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Diavoli in Paradiso - Claudio Bovino


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Autore Messaggio
Claudio Bovino



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 11:01    Oggetto: Diavoli in Paradiso - Claudio Bovino Cita

Diavoli in Paradiso
di Claudio Bovino

“[esistono] luoghi del territorio in cui spira un certo soffio divino e sono dimora assegnata ai demoni, i quali possono accogliere favorevolmente, o anche in modo ostile, i loro sempre nuovi abitatori
(Platone, Leggi, IV secolo a.C.)

Io pur venni a Napoli gentile e da bene, il cui sito a me pare meraviglioso e il più bello ch’io vedessi mai, perché io non ho veduto città ch’abbia dall’un de’ lati il monte e dall’altro la batti il mare, come fa questa; ed anche per altre sue particolarità, che tutte insieme e ciascuna la fanno parer mirabile. Ma perché dovete sapere che la natura… propose fra se stessa di dare questo paradiso ad habitare a diavoli.
(Bernardino Daniello, lettera da Napoli ad Alessandro Corvino, 1539)

1. Il simposio
Don Ciro alzò il suo bicchiere brindando alla salute di tutti i convitati.
In cuor mio avrei voluto che quell’ottimo Greco di Tufo, fresco e dal colore giallo paglierino, gli si seccasse in gola. Don Ciro è un falso amico della famiglia Basile, la mia famiglia. Da quando era morto mio padre stava cercando di impadronirsi di tutti i nostri beni.
Ci teneva tutti in pugno, con la scusa che papà, il suo miglior amico, gli doveva dei soldi, tanti soldi, che non gli avrebbe restituito dato che è morto in quel maledetto incidente di due anni fa.
- E allora, Gaetà, tu non brindi?
- Certo, certo Don Ciro, mi ero distratto a guardare questo paradiso.
Giovedì di Pasqua, tempo bellissimo. Da alcuni punti di Borgo Marinari si poteva abbracciare con lo sguardo tutto il Golfo di Napoli.
Stavamo pranzando nel ristorante “le Sirenuse”, che pur mantenendo gli arredi di un tempo, era stato ristrutturato e dotato di comfort moderni e apparecchiature tecnologiche per i numerosi clienti e turisti dai quali è frequentato. Non ultimo uno speciale mini-tablet che ci aveva dato Luigino, il singolare maître che ci aveva accolto all’ingresso del ristorante. Luigino ci presentò il mini-tablet con un linguaggio da vero esperto, dato che, come ci aveva detto, si era laureato in ingegneria informatica a Lancusi ma, poi, aveva preferito continuare l’attività di famiglia.
- Il principio di base del mini-tablet Mythos 2.0 è quello della cosiddetta “realtà aumentata” (augmented reality). Tutto funziona grazie a un software capace di riconoscere la porzione di realtà che viene inquadrata dalla telecamerina del dispositivo. E tac-chete! subito viene visualizzata, in modo istantaneo, una serie di contenuti multimediali. Siamo ben oltre l’era dei QR-codes perchè qui la tecnologia ha fatto un grandissimo passo in avanti divenendo quasi… magia. Il fatto sorprendente, signori miei, è che non solo non c’è bisogno dei tradizionali tag, etichette o loghi da identificare, ma non sembra esserci bisogno di alcun elemento specifico da riconoscere… è come se questa cosa abbia in memoria tutta la realtà. Ma è più semplice a dirsi che a farsi… ecco, provateli stesso voi, questi sono i primi due che vengono messi in circolazione, sono ancora in fase di test.
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devon



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 12:06    Oggetto: Cita

Ciao, a me è piaciuta la tua idea, speriamo di leggerne gli sviluppi. Very Happy
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Ambrous Stack
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Claudio Bovino



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 12:23    Oggetto: Cita

devon ha scritto:
Ciao, a me è piaciuta la tua idea, speriamo di leggerne gli sviluppi. Very Happy


Ciao Devon,
grazie del tuo graditissimo auspicio!!! Smile
nel prosieguo del racconto ho provato a caratterizzare, con ironia, città e personaggi, spero anche io che siano piaciuti Wink

PS: nel file inviato in redazione c'è probabilmente qualche refuso che è sfuggito alla mia rilettura finale, dato che inizialmente avevo scritto tutto in prima persona al tempo presente. Poi, in corsa, ho deciso di usare il tempo passato, spero che vengano considerati errori veniali, perciò correggibili Wink
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Alain Voudi'



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 12:27    Oggetto: Cita

Uhhh! Napoli!

Avventure fantastiche a parte, questa serie promette di farci conoscere "dal di dentro" realtà delle quali abbiamo magari visioni solo "da cartolina"!

Ho capito cosa intendevi nell'altro post, riguardo ai rischi dell'infodump.
In effetti la lunghissima battuta di Luigino ci si avvicina molto.
Se posso permettermi, ammesso di dover mettere la spiegazione in questo punto, io l'avrei almeno spezzata in forma di dialogo con qualche commensale alla ricerca di approfondimenti.
Comunque a questo stadio l'importante è l'idea, e la tua, date le premesse, mi pare affascinante: augurissimi (anche perché vedo bene un asse Napoli-Venezia)!
_________________
Alain

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Claudio Bovino



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 12:50    Oggetto: Cita

Alain Voudi' ha scritto:
Uhhh! Napoli!

Avventure fantastiche a parte, questa serie promette di farci conoscere "dal di dentro" realtà delle quali abbiamo magari visioni solo "da cartolina"!

Ho capito cosa intendevi nell'altro post, riguardo ai rischi dell'infodump.
In effetti la lunghissima battuta di Luigino ci si avvicina molto.
Se posso permettermi, ammesso di dover mettere la spiegazione in questo punto, io l'avrei almeno spezzata in forma di dialogo con qualche commensale alla ricerca di approfondimenti.
Comunque a questo stadio l'importante è l'idea, e la tua, date le premesse, mi pare affascinante: augurissimi (anche perché vedo bene un asse Napoli-Venezia)!


Grazie Alain!!!
Mi fa piacere che l'idea di partenza ti piaccia, naturalmente, poi, ci sono degli sviluppi nella narrazione e questi incipit servono solo ad avere degli antipastini, per mettere appetito. Hai colto il segno anche sull'infodump. Anche io sono stato tentato di spezzare la spiegazione con un dialogo, e laddove fosse ritenuto opportuno, credo trattarsi di operazione che possa essere realizzata agevolmente, naturalmente questo presupporrebbe che ... Wink
Peraltro, questo vale forse ancor di più per un capitoletto posto più avanti nella narrazione, espressamente dedicato a capire cosa sta succedendo e a dare spiegazioni al protagonista. In questo caso specifico c'è ulteriormente da considerare che le strade che noi proviamo a percorrere, in un certo qual modo devono potersi prestare al lavoro di sintesi e alla visione globale della serie che ha già focalizzato Emanuele, a prescindere dalle invenzioni e suggestioni che ognuno di noi possa apportare come contributo personale.
Sì!!! Napoli e Venezia sono due città magiche e ricche di spunti, personaggi, storie, insomma un ottimo connubio Very Happy
grazie di nuovo del tuo graditissimo commento!
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PaulMc



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 13:53    Oggetto: Cita

Complimenti, Claudio!
ho apprezzato il tuo incipit, in bocca al lupo Wink

tra poco arrivo (a meno che qualche daimon non mi metta i bastoni tra le ... dita) e aggiungo una città di mezzo tra Napoli e Venezia Cool
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Paolo C. Leonelli
"Be Water My Friend" (Bruce Lee)
"Ma pirchì minchia ce l'avivano tutti con lui?"
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Claudio Bovino



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 14:29    Oggetto: Cita

PaulMc ha scritto:
Complimenti, Claudio!
ho apprezzato il tuo incipit, in bocca al lupo Wink

tra poco arrivo (a meno che qualche daimon non mi metta i bastoni tra le ... dita) e aggiungo una città di mezzo tra Napoli e Venezia Cool


Grazie dei complimenti e dei buoni auspici, Paolo!
ti aspettiamo con grande piacere: te famo largo!!! Wink
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lostslade



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 15:14    Oggetto: Eccomi Cita

Letto. Incipit fresco, sento l'odore del golfo... l'ambientazione partenopea mi piace e sarei curiosa di sapere quale mito di quell'area hai usato e soprattutto cosa nasconde quel meraviglioso aggeggio tecnologico... Wink
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Claudio Bovino



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 15:31    Oggetto: Re: Eccomi Cita

lostslade ha scritto:
Letto. Incipit fresco, sento l'odore del golfo... l'ambientazione partenopea mi piace e sarei curiosa di sapere quale mito di quell'area hai usato e soprattutto cosa nasconde quel meraviglioso aggeggio tecnologico... Wink


Grazie!!! Sono di Napoli, ...ho vissuto, studiato e lavorato tra Aversa e Napoli per 31 anni e da poco più di una decina vivo a Milano, e quei posti mi sono rimasti nel cuore, e poi ho sempre letto molte storie di miti e leggende partenopee. Mi fa piacere di aver diffuso nell'etere un po' - come dici tu - di "odore del golfo" Smile
Per mito e apparecchietto tecno, ...forse se avessi postato qualche riga in più si poteva cominciare a fare qualche ipotesi, ma ho scelto di far precedere alla narrazione due citazioni (chissà poi se, nel mio o nel caso di altri che lo volessero fare è una possibilità consentita...), che a mio modo di vedere aiutano a entrare nell'atmosfera del racconto (da lì viene il titolo, in fondo).
Così lo spazio dedicato a quanto ho scritto io di mio pugno è più piccolino rispetto alle 3.000 battute consentite.
Volevo utilizzare qualcosa di simile all'espediente narrativo utilizzato da Emanuele, ma che avesse una sua particolarità e per questo se ne differenziasse, e così ...
Per il mito utilizzato, spero vivamente che tu lo possa venire a sapere ... capisce 'a mè! Wink
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Patrizia Calamia



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 19:06    Oggetto: Cita

Claudio!!! Io ed Eugenie adoriamo Napoli e il Greco di Tufo...

A presto e voglio leggerti tutto.
E a me piace anche la spiegazione!!! Perché la si deve per forza inserire in un dialogo???
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Claudio Bovino



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 19:54    Oggetto: Cita

Patrizia Calamia ha scritto:
Claudio!!! Io ed Eugenie adoriamo Napoli e il Greco di Tufo...

A presto e voglio leggerti tutto.
E a me piace anche la spiegazione!!! Perché la si deve per forza inserire in un dialogo???



Ciao Patrizia ed Eugenie!
Grazie! speriamo di leggerci vicendevolmente Very Happy
La questione dell'infodump è un po' uno dei (giusti) tormentoni di scuole/manuali di scrittura creativa. Provo a sspiegarlo, riflettendo su alcuni "orrori" che qualche volta io stesso, col senno di poi, mi sono accorto di aver "prodotto".
Allora, per esempio, voglio dare delle informazioni che ritengo utili per il lettore. Faccio così intervenire la voce narrante in modo innaturale, oppure inserisco un dialogo che in realtà risulta forzato; casomai, dopo che faccio passare un po' di tempo, me ne accorgo io stesso, di aver fatto dire una cosa che, normalmente, quel personaggio, per il suo ruolo e per il contesto, non avrebbe detto nella realtà. Insomma, l'informazione funzionale alla storia dovrebbe uscir fuori in modo naturale, senza spiegoni.
Al cinema o nei fumetti il caso più eclatante è quello del villain speech (e chissà che non ci sia cascato anche io, a ripensarci): è cioè il caso in cui il cattivo, in genere dopo aver catturato l’eroe di turno, gli spiega il suo piano... è così che Bond si salva nei primi film! Very Happy
Riepilogando, l'infodump si ha quando dò una notizia in modo innaturale al lettore, tale informazione è superflua e la storia protrebbe benissimo procedere ed essere compresa senza di essa, le informazioni possono anche essere utili ma non hanno attinenza con la scena che si sta svolgendo. La lettura ne risulta disturbata e il lettore avverte un senso di disagio.
Io mi sento a rischio infodump, e credo che in alcuni casi, per me, ciò dipenda da una mancanza di tempo tra la stesura del racconto e la sua rilettura e conseguente revisione finale. Nulla insomma che non possa essere superato con un po' di mestiere e allenamento.
Tornando alla tua domanda diretta, quindi, un dialogo gestito bene potrebbe servire per far risultare natuarli delle informazioni che vogliamo dare al lettore.
In questa discussione di qualche anno fa sul forum se ne parlava, ma è un'insidia alla quale vengono dedicate pagine e pagine di manuali di scittura: http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?t=4541
...a ripensarci chissà se anche io non mi sono macchiato di questo crimine? aiut! Rolling Eyes [/i]
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Patrizia Calamia



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 21:49    Oggetto: Cita

Grazie Claudio!!
Sei un vero studioso, al contrario di quanto affermi. Hai ragione che ci si sente un Po scemi ad essere trattata come Watson a cui Holmes spiegava tutto però, ogni tanto, due righe di spiegazione (magari mascherate da pensieri espressi con pdv del protagonista) ci stanno o per lo meno possono essere una questione stilistica e di gusto personale.
A me piace anche la saggistica (biografie x lo più) e la é solo esplicativo
bonnenuit...(si capisce che ho lavorato a Parigi)??
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Claudio Bovino



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MessaggioInviato: Ven 16 Mag 2014 23:17    Oggetto: Cita

Patrizia Calamia ha scritto:
Grazie Claudio!!
Sei un vero studioso, al contrario di quanto affermi. Hai ragione che ci si sente un Po scemi ad essere trattata come Watson a cui Holmes spiegava tutto però, ogni tanto, due righe di spiegazione (magari mascherate da pensieri espressi con pdv del protagonista) ci stanno o per lo meno possono essere una questione stilistica e di gusto personale.
A me piace anche la saggistica (biografie x lo più) e la é solo esplicativo
bonnenuit...(si capisce che ho lavorato a Parigi)??


Sì, Patrizia anche io sono d'accordo con te sulle due righe di spiegazione, e infatti nel mio racconto un intero capitoletto è dedicato a questo, e speriamo di non aver esagerato Very Happy
Anche io provo a spaziare tra i generi, e leggo un po' di tutto. Prediligo la fantascienza e le storie d'avventura, ultimamente i gialli italiani.
Anche io tendo a descrivere e ultimamente sto provando a sforzarmi a usare di più il dialogo per far andar avanti le mie storie, non è semplice ma è un esercizio interessante, il tutto alternato con parti descrittive.
bella la Francia: nelle due ultime estati, per una settimana, abbiamo toccato alcune città della Provenza. Parigi è fantastica ma ci sono andato un milione di anni fa e vorrei tornarci presto: ma nell'attesa sono sicuro che grazie al tuo racconto, sarà come essere trasportati lì, bon nuit cher! Smile

PS: che lavoro facevi e quanto tempo sei stata a Parigi?
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Jean Malin



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MessaggioInviato: Sab 17 Mag 2014 12:16    Oggetto: Cita

Interessante l'ambientazione napoletana. Ti faccio i mie sinceri auguri per la selezione Smile
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Patrizia Calamia



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MessaggioInviato: Sab 17 Mag 2014 13:14    Oggetto: Cita

Eccomi, scusa ma bel we mi collego poco.
i gialli italiani sono bellissimi! Direi Che abbiamo una bella scuola..
Io lavoro x un gruppo assicurativo/finanziario e tutt'ora abbiamo un ufficio a Parigi dove ogni tanto vado. Qualche anno fa ho lavorato qualche mese su e per un paio di anni ci andavo ogni mese e mi é rimasta nel cuore. Anche il mio romanzo parla di Parigi...
buon we
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