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SCRIVERE NARATIVA 1: SHOW, DON'T TELL


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lia



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MessaggioInviato: Lun 02 Giu 2014 11:51    Oggetto: Cita

Marco P. Massai ha scritto:
Mi raccomando, aspetto commenti e critiche, soprattutto dai compagni di corso di Grottammare Very Happy

Intanto continuo a ringraziarvi tutti, dal primo all'ultimo: domani esce il secondo volume e Show, don't tell dopo due giorni di flessione è tornato in vetta alle classifiche amazon!


Sei grande, Marco!
Questi ebook sono preziosi Very Happy
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Lia Tomasich
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Marco P. Massai



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MessaggioInviato: Lun 02 Giu 2014 12:45    Oggetto: Cita

Vedi, che offrire qualche caffè e qualche oliva funziona Twisted Evil

aaaaah, le olive...
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Marco Writer



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MessaggioInviato: Mar 03 Giu 2014 18:27    Oggetto: Cita

Visto che la discussione sul tuo secondo ebook ancora non c'è, ti scrivo qui il mio commento. Ho letto anche questo sul punto di vista, e l'ho trovato come al solito molto chiaro, preciso e soprattutto utilissimo. Ho apprezzato anche gli esempi che hai incluso, e gli interventi di Vincenzo e di Marzia. In modo particolare sono rimasto colpito dal capitolo sugli errori del punto di vista, perché credo che se si vuole migliorare per prima cosa si deve capire dove si sbaglia. Ciò è fondamentale. Complimenti, e grazie perché mi sa che lo rileggerò più volte. Ciao Very Happy

P.S. Telepatia con la Redazione. L'ho riportato anche di là.
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Massimo Lunati



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MessaggioInviato: Gio 05 Giu 2014 17:42    Oggetto: Cita

Complimenti Marco, scritto davvero bene ed esauriente, me lo sono bevuto tutto d'un fiato! Già scritta la recensione su Amazon, tra poco inizio anche il secondo sul PdV. Very Happy
Vorrei anche chiederti un parere sul dialogo raccontato.
Su un manuale di scrittura ho letto che alla volte il dialogo raccontato è indicato per riassumere un parte del discorso che altrimenti annoierebbe il lettore, per riprendere poi la forma diretta quando si arriva "al nocciolo". E prende come esempio un passaggio tratto da Smokers di Tobias Wolff:

Talbot e io eravamo seduti sull'erba e io gli facevo domande di cui conoscevo già la risposta, da dove veniva e dove era andato a scuola l'anno prima e chi gli insegnava l'inglese. Questa domanda lo scosse. - Inglese? Parker, quello calvo. Avevo ottimo in tutte le materie e adesso Parker mi dice che non so scrivere.

Io ho questo dubbio: non è che il dialogo raccontato, in questo caso, funziona anche perchè il narratore è in prima persona? Nel caso fosse stato in terza persona, avrebbe convinto allo stesso modo?

Ok, mi sono dilungato, ma tanto valeva approfittarne. Laughing
Ciao, grazie.
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Marco P. Massai



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MessaggioInviato: Gio 05 Giu 2014 18:27    Oggetto: Cita

Innanzitutto grazie per i complimenti, e per la bella recensione su amazon! Very Happy

Per il dialogo raccontato... intanto proviamo a riscriverlo in terza (tenendo conto, ovviamente, che se il testo è scritto in prima ci sono i suoi buoni motivi... se non sbaglio questo poi è un racconto autobiografico):


Tobias e Talbot erano seduti sull'erba. Tobias faceva domande di cui conosceva già la risposta, chiedeva a Talbot da dove venisse e dove fosse andato a scuola l'anno prima, e chi gli stesse insegnando l'inglese. Questa domanda scosse Talbot. - Inglese? Parker, quello calvo. Avevo ottimo in tutte le materie e adesso Parker mi dice che non so scrivere.

Non mi sembra meno convincente, dal punto di vista del raccontare/mostrare. Certo, la prima persona coinvolge di più, ma è una caratteristica insita nella persona narrativa (a proposito, se ne parla nel secondo manuale!), che ha poco a che fare con il mostrare o il raccontare.

Raccontare è una via da percorrere quando si vuole soprassedere su passaggi ripetitivi o poco significativi (come l'esempio dell'aeroplanino di Indiana Jones), quindi direi che funziona benissimo anche per i dialoghi "superflui"! Se Wolff avesse scritto venti righe di dialogo come questo...

"Ma dove andavi a scuola l'anno scorso?"
"A Reggio..."
"Ahia, proprio a Reggio? Ma vieni da lì?"
"Blablabla..."

...la domanda sull'insegnante di inglese sarebbe parsa una delle tante e invece, mostrandola sullo sfondo di un dialogo raccontato, Wolff le garantisce un gran peso, una grande importanza! Tutto secondo l'unica regola che conta davvero in narrativa: cxxxxxxxxxxxxa (non lo scrivo, tanto a Grottammare Franco ci ha martellati talmente tanto su quell'unica parola... Smile )
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Recenso



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MessaggioInviato: Gio 05 Giu 2014 18:46    Oggetto: Cita

Ottimo inizio di una serie di ebook che si preannuncia ricca di informazioni, perle di saggezza che non si trovano in qualsiasi manuale di scrittura, al punto che questi ebook non vanno letti una volta e lasciati a prendere la muffa insieme agli altri, ma devono essere riletti e imparati a memoria.
La prima uscita della collana si focalizza sulle differenze niente affatto scontate tra narrare, raccontare, mostrare e descrivere, non lesinando esempi ed esercizi per i lettori.
A tale proposito, sarebbe interessante prendere in considerazione la possibilità di dedicare un'area del forum ad altri esercizi da svolgere sotto la supervisione di Marco - come già avvenne per la serie di articoli "Scrivere fantasy" di Andrea Franco - così da invogliare ancora di più all'acquisto degli ebook eventuali visitatori del forum. Sempre se Marco ha tempo.
Quanto sopra l'ho detto perché, con una scrittura chiara ma non scialba, intelligente e mai spocchiosa, Marco Massai si candida per diventare il Piero Angela degli aspiranti scrittori.
Anzi, considerata l'età e la predisposizione per il genere storico, lo definirei l'Alberto Angela della WMI.
Bravo, Marco.

Tre piccole note concedetemele, altrimenti che mi chiamo a fare Recenso?
a) Capitolo 1: c'è l'esempio tratto da Jurassic Park, ed è scritto a caratteri piccoli. Termina alla parola "nascondiglio", poi riprende a parlare Marco e discute il paragrafo appena letto, tuttavia il font resta identico a quello usato per la citazione del libro, per cui sembra che sia ancora la citazione.

Capitolo 3
b) Un refuso piccino picciò nel Capitolo 3, frase "Insomma, sarà inmpantanato in una palude di informazioni"
c) Nella parte relativa all'infodump sulla figlia di nome Angela, la soluzione mi pare mancante di qualcosa.
Citazione:
- Mario, sarebbe ora di spiegare a tua figlia che non è questa la maniera di comportarsi! - disse Luca.
- Scusa, le insegnerò a non gettare le sigarette nel tuo cortile. Ah, queste figlie.
Ecco: il lettore ha forse dubbi sul fatto che Mario e Luca siano vicini, che siano loro a parlare, o che la figlia di Mario si chiami Angela? No.

In effetti il dubbio su come si chiami la figlia di Mario m'è rimasto perché nel dialogo non viene riportato il nome di Angela. Immagino che la prima battuta avrebbe dovuto essere scritta così:
- Mario, sarebbe ora di spiegare ad Angela che non è questa la maniera di comportarsi! - disse Luca.
Altrimenti non ho capito qualcosa io Smile
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Lo scrittore crea; lo scribacchino copia; il fallito copia e dice di aver creato (Io)
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Pardan



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MessaggioInviato: Gio 05 Giu 2014 19:01    Oggetto: Cita

lia ha scritto:

Sei grande, Marco!
Questi ebook sono preziosi Very Happy


Davvero utile, l'ho letto d'un fiato. E grazie di aver portato l'esempio, nel capitolo 5, di un brano di "Cronache del mondo emerso", che per me è stata una grande delusione, tanto che non ho più letto niente di questa autrice, e a me fantasy e fantascienza piacciono Confused Avevo trovato molto sciatta la scrittura, e tu me lo confermi Cool
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lia



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MessaggioInviato: Gio 05 Giu 2014 19:55    Oggetto: Cita

Recenso ha scritto:

Capitolo 3
c) Nella parte relativa all'infodump sulla figlia di nome Angela, la soluzione mi pare mancante di qualcosa.


Valeria, se riscarichi l'ebook vedrai che è stato sistemato.
Recenso ha scritto:

Marco Massai si candida per diventare il Piero Angela degli aspiranti scrittori.
Anzi, considerata l'età e la predisposizione per il genere storico, lo definirei l'Alberto Angela della WMI.
Bravo, Marco.

Very Happy
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Marco P. Massai



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MessaggioInviato: Gio 05 Giu 2014 21:03    Oggetto: Cita

@Recenso: accidenti... e che ti rispondo dopo un paragone con Piero Angela? Very Happy
Avevamo pensato a una serie di esercizi interattivi sul forum, soprattutto per quanto riguarda il punto di vista, ma l'ipotesi (almeno per ora) è tramontata per motivi organizzativi.
I refusi ci sono, mannaggia! Cercheremo di stare più attenti con le prossime uscite, prometto. Finché sono cose così piccole, però, siamo perdonabili... dai... Embarassed

@Pardan: sshhhhhh! Non nominare quella serie! Very Happy
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Gio 05 Giu 2014 23:19    Oggetto: Cita

Confermo il parere di Valeria. Magari Alberto Angela non ancora ma è sulla buona strada. Ottimo didatta, spiega in maniera chiarissima concetti ostici che è sempre bene rivedere e tenere a mente. Credo che con l'etànon potrà che migliorare. Ho letto il primo e sto leggendo il PdV. Ottimi manuali ben fatti, un aiutante-concorrente di Franco. Un po' come gli elfi con babbo Natale... scusate il paragone ma era ironicamente affettuoso! Dai lo sapete che amo scherzare. Wink
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Salvo Andrea Figura
"Asparago siculo" Giallo24-Mondadori. gen. 2013.
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Massimo Lunati



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 11:12    Oggetto: Cita

Marco P. Massai ha scritto:
Tutto secondo l'unica regola che conta davvero in narrativa: cxxxxxxxxxxxxa (non lo scrivo, tanto a Grottammare Franco ci ha martellati talmente tanto su quell'unica parola... Smile )


Ti ringrazio (in ritardo, lo so, ma in questi giorni sono poco presente sul forum), Marco, per la risposta.
Alla fine ritorniamo sempre alla cons... Very Happy
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Diego Di Dio



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 11:31    Oggetto: Cita

Io sono convinto di una cosa.
Ho letto e apprezzato molto i primi due manuali di Marco, che ho trovato scorrevoli e ben fatti. E lui sa quanto lo stimo.
Però la cosa di cui sono convinto è questa.
Uno scrittore che ha talento, che ha dentro di sé il "fuoco sacro" della scrittura, non dico che non ha bisogno di studiare queste cose; dico solo che rispetterebbe tutte queste regole, pur senza averle studiate.
Lo farebbe per istinto.
Dentro di lui ci sarebbe una vocina che gli dice che alcune cose "suonano" corrette e altre sbagliate.
Pur senza studiare la manualistica, io sono convinto che lo scrittore talentuoso arriverebbe alle medesime conclusioni per intelligenza innata. Che è un modo diverso di dire istinto.

Fermo restando che sono ebook davvero spettacolari Very Happy
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Il mio blog personale: www.dieguitodidio.blogspot.it
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Marco P. Massai



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 12:50    Oggetto: Cita

@Diego: certamente sì, il "talento puro" arriva con l'istinto, con la "sensazione", dove i comuni mortali arrivano con studio e tanta, tanta tecnica (e a volte può arrivare anche più su). Però si parla di talenti altissimi, mentre i manuali sono sempre scritti e pensati per il 99,99% della popolazione, per le persone "normali", e per i buoni talenti. Senza corsi di scrittura, senza confronto con gli editori e con gli altri autori, senza le basi (che anche questi manuali spero contribuiscano a creare) i buoni talenti non possono crescere, e soprattutto non possono esprimersi al meglio.
E, comunque, sono convinto di una cosa: se anche uno è un talento puro, un genio infuso... studiando non può che migliorare. Il talento puro con tanta tecnica consapevole dove può arrivare? Calvino non era forse un talento puro? Ma quanto ha sudato nella sua vita da scrittore e editor?
Senza allenamento guarda come è finito Ronaldinho. Poi guarda Messi, che si allena tutti i giorni.
Il "fuoco sacro" lasciamolo ai poeti, agli artisti. Noi sgobbiamo, a prescindere dalla quantità di talento che ognuno possiede, che è meglio.
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Diego Di Dio



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 13:15    Oggetto: Cita

Marco P. Massai ha scritto:

E, comunque, sono convinto di una cosa: se anche uno è un talento puro, un genio infuso... studiando non può che migliorare. Il talento puro con tanta tecnica consapevole dove può arrivare?


Sottoscrivo in pieno. Very Happy
Però aspetta, io volevo mantenermi più basso. Parlavo di talento, non di genio. Il punto di vista va studiato, siamo d'accordo. Ma io credo che a molte conclusioni un autore potrebbe arrivarci anche solo ragionando. Se ha un minimo di sale in zucca, le cose le capisce, ancor prima di studiarle.
Fermo restando che l'esempio di Messi è calzante al massimo, bravo! Cool Cool

PS Quando ci vediamo organizziamo una partita di calcetto Razz
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 15:55    Oggetto: Cita

Diego Di Dio ha scritto:
Io sono convinto di una cosa.
Ho letto e apprezzato molto i primi due manuali di Marco, che ho trovato scorrevoli e ben fatti. E lui sa quanto lo stimo.
Però la cosa di cui sono convinto è questa.
Uno scrittore che ha talento, che ha dentro di sé il "fuoco sacro" della scrittura, non dico che non ha bisogno di studiare queste cose; dico solo che rispetterebbe tutte queste regole, pur senza averle studiate.
Lo farebbe per istinto.
Dentro di lui ci sarebbe una vocina che gli dice che alcune cose "suonano" corrette e altre sbagliate.
Pur senza studiare la manualistica, io sono convinto che lo scrittore talentuoso arriverebbe alle medesime conclusioni per intelligenza innata. Che è un modo diverso di dire istinto.

Fermo restando che sono ebook davvero spettacolari Very Happy


@Non credo Diego, non credo. Per questa volta non sono d'accordo. Quanti saranno questi geni di cui tu parli? Cinque, sette in Italia? Pavese, Calvino, Buzzati e poi?
Il PdV è la "bestia" più insiziosa che esista. E' la LONZA di Dantesca memoria. terribile e indescrivibile e quel "genio" prima o poi, senza le basi... prima o poi cadrà. instein divenne quello che fu perché studiò. Fermi lo stesso. marconi era un genio natirale, elettrotecnico, ma "quasi" privo di basi scientifiche. FORSE, DOPO studiò, ma non lo sapremo.
Ecco a cosa serve studiare,a migliorare un dono che abbiamo dentro che altrimenti morirà di disidratazione.
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Salvo Andrea Figura
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