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2033: Anno Domini (Urania)- Scavo Mattia Nicolò


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Mattia Scavo



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MessaggioInviato: Ven 18 Mag 2012 22:06    Oggetto: 2033: Anno Domini (Urania)- Scavo Mattia Nicolò Cita

2033: Anno Domini

Crocifiggere, decapitare, incenerire, torturare: amavano uccidere Disertori!
Impazzivano nell'impiccare qualche povero vecchio, nel vederlo agonizzare tra le fiamme, divorato dai cumuli di braci ancora caldi, tra cenere e miasma. Gioivano nell'eseguire gli ordini, nell'infrangerli potando scalpi come bestie selvagge. Urlano e ridono come lupi in festa, cani pazzi feroci e spietati: i nostri aguzzini. Digrignano i denti scatenati, sputano a terra davanti alla gogna; chi mastica il sigaro, chi spara per aria, chi allenta il cappio, chi ammira silente l'ombra del carnefice. Ammassano i corpi, attendono i corvi. Esultano e attendono: che l'ora incomba, che la notte cali; che il boia appaia, che l'uomo imprechi, vittima e martire di iene senza cuore.

Ordine di Esecuzione
William Proust, invasato ed eretico, sarà giustiziato in Piazza Risorgimento poco prima di mezzanotte.
Chiunque risulti suo complice verrà catturato e condannato con l'accusa di Sedizione e Cospirazione. Non saranno tollerati atti di abiura: la sentenza è pronunciata!
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Recenso



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MessaggioInviato: Ven 18 Mag 2012 22:26    Oggetto: Cita

Interessante, anche il fatto che tu abbia scritto 2033: Anno Domini e non Anno Domini 2033. Una nuova venuta di Gesù, per caso?
Citazione:
Crocifiggere, decapitare, incenerire, torturare: amavano uccidere Disertori!
Impazzivano nell'impiccare qualche povero vecchio, nel vederlo agonizzare tra le fiamme, divorato dai cumuli di braci ancora caldi, tra cenere e miasma. Gioivano nell'eseguire gli ordini, nell'infrangerli potando scalpi come bestie selvagge. Urlano e ridono come lupi in festa

Solo non ho capito perché dall'imperfetto poi passi al presente nello stesso brano, da urlano in poi... Il cambio di tempo mi ha un attimo squilibrata.
Un po' troppi "che" nella frase
Citazione:
Esultano e attendono: che l'ora incomba, che la notte cali; che il boia appaia, che l'uomo imprechi, vittima e martire di iene senza cuore"
.

Ovviamente mia personale opinione Smile

In bocca al lupo Smile
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Ven 18 Mag 2012 22:32    Oggetto: Re: 2033: Anno Domini (Urania)- Scavo Mattia Nicolò Cita

Mattia Scavo ha scritto:
2033: Anno Domini

Crocifiggere, decapitare, incenerire, torturare: amavano uccidere Disertori!
Impazzivano nell'impiccare qualche povero vecchio, nel vederlo agonizzare tra le fiamme, divorato dai cumuli di braci ancora caldi, tra cenere e miasma. Gioivano nell'eseguire gli ordini, nell'infrangerli potando scalpi come bestie selvagge. Urlano e ridono come lupi in festa, cani pazzi feroci e spietati: i nostri aguzzini. Digrignano i denti scatenati, sputano a terra davanti alla gogna; chi mastica il sigaro, chi spara per aria, chi allenta il cappio, chi ammira silente l'ombra del carnefice. Ammassano i corpi, attendono i corvi. Esultano e attendono: che l'ora incomba, che la notte cali; che il boia appaia, che l'uomo imprechi, vittima e martire di iene senza cuore.

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@Mi trovo d'accordo con Recenso nell'appunto alla variazione dei tempi verbali. Anche io l'ho fatto nelmio racconto ma si passava da un passato remoto(segno di un ricordo lontano) al presente narrato dal protagonista. Qui non l'ho capito.
Altro appunto: Disertori. Perchè in maiuscolo?
_Cumuli di braci ancora caldi. Mi suona male. E' vero che tra il maschile e il femminile l'italiano accorda sempre al maschile, ma braci è talmente vicino che se l'accordassi ad esse(e braci è femminile) credo che suonerebbe meglio: "Cumuli di braci ancora calde"
Per il resto spero di leggerti su Urania, il tema è inquietante e fa venir voglia di immergersi nella lettura.
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Salvo Andrea Figura
"Asparago siculo" Giallo24-Mondadori. gen. 2013.
"La neve di Piazza del Campo" Mondadori 3077 2013..
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Diego Matteucci



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MessaggioInviato: Sab 19 Mag 2012 07:57    Oggetto: Re: 2033: Anno Domini (Urania)- Scavo Mattia Nicolò Cita

Mattia Scavo ha scritto:
2033: Anno Domini

Crocifiggere, decapitare, incenerire, torturare: amavano uccidere Disertori!
Impazzivano nell'impiccare qualche povero vecchio, nel vederlo agonizzare tra le fiamme, divorato dai cumuli di braci ancora caldi, tra cenere e miasma. Gioivano nell'eseguire gli ordini, nell'infrangerli potando scalpi come bestie selvagge. Urlano e ridono come lupi in festa, cani pazzi feroci e spietati: i nostri aguzzini. Digrignano i denti scatenati, sputano a terra davanti alla gogna; chi mastica il sigaro, chi spara per aria, chi allenta il cappio, chi ammira silente l'ombra del carnefice. Ammassano i corpi, attendono i corvi. Esultano e attendono: che l'ora incomba, che la notte cali; che il boia appaia, che l'uomo imprechi, vittima e martire di iene senza cuore.

Ordine di Esecuzione
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Non volermene, ma ci sono diverse cose che non mi convincono in questo incipit. Di seguito alcuni punti che rivedrei:

"Crocifiggere, decapitare, incenerire, torturare: amavano uccidere Disertori!
Impazzivano nell'impiccare i vecchi, nel vederli agonizzare e incenerirsi tra le fiamme."

Toglierei il resto perché in quel caso sono le fiamme che consumano il corpo e non le braci (in ogni caso le braci di per sé sono calde, diversamente è già cenere).

"Gioivano nell'eseguire gli ordini, nell'infrangerli togliendo scalpi come bestie selvagge."

"Potare" si dice di una pianta, lo scalpo viene tolto.

"Urlavano e ridevano come lupi in festa, cani pazzi feroci e spietati: i nostri aguzzini. Digrignavano i denti scatenati, sputavano a terra davanti alla gogna; chi masticava il sigaro, chi sparava per aria, chi allentava il cappio, chi ammirava silente l'ombra del carnefice."

Qui ho cambiato solo il tempo, e di seguito, oltre al tempo, anche la frase:

"Ammassavano i corpi esultando, e attendevano: i corvi, l'ora incombente, la notte... l'arrivo del boia e gli imprechi dell'uomo, vittima e martire di iene senza cuore."


Io vedo tutto un po' meglio così, un po' più lineare e un po' meno ripetitivo da leggere.

In ogni caso, in bocca al lupo!

Diego Matteucci
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Sab 19 Mag 2012 10:42    Oggetto: Cita

@D'accordissimo su tutto con Diego Matteucci.
Un appunto su scalpo. E' l'atto di togliere i capelli insieme al cuoio capelluto. Dunque è sufficiente la voce verbale "scalpare"(anche se non mi piace molto e la toglierei del tutto.
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Salvo Andrea Figura
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Mattia Scavo



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MessaggioInviato: Sab 19 Mag 2012 13:52    Oggetto: Cita

@Recenso: come hai giustamente notato la posizione nel titolo è invertita, ma non c'è nessun nuovo Cristo mi dispiace. Domini scritto con la d maiuscola in latino non significa solo Signore Gesù, ma se scisso dalla sua normale funzione di accompagnamento temporale indica il signore inteso come padrone, capo, signore della città, tiranno e da qui deriva il mio titolo.
In effetti è difficile far coincidere un incipit come il mio con il ritmo complessivo della narrazione; per il passaggio temporale, la mia è stata una scelta stilistica, volevo sottolineare con un cambio di tempo l'importanza e l'imminenza nei pensieri del narratore delle azioni al presente.
Sui "che" penso solo che se di elenco si tratta è giusto, anche dal punto di vista sintattico, introdurre i sintagmi (porzioni di frase di senso compiuto) con la stessa congiunzioni o al massimo, per evitare ripetizioni cacofoniche, eliminare un "che" sostituendolo con la congiunzione. Ti ringrazio per le osservazioni.

@Salvo: Disertori è stato messo in maiuscolo perché sottolinea una cerchia di uomini conosciuta, contrapposta a un potere centrale che vuole distruggerli, ma non voglio svelare tutto! Sulle braci hai ragione, suona meglio come l'hai posta tu: provvederò al cambiamento, ti ringrazio per la tua perizia.

@Diego: sì, hai ragione, le fiamme consumano il corpo, ma le braci consumano i resti, per questo l'ho inserito; le braci sono ancora calde nel senso che i resti del corpo stanno ancora bruciando, che non c'è ancora la cenere sul patibolo. Ora il dubbio è se togliere questa parte e lasciarla come dici tu oppure mantenere lo status quo. Mi piace la tua variante, ma la mia testa mi dice di lasciare così con l'aggiustamento suggeritomi da Salvo sulle braci. Ti ringrazio.
Parlando di scalpi, argomento a me caro, si dice potare non per errore, ma proprio perché l'atto dello scalpare richiama quello del potare una pianta, sfrondarla con un lavoro accurato: quando si scalpa ci si mette in ginocchio alle spalle del nemico, sia morto che vivo non fa differenza, afferrando una ciocca di capelli e tirando il capo leggermente indietro.
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Sab 19 Mag 2012 15:56    Oggetto: Cita

Ok Mattia, grazie a te e alla tua pazienza nel soppoertare gli appunti. Che sono sempre fatti a beneficio dell'autore(in questo, la bellezza di questo forum è lapalissiana!).
Bene, mi fa piacere notare anche la tua preparazione sui sintagmi e sugli scalpi(corretta la tua definizione e la tua tecnica). Grazie per le braci... mi suonava meglio nel mio modo, ma sei libero di lasciarla com'è, in fondo è una pedanteria... che però... Laughing
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Salvo Andrea Figura
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Mattia Scavo



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MessaggioInviato: Dom 20 Mag 2012 14:29    Oggetto: Cita

Grazie a te Salvo per l'opinione: è davvero bello ricevere consigli e discutere in questo forum così variopinto. E' sempre una gioia condividere pensieri e alternative con persone così preparate e scrittori così talentuosi e pieni di passione, davvero grazie a te e a tutti gli altri.
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Lun 21 Mag 2012 00:27    Oggetto: Re: 2033: Anno Domini (Urania)- Scavo Mattia Nicolò Cita

Mattia Scavo ha scritto:
2033: Anno Domini

[...] Gioivano nell'eseguire gli ordini, nell'infrangerli potando scalpi come bestie selvagge. Urlano e ridono come lupi in festa, cani pazzi feroci e spietati: i nostri aguzzini. Digrignano i denti scatenati, sputano a terra davanti alla gogna; chi mastica il sigaro, chi spara per aria, chi allenta il cappio, chi ammira silente l'ombra del carnefice. Ammassano i corpi, attendono i corvi. Esultano e attendono: che l'ora incomba, che la notte cali; che il boia appaia, che l'uomo imprechi, vittima e martire di iene senza cuore. [...]


Vedo che sei ferrato in analisi tecnica, per me un incubo, allora mi permetto delle osservazioni da lettore... Very Happy

In gran parte del brano ho visto una simmetria quasi musicale delle parole, con anafore e assonanze.
Però, visto che ce ne sono diverse, vuol dire che ne sentivi il bisogno, e allora le manterrei cercando eventuali sbavature.
Su alcune parole e di conseguenza sulla punteggiatura.
Inizio dalle prime.

Gioivano nell'eseguire gli ordini, nell'infrangerli: a parte la questione del tempo verbale, qui calcherei la mano sui comportamenti schizofrenici di questi simpaticoni, unendo con una "e" subito dopo la virgola i comportamenti opposti, così la pazzia si mostrerebbe da sé senza spiegazioni.
Citazione:
Gioivano nell'eseguire gli ordini, e nell'infrangerli potando scalpi come bestie selvagge.



scatenati: ci sarebbero già parecchi aggettivi nella frase precedente. Diciamo un fuoco d'artificio di aggettivi. Tra un fuoco e l'altro, a Capodanno, c'è sempre una pausa, altrimenti senza attesa non si apprezzano i disegni di luce successivi.
Togliere "scatenati" pulirebbe quest'altro gruppo di parole, facendo prendere fiato a chi legge, ma soprattutto "ritmo", senza che si accorga. Ed entrerebbe nel periodo seguente che è "scatenato", da rilassato. Così si sveglia... Very Happy

a terra: direbbe King, perché indicare il colore del coniglio al lettore? Lasciamoglielo fare da solo.
A parte che sputare in alto è pericoloso Very Happy, anche qui la precisazione sulla sua direzione spezzerebbe il ritmo della frase. Tanto ormai è chiaro che i "nostri" non sono damerini, lasciamogli la libertà di sputare dove preferiscono... i lettori però... Very Happy

silente: a parte che mi ricorda il preside di Harry Potter, è un aggettivo un po' troppo "aggraziato" visto il contesto becero e forcaiolo. Nel dubbio di scelta lessicale comincerei con un "in silenzio", che è neutro come il grigio, sta bene su tutto. Però forse anche un "a bocca aperta" farebbe ebete quanto basta nell'allegra brigata. Queste sono solo idee, spunti, intendiamoci. Very Happy

Punteggiatura.
Digrignano i denti scatenati, sputano a terra davanti alla gogna; chi mastica il sigaro, chi spara per aria, chi allenta il cappio, chi ammira silente l'ombra del carnefice.
Non avevo mai visto un passaggio dalla terza plurale alla terza singolare con lo stesso soggetto. Interessante.
Però al confine fra loro farebbero molto più comodo i due punti, perfetti per introdurre un elenco, e anche per tenere i due soggetti in uno separati ma adiacenti, come la riga che facevamo fra "vicini" di banco da piccoli, amici-nemici. Eppure, lì ci toccava stare... Very Happy

Adesso ci sarebbe un problemino: i due punti li avevi già usati nel periodo precedente, "Urlano e ridono come lupi in festa, cani pazzi feroci e spietati: i nostri aguzzini."
Sacrificherei questi, usando al loro posto una bella virgola, che snellirebbe anche la lettura, precipitando chi legge alla frase successiva. Come dovrebbe sempre fare un incipit... Very Happy

Scusa la prolissità, non è da me, ma queste righe m'incuriosivano... Very Happy

E in bocca al lupo, of course...
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Alberto Sodani

detto il paratattico, (da qualche parte, qui nel forum)
fatti non foste a viver come bruti...
Festina lente...
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Lun 21 Mag 2012 11:48    Oggetto: Cita

@Accidenti Alberto, Crusca, Treccani e British, ti fanno un baffo!
Meno male che ti ho conosciuto a Torino dove mi sei sembrato oltre che una persona simpatica, anche ben riservata.
Ho seguito con interesse la tua dotta(non lo dico per celiare... ma davvero!) analisi del testo e devo dire che mi trovo in perfetta sintonia con te. Tutti, dico tutti i suggerimenti sono perfetti, come da segugio è il notare il passaggio dalla terza alla prima e la loro ottimizzazione coi due punti da elenco. Grande.
Curioso adesso di leggere le controdeduzioni del nostro amico autore.
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Mattia Scavo



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MessaggioInviato: Lun 21 Mag 2012 11:52    Oggetto: Cita

Innanzitutto grazie Alberto per gli apprezzamenti e l'attenzione minuziosa nel esaminare il mio incipit. Dunque, se cambiassi aggiungendo la congiunzione dopo la virgola, "e nell'infrangerli", il ritmo subirebbe un cambiamento spezzando di poco l'andamento musicale: con o senza congiunzione la pazzia si nota e si sente molto bene, così come l'hai avvertita tu, perciò non fa alcuna differenza.
Al contrario devo dire che il suggerimento sull'aggettivo "scatenati" è molto efficace e mi convince, perciò accoglierò con piacere il tuo consiglio. Anche se sono molto legato all'aggettivo scatenato, essendo un appassionato di film western e specialmente quelli di Sergio Leone, ma è inevitabile che su questo mestiere i sacrifici sono oltremodo necessari, soprattutto sulle frasi a cui teniamo maggiormente. Dura lex, sed lex!
Riguardo al coniglio, non ho indicato nessun colore, ho semplicemente sottolineato il luogo in cui sputano: poteva essere su un cartellone appeso in aria o sul muro di una casa, poteva essere in faccia a uno, e poi sono un appassionato di dettagli, non allo spasmo certo, ma ritengo che il racconto acquisti personalità con i propri particolari.
Ad ogni modo credo che al posto di silente metterò in silenzio, grazie per l'osservazione: vedi Alberto il punto è che sostituire un'aggettivo con due parole è rischioso per il ritmo; il mio stile come avrai notato è aforistico, ricco di aggettivi molto espressivi, perciò bisogna stare attenti a ogni singola parola, specie nell'incipit, ma in questo caso penso che tu abbia ragione.
Sulla punteggiatura niente da dire, tutti aggiustamenti validi ed efficaci. Grazie ancora Alberto per la tua critica.
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Lun 21 Mag 2012 13:08    Oggetto: Cita

il mio stile come avrai notato è aforistico, ricco di aggettivi molto espressivi,
òE' giusto che ogni autore abbia il suo personalissimo stile. Ma stai attento perché gli stili "aforistici", come tu li definisci, rischiano, a volte, di andare a scapito dell'essenza e della fluidità sfiorando il barocco.
In bocca al lupo comunque.
Ah... I western di Leone... un mito, pensa a me che li vivo dal loro esordio.
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MessaggioInviato: Lun 21 Mag 2012 13:50    Oggetto: Cita

Però lo stile aforistico permette al lettore di ricordarsi bene dei passaggi importanti di uno scritto, non è vero che va a scapito dell'essenza: è proprio lo stile che ti permette, se sai scrivere frasi davvero a effetto, di cogliere l'importanza di un discorso, di uno sguardo, di un dettaglio, di un'azione. penso che al di là della trama, un lettore deve ricordarsi la tua opera grazie allo stile, perciò penso che lo stile aforistico sia più efficace di uno prolisso e logorroico. Ci tengo a puntualizzare che qui sto paragonando stili più o meno efficaci, non più o meno belli o migliori.
E' importante che le persone riconoscano lo stile leggendo tra più autori, che dica, per esempio, quella è un'inquadratura alla Leone ecc.
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Lun 21 Mag 2012 14:20    Oggetto: Cita

òForse stiamo dicendo la stessa cosa. Aforistico derfiva da aforisma, cioè senza definizione, indefinito, cioè ancora, breve e sentenzioso. Il tuo non mi pare che sia aforistico, perché adoperi aggettivi coloriti, periodi particolari, forme non usuali. Dunque meno che aforistici, ma ricchi; col rischio di avvicinarti alla logorrea( che giustamente aborrisci) e al barocco.
Perciò dico attenzione agli stili troppo ricchi che vanno a scapito dell'essenza. Show, don't tell, ricorda.
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MessaggioInviato: Lun 21 Mag 2012 14:46    Oggetto: Cita

Aforistico nel senso più intimo del termine: parole che riassumono molti significati, frasi senza spiegazioni, immediati, precisi, evocativi.
Adoperare molti aggettivi coloriti come dici tu è implicito nell'uso di uno stile aforistico: non dirò mai il comodino è bello perché vecchio, ma piuttosto dirò che pezzo di legno! Un logoro deposito d'antiquariato.
Tu dici Show, don't tell: verissimo, sono d'accordo. Infatti questo mio utilizzo ricercato di aggettivi deriva proprio dal bisogno di evocare la scena di cui narro, di mostrare con immagini le scene, di rendere il lettore senza parole.
Sicuramente stiamo dicendo la stessa cosa, ma ci arriviamo per strade differenti: dove sarebbe la bellezza se no?
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