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SCRIVERE NARATIVA 1: SHOW, DON'T TELL


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Jean Malin



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 17:53    Oggetto: Cita

Diego Di Dio ha scritto:
Io sono convinto di una cosa.
Ho letto e apprezzato molto i primi due manuali di Marco, che ho trovato scorrevoli e ben fatti. E lui sa quanto lo stimo.
Però la cosa di cui sono convinto è questa.
Uno scrittore che ha talento, che ha dentro di sé il "fuoco sacro" della scrittura, non dico che non ha bisogno di studiare queste cose; dico solo che rispetterebbe tutte queste regole, pur senza averle studiate.
Lo farebbe per istinto.
Dentro di lui ci sarebbe una vocina che gli dice che alcune cose "suonano" corrette e altre sbagliate.
Pur senza studiare la manualistica, io sono convinto che lo scrittore talentuoso arriverebbe alle medesime conclusioni per intelligenza innata. Che è un modo diverso di dire istinto.

Fermo restando che sono ebook davvero spettacolari Very Happy


Come già detto da Marco e jpaulverlain, secondo me non è così. Per fare qualsiasi cosa, che sia lo scrittore o l'architetto o il fisico teorico, occorre studiare, appredere le basi e le regole, e poi fare esperienza.
Solo dopo entra in gioco la questione del talento, che diviene metro di valutazione per stabilire chi riesce più di qualcun altro in qualcosa.
Non puoi, col solo talento o intuito, sperare di creare qualcosa di buono, né tanto meno decente. Sarebbe come sperare di passare un test senza aver studiato nulla delle materie in esame, basandoti solo sul ragionamento e l'intuito. Sarebbe un disastro...
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Diego Di Dio



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 18:44    Oggetto: Cita

Wait, un momento.
Io non ho mai detto che non occorre studiare: sono il primo a farlo. Quando mi chiedono consigli sulla scrittura, rispondo sempre la stessa cosa: "Studia!".
Quindi lungi da me il dire che non occorre studiare. Anzi, è la cosa principale, la più importante.
L'ho specificato, l'ho ripetuto, anche nel primo post.

Quello che volevo dire è che a volte una persona talentuosa arriva ad alcune conclusioni corrette, per un istinto innato, pur senza averle studiate prima.
Esempio.
Vi capita mai di non conoscere una regola grammaticale? Mettiamo che vi capita. Leggete una frase sbagliata. Vi "suona" male. Sapete che forse è sbagliata, ma non sapete perché. Questo è l'intuito: non conoscete la regola grammaticale, ma d'istinto direste che è sbagliata.

Solo questo volevo dire.
A volte si gestisce in maniera corretta e brillante un pdv per puro intuito personale, senza manco averlo studiato. Questo intendevo, ma non direi mai che non occorre studiare.
Io sono sempre stato un secchione Laughing Laughing
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jpaulverlain



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 19:09    Oggetto: Cita

Che tu sia un secchione non ci credo nemmeno se ti vedo legato alla sedia alla Vittorio Alfieri. Ho troppa stima di te per pensarlo. Ho capito adesso cosa intendevi e scusami se c'è stato un fraintendimento. Laughing
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Salvo Andrea Figura
"Asparago siculo" Giallo24-Mondadori. gen. 2013.
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Lady Holmes



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 19:24    Oggetto: Cita

Diego Di Dio ha scritto:
Wait, un momento.
Io non ho mai detto che non occorre studiare: sono il primo a farlo. Quando mi chiedono consigli sulla scrittura, rispondo sempre la stessa cosa: "Studia!".
Quindi lungi da me il dire che non occorre studiare. Anzi, è la cosa principale, la più importante.
L'ho specificato, l'ho ripetuto, anche nel primo post.

Quello che volevo dire è che a volte una persona talentuosa arriva ad alcune conclusioni corrette, per un istinto innato, pur senza averle studiate prima.
Esempio.
Vi capita mai di non conoscere una regola grammaticale? Mettiamo che vi capita. Leggete una frase sbagliata. Vi "suona" male. Sapete che forse è sbagliata, ma non sapete perché. Questo è l'intuito: non conoscete la regola grammaticale, ma d'istinto direste che è sbagliata.

Solo questo volevo dire.
A volte si gestisce in maniera corretta e brillante un pdv per puro intuito personale, senza manco averlo studiato. Questo intendevo, ma non direi mai che non occorre studiare.
Io sono sempre stato un secchione Laughing Laughing


Io credo che le cose ti suonano male solo se oltre a essere uno scrittore sei un lettore accanito e consapevole. Credo che tutti abbiano cose che gli riescono meglio e facili (arricchire di dettagli un personaggio, il dono della sintesi, la facilità nelle trame, ecc) e altre cose più ostiche dove il manuale può essere illuminante. Che il talento sia globale e arrivi su tutto, dubito fortemente, che quando c'è faciliti certi passaggi, concordo, ma questo non vuol dire che non ci sia stato studio, solo forse un diverso tipo di studio rispetto al manuale. Di talento ne vedo passare tanto al liceo artistico, ma se non viene canalizzato nella tecnica resta inespresso. Capita però a volte di vedere ragazzi di prima che senza conoscere ancora la tecnica riescono ad "intuirla" in buona misura, e se si lasciano guidare, in quinta tirano fuori capolavori. Sai che faranno strada. Se non ci lavorano su restano sopra la decenza, ma non svilupperanno mai a pieno il loro talento. Credo che per la scrittura sia così. Io non ho mai studiato come scrivere una trama gialla, ho semplicemente smontato migliaia di gialli, libri, film, telefilm, ecc, questo non vuol dire che non debba imparare un sacco di altre cose sulla scrittura, perché solo una bella trama non basta. Wink
Scusate ma sono sul tablet ed è un incubo! Confused
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Marco P. Massai



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 19:45    Oggetto: Cita

Ma poi, quando leggi una frase e ti suona "sbagliata" e non sai perché... non ti viene comunque la curiosità di scoprirlo quel perché? Di smontare e rimontare la frase finché non l'hai inquadrato? L'intuito, il talento, è il collante che trasforma la tecnica in stile. Ma la tecnica ci vuole, altrimenti le sensazioni rimangono tali e ogni volta, pur superando gli ostacoli, ti troverai al punto di partenza, senza crescere.

PS per il calcetto ci sto, potremmo organizzarlo anche a Cattolica (tra l'altro Lucarelli è il capitano della "nazionale scrittori", quindi è una cosa che si potrebbe fare davvero!)... ma ti avverto, sono più Ronaldinho, che Messi
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Lady Holmes



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 22:32    Oggetto: Cita

Marco P. Massai ha scritto:
Ma poi, quando leggi una frase e ti suona "sbagliata" e non sai perché... non ti viene comunque la curiosità di scoprirlo quel perché? Di smontare e rimontare la frase finché non l'hai inquadrato? L'intuito, il talento, è il collante che trasforma la tecnica in stile. Ma la tecnica ci vuole, altrimenti le sensazioni rimangono tali e ogni volta, pur superando gli ostacoli, ti troverai al punto di partenza, senza crescere.

PS per il calcetto ci sto, potremmo organizzarlo anche a Cattolica (tra l'altro Lucarelli è il capitano della "nazionale scrittori", quindi è una cosa che si potrebbe fare davvero!)... ma ti avverto, sono più Ronaldinho, che Messi
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Quoto e mi rammarico! Se il crociato non fosse rotto mi proporrei tra i pali, vanto una stagione in C con il Real Chieri. Purtroppo ho dovuto appendere i guantoni e le scarpette al chiodo. Wink
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Luca Di Gialleonardo



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 22:40    Oggetto: Cita

Credo di capire cosa vuole dire Diego. La comprensione di regole può essere innata, o, meglio, si potrebbero comprendere al meglio anche solo essendo accaniti lettori.

Faccio un esempio personale, senza alcuna pretesa, ovvio. Leggendo molto, avevo intuito il funzionamento della regola del punto di vista. Nessuno me l'aveva ancora insegnata (ero un ragazzino, non avevo ancora iniziato a scrivere sul serio), ma mi ero reso conto che alcuni romanzi mi suonavano migliori di altri, mi davano maggiore immedesimazione nei personaggi e meno confusione. Continuando a leggere ho capito: quei libri usavano sapientemente il punto di vista.

Poi ho iniziato a leggere manuali si scrittura e lì ecco la spiegazione "scientifica" di un fenomeno che avevo osservato: il punto di vista. E studiando ho capito al meglio come non sbagliare, cogliendo anche quei piccoli errori che non ero riuscito a scoprire da autodidatta.

Ma qui mi sorge una domanda: la lettura non è poi la prima scuola di scrittura che si frequenta? Wink
In fondo la prima scuola per qualsiasi artigiano, artista o sportivo è sempre quella di osservare cosa fanno gli altri più bravi, no?
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Diego Di Dio



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MessaggioInviato: Dom 08 Giu 2014 23:59    Oggetto: Cita

Lady Holmes ha scritto:

Capita però a volte di vedere ragazzi di prima che senza conoscere ancora la tecnica riescono ad "intuirla" in buona misura, e se si lasciano guidare, in quinta tirano fuori capolavori. Sai che faranno strada. Se non ci lavorano su restano sopra la decenza, ma non svilupperanno mai a pieno il loro talento. Credo che per la scrittura sia così.


Sottoscrivo in toto Very Happy Very Happy
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Diego Di Dio



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MessaggioInviato: Lun 09 Giu 2014 00:06    Oggetto: Cita

Luca Di Gialleonardo ha scritto:
Credo di capire cosa vuole dire Diego. La comprensione di regole può essere innata, o, meglio, si potrebbero comprendere al meglio anche solo essendo accaniti lettori.

Faccio un esempio personale, senza alcuna pretesa, ovvio. Leggendo molto, avevo intuito il funzionamento della regola del punto di vista. Nessuno me l'aveva ancora insegnata (ero un ragazzino, non avevo ancora iniziato a scrivere sul serio), ma mi ero reso conto che alcuni romanzi mi suonavano migliori di altri, mi davano maggiore immedesimazione nei personaggi e meno confusione. Continuando a leggere ho capito: quei libri usavano sapientemente il punto di vista.

Poi ho iniziato a leggere manuali si scrittura e lì ecco la spiegazione "scientifica" di un fenomeno che avevo osservato: il punto di vista.


Esatto, bravo.
Questo volevo dire.

Non mi sognerei mai, MAI, di dire che la tecnica non è importante o che lo studio va trascurato. Anzi.
Le "piccole" soddisfazioni personali che ho avuto sono state frutto di una mescolanza di cose, tra le quali, in primis, lo studio e l'esercizio. Quindi non è proprio da me sottovalutare l'importanza dell'esercizio e della pratica. Al contrario, ho sempre sostenuto - come dice Marco - che il mestiere più somigliante a quello dello scrittore, per certi versi, è il calciatore. Il talento è innato, certo. Ma senza allenamento, miglioramento personale, disciplina e pratica costante non si arriva da nessuna parte.

Assodato questo, volevo solo dire che una persona estremamente talentuosa può arrivare prima a certe conclusioni. Pur senza averle studiate, ci arriva per istinto. Poi, se vuole capire il perché, allora sì, le studia. E quindi migliora, in maniera consapevole.
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Diego Di Dio



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MessaggioInviato: Lun 09 Giu 2014 00:08    Oggetto: Cita

Marco P. Massai ha scritto:

PS per il calcetto ci sto, potremmo organizzarlo anche a Cattolica (tra l'altro Lucarelli è il capitano della "nazionale scrittori", quindi è una cosa che si potrebbe fare davvero!)... ma ti avverto, sono più Ronaldinho, che Messi
Very Happy


Senti, se tu sei Ronaldinho, allora diciamo che io sono Pessotto. Very Happy Very Happy
Anzi, siamo realisti: una via di mezzo tra Pessotto e Gattuso. Compenso con la grinta, la corsa e l'aggressività le mie mancanze tecniche.
Non a caso, ho sempre fatto il difensore.
Se però si gioca, e dico sul serio, ditemelo: porto le scarpette! Smile

(Ma portatevi i parastinchi. Vi avverto!)
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MessaggioInviato: Lun 09 Giu 2014 00:23    Oggetto: Cita

jpaulverlain ha scritto:
Che tu sia un secchione non ci credo nemmeno se ti vedo legato alla sedia alla Vittorio Alfieri. Ho troppa stima di te per pensarlo. Ho capito adesso cosa intendevi e scusami se c'è stato un fraintendimento. Laughing


Ma figurati Very Happy
Però sul serio studio moltissimo. Alle superiori, all'università, dopo l'università... sempre a studiare.
Eppure il mio prof di latino me lo ripeteva sempre: studere studere, post mortem quid valere? Evil or Very Mad
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Marco P. Massai



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MessaggioInviato: Ven 27 Mag 2016 21:59    Oggetto: Cita

Due anni fa esatti esatti esordiva Scrivere narrativa: vorrei approfittare del "compleanno" per ringraziare i tanti amici del forum che in questi mesi hanno sostenuto questa serie, comprando i manuali ma anche solo scrivendo una recensione o facendo rimbalzare link in giro per i social... se a distanza di due anni questi manuali continuano a funzionare è anche per merito vostro: di cuore, grazie a tutti voi! Very Happy
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MessaggioInviato: Ven 27 Mag 2016 22:03    Oggetto: Cita

Marco P. Massai ha scritto:
Due anni fa esatti esatti esordiva Scrivere narrativa: vorrei approfittare del "compleanno" per ringraziare i tanti amici del forum che in questi mesi hanno sostenuto questa serie, comprando i manuali ma anche solo scrivendo una recensione o facendo rimbalzare link in giro per i social... se a distanza di due anni questi manuali continuano a funzionare è anche per merito vostro: di cuore, grazie a tutti voi! Very Happy

Ma grazie a te, Marco!
I tuoi manuali mi sono stati utilissimi (e penso che lo siano stati anche a molti altri), li rileggo ancora.
Very Happy
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Lia Tomasich
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