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PRECISAZIONE ESSENZIALE: LEGGERE PER FAVORE!


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Recenso



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 21:27    Oggetto: Cita

@Anch'io concordo coi paletti.
Non so se avete notato ma Franco avrebbe benissimo potuto evitare di anticiparci l'elemento nuovo del sequel in pubblico. Purtroppo immagino che lo abbia dovuto rivelare perché, per quanto possieda pile di carteggi col suo editore - email e non - che testimoniano la paternità dell'idea e tutto il lavoro che sta svolgendo da anni, le malelingue avrebbero impiegato due minuti a sollevare i sospetti.
E per fortuna manca poco all'arrivo del nuovo romanzo, altrimenti sarebbe partita la "corsa all'oro".
Perciò tutto è bene ciò che finisce bene.

Passando a noi: non capisco perché vi ostinate da giorni ad anticipare di cosa scriverete o cosa state approfondendo, aumentando la possibilità di scontrarvi sugli stessi argomenti.

Sarebbe utile, senz'altro, che imparassimo a mantenerci "impermeabili" quando leggiamo cose altrui, ovunque capiti.
Anche questo penso che distingua il professionista... Ma in un'area pubblica ricordiamoci che ci legge chiunque.

Per quanto riguarda la possibilità di romanzare: a naso, mi risponderei che sta al polso dello scrittore, all'esperienza, alla sua furbizia, capire quanto può inventare/modificare, prima che lo storico sconfini nella SF o nella macchietta.
Io ero convinta che il notaio criminale esistesse davvero e ancora ho dei dubbi sulla non esistenza di Amerigo Taverna... Very Happy
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 21:54    Oggetto: Cita

A scanso di equivoci qui sembra che io sia contro i paletti!!!
Io desidero solo capire quali siano i paletti e quanto Franco ha detto non è sufficiente. Solo i suoi personaggi senza esulare di una virgola? Solo quel contesto ambientale e temporale? Fin dove spingere la fantasia? Io ho l'impressione che "la frittata" sia fatta. Personalmente, non avevo alcun personaggio di medico legale, ero in tutt'altra direzione, ma è chiaro che parlando di peste, ci si inoltri anche nella medicina più o meno scientifica e alloracome evitare di alludere a personaggi dotati di "fiuto medico"?
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Salvo Andrea Figura
"Asparago siculo" Giallo24-Mondadori. gen. 2013.
"La neve di Piazza del Campo" Mondadori 3077 2013..
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Elyria



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 21:54    Oggetto: Cita

jpaulverlain ha scritto:
Già la sola ipotesi avrebbe fatto fare loro passi da gigante. La penicillina verrà "scoperta", PER CASO, solo nel 1942. Ilfuoco dei fopponi era l'unico rimedio, che inconsapevolmente limitava la diffusione, ma non perché teneva lontani ratti e perciò pulci, come in effetti avvenivaq, ma perché a loro avviso, purificava l'aria e bruciava gli umori cattivi. Quando Niccolò Taverna rimprovera i suoi due assistenti dicendo loro che la peste non si trasmetteva con l'aria, dice una baggianata. O meglio, non con l'aria intesa come "MIASMA" ma proprio con il respiro si diffondeva la peggiore delle forme di peste: quella polmonare! Nessuna delle pestilenze che inonadarono l'Europa fu differente dalle altre. Tutte ebbero le due forme, anzxi le tre; perché l'agente patogeno fu(ed è... perchè in estremo oriente e in alcune zone dell'Africa c'è ancora) sempre lo stesso e il meccanismo di trasmissione all'uomo pure, come pure da uomo a uomo.
Questo da medico posso affermarlo con certezza. La yersinia, conosciuta dapprima come Pasteurella pestis, è sulla Terra prima ancora dell'uomo! La lotta tra batteri, virus e Homo, dura da migliaia di anni perché entrambi occupiamo la stessa nicchia biologica!


Volevo chiederti una cosa Salvo, tanto per prenderci a cornat...ehm, per parlare ^__^. Dai miei studi di infettivologia, ricordo che la Peste Nera (quella del Boccaccio) avesse un contagio per via aerea, uomo uomo (cosa che si temeva avvenisse con l'aviaria). Invece quelle successive (tra cui la "manzoniana") erano mediate da pulci e topi (onnipresenti ovunque). Infatti, l'efficacia di un certo abbigliamento non era di bloccare i "miasmi" (anche se il medico non lo sapeva) bensì il morso delle pulci.

Ti risulta?
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 22:06    Oggetto: Cita

Kinzica ha scritto:
jpaulverlain ha scritto:
Già la sola ipotesi avrebbe fatto fare loro passi da gigante. La penicillina verrà "scoperta", PER CASO, solo nel 1942. Ilfuoco dei fopponi era l'unico rimedio, che inconsapevolmente limitava la diffusione, ma non perché teneva lontani ratti e perciò pulci, come in effetti avvenivaq, ma perché a loro avviso, purificava l'aria e bruciava gli umori cattivi. Quando Niccolò Taverna rimprovera i suoi due assistenti dicendo loro che la peste non si trasmetteva con l'aria, dice una baggianata. O meglio, non con l'aria intesa come "MIASMA" ma proprio con il respiro si diffondeva la peggiore delle forme di peste: quella polmonare! Nessuna delle pestilenze che inonadarono l'Europa fu differente dalle altre. Tutte ebbero le due forme, anzxi le tre; perché l'agente patogeno fu(ed è... perchè in estremo oriente e in alcune zone dell'Africa c'è ancora) sempre lo stesso e il meccanismo di trasmissione all'uomo pure, come pure da uomo a uomo.
Questo da medico posso affermarlo con certezza. La yersinia, conosciuta dapprima come Pasteurella pestis, è sulla Terra prima ancora dell'uomo! La lotta tra batteri, virus e Homo, dura da migliaia di anni perché entrambi occupiamo la stessa nicchia biologica!


Volevo chiederti una cosa Salvo, tanto per prenderci a cornat...ehm, per parlare ^__^. Dai miei studi di infettivologia, ricordo che la Peste Nera (quella del Boccaccio) avesse un contagio per via aerea, uomo uomo (cosa che si temeva avvenisse con l'aviaria). Invece quelle successive (tra cui la "manzoniana") erano mediate da pulci e topi (onnipresenti ovunque). Infatti, l'efficacia di un certo abbigliamento non era di bloccare i "miasmi" (anche se il medico non lo sapeva) bensì il morso delle pulci.

Ti risulta?

@ No, non è così. L'infezione è sempre sostenuta dalla Pasteurella pestis chiamata poi Yersinia. ma il ceppo è sempre lo stesso. Il problema è che della stessa malattia esistono tre forme: una polmonare, una bubbonica, una cutanea. Le prime due con mortalità vicina al 100% e con immunità permanente se superata. Il serbatoio naturale sono i ratti. la pulce è il vettore. Il morso di pulce crea il bubbone nel punto di inoculazione e da qui si diffronde nei linfonodi più viciniascella, inguine, collo. E' chiaro che trasformandosi in polmonare, il contagio diventerà uomo-uomo per via aerea, altrimenti continuerà ad essere topo-pulce-uomo.
Finchè non si scoprì che la Pasteurella, non si capiva che le pulci erano coinvolte, come pure i ratti o i gatti col loro morso o col graffio. Dunque i vestiti e le maschere del medico della peste servivano a proteggerli dagli "umori o miasmi" del malato, non dalle pulci. E' chiaro che il fuoco teneva lontani i rattyi ma loro non associavano i ratti alla malattia, né lo ipotizzavano, ché già sarebbe stato un passo avanti.
Anche la peste del Boccaccio, del 1348, quella che fece 25 milioni di morti e forse anche più in Europa, era uguale alle altre; stesso organismo patogeno, stessa trasmissione.
Tenete conto che in queste situazioni poi intervengono i germi( e i virus) opportunisti, dunque TBC, dunque Tifo, dunque epatite, al punto che poi i sintomi si confondono. Ecco perché alcune forme apparivano differenti dalle altre. Infine da sottolineare la mancanza di osservazione e dunque di trascrizione dei sintoma specifici, proprio perché la medicna era ancora Ippocaìratica e Galenica; cioè filosofica e teologica!
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Salvo Andrea Figura
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Elyria



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 22:07    Oggetto: Cita

jpaulverlain ha scritto:
Citazione:
Nota curiosa: siamo passati dall'olio lubrificante all'untore. Al prossimo contest cosa ci aspetterà?

@La Vaselina!


Sei veramente pestifero!!! LOL!!!
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 22:12    Oggetto: Cita

Kinzica ha scritto:
jpaulverlain ha scritto:
Citazione:
Nota curiosa: siamo passati dall'olio lubrificante all'untore. Al prossimo contest cosa ci aspetterà?

@La Vaselina!


Sei veramente pestifero!!! LOL!!!

@Visti gli ultimi sviluppi, diciamo... profetico. Iniziamo coi bastoncini di cera e proseguiremo... Twisted Evil
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StefanoLazzari



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 22:14    Oggetto: Cita

jpaulverlain ha scritto:

@ No, non è così. L'infezione è sempre sostenuta dalla Pasteurella pestis chiamata poi Yersinia. ma il ceppo è sempre lo stesso. Il problema è che della stessa malattia esistono tre forme: una polmonare, una bubbonica, una cutanea. Le prime due con mortalità vicina al 100% e con immunità permanente se superata. Il serbatoio naturale sono i ratti. la pulce è il vettore. Il morso di pulce crea il bubbone nel punto di inoculazione e da qui si diffronde nei linfonodi più viciniascella, inguine, collo. E' chiaro che trasformandosi in polmonare, il contagio diventerà uomo-uomo per via aerea, altrimenti continuerà ad essere topo-pulce-uomo.
Finchè non si scoprì che la Pasteurella, non si capiva che le pulci erano coinvolte, come pure i ratti o i gatti col loro morso o col graffio. Dunque i vestiti e le maschere del medico della peste servivano a proteggerli dagli "umori o miasmi" del malato, non dalle pulci. E' chiaro che il fuoco teneva lontani i rattyi ma loro non associavano i ratti alla malattia, né lo ipotizzavano, ché già sarebbe stato un passo avanti.
Anche la peste del Boccaccio, del 1348, quella che fece 25 milioni di morti e forse anche più in Europa, era uguale alle altre; stesso organismo patogeno, stessa trasmissione.
Tenete conto che in queste situazioni poi intervengono i germi( e i virus) opportunisti, dunque TBC, dunque Tifo, dunque epatite, al punto che poi i sintomi si confondono. Ecco perché alcune forme apparivano differenti dalle altre. Infine da sottolineare la mancanza di osservazione e dunque di trascrizione dei sintoma specifici, proprio perché la medicna era ancora Ippocaìratica e Galenica; cioè filosofica e teologica!


OT

Affascinante.
Non la peste in sé ma la spiegazione.

Salvo se avessi le tue conoscenze farei lo sceneggiatore di telefilm tipo NCIS o similia...
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Elyria



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 22:25    Oggetto: Cita

jpaulverlain ha scritto:
Kinzica ha scritto:
jpaulverlain ha scritto:
Già la sola ipotesi avrebbe fatto fare loro passi da gigante. La penicillina verrà "scoperta", PER CASO, solo nel 1942. Ilfuoco dei fopponi era l'unico rimedio, che inconsapevolmente limitava la diffusione, ma non perché teneva lontani ratti e perciò pulci, come in effetti avvenivaq, ma perché a loro avviso, purificava l'aria e bruciava gli umori cattivi. Quando Niccolò Taverna rimprovera i suoi due assistenti dicendo loro che la peste non si trasmetteva con l'aria, dice una baggianata. O meglio, non con l'aria intesa come "MIASMA" ma proprio con il respiro si diffondeva la peggiore delle forme di peste: quella polmonare! Nessuna delle pestilenze che inonadarono l'Europa fu differente dalle altre. Tutte ebbero le due forme, anzxi le tre; perché l'agente patogeno fu(ed è... perchè in estremo oriente e in alcune zone dell'Africa c'è ancora) sempre lo stesso e il meccanismo di trasmissione all'uomo pure, come pure da uomo a uomo.
Questo da medico posso affermarlo con certezza. La yersinia, conosciuta dapprima come Pasteurella pestis, è sulla Terra prima ancora dell'uomo! La lotta tra batteri, virus e Homo, dura da migliaia di anni perché entrambi occupiamo la stessa nicchia biologica!


Volevo chiederti una cosa Salvo, tanto per prenderci a cornat...ehm, per parlare ^__^. Dai miei studi di infettivologia, ricordo che la Peste Nera (quella del Boccaccio) avesse un contagio per via aerea, uomo uomo (cosa che si temeva avvenisse con l'aviaria). Invece quelle successive (tra cui la "manzoniana") erano mediate da pulci e topi (onnipresenti ovunque). Infatti, l'efficacia di un certo abbigliamento non era di bloccare i "miasmi" (anche se il medico non lo sapeva) bensì il morso delle pulci.

Ti risulta?

@ No, non è così. L'infezione è sempre sostenuta dalla Pasteurella pestis chiamata poi Yersinia. ma il ceppo è sempre lo stesso. Il problema è che della stessa malattia esistono tre forme: una polmonare, una bubbonica, una cutanea. Le prime due con mortalità vicina al 100% e con immunità permanente se superata. Il serbatoio naturale sono i ratti. la pulce è il vettore. Il morso di pulce crea il bubbone nel punto di inoculazione e da qui si diffronde nei linfonodi più viciniascella, inguine, collo. E' chiaro che trasformandosi in polmonare, il contagio diventerà uomo-uomo per via aerea, altrimenti continuerà ad essere topo-pulce-uomo.
Finchè non si scoprì che la Pasteurella, non si capiva che le pulci erano coinvolte, come pure i ratti o i gatti col loro morso o col graffio. Dunque i vestiti e le maschere del medico della peste servivano a proteggerli dagli "umori o miasmi" del malato, non dalle pulci. E' chiaro che il fuoco teneva lontani i rattyi ma loro non associavano i ratti alla malattia, né lo ipotizzavano, ché già sarebbe stato un passo avanti.
Anche la peste del Boccaccio, del 1348, quella che fece 25 milioni di morti e forse anche più in Europa, era uguale alle altre; stesso organismo patogeno, stessa trasmissione.
Tenete conto che in queste situazioni poi intervengono i germi( e i virus) opportunisti, dunque TBC, dunque Tifo, dunque epatite, al punto che poi i sintomi si confondono. Ecco perché alcune forme apparivano differenti dalle altre. Infine da sottolineare la mancanza di osservazione e dunque di trascrizione dei sintoma specifici, proprio perché la medicna era ancora Ippocaìratica e Galenica; cioè filosofica e teologica!


Ok, grazie ^__^. Cioè, lo so che loro non sapevano nulla delle modalità di contagio, e so che il ceppo è lo stesso, ma non è possibile che le diversità tra peste e peste siano dovute a una mutazione del batterio? Infatti se non sbaglio, dal 500 in poi le pestilenze ricorrevano circa ogni 12/15 anni perchè non davano una lunga immunità...

P.S. Non parlo delll'abito del medico della peste, molto coreografico ma di scarsa utilità, bensì dell'altro abito: quello tutto di cuoio spesso, allacciato e corredato da guanti lunghi e gambali.
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Diego Matteucci



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 22:46    Oggetto: Cita

Precisazione doverosa da parte di Franco.

Nel mio piccolo ho aggiornato il mio sito con il regolamento corretto, non si sa mai!

Ciao

Diego
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 23:14    Oggetto: Cita

Ok, grazie ^__^. Cioè, lo so che loro non sapevano nulla delle modalità di contagio, e so che il ceppo è lo stesso, ma non è possibile che le diversità tra peste e peste siano dovute a una mutazione del batterio? Infatti se non sbaglio, dal 500 in poi le pestilenze ricorrevano circa ogni 12/15 anni perchè non davano una lunga immunità...

P.S. Non parlo delll'abito del medico della peste, molto coreografico ma di scarsa utilità, bensì dell'altro abito: quello tutto di cuoio spesso, allacciato e corredato da guanti lunghi e gambali.
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@Ma sai, in genere i batteri non mutano così tanto, quelli sono i virus. I batteri invece si attrezzano per combattere contro le nostre armi. E allora le armi che avevamo erano davvero scarse, se non nulle.
La questione dell'immunità è stata a lungo dibattuta. Si sa che l'immunità spesso era permanente, ma devi considerare anche le forme più lievi di malattia. Per esempio contrarre la forma cutanea, dava un'immunità molto più lieve di quella bubbonica o polmonare. Solo che sopravvivere a queste(dimenticavo la terza che è la VERA PESTE NERA, cioè la forma setticemica) era quasi un miracolo però l'immunità era permanente. I monatti e gli untori era gente che avevano un'immunità permanente e anche molto forte. Nelle epidemie inoltre è da tenere presente la "virulenza" del batterio cioè la sua capacità di indurre malattia. Non tutte le epidemie erano uguali proprio perchè molto dipendeva dall'habitat dell'uomo, dalla sua capacità di resistere(fame e malnutrizione oltre a igiene nulla, favorivano la diffusione). Pensa che l'uso di lavarsi le mani spesso, arriverà dopo il 1800 perché il concetto di "Igiene" e sterilità non esiste o comunque non è legato alla trasmissione delle malattie.
Il vestiario del medico comunque era solamente volto alla protezione dagli umori del malato, non dai ratti o dalle pulci.
Ultima cosa, il malato di peste, con peste setticemica, aveva anche le emorragie cutanee( a proposito della visita di Niccolò al Lazzaretto di San Gregorio). Ma queste sono sottigliezze per addetti ai lavori.
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Salvo Andrea Figura
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Paolo Ninzatti



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MessaggioInviato: Dom 03 Feb 2013 23:23    Oggetto: Cita

Sono stato lontano dal Forum un paio di giorni e leggo solo ora questo nuovo thred. Seguo con attenzione il dibattito. Ma ho un commento OT. Non mi sono sfuggiti alcuni accenni alla peste descritta dal Manzoni e al personaggio manzoniano della Monaca di Monza. Non vorrei essere saccente, ma la peste del 1576 NON è la medesima descritta dal Lisander nelle disavventure di Renzo e Lucia, che si svolgono invece nel '600.

Paolo Ninzatti Very Happy Very Happy Very Happy
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Recenso



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MessaggioInviato: Lun 04 Feb 2013 02:04    Oggetto: Cita

jpaulverlain ha scritto:
A scanso di equivoci qui sembra che io sia contro i paletti!!!
Io desidero solo capire quali siano i paletti e quanto Franco ha detto non è sufficiente. Solo i suoi personaggi senza esulare di una virgola? Solo quel contesto ambientale e temporale? Fin dove spingere la fantasia? Io ho l'impressione che "la frittata" sia fatta. Personalmente, non avevo alcun personaggio di medico legale, ero in tutt'altra direzione, ma è chiaro che parlando di peste, ci si inoltri anche nella medicina più o meno scientifica e alloracome evitare di alludere a personaggi dotati di "fiuto medico"?


Ma no, nessuno pensa questo Smile
Provo a riassumere quanto ho capito dei vincoli:
- città: Milano
- tempo: un qualunque periodo dell'anno 1576
- personaggi: o quelli già conosciuti e presenti nei romanzi di Franco, I Bastioni del Coraggio o Il Segno dell'Untore, oppure altri personaggi di fantasia. Se sono di fantasia, dobbiamo limitarci ad attribuire loro mestieri già citati nei due romanzi. Per esempio, nei romanzi si parla di Inquisitori? Se ne può inventare uno non presente da nessuna parte o utilizzare uno di quelli nominati.
Ci sono carcerieri? Sì, allora si possono usare.
A un certo punto, per esempio, vengono menzionati gli artigiani di Porta Vercellina, che avrebbero confezionato i mocassini di Niccolò. Bene, li puoi menzionare anche tu.
Elementi vari/luoghi: li scegliamo tra quelli menzionati in almeno uno dei due romanzi, così non rischiamo l'invasione di campo.
Esempio: la birraia è menzionata, quindi possiamo tirarla in ballo. Il Duomo è presente, il Lazzaretto anche e così via.

Quello che pensiamo di usare è già stato utilizzato in almeno uno di quei due romanzi? Se sì procediamo, altrimenti è off limits.
In fondo, anche per Mondo9 c'era il rischio di deviare troppo dalle regole stabilite e siamo riusciti a farcela.
Nessuno ci vieta di attribuire qualche deduzione medica a Niccolò, o a qualche frate che assiste gli appestati, inserendola magari come dubbio o pensiero.

Ricordiamoci che i primi 1000 caratteri saranno leggibili sul forum. Se la questione non si fosse presentata oggi, avremmo corso il rischio di leggere menzionato quel particolare personaggio addirittura lì, a disposizione di tutti. A quel punto sì che sarebbe stata una frittata.
Sempre IMHO, poi può essere che non abbia capito niente.
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Ultima modifica di Recenso il Lun 04 Feb 2013 02:57, modificato 2 volte in totale
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Claudio Bovino



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MessaggioInviato: Lun 04 Feb 2013 02:18    Oggetto: Cita

Ciao a tutti!
...io sono ancora pagina 120 de "Il segno dell'untore", a causa di un flusso inaspettato di lavoro, argh!
meno male che la data è stata spostata...
Ok per la precisazione di Franco sull'ambientazione, nulla da dire.
...e grazie Recenso per il tuo puntuale e utilissimo riepilogo!!!

Volevo solo condividere una cosa a proposito delle idee sui racconti e sul pericolo di plagio. Attenzione, lo dico senza alcun riferimento polemico alla questione del plagio.
Piuttosto, sono come dire, "compiaciuto" - ma lo dico scherzando - che una mia idea volutamente eccessiva sia stata tradotta in film, almeno in parte.
Vengo al punto.

Per la 365 sulla Fine del Mondo, ho scritto un raccontino dal titolo "Il pieno, per favore" [http://www.writersmagazine.it/forum/viewtopic.php?p=157043], in cui si narra, in sintesi, di una trivella petrolifera di nuova concezione (magnetica) che arrivando a perforare la crosta terrestre provoca un disastro colossale: un gorgo immenso nel mare, l'acqua che cade giù fino al nucleo terrestre e, forse, da qui, la fine del mondo. Racconto pubblicato sul forum il 26 ottobre 2011, e in stampa, come sapete nel maggio 2012.

Ora, mercoledì scorso (30 gennaio 2013 alle 21.05), accendo la Tv su Rai2 e mi vedo un film tedesco del 2011 dal singolare titolo "Il triangolo delle Bermuda - Mare del Nord" (titolo originale: "Bermuda-Dreieck Nordsee" http://www.rai2.rai.it/dl/RaiDue/programma.html?ContentItem-fc6ce744-012f-4038-9420-375f8df9f2e2&refresh_ce).
Questa è la piccola scheda che troverete se cliccherete sul link:
"La Global Senergy mette a repentaglio la vita di una zona del Mare del Nord con i suoi esperimenti di stoccaggio e sequestro di CO2 nel sottosuolo. La Green United si accorge di quello che sta accadendo grazie alle informazioni di Sara, una giovane scienziata che sta facendo tirocinio proprio sulla piattaforma della Global senergy.
Ma la tragedia non può essere evitata: il fondo del mare collassa e crea un vortice che rischia di inghiottire tutta la costa...
"

Se non ho capito male da alcuni siti tedeschi, in Germania dovrebbe essere andato in onda dopo la metà settembre, e quindi avrei anche potuto fare in tempo a vederlo e prendere le idee per il mio raccontino, ma vi garantisco che non ne sapevo nulla.
Riepilogando, nel film ci sono alcune cose visualizzate nel mio raccontino, c'è il gigantesco gorgo, la trivella che buca il fondale (ma essendo di tipo "tradizionale" non buca la crosta...), la piattaforma che a me è petrolifera mentre qui serve per sequestrare il CO2, ...e pure l'elicottero su cui sale il protagonista, ...mi batteva il cuore ad ogni scena per vedere come andava avnti il film, davvero una cosa singolare, ... dicevo "ma è come l'ho immaginato io...". E c'è anche lo stesso messaggio di fondo, ecologista.
Il film, a mio parere, è confezionato dignitosamente, ma non mi è sembato un capolavoro, va bene solo per "spegnere" un po' il cervello, senza pretese...
Qui ho trovato un video-trailer: http://vimeo.com/30929267,
Meno male che poi ci sono delle differenze, sennò i tedeschi mi facevano causa!!!
vabbè, tanto sono avvocato, mi difendevo da solo Wink

...ah, è questa è la seconda coincidenza, dato che, come qualcuno di voi già sa, il giorno del racconto era il 15 giugno, e il 15 giugno 2012 è nata mia figlia Aurora (prevedere con 8 mesi di anticipo la data non è proprio semplice) Smile

Morale della favola: allora le mie idee non sono proprio campate per aria, ci hanno addirittura (quasi) fatto un film Very Happy Very Happy Very Happy


Ultima modifica di Claudio Bovino il Lun 04 Feb 2013 02:35, modificato 1 volta in totale
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emilio daniele



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MessaggioInviato: Lun 04 Feb 2013 02:26    Oggetto: Cita

Credo che quanto più stretti siano i legacci più difficile sia la prova e di conseguenza c'e' ancora più gusto nel mettersi in gara. Nessuno ha detto che sarebbe stato facile no? Io qualche idea piccola la ho...vedremo...
Wink
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"La vita non è il supporto per l'arte. E' il contrario" Stephen King
" Le critiche sono vitali, le coccole...evitabili" Emilio Daniele.

Guarda le mie foto, leggi i miei estratti su facebook al: https://www.facebook.com/profile.php?id=1524397922
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Recenso



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MessaggioInviato: Lun 04 Feb 2013 02:46    Oggetto: Cita

Claudio Bovino ha scritto:

Meno male che poi ci sono delle differenze, sennò i tedeschi mi facevano causa!!!
vabbè, tanto sono avvocato, mi difendevo da solo Wink

Allora la prossima volta che proveranno a plagiarmi qualcosa ti assolderò Very Happy
Vabbe', se il tizio deve fuggire da una piattaforma petrolifera mica lo può fare a nuoto o in mongolfiera...
Ti "facevano" causa? C'è un filmmaker italiano che nel 1999 ha girato un film in vhs, dove narrava la storia di un tizio che lavorava da solo in una fabbrica su un pianeta sperduto. Il tizio però è solo uno dei tanti cloni che si avvicendano, e nessuno glielo dice. Lo ha spedito a qualche festival misconosciuto e probabilmente poco frequentato.
Mesi fa ha visto, per caso, il film Moon, girato da un regista inglese dieci anni dopo il suo: è la storia di un tizio che lavora da solo su una miniera lunare, però è uno dei tanti cloni che ignari si avvicendano nella base. Le probabilità che l'inglese abbia visto o sentito parlare del film dell'italiano sono quasi nulle, però l'italiano ha preparato un video dove fa il raffronto di diverse scene.. Quindi aspetta e spera Wink
Fine OT
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