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Parere prologo romanzo fantasy


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ALESSIO DI LUPO



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MessaggioInviato: Gio 07 Nov 2013 19:07    Oggetto: Parere prologo romanzo fantasy Cita

Salve volevo un parere su questo prologo che sto scrivendo, grazie.


Prologo




Foresta di Veretur


Il mago Uzuri era affacciato alla finestra della sua casa, in cima a una quercia gigantesca. Il cielo notturno era limpido e rischiarato dalla luna, una lieve brezza, proveniente dai mari del nord, si infilava tra i rami contorti, carezzandogli il viso, ormai solcato da una moltitudine di rughe; le orbite degli occhi erano di un bianco intenso e scintillante ed erano segnate da profonde bruciature che arrivavano fino alle guance. Mentre assaporava la dolce brezza del vento, che lo faceva sentire in armonia con la natura, la voce degli spiriti della foresta arrivava a lui,gli schiamazzi dei gufi, l’ululare lontano dei lupi, il librarsi nell’aria dei pipistrelli, lo sbattere delle loro ali nere e acuminate, nulla poteva sfuggire ai sensi affinati del mago. Uzuri alzò lo sguardo al cielo infinito, si era sempre chiesto cosa nascondesse l’ignoto e l’oscurità dell’universo: in quella notte, le stelle del firmamento brillavano intensamente, poteva ancora immaginarsele come le aveva viste per l’ultima volta 1600 anni fa, dopo che il bagliore sfolgorante lo aveva privato della vista; si era sempre chiesto che cosa fossero esattamente, cercando di darle un significato, e molti nel regno di redas esprimevano un desiderio, legando I loro sogni alla stelle cadenti, prima che cadessero per sempre nel buio eterno della morte.
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Lady Holmes



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MessaggioInviato: Ven 08 Nov 2013 01:04    Oggetto: Re: Parere prologo romanzo fantasy Cita

ALESSIO DI LUPO ha scritto:
Salve volevo un parere su questo prologo che sto scrivendo, grazie.


Prologo




Foresta di Veretur


Il mago Uzuri era affacciato alla finestra della sua casa, in cima a una quercia gigantesca. Il cielo notturno era limpido e rischiarato dalla luna, una lieve brezza, proveniente dai mari del nord, si infilava tra i rami contorti, carezzandogli il viso, ormai solcato da una moltitudine di rughe; le orbite degli occhi erano di un bianco intenso e scintillante ed erano segnate da profonde bruciature che arrivavano fino alle guance(Questo periodo è davvero troppo , troppo lungo, il lettore si perde). Mentre assaporava la dolce brezza del vento, che lo faceva sentire in armonia con la natura, la voce degli spiriti della foresta arrivava a lui,gli schiamazzi dei gufi, l’ululare lontano dei lupi, il librarsi nell’aria dei pipistrelli, lo sbattere delle loro ali nere e acuminate, nulla poteva sfuggire ai sensi affinati del mago. Uzuri alzò lo sguardo al cielo infinito, si era sempre chiesto cosa nascondesse l’ignoto e l’oscurità dell’universo: in quella notte, le stelle del firmamento brillavano intensamente(gli avverbi in mente sono da evitare, se possibile, al pari delle d eufoniche), poteva ancora immaginarsele come le aveva viste per l’ultima volta 1600 anni fa, dopo che il bagliore sfolgorante lo aveva privato della vista; si era sempre chiesto che cosa fossero esattamente, cercando di darle un significato, e molti nel regno di redas esprimevano un desiderio, legando I loro sogni alla stelle cadenti, prima che cadessero per sempre nel buio eterno della morte.


In linea generale mi sembra scritto in modo troppo arzigogolato. Ci sono un sacco di aggettivi che rendono la narrazione lenta e un po' leziosa. Ci si perde in mille rivoli: il paesaggio, il passato, il trauma, il filosofare. Questi quattro punti si perdono l'uno nell'altro e non vi è nulla che colpisca davvero il lettore. Forse la cosa più forte sono le cicatrici e dovresti partire da lì, dando loro importanza e forza da subito, perché un incipit ti deve prendere dall'inizio. C'è da lavorare anche sullo stile che sembra un po' acerbo e su quello robertog ti ha dato ottimi consigli. Lavoraci su. La parte sulle cicatrici sembra promettere una bella storia, punta a quella senza disperdere troppo l'attenzione del lettore.
Spero di essere stata utile. Laughing
Ciao
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Patrizia Trinchero


Ultima modifica di Lady Holmes il Ven 08 Nov 2013 19:37, modificato 1 volta in totale
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Lu Kang



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MessaggioInviato: Ven 08 Nov 2013 11:03    Oggetto: Re: Parere prologo romanzo fantasy Cita

ALESSIO DI LUPO ha scritto:

Il mago Uzuri era affacciato alla finestra della sua casa, in cima a una quercia gigantesca. Il cielo notturno era limpido e rischiarato dalla luna, una lieve brezza, proveniente dai mari del nord, si infilava tra i rami contorti, carezzandogli il viso, ormai solcato da una moltitudine di rughe; le orbite degli occhi erano di un bianco intenso e scintillante ed erano segnate da profonde bruciature che arrivavano fino alle guance. Mentre assaporava la dolce brezza del vento, che lo faceva sentire in armonia con la natura, la voce degli spiriti della foresta arrivava a lui,gli schiamazzi dei gufi, l’ululare lontano dei lupi, il librarsi nell’aria dei pipistrelli, lo sbattere delle loro ali nere e acuminate, nulla poteva sfuggire ai sensi affinati del mago. Uzuri alzò lo sguardo al cielo infinito, si era sempre chiesto cosa nascondesse l’ignoto e l’oscurità dell’universo: in quella notte, le stelle del firmamento brillavano intensamente, poteva ancora immaginarsele come le aveva viste per l’ultima volta 1600 anni fa, dopo che il bagliore sfolgorante lo aveva privato della vista; si era sempre chiesto che cosa fossero esattamente, cercando di darle un significato, e molti nel regno di redas esprimevano un desiderio, legando I loro sogni alla stelle cadenti, prima che cadessero per sempre nel buio eterno della morte.


A mio parere, c'è troppa carne al fuoco. Come dice Lady Holmes, ci si perde in mille rivoli.

Questo è un incipit, peraltro di un prologo. Meno informazioni metti, meglio è, poiché tutte le cose che scrivi (soprattutto nella seconda parte) possono apparire a spizzichi e bocconi - perdona il termine gretto - durante la stesura del romanzo.

In alcuni punti percepisco un salto di PdV da Uzuri a narratore onniscente e viceversa. Ad esempio, la parte "le orbite degli occhi erano di un bianco intenso e scintillante ed erano segnate da profonde bruciature che arrivavano fino alle guance" è troppo distaccata rispetto al resto.

Ti consiglio di entrare nel personaggio di Uzuri, completamente, e vedere le cose coi suoi occhi, non con i tuoi. Non scrivere cose "superflue" (senza offesa) che lui già sa.

Guarda la prima frase come potrebbe essere modificata:
"Il mago Uzuri era affacciato alla finestra della sua casa"
può diventare
"Uzuri era affacciato alla finestra di casa"
Il fatto che sia un mago lo puoi fare capire in seguito, il fatto che sia casa sua è implicito. Mago e sua sono due termini superflui. La frase si alleggerisce, scorre meglio e non modifica nulla nell'economia del racconto.

AGGIUNGO UNA NOTA PERSONALE:

Adoro questo forum e la WMI. Un anno fa non mi sarei mai immaginato di poter dare questi consigli.
Magari non sono consigli perfetti, ma cavolo, questo è sintomo che qui dentro i risultati si vedono.
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ALESSIO DI LUPO



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MessaggioInviato: Ven 08 Nov 2013 19:12    Oggetto: Cita

Si mi sembrava infatti un pò troppo pesante, da solo però queste cose difficilmente le noto, comunque io volevo svelare a poco a poco il passato di Uzuri nel resto del romanzo, in particolare come aveva perso la vista e il motivo del suo isolamento. Il punto focale della storia è il fenomeno della stella cadente, volevo concentrarmi su quello. Ora posto la seconda parte.

Uzuri avvertì un suono impossibile da udire per gli uomini:era la scia luminosa di un frammento di stella, che stava cadendo nelle montagne a nord-ovest,le Drakim. Lungo il suo percorso, si divise in due parti: la rossa finì nelle montagne, mentre la blu si schiantò e si disperse per sempre nelle lande sconfinate di Eldair. Di colpo fu scosso da un brutto presentimento, poi si sedette di fronte al suo vecchio tavolo di noce. Le sue dita decifravano il testo di una pergamena, ma un pensiero lo tormentava, << le stelle..,tale era l’energia che sprigionavano,che sia il segno di un antica profezia dei nostri avi?per lungo tempo temuta?i segni sembrano confermarlo,il dio Uldron ha voluto darmi un monito >>.
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Twiggyomega



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MessaggioInviato: Sab 09 Nov 2013 00:07    Oggetto: Cita

Come fa il mago cieco a sapere che una parte della stella è rossa e l'altra è blu?
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Alain Voudi'



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MessaggioInviato: Sab 09 Nov 2013 12:04    Oggetto: Cita

Twiggyomega ha scritto:
Come fa il mago cieco a sapere che una parte della stella è rossa e l'altra è blu?

Ma che razza di mago sarebbe, se non lo sapesse anche senza vederla? Question Idea Rolling Eyes Laughing

(oh, si scherza, eh?) Wink
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M.T.



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MessaggioInviato: Sab 09 Nov 2013 13:04    Oggetto: Cita

Rivela di meno, dosa le "rivelazioni" con calma, a esempio il fatto della sua cecità.
Usa periodi più brevi.
Questi sono i consigli che mi viene da dare leggendo il tuo testo. A cui potrei suggerire di leggere autori come Sanderson ed Erikson: possono aiutarti non solo a capire com'è un fantasy ben fatto, ma anche come migliorare stile e sviluppo di trama.
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ALESSIO DI LUPO



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MessaggioInviato: Sab 09 Nov 2013 17:59    Oggetto: Cita

Twiggyomega ha scritto:
Come fa il mago cieco a sapere che una parte della stella è rossa e l'altra è blu?


Non lo sa infatti, lo dice il narratore onnisciente.
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ALESSIO DI LUPO



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MessaggioInviato: Sab 09 Nov 2013 18:02    Oggetto: Cita

Ho modificato un pò di cose e tolto informazioni.

Uzuri era affacciato alla finestra di casa, in cima a una quercia gigantesca. Il cielo notturno era limpido e rischiarato dalla luna. La lieve brezza, si infilava tra i rami contorti, carezzandogli il viso, ormai solcato da una moltitudine di rughe. Mentre assaporava la dolce aria del vento, si sentiva in armonia con la natura. La voce degli spiriti della foresta arrivava a lui: gli schiamazzi dei gufi, l’ululare lontano dei lupi, lo sbattere delle ali dei pipistrelli. Alzò lo sguardo al cielo infinito, si era sempre chiesto cosa nascondesse l’ignoto e l’oscurità dell’universo: in quella notte, le stelle del firmamento brillavano come diamanti.
Uzuri avvertì un suono impossibile da udire per gli uomini, era la scia luminosa di un frammento di stella, che stava cadendo nelle montagne a nord-ovest,le Drakim. Lungo il suo percorso, la stella si divise in due parti: la rossa finì nelle montagne, mentre la blu si schiantò e si disperse per sempre nelle lande sconfinate di Eldair. Di colpo fu scosso da un brutto presentimento, poi si sedette di fronte al suo vecchio tavolo di noce. Le sue dita decifravano il testo di una pergamena, ma un pensiero lo tormentava << le stelle..,tale era l’energia che sprigionavano,che sia il segno di un antica profezia dei nostri avi?per lungo tempo temuta?i segni sembrano confermarlo,il dio Uldron ha voluto darmi un monito >>.


Ultima modifica di ALESSIO DI LUPO il Sab 09 Nov 2013 19:41, modificato 1 volta in totale
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ALESSIO DI LUPO



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MessaggioInviato: Sab 09 Nov 2013 18:07    Oggetto: Cita

M.T. ha scritto:
Rivela di meno, dosa le "rivelazioni" con calma, a esempio il fatto della sua cecità.
Usa periodi più brevi.
Questi sono i consigli che mi viene da dare leggendo il tuo testo. A cui potrei suggerire di leggere autori come Sanderson ed Erikson: possono aiutarti non solo a capire com'è un fantasy ben fatto, ma anche come migliorare stile e sviluppo di trama.


Ok penso che mi leggerò la via dei re, ora sto leggendo il signore degli incantesimi di Markus Heitz,è molto bello anche se le sue descrizioni non mi piacciono molto.
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alberto sodani



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MessaggioInviato: Sab 09 Nov 2013 19:40    Oggetto: Cita

ALESSIO DI LUPO ha scritto:



Il mago Uzuri era affacciato alla finestra della sua casa, in cima a una quercia gigantesca. Il cielo notturno era limpido e rischiarato dalla luna, una lieve brezza, proveniente dai mari del nord, si infilava tra i rami contorti, carezzandogli il viso, ormai solcato da una moltitudine di rughe; le orbite degli occhi erano di un bianco intenso e scintillante ed erano segnate da profonde bruciature che arrivavano fino alle guance. Mentre assaporava la dolce brezza del vento, che lo faceva sentire in armonia con la natura, la voce degli spiriti della foresta arrivava a lui,gli schiamazzi dei gufi, l’ululare lontano dei lupi, il librarsi nell’aria dei pipistrelli, lo sbattere delle loro ali nere e acuminate, nulla poteva sfuggire ai sensi affinati del mago. Uzuri alzò lo sguardo al cielo infinito, si era sempre chiesto cosa nascondesse l’ignoto e l’oscurità dell’universo: in quella notte, le stelle del firmamento brillavano intensamente, poteva ancora immaginarsele come le aveva viste per l’ultima volta 1600 anni fa, dopo che il bagliore sfolgorante lo aveva privato della vista; si era sempre chiesto che cosa fossero esattamente, cercando di darle un significato, e molti nel regno di redas esprimevano un desiderio, legando I loro sogni alla stelle cadenti, prima che cadessero per sempre nel buio eterno della morte. Uzuri avvertì un suono impossibile da udire per gli uomini:era la scia luminosa di un frammento di stella, che stava cadendo nelle montagne a nord-ovest,le Drakim. Lungo il suo percorso, si divise in due parti: la rossa finì nelle montagne, mentre la blu si schiantò e si disperse per sempre nelle lande sconfinate di Eldair. Di colpo fu scosso da un brutto presentimento, poi si sedette di fronte al suo vecchio tavolo di noce. Le sue dita decifravano il testo di una pergamena, ma un pensiero lo tormentava, << le stelle..,tale era l’energia che sprigionavano,che sia il segno di un antica profezia dei nostri avi?per lungo tempo temuta?i segni sembrano confermarlo,il dio Uldron ha voluto darmi un monito >>.


Ciao Alessio, e benvenuto.
Mi sono permesso dei ritocchi al tuo prologo, aggiungendo il meno possibile, così, pervederel'effettochefa, spero non ti disturbi molto. Ho lasciato un unico pdv, il suo, mi veniva più semplice, e mi ha permesso di arrivare alla sua cecità per gradi. Ho tolto delle informazioni che immagino tornino anche dopo, pensando che fosse più importante la presentazione del personaggio tipo trailer di un film, solo piccoli spunti.

Scusa se mi sono lasciato andare, avevo un pomeriggio tutto per me, e "le cose di scrittura" mi divertono troppo, non resisto... Very Happy

Buon lavoro...


Citazione:

Era affacciato alla finestra di casa, in cima alla gigantesca quercia. Sentiva il cielo notturno limpido e forse rischiarato dalla luna: la lieve brezza dei mari del nord che si infilava tra i rami contorti gli carezzava le infinite rughe del viso dalle orbite vuote. Uzuri sentiva anche l’armonia della natura, e la voce degli spiriti della foresta, il bobolio dei gufi, l’ululare dei lupi, il librarsi dei pipistrelli; nulla sfuggiva ai suoi sensi affinati, era un mago.
Alzò il viso al cielo, e si chiese cosa nascondesse l’ignoto e l’oscurità dell’universo di fronte a lui: le stelle del firmamento certo brillavano come le aveva viste l’ultima volta 1600 anni prima; molti nel regno di Redas legavano i loro sogni alla stelle quando cadevano per sempre nel regno del buio.

Di colpo avvertì nell’aria lo squarcio inaudibile per chiunque della scia di un frammento di stella, era verso le montagne di nord-ovest, le Drakim. Sentì che lungo il percorso si divideva in due parti, una precipitava sulle montagne e l’altra nelle lande sconfinate di Eldair.
Venne scosso da un presentimento, si girò e sedette al suo millenario tavolo di noce. Le dita corsero sulle righe sporgenti di una pergamena mentre un pensiero lo tormentava: la stella cadente... e quell’immensa energia… sarà il segno dell’antica profezia degli avi, quella tanto temuta? Forse il dio Uldron vuol darmi un monito…

_________________
Alberto Sodani

detto il paratattico, (da qualche parte, qui nel forum)
fatti non foste a viver come bruti...
Festina lente...


Ultima modifica di alberto sodani il Lun 11 Nov 2013 00:23, modificato 1 volta in totale
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ALESSIO DI LUPO



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MessaggioInviato: Sab 09 Nov 2013 19:45    Oggetto: Cita

grazie mille, è perfetto, scorre che è una meraviglia, io però toglierei era un mago. Non vorrei rivelarlo ancora,ma farlo capire in seguito piano piano.
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ALESSIO DI LUPO



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MessaggioInviato: Lun 11 Nov 2013 21:51    Oggetto: Cita

Ciao mi sono preso il prontuario dello scrittore,ora posto quello che ho scritto finora.


Prologo


Regno di Eldair, 1600 anni
Dopo la guerra di Oldorm






Foresta di Veretur



Era affacciato alla finestra di casa, in cima alla gigantesca quercia. Sentiva il cielo notturno limpido e forse rischiarato dalla luna: la lieve brezza dei mari del nord che si infilava tra i rami contorti gli carezzava le infinite rughe del viso dalle orbite vuote. Uzuri sentiva anche l’armonia della natura, e la voce degli spiriti della foresta, il bobolio dei gufi, l’ululare dei lupi, il librarsi dei pipistrelli; nulla sfuggiva ai suoi sensi affinati.
Alzò il viso al cielo, e si chiese cosa nascondesse l’ignoto e l’oscurità dell’universo di fronte a lui: le stelle del firmamento certo brillavano come le aveva viste l’ultima volta 1600 anni prima; molti nel regno di Eldair legavano i loro sogni alla stelle prima che cadessero per sempre nel buio eterno della morte.

Di colpo avvertì nell’aria lo squarcio inaudibile per chiunque della scia di un frammento di stella, era verso le montagne di nord-ovest, le Drakim. Sentì che lungo il percorso si divideva in due parti, una precipitava sulle montagne e l’altra nelle lande sconfinate di Eldair.
Venne scosso da un presentimento, si girò e sedette al suo millenario tavolo di noce. Le dita corsero sulle righe sporgenti di una pergamena mentre un pensiero lo tormentava: la stella cadente... e quell’immensa energia… sarà il segno dell’antica profezia degli avi, per lungo tempo temuta? Forse il dio Uldron vuol darmi un monito..
In cuor suo sperava di aver sognato ad occhi aperti e cercò di dimenticare tutto, cosciente di cosa poteva significare se fosse stato tutto vero. Tuttavia gli indovini,quattro giorni fa, videro una grandine color sangue:l’inizio della profezia. Questo era solo uno dei tre segni che la confermavano; la stella, il secondo. Solo il terzo rimaneva un incognita, purtroppo nessuno ne era a conoscenza: la seconda parte del manoscritto era ormai perduta.

I polpastrelli della mano destra sfiorarono il foglio, adagiato sul piano dello scrittoio. Come per magia apparvero della parole: era una formula curativa alle erbe di elyconia. Una volta finito il suo lavoro la ripose nell’armadio incastonato nella parete; libri e pergamene di ogni tipo affollavano l’interno.
Chiuso lo sportello, un fetore di muffa si diffuse in tutto l’ambiente, ma non ne rimase colpito; i suoi pensieri ormai erano altrove, e non gli davano pace. Sapeva che ben presto sarebbe arrivata una bufera a distruggere l’armonia raggiunta solo al prezzo di immani sofferenze. Quindi cercò di guadagnarsi il favore del dio per scongiurare quel segno funesto di cui era stato testimone. Andò nel balcone coperto solo da un telo di lino, esposto alle intemperie, e si mise a pregare a gambe incrociate. La pioggia scrosciava violenta, il vento sferzava le fronde degli alberi. La furia degli elementi continuò per ore, ma Uzuri rimase impassibile: il dio della luce sacra, Uldron, lo avrebbe confortato e guidato. A un tratto aprì gli occhi, un calore intenso rinfrancava il suo corpo esile, il sole stava nascendo all’orizzonte. Si alzò in piedi e alzate le braccia verso quella luce radiosa, pronunciò le sue parole di ringraziamento.

In un luogo ignoto sorgeva, spettrale e umida, una caverna. Il terreno era dominato da un lago di lava, che emetteva un ribollio e un aria irrespirabile, interrotto di tanto in tanto da alcuni rocce che affioravano dalla superfice. Dalla parete affiorava uno squarcio profondo, ancora incandescente, mentre il soffitto era ricoperto da spuntoni affilati come lame. Nel mezzo, indisturbati dalla lava, si trovavano dei cristalli rossi ancora fumanti, che avevano provocato un cratere. Avvolta nella nebbia, una figura dall’aspetto orribile sogghignava, aspettando il volgere degli eventi, sapeva che il momento era giunto. Avrebbe donato un oggetto arcano, dotato di immane potere, creato con una goccia del suo sangue e col frammento della stella, a chi avesse superato le sue prove mortali.
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ALESSIO DI LUPO



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MessaggioInviato: Gio 14 Nov 2013 18:41    Oggetto: Cita

C'è nessuno? tutti spariti? Shocked
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Alessandro F.



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MessaggioInviato: Mar 26 Nov 2013 01:04    Oggetto: Cita

Provo a segnalarti alcune cose che ho notato, ma ammetto di avere qualche dubbio soprattutto sul PDV, quindi prendile come spunto per riflettere e magari discuterne. Wink

ALESSIO DI LUPO ha scritto:


Prologo



Citazione:
In cuor suo sperava di aver sognato ad occhi aperti


(credo che non sia di buon gusto usare quest'espressione per un mago cieco. Però io ho fatto di peggio, per cui tranquillo!)

Citazione:
Tuttavia gli indovini, quattro giorni fa, videro una grandine color sangue:l’inizio della profezia. Questo era solo uno dei tre segni che la confermavano; la stella, il secondo. Solo il terzo rimaneva un incognita, purtroppo nessuno ne era a conoscenza: la seconda parte del manoscritto era ormai perduta.


(qui credo che il PDV sia errato. Hai ripreso il racconto basandoti sul suggerimento di Alberto che ha scritto utilizzando la terza persona. Tu hai continuato, a mio avviso, spostando il pdv al narratore onnisciente. Inoltre, il tempo verbale non è sincronizzato con quello della narrazione, sei improvvisamente passato al tempo presente con l'espressione "quattro giorni fa". Un esempio più corretto potrebbe essere: "Tuttavia, Uzuri era venuto a sapere che quattro giorni prima gli indovini avevano visto..." Mi permetto anche di criticare questo passaggio: non si capisce se gli indovini hanno avuto una visione oppure se è accaduto un evento atmosferico che chiunque poteva vedere. Secondo me è bene specificarlo. Un errore brutto da segnalare: un altra senza apostrofo! )

Citazione:
I polpastrelli della mano destra sfiorarono il foglio, adagiato sul piano dello scrittoio. Come per magia apparvero della parole: era una formula curativa alle erbe di elyconia. Una volta finito il suo lavoro la ripose nell’armadio incastonato nella parete; libri e pergamene di ogni tipo affollavano l’interno.


(Forse così: "Con la mano sfiorò un foglio adagiato sullo scrittoio. Percepì il tepore dell’energia scorrergli lungo le dita, mentre le lettere si imprimevano nella carta a creare le parole magiche per la formula curativa alle erbe di elyconia…” Ho scritto così - ma è solo un piccolo esempio - perché mi sembra che continui a insistere sul pdv onnisciente invece di essere coerente con la terza persona. Il mago è cieco e l'uso di descrizioni fisiche aiuta a narrare secondo il suo pdv. Inoltre, l’espressione “come per magia” non è appropriata visto che Uzuri è un mago.)

Citazione:
Quindi cercò di guadagnarsi il favore del dio per scongiurare quel segno funesto di cui era stato testimone. Andò nel balcone coperto solo da un telo di lino, esposto alle intemperie, e si mise a pregare a gambe incrociate.


(La prima frase la riscriverei, non mi convince. Nella seconda, farei così: “Uscì nel balcone coperto solo da un telo di lino e si sedette a pregare con le gambe incrociate”)

Citazione:
In un luogo ignoto sorgeva, spettrale e umida, una caverna.


(Una caverna non sorge. Una caverna può trovarsi sotto terra - dove viveva uno Hobbit Smile - ma non sorgere.)

Citazione:
emetteva un ribollio e un aria irrespirabile, interrotto di tanto in tanto da alcuni rocce che affioravano dalla superfice.


(attenzione all’apostrofo e alla “i” in superficie) Wink

Spero di esserti stato d'aiuto.
In bocca al lupo!
_________________
Alessandro
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