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MARZO: i commenti.


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Autore Messaggio
Missi



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MessaggioInviato: Gio 11 Mar 2010 12:25    Oggetto: Cita

Con i capelli rossi o sottoforma di Angelina Jolie? Very Happy

Mi piace come hai trasformato il racconto di Paolo. E senza offesa ma così lo preferisco al tuo. E lo so che vado fuori tema però complimenti per le pubblicazioni sulla WMI.
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Simonetta Brambilla

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SPIRALI DI GHIACCIO (Chew-9 n.31 - Delos Digital)

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Claudio Costa



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MessaggioInviato: Gio 11 Mar 2010 13:29    Oggetto: Cita

Very Happy Wink
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Claudio Costa
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Cile



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MessaggioInviato: Mar 16 Mar 2010 16:01    Oggetto: Cita

Ciao ragazzi...
scusate l'assenza di Febbraio ma il mese è corto e le cose da fare me lo hanno fatto scappare prima del... tempo Wink
Mi cngratulo con Claudio Costa per i commenti agli esercizi... e sono d'accordo con lui sull'uso della prima persona. Va usata per avvincere di più il lettore e farlo immedesimare quindi invece che raccontare i pensieri (sapevo che etc) vanno detti e vissuti a mano a mano... non so se ho reso l'idea Confused
Bravi tutti comunque, mi è piaciuto leggere gli esercizi, sono dei miniracconti molto intensi... e siete rimasti tutti nelle 2000 battute..io ho sforato di 600 Sad (ma avete contato anche gli spazi Rolling Eyes ) Wink

Veniamo a noi e alle mie PERSONALI opinioni sugli esercizi:
- MILLER: mi piace far parlare la morte ma c'è meno emozione... anch'io penso che potevi ben sfruttare i sentimenti di uno dei medici. E' comunque bello e scorre bene. Una nota: "la umanità"... elidi!

MISSI: dinamico e veloce. Prende il lettore. Ben rispettato e usato il punto di vista.

CLAUDIO COSTA: bell'esercizio. Rispettato e ben usato il punto di vista. Forse c'è poca suspance, magari un accorgimento in più per catturare il lettore ci stava bene.

CARLO VICENZI: Mi piace, crudo e toccante, lo apprezzo forse perché hai visto e inventato HAITI dalla stessa mia angolazione

LAURA POELTTI: ho vissuto il volo col tuo protagonista ma l'atterraggio? Non dovevamo descrivere COSA trovavano i medici?
Hai scelto di fermarti prima e secondo è un peccato perché ERO nella storia come lettore e ti avrei seguita.... Wink

PAOLINO 66: la seconda parte l'ho trovata più dinamica e veloce, forse troppo descrittiva e meno avvincente la prima.

Complimenti a tutti!
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Cinzia Leo
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Carlo Vicenzi



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MessaggioInviato: Mer 17 Mar 2010 12:01    Oggetto: Cita

@ Chiara Razzi di Nunzio: Mi piace il simbolismo della nascita, anche se, a mio parere, c'è qualcosa che non mi convince...
Citazione:
– Médecins? J’ai besoin d’un médecin!
– Cosa dice? – chiede uno dei miei colleghi.
Jacques traduce in un italiano approssimativo:
– Lui bisogno di medico. Ma noi deve andare ospedale.
– Ma femme est enceinte!

Qui il marito della donna parla nel suo linguaggio, sente la dottoressa parlare italiano, dopo di che risponde sempre nel suo idioma.
Improvvisamente, qualche riga dopo:
Citazione:
Faccio per allontanarsi, ma l’uomo mi stringe forte la mano, trattenendomi.
– La prego! Se non mi aiuta, mia moglie e il bambino moriranno

sfoggia un italiano perfetto... La mia opinione è che all'interno della stessa opera, se cominci a scrivere la parti nella loro lingua senza tradurle, sia il caso di mantenere coerenza e non tradurle in da francese a italiano, come hai fatto nella versione di gennaio. In questa non hai specificato che la dottoressa parla francese, ed è in grado di capire ciò che dice l'uomo. Questo rompe l'atmosfera e il realismo del racconto.
Ovviamente sono critiche personali e costruttive. Very Happy
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Rozzo scribacchino, Inutile e malvagio idiota Mentecatto imbrattamuri - Epiteti del sottoscritto.
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Chiara Razzi Di Nunzio



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MessaggioInviato: Mer 17 Mar 2010 15:58    Oggetto: Cita

Ciao, Carlo. Grazie per le segnalazioni, mi fa piacere che ti sia preso la briga di indicarmi i passaggi che risultano malriusciti.
Riguardo al primo dialogo, non mi sono spiegata bene nel racconto: il marito della donna incinta parla francese, la dottoressa si rivolge in italiano all'autista e il marito della donna incinta, quando parla di nuovo in francese, non sta affatto rispondendo alla protagonista, sta semplicemente cercando di convincere l'autista haitiano a "prestargli" un medico. Non sa ancora se sulla jeep c'è qualcun altro che parla francese, a parte il suo connazionale.
Riguardo alla seconda "nota stonata" che mi segnali, la mia idea era di calare il lettore nella mente della protagonista - che capisce benissimo il francese - trasmettendo il senso delle parole, piuttosto che la loro forma. L'italiano è perfetto perché è come se fosse una "traduzione simultanea" operata dalla dottoressa, personaggio che costituisce il filtro di tutto il racconto, dato che la narrazione è in prima persona.
All'inizio, le parole sono riportate in francese perché lei, non ancora calata nella situazione, le interpreta coscientemente. Poi, quando la dottoressa è completamente coinvolta, anche il minimo sforzo d'interpretazione cosciente scompare: a quel punto la frase francese arriva al suo cervello direttamente, senza bisogno di traduzione, talmente chiara che lei la capisce come se fosse in italiano, ed è in italiano che la registra, senza nemmeno rendersene conto. E in italiano la riporta al lettore.
Ci ho riflettuto parecchio, prima di decidere se tradurre o meno, e alla fine ho scelto di accompagnare il lettore e la mia protagonista in una graduale immersione nell'ambiente circostante, che dapprima è percepito come "straniero" e poi man mano diventa sempre meno estraneo. Se ho sbagliato, almeno imparerò la lezione!
Ciao,
Chiara

PS: Carlo, non ho capito se nell'esercizio di gennaio, a tuo parere, ho mantenuto la coerenza o meno.
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Cile



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MessaggioInviato: Mer 17 Mar 2010 16:48    Oggetto: Cita

Ciao Chiara, ora che lo spieghi è evidente cosa volevi fare, però sai, credo anch'io sia meglio usare solo una lingua o limitarsi a poche battute in altre per non confondere.
E' solo un'opinione però, non lo trovo affatto male il tuo esercizio Wink
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Carlo Vicenzi



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MessaggioInviato: Mer 17 Mar 2010 21:12    Oggetto: Cita

Intendevo che a mio parere non sia coerente: capisco quello che vuoi sostenere, ma la sensazione che mi viene trasmessa è strana e dissociante. Mal che vada puoi inserire una specifica descrittiva... Ma credo che il tutto funzioni meglio mantendendo una sola lingua e far tradurre mentalmente alla protagonista.
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Missi



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MessaggioInviato: Lun 22 Mar 2010 11:37    Oggetto: Cita

Grazie Cile per il tuo benevolo commento. Se evito di commentare il tuo è perché (già l’ho detto) l’azione pensata non è il mio forte e preferisco di gran lunga il tuo esercizio di gennaio (ma non è colpa tua). Contenuti ottimi.

E mi è piaciuto l’esercizio di Virlata per l’impostazione che ha dato. “Scaglia potenza” Ma anche qui manca Haiti. Altro piccolo handicap l’ultima frase: ma perché passi da giorni a mesi? Perdonami, ma non l’ho capita Shocked

2° versione:
Ho inserito una seconda versione del mio racconto cercando di seguire i consigli di tutti.
Spero che vi piaccia. Very Happy

Ho recuperato Jeffrey Deaver e Italo Calvino: per ora ho dato solo una scorsa (tanto per farmene un’idea) ma come finisco Asimov, Forte e una sfilza di leggi e regolamenti di cui farei volentieri a meno, di sicuro li leggerò.
E tanto per citare Calvino…
… cosicché nessuno saprà di vivere nel rovescio del tempo come neppure io adesso sono sicuro di qual è il senso in cui si muove il tempo in cui mi muovo…

Grazie a tutti!
Missi
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Simonetta Brambilla

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