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Il caso Montefusco - Gioacchino De Padova (Noir)


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depa



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MessaggioInviato: Sab 24 Nov 2012 10:09    Oggetto: Il caso Montefusco - Gioacchino De Padova (Noir) Cita

Il caso Montefusco
di Gioacchino De Padova


Ricordava bene il maledetto giorno del loro incontro. Lui, appoggiato al bastone, lei col passo deciso e ancheggiante. Capelli colore del grano, occhi verde smeraldo e un davanzale importante, ben sorretto da quel corpetto maculato. Non era alta, ma, con le curve ben distribuite, abbarbicata su quei tacchi a spillo, lasciava indelebili segni della sua presenza.
Gli aveva confidato di provenire dalla Moldavia e di essere arrivata in Italia, insieme a una sua amica. Una che nel suo paese, a diciotto anni, si era già ripassata la squadra di atletica del liceo in tutte le posizioni.
Ma lei, invece, non era fatta così. Era una donna seria. Certo non il tipo da una botta e via. Cercava l’amore. Un uomo esperto, che le desse emozioni. E romantico, come un principe azzurro.
Ma i principi azzurri esistevano ancora?
E, mentre la sentì pronunciare quelle parole, lui percepì il brivido del suo sguardo immerso nei suoi occhi.
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depa



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MessaggioInviato: Lun 03 Dic 2012 16:16    Oggetto: Cita

Più che l’incipit di un noir, sembra l’incontro di due che si sono conosciuti in una chat per cuori solitari.
Sarò sincero, Gioacchino, questo racconto fa schifo.
Ma, giusto perché sei tu, gli IBAL te li faccio lo stesso.
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depa



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MessaggioInviato: Lun 03 Dic 2012 16:18    Oggetto: Cita

depa ha scritto:
Più che l’incipit di un noir, sembra l’incontro di due che si sono conosciuti in una chat per cuori solitari.
Sarò sincero, Gioacchino, questo racconto fa schifo.
Ma, giusto perché sei tu, gli IBAL te li faccio lo stesso.
Smile Smile Smile


Grazie Gioacchino, per i preziosi consigli che mi hai dato.
Certamente ne farò tesoro per i miei prossimi racconti.
Tanti IBAL anche a te.
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Marco P. Massai



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MessaggioInviato: Lun 03 Dic 2012 16:35    Oggetto: Cita

Accidenti, mi ero perso questo incipit!

La situazione iniziale è ben chiara, e alcune immagini sono efficaci (come "abbarbicata su quei tacchi a spillo, lasciava indelebili segni della sua presenza")

Solo un pai odi passaggi mi hanno lasciato qualche dubbio: all'inizio, perché non nominare subito il narratore? Entrare nel racconto senza poter identificare la voce narrante lascia, anche se solo per un attimo, sospesi!

L'altro dubbio è sul "Ma i principi azzurri esistevano ancora? E, mentre la sentì pronunciare quelle parole," La prima frase dovrebbe essere scritta in forma di dialogo, più che come pensiero della voce narrante! (a una prima lettura può invece sembrare un pensiero del protagonista, anziché una frase pronunciata all'epoca dalla ragazza)
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depa



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MessaggioInviato: Mar 04 Dic 2012 01:48    Oggetto: Cita

Ciao Marco.
Il racconto è narrato in terza persona e la voce narrante in realtà non corrisponde a nessuno dei personaggi. Penso che, riferendoti all’identità celata, tu volessi invece riferirti a quella del protagonista maschile. In effetti non ne ho rivelato l’identità in queste battute iniziali, ma non c’è un motivo particolare per questa mia scelta. Viene svelata a poche battute di distanza da questo incipit. Può darsi che questo lasci al lettore la sensazione sgradevole di rimanere un po’ sospeso. Ma, parlando da lettore, credo che quella del “rimanere un po’ sospeso”, non sia in assoluto una percezione del tutto spiacevole.
Nel citare le parole della ragazza, non ho usato il discorso diretto, perché volevo che le sue parole scivolassero in maniera veloce, per focalizzare l’attenzione del lettore su quello che succede dopo, ma che in questo incipit non compare.
Riportare in forma di dialogo l’incontro tra lei e il protagonista maschile mi avrebbe invece obbligato a rallentare il ritmo.
La frase sul principe azzurro è sequenziale rispetto a “gli aveva confidato”, perciò si riferisce a espressioni verbali usate dalla ragazza. Ma se ha generato dei dubbi, è probabile che sia da rivedere. Lo farò tra una ventina di giorni, quando, molto probabilmente, tornerò a lavorare su questo racconto.
Intanto ti ringrazio per l’attenzione e il commento.
Sei stato senz’altro più gentile del bifolco che ha commentato prima di te!!!
Sorride, sorride, ma alcune volte mi fa veramente incazzare!!!
Ciao
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Yanez



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MessaggioInviato: Mer 05 Dic 2012 20:55    Oggetto: Cita

Confesso che l'irritante grassone dell'ufficio postale mi aveva acchiappato più della bella moldava alla caccia dell'amore vero.
Qui, la situazione è ancora tutta da scoprire, anche se si prospetta una passione fatale: 1000 battute sono davvero troppo poche.
In bocca al lupo, Gioacchino!
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Liudmila

«In meno di dieci minuti, la volpe aveva strangolato sette galline e due galli. Nove volte omicida!» (A. Dumas padre)
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depa



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MessaggioInviato: Gio 06 Dic 2012 01:23    Oggetto: Cita

Ciao Liudmila.
Il corpulento cafone del delitto del pernacchio non mi ha portato fortuna, però sono contento che quell’incipit a te fosse piaciuto.
Qui la situazione è diversa. Nel confronto estetico tra i due personaggi non c’è partita, ma la bella moldava chiaramente nasconde dei secondi fini.
Hai ragione: mille battute non sono sufficienti per potersi fare un’idea della trama giallo/noir. Oltretutto, io tendo a inserire gli elementi essenziali poco per volta, per cui dalle prime righe si può davvero desumere poco.
Ma posso dirti che, in questo caso, si tratta di un noir atipico che definirei anche un po’ boccaccesco.
Delle tre esse che, in genere, alimentano le trame noir (sesso, sangue, soldi), io ho sempre una leggera preferenza per la prima.
Sei sempre molto attenta e cortese nei confronti miei e dei miei scritti. E di questo ti ringrazio davvero.
Ciao.
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