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Ebano e avorio


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Autore Messaggio
alfalfa



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MessaggioInviato: Dom 31 Dic 2006 20:47    Oggetto: Ebano e avorio Rispondi citando

Ebano e avorio
di Alfonsina Guidi

traccia: Serial killer

Il detective Terrell arrivò col solito impermeabile, cappello e lecca-lecca in bocca. Setacciò la scena del delitto. La vittima era distesa con lo sguardo vitreo fisso verso il soffitto, una benda sull’occhio destro e dalla bocca un sottile rigagnolo nero che scendeva macchiandole il camice. Un’espressione assente ma serena appariva sul suo viso. Come il fotografo scatta una sequenza di foto cercando di catturare la vera essenza della modella, così Terrell infilò il suo obiettivo profondamente in bocca alla vittima per catturare ogni minimo indizio. Quel liquido era untuoso, bitume di colore bruno-nerastro; ipotizzò che si trattasse di petrolio. Deturpava quel ambiente asettico. Le spalancò la bocca e analizzandola con più attenzione scorse la presenza di un oggetto nella faringe e molto sangue. Tentò di rimuovere i residui del liquido ed estrasse dalla cavità un modellino di nave. Che stranezza, pensò. Notò che nel punto in cui si trovava il maggior grumo di sangue, mancava un dente, strappato di netto. Era irriconoscibile.

Quella donna era famosa per il suo sorriso smagliante e la dentatura perfetta d’avorio che contrastava con l’ebano della sua pelle. Quando poi davanti alle telecamere appariva con il suo impeccabile ed elegante tailleur bianco firmato Valentino, aveva il potere di vendere qualunque cosa alla gente, anche guerra e morte.

Il detective le tolse la benda per farle un primo piano, e con gran sorpresa vide che l’assassino le aveva strappato anche un occhio. Quella sera era incappato in un tipo originale, pensò. Mille domande ronzavano in mente a Terrell: la soluzione di quel caso non sarebbe stata semplice.
Percorse il corridoio fino in fondo ed entrò nella stanza in cui il collega stava raccogliendo altre prove riguardanti la seconda vittima. Macchie, impronte, tracce ematiche, qualunque cosa sarebbe stata utile, e invece nulla. L’assassino era un tipo in gamba, non c’era alcun dubbio. L’uomo più influente d’America, Derek Cheny ora se ne stava lì anche lui senza un dente, con un occhio strappato. Aveva in quel momento un aspetto assai ridicolo: seduto sul wc con in bocca un fucile giocattolo e fiori che fuoriuscivano dalla canna. Un sessantottino questo killer, pensò il detective. Analizzando meglio la vittima, notò che in gola aveva della carta appallottolata. La estrasse e tentò di leggere quanto scritto nonostante le macchie di sangue: erano pagine facenti parte della pubblicazione adagiata ai piedi della vittima, intitolata “Rebuilding American Defense”.
Nella mensa trovò una terza vittima: l’ex leone, Daniel Ramsfild ora aveva smesso di ruggire ed era lì inerme, seduto a tavola, con una curiosa scatola in bocca. Sembrava un medicinale. Terrell estrasse una pasticca dalla confezione e vide che era aspartame. In questo caso proprio non capiva il collegamento. Avrebbe dovuto svolgere i compiti a casa per scoprirlo.
Proseguendo lungo il corridoio, vide delle gocce di sangue sul pavimento. Conducevano alla sala giochi. Lo aspettava un’altra vittima, che il collega aveva già identificato: era Sam Podan, sdraiato nel castello gonfiabile di Cenerentola con in bocca un peluche che poteva raffigurare una renna o un caribù.
Questo assassino era proprio un tipo interessante e intelligente. Era anche abile per riuscire a fare tutto questo nell’arco di un weekend, senza essere visto da nessuno. Terrell, a cui piacevano le sfide, era sicuro che lungo il corso delle indagini avrebbe potuto anche imparare qualcosa da questo personaggio.
Il detective sentì il bisogno di riflettere su tutti gli elementi raccolti. Si passò una mano sulla testa calva e sedette a sorseggiare un caffé. Poi resistette alla tentazione della sigaretta e scartò invece un lecca-lecca. Pensò a cosa avrebbe fatto l’insigne collega Kojak in una situazione simile. Non bastava assomigliargli per avere le stesse geniali intuizioni. Intravide sul tavolino della sala d’attesa un giornale con in prima pagina una foto di Connie. Era raggiante allora, in partenza per Roma piena d’entusiasmo e vitalità, ignara di quello che le avrebbe riservato quella puntata italiana della sua vita.



Connie Race stava ammirando dalla finestra della sua camera d’albergo la fontana di Trevi, poi il suo sguardo s’incrociò con lo specchio alla parete. Era soddisfatta di quello che vedeva: una donna affascinante, elegante, ricca che era arrivata dove voleva. Si era affermata nel mondo dei bianchi e per farlo, era dovuta diventare migliore delle controparti di classe media.
Entrò Mathilda, la sua assistente.

− Faremo tardi, sig. Presidente.
− Arrivo, arrivo. Vorrei abolire gli orologi!
− Li potrà abolire, quando si tratta di un appuntamento dalla parrucchiera ma non per il Quirinale, Signora.
− Cos’altro c’è in agenda oggi, Mathilda?
− Nel pomeriggio, la visita a Villa Taverna e cena a Villa Madama.
− Durante la quale mi verrà una terribile emicrania, considerando che la padrone di casa parlerà per tutta la sera, come una mitragliatrice nonostante il suo mediocre inglese…va bene, andiamo pure, sarà una giornata tremenda, me lo sento.
− Anche la notte non è stata tranquilla, o mi sbaglio?
− No, hai ragione. Come se non bastasse il fuso orario, ho avuto anche un incubo.
− Cosa riguardava, sig. Presidente?
− Ho sognato un pazzo che mi rincorreva di notte in città, ma sono riuscita a rifugiarmi in una chiesa, salendo una scalinata lunghissima. Forse si trattava di Trinità dei Monti.
− E poi che è successo?
− Il luogo sacro non è stato un impedimento: è entrato anche lui, mi ha trascinato per i capelli fino ai piedi dell’altare.
− Chissà che paura avrà avuto!
− Poi mi ha fatto inginocchiare con lo sguardo rivolto al crocefisso, e mi ha pugnalata ripetutamente alla schiena. Mi sono svegliata di soprassalto ed ero tutta un bagno di sudore. O forse era Gaspare che è balzato sul letto e mi ha svegliato. Comunque ero ben lieta che non fosse realtà.
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Mar 02 Gen 2007 11:35    Oggetto: Rispondi citando

All'inizio, scusa la franchezza, mi sono cascate le braccia di fronte all'ennesimo detective americaneggiante. Poi è saltata fuori la storia del viaggio a Roma, ma non capisco se si tratta di un flash-back o di qualcun altro, ma allora m'ingarbuglio col fatto che il detective lo sa già.
Poi, se usi l'espressione "sessantottino", mi sa che la storia si svolge in un'epoca abbastanza recente, però, fai fare al detective da solo delle azioni che dovrebbe compiere una squadra scientifica. Non sono esperta dell'argomento, ma almeno in questo c'è qualcosa che non mi quadra.
La forma mi pare poco curata, ho trovato addirittura errori grammaticali: "quel ambiente" e, in generale, ho trovato la tua scrittura un po' "immatura" (spero sia chiara l'accezione del termine).
Sorry, ma non mi è piaciuto. Sad
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Queen



Registrato: 11-02-2005 13:38
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Località: Anagni (Fr)

MessaggioInviato: Mar 02 Gen 2007 13:21    Oggetto: Rispondi citando

Alfonsina, conoscendoti di persona e sapendo quanto tu sia dolce, sono rimasta stupita dalla storia che sei riuscita a inventare.

Non so come si svilupperà il tutto, ma la trama mi sembra abbastanza intrigante. Forse avrei raccontato un po' meno e inserito qualche dialogo in più durante la ricognizione dei cadaveri. Per il resto, però, trovo che la tua scrittura sia migliorata molto. Brava, continua così, complimenti e in bocca al lupo! Very Happy
_________________
Lina Anielli
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Gabriella Saracco



Registrato: 03-03-2005 09:19
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MessaggioInviato: Mar 02 Gen 2007 17:16    Oggetto: Rispondi citando

All'inizio ho avuto qualche a difficoltà a far scorrere la trama. Mi è piaciuta molto di più la parte finale con i dialoghi e, per questo, quoto quello che ha scritto Lina rispetto alla prima parte.
Anche io noto una migliore disinvoltura rispetto all'estratto precedente.
Ci sono ancora delle cosette da sistemare, come scrive Irene: eh, lo so siamo prese dalla furia di postare Shocked e inviare Shocked .
Ma 'sta Connie Race di colore mi ricorda tanto qualcuna... Rolling Eyes .
Brava, Alfonsina-che-fa-tante-cose!
In bocca al lupo!
Gabriella
_________________
BACIAMO LE MANI

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Gabriella Saracco
Corsara! Ci gabella
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alfalfa



Registrato: 11-01-2006 09:47
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MessaggioInviato: Mer 03 Gen 2007 15:21    Oggetto: grazie Rispondi citando

ciao
grazie a tutti per le vostre critiche, suggerimenti e incoraggiamenti.
E' vero che gli ultimi ritocchi li ho fatti un pò in fretta per via delle mille cose da fare il 31.12 e non ho potuto lasciarlo sedimentare abbastanza.
Non vi nascondo che è stata una prova dura questa, anche per il poco tempo che ho avuto ultimamente, ma come sempre, ci provo perchè mi piace tanto scrivere e spero di migliorare col tempo.
Nel weekend leggerò anche i vostri estratti. Scusatemi se non l'ho fatto prima.

grazie
un abbraccio
ALFONSINA
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