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The Tube - Street rider Episodio I: Inizia la corsa


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Alberto Tivoli



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Località: Rieti

MessaggioInviato: Mar 31 Mar 2020 15:14    Oggetto: The Tube - Street rider Episodio I: Inizia la corsa Cita

Ciao a tutti.
Propongo un nuovo racconto per "The Tube Exposed", intitolato "Street rider - Episodio I: Inizia la corsa."
Di seguito l'incipit:

Val scattò in avanti e spiccò un balzo.
Volò al di sopra della ruota posteriore e della sella e atterrò in piedi sui pedali, le mani a stringere il manubrio. A cavallo della sua BMX Premium Haro, si lanciò lungo la discesa.
I Kenda Krackpot blu elettrico mordevano il terreno, grip perfetto nonostante l’umidità che impregnava l’erba. Val inspirò ed espirò a fondo con la bocca. Intorno a lei crebbe un coro di incitamento, accompagnato da applausi tanto più rapidi quanto più accelerava.
Strinse le mani intorno alle sue Kheops: lunghezza pari alla larghezza del palmo per il massimo sfruttamento della superficie di presa e zero millimetri extra per non impacciare i trick più estremi, le acrobazie che le infuocavano l’anima. La gomma delle manopole, dello stesso blu elettrico dei copertoni, si adattò ai palmi e alle dita.
Val azionò cosce e gambe come bielle e manovelle. Contrazioni e distensioni muscolari esplosive. Carne e sangue e acciaio al cromo-molibdeno ben lubrificato in accelerazione per decollare.
Il sole, calante alle sue spalle, immergeva nell’oro il percorso di fronte a lei e traeva un riflesso infuocato dalla lama di allumino che rivestiva la cresta della rampa di legno verso la quale stava piombando in velocità.
La folla ammutolì. Lo spettacolo stava per iniziare.
Val passò a una respirazione diaframmatica profonda. Attraverso le narici si riempì della fragranza dell’erba e della terra bagnata. Sempre in piedi sui pedali, staccò la ruota anteriore da terra che continuò a vorticare intorno all’asse. Il frenetico tamburellare dei raggi che frustavano l’aria fu l’unico suono intorno a lei.
Quando la ruota posteriore ingaggiò la base della rampa, Val bloccò la pedalata e abbandonò il manubrio per dispiegare le braccia come ali e slanciare il corpo in verticale.
Carne, sangue e acciaio si proiettarono in aria.
Le suole delle O’Neal Pinned Pro rimasero adese ai pedali, le stringhe e il logo VAL cucito sulla tomaia entrambi blu elettrico come copertoni e manopole.
Questo era il suo suicide no hand: in rampa solo sulla ruota posteriore e senza serrare le cosce intorno al sellino, pronti per volare. Così Val passava dalla terra al cielo senza soluzione di continuità. Questo era il suo stile. Questo era il suo modo di essere Val: la miglior street rider in circolazione.
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Alberto Tivoli
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