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WMI 37 - Io ho diritto di Salvatore Stefanelli


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Autore Messaggio
jpaulverlain



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MessaggioInviato: Lun 21 Ott 2013 21:45    Oggetto: Cita

Grazie Salvatore; è un piacere parlare con te perché ci si capisce al volo senza intermediazioni. Ti voglio rinnovare i complimenti per la vittoria al 30 WMI, certo, vederti accanto alla bella Loredana... ma secondo me è uno scherzo di Vincenzo che come redattore capo voleva una sorta di pubblicità shock.
I complimenti però vanno al tema del tuo racconto. Sono d'accordo che sulla violenza alle donne bisogna parlarne spesso, se ne parla poco, però se in Italia ci fossero meno leggi e quelle poche fossero applicate TUTTE, molte cose migliorerebbero di certo.
Un abbraccio sincero e forte.
Salvo
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Salvo Andrea Figura
"Asparago siculo" Giallo24-Mondadori. gen. 2013.
"La neve di Piazza del Campo" Mondadori 3077 2013..
"La Terra, il Cielo e il Costato" History Crime 2014
"La pulce e il cappio" Hist-crime 2015
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marzialice



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MessaggioInviato: Mar 22 Ott 2013 19:40    Oggetto: Cita

È arrivata, finalmente.
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Niente colpisce al cuore come un punto messo al posto giusto. (I. Babel')
Marzia Musneci
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Mar 22 Ott 2013 20:11    Oggetto: Cita

Arrivata anche a me. Per ora ho letto solo i tre racconti del Premio WMI.

Dico la mia su gli altri.

Tommies - E' un freddo e preciso resoconto di momenti drammatici in quella che di drammatico ha tutto: la guerra. Scritto in maniera particolare con l'immersione nella mente del soldato tedesco, tutto è verosimile, sensazioni e gesta. Credo avrebbe avuto bisogno di più spazio per esprimere al meglio quella realtà, alcuni passaggi mi sono sembrati troppo rapidi, ma forse è solo un mio sentire visto che la rapidità in cui certe cose potevano accadere è più che plausibile. Purtroppo, e qui rientra sempre il proprio sentire, non mi ha emotivamente preso più di tanto. Deve essere però un mio problema, il fatto di non essere riuscito a immergermi completamente nell'atmosfera (che è quello che mi è mancato di più - non parlo di ambientazione che invece c'era) e nel corpo del protagonista. Sinceramente credo che meriti il podio che ha avuto, e con questo non voglio assolutamente sminuirne la grandezza. Bravo Antonio, leggendo questo mi è venuta ancora più voglia di leggere il tuo romanzo "Nuvole rosse sotto il mare".



Il coniglio di marzapane - mi preso sin dalle prime frasi, è il tema trattato a emozionarmi tanto e, seppure non avevo capito subito tutto, funziona benissimo. Direte voi come può funzionare se non hai capito. Funziona perché incanta da subito, perché ti fa sentire il disaggio della madre, perché la fiaba mostra subito i suoi lati oscuri, perché si procede con naturalezza verso il finale. Le emozioni crescono leggendo. Unico neo, secondo me, è proprio la frase finale che, per quanto sia naturale, spezza il ritmo e gela le emozioni proprio al picco massimo raggiunto con l'ultima parola di dialogo. Un'ottima prova, comunque.
Non so dire se meritasse più del mio perché i bambini mi colpiscono al cuore forse più di qualsiasi altra cosa e non riesco a essere imparziale. Se c'è comunque una differenza col mio è davvero minima e non saprei se a favore o meno. Brava Emiliana e Grazie.
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Tace la notte, piena di parole, al vento gelido del nord. Le stelle vibrano nel buio e l'anima non sembra più così sola. Ti parlo, Vuoto, perché tu possa riempirti d'amore.

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Antonio Tenisci



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MessaggioInviato: Mer 23 Ott 2013 08:39    Oggetto: Cita

Commenti, critiche e complimenti sono sempre accettati e valutati con attenzione. E aiutano a crescere...
Proprio quello che voglio.

Grazie Salvatore.

PS. Il soldato tedesco del racconto è uno dei personaggi marginali del romanzo. Mi sono servito di lui perché la squadra del soldato canadese protagonista lo trova e lo cura e poi lo affida ai barellieri alleati. Pochi minuti dopo sono 'costretti' a uccidere un cecchino nazista che impedisce loro di avanzare. A quel punto si rendono amaramente conto che in pochi attimi la stessa mano che aveva salvato, poco dopo aveva ucciso lo stesso nemico.
Insomma, in Tommies riprendo il ferito e gli faccio vedere la guerra con il suo Pdv, cosa che nel romanzo naturalmente, non potevo fare.
Spero di averti messo ancora + curiosità.

Very Happy Very Happy Very Happy
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"Leggere moltissimo, scrivere moltissimo, stracciare moltissimo, pubblicare tardissimo."
J.L.Borges
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Mer 23 Ott 2013 20:28    Oggetto: Cita

Non mi hai messo più curiosità, hai solo confermato il desiderio di avere il tuo libro.
Ciao Antonio
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Marco Writer



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MessaggioInviato: Ven 25 Ott 2013 21:52    Oggetto: Cita

Finalmente l'ho letto. Mi ha colpito molto, soprattutto perché sono temi, quelli di attualità, a me molto cari. Non sono mai stato uno scrittore di genere, anche se da quando sono approdato nel forum della WMI sto cercando di mettermi alla prova in tutti i campi e ne sono felice, ma ho sempre descritto ciò che mi circonda cercando di denunciare anche fatti riprovevoli come quello che hai descritto tu.
Mi hai fatto emozionare molto. Hsi descritto il tutto con dolcezza, ma al tempo stesso con fermezza, e quello che mi è piaciuto di più è che non sei stato patetico. Che dire Salvatore: un successo davvero meritato. Ti faccio tanti complimenti. Very Happy
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Marco Canella

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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Sab 26 Ott 2013 00:18    Oggetto: Cita

Grazie Marco. Il tuo commento con la disanima di ciò che hai provato e visto nel mio racconto mi lascia più che soddisfatto.
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disca



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MessaggioInviato: Sab 26 Ott 2013 08:01    Oggetto: Cita

In un momento difficile in cui l'attenzione alle problematiche di genete assume il carattere di 'rivendicazione'o 'lotta' oppure, all'opposto, quello di una rassicurante celebrazione collettiva che ha il solo risultato di far sentire a posto le coscienze di quanti vi hanno partecipato, un racconto come questo e per di più scritto da un uomo ci mostra l'unica via possibile una immedesimazione che è reale partecipazione.
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Dirce Scarpello
365 Racconti di natale- L'importanza di avere dei buoni vicini- 3 febbraio
L'attrazione dei talenti- Romanzo
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Lu Kang



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MessaggioInviato: Sab 26 Ott 2013 23:40    Oggetto: Cita

Hai toccato un tema d'attualità politico/sociale molto forte, senza cadere nella retorica. Questo per me è il tuo merito più grande, perché non è cosa semplice da fare.

Poi, ha gestito tutto con la sensibilità che ti appartiene e che tutti noi abbiamo imparato ad apprezzare qui sul forum (anche se sappiamo che nella vita reale sei più cattivo del nazista di Antonio Laughing )

Infine, porti avanti l'intero racconto con molto equilibrio e una scrittura scorrevole.

Complimenti.
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"Pensate a leggere e a scrivere, piuttosto." (Redazione WMI)
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Tutto ha un motivo. Anche la scelta di utilizzare Lu Kang come pseudonimo.
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Dom 27 Ott 2013 19:23    Oggetto: Cita

Grazie Lu (e non dire che ti ho minacciato altrimenti il patto decade e dovrò mettere in atto le torture previste Evil or Very Mad ).
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Diego Matteucci



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MessaggioInviato: Mar 29 Ott 2013 08:23    Oggetto: Cita

Ciao Salvatore, la rivista mi era poi arrivata (finalmente), ma a causa del l'impegno con The Tube, che mi aveva assorbito totalmente, non era ancora riuscito a commentare il tuo racconto. Be', eccomi qui. Sulla tua scrittura, la tecnica, le parole che utilizzi, non c'è assolutamente nulla da dire. Mi prende, mi ha trasmesso perfettamente l'angoscia, il sentimento di abbandono e solitudine che prova la protagonista, per poi avvertire anche quel barlume di speranza che le altre donne, l'innocenza della bambina, ma soprattutto la solidarietà di quell'uomo, fanno provare lei ma soprattutto anche a me. Quindi ti faccio davvero i miei complimenti, sei proprio bravo.

Altra cosa invece, per me, e parlo a questo punto in generale, è il modo della protesta in sé che io non condivido. Perché una donna deve mostrare in piazza il proprio corpo per affermare i propri diritti? Dove sta il decoro di quella persona? E' finito sotto le scarpe perché ha subito delle violenze e soprusi? Sì, certo, sicuramente in quel momento farà parlare di sé, del grosso problema che sembra diffondersi come una macchia d'olio. Ma io penso che più che superare la paura della vergogna, sia molto più importante superare la paura della condivisione. La vera arma contro la violenza è la parola, la denuncia, dire a tutti che quell'uomo, quel compagno, quel marito, mi ha picchiata, convincendosi una volta per tutte che quello non è amore, è solo violenza.

Ecco, Salvatore, tu hai sollevato un tema molto importante, scusami se mi sono lasciato un po' andare.

Ciao

Diego
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Mar 29 Ott 2013 22:14    Oggetto: Cita

Diego hai perfettamente ragione, infatti il gesto della protagonista è dettato più dalla disperazione che da altro. A volte anche gli organi di controllo evitano o sono superficiali rispetto a problemi di ambito casalingo e familiare, per poi accorgersene quando è troppo tardi.
Condividere è, probabile, la scelta migliore. Ma con chi? Con i parenti? Gli amici? Gli organi di Polizia? Gli avvocati? Con tutti loro, mi dirai. Sono convinto che anche tu capirai quanto sia difficile condividere un tale disagio, così come è difficilissimo farlo per le vittime di stupro (forse, anche per un'atavica convinzione che ciò che è accaduto è in parte anche colpa loro). In un ambiente domestico, dove l'uomo (ma a volte, seppur molto più raro, anche la donna) che ami ti violenta ogni giorno limitandoti nella tua libertà, nei diritti, nelle gioie così come negli impegni propri tuoi e che non siano obblighi familiari verso di lui o i suoi figli, che sono anche i tuoi e con cui vorresti avere un rapporto più aperto e sereno, incominci col credere che qualche colpa ce l'hai, che forse se lo accontenti una volta poi... ma quel poi non arriverà mai e tu continui a provarci finché non riuscirai a fare altro, perché altro non è più nella tua vita. Penserai che è sempre stato così, che anche le altre donne nasconderanno questa verità che nessuno ti ha detto. Forse, comincerai col credere che anche tua madre ha fatto lo stesso. Forse, lo penserai delle tua amiche, se ancora te ne restano e lui non ti ha obbligato a tagliare tutti i ponti con loro. Forse, ma solo forse, quando avrai raggiunto il limite più basso a cui penseresti mai di arrivare, farai una scelta. Non sempre quella scelta è quella giusta: potresti anche pensare di lasciare la vita, tanto a cosa vale viverla ancora. Oppure, sceglierai di lottare. Purtroppo, quando affronterai questa seconda opzione, spesso ti accorgerai di non avere alcuno attorno in grado di capirti o di sostenerti. I motivi potrebbero essere tanti. Realmente quelle persone non comprendono, potrebbero anche essere così tanto affezionati al tuo carnefice da non rendersi conto di quello che ti fa, o, peggio, non sono disposti a crederti. Potresti trovare, però, anche qualcuno che sia dalla tua parte, che faccia di tutto per aiutarti, che ti porti da un avvocato, che ti sostenga in tutto l'iter processuale. Potresti arrivare al punto in cui il giudice sia comprensivo e decida di allontanare da te quel maledetto calice. Avresti raggiunto la serenità... forse. Ti ci vorrà del tempo per sentirti tranquilla, del tempo per poter accettare di nuovo l'amicizia o qualcosa di più da un uomo, non avrai più fiducia nell'altro sesso. O, ce la farai, e la tua vita tornerà a sorridere perché sei una che non molla, che lotta fino alla fine.
E la fine a volte arriva quando meno te l'aspetti. Quando credevi di averlo dimenticato o, per lo meno, rinchiuso dietro un muro di nebbia in cui non ti saresti mai più affacciata, eccolo che riappare e non ti lascia il tempo di chiedere aiuto, stroncando la tua giovane, martoriata e vissuta vita sull'asfalto di una fredda città, dove il tuo nome sarà solo uno dei tanti che andrà ad aggiungersi alla lista nera...

Ti sembra un quadro realistico? Purtroppo credo che lo sia spesso, stante a quanto sempre più frequentemente si vede in tv o sui giornali. Penso che ogni forma di denuncia, in qualunque modo si svolga, se riesce a non far dimenticare l'argomento, sia la benvenuta.
Sperare è umano. Quanto ancora di umano ci sia nel mondo d'oggi è tutta un'altra storia.
Salvatore

P.s. Non vorrei turbare il sonno di nessuno: il mondo è anche pieno di cose bellissime e di persone meravigliose che a ogni istante o anche per uno solo di quelli che appartengono alla nostra vita riescono a farci dire che valeva e varrà la pena viverla, sempre.
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Antonino Fazio



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MessaggioInviato: Mer 06 Nov 2013 15:23    Oggetto: Cita

Salvatore, hai scritto un racconto molto bello, con un PdV interno alla protagonista gestito con molta abilità. Il tema "sociale" che hai scelto di trattare lo rende particolare, e ha di certo meritato il primo posto! Very Happy
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Salvatore Stefanelli



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MessaggioInviato: Mer 06 Nov 2013 20:48    Oggetto: Cita

Grazie Antonino. Mi onori.
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