto il tuo racconto ed essermi fatto un'idea su di esso. Poi, libera di crederci oppure no. A me piace confrontarmi (e non dare lezioni, come sono stato accusato sin quasi dal primo intervento che ho fatto, 4 o 5 anni fa, anche perché non sono in grado e da imparare ne ho a pacchi), checché possiate pensare, se poi le mie osservazioni vengono bollate come provocazioni o come robetta, pazienza.
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Massimiliano Giri



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MessaggioInviato: Lun 29 Set 2014 20:06    Oggetto: Cita

Vorrei spendere una parola in favore di Luca Romanello, che in passato ha commentato e "smontato" anche tanti miei racconti: non credo che nei suoi editing/osservazioni ci sia la voglia di polemizzare o dare fastidio. Luca lo fa per la sua sana voglia di fare quelle osservazioni utili a tutti per migliorare e crescere, le stesse osservazioni che anche io gli ho fatto leggendo le sue cose. Scusate l'intromissione Very Happy
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Massimiliano Giri



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MessaggioInviato: Lun 29 Set 2014 20:28    Oggetto: Cita

Mantikora ha scritto:


Massimiliano, non c'è bisogno di difensori, non c'è nessuno sotto accusa. Fare chiarezza non significa attaccare, significa dialogare Smile


Mi piace Very Happy
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Lun 29 Set 2014 22:25    Oggetto: Cita

Sull'analisi del buon Luca( quasi da RIS di Parma Laughing ) avrei da fare qualche appunto. Anche perché mi pare che Luca stesso ammetta cha ha da imparare.
E anche se io NON ho da insegnare a un novello vincitore del Latino( a proposito, PROSIT) però vorrei chiedere :
Perchè i primi due appunti, davvero fuori luogo sul racconto di Simo?
Ti soffermi con due espressioni banali: ti chiedi se "SCURO" possa riferirsi alla carnagione o al fatto che fosse buio! Dai, da te non mi aspettavo una domanda così.
PUPE! Ti chiedi se si riferisse allo stato di evoluzione di una farfalla? E che domande sono? Immagino volessi "coglionare" Laughing Laughing (nel buon senso toscano) l'autrice. Altrimenti perchè perdere tempo su due riflessioni così... banali, scusami! Ah... l'inveterato vizio Laughing di Luca che ama scherzare! Laughing
Scopri dove vuole andare a parare l'autore, fin dapprincipio! Complimenti, novello Holmes. E allora? Pensi che sia un errore o un modo sbagliato di interpretare il contest? Anche molti di noi nel nuovo Romanzo di Franco abbiamo capito dove andava a parare l'autore, ma nessuno si è sognato di farglielo notare. Vuoi per piaggeria, vuoi per mancanza di OO vuoi per... non so! Leggere e gustare un racconto, non significa fare i detective della domenica. E ogni autore non parte con l'idea di "fregare" il lettore in furbizia, perché troverà sempre un lettore che gli chiude il libro in faccia dopo tre battute o che se lo gusta fino alla fine anche se da un pezzo ha capito dove approderà. Non trovi?
POSSESSIVI. Credimi, il passaggio è di una chiarezza lampante. I possessivi sono tutti ben dosati e ognuno va a bersaglio secondo il SUO target. Se volevi fare le pulci( e ti ricordo che sono LORO che trasmettono la peste) potevi trovare altri passaggi( ma non ce ne sono). Per me il racconto è quasi, perfetto.
RISTETTE RESISTETTE... o giù di lì. C'è la stessa distanza che corre da Roma a Pechino. Forse allora bisognerebbe cambiare anche i titoli, qualora un sostantivo ricorra poi nel testo.

Insomma, al giudice Morton che cantava: "Ammazza la vecchia... ammazza la vecchiaaaaaa... " credo abbia risposto bene Roger Laughing Laughing Laughing

Ultima cosa: ti avevo lasciato una nota in calce alla tua ottima( lo dico davvero) recensione al mio post, quello della Signora delle ore oscure. Ecco, ti pregherei solo, Luca: quando recensisci, per favore, evita le considerazioni non richieste, sul carattere "RECIDIVO" o "RIOTTOSO" dell'autore, sulle "d" eufoniche. Ma solo per garbo e rispetto verso gli autori, TUTTI, me compreso, che, a quanto capisco, non hai nelle tue corde. Pazienza, sono inviso a molti. Non me ne faccio un cruccio. Vado avanti lo stesso e stanotte dormirò. Laughing Laughing Laughing
Salvo
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devon



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MessaggioInviato: Mar 30 Set 2014 08:54    Oggetto: Re: Capelli di seta - Simo Fornasiero Cita

Mantikora ha scritto:
Il cigolio dell'uscio avvertì Clemente che la fornitura era arrivata. ― Non ora. Ho gente! ― si limitò a dire al suo scuro visitatore, prima di precipitarsi di corsa in bottega.
Il ricco cliente lo attendeva, l'aria annoiata davanti all'esposizione di pupe sugli scaffali: splendore di broccati e taffettà nell'oro del sole, dalle finestre.


Ciao io sono Niubbo nel mondo della scrittura professionistica, e perdonatemi se dovessi scrivere boiate, però trovo quello scuro poco consono ci metterei un Oscuro visitatore.

Ti ho inserito anche il tratto successivo per segnalare un mio gusto personale, la scrittura deve accrescere e possibilmente fare cultura, ma trovo a volte che troppi termini possano distogliere l'attenzione, nel mio caso è stato taffetà, che dopo la ricerca del termine mi ha fatto pensare più a un bazar che a un giocattolaio Very Happy

Forse è un mio limite che curerò nel tempo, però sono abituato a pensare che lo hai scritto per un grande pubblico o pubblico medio, che potrebbe allontanarsi per il troppo utilizzo di termini poco conosciuti. Wink

Mantikora ha scritto:

— Il corpetto è di vero ermellino — puntualizzò con orgoglio il mercante, esaltando la sofisticatezza del ricello, intrecciato di perle preziose. — Osservi l'espressione, la bocca, l'eleganza, i riflessi del tessuto...

Ti ho sottolineato il termine Ricello, cos'è? Non sono riuscito a trovarlo ne sul vocabolario e ne su google. Posso intuire che forse si parla dei capelli ricci, ma è un forse. Non rovina l'insieme ma non trovando il termine, potrebbe incrinare in qualche lettore l'idea della ricerca storica per il linguaggio forbito che usi. Wink

Premetto che io di punteggiatura non dovrei parlare, perchè ho scoperto di essere un pò troppo allegro, e sto studiando per curare il mio limite. Ma mi sembra che il tuo racconto ne risenta in fatto di troppe interruzioni delle frasi, forse per lasciare spazio al lettore di fagocitare il racconto, ma a me ha distratto parecchio.

Per il resto mi è piaciuto anche se ho dovuto rileggermelo più di una volta per scovare il senso macabro.

Ciao Very Happy
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Mar 30 Set 2014 09:41    Oggetto: Cita

Nè, nè.
Po'... NON pò!
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Paolo Ninzatti



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MessaggioInviato: Mar 30 Set 2014 16:04    Oggetto: Cita

Ciao Simonetta. Comincio con la critica positiva. Il racconto mi è piaciuto perché mi ha dato alcune emozioni. Ho gradito sia lo stile che la scelta, quasi ricercata, di determinati vocaboli e soprattutto il finale un po' horror. Se posso fare delle osservazioni, sono soltanto due: a quei tempi non ci si dava del lei, bensì del voi, e soltanto tra persone di alto rango. La seconda riguarda il titolo, che a mio avviso sembra svelare il finale. Il lettore si trova a mettere a fuoco troppo presto sul concetto "capelli" e quindi rischia di scoprire la verità prima della parola fine. Un altro titolo potrebbe dare più suspence e deviare l'attenzione dal soggetto "chioma" rendendolo più coup de teatre al momento in cui ne viene svelata la provenienza. Tutto sommato potresti allungarlo e, ambientandolo in un altro luogo e tempo (ci sono state tente pesti nella storia d'Europa e d'Italia) potrebbe nascerne una storia a sé stante.

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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Mar 30 Set 2014 17:36    Oggetto: Cita

Volevo aggiungere a quanto ha appena scritto Simonetta che negli storici la documentazione è fondamentale. Non si può parlare genericamente di gonna o pantaloni, ma di guarnello o gamurra o farsetto. Per i colori poi c'è una vera tavolozza che va dal: morello al lionato al blavo, all'alessandrino allo scarlatto. Per gli arnesi(siamo in piena Corona di Spagna alla Cantimplora, all'orciello e via discorrendo. Mi rendo conto che sono termini difficili e a volte introvabili, ma il bravo autore saprà far capire con la sua narrazione, di cosa si tratta. Agire diversamente non servirà al racconto e darà un senso di approssimazione molto antipatica. Nel libro "300" addirittura all'inizio c'è tutta una lista dei nomi delle armi e persino del modo gergale in cui venivano chiamate dagli spartani.
Come vedete, scrivere di storico, significa un lavoro massacrante di documentazione della quale si userà appena il 10% ma servirà conoscere anche i dettagli per calarsi nell'epoca di cui si vuole scrivere.
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Mar 30 Set 2014 17:44    Oggetto: Cita

Paolo Ninzatti ha scritto:
Ciao Simonetta. Comincio con la critica positiva. Il racconto mi è piaciuto perché mi ha dato alcune emozioni. Ho gradito sia lo stile che la scelta, quasi ricercata, di determinati vocaboli e soprattutto il finale un po' horror. Se posso fare delle osservazioni, sono soltanto due: a quei tempi non ci si dava del lei, bensì del voi, e soltanto tra persone di alto rango. La seconda riguarda il titolo, che a mio avviso sembra svelare il finale. Il lettore si trova a mettere a fuoco troppo presto sul concetto "capelli" e quindi rischia di scoprire la verità prima della parola fine. Un altro titolo potrebbe dare più suspence e deviare l'attenzione dal soggetto "chioma" rendendolo più coup de teatre al momento in cui ne viene svelata la provenienza. Tutto sommato potresti allungarlo e, ambientandolo in un altro luogo e tempo (ci sono state tente pesti nella storia d'Europa e d'Italia) potrebbe nascerne una storia a sé stante.

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@Perdona Paolo ma non ho trovato nessnu lei". In tutto il racconto è il VOI che emerge. Wink
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Antonino Fazio



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MessaggioInviato: Mar 30 Set 2014 17:46    Oggetto: Cita

A me piace molto, e non ho particolari rilievi da fare, a parte due:

Il primo è "scosse lo sguardo", che mi lascia perplesso (che io sappia si scuote la testa, ma non lo sguardo).

Il secondo è "bisbigliò, sudici", che mi pare bizzarro. Bisbigliò è riferito a lui, sudici sono i capelli. Sono due soggetti impliciti diversi, separati da una virgola. Io avrei detto:

– Capelli di seta – bisbigliò. Di seta, e sudici come l'anima sua.

Ciò detto, lo trovo davvero buono! Very Happy
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Mar 30 Set 2014 17:54    Oggetto: Cita

Antonino Fazio ha scritto:
A me piace molto, e non ho particolari rilievi da fare, a parte due:

Il primo è "scosse lo sguardo", che mi lascia perplesso (che io sappia si scuote la testa, ma non lo sguardo).

Il secondo è "bisbigliò, sudici", che mi pare bizzarro. Bisbigliò è riferito a lui, sudici sono i capelli. Sono due soggetti impliciti diversi, separati da una virgola. Io avrei detto:

Citazione:
– Capelli di seta – bisbigliò. Di seta, e sudici come l'anima sua.

Ciò detto, lo trovo davvero buono! Very Happy


@Scosse lo sguardo, lo trovo originale. hai ragione che si scuote la testa, ma quando la testa è "impietrita" dalla sorpresa o dall'orrore, si scuote lo sguardo
Mi trovo d'accordo invece sul pezzetto quotato. Aggiungerei all'osservazione, sempre puntuale, di Antonino, un punto esclamativo dopo seta.
EDIT: Mi riferivo al "primo" seta.
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Paolo Ninzatti



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MessaggioInviato: Mar 30 Set 2014 18:00    Oggetto: Cita

jpaulverlain ha scritto:
Paolo Ninzatti ha scritto:
Ciao Simonetta. Comincio con la critica positiva. Il racconto mi è piaciuto perché mi ha dato alcune emozioni. Ho gradito sia lo stile che la scelta, quasi ricercata, di determinati vocaboli e soprattutto il finale un po' horror. Se posso fare delle osservazioni, sono soltanto due: a quei tempi non ci si dava del lei, bensì del voi, e soltanto tra persone di alto rango. La seconda riguarda il titolo, che a mio avviso sembra svelare il finale. Il lettore si trova a mettere a fuoco troppo presto sul concetto "capelli" e quindi rischia di scoprire la verità prima della parola fine. Un altro titolo potrebbe dare più suspence e deviare l'attenzione dal soggetto "chioma" rendendolo più coup de teatre al momento in cui ne viene svelata la provenienza. Tutto sommato potresti allungarlo e, ambientandolo in un altro luogo e tempo (ci sono state tente pesti nella storia d'Europa e d'Italia) potrebbe nascerne una storia a sé stante.

Ciao Salvo. Effettivamente comincia col voi, ma poi seguono alcune frasi dove il lei spicca. Sicuramente una svista

Osservi l'espressione, la bocca, l'eleganza, i riflessi del tessuto...
– I capelli!– lo interruppe il nobiluomo, ammirato – sono splendidi! Come seta.
Mosse delicato gli arti, su cui Clemente aveva esaurito le notti, per renderli verosimili.
Il giocattolaio annuì, deglutendo. – Piacerà, vedrà, alla sua bambina. I miei giocattoli piacciono sempre ai bambini.

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MessaggioInviato: Mar 30 Set 2014 18:01    Oggetto: Cita

Ciao Salvo. Effettivamente comincia col voi, ma poi seguono alcune frasi dove il lei spicca. Sicuramente una svista

Osservi l'espressione, la bocca, l'eleganza, i riflessi del tessuto...
– I capelli!– lo interruppe il nobiluomo, ammirato – sono splendidi! Come seta.
Mosse delicato gli arti, su cui Clemente aveva esaurito le notti, per renderli verosimili.
Il giocattolaio annuì, deglutendo. – Piacerà, vedrà, alla sua bambina. I miei giocattoli piacciono sempre ai bambini.

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