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Ma come si diventa Poeti?


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MessaggioInviato: Sab 22 Gen 2005 14:16    Oggetto: Ma come si diventa Poeti? Cita

Ma come si diventa poeti?
Cosa sancisce la realtà di questa professione?
E ancora, è davvero una professione oppure non già una missione, una vocazione?
"Piacere... Che lavoro fai?"
"Il Poeta..."
Sorrido ancora, certe volte, quando mi arrivano per posta, locandine e inviti a partecipare a concorsi letterari di poesie... "Alla Poetessa A.d.C".... poetessa... che buffo... non mi sento, non ho mai sentito di essere una poetessa.
E quindi, se non mi sento Poeta, non lo sono?
E ancora, scrivere poesia, come si fa?
Cos'è la poesia in realtà?
E' l'andata a capo di un verso, che determina una lirica piuttosto che un testo poetico?
O non sarebbe meglio dire che senza rima non c'è poesia, perchè la ricerca della rima, implica uno sforzo, una ricerca, la conoscenza della propria lingua tali da ottenere dipinti attraverso le parole, e musiche attraverso versi? Rime baciate, rime alternate... ma ce le insegnano ancora queste cose nelle scuole?
Insomma... far poesia, perchè la si fa?
E tutti coloro che scrivono versi, possono dire di esser Poeti?
Le mie poesie, sono realmente poesie, oppure solo parole affiancate le une alle altre, mischiate come carte in un mazzo di sentimenti che giocano a nascondere, a volte a celare, ancora più a mascherare, reali sensazioni e sentimenti, che volano come venti d'oriente sui miei desideri e sfarfallii di immaginazione?
Poesia è specchio dell'anima, o solo una scheggia di specchio che ritrae in più piccola proporzione un abbozzo di realtà e di situazione, che esprime il dolore del sangue che cola dal taglio che questo specchio ha creato?
Quante domande, quante poche risposte.
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Sergio Donato



Registrato: 23-01-2005 01:00
Messaggi: 2923

MessaggioInviato: Dom 23 Gen 2005 15:48    Oggetto: Cita

Uno tra i miliardi significati di Poesia (per me):

"Poesia è poter dire ciò che non potrebbe esser detto in altro modo."

_________________
In un gruppo di sciocchi il mediocre è un genio.
http://sergio-donato.blogspot.com/
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Pietro Fratta



Registrato: 16-09-2003 00:00
Messaggi: 346
Località: Pesaro

MessaggioInviato: Dom 23 Gen 2005 15:55    Oggetto: Re: Ma come si diventa Poeti? Cita

Ipanema ha scritto:
Ma come si diventa poeti?
Cosa sancisce la realtà di questa professione?
E ancora, è davvero una professione oppure non già una missione, una vocazione?
"Piacere... Che lavoro fai?"
"Il Poeta..."
Sorrido ancora, certe volte, quando mi arrivano per posta, locandine e inviti a partecipare a concorsi letterari di poesie... "Alla Poetessa A.d.C".... poetessa... che buffo... non mi sento, non ho mai sentito di essere una poetessa.
E quindi, se non mi sento Poeta, non lo sono?
E ancora, scrivere poesia, come si fa?
Cos'è la poesia in realtà?
E' l'andata a capo di un verso, che determina una lirica piuttosto che un testo poetico?
O non sarebbe meglio dire che senza rima non c'è poesia, perchè la ricerca della rima, implica uno sforzo, una ricerca, la conoscenza della propria lingua tali da ottenere dipinti attraverso le parole, e musiche attraverso versi? Rime baciate, rime alternate... ma ce le insegnano ancora queste cose nelle scuole?
Insomma... far poesia, perchè la si fa?
E tutti coloro che scrivono versi, possono dire di esser Poeti?
Le mie poesie, sono realmente poesie, oppure solo parole affiancate le une alle altre, mischiate come carte in un mazzo di sentimenti che giocano a nascondere, a volte a celare, ancora più a mascherare, reali sensazioni e sentimenti, che volano come venti d'oriente sui miei desideri e sfarfallii di immaginazione?
Poesia è specchio dell'anima, o solo una scheggia di specchio che ritrae in più piccola proporzione un abbozzo di realtà e di situazione, che esprime il dolore del sangue che cola dal taglio che questo specchio ha creato?
Quante domande, quante poche risposte.

Davvero, anch'io non conosco risposta. Tranne trovarmi d'accordo con te: poesia quale scheggia dello specchio d'anima. Ma la poesia è anche gioia e musica, non sei d'accordo? Surprised
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Robe



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Messaggi: 26
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MessaggioInviato: Dom 23 Gen 2005 16:32    Oggetto: Re: Ma come si diventa Poeti? Cita

“Gli abissi unami sono perlustrabili” diceva Jacques Rivière. Per tutto, quindi, potrebbe esserci risposta! Tuttavia l’interrogativo non è così semplice, non credo di poter rispondere; ma, per puro divertimento, cercherò di abbozzare un discorso.
Potremmo iniziare dicendo che scrivere è una forma d’arte. Come si può, quindi, cercare di capire come, o perché, un uomo, in senso lato, diventa artista? Da cosa nasce la scintilla che fa incendiare l’esigenza di esternare, mediante le parole, ciò che un individuo ha dentro (nel cuore, nella mente, nella fantasia, etc)? E’ difficile, se non impossibile, dire come si diventa poeti, scrittori, pittori o musicisti. Per noi l’arte avrà sempre un fondamento di predestinazione e di naturalezza; ma insieme avrà un carattere razionale. E cosa c’entra la ragione con l’arte? Senza saper usare il pennello nessuno, dico nessuno, diventa pittore (ok, l’arte contemporanea è un’altra cosa…). Questo ormai è risaputo oltre che luogo comune. Lo stesso, quindi, vale per la letteratura. La tecnica è lo strumento che permette la comunicazione; più sarà affilata la lama della tecnica e più si potranno creare incisioni precise e profonde in chi ascolta. La tecnica da sola non è niente, ovvio! Ma, ovviamente, neppure l’inventiva o la sensibilità sono qualcosa se non vengono utilizzate con gli strumenti giusti. Quindi cosa fa di un uomo un poeta? Forse una buona dose di predestinazione e una buona dose di ragione (tecnica)? Non so dire in quale rapporto, ammesso che ne esista uno. Una volta detto questo c’è da dire che tirare in ballo solo la predestinazione e la tecnica è oltremodo stupido e superficiale perché poi, alla fine, conta il messaggio. Di cosa dovrebbe parlare un poeta? Del suo mondo, di quello che solo lui conosce? O dovrebbe, forse, elevare la sua visione in modo che ogni uomo, leggendolo, possa trovarne una traccia, di quel mondo intendo, nella sua vita? Parole usate come specchi, dove ognuno può riflettere una parte, anche se minima, di se stesso? Quindi conta molto anche il “perché” uno scrive ma di questo magari ne discuteremo poi…
Mi permetto un appunto personale su quanto hai detto:

Ipanema ha scritto:

...
O non sarebbe meglio dire che senza rima non c'è poesia, perchè la ricerca della rima, implica uno sforzo, una ricerca, la conoscenza della propria lingua tali da ottenere dipinti attraverso le parole, e musiche attraverso versi? Rime baciate, rime alternate... ma ce le insegnano ancora queste cose nelle scuole?
...


Non credo che la rima sia la tecnica giusta per fare poesia nel mondo d’oggi. Personalmente non ne sono, per nulla, attratto. Credo che la scrittura si sia evoluta molto e trovo giusto che anche la poesia muti i suoi ritmi e non resti ancorata a “vecchi clichè”. Vedo la rima come lo scarto del cane alla catena, non cede che lo spazio di uno slancio. Invece le parole dovrebbero correre libere e calzare bene nel Tempo in cui vengono scritte, perché gli uomini di quel Tempo ne possano gustare il sapore. Questo non significa che leggere Poeti del passato non lasci nessun gusto nelle labbra, nel timpano o nel cuore! Non fraintendermi! Voglio solo dire che un poeta contemporaneo dovrebbe, almeno secondo me, usare una forma espressiva più consona al suo Tempo, tutto qua. Comunque la via di questa discussione è lunga e tortuosa; ma anche affascinante. Vediamo cosa ne esce fuori Very Happy

Concludo con una piccola citazione di Ungaretti: “Soltanto la poesia - l’ho imparato terribilmente, lo so – la poesia sola può recuperare l’uomo, persino quando ogni occhio s’accorge, per l’accumularsi delle disgrazie, che la natura domina la ragione e che l’uomo è molto meno regolato dalla propria opera che non sia alla mercé dell’Elemento” (tratto da: “Ragioni d’una poesia”)
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Renzo Montagnoli



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MessaggioInviato: Dom 23 Gen 2005 21:20    Oggetto: Re: Ma come si diventa Poeti? Cita

Ipanema ha scritto:
Ma come si diventa poeti?
Cosa sancisce la realtà di questa professione?
E ancora, è davvero una professione oppure non già una missione, una vocazione?
"Piacere... Che lavoro fai?"
"Il Poeta..."
Sorrido ancora, certe volte, quando mi arrivano per posta, locandine e inviti a partecipare a concorsi letterari di poesie... "Alla Poetessa A.d.C".... poetessa... che buffo... non mi sento, non ho mai sentito di essere una poetessa.
E quindi, se non mi sento Poeta, non lo sono?
E ancora, scrivere poesia, come si fa?
Cos'è la poesia in realtà?
E' l'andata a capo di un verso, che determina una lirica piuttosto che un testo poetico?
O non sarebbe meglio dire che senza rima non c'è poesia, perchè la ricerca della rima, implica uno sforzo, una ricerca, la conoscenza della propria lingua tali da ottenere dipinti attraverso le parole, e musiche attraverso versi? Rime baciate, rime alternate... ma ce le insegnano ancora queste cose nelle scuole?
Insomma... far poesia, perchè la si fa?
E tutti coloro che scrivono versi, possono dire di esser Poeti?
Le mie poesie, sono realmente poesie, oppure solo parole affiancate le une alle altre, mischiate come carte in un mazzo di sentimenti che giocano a nascondere, a volte a celare, ancora più a mascherare, reali sensazioni e sentimenti, che volano come venti d'oriente sui miei desideri e sfarfallii di immaginazione?
Poesia è specchio dell'anima, o solo una scheggia di specchio che ritrae in più piccola proporzione un abbozzo di realtà e di situazione, che esprime il dolore del sangue che cola dal taglio che questo specchio ha creato?
Quante domande, quante poche risposte.

Very Happy Penso che poeti si nasca, che questa capacità di esporre i propri sentimenti, le proprie emozioni trasferendole sulla carta sia qualche cosa di innato; poi, come in tutti i percorsi, l'esperienza, l'apprendimento affinano la tecnica.
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marcobi



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Messaggi: 3

MessaggioInviato: Lun 24 Gen 2005 05:33    Oggetto: La mia "poesia"... Cita

Poesia

Soffiasti silente
i tuoi venti nei miei fogli
e lordasti di parole la vita.
Incredulo,
vidi le vene empirsi
e il sangue fu fiume
quando
scalfisti l'anima.

Marco
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Dulce



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Messaggi: 1

MessaggioInviato: Lun 24 Gen 2005 13:30    Oggetto: Cita

Poesia è tutto...
E' l'atmosfera che sa dare magia alle parole e alle situazioni, anche quelle più prosaiche...la signora che si gratta il naso perplessa mentre leggi una poesia oppure il bambino che è il più attento di tutti ma non capisce nulla di quello che stai dicendo...

Non c'è bisogno di alcun vezzo metro e stilistico...
Rime e schemi sono relitti formali a cui si attaccano alcuni per sostenere che ciò che scrivono è poesia oppure viceversa a cui chi legge a volte si appella per denunciare un testo come assolutamente non poetico...

Le poesie migliori sono quelle brevi e quelle che danno un illuminazione antiretorica della realtà...esempio...da Giancarlo Consonni

Vengo i tram
Polifemi
nella nebbia.

A me questa sembra poesia più di tutto quello che ha scritto d'Annunzio....e scusatemi se a me d'Annunzio non piace Wink
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MessaggioInviato: Lun 24 Gen 2005 14:02    Oggetto: Cita

Ma la domanda è:

Poesia è immediato? impeto? emozione subitanea?
o pianificazione? o descrizione del reale attraverso una pur sempre programmata elegia?

Io scrivevo molte "poesie": erano frammenti di emozioni, miste a realtà viste attraverso sensazioni, e flash di immagini e musica.

Martino Baldi - un poeta - dice che invece è comunque pianificazione. Descrizione della realtà anche se in forma poetica. Non necessariamente la poesia deve essere lo specchio dell'anima di chi la scrive. Può non esserlo. Può non essere un impulso immediato...

Giulio Mozzi, provocatoriamente invece afferma che
"poesia è quando si va a capo a metà del periodo, prosa quando si va a capo alla fine della frase o non si va a capo mai"

Della serie: "poche idee ma ben confuse..." Smile
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Pietro Fratta



Registrato: 16-09-2003 00:00
Messaggi: 346
Località: Pesaro

MessaggioInviato: Lun 24 Gen 2005 15:37    Oggetto: Poesia Cita

Ipanema ha scritto:
Ma la domanda è:

Poesia è immediato? impeto? emozione subitanea?
o pianificazione? o descrizione del reale attraverso una pur sempre programmata elegia?

Io scrivevo molte "poesie": erano frammenti di emozioni, miste a realtà viste attraverso sensazioni, e flash di immagini e musica.

Martino Baldi - un poeta - dice che invece è comunque pianificazione. Descrizione della realtà anche se in forma poetica. Non necessariamente la poesia deve essere lo specchio dell'anima di chi la scrive. Può non esserlo. Può non essere un impulso immediato...

Giulio Mozzi, provocatoriamente invece afferma che
"poesia è quando si va a capo a metà del periodo, prosa quando si va a capo alla fine della frase o non si va a capo mai"

Della serie: "poche idee ma ben confuse..." Smile


Hai detto "scrivevo" Crying or Very sad Che cosa ti ha bloccato?
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batuffolo



Registrato: 10-12-2004 11:19
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MessaggioInviato: Lun 24 Gen 2005 15:43    Oggetto: Cita

Dulce ha scritto:
Poesia è tutto...

Non c'è bisogno di alcun vezzo metro e stilistico...
Rime e schemi sono relitti formali a cui si attaccano alcuni per sostenere che ciò che scrivono è poesia oppure viceversa a cui chi legge a volte si appella per denunciare un testo come assolutamente non poetico...



Oppure a cui si attaccano altri per sostenere che la loro è poesia, anche senza un minimo di musicalità, Wink la pensiamo diversamente
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MessaggioInviato: Lun 24 Gen 2005 19:12    Oggetto: Re: Poesia Cita

Pietro Fratta ha scritto:

Hai detto "scrivevo" Crying or Very sad Che cosa ti ha bloccato?


scrivevo poesie, soprattutto perchè ero assolutamente incapace di scrivere racconti. al punto che pensavo che non sarei mai riuscita a farlo. e infatti, per anni, ho desistito, ho accantonato quello che è stato un grane amore: scrivere, raccontare storie scrivendo.
Ma ogni tanto, una frase, un certo abbinamento di parole strano ma intrigante... ecco, buttavo tutto giù, scarabocchiavo su un quaderno e magari mettevo insieme... e ne veniva fuori qualcosa che io - soltanto io - chiamavo "poesia"...

Poi, un computer. E finalmente una tastiera dove digitando a dieci dita, i miei pensieri uscivano dai polpastrelli e finivano sul monitor... sul foglio in Word... ne è uscito fuori il mio primo racconto.

Da allora, non riesco più a scrivere scarabocchi poetici...
allora non sapevo che Tonino Guerra aveva avuto prima di me l'idea di chiamarli "Scarabocchi"...
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Alessandra Gallo



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MessaggioInviato: Mar 25 Gen 2005 09:29    Oggetto: Re: Ma come si diventa Poeti? Cita

Renzo1947 ha scritto:
Very Happy Penso che poeti si nasca, che questa capacità di esporre i propri sentimenti, le proprie emozioni trasferendole sulla carta sia qualche cosa di innato; poi, come in tutti i percorsi, l'esperienza, l'apprendimento affinano la tecnica.


Se c'è qualcosa d'innato in un poeta, non credo sia la 'capacità di esporre'; piuttosto, una certa inclinazione a guardare il mondo, percepirlo e sentirlo in modo particolare, con una luce diversa. La capacità di esporre si acquisisce. E in questo senso, si può forse dire che poeti si diventa. Solo che non si finisce mai di 'diventarlo'. Wink
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Alessandra Gallo
domenica mattina - mi arriccio su me stessa come burro

"Writing is like making love. Don't worry about the orgasm, just concentrate on the process." (Isabel Allende)
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MessaggioInviato: Mar 25 Gen 2005 20:54    Oggetto: Re: Ma come si diventa Poeti? Cita

Io scrivo di tutto: poesie, narrativa, articoli di attualità, lettere, qualsiasi cosa. Ciò che chiamo poesia, in realtà sono brani, pezzetti della mia anima. Di tutto ciò che scrivo, nulla è più vicino a me della poesia. E' l'espressione più intima della mia realtà interiore. Sono molto gelosa delle mie poesie, è una parte di me che spesso regalo agli altri sperando che in questo modo, possano imparare a conoscermi.
E nello stesso tempo attraverso la poesia, imparo a conoscere gli altri. La bellezza che ho trovato in alcune poesie, raramente l'ho riscontrata altrove.
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Olympia



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Messaggi: 107

MessaggioInviato: Mer 26 Gen 2005 18:24    Oggetto: Cita

ti dico innanzitutto che è uno schizzetto di appena maggiorenne a rispondere, quindi di sicuro non ho più esperienza di te e forse la mia risposta sarà un pò semplice. Io scrivo poesie da quando ho imparato a scrivere( l'altro ieri? ) Razz e credo che non sia qualcuno o qualcosa che determina l'essere o meno poeta, non c'è più l'incoronazione con l'alloro come nell'antichità. E neanche la pubblicazione o la fama fanno di un'uomo un poeta. Credo che la poesia sia soprattutto uno stato d'animo, che a qualcuno riesce meglio, o riesce solo, come capita a me, esprimere in versi.Io considero poeta chi può sintetizzare in parole un'emozione e renderla universale, e non solo personale, e questo non è facile. Con la poesia si cerca di tradurre in parole immagini, luoghi e persone, ma a differenza della prosa i versi mi piacciono di più perchè sono la pura essenza di ciò che si vuole esprimere, che forse nella prosa si deve comunque filtrare, dedurre. La poesia è pura emotività arginata in parole. Poeta è chi riesce a fare questo, poi ovviamente il giudizio puramente stilistico è soggettivo. Un poeta radioso per me può essere, perdona l'espressione colorita,ma calzante, uno scarparo. Una poesia per me è una poesia se trasmette violentemente un'emozione, è un pugno nello stomaco.E non solo stile limpido e figure retoriche dottamente usate. Spero di esserti stata utile col mio parere. Umilmente...ciao! Very Happy
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Renzo Montagnoli



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Località: Virgilio (MN)

MessaggioInviato: Dom 30 Gen 2005 10:55    Oggetto: Cita

Olympia ha scritto:
ti dico innanzitutto che è uno schizzetto di appena maggiorenne a rispondere, quindi di sicuro non ho più esperienza di te e forse la mia risposta sarà un pò semplice. Io scrivo poesie da quando ho imparato a scrivere( l'altro ieri? ) Razz e credo che non sia qualcuno o qualcosa che determina l'essere o meno poeta, non c'è più l'incoronazione con l'alloro come nell'antichità. E neanche la pubblicazione o la fama fanno di un'uomo un poeta. Credo che la poesia sia soprattutto uno stato d'animo, che a qualcuno riesce meglio, o riesce solo, come capita a me, esprimere in versi.Io considero poeta chi può sintetizzare in parole un'emozione e renderla universale, e non solo personale, e questo non è facile. Con la poesia si cerca di tradurre in parole immagini, luoghi e persone, ma a differenza della prosa i versi mi piacciono di più perchè sono la pura essenza di ciò che si vuole esprimere, che forse nella prosa si deve comunque filtrare, dedurre. La poesia è pura emotività arginata in parole. Poeta è chi riesce a fare questo, poi ovviamente il giudizio puramente stilistico è soggettivo. Un poeta radioso per me può essere, perdona l'espressione colorita,ma calzante, uno scarparo. Una poesia per me è una poesia se trasmette violentemente un'emozione, è un pugno nello stomaco.E non solo stile limpido e figure retoriche dottamente usate. Spero di esserti stata utile col mio parere. Umilmente...ciao! Very Happy


Very Happy Concordo; poeti si nasce, ma scrittori di poesie si diventa.
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Renzo Montagnoli -

La vita è troppo bella per essere sprecata.

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