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La fine di ogni cosa - Mirco Tondi


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M.T.



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MessaggioInviato: Sab 03 Dic 2011 15:47    Oggetto: La fine di ogni cosa - Mirco Tondi Cita

So di essere fuori tempo massimo per partecipare al concorso (impegni mi hanno impedito di far sì che questo avvenisse), ma chi avesse voglia di leggere il racconto che ho scritto, eccolo qua nella sua forma integrale.


La fine di ogni cosa

Foglie rosse e accartocciate rotolarono sullo sfondo del cielo limpido, trasportate da una gelida brezza pungente.
«Il cambiamento è in arrivo.» Garrì la rondine sfrecciando sul campo dove non cresceva più nulla.
Il corvo aprì il becco, buttando la lingua in fuori come se stesse soffocando. «E' la fine. La fine del mondo.»
«Da dove arriverà?» Cinguettò l'usignolo con una malinconica nota risuonante di cose perdute.
«Dal mare.» Sentenziò l'airone scacciando con il becco le mosche che si posavano sull'ala ferita e spezzata.
«Dal cielo.» Stridette il falco con un occhio sfregiato volgendo lo sguardo alla volta celeste.
Tra le fronde dei rami, gli occhi spaventati del variegato stormo di uccelli sopravvissuti si posarono all'interno dell'ombra della grande quercia.
«Dall'uomo.» Risuonò il verso profondo del gufo. «La fine viene dall'uomo.»
Occhi grandi, occhi saggi abbracciarono il deserto cosparso di rocce e lamiere arrugginite, solcato da torrenti lenti, gorgoglianti di liquami bituminosi. Sulla linea dell'orizzonte, come cobra incantatori, si levavano le colonne nere dei fumi degli incendi che andavano sempre più a infittire il cerchio oscurante i raggi solari.
"Senza luce si può sopravvivere, ma senza calore si va incontro a un solo destino." Spiegò un'ala per avvicinare al proprio corpo il piccolo di cinciallegra tremante. "Ma in un modo o nell'altro, il finale sarà lo stesso per tutti. Anche per loro."
Posò lo sguardo sul fumo azzurrognolo che da più parti saliva dal pendio della collina, accompagnato da un rombo ringhioso. Presto non sarebbe rimasto più un albero dove posarsi, non avrebbero più avuto una casa: il boschetto assediato dalle macchine sarebbe caduto, lasciandoli esuli migranti verso il calare della notte del mondo che mai avrebbe più rivisto l'alba.
«A volere troppo, si perde sempre tutto.» Arruffò le penne per scrollarsi di dosso i fiocchi di cenere che avevano cominciato a cadere.
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Paul Olden



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MessaggioInviato: Sab 03 Dic 2011 16:12    Oggetto: Cita

Molto bello, anche se è un punto di vista poetico che non so se sarebbe piaciuto alla redazione (non è molto plausibile che gli animali affrontino cataclisimi e devastazioni che li mettono in pericolo con tanta serafica saggezza: di solito scappano terrorizzati). Comunque davvero un peccato che sia rimasto fuori. Crying or Very sad
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M.T.



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MessaggioInviato: Sab 03 Dic 2011 16:24    Oggetto: Cita

Grazie per l'apprezzamento Smile
Ho dato forma all'idea che è sorta con il tema in questione senza soffermarmi a riflettere se sarebbe stata accettata oppure no: ho lasciato fluire e nient'altro. Una volta terminata l'opera di creazione, mi è piaciuto quanto realizzato. Se poi anche altri lo apprezzeranno, beh, questa è un'altra storia Wink Smile
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Fabio Lastrucci 2



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MessaggioInviato: Sab 03 Dic 2011 16:38    Oggetto: Cita

A me è piaciuto molto, anche se avrei preferito meno retorica rispetto la responsabilità dell'uomo, obbiettivamente oggettiva, ma proprio per ciò scontata nella sua critica (a mio personale avviso). A parte questo, lo scenario è bello, anche le immagini e la scrittura. Ti auguro che la redazione recuperi il racconto per una pubblicazione su rivista. Meriterebbe.
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M.T.



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MessaggioInviato: Sab 03 Dic 2011 17:32    Oggetto: Cita

Fabio Lastrucci 2 ha scritto:
avrei preferito meno retorica rispetto la responsabilità dell'uomo, obbiettivamente oggettiva, ma proprio per ciò scontata nella sua critica (a mio personale avviso).


Con lo spazio concesso non si aveva modo di approfondire più di tanto e questo permette, almeno come l'ho inteso e spero che possa essere riuscito, di dare diverse interpretazioni: la fine del mondo inteso come pianeta terra e la fine dell'habitat animale. Naturalmente con quest'ultimo punto di vista, per i volatili l'uomo è l'apocalisse, la causa della fine di tutto.


Fabio Lastrucci 2 ha scritto:
auguro che la redazione recuperi il racconto per una pubblicazione su rivista.


Un'opera viene scritta per essere letta e dai commenti ricevuti si ha riscontro di ciò: il risultato pertanto è raggiunto Smile e fa piacere Smile
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Sab 03 Dic 2011 23:45    Oggetto: Cita

Mi è piaciuta l'idea e anche il racconto.
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Tace la notte, piena di parole, al vento gelido del nord. Le stelle vibrano nel buio e l'anima non sembra più così sola. Ti parlo, Vuoto, perché tu possa riempirti d'amore.

Vorrei camminare per il mondo, nudo, e sentirmi vestito di Creato.
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Yanez



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MessaggioInviato: Dom 04 Dic 2011 12:06    Oggetto: Cita

salvatore stefanelli ha scritto:
Mi è piaciuta l'idea e anche il racconto.


Anche a me; e mi è piaciuta anche la tua idea di regalare il racconto a tutti noi, pur essendo rimasto fuori dalla competizione.
Una sola piccola osservazione, assolutamente personale: io avrei eliminato qualche aggettivo Wink
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Liudmila

«In meno di dieci minuti, la volpe aveva strangolato sette galline e due galli. Nove volte omicida!» (A. Dumas padre)
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M.T.



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MessaggioInviato: Mar 06 Dic 2011 01:09    Oggetto: Cita

Un ringraziamento a chi ha apprezzato quanto fatto Smile
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