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Lo sfogo di Baricco


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Autore Messaggio
Fabrizio Corselli



Registrato: 17-02-2005 21:52
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MessaggioInviato: Ven 03 Mar 2006 15:31    Oggetto: Cita

Tranquillo Umberto, solamente non ci siamo capiti.

Un caro Saluto


Fabrizio
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Lami



Registrato: 10-01-2005 10:12
Messaggi: 1977

MessaggioInviato: Lun 06 Mar 2006 11:42    Oggetto: Cita

Condivido ciò che ha detto Vivi, mi approprio anche io del parere altrui, tiè!

Mentre il mio aereo aspettava sulla pista per un'ora e mezza le procedure di scongelamento delle ali, con 18 apparecchi in fila prima di lui, io ho fatto in tempo a finire il libro di Guccini "L'uomo che reggeva il cielo" (o simile, non ricordo bene) e un paio di quotidiani, uno dei quali era La Repubblica. A pagina 57 c'è un interessante servizio sulle case editrici, sui critici, su come certa critica venga ormai manipolata, su come i veri critici letterari, quelli storici, quelli seri, quelli affidabili, ormai non esistano più. Parla di come un caso letterario venga costruito a tavolino e di come anche le case editrici più grandi rientrino in questo girone dantesco di favori e belle parole offerti in cambio di (qualcosa, ma io ne dubito) o forse solo in funzione di, maggiore vendite, ovviamente.
Ebbene, sono affascinata dall'argomento, anche un po' allarmata, appena terminata la lettura, ma questo è frutto della manipolazione giornalistica, benché certa che di critici seri ne esistano ancora, non ultimi gli stessi lettori, forse meno autorevoli che, pure dopo che un libro è stato osannato e stravenduto, sono capaci di vederne l'effettivo scarso valore o il contrario. Nella mia totale ignoranza sull'argomento e sul mondo della critica letteraria, potrei però essere molto influenzabile.

Il mio pensiero è che certe manovre forse vengono sottovalutate dagli autori stessi, in questo caso il critico letterario di turno che si è fatto scappare la parola di troppo, e invece che andare nella direzione del suggerimento più o meno occulto "quel libro è una monnezza, che nessuno lo compri", svoltano di sorpresa verso "vediamo se ciò che dice questo qui è vero, vado a comperare il libro in questione". Il risultato quindi è un battage pubblicitario gratuito per l'opera criticata, specialmente se arricchito di polemiche, botte e risposte.

Forse sarebbe più elegante fare della critica costruttiva o distruttiva non importa, quanto completa, e motivata, corcostanziata, si dice così?
Le frecciatine fanno male non tanto a chi le riceve, quanto a chi le scrive.
Sanno di mezzucci, di ripicchine, tutto il mondo è paese, l'editoria non credo faccia eccezione.

Resta innegabile il fatto che se le parole fossero state lusinghiere, chiunque avrebbe abbozzato, sorriso, incorniciato forse, ma avrebbe conservato un dignitoso silenzio.


Lami
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Karenin



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MessaggioInviato: Sab 11 Mar 2006 13:43    Oggetto: Cita

Finalmente Baricco ha avuto la sua egregia stroncatura. Nell'articolo di Paolo di Stefano sul Corriere della sera di oggi, c'è l'autorevole e argomentata critica alias stroncatura netta di Renato Barilli sul romanzo "Questa storia" .
Barilli sottolinea l'oltranza stilistica fine a sé stessa, l'incongruenza dell'intreccio, l'incoerenza dei personaggi e l'improbabile sfondo storico.Di Stefano continua scrivendo che se Baricco avesse contato fino a tre, ci avrebbe risparmiato uno psicodramma alla società letteraria internazionale perché la stroncatura è apparsa pochissimi giorni dopo il suo sfogo. Baricco accontentato.
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coca



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MessaggioInviato: Sab 11 Mar 2006 14:08    Oggetto: Cita

cos'è l'oltranza stilistica fine a se stessa? Rolling Eyes mah...
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forresta



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MessaggioInviato: Sab 11 Mar 2006 15:36    Oggetto: Cita

ma l'articolo vero e proprio di Barilli non si trova in rete Confused
io volevo leggerlo di persona, non volevo solo il riassunto Sad
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Umberto70



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MessaggioInviato: Lun 13 Mar 2006 09:22    Oggetto: Cita

coca ha scritto:
cos'è l'oltranza stilistica fine a se stessa? Rolling Eyes mah...

forse la scrittura elaborata, piena di orpelli stlistici, ma senza trama, senza personaggi, senza un messaggio da consegnare al lettore, insomma senza storia.
anch'io vorrei leggere l'articolo in questione, qualcuno l'ha trovato in rete?
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Voglio scrivere il meglio e più sinceramente che posso, finchè morirò e spero di non morire mai.
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Alessandro Vietti



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MessaggioInviato: Lun 13 Mar 2006 16:46    Oggetto: Cita

forresta ha scritto:
ma l'articolo vero e proprio di Barilli non si trova in rete Confused
io volevo leggerlo di persona, non volevo solo il riassunto Sad


Eccolo qua: http://www.mannieditori.it/dettaglio_news.asp?id=207

Sono d'accordo con Emanuele. Non è corretto criticare subliminalmente piazzando frasette fuori contesto. Da questo punto di vista, Baricco ha fatto bene a prendersela. D'altro canto con la sua presa di posizione ha prestato inevitabilmente il fianco al fuoco di fila dei critici...
E se qualcuno ti vuole stroncare, sta' tranquillo che ti stronca... Wink

Alessandro
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"Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto", Italo Calvino
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Giuliana



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MessaggioInviato: Mar 14 Mar 2006 12:49    Oggetto: Cita

Scusate, potrete provare a cambiare per un attimo la prospettiva? Voi vi chiamate Baricco. Avete scritto un libro, l'ennesimo, che è stato venduto in migliaia di copie, viene tradotto in tutto il mondo. E da anni sentite la critica ufficiale che vi snobba, vi considera spazzatura da nona cquistare, perchè per la critica ufficiale va osannato Piperno, che io non riesco a leggere per una pagina intera (problema mio, lo so...) ma Baricco che invece è comprensibile persino a mia zia Genoveffa che si è fermata alla terza media non merita la minima considerazione.
Opinione che tra l'altro la critica regala a chiunque scriva libri che non hanno nulla a che vederev (secondo loro) con la letteratura. Quindi: libri di genere. Gialli.
Lucarelli sondo questi individui non è uno scrittore.
Lucarelli si è sentito chiamato in causa da questo articolo di Baricco, dandogli pienamente ragione.
Altra gente ne avrebbe il diritto, cominciate da Camilleri. Andate vanti con tutti gli autori più venduti che conoscete e di cui avete sentito parlare peggio.
Con qualche eccezione che però non ha nemmeno lo spessore sufficiente per permettersi di sentirsi offesa.
Baricco col suo sfogo parla di un problema che riguarda una serie infinita di scrittori: quelli che il pubblico legge, e che fanno unc erto tipo di letteratura che non rientra nell'idea di letteratura dei critici letterari.
Pensate per un attimo di essere questi scrittori.
Pensate a come vi potreste sentire, soprattutto considerando che da oltreoceano ci arrivano esempi di non letteratura che invece sono considerati capolavori.
Pensate anche che Svevo in fondo era stato accusato di non saper scrivere dai suoi contemporanei (con tutte le molle con cui va preso il paragone, anche se devo ammettere che La coscienza di Zeno ancora oggi mi è faticosa, e Questa storia e Castelli di rabbia el?iliade e Novecento e persino Oceano mare li ho letti senza la minima fatica ma entrandoci) e adesso Svevo fa parte dei programmi ministeriali in quinta superiore...
Insomma, io non ci vedrei solo uno sfoggo capriccioso o solo pubblicità nello sfogo di Baricco. Il problema è più serio e va in profondità. E' questa scollatura che c'è tra i critici ufficiali e il mondo dei lettori che forse non amano unc erto tipo di letteratura alta, o la trovano faticosa ma nel tempos tesso non riescono proprio ad affezionarsi agli Harmony (senza offesa per chi li legge... Sono semnpre gusti). Insomma, questo maledetto snobismo che i critici si portano dietro e in cui in fondo trovanosun grande compiacimento. Perchè se un giorno la gente si mettesse a leggere e a capire i libri che capiscono solo loro perderebbero quel minimo di vantaggio che ritegnono di possedere sull'uomo comune.
Io a Baricco concedo tutte le ragioni e la mia stima, soprattutto epr essere uno dei pochi che potrebbe fotersene di quelloc he dicono di lui. Tanto vende lo stesso. Ma chiede un minimo di rispetto, forse perchè non è solo il suo conto in banca che gli preme più di tutto...
E io non sopporto il personaggio Baricco. Quando los ento parlare mi dico sempre che è un uomo capace di intortare in modo meraviglioso cazzate bestiali, inclusa la sua analisi sulla globalizzazioe. SE scrive i suoi libri lo apprezzo o no, ma dopo averlo letto.
E preferisco che scriva i suoi libri. Che faccia il suo mestiere. Inq uesto caso lo apprezzo. Parla del suo mestiere, quello vero, e lo difende. E in un certo senso difende anche il mio e quello di chiunque scrive.
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