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Fantasia metallica


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DOMACCIA



Registrato: 20-01-2005 19:55
Messaggi: 160

MessaggioInviato: Ven 31 Mar 2006 14:56    Oggetto: Fantasia metallica Cita

Autore:
Dominica Villa Balbinot
Titolo:
Fantasia metallica
Traccia:
perversione
Il loro posto preferito, o per essere più esatti il posto preferito da lui, per i loro incontri amorosi era una radura brulla, e spoglia, pochi alberi che si stagliavano neri contro un cielo nero, molti sassi , i sassi del greto del fiume, i sassi e le scalanature di pietra dei picchi montuosi circostanti.
Un paesaggio essenziale, pieno di ombre dai disegni mostruosi, che sembrava accentuare in modo morboso i loro gesti affannosi , quelli che lei definiva “i ciechi congiungimenti”.
Anche il grido di lei,al momento della penetrazione, era un grido barbarico, uno stridio di uccello predato , il grido di chi soccombe inerme seguendo le ragioni imperscrutabili del fato.
Lui preferiva frequentare quei posti perché i paesaggi grigi e pietrificati sembravano in qualche modo potere accompagnare meglio la sua visione meccanicistica della vita, il sesso visto e inteso nella sua brutalità animalesca.
Forse, tutto poteva sembrare troppo freddo, perfino respingente,per lei almeno.
Ma, poi, lei ci aveva preso gusto: forse, perché possedeva una mente perversa, ed aveva bisogno di una realtà lucida e penetrante come una lama affilata, come un cazzo eretto e all’ opera.
La sua mente era talmente perversa, che il suo pensiero si era trasformato in un pensiero monotematico, addirittura ossessivo: per ogni dove, dovunque fosse e qualunque cosa facesse, anche la meno importante,la più incolore , ecco che iniziava quello che lei aveva denominato un processo di “trasfigurazione fallica”, ogni oggetto ogni particolare con una determinata forma cilindrica e con una dura consistenza acquisiva l’aspetto di un cazzo che aspettasse di adempiere alla cerimonia rituale del dominio e della penetrazione.
Lui non sapeva, non poteva immaginare fino a quale livello di coinvolgimento mentale , forse un po’ malato, avesse contribuito a far pervenire lei, con il suo fallo in erezione e la sua lingua affilata in zone notturne e sanguinarie, dove sembrava che anche gli uccelli notturni partecipassero ,con occhi malsani e stridii acuti alla preparazione dell’azione perfetta e sussultante della carne che si univa , all’interno o all’esterno di una macchina nera e potente, quando anche la lamiera si faceva vibrante fino all’incandescenza.
Lei, contorta, tra sé e sé, ripeteva una filastrocca maniacale, che diceva:
-il satiro scaglia, la donna miagola, il gatto grida.
Nella notte furente tutto si fa sesso.
La pietra spasima, la luna occhieggia, il satiro si nasconde.
Il silenzio brulica, il nulla indietreggia-
Lui era come incitato dal suo stridulo grido all’atto della penetrazione, nell’affanno non percepiva la litania che lei mormorava come in sogno, lui sapeva solo che perfino quelle strano mormorio contribuiva a rendere tutto più elettrico , ribollente, accompagnato com’era dai gemiti degli animali in amore nell’oscurità della notte che li avvolgeva. O almeno, lui era arrivato a pensare che perfino gli animali li’ attorno fossero presi da una smania incontrollabile, come se la vista dei loro corpi e l’odore di sesso, odore che si espandeva, rendesse quel posto un recinto adatto ad animali in calore.
Lei, supina sotto di lui, poteva vedere- lei non immaginava , lei- gli occhi fosforescenti dei gatti in amore, i denti affilati del gatto infilzati nel pelo arricciato del collo della gatta, poteva sentire il miagolio piangente cosi simile ad un richiamo ancestrale che venisse da un mondo primitivo, grido che penetrava nelle sue ossa, proprio come il cazzo del suo amante ,duro e consistente.
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Irene Vanni



Registrato: 18-08-2005 15:49
Messaggi: 5220
Località: Pontedera (PI)

MessaggioInviato: Ven 31 Mar 2006 15:04    Oggetto: Cita

A parte qualche refuso, mi pare un buon estratto. Lo stile però è un po' troppo pesante... d'annunziano... sa di artefatto. Io avrei snellito molte descrizioni metaforiche e narrato di più.
Quel "cazzo" sparso qua e là, visto lo stile generale del brano, distrae e disturba (sempre secondo me).
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Monica Ariotti



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MessaggioInviato: Ven 31 Mar 2006 16:27    Oggetto: Cita

trovo il linguaggio perfetto per la traccia, e i refusi proprio mi sono scappati perchè assolutamente catturata dall'atmosfera.
con un po' più di cura ( mi riferisco a spazi e virgole ) sarebbe anzi sarà perfetto. perchè sono convinta che se mantiene l'impatto questo racconto farà scintille.
ti dico in tutta sincerità che trovo sia quello più eccitante.
complimenti
m
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valeria



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MessaggioInviato: Ven 31 Mar 2006 18:07    Oggetto: Cita

Irene Vanni ha scritto:

Quel "cazzo" sparso qua e là, visto lo stile generale del brano, distrae e disturba (sempre secondo me).


Anche secondo me. Confused

Lo stile mi piace, forse un po' ampolloso, ma, mi sembra di intuire, pienamente adatto alla storia raccontata.
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Amo teneramente tutto il tempo perso, ogni volta che lo trovo. D. Silvestri

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DOMACCIA



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MessaggioInviato: Ven 31 Mar 2006 20:00    Oggetto: risposta a Irene Vanni Cita

Per quanto riguarda lo stile, io sono alla ricerca di uno stile espressivo, ma tutto mio, e devo dire che non mi sento affatto vicina a D'Annunzio, anzi perlomeno a me non sembra.
Ho inserito più volte il termine "cazzo" cioè un termine crudo, perchè mi sembrava perfettamente aderente ad un'ambientazione quantomeno scabra.
Grazie ,comunque, di averne avuto un'impressione nel complesso positiva.
Ciao, un saluto.
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DOMACCIA



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MessaggioInviato: Ven 31 Mar 2006 20:08    Oggetto: risposta a Monica Ariotti Cita

Grazie molto, Monica, del tuo giudizio per me assolutamente gratificante(anzi,
per quello che mi dici mi sento anche in un certo senso responsabilizzata per
quello che riguarda il racconto completo)
Dico invece che hai assolutamente ragione per quanto riguarda l'uso della punteggiatura e della stesura tecnica, vorrà dire che mi applicherò di più.
Ancora un saluto, e grazie.
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DOMACCIA



Registrato: 20-01-2005 19:55
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MessaggioInviato: Ven 31 Mar 2006 20:13    Oggetto: risposta a Valeria Cita

Grazie, Valeria, del tuo intervento.
per quanto riguarda l'uso , giudicato troppo frequente e non opportuno,del termine "cazzo", ti rimando alla risposta che ho dato a Irene Vanni.
Per il resto, ho piacere che tu abbia finito con il giudicare lo stile adatto alla situazione descritta:Grazie molto, ciao.
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