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Übermensch


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Delos Digital



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MessaggioInviato: Mar 29 Gen 2019 08:00    Oggetto: Übermensch Cita

Übermensch

di Davide Del Popolo Riolo
Odissea Digital Fantascienza 63
Romanzo - Fantascienza



Gli alleati sono stati spazzati via dalla furia nazista. E dal suo invincibile alleato: l'Eroe Ariano. Romanzo finalista al Premio Urania

La Germania nazista ha vinto la Seconda guerra mondiale. Un'ipotesi che si può ormai definire "classica" per il genere della Storia alternativa, a partire dal capolavoro di Philip K. Dick The Man in the High Castle. Ma nel mondo descritto da Davide Del Popolo Riolo gli eventi hanno preso una strada diversa per una ragione molto particolare; l'inserimento nell'equazione della storia di una variabile inattesa, l'Eroe Ariano, che ha spazzato via i nemici di Hitler.Narrato su diverse linee narrative, intrecciate con le cronache calcistiche e i rapporti militari tedeschi, il romanzo di Davide Del Popolo Riolo fonde storia e mito con una forza straordinaria, affascinando il lettore a ogni pagina. Fino alla conclusione in quell'"Alto castello" che assumerà tutto un altro significato.

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Paolo Ninzatti



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MessaggioInviato: Ven 22 Feb 2019 20:50    Oggetto: Cita

Ho chiesto a Paolo Ninzatti, che tutti conosciamo come ottimo scrittore anche di ucronie, la cortesia di scrivermi come gli era parso Ubermensch.
Mi ha inviato questa vera e propria bellissima recensione, che posto con il suo consenso e di cui lo ringrazio moltissimo!

Nietzsche incontra Dick passando dallo Spazio. L'intrigante romanzo Übermensch di Davide del Popolo Riolo fonde tre generi in uno stile scorrevole e un ritmo incalzante: fantascienza, ucronia e spionaggio. La parte fantascientifica ci presenta un alieno, un po' per volta, nei discorsi dei personaggi e nei flash back. Per oltre metà libro si può solo immaginare chi sia questo uomo caduto sulla terra. Incarnazione del Superuomo di Nietsche divenuto supereroe di fumetti e capace, in seguito di cambiare il corso della Storia. E la fantascienza diventa ucronia a partire dagli anni '40 presentandoci un mondo dove l'Asse ha vinto la Seconda Guerra Mondiale. Un classico e abbastanza ispirato alla Svastica sul Sole o L'Uomo nell'Alto Castello. Premetto, sono un accanito appassionato di Dick, ma nella parte ucronica ho trovato il romanzo di Davide molto più storicamente coerente. È soltanto un'opinione mia, ma il grande Dick ci presenta una Germania che ha prosciugato il Mediterraneo e colonizzato l'Africa. Ho dei dubbi a riguardo, che invece non ho avuto leggendo Übermensch, dove la coerenza della politica dello Spazio Vitale si limita a una colonizzazione dell'Est Europeo. L'Africa, qui, spetta invece all'Italia Fascista che aveva delle mire in quelle regioni. Kenia e Sudan sono ora possedimenti dell'Impero Italiano. In questo scenario si svolge una storia spionistica degna di Alistair Mclean dove una femme fatale italiana con licenza di uccidere affianca un americano sprovveduto in una missione di vitale importanza per la Resistenza contro il Nazifascismo. Il corso degli avvenimenti è ben narrato e pieno di flash back narrati in tempo passato o in forma di diario abbinati a quelli della storia in sé che si svolge tra l'aprile e il maggio 1949 e narrati in tempo presente. I salti di tempo non confondono il lettore, tutt'altro, rendono invece ancora più intriganti gli avvenimenti al presente nelle pause tra un colpo di scena e l'altro. E piano piano veniamo a far conoscenza con l'alieno. Non spoilerizzo, ma la traduzione letterale dal tedesco all'inglese di "Übermensch" è "Superman". Detto tutto. Quando ero bambino si chiamava Nembo Kid. Ho detto troppo? Accanto a personaggi fittizi agiscono personalità storiche realmente esistite. Tra queste, un Kennedy che non dirà mai "Io sono un Berlinese" visto che Berlino è la capitale nemica, ma uomo d'azione, agente, partigiano, affiancato con un Heinlein che oltre a scrivere fantascienza organizza missioni di sabotaggio. Un diario scritto da una Anna Frank americana ci racconta le fasi dell'invasione tedesca degli Stati Uniti le cui forze armate sono state sconfitte da un "mostro". Mostro, Eroe Ariano, Übermensch sono la stessa persona che durante le fasi della storia prende piano piano forma, volto, nome, carattere. L'autore ha abilmente presentato una strana allegoria di contrasti. All'ombra di un altissimo castello, una sorta di Olimpo del Superuomo, e di altre pompose costruzioni che vorrebbero glorificare la grandezza del terzo Reich o dell'Impero che sorge sui colli fatali di Roma, la storia comincia in una trattoria da quattro soldi con un cameriere con abiti macchiati e prosegue in alberghi fatiscenti o dozzinali, o chalet montani ispirati allo stile bavarese ma poco autentici e dove i servizi lasciano a desiderare. In pratica la potenza dell'Asse si limita a controlli posti di blocco e altro, alla caccia al "perfido ebreo". Mi sono piaciuti i dialoghi coi diversi gerghi. Tra le caricature della retorica fascista spiccano qua e là sprazzi di patriottismo genuino italiano che in barba all'alleanza e il Patto D'Acciaio ci ricorda quanto i goti fossero rimasti affascinati davanti ai colonnati marmorei romani. E alla vigilia della partita di calcio tra il Grande Torino e una squadra tedesca il tifo per la compagine italica non ci presenta come interamente colonizzati culturalmente alla Germania. Non c'è bisogno di essere fascisti per essere orgogliosi di essere italiani. Patriottismo non è necessariamente nazionalismo sciovinista. Dick ridicolizzò l'Italia. Davide l'ha valorizzata. L'agente Clara o l'immigrata italiana madre del personaggio di cui l'Anna Frank si innamora rappresentano la vera Italia. Due donne dal carattere forte. E il giovane mezzo italiano sembra avere nel sangue i geni materni. E neppure tutti i tedeschi sono nazicattivi stile certi film americani. C'è chi riflette, ha dei dubbi. Un romanzo che parla di superuomini ci presenta sentimenti molto umani. E vale anche l'alieno, anche se non approfondisco come e quando.
A questo punto posso solo consigliare vivamente questo romanzo. Non solo per gli aficionados della fantascienza o ucronia, ma del thriller d'azione, dei film bellici e delle storie d'amore impossibili. Sì, l'amore c'è anche tra le righe che parlano di superuomini. Il classico amore tra persone diverse tra loro o appartenenti a gruppi etnici divisi.
Non sia l'etichetta di genere a farvi scappare questo bel romanzo. Sarebbe imperdonabile.
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Paolo Ninzatti
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