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WMI 23 - una recensione globale


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Alain Voudi'



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MessaggioInviato: Sab 30 Apr 2011 14:51    Oggetto: WMI 23 - una recensione globale Cita

WMI 23: un commentone.

Avvertimento: questo messaggio è intempestivo e magari anche fuori luogo.

"Intempestivo", perché purtroppo, lavorando io in giro per l'Italia, leggo WMI solo quando finalmente riesco a rientrare un finesettimana alla base; "fuori luogo", perché noto che non è usanza commentare i numeri di WMI come sto per fare.

Pazienza: sono un lettore, e per di più abbonato e pagante (Dio li conservi tutti in salute!), e quindi mi sento libero di arrogarmi diritti magari inopportuni. Da l'altro canto, il peggio che me ne possa venire è di morirne, e andarne in Inferno. E ne son morti tanti prima di me, e ve ne son tanti, in Inferno, che non meriterebbero d'esservi!

Quindi: quello che segue è il mio commento (poco) ragionato sul numero 23 di WMI. Ogni considerazione è ovviamente da considerarsi puramente personale, e blablabla. Dei gusti non si discute, per cui probabilmente storcerò il naso davanti a cose che altri osannano, e viceversa. A chi interessa, porgo i miei ringraziamenti anticipati. A chi non, posso solo suggerire di passare al messaggio successivo. Smile

(procedo in rigoroso ordine di pagina, per non fare figli e figliastri)

Pag 5, I dialoghi, di Franco Forte
Come sempre interessante e ben scritto ma, per chi come me conosce a memoria il suo Prontuario, questo articolo non ne è che un breve ripasso. Chi invece ancora non ha letto il Prontuario si vergogni, e corra a rimediare. Nell'attesa che le Poste facciano il loro dovere nel recapitarglielo, per penitenza si studi l'articolo e gli esempi, e vada a cercarsi i testi consigliati.

Pag 11, La stanza di Ernesto, di Cinzia Leo
Chiunque segua Franco Forte sa benissimo che il suo Suggerimento Numero Uno dice "narra di ciò che conosci". Cinzia Leo lo ha preso alla lettera, e ambienta questo suo bel racconto nel proprio ambiente di lavoro, regalandoci così un impietoso spaccato di cosa rappresenti per le persone una moderna realtà aziendale.
Una sottile metafora (che mi azzerderò ad accostare al Tempi Moderni di Chaplin) di quanto possa essere straniante l'occupazione in un ufficio fatto solo a misura di azienda.
Da ricordare, la prossima volta che andrò a un colloquio di lavoro.

Pag 14, I luoghi del fantasy, di Andrea Franco
Prosegue la serie di articoli dedicati allo studio delle tecniche narrative applicate al fantasy. Spunti interessanti anche per chi non si dedica al genere specifico. Da leggere e far proprio in ogni caso.

Pag 23, Il mio amico idraulico, di Luca Masali
Questo articolo, da solo, vale l'intero numero 23 della rivista. Divertente, ben scritto, chiaro e diretto sul bersaglio. Mi ha ricordato alcune osservazioni di Luciano De Crescenzo sulla filosofia del suo amico meccanico -- o era il portiere?
Come che sia, chiunque intenda vendere qualche copia del proprio libro, dopo averlo pubblicato (le due cose sono correlate solo debolmente), dovrebbe studiarsi questo pezzo a memoria.
Di Masali avevo letto, a suo tempo, solo I biplani di D'Annunzio, ma mi sa che cercherò qualcos'altro di suo, la prossima volta che andrò a saccheggiare una libreria.

Pag 28, Eredità, di Irene Vanni
Un padre stanco e forse troppo legato a vecchi usi, un figlio ribelle, nichilista e contestatore, una notte umida e nebbiosa. Quali ingredienti migliori per un conflitto generazionale? Solo che i protagonisti di questo racconto non sono gente "comune"... o forse, malgrado le apparenze, invece sì? Il mostro, oggi, è quello della porta accanto.

pag 32, intervista a Massimiliano e Pier Paolo di Mino, di Gianfranco Staltari
Una di quelle interviste, purtroppo sempre più frequenti, in cui le domande sono più interessanti e approfondite delle risposte. Non mi ha detto niente.
Scusate la franchezza Smile

Pag 36, Giochi d'acqua, di Maria Pia Tucci Vitiello
"Le creature acquatiche sperimentano un nuovo habitat". Questa conclusione merita da sola il primo premio assegnato.
La piscina come brodo primordiale, lo sfiorarsi di una mano ricapitola la filogenesi.
Devo proseguire? No, credo di aver già reso l'idea: se non avesse vinto il primo premio, gliel'avrei dato io.

Pag 39, Andata e ritorno, di Claudio Costa
Un incipit da girar pagina e passare oltre; per fortuna dell'autore l'indicazione "Secondo premio" mi ha incuriosito, perché nella seconda parte il racconto migliora notevolmente. Malgrado la scrittura renda bene la Caduta, però, e i tempi scandiscano bene il Ritorno, tutto sommato la storia è abbondantemente sfruttata, e il racconto non aggiunge nulla di nuovo al tema. Peccato, mi aspettavo di più.

Pag 43, Coppia di donne, di Annavera Viva
Che la Morte giocasse ai Tarocchi, era cosa nota; che la vita si riassuma in una partita a poker, no. Però la cosa funziona. Solo che a poker si può anche vincere, talvolta, e magari proprio grazie alle Donne. Nella vita, no.

Pag 48, Strutturare un documento, di Luca Di Gialleonardo
Saltato a piè pari -- ma io sono un professionista del ramo, quindi sono giustificato. Smile

Pag 54, La data di scadenza, di Luca Romanello
Sul mio personalissimo cartellino (come diceva il Tale), questo racconto va al numero due, dopo il "Giochi d'acqua" di cui sopra. Luca ha una scrittura efficace e sarcastica: in questa storia si rivedono in trasparenza gli Amici Miei di Monicelli. Divertente e diverso, merita una lettura e financo una rilettura. Bravo Luca.

Pag 59, Poesia, Michele Mazza, a cura di Laila Cresta
Non capisco, non leggo, e non mi piace la poesia. Saltato a piè pari anche questo, ma senza giustificazione.
Scusatemi, se potete.

Pag 62, Diciotto anni, di Carlo Vincenzi
Numero tre della mia classifica, ma quasi a parimerito col due. Lo frega la poca credibilità del protagonista narratore, e forse la poca originalità della storia, peraltro narrata in modo semplice ma coinvolgente. Da notare l'efficacia dei dialoghi, scritti in maniera impeccabile, che permettono all'autore di rivelare tutto senza raccontare niente o quasi. Il colpo di scena finale, prescindibile, non aggiunge o toglie nulla al punteggio.

Pag 67, Il Racconto, di Vincenzo Vizzini
Una bella introduzione stimolante, un tono discorsivo che ti induce a seguire le spiegazioni, ma poi... il tutto si interrompe proprio sul più bello, rimandando al prossimo numero. Eh, dai, Vincenzo! Così non vale! Io voglio sapere come continua!

Pag 70, Una storia di vendetta, di Emilio Daniele
Un racconto lungo, di ambientazione storica, ben pensato in termini di trama, ma funestato dall'eccesso di termini tecnici e dalla debolezza dei dialoghi, che spesso vorrebbero richiamare toni epici (omerici, mi verrebbe da dire), ma si limitano a suonare poco realistici e contribuiscono a demolire la sospensione di incredulità che pure la storia meriterebbe. E sì che il riquadro a pagina 10 metteva proprio in guardia da questa trappola! Però la trama sarebbe stata intrigante, magari in una prossima edizione si può rimediare -- magari ampliando ancora il racconto e dilatandone ancora i tempi, per adeguarli al tono epico.

Pag 82, Cibo per cani, di Andrea Tortoreto
Una buona pagina sprecata. Peccato, poteva starci un'inserzione a pagamento.
(nota: non mi permetterei mai commenti del genere in un forum, ma se pago in soldoni per una rivista mi sento autorizzato a criticarne il contenuto come meglio credo).


E per finire, un'osservazione tecnica: solo a me riesce fastidioso leggere i racconti impaginati su un'unica colonna?
Gli articoli, che sono impaginati su due, mi sembrano molto più leggibili.
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Alain

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Luca Di Gialleonardo



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MessaggioInviato: Sab 30 Apr 2011 19:00    Oggetto: Re: WMI 23 - una recensione globale Cita

Alain Voudì ha scritto:

Pag 48, Strutturare un documento, di Luca Di Gialleonardo
Saltato a piè pari -- ma io sono un professionista del ramo, quindi sono giustificato. Smile


Eh no! E io che mi aspettavo di essere trattato male. Mi sa che l'indifferenza è anche peggio Wink

Ovviamente scherzo! Però se da professionista hai un consiglio su come essere più chiaro con le spiegazioni dimmi pure.

Un saluto
Luca
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Luca Romanello



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MessaggioInviato: Sab 30 Apr 2011 20:57    Oggetto: Re: WMI 23 - una recensione globale Cita

Alain Voudì ha scritto:
Pag 54, La data di scadenza, di Luca Romanello
Sul mio personalissimo cartellino (come diceva il Tale), questo racconto va al numero due, dopo il "Giochi d'acqua" di cui sopra. Luca ha una scrittura efficace e sarcastica: in questa storia si rivedono in trasparenza gli Amici Miei di Monicelli. Divertente e diverso, merita una lettura e financo una rilettura. Bravo Luca.


Arrossisco e ti ringrazio molto. Le tue parole mi fanno immensamente piacere!
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emilio daniele



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MessaggioInviato: Dom 01 Mag 2011 00:27    Oggetto: Cita

sono contento che tu abbia letto il mio racconto e farò tesoro delle critiche di un lettore come te, attento e senza paura di dare botte... e di riceverne quando è il momento.
Grazie Wink
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Claudio Costa



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MessaggioInviato: Dom 01 Mag 2011 07:37    Oggetto: Cita

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Cristiana Bartolini



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MessaggioInviato: Dom 01 Mag 2011 09:45    Oggetto: Re: WMI 23 - una recensione globale Cita

lucadj ha scritto:

Eh no! E io che mi aspettavo di essere trattato male. Mi sa che l'indifferenza è anche peggio Wink

Ovviamente scherzo! Però se da professionista hai un consiglio su come essere più chiaro con le spiegazioni dimmi pure.

Un saluto
Luca


Per favore, lunga vita agli articoli di di Luca Di Gialleonardo sulla struttura dei documenti elettronici!
Confesso di non essere un'esperta, ma neanche esattamente una profana del word processor (lo uso giornalmente anche per lavoro). In ogni caso, questi saggi mi stanno aprendo un mondo nuovo e sconosciuto nello sfruttamento di potenzialità utilissime per uno scrittore, di cui fino a questo punto neanche immaginavo l'esistenza.
Mi metto davanti al PC e seguo le istruzioni passo passo: è spiegato benissimo, tra l'altro. Anche l'articolo precedente sull'uso dei simboli era illuminante.
Insomma, per quanto mi riguarda, Luca continua così!
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MessaggioInviato: Dom 01 Mag 2011 11:45    Oggetto: Cita

Citazione:
Pag 62, Diciotto anni, di Carlo Vincenzi
Numero tre della mia classifica, ma quasi a parimerito col due. Lo frega la poca credibilità del protagonista narratore, e forse la poca originalità della storia, peraltro narrata in modo semplice ma coinvolgente. Da notare l'efficacia dei dialoghi, scritti in maniera impeccabile, che permettono all'autore di rivelare tutto senza raccontare niente o quasi. Il colpo di scena finale, prescindibile, non aggiunge o toglie nulla al punteggio.

Grazie del commento. Poco credibile? Perchè? Embarassed
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MessaggioInviato: Dom 01 Mag 2011 13:01    Oggetto: Re: WMI 23 - una recensione globale Cita

Alain Voudì ha scritto:
WMI 23: un commentone.

Pag 14, [b]I luoghi del fantasy
, di Andrea Franco
Prosegue la serie di articoli dedicati allo studio delle tecniche narrative applicate al fantasy. Spunti interessanti anche per chi non si dedica al genere specifico. Da leggere e far proprio in ogni caso.



Sono contento che i miei articoli siano utili e piacevoli! Smile
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MessaggioInviato: Mer 04 Mag 2011 11:37    Oggetto: Cita

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MessaggioInviato: Mar 10 Mag 2011 10:42    Oggetto: Cita

Grazie prima di tutti di aver letto e commentato tutti i contenuti. Credo che a tutti faccia piacere ricere feedback e sapere cosa pensano i lettori.
grazie per gli apprezzamenti al mio racconto.
Se posso dire la mia, sento di dover difendere Andrea col suo Cibo per cani. Una bella pagina, per me. Simpatica, ben scritta e si lascia leggere. L'autore non voleva essere pretenzioso ma regalarci un sorriso e una gradevole lettura. Per me non è stata sprecata.
Wink
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Irene Vanni



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MessaggioInviato: Mar 10 Mag 2011 11:02    Oggetto: Cita

Grazie mille, ho visto il post solo ora! Smile
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Gilgames



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MessaggioInviato: Mar 10 Mag 2011 14:24    Oggetto: Cita

Cile ha scritto:
Grazie prima di tutti di aver letto e commentato tutti i contenuti. Credo che a tutti faccia piacere ricere feedback e sapere cosa pensano i lettori.
grazie per gli apprezzamenti al mio racconto.
Se posso dire la mia, sento di dover difendere Andrea col suo Cibo per cani. Una bella pagina, per me. Simpatica, ben scritta e si lascia leggere. L'autore non voleva essere pretenzioso ma regalarci un sorriso e una gradevole lettura. Per me non è stata sprecata.
Wink


Grazie Cinzia, mi fa molto piacere vedere che le critiche al mio racconto hanno poi generato reazioni positive. Hai colto in pieno lo spirito, quasi goliardico e non certo pretenzioso, di Cibo per cani. Che è poi, almeno credo, lo spirito del genere horror nella sua versione splutter Very Happy.
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Andrea Tortoreto
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Alain Voudi'



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MessaggioInviato: Mar 10 Mag 2011 20:59    Oggetto: Cita

Senza con questo voler iniziare un dibattito Laughing , aggiungo solo una postilla al mio messaggio iniziale:

il mio sproloquio di cui sopra nasce dalla constatazione che, malgrado talvolta i singoli racconti vengano elogiati (meno spesso criticati, ma si sa) nei topic specifici della sezione "I racconti della WMI", la rivista nel suo complesso sembra venire bellamente ignorata.

Ora, se è vero che (come faceva argutamente notare Cinzia) "a tutti fa piacere ricevere feedback", è anche vero che questo vale vieppiù per la povera e bistrattata Redazione, che si trova invece a brancolare nel buio, cercando di variare l'offerta redazionale unicamente seguendo il proprio istinto -- con risultati lodevoli, in questo caso, ma un aiutino dal pubblico non fa mai male.

Il mio intento, a puro titolo di lettore pagante, è appunto quello di dare un'indicazione DEL TUTTO PERSONALE (tutte opinioni mie, l'avevo premesso) di ciò che in un numero campione piace A ME e interessa A ME. Che probabilmente non fa nemmeno statistica, visto che io sono notoriamente fuori dai ranghi per partito preso.

Può essere (e forse è davvero così) che in alcuni passaggi del mio intervento io abbia dato l'impressione di emettere giudizi divini.
Non era questo l'intento: quando emetto giudizi divini mi faccio sempre annunciare dai miei Arcangeli, e uso un sottofondo di tuoni e saette (molto spettacolare -- e ci mancherebbe: con quel che pago il mio Direttore Artistico...)
No: ogni osservazione che ho fatto su racconti e articoli è una mia impressione personale, e non costituisce assolutamente giudizio di merito (se non, appunto, del mio personale). Non ho, e non ho mai avuto, il minimo dubbio che "Cibo per cani" (per esempio, giusto perché con questo racconto sono stato particolarmente duro) sia piaciuto a molti, come il pezzo sulla poesia, o che l'articolo sulla formattazione dei paragrafi sia stato utilissimo ad altrettanti, ma questo esulava dallo scopo della mia (sia pur pretenziosa) "recensione".

L'idea era solo quella di offrire alla Redazione un quadro complessivo di un numero della rivista, come lo vede UN lettore "medio". Una buona percentuale di redazionali validi, un'ottima percentuale di racconti di qualità medio-alta, qualche cosa meno valida in entrambi i settori.
In definitiva un buon numero, nella mia scala di gradimento. Fino a quando si manterranno tutti su questi livelli, non avrò problemi a rinnovare l'abbonamento.

Detto questo, rinnovo i miei complimenti a chi li ha ricevuti, e a chi no offro l'invito a ricordare che in ogni caso è vano illudersi di poter piacere a tutti, e anche un'amichevole pacca sulla spalla (e se ci incontreremo a Torino, magari anche qualcosa di più alcolico di una pacca).
_________________
Alain

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Carlo Vicenzi



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MessaggioInviato: Mer 11 Mag 2011 09:23    Oggetto: Cita

Alain Voudì ha scritto:
il mio sproloquio di cui sopra nasce dalla constatazione che, malgrado talvolta i singoli racconti vengano elogiati (meno spesso criticati, ma si sa)
.


Proprio per questo speravo che qualcuno mi bastonasse sui punti deboli del mio lavoro!
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