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Passi rapidi


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emalit



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MessaggioInviato: Mar 07 Ott 2014 11:56    Oggetto: Passi rapidi Cita

L'avevo preparato per il contest, ma poi non l'ho inviato. Mi piacerebbe sentire la vostra opinione. Smile

Passi rapidi, a cadenza regolare, scandivano il flusso dei pensieri. Aveva carpito a mastro Ferrando il marmista l’informazione che un solo armaiolo, in tutta Milano, usava la polvere di ferro per lisciare il legno di frecce e quadrelli. Isabella Landolfi era riuscita a battere sul tempo l’intuito infallibile di Niccolò Taverna: poteva degnamente pretendere di affiancare nelle indagini gli aiutanti del giovane notaio criminale.
Attraverso le strade annebbiate dal fumo dei fopponi precedeva sicura un gruppo di gendarmi al comando del fedele aiutante di Niccolò, diretta verso la casa dell’armaiolo, il balestriere folle, ormai ne era certa.
La distolse per un attimo la voce preoccupata di Rinaldo Caccia: – Madamigella, vi rendete conto di quanto sia pericoloso, almeno riparatevi dietro di me...
La sua risposta svanì sul nascere: vide Rinaldo afflosciarsi davanti a lei in un mare di sangue, mentre due braccia robuste l’afferravano e la trascinavano dietro la colonna di un porticato. Non riuscì nemmeno a gridare perché la voce le morì in gola: stesi a terra davanti a loro c’erano i corpi ormai esanimi di due gendarmi. Solo le penne dei lucidi quadrelli emergevano dai loro petti come a indicare un macabro bersaglio. Fra le urla della folla impazzita si lasciò sostenere dal gendarme che con un balzo l’aveva affiancata e portata via; ci fu un attimo in cui le forze stavano per abbandonarla: si sentì crollare il mondo addosso.
Il povero Rinaldo stava rischiando la vita, a causa della sua testardaggine.
E Niccolò dov’era? Il suo nome le risuonava nella mente come l’unica salvezza: l’avrebbe raggiunto e trascinato da Rinaldo, che ora giaceva pallido e immobile nelle mani di un rude cerusico. Lo doveva a entrambi. Ora avrebbe confessato tutto, accettando qualsiasi rimprovero da Niccolò, ma, prima, bisognava pensare a Rinaldo.
Senza esitare iniziò una corsa folle lungo le vie di una città addolorata, stringendo in gola il suo dolore e la sua vergogna, diretta alla cava di Allise.
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emanuela

Passioni Romantiche n.12 Un tramonto a Thera
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Luca Romanello



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MessaggioInviato: Mar 07 Ott 2014 19:26    Oggetto: Re: Passi rapidi Cita

Ciao Emanuela!
Vediamo un po' questa proposta!

emalit ha scritto:
L'avevo preparato per il contest, ma poi non l'ho inviato. Mi piacerebbe sentire la vostra opinione. Smile

Passi rapidi, a cadenza regolare, scandivano il flusso dei pensieri. Aveva carpito a mastro Ferrando il marmista l’informazione che un solo armaiolo, in tutta Milano, usava la polvere di ferro per lisciare il legno di frecce e quadrelli. Isabella Landolfi era riuscita a battere sul tempo l’intuito infallibile di Niccolò Taverna: poteva degnamente pretendere di affiancare nelle indagini gli aiutanti del giovane notaio criminale.


A parer mio, se specifichi il soggetto alla terza frase, per come sono quelle precedenti, rischi un briciolo di confusione. Se invece lo metti sulla seconda ti trai d'impiccio.
Inoltre, "aveva carpito a mastro Ferrando il marmista l'informazione" lascia un po' senza fiato, non so, forse mettendo quel "il marmista" tra due virgole sarebbe meglio.
Infine, non sono convintissimo da quel "giovane", però non ricordo se Franco lo usa, nei suoi romanzi. È che mi sono fatto l'idea che Niccolò non sia né giovane né vecchio, magari sbaglio io.

emalit ha scritto:
Attraverso le strade annebbiate dal fumo dei fopponi precedeva sicura un gruppo di gendarmi al comando del fedele aiutante di Niccolò, diretta verso la casa dell’armaiolo, il balestriere folle, ormai ne era certa.


Chi è il fedele aiutante di Niccolò? Ok, è Rinaldo, lo sappiamo perché abbiamo letto il libro. Però posticipare il nome e partire con la qualifica può mandare in momentanea confusione il lettore che invece non ha letto i due romanzi. Ci sono poi forse troppi aggettivi: tra tutti, eliminerei o "sicura", o "ormai ne era certa" (tra i due opterei per il primo, da togliere), perché, se pure si riferiscono a due certezze non propriamente identiche, riconducono al medesimo concetto.

emalit ha scritto:
La distolse per un attimo la voce preoccupata di Rinaldo Caccia: – Madamigella, vi rendete conto di quanto sia pericoloso, almeno riparatevi dietro di me...


Vedi? L'impressione che ho, facendo finta di non sapere, è che questo Rinaldo Caccia sia ancora un'altra persona, e non l'aiutante di Niccolò, cosa che se invertissi l'impostazione non succederebbe.

emalit ha scritto:
La sua risposta svanì sul nascere: vide Rinaldo afflosciarsi davanti a lei in un mare di sangue, mentre due braccia robuste l’afferravano e la trascinavano dietro la colonna di un porticato.


Invece di dire "vide Rinaldo afflosciarsi", perché non provi con "Rinaldo si afflosciò"? Toglierei anche "l'afferravano", tanto se viene trascinata è abbastanza evidente che prima deve essere stata presa.

emalit ha scritto:
Non riuscì nemmeno a gridare perché la voce le morì in gola: stesi a terra davanti a loro c’erano i corpi ormai esanimi di due gendarmi.


Qui mi girerebbe meglio "davanti a loro erano stesi a terra i corpi...".

emalit ha scritto:
Solo le penne dei lucidi quadrelli emergevano dai loro petti come a indicare un macabro bersaglio. Fra le urla della folla impazzita si lasciò sostenere dal gendarme che con un balzo l’aveva affiancata e portata via; ci fu un attimo in cui le forze stavano per abbandonarla: si sentì crollare il mondo addosso.


C'è una ripetizione ravvicinata di "loro", con riferimenti diversi. Non dovrebbe generare confusione, però se riesci a evitarla è meglio.
Occhio al doppio spazio tra "fu" e "attimo"... Wink

emalit ha scritto:
Il povero Rinaldo stava rischiando la vita, a causa della sua testardaggine.


La testardaggine è di Isabella. Ma siamo sicuri che con quel "sua" non rischi di passare per la testardaggine di Rinaldo?

emalit ha scritto:
E Niccolò dov’era? Il suo nome le risuonava nella mente come l’unica salvezza: l’avrebbe raggiunto e trascinato da Rinaldo, che ora giaceva pallido e immobile nelle mani di un rude cerusico. Lo doveva a entrambi. Ora avrebbe confessato tutto, accettando qualsiasi rimprovero da Niccolò, ma, prima, bisognava pensare a Rinaldo.
Senza esitare iniziò una corsa folle lungo le vie di una città addolorata, stringendo in gola il suo dolore e la sua vergogna, diretta alla cava di Allise.


Cominci con uno spazio vuoto dopo un "a capo" - occhio che in questi contest ogni carattere è prezioso! Wink
Toglierei anche il primo "ora", secondo me superfluo. E anche il secondo, oltre che essere una ripetizione, può essere eliminato: se cominci la frase con "avrebbe confessato tutto" trovo che sia ancora più efficace.
Alla fine, parli di "vie di una città addolorata". Non è "una città" qualunque, secondo me è meglio se usi o "vie della città addolorata" o "vie di una Milano addolorata". E anche "il suo dolore e la sua vergogna", con quel doppio possessivo, mi pare pesante: "stringendo in gola dolore e vergogna" ti aiuterebbe a risparmiare caratteri e non mi sembra che perda il senso.

In generale, la sensazione è che questo racconto non potrebbe stare sulle sue gambe senza una conoscenza del libro, è troppo una frazione di una storia più ampia e non una cosa a sé (stesso problema del racconto con cui ho provato io il contest). Di per sé ovviamente è scritto bene, a parte qualche piccola sbavatura, ma quello che hai usato per il contest è di tutt'altro livello.
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Luca Romanello
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emalit



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MessaggioInviato: Mar 07 Ott 2014 19:35    Oggetto: Cita

Grazie Luca!
Mi aspettavo proprio questo tipo di commento, anzi ci speravo: ora mi studio ogni osservazione con calma e ci ragiono... a fondo!
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emanuela

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Luca Romanello



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MessaggioInviato: Mar 07 Ott 2014 19:41    Oggetto: Cita

emalit ha scritto:
Grazie Luca!
Mi aspettavo proprio questo tipo di commento, anzi ci speravo: ora mi studio ogni osservazione con calma e ci ragiono... a fondo!
Come mi piace questo forum!


Figurati, è sempre un piacere analizzare (o almeno provarci) i testi degli altri. Poi le mie, come dico quasi ogni volta, sono per lo più osservazioni personali e quindi opinabili. Tranne alcune. Gli spazi in più, per dire. Very Happy
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Luca Romanello
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Mar 07 Ott 2014 20:00    Oggetto: Cita

Concordo con la buona analisi di Luca. "da solo non si regge senza aver letto il romanzo. E il volere e l'intento di Franco era proprio questo.
Il periodare è confuso in alcune parti, con soggetti chesi scoprono troppo in avanti e un uso degli aggettivi da curare. Nulla di irreparabile, ma forse un po' più di attenzione o meglio, una sedimentazione più lunga nel dimenticatoio: Scrivere, rileggere, conservare per almeno una settimana, rileggere e ricorreggere!
Ti faccio un piccolo appunto da curare nei futuri tuoi racconti:
Citazione:
Solo le penne dei lucidi quadrelli emergevano dai loro petti


Il quadrello, o la quadrella era la punta della freccia, detta così perché a sezione quadra e non piramidale. Non puoi far dire al personaggio "lucidi quadrelli" perché, in quanto punta, è conficcata nel torace della vittima e dunque invisibile all'occhio di chiunque.
Mi rendo conto che è un'inezia, ma il lettore scafato la nota e lo disturba.
Un abbraccio.
Salvo

EDIT. Quello a sezione piramidale era detto verrettone e precede di quasi un secolo la quadrella.
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Salvo Andrea Figura
"Asparago siculo" Giallo24-Mondadori. gen. 2013.
"La neve di Piazza del Campo" Mondadori 3077 2013..
"La Terra, il Cielo e il Costato" History Crime 2014
"La pulce e il cappio" Hist-crime 2015


Ultima modifica di jpaulverlain il Mar 07 Ott 2014 21:18, modificato 1 volta in totale
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Antonino Fazio



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MessaggioInviato: Mar 07 Ott 2014 20:05    Oggetto: Cita

In generale, condivido le osservazioni di Luca. Inoltre, qui (diretta verso la casa dell’armaiolo, il balestriere folle, ormai ne era certa) metterei un punto dopo "armaiolo" (Era lui il balestriere folle, ormai ne era certa).

Qui (vi rendete conto) premetterei una negazione (non vi rendete conto) visto anche che la frase termina con la virgola e non con il punto interrogativo.

Qui (Fra le urla della folla impazzita si lasciò sostenere dal gendarme che con un balzo l’aveva affiancata e portata via;) mi suona male. Forse è meglio: "Mentre la folla urlava, come impazzita, si appoggiò per un momento al gendarme che la sosteneva." (che "con un balzo l’aveva affiancata e portata via" lo sappiamo già). Proseguirei con "Sentì che le forze stavano per abbandonarla, e il mondo parve crollarle addosso."

Infine, dopo "Senza esitare" aggiungerei un "oltre" (prima riflette, prende una decisione, poi si lancia nella corsa).


Ultima modifica di Antonino Fazio il Mar 07 Ott 2014 23:55, modificato 1 volta in totale
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Mar 07 Ott 2014 20:51    Oggetto: Cita

Come è bello leggere i commenti di chi sa presentarli.
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Tace la notte, piena di parole, al vento gelido del nord. Le stelle vibrano nel buio e l'anima non sembra più così sola. Ti parlo, Vuoto, perché tu possa riempirti d'amore.

Vorrei camminare per il mondo, nudo, e sentirmi vestito di Creato.
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Antonino Fazio



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MessaggioInviato: Mar 07 Ott 2014 22:25    Oggetto: Cita

L'osservazione di Salvo è corretta: quadrella o quadrello è un tipo di punta con base quadrangolare, laddove altri tipi di freccia hanno punta appiattita, conica o a base triangolare. E' chiaro che le punte a base triangolare e quelle a base quadrata sono entrambe piramidali.
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emalit



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MessaggioInviato: Mar 07 Ott 2014 23:48    Oggetto: Cita

Cari amici,
ringrazio tutti per il tempo e l'attenzione che mi avete dedicati e farò tesoro delle vostre puntuali osservazioni Very Happy
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emanuela

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